Objet du Conseil n. 163 du 29 mars 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 163/VII - INIZIO DELL'ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE N. 346 E N. 347 CONCERNENTI IL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA - (Relatore l'Assessore alle Finanze).
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, la parola va all'Assessore alle Finanze, Ramera, per l'illustrazione della relazione.
RAMERA - (D.C.): L'abbinamento degli oggetti iscritti ai nn. 21 e 22 dell'ordine del giorno è motivato dal fatto che trattasi di oggetti necessariamente collegati e spiega anche brevemente il perché vi sono alcuni appunti sulla legge finanziaria.
La legge di bilancio ha soltanto forma di legge e può soltanto comprendere le spese che la legislazione in vigore consente di iscrivere; non è infatti possibile prevedere nuove e maggiori spese, se non attraverso leggi sostanziali di intervento. Un contemperamento a questo principio si è avuto con l'introduzione del meccanismo della legge finanziaria, che avendo requisiti di legge sostanziale consente di operare modifiche e integrazioni a disposizione legislativa aventi un riflesso sul bilancio al fine di adeguare le spese agli obiettivi prefissati.
A tali concetti si ispira la legge finanziaria presentata dalla Giunta regionale contemporaneamente alla legge di bilancio e i cui riflessi si evidenziano immediatamente sul bilancio 1982.
Tutti gli interventi previsti dall'articolato e dalla legge finanziaria trovano riscontro nei Capitoli del bilancio 1982, onde rendere rispondente il bilancio stesso agli indirizzi programmatici della Giunta regionale.
La legge finanziaria va quindi esaminata in diretta correlazione con il bilancio regionale, in quanto un esame parziale può offuscare quella visione d'assieme che solo con l'esame del bilancio si ottiene. Salvo le maggiori delucidazioni che potranno essere fornite dopo dai singoli Assessori, in relazione ai singoli stanziamenti si fa presente che con l'art. 1 si sono adeguati gli stanziamenti previsti dalla legge finanziaria 1980, legge 29 gennaio 1980, n. 5, per la parte avente riflesso sul bilancio 1982 per gli interventi in materia di opere pubbliche di cui alla legge regionale n. 8 del 1964; la stessa cosa vale per gli interventi di cui agli articoli seguenti, per gli interventi in materia di difesa del suolo e agricoltura.
Gli artt. 12 e 13 del disegno di legge recano invece delle diminuzioni e nuovi provvedimenti legislativi in corso, già quotati nei fondi globali del bilancio 1982, che prevedono una diversa formulazione degli interventi stessi.
Con i successivi articoli dal 15 al 26 vengono quotati gli stanziamenti per gli interventi in materia di fonti energetiche alternative, di turismo di assistenza sociale e per gli interventi a carattere scolastico, le attività culturali e scientifiche, sulla base di quanto già previsto dalle leggi finanziarie 1980 e 1981, per la parte relativa al 1982 o con nuovi stanziamenti per gli interventi che negli anni precedenti erano stati quotati solo per un anno.
Con l'art. 27 è stata apportata un modifica alla legge regionale n. 3 del 1980, concernente l'utilizzazione del contributo speciale di 20 miliardi, intesa a far scorrere al 1983 una parte della spesa relativa agli interventi sui beni ambientali onde rendere rispondenti i ratei degli impieghi alle risorse.
Con l'art. 28 è stato iscritto lo stanziamento necessario a fronteggiare i contributi già concessi con deliberazione del Consiglio regionale ai Comuni della Regione che hanno presentato domanda, ai sensi della legge regionale n. 38 del 1980, di mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti nel 1981.
Con l'art. 29 è stata ridotta l'effettiva necessità di spesa, lo stanziamento della legge regionale n. 24 del 1965 in materia di edilizia economica e popolare - e questo ve lo posso dire - in assenza di domande.
