Objet du Conseil n. 315 du 25 février 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 315/XVII - Reiezione di mozione: "Facciamo uno studio per rivedere i parametri Isee in Valle d'Aosta".
Aggravi (Presidente) - Punto n. 42 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione la parola al firmatario Carrel.
Carrel (ADC) - Questa mozione è, di fatto, molto semplice da illustrare perché stiamo parlando dei parametri Isee e di tutte le politiche che, volenti o nolenti, andiamo ad approvare sia in quest'aula che in Giunta, al sostegno di determinate politiche, che siano legate all'istruzione, all'educazione sino alle case popolari - riguarda veramente una fetta importante degli aiuti che andiamo a erogare ai meno abbienti, quindi ai più bisognosi.
Spesso e volentieri però non ci soffermiamo per andare ad analizzare realmente quali siano poi, all'interno di queste famiglie, le ricadute di questi contributi e di questi aiuti che andiamo a erogare.
Con questa mozione, quindi, andiamo a chiederci se non sia il caso, o meglio, proponiamo al Governo di andare - attraverso l'Osservatorio economico regionale della struttura del Segretario generale - a fare uno studio specifico della situazione in Valle d'Aosta per andare a capire quali siano le fasce maggiormente aiutate (ovviamente ci aspettiamo dei risultati che vadano a confermare che le fasce dei meno abbienti siano quelle maggiormente aiutate) ma per andare a capire anche chi invece ne stia appena fuori, quindi capire come queste famiglie e questi nuclei familiari invece riescano a vivere nel nostro sistema e nella nostra comunità anche senza contributi, per interrogarci se il nostro sistema di contributi sia efficiente ed efficace oppure meriti di essere rivisto. Per fare tutto questo abbiamo bisogno di dati.
Non nego che questa nostra iniziativa parta dalla netta sensazione che vi siano tante famiglie, soprattutto famiglie spesso e volentieri anche valdostane, non lo dico per discriminare da valdostane a non valdostane, ma di famiglie che magari hanno delle proprietà che non possono utilizzare ma di proprietà di famiglia, che siano magari talvolta anche dei mayen, degli alpeggi, delle situazioni che non possono essere utilizzate e non possono essere messe a reddito in questo momento ma che creano Isee e, nello stesso tempo, queste famiglie vengono escluse da tutta una serie di contributi che potrebbero essere utili, o magari addirittura servirebbero a queste famiglie.
Mettere queste famiglie nella condizione di dover cedere o vendere questi immobili non crediamo che sia la soluzione per creare delle politiche di sostenibilità della famiglia e in questa comunità.
Questo è l'interrogativo che ci siamo posti ed è il motivo per cui ci siamo spinti a fare questa risoluzione e vogliamo appunto approfondire meglio tutto il sistema di contributi ma soprattutto tutto il "cosa possiamo fare in più per le famiglie" che magari non sono povere e poverissime, quindi non hanno un Isee bassissimo ma, nello stesso tempo, hanno delle difficoltà.
Credo che nelle politiche... guardo in primis le colleghe e i colleghi di AVS che hanno organizzato anche un incontro specifico sulla povertà, si ricorderà la collega Minelli che, già nella scorsa legislatura, come Pour Autonomie avevamo chiesto uno studio sulla povertà, non esclusivamente per affrontare il tema della povertà tout court, ma per capire che cosa realmente possiamo fare in un sistema che non può basarsi esclusivamente sui numeri e sui redditi, ma deve basarsi veramente su qualcosa di più.
Abbiamo i dati, dobbiamo elaborarli, quello che chiediamo al Governo e alla maggioranza è: dateci la possibilità di elaborarli, dateci la possibilità di discuterne per poi mettere in piedi, insieme, all'interno di questa legislatura, le politiche che riterremo più opportune.
Presidente - La mozione è stata presentata, è aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola la collega Minelli.
