Objet du Conseil n. 547 du 27 octobre 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 547/VII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "CONCESSIONE DI GARANZIA FIDEIUSSORIA DELLA REGIONE A FAVORE DELLA DITTA BUZZI ROMANO DI AOSTA PER IL PAGAMENTO DI CANONI DI LOCAZIONE FINANZIARIA".
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): Il Sig. Romano Buzzi ha aperto in Regione America una piccola industrietta artigianale dove lavorano al momento venti persone. Si è incaricato di assumerne quindici alla fine del corso, per cui doveva comprare tutti i macchinari. La Leasimpresa S.p.A. di Torino però non ha voluto concedergli un mutuo senza avere una garanzia fideiussoria; la Regione ha allora deciso di fornire lei stessa la fideiussione, che ammonta a 118 milioni, con canone di locazione di 37.400 riferito ad un milione di macchinari, per la durata di 35 mesi.
PRESIDENTE: Faccio presente che la Commissione Affari Generali e Finanze ha proposto la sostituzione degli artt. 3 - 4 per questioni puramente tecniche e di imputazione di bilancio ed analogamente ha fatto la Commissione per lo Sviluppo Economico, oltre ad avere pronunciato parere differenziato.
E' aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): Leggendo questo disegno di legge la prima cosa che salta in testa è che questo signor Buzzi ha tanti santi in paradiso. In pratica ci troviamo di fronte ad una dittarella artigianale con sei dipendenti che riceve dall'Amministrazione regionale, un finanziamento per un importo di 243 milioni, per corsi professionali che sono al di fuori dei corsi CEE, quindi sono a totale carico della Regione. Si tratta di corsi della durata di un paio di anni, alla fine dei quali la ditta con sei dipendenti ne assume altri quindici, dopo averne fatti lavorare venti durante quei due anni. La Regione nel frattempo paga il costo dei corsi, paga l'affitto per i macchinari, dà la garanzia fideiussoria, e, per quanto mi risulta, il prodotto lavorato da questi operai apprendisti viene regolarmente immesso nel mercato dalla Ditta Buzzi. Per di più l'Amministrazione regionale acquista anche i maglioni che la ditta Buzzi produce con corsisti stipendiati dalla Regione!
Questo è il quadro sintetico della situazione, per cui la Regione paga lo stipendio agli apprendisti (anche se è ancora da vedere che tipo di mestiere apprendono, perché gli viene insegnato a lavorare su certe macchine e l'apprendimento dell'uso della macchina non dura più di quindici giorni). Mi pare che questo sia un metodo assolutamente sbagliato di operare, dovrebbero essere tutte riportate all'interno di quella legge sulla formazione professionale proprio per evitare il ripetersi di episodi del genere. Sono convinto che il costo sociale di questa operazione non venga assolutamente compensato da un punto di vista dell'aumento reale dei livelli occupazionali, della qualità dei posti di lavoro e dell'acquisizione di un'effettiva professionalità da parte di coloro che hanno partecipato a questi corsi. Anche se il disegno di legge prevede solo la parte minore di impegno finanziario, che è quella della copertura finanziaria della garanzia fideiussoria, ritengo che questa garanzia debba essere giudicata sulla base di un giudizio complessivo su tutta l'operazione dei corsi di formazione che vengono bellamente regalati alla ditta Buzzi Romano, che ritengo non dia garanzie per il mantenimento dei posti di lavoro. Formulo pertanto la mia dichiarazione di voto, che riguarda anche gli articoli, nel senso che voterò contro per tutte le motivazioni dette prima.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): E' un'iniziativa abbastanza strana questa proposta dalla Giunta regionale. Abbiamo già discusso, nel ratificare le delibere di Giunta, dei corsi di formazione professionale, ed ora uno di questi corsi ce l'abbiamo sott'occhio, per capire bene in cosa consistono. Come diceva prima il Consigliere Carlassare, in questo caso c'è un artigiano che produceva già dei maglioni, che si è rivolto alla Regione per fare un corso. La Regione gli paga per un anno l'affitto dei locali dove deve avere luogo il corso, poi paga tutto il personale per sei mesi interamente, per altri sei mesi paga il 50%, per altri sei mesi ancora il 25%. La Regione affitta anche i macchinari su cui queste persone devono lavorare, dando la garanzia fideiussoria sull'affitto degli stessi, si assume le spese per il materiale di esercitazione, è disponibile ad acquistare il prodotto.
Noi, oltre alla fantasia ed alla capacità di proposta di questo signore, non riusciamo a capire bene cosa ci metta di suo, se non l'impegno ad assumere quindici di questi corsisti, su venti, per cinque anni, salvo cause di forza maggiore.
