Objet du Conseil n. 360 du 25 mars 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 360/XVII - Interpellanza: "Conseguenze della pubblicizzazione di una richiesta di segnalazione di nuove risorse da parte dei dipendenti del Casinò di Saint-Vincent".
Aggravi (Président) - Point n° 25 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole au collègue Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Buonasera Signor Presidente della Regione. Io oggi sarò per forza di cose sintetico perché, come può notare, sono senza voce, cosa che magari può essere per lei anche un'ottima notizia. Quest'interpellanza, come hanno compreso tutti in quest'aula, affonda le sue radici in un'interpellanza precedente: quella che io avevo soprannominato: "Porta un amico al Casinò". Lei ricorderà che non allo scorso Consiglio, ma a quello precedente - visto che lo scorso Consiglio ha fatto sì che slittassero tutte le iniziative a quello di oggi o quasi tutte - io avevo chiesto notizie di una strana - ma strana è chiaramente un eufemismo - procedura posta in essere dal Casino de la Vallée in base alla quale sostanzialmente venivano, ma non solo sostanzialmente, anche formalmente, incentivati i dipendenti a presentare un amico e in cambio di ciò - la faccio semplice ma non è molto diversa - ricevevano un buono acquisto di 150 euro. Evidentemente è un fatto oggettivamente molto grave, perché il job referral o job recruiting, come si chiama questa procedura, è spesso utilizzata in aziende private, e ci mancherebbe, probabilmente è anche utile, ma in un'azienda pubblica come il Casino de la Vallée non può essere adottata, ma neppure tollerata posto che sicuramente ci sono dei criteri di tipo pubblicistico per il reclutamento dei dipendenti.
Prova di quello che dico è anche il fatto che, come avevo ricordato nella scorsa interpellanza, questo bando, questa circolare - non so neanche come chiamarla - a firma "Direzione del personale" era rimasta per poche ore sul sistema Intranet del Casinò e poi era frettolosamente sparita perché evidentemente qualcuno si è reso conto dell'idiozia che aveva fatto. È chiaro che questo fatto, ma non per un discorso di volontà persecutoria o men che meno giustizialistica, ma per un fatto di corretta amministrazione, non credo possa rimanere senza conseguenze, perché evidentemente è un qualcosa che ha danneggiato molto l'immagine dell'azienda e, se me lo consente, Presidente, ha danneggiato anche molto l'immagine di questa Giunta visto che lei stesso sostanzialmente è caduto dalle nuvole in sede di risposta alla mia interpellanza, tant'è vero che questo fenomeno glielo ho dovuto ricordare in replica, anche perché, oltretutto, questa prassi, procedura, proposta - non so neppure come chiamarla - aveva un ambito di applicazione notevole, perché nella comunicazione si leggeva: "La presente comunicazione si applica a tutti i dipendenti del Casino de la Vallée, un dipendente può segnalare qualsiasi candidato per tutte le seguenti posizioni: sala ristorante, facchinaggio, cucina, non è previsto un limite massimo di segnalazioni", cioè era una forma estremamente ampia ed estremamente amplificata di assunzione. È grave quest'atteggiamento anche alla luce dei numerosi bandi che lei, Signor Presidente, in sede di risposta alla mia interpellanza, mi aveva elencato, perché la mia interpellanza era evidentemente incentrata sulle tecniche o sulle strategie di assunzione del Casino de la Vallée, lei mi ha parlato di bandi, mi ha parlato di concorsi, mi ha parlato di procedure trasparenti, come si conviene a un'azienda pubblica e poi scopriamo che qualcuno manda in giro letterine dicendo: "Porta un amico che ti do dei soldi". Anche la giustificazione che ho visto su alcuni giornali che mi permetto di definire "Amici", non tanto di questa Giunta, quanto forse di quell'Amministrazione del Casinò per cui: "Ah, ma il job recruiting è una cosa assolutamente invalsa". Sì, certo, nell'azienda privata in cui uno fa quello che vuole, io nella mia azienda, se voglio dare non 150 ma 15.000 euro a uno che mi porta un dipendente, lo faccio, sono soldi miei, non c'è problema, con i soldi pubblici è un po' diverso. Il senso quindi della mia interpellanza è proprio quello di capire, ripeto, non per fare il forcaiolo o il giustizialista, ma per capire se quando vengono fatte delle fesserie, perché questa è pacificamente una fesseria, per chiamarla con un termine benevolo, qualcuno paga, o quanto meno qualcuno viene individuato e a qualcuno si chiedono spiegazioni. Io ho chiesto prima di tutto la domanda più banale e più semplice, cioè se sia stato individuato il responsabile o i responsabili di questa improvvida e inopportuna iniziativa, perché penso, spero, che ci sia stata un'indagine interna per capire chi è che ha scritto questa roba, visto che è firmata "La direzione del personale", quindi penso che non ci fosse neanche bisogno di Sherlock Holmes per andare a capire chi fosse il responsabile.
