Objet du Conseil n. 652 du 25 novembre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 652/VII - INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE RIGUARDO ALLA VICENDA DEI "DESAPARECIDOS" ARGENTINI. - (Approvazione di mozione).
PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Carlassare.
MOZIONE
La sconvolgente vicenda dei "desaparecidos" argentini, dove a migliaia gli oppositori di quel regime fascista sono stati trucidati dopo orrende torture, ancora una volta ha portato alla luce l'imbelle comportamento dei governanti italiani.
Si scopre ora che a centinaia, se non a migliaia, erano giunte ai funzionari di governo e ai vari ministri le segnalazioni da parte di parenti e amici, di cittadini italiani o di origine italiana scomparsi in Argentina. Segnalazioni e denunce gravissime riguardanti in alcuni casi donne gravide, bambini, e addirittura di neonati.
IL CONSIGLIO REGIONALE
Nel condannare duramente il barbaro comportamento della Giunta argentina esprime solidarietà piena ai parenti delle vittime, che con enorme coraggio, hanno fatto sì che il mondo venisse a conoscenza del genocidio compiuto;
IMPEGNA
il Presidente del Consiglio regionale a fare giungere al Governo italiano l'invito a muoversi nei confronti della Giunta argentina, affinché sia fatta piena luce su tutta la tragica vicenda, sollecitando nel contempo l'apertura di una inchiesta per definire, in modo inequivocabile, la responsabilità delle autorità italiane che venute a conoscenza dei fatti non hanno fatto nulla per fermare la strage avvenuta nei lager di Buenos Aires.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Penso di non dire assolutamente alcuna cosa nuova in merito a questo problema che sta emergendo con sempre più chiarezza dagli organi di stampa e dalla televisione.
Ci troviamo di fronte al fatto che, per molti anni, in Argentina, migliaia di persone sono letteralmente scomparse nel nulla. Tra queste persone c'erano moltissimi italiani, colpevoli solo di essere, in molti casi, dei progressisti senza neanche una precisa collocazione politica, i cui parenti ed amici hanno presentato denuncie all'ambasciata e ai consolati italiani in Argentina, chiedendo l'intervento delle autorità italiane. Questo intervento è stato estremamente blando; io stesso ho avuto occasione di ascoltare delle interviste televisive in cui venivano interrogati dei diplomatici italiani, i quali hanno affermato che questo intervento, quando c'è stato, è stato proprio di una estrema povertà ed indecisione, se non addirittura nullo. Ora emerge che queste richieste documentate sono state presentate a centinaia, a migliaia. In tale contesto ritengo che ci siano delle responsabilità precise a carico di quei diplomatici che hanno assunto in proprio l'iniziativa di non intervenire, o a carico di quei ministri che danno disposizioni ai diplomatici di non intervenire.
Vorrei ricordare al Consiglio che negli anni in cui più pesante era la repressione dei generali argentini, il Console generale rappresentante il governo argentino in Italia era Licio Gelli, per cui ritengo che questo non intervento da parte del governo italiano o dei suoi rappresentanti in Argentina, sia legato anche alla presenza di questo personaggio, che pare essere tanto influente da modificare persino interventi a livello di Governo.
Con questa mozione si intende, pertanto, fare assumere al Consiglio regionale della Valle d'Aosta una precisa posizione in merito a questo drammatico avvenimento denunciato dalle madri di Plaza de Majo.
Ritengo sia necessario accompagnare all'inchiesta aperta e portata avanti dalla magistratura, anche una inchiesta a livello di Governo, onde evitare che la magistratura sia bloccata chiamando in causa il segreto per motivi di sicurezza, in quanto si tratta di andare ad indagare sul comportamento di ministri e diplomatici che possono anche avere come oggetto dell'inchiesta documenti considerati segreti.
Approfitto del fatto che è arrivato il Presidente della Giunta per chiedere se è al corrente che tra i "desaparecidos" italiani, ci sia qualche cittadino di origine valdostana. Invito il Consiglio a considerare non solo la funzione umanitaria di questa mozione, ma la precisa indicazione politica da dare all'operato dei governanti affinché fenomeni di questo genere non debbano più ripetersi.
PRESIDENTE: E' aperta la discussione; volevo solo ricordare che durante la riunione dei Capigruppo del mese di aprile del 1981 era stata espressa la loro solidarietà in occasione della dimostrazione delle madri dei detenuti argentini e dei "desaparecidos" ed era stato inviato un telegramma al Senatore Viola, in quel momento Presidente della Repubblica argentina, nel quale si manifestava questa solidarietà nei confronti delle madri che facevano la dimostrazione e nei confronti di quanti lottavano per la democrazia in quel paese.
Questo per ricordare i trascorsi e le posizioni assunte da questo Consiglio regionale.
E' aperta la discussione. La parola al Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): Posso garantire al Consigliere Carlassare che mi interesserò per avere i nomi al Consolato. Tra l'altro, per caso, il Console americano che era a Torino è andato a Buenos Aires, quindi posso avere anche dei canali privati.
Però che io sappia, in Argentina non vi sono nostri concittadini, ma solo in Brasile. Comunque garantisco che farò gli opportuni passi per ottenere delle notizie specifiche su eventuali famiglie valdostane residenti in Argentina e colpite dalla tragedia dei "desaparecidos".
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Noi concordiamo con lo spirito della mozione e diciamo che effettivamente, il dramma di questi scomparsi argentini è venuto alla luce soltanto quando, purtroppo, per molti di loro, non c'era più molto da fare, quando cioè sono state scoperte queste fosse comuni nelle vicinanze della capitale argentina.
Probabilmente se il clamore che in questi giorni è nato in Italia, fosse avvenuto prima, forse sarebbe riuscito a portare il problema all'attenzione della gente, dando quindi la possibilità di fare qualcosa di più.
E' addirittura sconvolgente ascoltare testimonianze di persone che si sono rivolte per anni ad autorità consolari italiane ottenendo un interessamento minimo, ottenendo risposte vaghe e qualche volta non ottenendo neppure l'udienza, nonostante tutti i tentativi fatti in Italia e in Argentina presso le diverse Associazioni.
Tutto questo ci stimola ad interessarci con maggiore attenzione a questi problemi, sia per appurare se esista ancora la possibilità di salvare qualcuno, sia per accertare eventuali responsabilità.
Per tutte le dittature, in tutto il mondo, il silenzio è uno strumento per esercitare il potere assoluto; quando invece, l'attenzione dei paesi democratici, delle forze sensibili ai problemi della libertà, viene rivolta su questi governi, le cose possono essere modificate.
Io credo che questa mozione debba essere approvata in questo spirito e cioè di dare un contributo, anche se in ritardo, affinché venga prestata maggiore attenzione a questi gravissimi fatti e per impedirne la continuazione.
PRESIDENTE: Se nessun altro chiede la parola, metto in approvazione la mozione presentata dal Consigliere Carlassare.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 22
Il Consiglio approva all'unanimità
