Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 379 du 26 mars 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 379/XVII - Interpellanze: "Iniziative per la mitigazione dell'impatto del nuovo calendario dei bandi per borse di studio regionali e adeguamento delle soglie Isee" e "Criticità del bando per i contributi alloggio per studenti universitari fuori sede".

Aggravi (Presidente) - I punti n. 34 e n. 35 avevamo proposto di trattarli insieme, se i primi firmatari me lo confermano. Punto n. 34 e punto n. 35 all'ordine del giorno. Per la prima illustrazione la parola alla collega Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Quest'interpellanza nasce da una problematica occorsa ad alcune famiglie valdostane e riguarda i contributi che vengono dati per gli studenti universitari, sia che riguardino il merito sia che riguardino l'alloggio. Questo per i nostri studenti valdostani rispetto all'Università della Valle d'Aosta, ma anche per coloro che sono naturalmente fuori sede.

Nasce questa problematica importante, che riguarda quello che è indirettamente, io direi, il diritto allo studio, ma che incide su molte famiglie. Perché? Perché sappiamo benissimo che andare all'università e permettere alle ragazze e ai ragazzi di andare all'università è un motivo importante d'innalzamento culturale, di apertura mentale, ma che magari non tutti, dal punto di vista economico, si possono permettere.

Nasce però da una cosa positiva, e cioè quello che è stato, già nell'anno accademico 2025-26, dall'aver uniformato le scadenze dei bandi per l'assegno di studio e contributi alloggio, anticipandole ma perché mettendole in sintonia anche con la normativa nazionale.

Un aspetto quindi sicuramente positivo, perché invece di arrivare alla fine dell'anno accademico si anticipa la scadenza e quindi si migliora, se non altro, anche la possibilità di frequentare e di avere appunto questo contributo.

Qual è stato però il problema? È vero che è un problema che con l'anno prossimo si risolverà, ma quest'anno il problema è stato che per due volte è stato necessario portare lo stesso Isee. Sappiamo benissimo che giustamente bisogna, tra i vari documenti, anche portare l'Isee, portare però due volte lo stesso Isee, se poco cambia per coloro che sono dipendenti, invece per coloro che sono lavoratori autonomi, liberi professionisti, che hanno o che possono avere un andamento anche molto non uniforme rispetto alle entrate, questo ha messo in difficoltà alcune famiglie.

A questo, io devo dire la verità, si è aggiunta una cosa che io ho poco compreso, e cioè: giustamente la Regione, l'Assessorato, cosa fa? Comunica, promuove, al di là della pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, anche attraverso altri canali, ma ricordiamoci che le famiglie avevano in mente un'altra scadenza, la scadenza successiva, cioè non uniformata.

C'è quindi stata una difficoltà che io spero che con l'anno prossimo si possa risolvere: è stata mandata una mail - quindi tante volte con le migliori intenzioni si fanno i peggiori danni - a coloro che avevano già percepito quest'assegno, chiamiamola borsa di studio, questo contributo, nell'anno precedente.

Ora, se io per un motivo non l'avevo ricevuta e se, sapendo che non è quello il momento, non sto tutti i minuti a guardare se esce il bando, è chiaro che rimango fuori. Questa cosa quindi, ripeto, con le migliori intenzioni... poi è chiaro che i risultati quali sono? Che la platea dei percettori di questi contributi non è cambiata particolarmente; diciamo che però è forse, forse, un eccesso di zelo aver mandato per agevolare, o comunque per avvertire coloro che avevano già percepito l'anno precedente, questo ha generato un ulteriore disagio.

Che cosa chiediamo quindi? A questo si aggiunge l'ultimissima cosa, e cioè il fatto che, se per l'assegno unico questo viene in qualche modo aggiornato, invece l'Isee, nonostante la diminuzione del potere d'acquisto, nonostante tutto quello che è legato, sappiamo, alla crisi e alle crisi, quindi al non aumento dei redditi per le famiglie, l'Isee non viene in qualche modo aggiornato.

