Objet du Conseil n. 317 du 25 février 2026 - Verbale

Oggetto n. 317/XVII del 25/02/2026

REIEZIONE DI MOZIONE: "PROTEGGIAMO L'AGRICOLTURA E L'ALLEVAMENTO VALDOSTANO - NO AL MERCOSUR".

Il Presidente AGGRAVI dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dai Consiglieri MANFRIN, BACCINI, BELLORA e PERRON e iscritta al punto 44 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Illustra il Consigliere MANFRIN.

Intervengono i Consiglieri MINELLI, che propone emendamenti, JORDAN, CENTOZ, PERRON, MANFRIN, TORRIONE, ZUCCHI, MARQUIS, CARREL e GUICHARDAZ.

Replica l'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, GIROD.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,04 alle ore 20,07.

Alla ripresa dei lavori, prende la parola il Consigliere MANFRIN che comunica il deposito di un testo emendato concordato con la Consigliera MINELLI.

IL CONSIGLIO

- nel nuovo testo emendato;

- con voti favorevoli otto (presenti: trentadue; votanti: otto; astenuti: ventiquattro, i Consiglieri AGGRAVI, BACCEGA, BERTSCHY, BORRE, CENTOZ, DOMANICO, FORCELLATI, GIROD, GUICHARDAZ, JORDAN, LAVEVAZ, LOTTO, MARGUERETTAZ, MARQUIS, MARTINET, MARZI, PETEY, SAPINET, SORBARA, TESTOLIN, TRIONE, TUCCARI, VIÉRIN Laurent e ZUCCHI);

NON APPROVA

la sottoriportata

MOZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

RICORDATA l'interpellanza Oggetto del Consiglio n. 207/XVII intitolata "Quali rischi per la nostra agricoltura con l'accordo Mercosur?" discussa in data 29/01/2026;

PRESO ATTO delle risposte fornite dall'assessore competente, che ha dichiarato come "Il Governo regionale è vicino alle posizioni espresse dalle rappresentanze sindacali a livello locale, che nelle scorse settimane hanno fatto sentire la loro voce a Bruxelles e Strasburgo, condividendo la necessità di rafforzare le tutele a difesa delle produzioni di qualità ";

PREMESSO CHE:

l'accordo tra l'Unione Europea e i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) ha ricevuto un via libera politico dal Consiglio UE il 9 gennaio 2026, nonostante le forti opposizioni espresse dal mondo agricolo e da diverse associazioni di categoria;

tale accordo è stato formalmente firmato il 17 gennaio 2026 come Partnership Agreement (EMPA) e Interim Trade Agreement (iTA), eliminando i dazi sul 91% delle esportazioni UE verso il Mercosur e sul 92% delle importazioni, con contingenti tariffari per prodotti sensibili come carne bovina (99.000 tonnellate), pollame (180.000 tonnellate) e zucchero (190.000 tonnellate), ma senza garantire un pieno principio di reciprocità negli standard produttivi, sanitari, ambientali e sociali;

il 21 gennaio 2026, il Parlamento Europeo ha votato per rinviare l'accordo alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per verificare la sua compatibilità con il diritto UE, congelando di fatto il processo di ratifica e introducendo incertezze significative;

nonostante ciò, alcune prese di posizione pubbliche indicano che l'accordo potrebbe entrare in vigore provvisoriamente a partire da marzo 2026, applicando così gli accordi commerciali senza la loro piena ratifica, aggravando quindi i rischi per i settori sensibili;

EVIDENZIATO CHE:

l'accordo continua a suscitare controversie per la mancanza di meccanismi efficaci di salvaguardia, esponendo gli agricoltori europei a concorrenza sleale da prodotti che non rispettano gli standard UE sul benessere animale, sull'uso di pesticidi, sulla deforestazione e sulla sostenibilità ambientale, particolarmente rilevanti per il Brasile;

numerose associazioni agricole, incluse quelle italiane e valdostane, hanno definito l'accordo "inaccettabile" e "sbilanciato", con stime di perdite economiche per il comparto agricolo europeo fino a 90 miliardi di euro, a fronte di benefici concentrati in settori industriali come automotive e chimico;

i controlli alle frontiere rimangono insufficienti (attualmente al 3-4% delle merci), con rischi per la salute pubblica da alimenti contaminati e impatti negativi sulle filiere locali in contrasto con gli obiettivi del Green Deal europeo e della Politica Agricola Comune (PAC);

RICORDATO CHE:

la Valle d'Aosta, Regione a vocazione agricola di montagna con produzioni tipiche, DOP e eccellenze agroalimentari di qualità, è particolarmente esposta a queste ricadute, e questo minaccia le aziende locali già provate da costi energetici elevati, dal fatto che altre realtà non rispettano i vincoli ambientali e da tensioni internazionali;

le mobilitazioni agricole nazionali e internazionali sottolineano la necessità di un ripensamento dell'accordo per garantire reciprocità e sostenibilità;

CONSIDERATO CHE:

l'accordo, ancora in attesa di ratifica definitiva dal Parlamento Europeo e potenzialmente dai parlamenti nazionali, rappresenta un'opportunità per le Regioni di esprimere la propria posizione in sede di Conferenza Stato-Regioni o presso le istituzioni UE;

gli ultimi sviluppi, inclusa la sospensione del Parlamento Europeo e la possibile applicazione provvisoria, non mitigano le criticità ma le amplificano, richiedendo un'azione decisa per tutelare il Made in Italy e le produzioni locali;

IMPEGNA

il Governo regionale:

  1. ad esprimere formalmente la propria disapprovazione verso l'accordo UE-Mercosur, motivandola con le criticità legate alla diversa applicazione delle regole ambientali, sanitarie, sociali ed economiche evidenziate, e a trasmettere tale posizione al Governo nazionale, al Parlamento Europeo e alla Commissione UE;

  2. a partecipare attivamente, in sede di Conferenza Stato-Regioni, per sollecitare un parere negativo sull'accordo o la sua revisione, difendendo le produzioni tipiche valdostane e prevenendo rischi per la salute pubblica e l'ambiente;

  3. a predisporre, in caso di ratifica provvisoria o definitiva, un piano regionale di sostegno al settore agricolo, con fondi dedicati alla compensazione di eventuali perdite di mercato e per il recupero della competitività.

______