Minelli (AVS) - Desidero innanzitutto ringraziare il collega Carrel per aver presentato questa mozione, una mozione che condividiamo nelle sue linee. Faccio notare che non è nemmeno una mozione che chiede di variare già fin d'ora i parametri Isee, ma chiede di effettuare uno studio, di avere dei dati per poi poter ragionare, credo, anche sulla possibilità e sulle implicazioni che potrebbe avere una revisione dei parametri.
Pensiamo che sia sicuramente molto utile avere dei dati, siamo a conoscenza del fatto che attualmente non soltanto le fasce più basse, quelle considerate in qualche modo anche un po' più a rischio povertà, sono interessate dalla difficoltà di ottenere, attraverso il loro Isee, tutta una serie di contribuzioni, ma anche quello che comunemente un tempo definivamo ceto medio: c'è una quantità di famiglie, ricordava il collega, non necessariamente di immigrazione recente, quindi con una serie di difficoltà che possono essere facilmente comprensibili, senza proprietà di terreni e di edifici, ma proprio quelle famiglie che invece hanno un reddito da proprietà che non può essere nella loro piena disponibilità. Faceva riferimento il collega Carrel a situazioni specifiche: pensiamo a tutta la questione di terreni improduttivi, che ci sono, alla questione di mayen che non sono facilmente recuperabili nella nostra regione.
Credo quindi che arrivare ad avere questi dati e ad usufruire ovviamente di quella struttura importante che è l'Osservatorio economico regionale che negli anni è stato sicuramente molto utile a definire le politiche della Regione, ma anche molto utile a tutti i Consiglieri che hanno potuto chiedere dati, ottenerli, ragionare, avere a disposizione materiale anche, devo dire, elaborato con perizia e di qualità, per poter poi fare ulteriori ragionamenti.
Il consigliere Carrel ha ricordato che questa settimana, venerdì, noi faremo questo incontro in generale sui temi della povertà, quindi io approfitto dell'occasione - non ne avrei parlato perché non mi veniva nemmeno in mente in questo contesto - per invitarvi.
Sappiamo che la nostra regione è una regione, per certi versi, privilegiata; i dati relativi alla povertà economica nella nostra regione sono sicuramente migliori, o comunque meno problematici rispetto ad altre realtà Sappiamo però anche che ci sono delle situazioni che riguardano non soltanto la parte economica, ma anche altri tipi di povertà che ha molte sfaccettature e che sono importanti, quindi avere tutti i dati che possono servire ad affrontare meglio un problema (che esiste, e che già l'Amministrazione regionale affronta con una serie di politiche attive, che possono essere o implementate o incrementate) credo che sia buona cosa.
La proposta di questo studio che va in quella direzione da noi viene accolta favorevolmente.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Mi unisco ai ringraziamenti per l'iniziativa del collega Carrel che ci vede assolutamente favorevoli, abbiamo presentato più volte, all'interno di quest'aula, diverse iniziative che vanno in quella direzione, nello specifico abbiamo parlato di un problema che riguarda, per esempio, le rette del Convitto: come sappiamo le famiglie che hanno due o più figli hanno ovviamente delle grosse criticità perché si trovano di fronte a pagamenti sicuramente improponibili, e questo è un elemento importante che abbiamo messo a fattor comune nel dibattito.
Ricordo però che avevamo presentato un ordine del giorno all'ultima legge di bilancio con il quale si chiedeva d'intervenire sui limiti Isee per quanto riguardava l'accesso al Bando affitti, quindi a sostegno per la locazione, che era un intervento, secondo noi, assolutamente necessario che, peraltro, era in linea con quello che veniva scritto nella documentazione allegata al bilancio, ovvero che le nuove povertà venivano registrate, venivano individuate nella soglia al di sotto dei 15 mila euro di Isee: così non è stato, l'ordine del giorno e gli emendamenti sono stati respinti, ne prendiamo atto, ma crediamo che sia necessario intervenire anche perché, per esempio, oggi per l'accesso all'Edilizia Residenziale Pubblica il limite Isee è di 8.500 euro.