Poi, la domanda più logica, visto che, quando c'è un problema alla nave, il primo responsabile è il capitano, quindi se questo capitano, sul quale abbiamo già manifestato parecchie perplessità e cioè l'Amministratore unico del Casinò, fosse o meno consapevole di quest'iniziativa. Ovviamente, in caso di risposta positiva, attendo di sapere cosa è stato fatto, in caso di risposta negativa, cioè se mi si dovesse dire che l'Amministratore unico nulla sapeva di questa cosa, beh, allora abbiamo un problema serio, perché forse bisogna capire per quale motivo l'Amministratore unico di un'azienda, quindi il plenipotenziario, non è a conoscenza di un'iniziativa di questo tipo.
L'ultima domanda è una conseguenza delle altre tre, cioè "se e quali provvedimenti la Giunta abbia preso nei confronti del responsabile, dei responsabili, dell'Amministratore unico o di chiunque altro", o quali provvedimenti siano stati presi internamente al Casinò per evitare che una - me lo si consenta - figuraccia simile possa ripetersi".
Président - Pour la réponse, la parole au président Testolin.
Testolin (UV) - Intanto due premesse, prima: non sono così contento del fatto che il collega non abbia voce, quindi, consigliere Bellora, la rassicuro.
Seconda: rispondo evidentemente sulla scorta di quanto ci ha fornito la Casino, che, in via preliminare, ritiene non fondata la ricostruzione proposta da parte dell'interpellanza nel richiamare un'iniziativa cui la società non ha provveduto a dare attuazione. La società sottolinea come l'iniziativa denominata "Segnalazione nuove risorse" non presenti alcun profilo di illegittimità stante il fatto che, come evidenziato nel comunicato ai dipendenti, le eventuali assunzioni dei candidati assegnati sarebbero avvenute nel rispetto del regolamento assunzioni della società, redatto secondo le previsioni della legge regionale 20/2016. In particolare, la legge citata all'articolo 5, comma 1, prevede che le società controllate direttamente e indirettamente dalla Regione disciplinano, con propri regolamenti pubblicati in apposita sezione dedicata del proprio sito istituzionale, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi richiamati dall'articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 175/2016, ovvero i principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità e imparzialità, e dei principi di cui all'articolo 35, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, che richiedono, fra l'altro, l'adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscono l'imparzialità, l'adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire, nonché il rispetto delle pari opportunità tra lavoratori e lavoratrici. Si tratta di requisiti e principi previsti e opportunamente normati dal regolamento assunzioni della società. La società ribadisce che l'iniziativa in argomento pertanto era conforme alla normativa e che non proibisce in alcun modo di ampliare gli strumenti di diffusione delle esigenze di selezione e assunzione del personale. Infatti, lo scopo della stessa era limitato ad attrarre candidati qualificati per ricoprire nel periodo di alta occupazione e di intensificazione di attività le posizioni vacanti in azienda tramite la rete di conoscenze e collegamenti dei dipendenti. Strumenti di segnalazione di candidati tramite la rete di contatti dei dipendenti costituiscono una prassi comunque utilizzata nelle organizzazioni aziendali e rappresentano un canale integrativo di raccolta delle candidature che non sostituisce in alcun modo le procedure di selezione previste dalla normativa del regolamento aziendale della Casino. In particolare, il primo interesse era quello di rendere nota la volontà della società di assumere personale per posizioni molto specifiche: sala-ristorante, camerieri di sala-bar, facchinaggio, facchini ai piani notturni e cucina, cuochi, commis de cuisine.
Si tratta di posizioni per le quali i bandi, già pubblicati, sono andati deserti o per le quali le graduatorie derivanti dall'applicazione dei bandi pubblicati sono state esaurite.
Da questo punto di vista, l'iniziativa non è stata improvvida, ma era tendente a ricercare una risposta a un'esigenza impellente, peraltro ancora attuale, di ampliare i canali e gli strumenti di ricerca di personale, con lo scopo di assicurare la continuità operativa e lo sviluppo commerciale delle attività ristorative e alberghiere, rispetto alle quali Casino de la Vallée S.p.A. condivide le stesse difficoltà di tutte le altre imprese valdostane del settore. La temporanea sospensione dell'iniziativa è stata disposta per consentire ulteriori verifiche e valutazioni interne e per garantire la massima chiarezza delle eventuali modalità applicative, evitando possibili fraintendimenti rispetto alle finalità e alle modalità di selezione del personale previste dal regolamento di assunzione aziendale.