Infine con l'art. 30 del disegno di legge è previsto un nuovo meccanismo, peraltro già utilizzato da altre Regioni, tendente a diminuire l'ammontare dei residui passivi; si sono poste in economia le rate annuali contributo a fronte di varie utilizzazioni pluriennali di spesa, che risultavano sfasate rispetto ai piani di ammortamento. Ciò comporta un riavvicinamento automatico degli ammortamenti e una minore incidenza nel bilancio dei residui passivi. Questo per quanto riguarda la legge finanziaria sulla quale, come ho detto, saranno date in seguito ulteriori spiegazioni.
Esaminando il più importante atto politico che un Ente come la Regione discute ogni anno, dirò subito che la predisposizione del progetto di bilancio per il 1982 ha impegnato profondamente e a lungo la Giunta regionale, com'era d'altra parte auspicabile e prevedibile in conseguenza del nuovo ordinamento finanziario di cui la Valle d'Aosta è venuta a beneficiare con l'approvazione e l'entrata in vigore della legge n. 690. Come è noto, la nuova legge di finanza regionale ha attribuito alla Regione, la compartecipazione nella quota dei 7/10 per gli anni 1981 e 1982 e successivamente dei 9/10 di tutti i principali contributi erariali istituiti dalla riforma tributaria, e ha conservato la compartecipazione a tutti i tributi non aboliti dei quali la Regione già beneficiava in base alla vecchia legge n. 1065. Tale importante avvenimento ha comportato una complessa elaborazione delle previsioni di entrata, elaborazione resa particolarmente impegnativa in sede di prima applicazione del nuovo ordinamento per una serie di motivazioni:
1) difficoltà di prevedere con attendibilità l'evoluzione temporale di tributi la cui gestione, accertamento, riscossione e politica delle aliquote non compete alla Regione, bensì allo Stato, e per esso agli organi dell'Amministrazione finanziaria. Perciò fin d'ora potrei suggerire a coloro che mi seguiranno e che saranno in questo Consiglio, l'obiettivo per una prossima battaglia autonomistica in sede di revisione del bilancio, e cioè l'inversione delle parti: che sia la Regione ad incassare tutti i tributi e a devolverne allo Stato 1/10, come avviene attualmente per la Regione Sardegna;
2) difficoltà implicite e facilmente comprensibili in sede di quantificazione dei valori assoluti relativi a ciascun tipo di imposta, anche per la carenza di dati di base cui fare riferimento. Tale difficoltà appare evidente se si pensa che oltre ai dati di cassa riguardanti gli afflussi alla Ragioneria dello Stato, le previsioni devono tener conto dei criteri di riparto dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, indicato all'art. 6: come è noto, tale criterio prescinde dal luogo in cui l'imposta è versata per tener conto invece dell'ambito territoriale in cui i redditi sono prodotti;
3) difficoltà che derivano, infine, dall'incertezza delle previsioni relative all'andamento dell'economia e quindi dei redditi degli scambi, ai quali i tributi sono sensibilmente legati.
I problemi sopracitati sono stati affrontati formulando per quanto più possibile previsioni prudenziali. Tale cautela è stata suggerita anche dalla fondata considerazione che l'avvio del nuovo sistema finanziario avrebbe comportato senza dubbio ritardi ed incertezze da parte dello Stato nell'erogazione dei flussi. Per questo motivo, soprattutto per quanto riguarda il 1982, le previsioni di competenza sono state avvicinate alle più attendibili previsioni di cassa, come del resto è nello spirito di un moderno sistema di conti pubblici, al fine di evitare per quanto possibile l'accumularsi di residui attivi nonché l'esecuzione di interventi che si troverebbero più ostacolati nel loro svolgimento a causa di possibili deficienze di cassa.
Nonostante il criterio prudenziale adottato, è certamente considerevole la massa di risorse di cui il bilancio prevede l'acquisizione nell'arco triennale, risorse che ammontano a circa 1.300 miliardi di cui 429 nel 1982. Di tale importo il peso maggiore, dunque, è attribuibile alla compartecipazione ai tributi erariali, nel 1982 pari a 305 miliardi di cui 95 relativi alle quote arretrate del 1981 stimate in 137 miliardi e applicate nell'arco biennale 1982/1983.
