Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 367 du 26 mars 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 367/XVII - Interrogazione: "Mense scolastiche".

Aggravi (Président) - À la présence de 31 collègues, on peut reprendre nos travaux.

Point n° 11 à l'ordre du jour. Per la risposta, la parola all'assessore Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Con questa iniziativa la collega, anzi, i colleghi, perché sono diversi, pongono una questione puntuale e piuttosto delicata. Nello specifico, chiedono "Se l'amministrazione regionale sia a conoscenza di casi specifici di esclusione del servizio mensa scolastica riguardanti studenti con disabilità nel territorio regionale"; "Quali iniziative di coordinamento intenda intraprendere" - ovviamente il soggetto è la Giunta - "nei confronti degli enti locali e delle istituzioni scolastiche, affinché venga garantito il personale di assistenza necessario durante il tempo mensa" e, infine, "Se non si ritenga necessario istituire un protocollo d'intesa o un fondo di sostegno mirato per i Comuni che si trovano in difficoltà finanziarie".

Confesso che con questa iniziativa ho avuto modo di approfondire una questione relativa al periodo in cui io non ero ancora in carica, anche se, a dire il vero, in quest'aula nella passata legislatura ricordo che più volte erano state portate iniziative inerenti a questa questione.

Effettivamente ci sono stati due casi, sul finire dell'anno scolastico 2024-2025, di un alunno nella scuola primaria di Introd e poi di un alunno nella scuola primaria di Saint-Cristophe, invece all'inizio dell'anno scolastico in corso, quindi nel novembre 2025. Questioni ovviamente delle quali io non ero a conoscenza, con l'iniziativa ho avuto modo anche di approfondire e di farmi raccontare, soprattutto, le iniziative che sono state messe in opera per risolvere il problema.

La risposta più comoda che mi sarebbe facile dare è dire che le mense scolastiche sono una competenza degli enti locali e che non sono un servizio obbligatorio. Peraltro non sono un servizio obbligatorio almeno per quanto riguarda la primaria, perché per l'infanzia invece sono tempo scuola, come è noto, salvo nei casi in cui ci sia una maestra sola, quindi nei casi in cui il numero degli alunni sia inferiore a dieci. In quel caso ovviamente l'ente locale deve comunque sopperire, perché la maestra durante la pausa non può fare sia il servizio che la pausa.

Questa però non è la risposta che mi sogno di dare, perché è ovvio che anche il tempo mensa è un momento molto importante di educazione, anche se non è formalmente tempo scuola, ed è un momento importante di aggregazione e di educazione civica, direi, per i nostri bambini, soprattutto i più piccoli.

Nei due casi che ho citato nella premessa, le istituzioni scolastiche e la Sovrintendenza, ma ovviamente di concerto con l'Assessorato alla Sanità, hanno cercato di trovare delle soluzioni per venire incontro alle problematiche dei Comuni: nei due casi specifici, insieme agli operatori di sostegno si è modificato un poco il piano educativo individualizzato, cosiddetto PEI, in modo da garantire la continuità dell'assistenza anche durante l'orario mensa, anche se non è orario scuola. Questo per sopperire a queste due questioni puntuali.

Confesso che anche negli anni precedenti, nelle esperienze vissute anche in altri ruoli, ero a conoscenza di queste difficoltà all'interno dei Comuni (le ho vissute anche io nel mio Comune) e molto spesso devo dire che il problema riscontrato non è tanto di natura economica, perché si tratta di pochi euro a settimana - parliamo di un caso di assistenza - e quindi di qualche migliaio di euro all'anno. Non è quasi mai una questione di tipo economico.

Il problema è proprio di reperire le figure professionali per coprire queste necessità, perché è ovvio che ci sono delle necessità molto puntuali e molto specifiche in giro sul territorio, quindi offrire agli operatori di sostegno un pacchetto orario, permettetemi di chiamarlo così, che sia in qualche modo appetibile, o comunque proponibile, non è sempre facile, perché magari si trovano a dover fare due ore a Introd e poi magari due ore a Saint-Christophe o in altri posti, e diventa molto complicato mettere insieme un'offerta che sia appetibile per gli operatori.

Questo anche in senso lato, non soltanto sulle questioni specifiche legate alla disabilità, ma è un problema che veniva già fuori anche per l'assistenza alla mensa, quindi l'assistenza a tutti i ragazzi, o per l'assistenza sui pullmini, o comunque per tutto quello che è parascolastico, diciamo così. Perché si tratta magari di un'oretta al mattino, un'oretta in pausa pranzo e un'oretta al pomeriggio.

Il vero problema, quindi, è di mettere insieme queste necessità in modo da trovare le persone che possano aderire a questo tipo di offerta.