Allora le osservazioni che facciamo sono queste: è possibile considerare corso di formazione professionale una cosa del genere? No, questa è un'attività in cui, a condizioni molto favorevoli, un artigiano riesce ad ampliare la propria dimensione là dove per altri artigiani ottenere finanziamenti non è facile. C'è il problema delle garanzie, la Regione non può assolutamente intervenire perché le banche chiedono garanzie reali di cui gli artigiani non dispongono. In questo caso, con questa trovata di passare dal livello artigianale a quello piccolo industriale, si fanno ponti d'oro. L'unica cosa che questo signore mette è il filo di lana, tutto il resto, almeno per un certo periodo, non lo mette lui, a meno di verificare che il filo di lana non sia da considerare materiale da esercitazioni. Noi riteniamo che questo non sia un corso, ma un'iniziativa di tipo industriale, ed in tal caso perché farla passare in questa forma particolare dei corsi e non chiedere al signor Buzzi di rivolgersi alla Finanziaria? Questo avrebbe potuto valutare le sue capacità imprenditoriali, la solidità della sua azienda, il tipo di mercato esistente, molto meglio di quanto possa fare il Consiglio regionale, che in sostanza approva solo sulla base di una lettera di una decina di righe indirizzataci da questo signore.
Secondo noi si rischia di aprire una brutta strada con questo tipo di iniziativa, perché nulla vieta ad altri artigiani di chiedere le stesse condizioni ed ottenere pertanto gli stessi vantaggi. Ecco la ragione per cui non siamo favorevoli a questo disegno di legge e chiediamo che siano approfondite le garanzie, almeno quelle relative alla possibilità di occupare un certo numero di persone.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Con una battuta di spirito, se non fosse un po' fuori luogo, visto che le aziende artigiane stanno attraversando momenti di crisi molto grave, potremmo definire l'iniziativa dell'Assessore Chabod ottima, perché da domani tutte le aziende artigiane sarebbero autorizzate a chiedere la fideiussione alla Regione.
Probabilmente l'Assessore Chabod non si ricorda che nel mese di maggio ha avuto un incontro con i responsabili dell'Associazione Artigiani della Valle d'Aosta, i quali gli hanno chiesto dei provvedimenti da parte della Regione per concedere delle fideiussioni a coloro che avevano difficoltà ad attingere al credito Artigiancassa. Non dimentichiamo che parecchie di queste aziende, che vogliono attingere ai mutui regionali con la legge 41, si vedono respinte le domande di ammissione per il fatto di non avere garanzie sufficienti da presentare alle banche. Questa fideiussione non riusciamo a capirla, a meno che non ci siano due diversi tipi di trattamento tra gli artigiani comuni - se così vogliamo chiamarli - ed imprese artigiane forse raccomandate.
Detto questo, vorrei sapere dall'Assessore Chabod, se è in grado di rispondermi, con quali criteri è stata nominata una Commissione per questi corsi professionali, quali sono i suoi compiti ed in più, visto che questa è un'attività che potrebbe benissimo essere svolta da portatori di handicaps, se sono stati inseriti in questi corsi anche dei portatori di handicaps per l'avviamento nel mondo del lavoro o se i partecipanti al corso sono stati assunti chissà in che modo. Gradirei avere una risposta al riguardo, perché mi è giunta voce che a qualcuno è stato detto alcuni giorni prima che iniziasse il corso, che le assunzioni erano già state chiuse, ma se questo qualcuno avesse avuto qualche spinta, probabilmente sarebbe riuscito ad entrare a far parte del corso. Sebbene si tratti di affermazioni di cui non si è potuto accertare la veridicità, sappiamo che quando girano queste voci un briciolo di fondamento ci può anche essere.
Riteniamo che questo provvedimento - lo avevamo chiesto anche in Commissione - debba essere rinviato fino a dopo l'approvazione della legge-quadro regionale sulla formazione professionale. Devo dire ancora una volta che l'Assessore ci ha messi di fronte ad un fatto compiuto, in quanto questi corsi sono iniziati già da dieci o quindici giorni, per cui se adesso rinviamo questa legge, con la quale l'Assessore ha fatto un'opera meritevole al fine di aprire nuove prospettive di posti di lavoro ai molti disoccupati della nostra Regione, la responsabilità ricade sul Consiglio regionale.
