Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 554 du 28 octobre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 554/VII - VENTILATA REALIZZAZIONE DA PARTE DELL'ENEL, DI UN INVASO SUL TERRITORIO DEL COMUNE DI VALSAVARENCHE - (Interrogazione e Interpellanza).

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri vi è un'interrogazione al punto n. 6 che tratta dello stesso argomento dell'interpellanza iscritta al punto n. 17. Ieri era stato deciso l'abbinamento di questa interrogazione e di questa interpellanza.

Do lettura dell'interrogazione presentata dal Consigliere Minuzzo.

INTERROGAZIONE

APPRESO dagli organi di informazione locale che l'ENEL è interessata alla costruzione di un invaso in Valsavarenche;

RILEVATO che la Commissione Speciale per l'Energia non è stata minimamente investita del problema;

RICORDATO che sembra vi sia stato un incontro per la stipula di una convenzione tra l'ENEL e la Regione,

INTERROGA

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) se, quando e da chi è stata decisa la costruzione dell'invaso in oggetto;

2) perché non è stata investita del problema la Commissione speciale per i problemi energetici;

3) se risponde a verità il fatto che sia già stata stipulata una convenzione fra ENEL e Regione;

4) se la popolazione è stata interpellata in merito al progetto ENEL.

PRESIDENTE: Do, altresì, lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Lustrissy, Maquignaz, Lanivi e Martin.

INTERPELLANZA

VENUTI A CONOSCENZA dagli organi di informazione della decisione assunta dall'ENEL di procedere alla costruzione di un invaso di circa 400 mila metri cubi d'acqua proveniente dalle Valli di Valsavaranche, Cogne e Rhêmes;

PRESO ATTO che la Giunta regionale sta esaminando il problema dopo i sopralluoghi effettuati da alcuni Assessori sul posto;

TENUTO CONTO delle conseguenze che la realizzazione dell'opera in questione avrebbe sul piano paesaggistico e ambientale;

CONSIDERATO che la Regione è titolare del diritto di utilizzazione delle acque e che è altresì titolare del diritto di concessione delle stesse;

RICORDATO che l'utilizzazione delle acque della Valle d'Aosta da parte dell'ENEL a seguito della nazionalizzazione costituisce una palese appropriazione di un fondamentale diritto della comunità valdostana;

EVIDENZIATO che tutti i rapporti con lo Stato in materia di utilizzazione delle acque a scopo idroelettrico, sono avvenuti in un periodo storico in cui la crisi energetica oggi incalzante non aveva posto in termini così drammatici il problema della valorizzazione da parte della Regione delle sue risorse naturali,

INTERPELLANO

il Signor Presidente della Giunta regionale per conoscere gli intendimenti della Giunta in merito alla ventilata realizzazione del progetto di costruzione da parte dell'ENEL dell'invaso in questione e quali azioni intende porre in essere per la salvaguardia dei diritti della Regione in materia di acque, con la utilizzazione diretta da parte della stessa e degli Enti locali interessati, al fine di diminuire la propria dipendenza energetica da fonti esterne.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ - (D.P.): Abbiamo presentato questa interpellanza dopo essere venuti a conoscenza, dagli organi di informazione e dalla stampa, della volontà dell'ENEL di costruire una diga in località Fénille, nella Valsavarenche. Vi sono stati anche sopralluoghi effettuati da alcuni componenti della Giunta, in quella località, per esaminare sul posto il progetto.

Si tratta di avvenimenti che, a nostro avviso, assumono una certa rilevanza ed importanza politica perché, come tutti possono ben capire, la costruzione di una diga è destinata a porre alla comunità Valdostana, al Consiglio regionale una serie di problemi ai quali bisognerà cercare di dare una risposta. Problemi intanto sul piano paesaggistico, sul piano ambientale, sul piano dell'equilibrio territoriale, problemi ancora per quanto riguarda la sicurezza delle popolazioni che abitano a valle della costruenda diga.

Non bisogna dimenticare che il giornalista de "La Stampa" ha voluto fare rilevare il fatto che, proprio dove dovrebbe sorgere la diga, è possibile la caduta di una valanga. A questo punto si pone anche il problema della sicurezza della popolazione che abita a valle della diga.

