Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 340 du 12 mars 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 340/XVII - Interrogazione: "Procedura di riconoscimento del pubblico interesse e richiesta di deroga al PRGC del Comune di Aosta per l'intervento di demolizione e ricostruzione della scuola 'Manzetti'".

Aggravi (Presidente) - Punto n. 21 all'ordine del giorno. Per la risposta la parola all'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Do lettura velocemente dei quesiti per centrare il problema.

Quesito n. 1: "Se nella fase di istruttoria della procedura di deroga sia stato valutato il fatto che il progetto definitivo dell'intervento sia stato approvato nel 2022; se la medesima approvazione abbia tenuto conto della necessità di rispetto delle norme urbanistiche vigenti, secondo quanto previsto dall'articolo 88 della n. 11/1998, dalla disciplina attuativa di cui alla delibera di Giunta regionale n. 4243/2006".

Con la delibera di Giunta regionale - poi le darò, se vuole, una copia - n. 1388 del 14 novembre 2022 non è stato approvato il progetto definitivo, ma la Giunta regionale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica, ai sensi del decreto legislativo n. 50/2016 relativo alla ristrutturazione per adeguamenti normativi, tramite la demolizione dell'edificio e la sua ricostruzione sul medesimo sedime, autorizzando la struttura competente in materia di edilizia scolastica ad avviare la procedura di acquisizione della progettazione definitiva ed esecutiva.

Nelle premesse della delibera, al fine di poter prevedere un edificio con spazi rispondenti alla normativa in materia di edilizia scolastica vigente, è stata evidenziata la necessità di ricorrere allo strumento di deroga ai sensi dell'articolo 88 della legge n. 11/1998.

Il secondo quesito: "Quali elementi di istruttoria siano stati raccolti e valutati dalla struttura regionale competente per attestare l'eccezionalità dell'intervento, in considerazione del fatto che la definizione progettuale risale al 2022, non a una fase successiva di sopravvenuta esigenza straordinaria".

In base a questo quesito, il progetto definitivo - affidato quindi successivamente con procedura di evidenza pubblica nel dicembre 2023 a un diverso raggruppamento di professionisti - ha evidenziato in maniera compiuta la necessità di ampliare, entro i previsti limiti del 20%, il volume dell'edificio preesistente, che ora è previsto di sei piani fuori terra e un piano seminterrato, al fine di poter ospitare 30 classi, oltre a spazi e aree comuni, laboratori, servizi connessi, collocando la prevista palestra di dimensioni consone all'utilizzo scolastico al piano seminterrato/piano terra dell'edificio, al fine di poterla rendere fruibile in orario extra scolastico alle varie associazioni, mantenendo al contempo gli spazi necessari all'attività didattica e ai locali tecnologici a servizio degli impianti resisi necessari per un moderno edificio scolastico.

Allo stato attuale, il Consiglio comunale di Aosta, con la delibera n. 22 del 25 febbraio del 2026, ha sancito l'interesse pubblico del progetto e soltanto in data 10 marzo è stata trasmessa dal Comune di Aosta la richiesta di deroga, peraltro, ovviamente, non ancora completa di tutti gli allegati per, appunto, l'intervento di riqualificazione del "Manzetti".

L'unità operativa Pareri inerenti all'urbanistica presso la struttura pianificazione territoriale non ha quindi ancora avuto modo né di valutare il progetto, né i presupposti che consentono di avviare un procedimento di deroga ai sensi dell'articolo 88 della legge n. 11/1998, né il contenuto urbanistico specifico che si richiederebbe di derogare.

È ovvio, tuttavia, che il percorso progettuale sia stato oggetto di condivisione tra le strutture regionali interessate e tra il Comune per verificare collegialmente le procedure che sono necessarie per giungere alla realizzazione dell'intervento di riqualificazione.

In particolare, è emersa la necessità di ammettere un ampliamento volumetrico della struttura pari al 20% del volume esistente, mentre la norma del Piano regolatore stabilisce un limite di ampliamento inferiore.