Che cosa chiediamo, allora? Forse il problema si risolve con la flessibilità temporale, cioè si poteva risolvere mettendo una finestra, per dire, a gennaio, ma poi l'anno successivo sarebbe stata la stessa cosa.

Poi si chiede quello che potrebbe essere un adeguamento Isee, programmare un aggiornamento strutturale delle soglie per recuperare questo potere d'acquisto perso negli ultimi anni.

Da ultimo, si chiede una comunicazione di prossimità importante, quindi uscire dai canali istituzionali, che sono un po' freddi, e utilizzare una comunicazione forse più capillare, tempestiva, soprattutto durante i periodi d'iscrizione universitaria, quindi già partendo da luglio, luglio-ottobre diciamo.

Presidente - Per la seconda illustrazione la parola alla collega Minelli.

Minelli (AVS) - Il bando per l'attribuzione di assegni di studio e di contributi alloggio a favore di studenti valdostani iscritti a università con sede fuori dalla regione è stato approvato con la delibera n. 1411 del mese di ottobre scorso e, come ha già illustrato la collega, rispetto agli anni precedenti questo bando ha anticipato la scadenza della domanda per richiedere i contributi al 19 dicembre 2025. Sappiamo che prima era fissata al mese di ottobre dell'anno accademico in corso, quindi teoricamente per quest'anno avrebbe dovuto avere scadenza a ottobre 2026.

Da un certo punto di vista, e lo ha già rilevato la collega, è una cosa positiva, perché se si presenta la domanda a dicembre, cioè praticamente all'inizio quasi dell'anno accademico, si può ipotizzare che i contributi arrivino prima del tempo che era previsto precedentemente, dando così ossigeno alle finanze delle famiglie e degli universitari.

C'è però il problema che è stato evidenziato e che riguarda quest'anno accademico, l'anno 2025-2026. Abbiamo ricevuto anche noi segnalazioni sia da studenti che da genitori. Probabilmente quest'anticipazione al 19 dicembre non è stata sufficientemente pubblicizzata ed è successo che vari utenti, non conoscendo quella modifica dei tempi prevista dalla delibera, non sono riusciti a effettuare l'iscrizione. Io immagino che sul sito regionale ci fossero le indicazioni, però evidentemente la comunicazione non è arrivata a tutti, non è stata in grado di raggiungere tutti.

C'è poi l'altra questione - che è importante ed è stata già evidenziata - ed è quella dell'Isee. Con il nuovo sistema di prenotazione, di fatto, l'Isee viene utilizzato per valutare i contributi su due anni accademici differenti, quello passato e quello in corso, perché a dicembre chi ha fatto la richiesta ovviamente ha utilizzato lo stesso documento che aveva presentato a corredo della domanda precedente. Come però ha detto la collega, l'Isee nel frattempo potrebbe essere cambiato, con delle conseguenze anche evidenti per l'attribuzione del contributo stesso.

L'altra questione, ancora, è che sappiamo esistere una criticità relativa al mancato adeguamento automatico dell'Isee all'inflazione, che si traduce spesso in un innalzamento dell'Isee stesso a parità di reddito reale. È un problema noto, di cui io ricordo che in quest'aula abbiamo parlato già anche altre volte.

Le domande quindi che abbiamo posto sono le seguenti: se, considerata questa carenza d'informazione che ha accompagnato il nuovo bando, si intenda riaprire i termini per la presentazione della domanda dei contributi per gli assegni e i contributi alloggio, al fine di evitare delle penalizzazioni; se, limitatamente all'anno in corso - che è, di tutta evidenza, di transizione - si è valutata la possibilità di accettare l'Isee prodotto già nel 2026, che si sarebbe comunque dovuto utilizzare se fossero rimaste in vigore le precedenti disposizioni; infine, se si intende prendere in considerazione - questa mi rendo conto che è una questione più specifica, più complessa - l'impatto dell'inflazione e dell'adeguamento Isee all'Istat, com'è stato previsto dal Governo nazionale per quanto riguarda le soglie relative all'assegno unico e universale fissate per il 2026 in oltre 46.000 euro, con un incremento previsto dell'1,4%.