Anche l'iter d'inizio dei corsi è stato poco corretto nei confronti del Consiglio regionale, sarebbe stato meglio dare avvio ai corsi almeno dopo che il Consiglio aveva già approvato questo disegno di legge. E poi, ripeto, ci sono molte aziende artigiane che non riescono ad attingere al credito, che sono in difficoltà non perché sono insolventi, ma perché lavorano con l'indotto, con la nazionale Cogne, con altre aziende metallurgiche, e non riescono a far fronte agli impegni che hanno già assunto perché le aziende più grosse non pagano. Non riusciamo a capire perché a questo punto ci siano queste sperequazioni fra gli artigiani.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.
TAMONE - (U.V.): Jusqu'ici on a souligné surtout les aspects négatifs de cette opération, en négligeant quand même d'en voir les aspects positifs. On ne peut pas critiquer l'action menée par un gouvernement régional en disant simplement et toujours qu'il ne s'engage pas, et au contraire, lorsqu'il prend des initiatives dans ce domaine, qu'il se trompe toujours. Moi, je comprends bien que c'est le devoir de l'opposition de nous convaincre que nous ne sommes pas à même de gouverner; toutefois, il y a du positif dans l'engagement de cette entreprise, d'embaucher quinze ouvriers, ce qui correspond dans un moment très difficile du point de vue de l'occupation en Vallée d'Aoste, à quinze places de travail en plus.
J'ai pris, moi aussi, des informations au sujet de M. Buzzi; il semble qu'il met à disposition, en plus des quinze places de travail, un réseau commercial suffisamment valable. A ce propos, je vous fais présent que ce n'est pas seulement produire qui est un fait positif; la Cogne est à même de produire chaque année 400.000 t. d'acier, mais elle n'arrive à en vendre que 100.000 t.. Certes, le problème est là très délicat et nécessite d'être mieux éclairci. M. Buzzi garantit dès maintenant un réseau commercial valable pour la vente aussi du produit qu'il va faire avec les quinze ouvriers en plus, qui embauchera dans le temps.
Nous partageons l'avis de M. Mafrica dans le sens qu'il s'agit d'une opération "una tantum" qu'on ne doit pas répéter, car finalement nous avons un instrument - la Finanziaria - qui s'occupera de ces questions. Il y a eu un moment de transition, pendant lequel Finanziaria et Assessorat agissaient, et on a ici agi en tant qu'Assessorat, car l'opération avait déjà été commencée.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): Inizio con il rispondere al Consigliere Minuzzo, il quale sa bene che anche se noi diamo la garanzia, non sempre la banca dà i soldi. Le banche non intervengono se non si dimostra prima di tutto di possedere una certa professionalità.
L'assunzione di questa gente è stata fatta in collaborazione tra il Signor Buzzi ed il Comitato di gestione dell'Ufficio del Lavoro; nessuno se n'è interessato. Se qualcuno ha delle responsabilità, scrivetemi una bella lettera con tanto di firme.
In risposta al Consigliere Mafrica, che afferma che questa è un'iniziativa strana, purtroppo nel momento in cui viviamo non è facile prendere delle iniziative non strane. Ad esempio proprio oggi ho saputo che l'INTEVA, se i sindacati non accettavano quello che la ditta propone, inizierà i licenziamenti. Se c'è qualche artigiano che ha voglia di portare avanti dei discorsi seri, venga pure: quindici persone per noi sono già tante.
Riguardo agli handicappati, abbiamo fatto un discorso su questo all'Ufficio del Lavoro, però, siccome gli operai devono lavorare in piedi, non so se questo si può fare con degli handicappati. L'ufficio del lavoro comunque ha detto che non era possibile.
La Regione acquista i maglioni: ma queste sono storie! Se farà fare i maglioni per le Guardie Forestali, meglio che li faccia fare qui che altrove!