A parte queste considerazioni di carattere generale credo che, quando si parla della utilizzazione dell'acqua in Valle d'Aosta, bisogna ricordare i diritti della Comunità valdostana sulle acque in Valle d'Aosta, diritti che purtroppo sono stati espropriati da una serie di leggi approvate nel passato. Ricordo la legge di nazionalizzazione dell'energia elettrica ed altre normative attraverso le quali soltanto l'ENEL può utilizzare le acque a scopo idroelettrico in Valle d'Aosta, anche a condizioni sicuramente svantaggiose per le nostre popolazioni. Non sono vantaggiose proprio perché i rapporti tra Stato e Regione in materia di utilizzazione delle acque sono avvenuti quando ancora non esisteva la crisi energetica; adesso che questa esiste si pone il problema in termini completamente diversi.

Io sono convinto che coloro i quali hanno approvato o concordato le leggi in materia si fossero trovati di fronte all'attuale crisi energetica, avrebbero certamente fatto una battaglia diversa per ottenere condizioni più favorevoli prima di concedere all'ENEL il diritto di utilizzare le acque in Valle d'Aosta a scopo idroelettrico.

Fatte queste brevi considerazioni, noi vorremmo sapere dalla Giunta come primo punto se intenda approvare il progetto della diga; come secondo punto se intenda rilasciare la concessione e nel caso affermativo, a quali condizioni, in quanto ritengo sia molto importante una verifica preventiva riguardante l'utilizzo delle acque della Valsavarenche. Vorremmo inoltre sapere, possibilmente, se sono previsti in Valle d'Aosta altri progetti di questo tipo, in particolare se nella Valsavarenche l'ENEL intende realizzare soltanto il progetto della diga di Fénille o se ve ne sono altri.

PRESIDENTE: Risponde il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Nel 1977 l'ENEL ha ufficialmente insinuato una domanda di sfruttamento delle acque del Gran Paradiso, così chiamato, con costruzione di un grosso bacino al Nivolet e utilizzazione delle acque della diga di Valsavarenche e della diga di Rhêmes. Iniziata la istruttoria la Regione ha fatto conoscere, già in quella fase, la sua opposizione ad una derivazione della Dora di Rhèmes, a Plan de Teppe per essere poi pompata al bacino del Nivolet. Visto che questo grosso problema avrebbe comportato una diminuzione del bacino del Nivolet da circa 80 milioni di metri cubi a un po' più della metà, 41/42 milioni di metri cubi, l'ENEL ha fatto degli studi e per adesso ha soprasseduto per quanto riguarda l'alto bacino delle due Dore, mentre ha presentato recentemente il progetto esecutivo di quello che è uno stralcio di questo progetto, cioè l'utilizzazione dei salti di cui oggi si serve la nuova SIAS. Questi salti partono dalla Grand Eyvia, più o meno all'altezza della località chiamata La Presa, - penso che il Consigliere Maquignaz la conosca - una parte della Dora di Valsavarenche e della Dora di Rhêmes. Questi salti, unitamente alla piccola centrale di Lillaz ma di minore importanza, sono utilizzati in verticale su ogni asta dei vari torrenti.

L'ENEL ha presentato un progetto esecutivo con il quale tutti i torrenti vengono collegati in quota con delle spese relativamente basse e riuniti in una sola caduta, aumentando così di oltre 300 mila KW ore annue la portata degli stessi moduli d'acqua previsti dalle concessioni originali.

Nel quadro di questo progetto, per la utilizzazione notturna e quindi per creare una riserva, è prevista non una diga, ma un serbatoio perché non taglia il torrente, è semplicemente una deviazione di una parte delle acque della Dora di Valsavarenche in località Fénille. Vi sarà un serbatoio, un bacino di forma ellittica di circa 200 m. su 165, se ricordo bene le misure ... per un'altezza massima dell'acqua di 16 metri la cui capienza sarà di 380 mila metri cubi. Sarà un bacino relativamente piccolo, molto più piccolo di quello Cignana, che servirebbe sia a regolare le portate per la diga, sia ad essere ricaricato di notte per l'utilizzo durante le ore di punta del giorno.

Quando è stato ricevuto il progetto, con l'Assessore ai Lavori Pubblici Borbey e con l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, abbiamo effettuato tre sopralluoghi per visualizzare quale dovrebbe essere il perimetro di questo bacino e in qual maniera potrebbe essere interessato dalla parte terminale della valanga di Ran che è una delle più grosse valanghe della Valsavarenche; ciò nonostante non credo sia lì il grosso problema.

