Objet du Conseil n. 338 du 12 mars 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 338/XVII - Interrogazione: "Interventi negli Istituti scolastici e Univda riguardo al referendum di marzo".
Aggravi (Président) - Punto n. 19 all'ordine del giorno. Pour la réponse la parole à l'assesseur Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Con quest'interrogazione s'interroga la Giunta per sapere: se siano stati svolti interventi o approfondimenti a opera del personale docente riguardanti il referendum negli istituti scolastici e nell'università e quali e quanti interventi si siano svolti riguardo al referendum; riguardo a tali soggetti terzi, quali soggetti siano stati coinvolti; se in entrambi i casi sia stato rispettato l'equilibrio tra il fronte del No e quello del Sì.
Su questo devo dire che ho chiesto informazioni ovviamente agli uffici della Sovrintendenza, che mi hanno innanzitutto rassicurato sul fatto che dapprima il Ministero e poi anche la Sovrintendenza stessa hanno ribadito nei mesi scorsi ai dirigenti scolastici, quindi a tutte le istituzioni, la necessità di garantire un'offerta formativa in senso generale, equilibrato e imparziale, ma in più hanno sottolineato anche che nell'organizzazione complessiva dell'attività scolastica dovesse essere garantita quell'equità che ispira i principi di educazione civica, che sono peraltro stabiliti da una legge di qualche anno fa, la n. 92/2019, promuovendo in qualche modo la partecipazione attiva e responsabile anche degli studenti.
Questo credo che sia interessante anche quando si parla di temi spinosi come quelli politici, perché chiaramente il fatto in qualche modo d'incentivare gli studenti a un dialogo, a un confronto, ovviamente sempre in un ambito di pluralismo e di libertà di opinione, sia comunque uno degli obiettivi della scuola, perché credo che il formare le menti, formare soprattutto lo spirito critico, sia uno degli obiettivi fondamentali che la scuola ha.
Queste circolari quindi andavano un po' nella direzione di invitare le scuole ad assicurare un dialogo costruttivo in senso lato. Si parlava anche, nelle circolari, di raccomandazioni: quando a scuola si invitavano ospiti esterni, che questi avessero una comprovata competenza, sempre per favorire ovviamente un confronto sereno tra posizioni diverse e permettere agli studenti comunque di avere degli spunti giusti e di alto livello.
Detto questo, le istituzioni scolastiche godono di un'autonomia didattica organizzativa che è nota, quindi non hanno l'obbligo ovviamente di rendicontare all'Amministrazione regionale o alla Sovrintendenza in merito alle attività cosiddette ordinarie che vengono fatte. Da questo punto di vista quindi non ho alcuna evidenza di specifici approfondimenti che siano stati fatti relativi al tema del referendum.
Voi nell'iniziativa citate dei casi specifici, i virgolettati anche di... sì, questi sono professori non valdostani, ma comunque ovviamente sono casistiche che non possono essere controllate né rendicontate in nessun modo. Io non ho notizie di situazioni particolarmente significative da questo punto di vista, quindi non sono in grado di rispondere, ovviamente, alle altre domande del quesito.
Presidente - Per la replica la parola al collega Perron.
Perron (LEGA VDA) - Assessore Lavevaz, mi mancano dei pezzi, o sono io che...
Ho fatto la domanda, per chiarire, ho poco tempo, sulla parte del personale docente, cioè i professori di diritto che parlano della questione. Poi come ne parlano nessuno lo saprà, ma va bene così.
Sulla parte invece di chi è stato chiamato all'esterno, "quali e quanti interventi si siano svolti riguardo al referendum sempre negli istituti citati e all'ateneo valdostano ad opera di soggetti terzi", lei non mi ha dato la risposta. Cioè, noi non sappiamo in tutte le scuole valdostane quante volte abbiano fatto un qualcosa legato... Noi lo sappiamo, perché ci arrivano le segnalazioni. Che poi i consigli di classe siano sovrani e, se dicono di no, non si fa, però che non si arrivi a sapere con contezza quanti interventi siano stati fatti...