Abbiamo finanziato tutto noi perché la CEE non finanzia più i corsi di formazione per i tessili. Ad ogni modo è vero che quando non si fa niente si critica, quando si fa qualcosa si critica lo stesso; ha ragione il Consigliere Tamone. Non si deve dar retta a nessuno e andare avanti cercando di far bene.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
MINUZZO - (P.S.D.I.): Concordo appieno con quanto ha detto il Consigliere Tamone: non è vero che io, perché sono all'opposizione, debba fare rilevare gli aspetti negativi di questo provvedimento. Ed infatti non ho criticato il provvedimento, ma il contesto in generale. Teniamo conto che le aziende artigiane equivalgono a più di 15 posti di lavoro, quindi da una parte abbiamo queste aziende artigiane che non possono attingere al credito e creano forse più di 15 posti di lavoro, e dall'altra un'azienda che con 15 posti di lavoro ha delle agevolazioni per attingere al credito. Se qui non c'era la fideiussione della Regione, quel signore il leasing non lo otteneva. Ed è per questo che l'Assessore Chabod lo ha fatto, ed ha fatto bene, perché ha creato in questo modo 15 posti di lavoro; però io dico che ad un artigiano singolo che chiede un leasing, la Regione non dà la garanzia fideiussoria. Il fatto che l'Assessore Chabod dica che comunque le imprese artigiane, sulla legge 41, hanno la garanzia fideiussoria, è una gran bella favola, perché non c'è una impresa artigiana che abbia avuto il mutuo se la banca glielo ha negato. La Regione mai si è presa la responsabilità di dire alla banca di concedere un finanziamento quando l'Istituto di credito era contrario. Se l'azienda trova dei garanti, allora la banca le dà il credito; in caso di insolvenza del titolare dell'azienda o di chi ha garantito, interviene la Regione. Ma in questo caso l'intervento della Regione è diretto: il Sig. Buzzi non si è cercato delle garanzie per avere il leasing, la garanzia gliela ha data direttamente la Regione. E quindi se sappiamo bene che ci sono queste garanzie, che l'Assessore Chabod porti in Consiglio regionale dei provvedimenti per facilitare le aziende artigiane ed attingere al credito sia agevolato che non. Non siamo contro questo provvedimento.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore Chabod, ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): Se un'azienda artigiana vuol fare come ha fatto il Sig. Buzzi può farlo, ma se uno non lavora sul tessile può chiedere l'intervento della CEE, che è molto meglio.
Purtroppo nessuna azienda si è fatta avanti per questo; se il Consigliere Minuzzo ne conosce qualcuna, ben volentieri l'appoggerò.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): E' ricorrente, e lo diventerà sempre più, il discorso che l'opposizione critica l'Amministrazione regionale quando fa qualcosa, critica lo stesso se non fa nulla.
Non è esattamente così che valutiamo il merito dei provvedimenti. Per esempio, prima abbiamo votato la legge sull'agriturismo; in Commissione è stata discussa per due mesi, e credo che il nostro atteggiamento sia stato positivo. Dico questo solo per sottolineare come noi cerchiamo di guardare anche le modalità degli interventi regionali.
In questo caso particolare non è chiaro se si tratti di un corso di formazione oppure di un'iniziativa di sviluppo industriale. Qui si dice di organizzare un corso di formazione professionale e poi fra le ragioni addotte per giustificare l'intervento finanziario della Regione, anziché della CEE per questo corso, diciamo che l'interessato si è impegnato ad occupare 15 persone e che ha una rete commerciale valida. Se queste sono le giustificazioni, allora non si parli di un corso di formazione professionale, ma la si presenti come un'iniziativa di tipo piccolo-industriale, sottoposta alle verifiche del caso. Per questo avevo prima parlato di Finanziaria, perché non può essere il Consigliere Tamone a dirmi che la rete commerciale di questa ditta è valida o meno, anche se posso credergli sulla parola. Dobbiamo essere in possesso di tutti gli elementi per esserne sicuri. Siccome di iniziative piccolo industriali che lasciavano sperare nella formazione di posti stabili, la Giunta, il Consiglio regionale, ne hanno finanziate tante, questa è quella che avviene senza il minimo di accertamenti necessari, perché l'impegno del Sig. Buzzi è di assumere 15 persone salvo cause di forza maggiore. In un mercato come quello tessile le cause di forza maggiore si possono poi trovare facilmente. Ecco perché diciamo che è un'iniziativa fatta un po' alla garibaldina, che approfitta della disponibilità di questo artigiano, della propensione della Giunta ad intervenire, ma che non dà assolutamente garanzie per il futuro sviluppo di quei corsi di lavoro ed introduce inoltre elementi di discriminazione nel settore artigianale. Sono convinto che già domani mattina possiamo trovare altri produttori di maglie in Regione che vengono a chiedere di ottenere queste condizioni favorevoli.
Per queste ragioni non voteremo questo provvedimento.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.
