Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 361 du 25 mars 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 361/XVII - Interpellanza: "Revisione delibera su smart working".

Aggravi (Président) - Point n° 26 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) - Torniamo su un tema che è già stato affrontato dal Consiglio con un ordine del giorno presentato dalla sottoscritta lo scorso anno a marzo, che era stato poi approvato a maggioranza dopo la richiesta emendativa del Presidente, vale a dire le opportunità di accesso allo smart working per chi lavora nell'ambito dell'Amministrazione regionale, attualmente regolamentate dalla delibera 1167/2024. Con questa delibera la possibilità di ricorrere al lavoro agile e al lavoro da remoto è stata limitata ai dipendenti e alle dipendenti che hanno contratti a tempo pieno.

Noi riteniamo, e lo avevo già detto in occasione della discussione di quell'ordine del giorno, che questa limitazione è penalizzante per chi ha un contratto part-time, in particolare per le lavoratrici, che statisticamente più dei loro colleghi maschi ricorrono a questa modalità contrattuale in quanto sono spesso impegnate in attività di cura e sostegno ai figli, ma oggi soprattutto ai familiari anziani, attività che, per i motivi più disparati, non possono spesso essere assolte in altro modo. Non ho a disposizione i dati aggiornati, ma credo che non si discostino tanto da quelli che sono stati citati nel 2025 quando in Commissione, in audizione, nel momento in cui c'era all'ordine del giorno la legge sul lavoro, avevamo appreso che oltre l'85% dei contratti part-time nella Pubblica Amministrazione è rappresentato da donne, se non ricordo male, su 355 dipendenti a part-time 304 erano allora donne, sono i dati del 2024, e 51 uomini.

Da quel che sappiamo, non ci sono dei particolari impedimenti di tipo normativo alla concessione dello smart working nel part-time e chi ne usufruisce dovrebbe poter godere degli stessi diritti e opportunità del personale che lavora a tempo pieno. L'impegno modificato dell'ordine del giorno che era stato appunto votato circa un anno fa era rivolto al Governo regionale ed era stato quello di - cito testualmente - "Verificare la possibilità che tutto il personale dipendente degli enti del comparto unico possa accedere al lavoro agile, con tutte le tipologie contrattuali, tenuto conto delle specificità e delle differenze dei contratti di lavoro".

Il primo scopo dell'interpellanza quindi è quello di fare il punto sulla verifica che ci era stata proposta come modifica dell'impegno che avevamo depositato. Non solo, abbiamo anche appreso che in alcune realtà, come, per esempio, al Comune di Aosta, il personale con contratto part-time può già attualmente usufruire dello smart working, ma sappiamo che in altri enti e realtà del comparto unico, a partire dalla Regione, non è così.

Dal nostro punto di vista, la modalità del lavoro a distanza ha poi implicazioni che riguardano anche la sostenibilità, la digitalizzazione e la rivitalizzazione dei territori, che in una regione come la nostra hanno una loro evidente ragione di essere, lo dimostra anche il fatto che recentemente, negli anni scorsi, in alcuni nostri Comuni sono stati predisposti degli spazi per il coworking e anche il fatto che nei centri più periferici sta aumentando il numero di residenti che svolgono delle professioni e delle mansioni che permettono di lavorare da casa.

Aggiungo che recenti studi, che sono riportati anche sul sito del MASE, del Ministero, affermano che lo smart working può ridurre le emissioni di CO2 fino a 600 chili annui per dipendente, a seconda ovviamente delle distanze percorse nel tragitto casa-lavoro, questa è una media stimata, ma l'elemento cardine per quello che riguarda lo smart working nel part-time credo resti quello importantissimo della necessità di conciliare lavoro e cura, perché i tempi di spostamento, specialmente da noi, sappiamo quanto possano incidere e da pendolare anch'io, come il collega Grosjacques che lo ricordava poco fa, ho scelto di vivere a 70 chilometri da qui e so bene che cosa comporti lo spostamento.

Con queste premesse chiediamo di conoscere quali siano stati gli esiti della verifica di cui all'ordine del giorno che ho citato in premessa, in quali enti del comparto pubblico regionale i dipendenti e le dipendenti part-time possono richiedere l'accesso allo smart working e con quali modalità e infine se nelle more della revisione del contratto del comparto unico si intende modificare quella deliberazione 1167/2024 ai fini di permettere anche ai dipendenti e alle dipendenti part-time di poter accedere al lavoro agile e allo smart working nell'ottica di una maggiore garanzia delle pari opportunità, ma anche di una maggiore sostenibilità e rivitalizzazione dei territori.

Président - Pour la réponse, la parole au président Testolin.

Testolin (UV) - Rispondendo alla domanda 1, premesso che il lavoro agile non è un diritto del lavoratore, ma una modalità organizzativa del lavoro che ogni ente può scegliere o meno di adottare e modulare in base alle proprie esigenze organizzative, la verifica effettuata all'interno del Comitato regionale per le politiche contrattuali, il COREPOC, in cui siedono due rappresentanti degli Enti locali e un rappresentante degli enti minori, ha evidenziato diversi livelli di attuazione del lavoro agile nell'ambito degli enti del comparto unico, con regolamentazioni differenziate in ragione delle diverse organizzazioni.