In termini generali, come esplicitato sia nell'articolo di legge sia nella relativa disciplina attuativa, la deroga urbanistica può essere richiesta per edifici, impianti pubblici, o di interesse pubblico, e si attua in caso di eccezionalità.

Proprio a questo concetto la delibera di Giunta regionale attuativa dedica un paragrafo in cui stabilisce la necessità che l'intervento - e conseguentemente la richiesta di deroga urbanistica - sia adeguatamente motivato e lo richiede esplicitamente più per gli edifici e impianti d'interesse pubblico, ovvero nel caso in cui edifici o impianti siano di proprietà privata ma esercitino un servizio pubblico, proprio della pubblica amministrazione, che non per edifici e impianti di proprietà pubblica.

In ogni caso, quando la pratica giungerà nei nostri uffici i tecnici provvederanno a fare le valutazioni del caso in merito alla sussistenza dei presupposti per ottenere la deroga.

Terzo quesito: "Se sia stata considerata la possibilità di adottare una variante al Piano regolatore generale in luogo della procedura di deroga, soprattutto alla luce del fatto che la programmazione progettuale è antecedente alla richiesta di deroghe e che il requisito di eccezionalità deve sussistere al momento dell'attivazione della procedura".

Soltanto nella fase di esame completo della pratica perfezionata, gli uffici potranno valutare l'oggetto di deroga rispetto ai contenuti dell'istruttoria tecnica comunale e dei vari pareri delle strutture e degli enti interessati per l'argomento.

È prassi ricorrere alla deroga quando l'intervento richiede la disapplicazione di una norma urbanistica che non si riferisce al singolo edificio, ma a un'intera sottozona o a un'intera fattispecie di edifici. In questo caso specifico per gli edifici pubblici, il Piano regolatore generale di Aosta ammette ampiamenti volumetrici, come detto, sino al 10%, mentre l'intervento sul "Manzetti" necessita di un ampliamento del 20%. La procedura da avviare è dunque quella della deroga urbanistica e, quindi, non parliamo di variante urbanistica.

L'ultimo quesito: "Se la Regione abbia verificato che la deroga richiesta non investa norme inderogabili ai sensi dell'articolo 88 della n. 11/1998 quali destinazioni di zona, modalità di attuazione, distanze minime tra costruzioni". Gli uffici della pianificazione territoriale su questo punto valuteranno, come detto, nei prossimi giorni l'ammissibilità della deroga, quando arriverà la documentazione completa relativa alla richiesta.

Nel frattempo, la struttura regionale competente in materia di edilizia scolastica, in sinergia con i progettisti incaricati, ha già provveduto a verificare compiutamente la coerenza dell'intervento con tutte le norme applicabili e, nello specifico, ha acquisito tutti i pareri necessari alla realizzazione dell'opera, sottoposto il progetto alla procedura di verifica da parte di società autorizzata con esito positivo e ora attende la conclusione dell'iter per il rilascio del permesso di ricostruire, che richiede preventivamente il rilascio del nullaosta alla deroga urbanistica.

Una volta acquisito il titolo abilitativo si procederà con l'approvazione del progetto definitivo e l'avvio della fase di progettazione esecutiva.

L'inizio dei lavori, in ottemperanza al cronoprogramma previsto dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, noti fondi FSC, che finanzia l'opera, è previsto per l'estate del 2027.

Colgo l'occasione per ringraziare le strutture, la struttura Pianificazione territoriale e la struttura del collega Lavevaz, Edilizia scolastica, per aver predisposto congiuntamente la risposta.

Presidente - Per la replica la parola al consigliere Zucchi.

Zucchi (FdI) - La ringrazio, assessore Sapinet, per le risposte. Vorrei premettere che lungi da noi andare a ostacolare la realizzazione di un edificio pubblico tale qual è appunto la scuola, l'edificio "Manzetti", però allo stesso modo ci permettiamo di dire che, se esistono delle regole, le regole devono essere applicate.