Come è noto, peraltro, la questione degli operatori di sostegno è anche calda in questi giorni: molto spesso manca proprio il personale che possa accedere a questo tipo di lavoro.

Per quanto riguarda l'ultima domanda, "Se si ritenga necessario istituire un protocollo d'intesa o comunque un tavolo con gli enti locali", devo dire che con gli enti locali, in questi mesi da inizio legislatura, abbiamo già aperto un paio di fronti e di tavoli, anche formali. Uno è quello dello 0-6, che è già stato istituito e che lavora a pieno ritmo; ci siamo già trovati due o tre volte e la prossima settimana ci sarà un'altra riunione, ovviamente questo sempre insieme anche alle Politiche sociali.

Un altro tavolo, invece più specifico, è quello dell'edilizia scolastica, sempre con gli enti locali, con i quali abbiamo fatto degli incontri informali e proprio domani, in Giunta, formalizziamo invece il tavolo di lavoro formale, che poi farà i primi passi.

Questo per dire che non ritengo utile fare un altro tavolo specifico su questo, però ritengo che sia utile invece un confronto all'interno di questi tavoli, perché tanto i soggetti poi sono sempre gli stessi, in particolare con lo 0-6, in cui ci sono anche le Politiche sociali. Un confronto aperto con gli enti locali per cercare di trovare delle soluzioni un po' tra tutti, per risolvere queste questioni.

Fermo restando quello che dicevo prima, che il problema più grosso è veramente trovare gli operatori disponibili in questi tanti spezzettoni di orario, perché questo è il vero problema.

Spero di aver risposto alla domanda.

Dalle ore 09:12 assume la Presidenza il vicepresidente Lattanzi

Lattanzi (Presidente) - Per la replica ha chiesto la parola la collega Baccini, ne ha facoltà.

Baccini (LRV) - Prima di tutto vorrei ringraziare l'Assessore perché ha risposto in maniera puntuale e soprattutto onesta. Effettivamente questa iniziativa nasce da una segnalazione che abbiamo ricevuto in realtà alla fine dell'anno scorso. Una mamma di un bimbo con una grave disabilità si è vista purtroppo costretta a portare a casa il bambino, perché la scuola non poteva offrire il servizio mensa. Quindi abbiamo ritenuto opportuno fare questa iniziativa, perché, come ben ha ricordato lei, è vero che la mensa è di competenza comunale, però riteniamo che la Regione debba farsi un po' portatrice sana di essere presente sul territorio, al fine di garantire che tutti i bambini possano avere le stesse disponibilità e le stesse opportunità, e quindi di poter partecipare nel caso la famiglia intenda usufruire anche del servizio mensa.

Anche perché, come ha ricordato lei, la mensa è un servizio che serve anche per la socializzazione del bambino, del ragazzo. Sono momenti ludici che fanno crescere comunque il bambino, anche se ha delle disabilità. È opportuno, appunto, che stia con altri bimbi.

Le leggo una parte della lettera di questa mamma, abbastanza disperata, dove lei stessa si propone di partecipare attivamente durante la mensa e le viene rifiutato.

"Propongo che io stessa rimanga nella pausa pranzo insieme al bambino, ai compagni e agli altri assistenti, così in caso di difficoltà interverrei e poi rientrerei a casa al suono della campanella pomeridiana delle ore 13:30. Dal Comune mi viene immediatamente negato questo permesso, per delle leggi sulla sicurezza, e mi propongono di mangiare insieme a mio figlio separatamente dagli altri compagni. E per di più non avrebbe neanche potuto avere contatti con i compagni per tutta la pausa pranzo. Di solito i bambini dopo mangiato vanno a giocare in quell'unico parco giochi presente. Quindi sostanzialmente avrebbe dovuto rimanere in macchina di fronte alla scuola, a vedere i compagni giocare e aspettare di entrare, perché non ci sono altri spazi ludici dove poter rimanere. Hanno poi precisato che non è sicuro che il bambino rientrerà definitivamente in mensa, neanche dopo il periodo di osservazione".

Ecco, riteniamo che situazioni come questa non debbano accadere, perché parliamo tanto d'inclusività e in questo caso viene a mancare. Non possiamo vantarci di essere una Regione inclusiva se poi questi servizi essenziali per bambini con delle disabilità non sono previsti.

Avevamo chiesto appunto di avere un protocollo d'intesa con gli enti locali, lei giustamente mi ha risposto che ci sono già dei tavoli in essere. Capisco la difficoltà di reperire dei collaboratori solo per alcune ore, e soprattutto all'interno della regione, in cui comunque ci sono molti Comuni, anche piccoli, quindi magari serve il servizio per solo un'ora, però avere una lista dove poter reperire del personale qualificato secondo me sarebbe molto utile alla questione.