Per quanto attiene alla specifica questione delle cumulabilità e compatibilità dell'accesso contestuale ai due istituti di flessibilità, part-time e lavoro agile, il 7 agosto del 2025 il Comitato regionale per le politiche contrattuali ha approvato la direttiva 2/2025 con l'indicazione, per il Comitato regionale per le relazioni sindacali, di prevedere l'accesso al lavoro agile anche per i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale, fermo restando il principio della prevalenza del lavoro in presenza alle seguenti condizioni: percentuale di riduzione della prestazione lavorativa non superiore al 25-30%, numero massimo di giornate settimanali di lavoro a distanza agile 2 per il part-time di tipo orizzontale e 1 per il part-time di tipo verticale, possibilità di derogare alle condizioni di cui sopra per i lavoratori con disabilità propria, certificata ai sensi della legge 104/1992 o, in caso di distanza chilometrica, tra la sede di lavoro e il luogo di residenza o domicilio abituale superiore a 25 chilometri, abbinata a esigenze familiari di cura di figli minori fino a 12 anni di età o di familiari non autosufficienti per disabilità certificata ai sensi della 104, priorità di accesso al lavoro agile per i lavoratori a tempo pieno laddove l'organizzazione aziendale dell'ente o del singolo ufficio non preveda, o non consenta, a garanzia del proprio regolare funzionamento, l'accesso al lavoro agile da parte di tutti i dipendenti.

Per quanto riguarda invece la seconda domanda, il Dipartimento personale e organizzazione della Regione competente nella materia non dispone di quest'informazione, precisa tuttavia che la disposizione che oggi consente l'accesso al lavoro agile ai soli lavoratori part-time di cui il contratto di lavoro potenziale sia tale dalla costituzione del rapporto di lavoro con l'ente e contenuta nel contratto collettivo regionale di primo livello, valevole per tutti gli enti del Comparto unico regionale.

Per quanto riguarda invece la terza domanda, la contrattazione rispetto all'indicazione del COREPOC, quindi la direttiva 2/2025, la contrattazione è in corso e dovrebbe concludersi a breve. Nelle more il Dipartimento personale e organizzazione sta autorizzando l'accesso al lavoro agile anche ai lavoratori part-time che ricadono nelle condizioni previste dal COREPOC nella sua direttiva sopracitata.

Président - Pour la réplique, la parole à la collègue Minelli.

Minelli (AVS) - Chiedo al presidente Testolin per cortesia se può poi fornirmi la risposta, altrimenti andremo a riascoltare, perché sono state date una serie di informazioni riguardo alle decisioni del COREPOC, che sono abbastanza puntuali e non sono riuscita a prendere nota di tutto.

Ricordo che quell'impegno che era stato preso un anno fa era un impegno sicuramente minimale rispetto a quanto avevamo chiesto inizialmente, ma avevamo accettato, perché volevamo dare fiducia su un argomento che è sicuramente di interesse di molte persone considerato quanti sono i dipendenti pubblici e, nella fattispecie, i dipendenti regionali.

Mi sembra che tra i vari punti che lei ha elencato emerga in particolare che ci sia una deroga per le persone che hanno o una disabilità, o comunque che hanno una 104 anche per l'assistenza a familiari, e poi per chi è ad una distanza superiore di 25 chilometri, ma per il resto, se ho capito, la priorità del lavoro agile in molte situazioni è concessa prioritariamente a chi ha un lavoro a tempo pieno.

Mi ha un po' stupito, se ho capito bene, la sua seconda risposta e cioè che non si hanno questi dati a disposizione. Noi avevamo chiesto esplicitamente in quali enti del Comparto pubblico i dipendenti part-time possono richiedere lo smart working e con quali modalità. Ora, io credo che questa sia un'informazione che non è così complicato desumere in una Regione come la nostra e con il numero di Enti locali che abbiamo, penso che potrebbe essere una verifica che non ha a disposizione l'istituto che lei ha citato, ma penso che la Regione la potrebbe facilmente fare e mi stupisce un po' che non si sia fatto, anche perché, come dicevo, quell'impegno era a fare una verifica delle condizioni e credo che nella verifica delle condizioni ci sia anche la possibilità di capire dove già si era fatto qualcosa e dove si è fatto altro.

Sull'ultima sua risposta relativa alla possibilità di modificare la delibera nelle more del rinnovo del contratto del comparto unico lei mi ha detto che la contrattazione è in corso e si stanno autorizzando, se ho capito bene, delle possibilità per alcuni richiedenti. Noi torneremo su quest'argomento, perché ci interessa capire che cosa poi effettivamente viene autorizzato, perché la possibilità di ricorrere allo smart working nel part-time rientra in quel decreto legislativo che risale al 2000, un decreto legislativo che, se non sbaglio, era il 61, che impone che ogni dipendente a tempo parziale abbia gli stessi diritti e le stesse opportunità di chi lavora a tempo pieno.

Lei mi ha ricordato che il lavoro agile non è un diritto ma è una possibilità, un'opportunità, bene, chiamiamola allora con il suo nome corretto, però questo decreto imponeva che queste opportunità fossero garantite a tutti, sia a chi lavora a tempo pieno, sia a chi ha un contratto di tipo diverso. Quello che noi vi chiediamo è intanto di fare quest'analisi ed avere questi dati che al momento non ci sono e poi di monitorare effettivamente che queste autorizzazioni che sono in corso vadano avanti e riguardino effettivamente anche le persone che hanno questo tipo di contratto, anche perché - e mi riferisco soprattutto ai dipendenti regionali - ci lamentiamo sempre e un po' tutti che non c'è più nessuno che ambisce a lavorare in Regione, a differenza del passato, e sappiamo che le motivazioni possono essere molteplici, ma muoversi per intercettare le esigenze di una buona fetta del personale, specialmente femminile, e farlo in maniera concreta sarebbe davvero un buon segnale.