La stima di dette categorie di entrate è stata ottenuta applicando un tasso di aumento del 16% rispetto ai dati 1981 valutati dagli uffici della Regione in base ai dati stimati dagli organi dello Stato; tale previsione si attesta sul tasso programmato di inflazione a livello nazionale, e considerate le non rosee previsioni circa l'andamento dell'economia in termini reali, in linea con l'ipotizzato aumento dei prezzi, fattore al quale le imposte rispondono sensibilmente. Alle entrate per tributi propri concorrono inoltre i proventi relativi alla tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent, che registra peraltro un aumento assai contenuto rispetto alle previsioni 1981; ciò in seguito sia all'aleatorietà implicita del tipo di entrata sia alle particolari situazioni derivanti dalla ristrutturazione della sede, tuttora in corso, sia, infine, alla necessità di rideterminare tali previsioni con maggiore coerenza rispetto ai passati esercizi durante i quali le previsioni si sono dimostrate sovrastimate: questo è successo anche lo scorso anno quando siamo stati costretti a fare una variazione di bilancio proprio il giorno del drammatico annuncio del nuovo riparto fiscale; quindi è bene tornare alla normalità anche su questo.
Non sembra il caso di illustrare in questa sede le previsioni di entrata relative ai restanti titoli di bilancio, in quanto queste risultano da dati certi e inconfutabili, soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti statali; d'altra parte, la relazione allegata offre già un'analisi ampia della stima e perciò a tale relazione rimando la vostra attenzione.
Per quanto sopra detto e come appare evidente leggendo le cifre esposte nel progetto di bilancio in discussione, non vi è dubbio che la massa di. risorse acquisibile nell'arco triennale e in particolare nel singolo esercizio 1982 rappresenta un enorme balzo in avanti nella disponibilità di risorse su cui la Regione poteva contare fino allo scorso anno. Attestandosi la percentuale di aumento sul 130% circa, la previsione di impiego di siffatta disponibilità lungi dall'aver creato nell'Amministrazione un clima di euforia adducente alla spesa facile, ha costituito un momento di ripensamento sull'attività di spesa nel suo complesso e negli specifici interventi di programma. Da tale riflessione e dal dibattito che ne è scaturito in sede di predisposizione del progetto di bilancio sono emerse linee di tendenza nuove rispetto alla precedente politica di spesa e conseguenti proposte che tradotte in termini finanziari hanno preso corpo nel documento e che in tale sede si sottopongono all'esame del Consiglio cui ne è riservata la definitiva approvazione.
Come era prevedibile, una pluralità di iniziative sono state presentate dai singoli Assessorati, ciascuna di notevole interesse e di importanza economica e sociale; tuttavia, la necessità di non inoltrarsi in spese che a lungo andare diverrebbero eccessivamente onerose e non proporzionali rispetto ai livelli di reddito e quindi di capacità contributive attuali e prevedibili in un futuro di medio termine, nonché l'intenzione unanimemente espressa di non impegnare eccessivamente con le scelte attuali l'Amministrazione futura considerata la scadenza del mandato nel 1983, hanno suggerito di formalizzare in strumenti finanziari e quindi immediatamente disponibili ed operativi solo alcuni degli interventi proposti, ritenuti per unanime consenso particolarmente qualificanti per la loro prospettabile efficacia ull'economia e sul benessere sociale della nostra popolazione.
Tale procedimento ha comportato l'effettuazione di scelte prioritarie, di fondamentale importanza non solo dal punto di vista economico e finanziario ma anche di assetto istituzionale delle competenze: basti pensare alle scelte, effettuate a livello di esecutivo e proposte al Consiglio, circa il decentramento di funzioni agli enti locali, fatto che non solo riveste grande importanza dal punto di vista finanziario, ma soprattutto riguarda il ben più complesso e importante aspetto della distribuzione delle competenze tra i diversi livelli di governo allo scopo di rivitalizzare la funzione dell'ente locale, principalmente del Comune, quale ente esponenziale degli interessi localizzati sul proprio territorio e quindi direttamente responsabile delle scelte operate a quello stesso livello.