Ora è chiaro che il limite degli 8.500 euro di Isee è un limite assolutamente proibitivo per una persona che per lo meno riesca a mettere insieme il pranzo con la cena, a targhe alterne, ma per lo meno ce l'ha, è chiaro che chi sta al di sotto di quel limite probabilmente ha anche alte criticità di diverso tipo.
È chiaro quindi che rivedere i parametri Isee e riparametrarli alla situazione della nostra regione è assolutamente necessario e urgente. Condividiamo assolutamente l'iniziativa e riteniamo che debba essere accolta perché questa è la direzione che ovviamente ci chiede la Valle d'Aosta.
Aggravi (Presidente) - Siamo in discussione generale. La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Non posso che unirmi anche io ai miei colleghi che mi hanno preceduto, quindi ringrazio il collega Carrel per aver presentato questa mozione. Annuncio anche io che il nostro gruppo voterà ovviamente a favore a questa mozione perché ci sembra molto interessante.
Vorrei provare a spiegare perché votiamo a favore, non per cortesia istituzionale, non per tattica politica, ma per convinzione profonda, perché questa mozione, nella sua apparente semplicità tecnica, pone una domanda che attraversa tutte le famiglie politiche di questa Regione, maggioranza e opposizione: il nostro welfare funziona davvero o funziona solo sulla carta?
C'è una questione politica dietro ai numeri: se, quando parliamo di Isee, non stiamo parlando solo di un indicatore astratto, stiamo parlando dello strumento che decide concretamente chi ha diritto al sostegno pubblico e chi non ce l'ha, chi può accedere all'assegno familiare e chi resta fuori per 100 euro di differenza, chi riceve il contributo per l'affitto e chi deve arrangiarsi, chi può permettersi la retta dell'asilo calmierata e chi invece paga il prezzo pieno.
Dietro l'Isee quindi non c'è solo un numero ma c'è una famiglia, e quando quelle soglie sono rigide, quando non tengono conto della complessità della vita reale, quando creano situazioni paradossali in cui basta 1 euro in più per perdere tutto, allora non siamo davanti a un problema tecnico, siamo davanti a un problema politico.
Il Partito Democratico ha sempre creduto in un welfare selettivo ma intelligente, non distribuire a pioggia, certo, ma nemmeno costruire muri invalicabili tra chi ha diritto e chi invece non ha diritto. La povertà non inizia dove finisce una soglia amministrativa. Perché dunque sosteniamo questa mozione?
Primo motivo: condividiamo l'urgenza. Da anni le associazioni dei consumatori, le organizzazioni sindacali, i servizi sociali comunali ci dicono la stessa cosa: c'è qualcosa che non funziona nel sistema delle soglie Isee, lo dicono con dati, con storie concrete, con la fatica quotidiana di chi si trova a spiegare a una famiglia che purtroppo a superare il limite di pochi euro "Non potete accedere".
Questa mozione dice una cosa semplice: "Iniziamo a studiare, basta intuizione, servono dei dati, basta approssimazioni, servono dei numeri" e su questo, cioè sul metodo, sulla serietà di approccio, siamo completamente d'accordo.
Secondo motivo: condividiamo il metodo. La mozione non chiede di abolire l'Isee, non chiede di distribuire a tutti indistintamente, non propone soluzioni ideologiche o populiste, chiede uno studio, chiede all'Osservatorio economico regionale di fare il suo lavoro: mappare le risorse, analizzare le fasce e individuare chi rimane escluso; questo è esattamente il tipo di riformismo che noi sosteniamo: i dati prima delle opinioni, le analisi prima delle decisioni, le evidenze prima delle narrazioni.
Non vi chiediamo di condividere la nostra visione del mondo, vi chiediamo di condividere un'evidenza, non si può governare il welfare regionale senza sapere chi raggiunge e chi invece rimane fuori.