Ritengo vi sia un errore su quello che ha detto il Consigliere Maquignaz, perché non sarà il Consiglio regionale ad esaminare la questione, bensì la Giunta.

Si tratta semplicemente dell'istruttoria, noi abbiamo trasmesso gli atti dell'istruttoria per permettere la pubblicazione ed aprire, in tal modo, la possibilità di procedura normale. Quando tutta questa procedura sarà stata fatta il Consiglio regionale discuterà la questione.

D'intesa con l'ingegnere incaricato dell'ENEL durante questo inverno e probabilmente anche il prossimo verranno fatte le varie misurazioni per rilevare quali sono le reali possibilità di pericolo che questo bacino può rappresentare.

Abbiamo interrogato gli abitanti del luogo e pertanto riteniamo che forse il più grosso pericolo esistente - bisognerà valutarlo però questo inverno - sia che la superficie di quel serbatoio non sia ghiacciata. Durante questo inverno e probabilmente anche nel prossimo anno verranno fatti questi rilievi per dare modo al Consiglio regionale di poter decidere in merito con maggiore sicurezza in quanto vi saranno le statistiche degli ultimi 5/6 anni.

PRESIDENTE: Per le repliche la parola al Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.

MINUZZO - (P.S.D.I.): Evidentemente il Presidente era troppo preso a rispondere all'interpellanza illustrata dal collega Maquignaz e forse non ha tenuto conto del fatto che era stata presentata una interrogazione anche dal mio partito. Questo significa che indirettamente non ha risposto puntualmente alla seconda domanda dell'interrogazione e cioè quando chiedo perché non sia stata investita, per un problema del genere, la Commissione speciale per i problemi energetici, tenuto conto anche che recentemente si è svolto a Saint-Vincent un convegno sulle fonti energetiche alternative organizzato dalla Giunta regionale in collaborazione, mi sembra, con il Presidente della Commissione speciale per i problemi energetici. Ho avuto modo di seguire la relazione del collega Faval, presidente della commissione, peraltro apprezzabile, soprattutto laddove diceva che è ora di finirla di sfruttare le acque della nostra Regione, visto che noi siamo più che autosufficienti e produciamo 3/4 o 2/3 in più di quello che consumiamo. Praticamente su tre parti di energia prodotta in Valle d'Aosta ben 2 vengono esportate ed una sola viene utilizzata nella nostra Regione. In quella relazione il collega Faval era contrario allo sfruttamento delle acque della nostra Regione con grossi invasi; auspicava invece centraline più ridotte, che servissero a piccole comunità, il che certamente limiterebbe quello che potrebbe essere un danno ecologico alla nostra Regione. Questa interrogazione è nata prima che venisse messo in atto un altro progetto elaborato ancora prima della legge istitutiva dell'ENEL, cioè l'invaso che si dovrebbe costruire nei pressi di Terre Noire sopra La Thuile. Di questo progetto si era discusso già tre, quattro anni or sono. In quell'occasione le organizzazioni sindacali avevano dichiarato il loro accordo per la costruzione di questo invaso, il cui costo di realizzazione avrebbe dovuto aggirarsi intorno ai 150 miliardi e la cui produzione prevista era di circa 300 milioni di KW ore.

Debbo dichiarare che noi siamo seriamente preoccupati dal fatto che questo problema torni adesso alla luce. Ritengo che il collega Faval sia a conoscenza di questo progetto, che sta tornando in auge, e mi auguro come ha detto il Presidente, che l'istruttoria e le domande seguano il loro iter. Non si possono perciò porre veti a priori fino a che non ci sarà la richiesta specifica di realizzazione di questo invaso. Mi auguro però che i Consiglieri regionali tengano presente, soprattutto i colleghi del gruppo Democratico Popolare che hanno presentato l'interpellanza concernente la diga di Valsavarenche, che vi è la possibilità di costruzione di un invaso che raccoglie, per la sua alimentazione, le acque dalla Val Veny e dalla Valle del Piccolo San Bernardo. Sono addirittura previste, a questo scopo, delle gallerie di 10 Km il cui imbocco dovrebbe essere nei pressi del ghiacciaio. Debbo rilevare che siamo profondamente preoccupati per i danni ecologici che questa opera potrebbe causare ed anche, per i danni economici, perché chiaramente i pascoli dovrebbero essere sottratti ai contadini e pertanto verrebbero modificate le condizioni climatiche per cui, replicando al Presidente della Giunta, faccio voti perché i colleghi Consiglieri seguano attentamente questo progetto dell'ENEL, che sta tornando a galla.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Lustrissy, fra gli interpellanti, ne ha facoltà.