E' evidente che una tale scelta da parte della Regione comporterà una complessa revisione della propria legislazione di spesa, revisione che gradualmente dovrà toccare tutti i settori di intervento: dall'assistenza sociale, ai lavori pubblici, alla promozione sociale, ecc. Ciò al fine di restituire competenze già proprie degli enti locali e talvolta esercitate direttamente dalla Regione nel presupposto che la sostituzione potesse essere giustificata dalla modesta capacità operativa dei nostri Comuni troppo esigui per poter efficientemente provvedere a tutti gli interventi di loro competenza. La rivitalizzazione dell'ente locale dovrà necessariamente essere accompagnata da un'aumentata attività di programmazione, di vigilanza, di impulso, di assistenza dell'ente Regione nei confronti degli enti infraregionali: ciò al fine di attuare quel principio di collaborazione e di coordinamento che deve necessariamente essere esercitato affinché la distribuzione delle competenze secondo il livello di interesse non si traduca in una frantumazione di interventi slegati e talvolta contrastanti. Tali strumenti di coordinamento dovranno essere affrontati in sede di legislazione regionale unitamente ai provvedimenti che dispongono il decentramento funzionale a livello locale.
Continuando nell'illustrazione dei principali interventi proposti nel progetto di bilancio e che dovranno formare oggetto di legiferazione da parte del Consiglio, essendo tutti previsti nei fondi globali, e procedendo per esigenze di ordine e non certo per la loro importanza, se ne espongono di seguito in estrema sintesi le caratteristiche principali e i dati finanziari relativi.
Nel settore della viabilità, ma con ripercussioni che coinvolgono anche altri settori, si evidenzia la previsione relativa al collegamento stradale Quart-L'Eglise/Courmayeur, il cui onere sul bilancio della Regione viene valutato in 75 miliardi, di cui 15 nel 1982 e la differenza nel biennio 1983/1984.
A proposito di tale progetto se ne deve ricordare l'estrema urgenza per le conseguenze positive che deriveranno dal nuovo collegamento stradale sull'assetto territoriale, sulla sicurezza e sull'economia generale della nostra Regione: sarà sufficiente ricordare che è una cifra messa per dimostrare la nostra volontà, in quanto la legge dell'ANAS prevede in un comma che saranno preferite o almeno avranno priorità di attuazione tutte le opere che saranno finanziate attraverso consorzi: quindi nel caso nostro dovrebbe essere l'ANAS, la Regione e la Società Italiana Traforo del Monte Bianco.
Per quanto riguarda il sostegno delle attività economiche, viene proposta la revisione e il rifinanziamento della legge sui fondi di rotazione; le linee di tendenza sono orientate nel senso di allargare gli interventi all'artigianato e al commercio. Inoltre sembra opportuno introdurre modificazioni al funzionamento della legge, allo scopo di aumentare il controllo della Regione sulle risorse destinate a tale fine, fino al momento della concessione del credito all'utilizzazione finale, per limitare agli stretti tempi tecnici necessari per l'operazione creditizia le giacenze dei fondi presso le banche.
Le previsioni finanziarie per tale intervento si attestano intorno ai 38 miliardi nell'arco triennale 1982/198 di cui 18 per il 1982.
Nel settore dell'edilizia abitativa particolarmente importanti risultano da una parte l'intervento della Regione finalizzato al recupero del quartiere Cogne, 9 miliardi nel triennio con possibilità di aumento al momento di concludere la trattativa con i proprietari, e dall'altra parte la proposta di rifinanziamento della legge n. 24 sull'edilizia economica e popolare che prevede la concessione di contributi in conto interesse per l'acquisto di case di tipo economico.
Contestualmente al rifinanziamento, dovranno proporsi per detta legge una serie di modificazioni atte ad accelerare le procedure di concessione del contributo e a superare per quanto possibile le eccessive strozzature che si verificano nell'offerta del credito speciale.