Terzo motivo: riconosciamo le criticità perché, diciamolo chiaramente, il sistema attuale ha delle crepe evidenti. La prima crepa si chiama effetto soglia. Quando una famiglia perde 2 mila euro di sostegni perché il suo Isee è salito di 500 euro, il sistema non funziona, sta disincentivando il lavoro, la mobilità sociale e il miglioramento delle condizioni di vita. Rischiamo di punire chi cerca di migliorare la propria situazione e questo, dal nostro punto di vista, non è accettabile.
La seconda crepa è la rigidità del calcolo patrimoniale, nel calcolo dell'Isee conta anche il patrimonio immobiliare, e fin qui nulla di strano, chi ha un patrimonio deve essere valutato diversamente da chi non ha nulla, ma quando quel patrimonio è la casa ereditata dai nonni in un villaggio di montagna, investibile, poco affidabile, che non produce reddito ma pesa sul parametro Isee, allora stiamo penalizzando le persone che sulla carta sono ricche ma nella pratica fanno fatica ad arrivare a fine mese.
La terza crepa è la frammentazione delle misure. Abbiamo decine di bandi regionali, ognuno con la sua soglia Isee, spesso senza coordinamento. Risultato: famiglie che accedono a tutto e famiglie che non accedono a niente, nel mezzo una zona grigia enorme di cui rischiamo di non occuparci.
Queste non sono opinioni politiche, sono evidenze che emergono dal lavoro quotidiano nei territori, nei Comuni e nei servizi sociali, e qui arriviamo al cuore politico della questione.
Negli ultimi anni è cresciuta una fascia invisibile: famiglie che lavorano, che pagano le tasse, che non chiedono privilegi, ma che restano sistematicamente escluse da ogni misura di sostegno; non sono povere secondo i parametri, ma non sono neanche serene. Vivono in quella terra di mezzo dove lo Stato c'è per riscuotere, ma non per sostenere, dove ogni bolletta è un calcolo, ogni spesa imprevista è un problema, ogni progetto familiare va pesato sul bilancio mensile e questa fascia non è piccola, è in aumento e non è marginale. Sono famiglie con due redditi da lavoro dipendenti, insegnanti, infermieri, impiegati comunali, commercianti, persone che si alzano ogni mattina e che contribuiscono alla comunità, che educano i figli alla legalità e al senso civico e il messaggio che ricevono dallo Stato è: "Tu non sei abbastanza povero per meritare un sostegno ma non sei abbastanza ricco per non averne bisogno".
Questo è il messaggio che vogliamo continuare a raccontare? Perché io credo, anzi, noi crediamo che una comunità coesa non sia quella che aiuta solo chi è più fragile, ma è quella che impedisce a chi sta appena sopra di scivolare sotto.
Colleghi, sei mesi non sono molti per uno studio serio, ma sono sufficienti se poniamo le domande giuste, e le domande giuste sono quelle indicate nella mozione: quante risorse regionali distribuiamo attraverso l'Isee? Vogliamo saperlo con precisione, non stime e approssimazioni, dati chiari. Quali fasce Isee beneficiano maggiormente? Perché se scopriamo che il 70% delle risorse va sempre alla stessa fascia, magari per sovrapposizione di misura che non conosciamo, allora dobbiamo avere il coraggio di ridimensionare e ridiscutere le nostre priorità.
Quali fasce restano escluse e quante famiglie vengono coinvolte? Questa è la domanda decisiva, perché se scopriamo che migliaia di famiglie valdostane sono fuori da tutto, allora dobbiamo chiederci: il nostro welfare è davvero universalistico nei principi o è diventato un sistema per pochi?
Ma io aggiungo una richiesta: lo studio non dovrà limitarsi a fotografare l'esistente, dovrà indicare le distorsioni, dovrà segnalare dove il sistema crea trappole, dove incentiva comportamenti sbagliati, dove produce ingiustizie, perché il rischio concreto e reale è di avere uno studio perfetto dal punto di vista metodologico, che poi nessuno usa per cambiare le politiche pubbliche, e questo non ce lo possiamo permettere.