Cosa intendo? Lei ha richiamato i due articoli di legge che io ho messo nelle premesse dell'iniziativa consiliare di quest'interrogazione, dove c'è una distinzione tra la variante del Piano regolatore e la deroga. Io, ammetto, non sono un grande esperto di materia urbanistica, ma nel frattempo mi sono documentato e ho desunto dalla lettura delle norme che una cosa è la variante del Piano regolatore e una cosa è la deroga.

La deroga è disciplinata dagli articoli... soprattutto dalla delibera di Giunta regionale che è stata fatta, se non erro, nel 2006, Presidenza Caveri, quindi sempre voi, che disciplina l'utilizzo della deroga in casi particolari e in casi eccezionali.

Sintetizzo. La deroga non può essere usata a sanatoria di una costruzione la cui prevedibilità, come in questo caso, ci sembra evidente, perché qui stiamo parlando di un'opera che deriva, come dalle sue stesse affermazioni, dal 2022. Poco importa se si trattasse di un progetto preliminare o definitivo, sta di fatto che l'opera nel 2022, dal nostro punto di vista, doveva essere valutata dai tecnici in un modo tale per cui si dovesse andare giocoforza verso la variante del Piano regolatore, non andare in una fase successiva nella deroga.

Noi su questo punto esprimiamo delle fortissime riserve e ci auguriamo - anche se lei ha detto che i suoi uffici dovranno valutare la correttezza di tutta quanta questa pratica - che questo strumento non sia lo strumento adeguato a poter andare a costruire questa scuola, cioè la riedificazione dell'edificio "Manzetti", perché sono stati fatti degli errori e mancanze di programmazione in una fase antecedente.

Le leggo alcuni punti che sono disciplinati dalla delibera di Giunta del 2006, che stabilisce che la deroga dev'essere eccezionale. Come fa a definire eccezionale un'opera che è stata già prevista prima del 2022?

Io allora mi chiedo: i progettisti, coloro i quali si sono adoperati... e mi sembra di ricordare che comunque, all'epoca, plenipotenziario di tutta questa materia fosse l'attuale sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, che adesso è Sindaco, che mi sembra fosse la persona che doveva sovrintendere questo genere di attività.

La delibera di Giunta quindi dice chiaramente che la deroga può essere concessa soltanto quando c'è un carattere di eccezionalità, dev'essere motivata in modo molto preciso e dev'essere interpretata in modo restrittivo.

La delibera di Giunta chiarisce che la deroga non può sostituire le varianti del Piano regolatore e non può diventare uno strumento per modificare il Piano regolatore caso per caso. Questo anche se si tratta di un manufatto, come in questo caso, che è una scuola, quindi un edificio pubblico e riguarda quindi un interesse pubblico. Ma la delibera che avete approvato voi nel 2006 chiarisce che questi aspetti non possono essere usati come deroga al posto del Piano regolatore.

Il progetto definitivo quindi è stato, mi sembra, approvato, lei l'ha citato, con la delibera di pochi mesi fa, di qualche giorno fa, da parte del Consiglio comunale. Quando un Consiglio comunale delibera un progetto definitivo, dagli studi che io ho fatto, dalla legge, i tecnici, i progettisti dovrebbero vedere che in qualche maniera ci sono delle mancanze in merito al Piano regolatore. È quindi sul Piano regolatore, sulla variante del Piano regolatore che si deve agire per dare le risposte a questi manufatti.

Si tratta di un'evidente - grossolana dal nostro punto di vista - svista in merito a un iter che doveva essere effettuato e che non è stato effettuato, perché sicuramente non si può definire il "Manzetti" un'opera eccezionale. Era un'opera prevista, programmata, di cui si parla da tanti anni. Pertanto la deroga... ripeto, io mi auguro, anche a salvaguardia della Regione, degli uffici che lei sovrintende, che lei analizzi ben bene la facoltà di concedere la deroga richiesta dal Comune, perché lei potrebbe incorrere in possibili problemi che possono, quindi, comportare anche dei danni erariali nel momento in cui lei assume uno strumento urbanistico che non è quello proprio, perché la deroga non può sostituire la variante al Piano regolatore.