Ripeto, sui professori di materia, e questo è un conto, ne potranno parlare anche gli altri professori, come ne parlano non potremo mai saperlo, e va bene così. Che però non sappiamo quanti interventi siano stati fatti nelle scuole... a noi arrivano le segnalazioni dai genitori e dai ragazzi che ci dicono "guardate che ci hanno proposto questa cosa qua", o da colleghi, quindi faranno quest'intervento con X o Y che si propone. Noi lo sappiamo. Che voi non ci diate una risposta… Lei mi dice: "Noi non possiamo saperlo"...
Sì, ho capito. per chi non può sentire l'Assessore, giustamente mi dice che bisogna fare un accesso agli atti per sapere chi vada nelle scuole a fare le cose. Ma non è un segreto di Stato. Potremo sapere in questo Consiglio, visto che la scuola è pubblica, da chi e quando sono stati fatti degli interventi. Ci dava una serie di segnalazioni, scuola X interventi di questi, scuola Y interventi di questi, e avevamo contezza. Così non c'è contezza.
Ci pare una risposta, francamente...
Io capisco, adesso lei dice sull'accesso agli atti, ma noi l'accesso agli atti lo facciamo, poi però non possiamo divulgarlo, ad esempio. Qui a noi sembrava una cosa che meritasse di essere discussa in pubblico su cosa sia stato fatto. Noi li conosciamo gli interventi, sappiamo benissimo quali interventi sono stati proposti, quindi è una risposta che ci lascia piuttosto allibiti, perché ci aspettavamo di avere quantomeno una rendicontazione.
Lei non ce la dà, allora noi torneremo con ulteriori iniziative per capire da chi, dove, come e quando sono stati fatti gli interventi nelle scuole, perché ci riteniamo titolati di saperlo. "Le scuole non sono titolate a dare informazioni qui sugli interventi che vengono fatti" mi pare una roba francamente molto particolare.
Chiaramente siamo nel campo di un tema molto delicato. Nell'impegnativa ho citato un audio che è uscito fuori da una professoressa a livello nazionale, però lì siamo nel campo dell'attività del singolo professore, ed è un conto. Ma quando viene organizzato con soggetti terzi, e sappiamo che sono stati fatti, sulle classi, e le scuole non rendicontano questo... tra l'altro sappiamo benissimo che sono state fatte, almeno da informazioni che arrivano a me, su delle classi quinte.
Anche lì, allora, dei colleghi mi dicono: "A dire la verità non sarebbe neanche, come abbiamo scritto noi, di avere la parità tra il sì e il no. Sarebbe che se si fanno interventi nelle scuole si parla della riforma che viene fatta, com'è adesso e come sarebbe se fosse riformato. Questa sarebbe un'informazione scevra da condizionamenti, perché poi noi possiamo pesare le parole del Sì e del No, ci facciamo bastare che quantomeno ci sia uno per il sì e uno per il no, e questo ci pare il minimo".
Dalla sua risposta però noi non possiamo sapere neanche questo, quindi le scuole potrebbero aver chiamato qualcuno a fare gli interventi solo per il No. A noi non risulta questo, a noi non risulta, però se non ci viene dato un elenco, se non ci viene dato il numero degli interventi fatti, possiamo presumere anche un qualcosa di simile. Le scuole quindi potrebbero aver chiamato qualcuno a fare un intervento per il No e qui in Consiglio noi non lo sappiamo.
Questo è quanto. È una risposta che ci lascia francamente allibiti e faremo altre iniziative a riguardo. Ci aspettavamo tutt'altra risposta, Assessore, ci aspettavamo un'elencazione delle cose, trasparenza massima.
Le scuole nascondono. Questo non lo so, adesso bisogna capire la legislazione, possono farlo, devono farlo o non sono tenute a. Farò accesso agli atti. Cosa facciamo? Su ogni scuola allora chiederò l'accesso agli atti...
No, si doveva portare in Consiglio. È una cosa che ci pare francamente senza senso, senza senso. Le scuole quindi potrebbero aver chiamato chi vogliono, chi vogliono, a dire quello che voleva, che tanto qua nel Consiglio questa cosa non dev'essere discussa, manco si deve sapere.
Siamo francamente allibiti e faremo ulteriori iniziative in merito. Mi pare veramente il minimo.