L'intervento di recupero del quartiere Cogne, coinvolgendo interessi e competenze non solo della Regione ma anche del Comune di Aosta, presupporrà il coordinamento e la collaborazione con l'ente locale circa le modalità di attuazione del progetto e la sua utilizzazione finale, al fine di evitare l'insorgere di virtuali conflitti tra enti interessati alla realizzazione dell'intervento.
Nel settore degli interventi in campo economico, si prospetta la costituzione di una società finanziaria regionale, il cui onere previsto è di 40 miliardi nel triennio 1982/1984. La prospettata finanziaria regionale, come soggetto giuridico distinto dall'ente Regione operante nella sfera del diritto privato sotto forma di società per azioni, potrà operare anche in settori estranei alla competenza regionale; quanto ai fini che la Regione si propone con la costituzione della società, si possono brevemente ravvisare questi punti:
1) la finanziaria intesa come centro imprenditoriale, che promuove o gestisce le attività industriali; poiché la Regione ha in questa materia competenze assai limitate, con tale strumento si avrebbe modo di attuare una politica industriale senza incappare in possibili eccezioni di sconfinamento rispetto alle competenze assegnate, avvalendosi di qualificate esperienze umane nel settore specifico e meglio selezionando le scelte operative nel settore industriale e terziario che fino ad oggi non sempre si sono mostrate del tutto coerenti o efficienti;
2) la finanziaria intesa come strumento per intervenire nel campo delle infrastrutture e dell'assetto del territorio, offrendo agevolazioni a favore delle imprese industriali, commerciali, artigiane e turistiche indirettamente attraverso la creazione ed il potenziamento di aree attrezzate per i relativi insediamenti in conformità dei piani regionali di sviluppo;
3) la finanziaria promozionale e di sviluppo, come mezzo per stimolare ed assistere anche dal punto di vista finanziario gli imprenditori, apportando partecipazioni di rischio in forma minoritaria allo scopo di un temporaneo sostegno finanziario anche sotto forma di concessione di garanzie di natura sussidiaria per ottenere crediti, e mettendo infine a disposizione delle imprese anche le più recenti tecniche finanziarie quali ad esempio le svariate versioni del "leasing"; la partecipazione minoritaria potrà così stimolare ed orientare gli imprenditori in conformità della politica industriale voluta dalla Regione, facendo salva tuttavia l'imprenditorialità e il rischio di impresa. Ciò che dovrà esser evitato è invece l'uso della prospettata finanziaria quale strumento di. salvataggio per offrire capitali ad aziende ormai in crisi o decotte: un tale fenomeno non servirebbe ad altro se non ad aumentare ulteriormente l'inefficiente allocazione delle risorse del settore pubblico.
Progetto per molti aspetti plurisettoriale deve essere considerato l'intervento relativo alla costruzione del metanodotto, per il quale è già stata predisposta la convenzione coi la SNAM; la plurisettorialità dell'intervento appare evidente qualora si considerino i riflessi sull'assetto del territorio, sul risparmio energetico, sull'incentivazione dell'attività economica, ecc.; la spesa totale prevista nel biennio '82-'83 ammonta a 25 miliardi; però la cifra è indicativa in quanto stiamo per accendere un mutuo, forse con la BEI, di 12 miliardi e mezzo: perciò la cifra dell'83 potrebbe essere semplicemente un ammortamento e non i 12,5 previsti.
Altro intervento a risvolto plurisettoriale deve altresì essere considerato l'ampliamento della Casa da Gioco di Saint-Vincent le cui ultime tranches di spesa per complessivi 2 miliardi e 231 milioni si articoleranno nel corrente anno totalmente finanziate con risorse proprie anziché con l'indebitamento come era stato originariamente previsto.