LUSTRISSY - (D.P.): Questa ipotizzata costruzione di sbarramento in località Fénille di Valsavarenche non sarebbe niente altro che la ristrutturazione della produzione del potenziale impianti elettrici della Cogne, ora Nuova SIAS. Ritengo che questa sia già una risposta all'interrogativo nato dopo l'uscita della legge di agosto, la quale ancora lasciava intendere che le società autoproduttrici avrebbero potuto, nel termine di un mese, presentare, avanzare delle richieste per potenziare le loro strutture, i loro impianti. Evidentemente, da quanto è stato detto dal Presidente della Giunta, la Nuova SIAS non intende ristrutturare gli impianti elettrici ma intende cederli all'ENEL. Quella operazione sarà condotta dall'ENEL con quelle previsioni della legge dell'agosto; l'ENEL dovrà poi impegnarsi a cedere alla Nuova SIAS, un determinato quantitativo di energia pari a quello che attualmente utilizza, ai prezzi di costo stabiliti.

Dietro queste proposte noi riteniamo che rimanga un grosso interrogativo che poniamo a noi stessi ed al Consiglio e cioè se vale la pena ancora oggi aumentare la nostra dipendenza energetica, sotto il profilo della produzione idroelettrica, da parte di gruppi economici che sono esterni alla Regione. Sarebbe forse opportuno oggi riconsiderare la questione, a parte i grossi problemi evidenziati dal Consigliere Minuzzo e quello già ricordato dal Presidente della Giunta (Alto Nivolet). Almeno per quanto ci riguarda, più volte in questo Consiglio abbiamo manifestato seri dubbi sulla esigenza, sulla necessità o sulla opportunità di costruire nuovi grandi invasi idroelettrici in Valle d'Aosta, e questo sia sotto il profilo del degrado del paesaggio, sia anche sotto il profilo di impedire lo sfruttamento della nostra materia prima, l'acqua, da parte dei gruppi economici che agiscono al di fuori della logica degli interessi della nostra Regione.

Ritengo pertanto che sarebbe opportuno - ed è questa la riflessione che dobbiamo fare - oltre che ricercare fonti energetiche alternative, anche meglio utilizzare le proprie risorse, nel caso specifico le acque, con imprenditorie proprie. Infatti, invece di destinare fondi per la ricerca di nuovi insediamenti industriali, che in definitiva danno risultati economici dubbi, pensiamo sarebbe più opportuno mantenere saldamente nelle nostre mani queste opportunità per ridurre sempre di più la nostra dipendenza energetica dall'esterno, anche perché l'ipotizzata costruzione del metanodotto, che è una dipendenza a livelli internazionali, con l'attuale situazione politica presenta grosse difficoltà. Il potenziamento o per lo meno la ricerca e la produzione in loco di energia che sia sotto il dominio dell'amministrazione regionale credo che sia la miglior politica in campo energetico che potrebbe porre in essere la nostra Regione.

In definitiva, manifestiamo dei seri dubbi sull'opportunità di continuare questo tipo di politica che da in concessione a gruppi economici esterni alla Regione, questa nostra materia prima potenziale.

Sarebbe più opportuno metterci attorno ad un tavolo per discutere della possibilità di investire in questo settore, in modo da poter ipotizzare per il futuro la produzione di energia elettrica, per fare la politica che più ci conviene sotto il profilo energetico.

Questo è l'indirizzo, almeno per quanto ci riguarda, che dovrebbe seguire l'Amministrazione regionale; prima di giungere ad atti definitivi sarebbe opportuna una rimeditazione, una approfondita discussione delle linee che questo Consiglio vuole assumere, a questo riguardo, cioè i nuovi invasi elettrici e l'utilizzazione in proprio di quello che è possibile sfruttare, senza creare grosse deturpazioni a livello paesaggistico.