Le domande che sono poste nell'interpellanza, come lei sicuramente può facilmente comprendere, Assessore, non sono domande polemiche, perché abbiamo capito che l'intenzione della delibera circa i tempi del deposito delle richieste di contributo può essere considerata assolutamente condivisibile, è una cosa importante. Chiediamo, però, se almeno per quest'anno in corso, che è quello che pone i problemi, si possa adottare ancora qualche soluzione migliorativa.

Président - Pour la réponse la parole à l'assesseur Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Si tratta di questioni piuttosto tecniche, quindi illustro quanto le strutture competenti mi hanno trasmesso, perché molte questioni, ovviamente anche sollecitate nelle illustrazioni, sono assolutamente condivisibili, solo che poi dal punto di vista tecnico bisogna fare i conti con le normative, su quello che si può effettivamente fare.

Il sistema dei bandi per le borse di studio universitarie della Regione Autonoma Valle d'Aosta si articola principalmente in tre concorsi: il primo bando, ordinario, per chi studia in Valle, il secondo bando per chi studia in Valle ma supera i limiti Isee ordinari, e il bando "fuori Valle" per i Valdostani che studiano in atenei fuori regione o telematici. Di recente, il sistema, appunto, com'è stato detto, ha subito un'importante modifica per uniformare le scadenze.

Fino quindi all'anno accademico 2024-2025 il sistema presentava uno sfasamento temporale generatosi a partire dal 2012 a causa di ristretti vincoli di bilancio.

Il primo bando veniva regolarmente pubblicato all'inizio dell'anno accademico in linea con gli standard nazionali.

Il secondo bando e il bando "fuori Valle" venivano invece pubblicati in ritardo, al termine dell'anno accademico di riferimento.

Tutto questo comportava che le scadenze per la presentazione delle domande, le istruttorie e le erogazioni dei contributi avvenissero a ridosso della chiusura dell'anno accademico, risultando molto distanti dal periodo in cui gli studenti frequentavano effettivamente i corsi e sostenevano le spese.

Dall'anno accademico 2025-2026, per correggere quest'anomalia, ormai storica, l'Amministrazione regionale, nell'ultima edizione del bando, ha deciso di anticipare l'uscita del secondo bando e del bando "fuori Valle", collocandoli all'inizio dell'anno accademico. Attualmente tutti i bandi regionali sono così sincronizzati tra loro e perfettamente allineati alle tempistiche ordinarie seguite a livello nazionale da tutti gli altri enti per il diritto allo studio; quest'armonizzazione ha lo scopo di eliminare ogni incertezza sulla tempistica di partecipazione e soprattutto di avvicinare il momento della liquidazione economica al periodo di studio per il quale le provvidenze vengono concesse agli studenti.

In merito alla possibilità di prevedere una finestra temporale per optare tra Isee dell'anno corrente e quello successivo, la risposta dell'Amministrazione non può essere positiva per ragioni strettamente normative e di equità.

Occorre chiarire il ruolo della Dichiarazione sostitutiva unica, cosiddetta DSU. La DSU è il documento fondamentale in cui il cittadino autocertifica i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del proprio nucleo familiare, al fine di ottenere il rilascio dell'attestazione Isee. La normativa nazionale - l'articolo 10 del DPCM 159/2013, se vi serve il riferimento - stabilisce in modo inderogabile che la DSU scade il 31 dicembre dell'anno in cui viene presentata. Di conseguenza, per un bando in scadenza entro il 2025 l'ente erogatore non ha il potere discrezionale di eludere questa regola e ha l'obbligo di richiedere un Isee basato su un DSU del 2025.