L'Amministratore unico era a conoscenza dell'iniziativa e ha sulla stessa raccolto il parere tecnico-legale del consulente del lavoro. L'Amministrazione, per quanto riguarda l'ultima domanda, o la seconda, mi sembra, non ha alcun titolo per assumere provvedimenti direttamente nei confronti dei responsabili di tale iniziativa che competono eventualmente, come più volte ribadito, all'azienda, nella persona dell'Amministratore unico, che ne ha la piena responsabilità.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Partiamo dall'inizio, alla prima domanda lei non ha risposto, perché la prima domanda era: "se siano stati individuati i responsabili della suddetta iniziativa", non ho sentito né dei nomi né delle indicazioni, ma questo è il meno, mi creda.
Lei mi dice: "Mah, non c'era nulla di male, era una procedura assolutamente lecita, l'Amministratore unico si è consultato con un consulente del lavoro" e allora perché l'hanno tolta? Perché non l'hanno mantenuta? Se era così lecita, così bella, funzionava tutto bene, si poteva fare, rispondeva ai criteri di trasparenza, di imparzialità e a tutte le norme che le mi ha elencato, allora perché l'hanno tolta dopo due ore e mezza? Forse c'è qualcosa che non torna. Lei dice che non viola alcuna norma, vede, secondo me, c'è un problema che è la madre di tutti i problemi ed è la natura del Casinò. Io non so e non voglio entrare - o, meglio, ho una mia opinione, ma non è questo il momento di esternarla - se sia meglio mantenere il Casinò come azienda pubblica o privatizzarla, affidarla a privati, darla in appalto, però so una cosa: finché è un'azienda pubblica - e al momento è un'azienda pubblica - non la si può gestire in questo modo, perché in questo modo si gestiscono le aziende private. "Portami qualcuno, ti do dei soldi, fai così, assumi quello, ah, mi hanno detto che tuo cugino è bravissimo, vieni", va tutto bene in un'azienda privata, in un'azienda pubblica no, non si può fare. Sento dire… ovviamente lei lo ha premesso e glielo riconosco pienamente, mi risponde in base a quello che le hanno detto o che le ha detto il Casinò, ma a questo punto si parla di adeguata pubblicità e requisiti di trasparenza. Ripeto: se ci fosse stata questa adeguata pubblicità e questi requisiti di trasparenza, questo foglio di carta sarebbe rimasto nel sistema Intranet del Casinò e non sarebbe sparito, ma veramente diciamo che c'è adeguata pubblicità e requisiti di trasparenza in un bando… magari fosse un bando… - in una circolare che dice: "Porta un amico, ti do 150 euro", senza nessun altro tipo di specificazione, senza alcun altro tipo di criterio.
Lei mi dice che c'era necessità di assumere persone perché ci sono difficoltà ad assumere persone in questi contesti, beh, c'è un sistema per la società pubblica per assumere le persone: si chiama bando o si chiama concorso. I bandi sono andati deserti? Se ne fanno altri a condizioni diverse, ma non si dice alla gente: "Portami un amico che ti do dei soldi", perché, ripeto, in un'azienda privata lo si può fare, non c'è nessun problema, in un'azienda pubblica non si può fare e, se lo si fa, si viene meno al proprio ruolo.
L'ultima risposta, Presidente, se le prime mi hanno lasciato insoddisfatto, questa mi lascia perplesso, per non dire arrabbiato, cioè vengo a sapere che l'Amministratore unico lo sapeva, allora forse se l'Amministratore unico sapeva di tutto questo perché si è consultato con i consulenti del lavoro, poi io vorrei capire chi sono questi consulenti del lavoro, non per altro, ma perché il consulente del lavoro che ti dice: "Sì sì, va bene, lo puoi fare, è tutto perfetto" e poi dopo due ore e mezza lo togli… allora forse è un consulente del lavoro o che ha preso una cantonata o i cui consigli non vengono seguiti, io credo. Se l'Amministratore unico lo sapeva, non le ha detto chi sia il responsabile della vicenda, perché non credo che sia stata un'idea sua, in più né ha ritenuto non dico di fare un passo indietro, ma quanto meno di cosparsi il capo di cenere e fare un mea culpa, né tanto meno di andare a prendere quello che ha fatto questo provvedimento e poi lo ha tolto, perché evidentemente qualcuno gli avrà detto di toglierlo, a questo punto devo pensare che quel "Qualcuno" sia l'Amministratore unico, perché se l'Amministratore unico sapeva tutto, allora se è stato tolto, è stato tolto perché quest'ultimo ha detto di toglierlo. Se sapeva tutto questo, e se quindi ha avuto questa condotta schizofrenica di "Mettiamolo, togliamolo, va bene però lo togliamo lo stesso", ma "è una procedura lecita", beh, forse questo Signore due parole di autocritica avrebbe dovuto dirle oppure, chi gli ha dato questo incarico avrebbe dovuto richiamarlo all'ordine.