Mi sento quindi di chiedere alla maggioranza, ma non solo, al Consiglio tutto, di votare insieme a noi questa mozione come assunzione di responsabilità condivisa e questo è esattamente il tipo di opposizione che noi vogliamo portare avanti.
Il Partito democratico, quindi, voterà favorevolmente a questa mozione con la convinzione che sia giunto il momento di passare dalle parole ai fatti, con l'aspettativa che lo studio richiesto non resti lettera morta, con la disponibilità a lavorare, perché non basta chiedere ma bisogna dare anche la disponibilità a lavorare insieme alla maggioranza, insieme alle altre forze di opposizione, per costruire un welfare più giusto, più efficiente, più vicino ai bisogni reali delle famiglie valdostane, perché una comunità che non si prende cura di chi sta nel mezzo, di chi lavora, di chi paga le tasse ma fa fatica è una comunità destinata a dividersi, noi vogliamo invece una Valle d'Aosta coesa.
Presidente - Qualcun altro vuole intervenire in discussione generale? Chiudo la discussione generale. Per il Governo la parola al presidente Testolin.
Testolin (UV) - Ho ascoltato con attenzione le valutazioni che portano i vari gruppi a sostenere questo tipo di iniziativa.
Intanto è un'iniziativa che parte da un principio condiviso, penso che le valutazioni che poi sono qualche volta un po' più spartane, un po' più da bar, diciamo così, e qualche volta sono un po' più raffinate nella loro illustrazione coinvolgono trasversalmente tutte le famiglie valdostane, perché da quando nasce un bimbo a quando hai un genitore anziano in casa sono situazioni che toccano tutti e, a seconda della caratteristica delle famiglie, questi parametri possono essere più interessanti o meno interessanti, e questo è un aspetto assolutamente conclamato.
Ci sono poi delle affermazioni che sono condivisibili, altre lo sono un po' meno, nel senso che quando ci sono delle soglie è chiaro che 1 euro più o 1 euro in meno fanno la differenza, è come fare i 120 sull'autostrada o fare i 125, in un caso sei in regola e nell'altro ti prendi una multa, quindi sono delle situazioni che vanno valutate anche per quello che sono e per quello che devono essere intese.
Io credo che la situazione non si risolva con una mozione di questo tipo, ma prendiamo assolutamente atto che un impegno collettivo in questo senso bisogna metterlo in campo.
Una parte di quest'impegno è già stata assunta e un po' di lavoro è già stato fatto anche dalle strutture dell'Assessorato alla sanità e politiche sociali che, nel tempo, hanno fatto un'analisi dei contributi che sono stati o che vengono elargiti nel comparto sociale, così come in maniera molto meno marcata in quello scolastico e quant'altro.
La proposta quindi - anche condivisa con la Presidente della V Commissione, Luisa Trione - è quella di mettere assieme i pezzi in maniera un po' più articolata e sfruttando quelli che sono già dei lavori fatti, perché incardinare in una struttura che solo marginalmente ha dei dati e altre strutture che magari ne hanno già di acquisiti... sarebbe meglio fare una ricognizione, magari anche interpellando questi dirigenti o chi ha gestito questi aspetti durante questi anni, per raccogliere tutta una serie di dati che poi possano venire elaborati e andare a fare delle indagini specifiche su quello che magari manca per avere, a disposizione dell'Assemblea, delle informazioni complessive e puntuali.
Credo che da quel punto di vista lì la nostra disponibilità a lavorare tramite le Commissioni ci possa essere al fine di identificare un percorso che possa darci un quadro complessivo e puntuale sul quale poi fare dei ragionamenti che saranno condizionati evidentemente anche da altri fattori, dalla disponibilità finanziaria o dalla volontà o meno.