In secondo luogo, consentire ai candidati che competono per gli stessi fondi di utilizzare parametri calcolati su annualità diverse, quindi redditi e patrimoni del 2023 per l'Isee 2025 contro redditi e patrimoni del 2024 per l'Isee 2026, costituirebbe una violazione della par condicio e della parità di trattamento, poiché la graduazione necessita di un confronto competitivo sugli stessi elementi.

A tutela dei redditi fluttuanti, la legge prevede già oggi uno strumento più specifico, il cosiddetto Isee corrente. In caso di perdita del lavoro o di un calo reddituale superiore al 25%, esso permette di aggiornare i propri redditi agli ultimi dodici mesi, sanando così in tempo reale il problema, in qualche modo, per chi si trova in oggettiva difficoltà economica; tale particolare Isee è pienamente accettato per le borse di studio.

In merito alle possibilità di programmare un adeguamento strutturale e automatico delle soglie Isee all'inflazione, l'Amministrazione ha valutato l'ipotesi, ritenendola tuttavia inopportuna per ragioni tecniche e finanziarie.

Innanzitutto, Isee e inflazioni non sono grandezze direttamente sovrapponibili. L'inflazione misura l'aumento generale dei prezzi al consumo, mentre l'Isee è un indicatore calcolato sui redditi e sulle consistenze patrimoniali del secondo anno precedente a quello di riferimento. Attualmente in Valle d'Aosta la soglia massima Isee è già fissata a 44.000 euro, quindi una cifra generosa e ben superiore al limite nazionale, che è di 28.000 euro. Un aumento automatico delle soglie senza un contesto e coerente aumento degli stanziamenti porterebbe quindi alla creazione della spiacevole figura dell'idoneo non beneficiario. Si creerebbe l'illusione di aver allargato il diritto allo studio a più studenti che, pur soddisfacendo i nuovi requisiti, si vedrebbero negare il contributo monetario per l'esaurimento dei fondi.

Considerando, infine, l'eccezionale sforzo del bilancio 2026, chiamato a coprire la spesa di due anni accademici all'interno dello stesso esercizio, in ragione ovviamente del doveroso e finalmente raggiunto allineamento temporale dei bandi, gli aggiornamenti delle soglie Isee continueranno ad avvenire in modo ponderato.

Le modifiche alle soglie Isee e agli importi delle borse di studio - questi ultimi maggiormente affini al fenomeno di erosione di potere d'acquisto citato nell'interpellanza - saranno attuate bilanciando sempre l'equità d'accesso con la sostenibilità finanziaria, senza inseguire automatismi che genererebbero false aspettative nelle famiglie valdostane.

In merito alla domanda relativa alle misure di comunicazione adottate per segnalare l'anticipazione delle scadenze al 19 dicembre 2025, l'Amministrazione ha condotto una campagna informativa capillare e diversificata, articolata nei seguenti punti: pubblicazione legale sul Bollettino ufficiale della Regione, il BUR 59 del 18 novembre, emissioni di comunicati stampa di sintesi da parte dell'Ufficio stampa della Regione, creazione di un'apposita evidenza sulla homepage del sito istituzionale con tutte le informazioni utili, invio di una circolare a tutte le istituzioni scolastiche regionali con la richiesta di diffusione sul registro elettronico per raggiungere capillarmente gli studenti delle classi V superiori, comunicazioni dirette agli Atenei valdostani per favorire la diffusione interna, invio di ben due distinte email di alert in tempi diversi a tutti coloro che avevano partecipato a uno dei bandi di concorso dell'anno accademico precedente.

A questo proposito è doveroso chiarire una premessa dell'interpellanza, in particolare quella della collega Forcellati: tra i destinatari di queste mail dirette sono stati regolarmente censiti e inclusi anche gli studenti risultati idonei non beneficiari, o esclusi dall'anno precedente per superamento delle soglie o carenza di merito. Su questo, sinceramente, non ho tanto capito il disagio al quale lei faceva riferimento.