CARLASSARE - (Dem. Prol. - Nuova Sin.): A parte tutti gli inghippi che sono già stati sottolineati, varrebbe la pena, visto che si tratta di un corso di formazione, sapere il livello di professionalità che raggiungeranno questi lavoratori, anche perché potremmo scoprire, ad esempio, che questi corsi di formazione si esauriscono in realtà in quindici giorni, dando un basso livello di professionalità. Conosco poco cosa fa il Signor Buzzi ma so che in fabbriche di maglieria - stando a come viene normalmente organizzato il lavoro nelle strutture industriali - il livello di professionalità raggiunto dai lavoratori è estremamente basso; questa informazione l'avevo chiesta anche in Commissione, ma nessuno si è degnato di portarmi una relazione al riguardo. Se appuriamo che abbiamo effettivamente creato una manodopera specializzata, sarebbero soldi spesi bene anche nell'eventualità che l'azienda poi licenzi qualcuno; ma dubito che si tratti di un fenomeno del genere. In effetti, ci troviamo di fronte ad un lavoro parzializzato, con la professionalità raggiungibile in 15 giorni di esperienza. Tutti gli altri sono finanziamenti mascherati in quanto questi lavoratori dopo un breve periodo di tempo sono lavoratori a pieno titolo, nel senso che producono alla fine del corso come produrranno dopo cinque anni. Si tratta pertanto di un marchingegno per dare un finanziamento a questo signore, che sicuramente lo vedrà come un ottimo provvedimento.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, ne ha facoltà.
CHABOD - (D.C.): Vorrei rispondere al Consigliere Carlassare. Questo Sig. Buzzi lavora artigianalmente, cioè su misura, e fa dei lavori molto belli. E' una questione che interessa anche turisticamente la nostra Regione, dove non c'era quasi più nessuno che facesse queste cose.
PRESIDENTE: Passiamo all'esame dell'articolato.
Do lettura dell'art. 1.
Art. 1
La Giunta regionale è autorizzata a concedere la garanzia fideiussoria della Regione a favore della ditta BUZZI Romano di Aosta, fino alla concorrenza massima di £ 118.193.112 a garanzia del contratto di locazione stipulato dalla ditta stessa con la Leasimpresa S.p.A., per il leasing di macchinari per maglieria con decorrenza dal 13° mese dalla data di inizio del canone di locazione mensile e scadenza al 35° mese.
La garanzia fideiussoria comprende altresì l'IVA, gli interessi moratori, i premi assicurativi, le spese accessorie e quant'altro connesso direttamente o indirettamente con il contratto di locazione finanziaria.
Tale garanzia fideiussoria ha carattere sussidiario a norma del 2° comma dell'art. 1944 del C.C. ai fini della preventiva escussione del debitore principale.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 1.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 20
Votanti: 20
Favorevoli: 13
Contrari: 7
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2.
Art. 2
Il Presidente della Giunta regionale e, in caso di sua assenza o impedimento l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, sono autorizzati a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della garanzia fideiussoria di cui al precedente articolo secondo le condizioni e le modalità in vigore, nonché a provvedere agli atti conservativi dei diritti della Regione ed al recupero delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 20
Votanti: 20
Favorevoli: 13
Contrari: 7
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3 nel testo già modificato come da proposta della Commissione.
Art. 3
Ai sensi della legge regionale 1° aprile 1975, n. 7, gli eventuali oneri derivanti dalla garanzia fideiussoria, prevista dalla presente legge, valutati in £ 2.000.000 per ciascuno degli anni 1983 e 1984, faranno carico al capitolo dei futuri bilanci, corrispondente al cap. 51000 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1982.
Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente per gli anni 1983 e 1984 si provvede mediante utilizzo per £ 4.000.000 delle risorse disponibili relative al programma " 3-2 altri oneri non ripartibili", all'uopo integrato di pari importo con le risorse disponibili relative al programma" 2.2.2.09 - Interventi promozionali per l'industria" del bilancio pluriennale 1982/84.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 3.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 20
Votanti: 20
Favorevoli: 13
Contrari: 7
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4 nel testo proposto dalla Commissione.
Art. 4
Al bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1982/84 sono apportate le seguenti variazioni:
PARTE SPESA
Variazioni in diminuzione
Settore II - Sviluppo economico
Programma 2.2.2.09 - Interventi promozionali per l'industria
Anno 1983 £ 2.000.000
Anno 1984 £ 2.000.000
Totale in diminuzione £ 4.000.000
Variazione in aumento
3. Oneri non ripartibili
3.2. Altri oneri non ripartibili
Anno 1983 £ 2.000.000
Anno 1984 £ 2.000.000
Totale in aumento £ 4.000.000
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 4.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 20
Votanti: 20
Favorevoli: 13
Contrari: 7
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5.
Art. 5
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'art. 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 5.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 21
Votanti: 21
Maggioranza: 18
Favorevoli: 14
Contrari: 7
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Il Consiglio non approva l'urgenza per la quale sono necessari 18 voti favorevoli.
Metto in approvazione la legge nel suo complesso per votazione segreta.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 22
Votanti: 22
Favorevoli: 13
Contrari: 9
Il Consiglio approva