Quello che è stato fatto fino a oggi, perché non è neanche giusto dire che siamo sempre all'anno zero - intanto l'Isee è un parametro che non è scritto sulla roccia ed è periodicamente modificato - adesso negli ultimi mesi, se non sbaglio, ha avuto degli aggiornamenti per quanto riguarda la non presa in considerazione degli importi relativi alla prima casa piuttosto che altri parametri che evidentemente cercano di adeguarlo e aggiornarlo a dei parametri più attuali. Poi la costituzione di un nuovo meccanismo di calcolo può sempre essere valida, ma peraltro comporta delle difficoltà e dei disallineamenti magari con altre misure, quindi queste sono tutti aspetti che vanno, secondo me, un attimo approfonditi e - prima di investire tempo ed energie in un percorso che, pur potendo sembrare esaustivo magari non lo è, oppure una parte del lavoro è già stata fatta - io credo che una ricognizione in questo senso possa essere molto utile.
Per questo motivo noi chiediamo il ritiro della mozione, altrimenti ci asterremo, ma con l'impegno di lavorare assieme a chi ne ha voglia nella Commissione predisposta per trovare un percorso che possa essere utile.
Presidente - La parola al collega Carrel.
Carrel (ADC) - Grazie, Presidente, per la risposta e anche un po' per l'apertura, perché, comunque sia, ci è parso di capire che anche per la maggioranza questo è un tema da trattare, e di questo non ne avevamo dubbi, ma torno sulle parole del collega Centoz per ringraziare tutti i colleghi intervenuti nella discussione generale.
È una questione di metodo, ovviamente capisco chi sta in maggioranza e chi sta al Governo che dice: "Possiamo farlo in Commissione".
Questa mozione è una mozione molto semplice e ho cercato di renderla più pulita possibile proprio per non entrare nella discussione che lei giustamente ci ha anticipato: se sia necessario oggi andare a cambiare i parametri Isee. Non chiediamo questo. Noi chiediamo di avere un quadro generale della situazione attuale.
Bene che ci siano già degli studi per quanto riguarda l'aspetto sociale, bene che ci siano sull'istruzione, non escludiamo che in questo studio, in questa mozione, questi studi vengano ripresi per fare un documento unico da discutere ovviamente in Commissione, ora noi siamo al passaggio prima, e lo facciamo oggi che siamo, di fatto, nel mese di marzo ormai del 2026, quindi a sei mesi dall'inizio della legislatura, non lo facciamo alla fine solamente per lanciarlo come spot, ma lo facciamo oggi perché oggi ci servono dei dati entro la fine del 2026 su cui ragionare per poi porre in essere tutte le politiche che crediamo necessarie e su quelle - ne sono certo - ci divideremo, sono certo che avremo delle idee e delle opinioni diverse, ma dobbiamo capire quanti sono i denari, quanti sono i soldi che andiamo a investire in una determinata politica, su chi ricadono e quali sono gli effetti.
Sono queste le politiche del welfare che, come Regione Autonoma Valle d'Aosta vogliamo? Siamo soddisfatti o non siamo soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto?
Questo era il senso della nostra mozione, quindi comprendo la vostra necessità di ritirarla, io avrei chiesto una modifica onestamente perché poco cambiava nel modificarla, ma non la ritirerò e non per andare a metterci in contrapposizione con la maggioranza, ma esclusivamente perché crediamo che questo sia un metodo di fare minoranza, che sia un metodo anche rispettoso, perché chiediamo esclusivamente un insieme di dati... che ci sono già? Alcune strutture di voi ce li hanno? Io non so se l'istruzione realmente abbia i dati del collega e del Dipartimento del sociale, perché molto probabilmente li si hanno ma poi non si ha il tempo e il modo di analizzarli e quando si fanno determinate scelte politiche poi si perde un attimo il fine, o meglio, tutti i dati.