A riprova dell'efficacia di tale comunicazione, il numero di domande pervenute dagli studenti valdostani, ma anche questo è stato detto già dagli interpellanti, in particolare da quelli fuori sedi, non ha subito flessioni rispetto all'anno accademico precedente. Al contrario, si è registrato un lieve incremento delle istanze.

Per concludere, quindi, l'anticipazione ha corretto un'anomalia storica, riallineando i nostri concorsi alle consuete tempistiche nazionali d'inizio anno accademico. Essendo il sistema rientrato nella normalità e nel suo assetto definitivo, le scadenze torneranno a essere ovviamente prevedibili.

Questo ovviamente non toglie che potremmo studiare dei metodi comunicativi magari anche più innovativi per i prossimi anni accademici, ma ovviamente, il tutto andando a una regolarità e a una cadenza molto più precisa, sarà anche molto più facile la comunicazione per non perdersi dei pezzi. Ovviamente quest'anno, com'è stato detto dalle due interpellanti, è stato un anno comunque di passaggio e quindi qualche problema purtroppo è sorto.

Président - Pour la première réplique la parole à la collègue Forcellati.

Forcellati (PD-FP) - Concordiamo, condividiamo il fatto che la sincronizzazione dei bandi sia un aspetto positivo, assolutamente. Così come concordo anche sul fatto che l'Isee vale per l'anno naturalmente, si riferisce ai due anni precedenti, in realtà non ai due anni ma alla dichiarazione dei redditi dell'anno precedente, che si riferisce naturalmente ai redditi dei due anni precedenti. È quindi vero che vale fino al 31 dicembre.

Siccome non ho avuto tempo di verificare quello che giustamente lei mi ha detto nella risposta, e invece ho informazioni difformi: l'informazione che io ho è che l'Isee corrente fotografa gli ultimi dodici mesi, una volta forse era gli ultimi sei mesi, ma ho informazioni, che naturalmente mi riprometto di verificare, che i lavoratori autonomi non possano fare l'Isee corrente, questo quindi in qualche modo, è chiaro, penalizza. Lo dico, non ne sono certa e lo voglio verificare.

Benissimo questa "non carenza di comunicazione", ma essendo in un tempo diverso da quello che avveniva precedentemente, la comunicazione ha avuto qualche intoppo, ma si sa. Benissimo che è stato mandato alle scuole, benissimo che siano stati usati tutti i canali, ma io non sono certa, e questo dovrebbe essere verificato, che poi dalle scuole sia transitato sul registro elettronico, perché di questo noi non abbiamo... Sappiamo benissimo che le scuole sono oberate di informazioni che arrivano e non riescono... lo sappiamo per tante altre cose. Lo sappiamo per tante altre cose e questa potrebbe essere una di quelle.

Sta di fatto che molto probabilmente con il prossimo anno accademico questa cosa sarà risolta. Resta il fatto che mi dispiace che in qualche modo, come chiedeva anche la collega Minelli, non si possa derogare, agevolare coloro che purtroppo non hanno potuto fare o sono rimasti fuori quest'anno, non solo per una questione economica ma perché questo ha dei riflessi importanti sulla possibilità di proseguire gli studi. Non tanto, forse, per coloro che studiano nella nostra università, che hanno già una serie... però che andrebbero per merito sostenuti, ma coloro che devono avere importanti spese fuori regione.

Président - Pour la seconde réplique la parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) - Abbiamo ascoltato le sue spiegazioni che sono state chiare e che, in parte, comprendo bene.

Tuttavia, rilevo che forse si potevano adottare alcuni accorgimenti in più, che io definirei semplicemente di buonsenso...

Presidente - Colleghi, posso chiedervi gentilmente un po' di attenzione? Oppure c'è il foyer che vi può attendere. Prego, collega.

