Objet du Conseil n. 278 du 24 février 2026 - Verbale

Oggetto n. 278/XVII del 24/02/2026

REIEZIONE DI MOZIONE: "GARANTIRE IL DIRITTO ALLE CURE: INFORMAZIONE OBBLIGATORIA ALL'UTENTE E PERCORSO DI TUTELA PER TUTTI".

Il Presidente AGGRAVI dichiara aperta la discussione sulla mozione indicata in oggetto, presentata dal Consigliere GUICHARDAZ e iscritta al punto 7 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Illustra il Consigliere GUICHARDAZ.

Intervengono i Consiglieri MANFRIN, GUICHARDAZ, FORCELLATI, MINELLI, BORRE, GUICHARDAZ (secondo intervento) e l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, MARZI.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle 11,44 alle ore 12,02.

Alla ripresa dei lavori replica l'Assessore MARZI.

Intervengono, per dichiarazione di voto, i Consiglieri MANFRIN (favorevole) e MARQUIS (astensione).

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli quindici (presenti: trentatré; votanti: quindici; astenuti: diciotto, i Consiglieri AGGRAVI, BACCEGA, BERTSCHY, GIROD, GROSJACQUES, JORDAN, LAVEVAZ, LOTTO, MARGUERETTAZ, MARQUIS, MARTINET, MARZI, PETEY, SAPINET, SORBARA, TESTOLIN, TRIONE, VIÉRIN Laurent);

NON APPROVA

la sottoriportata

MOZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

VISTO:

- l’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività;

- il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, in materia di livelli essenziali di assistenza (LEA);

- il Piano Nazionale di Governo delle Liste d'Attesa (PNGLA);

- il decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione delle liste di attesa e di rafforzamento del percorso di tutela;

- le numerose iniziative consiliari discusse nel corso della legislatura sul tema delle liste d’attesa e dell'accessibilità alle prestazioni sanitarie;

CONSIDERATO CHE:

- il superamento dei tempi massimi di attesa per le prestazioni rientranti nei LEA compromette l'effettività del diritto alla salute e incide sull'equità di accesso alle cure;

- il cosiddetto "percorso di tutela" costituisce, per legge, uno strumento di garanzia a favore dei cittadini, finalizzato a consentire l'erogazione delle prestazioni nei tempi previsti, anche attraverso modalità alternative rispetto all'erogazione ordinaria;

- tale strumento, pur formalmente previsto dalla normativa, risulta nella pratica ancora scarsamente conosciuto da una parte significativa dell'utenza e non sempre attivato in modo automatico e uniforme;

RILEVATO CHE:

- l’assenza di un’informazione chiara, proattiva e standardizzata al momento della prenotazione rischia di trasformare un diritto universale in un diritto selettivo, esercitabile di fatto solo da cittadini particolarmente informati o dotati di adeguate competenze amministrative e digitali;

- tale situazione penalizza in modo particolare le persone anziane, fragili o meno avvezze ai meccanismi burocratici, accentuando le disuguaglianze di accesso alle cure;

- una reale esigibilità del percorso di tutela contribuirebbe non solo a tutelare i cittadini, ma anche a rafforzare la credibilità, l'efficienza e la reputazione complessiva del sistema sanitario pubblico regionale;

IMPEGNA

la Giunta regionale e '’Assessore competente in materia di sanità:

1) ad adottare, in tempi certi e definiti, un sistema strutturato e vincolante che renda obbligatoria e automatica l'informazione al cittadino, da parte dei servizi di prenotazione (CUP), ogniqualvolta i tempi massimi di attesa previsti per le prestazioni rientranti nei LEA risultino superati;

2) a rendere effettivamente esigibile il percorso di tutela per tutti i cittadini, attraverso modalità semplici, uniformi e accessibili su tutto il territorio regionale, indipendenti dalle competenze digitali o amministrative del'’utenza;

3) a valutare l'introduzione sperimentale di strumenti integrativi di tutela, quali voucher sanitari o meccanismi equivalenti, da attivarsi esclusivamente nei casi in cui il sistema pubblico, il privato accreditato, la libera professione a favore dell'azienda e la libera professione intramuraria non risultino in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa previsti, consentendo al cittadino di accedere anche a prestazioni presso professionisti o strutture private esterne al sistema accreditato, entro limiti di spesa predefiniti e sostenibili per il bilancio pubblico, analoghi a quelli già sostenuti per le prestazioni erogate tramite gli altri canali;

4) a riferire periodicamente alla Commissione consiliare competente sull'attuazione delle misure adottate, fornendo dati trasparenti sul numero di percorsi di tutela attivati, sulle prestazioni interessate e sugli effetti prodotti in termini di riduzione delle disuguaglianze di accesso.

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