Noi quello che chiedevamo era di avere un manuale, uno studio unico su cui concentrarci, purtroppo non è possibile. Sicuramente percorreremo la strada con gli altri gruppi di opposizione per andare a trattare il tema in Commissione, ma il fine rimane lo stesso: entro il 2026 dobbiamo avere un quadro generale della situazione attuale per capire, all'interno della legge finanziaria del 2027 e del 2028, cosa possiamo migliorare per essere più efficienti, perché il problema non è quante risorse dedichiamo al welfare, quante risorse dedichiamo al sostegno delle famiglie ma essere più efficienti possibili.
Di cosa hanno bisogno i Valdostani? Questa è una domanda a cui tutti noi possiamo avere mille risposte, ma solamente i dati possono darci realmente una visione complessiva e quindi permetterci di prendere delle scelte politiche coscienti e lungimiranti.
Con questo spirito non ritiriamo l'iniziativa, apprezziamo la mezza apertura che è stata fatta di discuterne in Commissione, sicuramente con gli altri gruppi di opposizione andremo in V Commissione a discutere di questo tema, ci serve però metodo, ci serve però avere dei tempi certi, perché l'inizio della legislatura è adesso e se aspettiamo ancora sei-otto mesi il rischio è che siamo poi in un'altra fase e la politica, lo sappiamo, ha dei tempi, ha delle necessità, ha la necessità, in questo caso, secondo noi, di analizzare realmente qual è la situazione.
Presidente - Per dichiarazione di voto il collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) - Avrete notato che non siamo intervenuti nel dibattito generale perché, quando le cose si condividono, a volte è magari più efficace, anche per chi ci ascolta, non montare il minutaggio del teatrino della politica, come ormai stiamo condividendo di chiamarlo.
Noi apprezziamo l'iniziativa del collega Carrel, non siamo né gelosi né invidiosi che qualcuno abbia avuto una buona idea, anzi, la mappatura la consideriamo... lo avremmo detto nel dibattito, ma l'ha detto molto bene il collega Centoz che ha esattamente espresso il nostro pensiero su questo tema: fare la pianificazione e l'analisi dei dati è il primo presupposto per poter prendere delle decisioni, questo senza disconoscere - perché non ne abbiamo trovato traccia nell'impegnativa - quello che già è in atto, che giustamente il Presidente ha voluto sottolineare, ma vogliamo esprimere il nostro voto di approvazione a questa mozione facendo un invito. Presidente, devo dire che oggi è stato elegante, molto elegante nella risposta, ma il risultato, pur cambiando i fattori, non cambia.
Io a cinque mesi dall'inizio di questa legislatura continuo ad auspicare che prima o poi ce la facciate, che superiate, che elaboriate il lutto e che ce la facciate ad accettare un'iniziativa della minoranza quando è cosa buona e giusta.
Io credo che fuori da questo Palazzo ce lo implorino di uscire da questa dinamica per la quale se una cosa è bella, ma arriva da qualcun altro, non la si può accettare perché politicamente la si considera una sconfitta. Siamo nel nuovo millennio, fatevene una ragione, se è una cosa buona, è buona, votatela, portatevela a casa, portate i dati, andiamo nelle Commissioni, lavoriamo insieme, poi rimarrete voi in maggioranza e noi in opposizione, ma fate gentilmente uno scatto di dignità politica istituzionale, riconoscete, a chi lavora all'opposizione - sicuramente con altrettanta difficoltà con i colleghi che lavorano in maggioranza nelle Commissioni - la dignità e il rispetto che ci vuole in questa istituzione per il lavoro di quelli che lavorano.
Io quindi ringrazio ancora il collega Carrel, tutti quelli che sono intervenuti, il collega Manfrin che ha espresso molto bene il pensiero, come ripetevo anche il collega Centoz, e, per quanto riguarda Fratelli d'Italia, votiamo convintamente questa mozione.
Presidente - Hai chiesto la parola il collega Torrione, ne ha facoltà.