Minelli (AVS) - Per l'anno accademico 2024-25 le domande per le borse di studio, come abbiamo detto, scadevano a ottobre 2025 e quindi idealmente a partire da giugno-luglio per gli studenti più bravi, quelli che avevano già finito il loro percorso di esami, e poi nell'arco di settembre-ottobre gli altri, tutti bene o male si sono recati sul sito per scaricare il bando e per vedere se i crediti maturati con l'esame e poi con l'Isee sarebbero stati sufficienti.

Io penso che forse sarebbe bastata, per ovviare all'inconveniente di quest'anno, che è limitato a quest'anno, magari una comunicazione con una veste grafica molto evidente laddove si scaricava il bando stesso, per avvisare che la scadenza per quest'anno accademico sarebbe stata il 19 dicembre e non ottobre. Io immagino che quest'accorgimento non ci sia stato. Mentre invece sì, sapevamo che sono state mandate, opportunamente a mio avviso, le mail ai richiedenti degli anni precedenti, però chi non aveva ancora mai effettuato una domanda è rimasto penalizzato.

Poi lei ha detto giustamente che sono state mandate delle comunicazioni anche alla nostra Università, però qui parliamo soprattutto degli studenti del bando, quello che riguarda gli studenti iscritti fuori Valle, quindi probabilmente questa forma di comunicazione per loro non ha funzionato.

C'è poi anche la possibilità, che non ho capito se sia stata effettuata - però poteva essere un'idea - di fare una comunicazione più massiccia su alcuni organi d'informazione. Ormai però questa è storia del passato.

In merito all'Isee abbiamo capito, l'ha spiegato chiaramente anche citando la normativa nazionale del 2013, che non si poteva far usare l'Isee 2026 se la domanda scadeva a dicembre 2025. Non si sarebbe potuta fare da un punto di vista amministrativo.

Secondo noi però la cosa più ovvia, proprio per quest'anno di transizione, e solo per quest'anno, sarebbe stata quella di lasciare aperto fino al 19 dicembre, un mese di più. Non cambiava tanto ai fini poi dell'erogazione dei contributi e con un mese in più si poteva dare la possibilità di scelta: se presentare la domanda con l'Isee 2025 o se fare già un Isee che rientrava nell'anno 2026.

Questo lo dico, ma lo ha già ricordato la collega prima, non riguarda tanto l'Isee di chi ha genitori che hanno un lavoro da dipendente pubblico, ma piuttosto per i lavoratori autonomi, perché lì l'Isee può davvero cambiare molto da un anno all'altro.

In conclusione, noi crediamo che solo ed esclusivamente per quest'anno di transizione forse si poteva studiare meglio come agire e non penalizzare, come purtroppo è avvenuto. Non sono molti gli utenti che sono stati penalizzati, però ci sono. Sappiamo tutti che studiare costa, studiare costa purtroppo molto, fuori valle costa ancora di più perché sappiamo quello che significa pagare un affitto per gli studenti, ed è importante favorire il più possibile il diritto allo studio e anche a una formazione accademica adeguata, perché siamo persuasi che aumentare il numero sia dei futuri laureati che del loro livello di preparazione - che in molti casi richiede dei trasferimenti, delle permanenze a lungo fuori regione - sia comunque un investimento per il futuro della comunità tutta e, quindi, fare il possibile per sforzarsi di farlo ancora meglio è importante.

Ultima cosa, non lo so se questo è possibile, la lancio lì, poi è una cosa ovviamente che potranno valutare l'Assessore e il Governo: capire quanti sono stati gli esclusi, che secondo me non sono molti, perché poi le segnalazioni sono arrivate, però almeno quelle che sono arrivate a noi sono alcune, non tantissime, quindi vedere se è possibile concedere un bonus straordinario, con una modalità ovviamente che è da studiare, ma che magari si può prendere in considerazione.