Torrione (AVS) - Dico due cose: innanzitutto mi associo, non sono un grande appassionato dei ringraziamenti perché portano via sempre tanto tempo, però quello che è giusto è giusto, quindi ringrazio il collega Carrel, che interviene su un tema assolutamente delicato e interessante, e apprezzo anche l'intervento molto esaustivo che ha fatto in merito il collega Centoz.
Tra l'altro, l'elemento che ha portato anche la consigliera Minelli è un elemento cruciale. Io mi ricordo - perché, lavorando nel sociale, l'Isee è applicato costantemente per i servizi - che la mediana della popolazione inserita sulle soglie e sulle fasce Isee di 10 anni fa, di 20 anni fa, è completamente cambiata.
L'Isee di 20.000-22.000 euro di dieci anni fa riconosceva un certo livello di reddito e di vita delle persone, adesso è cambiato, il ceto medio patisce.
È chiaro che - come ha detto anche il collega Manfrin - c'è il tema della povertà assoluta, che è giusto considerare e quant'altro, che però ha comunque altre misure che intervengono su quel fattore.
Purtroppo sia queste persone che stanno in questa mediana sia il ceto medio patiscono perché non hanno altre misure, quindi è un tema estremamente delicato.
Peraltro si è fatto anche tanto nell'ambito della disabilità: per chi conosce la questione, l'introduzione dell'Isee ristretto che è stata fatta da non molto tempo ha permesso a molte persone con disabilità di usufruire di servizi di cui prima non poteva avere la disponibilità, e questi sono i due aspetti tecnici.
Per l'ultimo aspetto, io mi collego all'intervento assolutamente condivisibile del collega Lattanzi: cioè mi spiace - poi anche in questo caso guardo il Presidente, perché poi mi piace sempre guardare in faccia le persone - io ho ascoltato il suo intervento e ho pensato per tre quarti: "La approva", dice che la Giunta è favorevole, perché oggettivamente le sue parole sono di assoluta condivisione.
Allora la spiegazione per cui c'è l'ennesima astensione è un aspetto che, per me... io poi sono veramente l'ultimo arrivato, io lo trovo frustrante e, come ha detto anche il collega Lattanzi, un po' va a toccare la dignità e la valorizzazione del Consiglio e, in particolare, visto che ne faccio parte, della minoranza, che è vero che abbiamo il nostro carattere e non siamo proprio dei fuscelli, però continuamente sentirsi dire, nella migliore delle ipotesi, che siete abbastanza d'accordo o che lo state facendo e continuamente bocciate o non approvate le idee, anche buone, che la minoranza porta, secondo me fa sì che questo Consiglio non lavori bene, non lavori in maniera serena, che non sia valorizzato.
Sono 35 teste pensanti, poi potete pensare che le teste della minoranza non hanno lo stesso valore e la stessa valenza perché magari non hanno avuto gli stessi voti di quelli della maggioranza, però non è tanto carino sentirselo continuamente dire e vederselo sbattuto in faccia continuamente. Non è carino.
Mi dispiace tanto, io ho rispetto per tante persone di questa maggioranza però questo atteggiamento sinceramente mi ferisce e quindi non lo condivido.
Ovviamente il nostro voto sarà favorevole, ma questo l'abbiamo già detto.
Presidente - La parola al collega Centoz.
Centoz (PD-FP) - Per chiedere una sospensione per i gruppi di minoranza.
Presidente - Sospensione accordata.
La seduta è sospesa dalle ore 16:03 alle ore 16:13.
Aggravi (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i lavori. Eravamo alle dichiarazioni di voto. Ci sono altri interventi? Altrimenti passiamo alla fase di voto.
Collega Carrel.
Carrel (ADC) - Per chiedere, ai sensi del regolamento a nome mio, della collega Baccini, del collega Manfrin, del collega Zucchi e del collega Jean Pierre Guichardaz il voto segreto.
Presidente - Bene, apro la votazione, ma la votazione è segreta. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 20
Favorevoli: 15
Contrari: 5
Astenuti: 14
La mozione non è approvata.