Illustrati gli aspetti più qualificanti della nuova previsione di spesa annuale e pluriennale della Regione vorrei passare ad una rapida rassegna sulla problematica inerente la previsione delle spese di funzionamento. Per tale comparto della spesa si è cercato di consolidare l'azione già attuata nel precedente esercizio di razionalizzazione della sua evoluzione: l'incremento rispetto alle previsioni assestate del 1981 è da imputare sostanzialmente al previsto aumento dei costi per l'acquisto di beni e servizi, in linea con il previsto tasso di inflazione, e per il personale. Per quest'ultimo infatti devono essere considerate oltre alle somme stanziate nei relativi Capitoli anche gli accantonamenti disposti nei fondi globali per far fronte, da una parte, alla revisione e riorganizzazione dei servizi con conseguente adattamento degli organici - onere stimato: 1600 milioni - dall'altra, agli oneri derivanti dalla nuova contrattazione dei dipendenti regionali per il rinnovo del contratto scaduto nel 1981; onere previsto: 4 miliardi e mezzo. Si evidenzia che gli stanziamenti relativi al personale nel progetto di bilancio '82 non sono immediatamente confrontabili con le previsioni assestate nel 1981, perché nel nuovo bilancio si è proceduto a disaggregare la spesa per il personale secondo la destinazione funzionale, al fine di meglio evidenziare il costo complessivo di ciascun programma comprendendovi anche gli oneri per il personale addetto o comunque impiegato.
Infine, pare opportuno spendere qualche considerazione sul disavanzo previsto di amministrazione, che lungi dall'essere un fatto totalmente negativo per le finanze della Regione denota invece una ben precisa scelta, suffragata - se mi passate la parola - da un intuito di razionalità e di prudenza finanziaria. Il risultato esposto nel progetto di bilancio di un disavanzo presunto di 37 miliardi, che dagli ultimi dati di questi giorni sul consuntivo del 1981 scende addirittura a 32 miliardi, non altro dimostra se non lo sforzo compiuto negli anni passati da questa Amministrazione di portare avanti seppure in mezzo a mille difficoltà di ordine finanziario ed operativo i propri programmi di intervento, al fine di offrire alla già indebolita economia locale un supporto quanto mai utile se non in molti casi indispensabile per la sopravvivenza di alcune attività economiche Dal momento che, a copertura degli interventi progettati, i bilanci dei passati esercizi prevedevano l'assunzione di prestiti dei quali si è evitata con ogni sforzo l'effettiva contrazione stante l'eccessiva onerosità delle operazioni creditizie, il presunto disavanzo dimostra semplicemente che l'Amministrazione, pur rinunciando ad un indebitamento che il Consiglio stesso con proprie leggi a suo tempo aveva autorizzato, ha voluto non rinunciare ad interventi ritenuti urgenti ed importanti. L'attesa infine de nuovo ordinamento finanziario faceva auspicare per gli anni a venire la disponibilità di risorse proprie che avrebbero finanziato, sia pure con un certo ritardo in termini di competenza, le spese provvisoriamente carenti di effettiva copertura. I fatti - cioè la legge n. 690 - hanno dato ragione e hanno premiato il coraggio di questo governo regionale, sicché il tanto temuto buco ha potuto trovare agevolmente la copertura necessaria lasciando nei responsabili della gestione finanziaria la consapevolezza e la soddisfazione di aver operato non certo nel migliore dei modi ma senz'altro nel modo migliore in cui era possibile operare dato il vincolo della scarsità delle risorse.
Lo scorso anno, in apertura della relazione ed in presenza di una situazione del tutto particolare, dissi che il mio sarebbe stato un intervento anomalo in situazioni anomale con un bilancio anomalo, e la battuta - se battuta poteva essere in un momento così delicato per la nostra Regione - fu poi al centro dei vari interventi sia dei Consiglieri di maggioranza che di minoranza, cosicché fui stupito io stesso che quelle poche parole affiorate nell'esordio potessero aver colto nel segno a sostegno di tutto quanto avrei detto dopo nella relazione per giustificare, o meglio far conoscere crudamente, le enormi difficoltà in cui si sarebbe mossa la Regione nel corso dell'esercizio '81 in attesa del riparto fiscale.
Quest'anno invece, con una situazione del tutto diversa e direi finanziariamente florida tanto da suscitare invidia e reazioni nei confronti dello Stato da parte delle altre Regioni a Statuto Speciale, confesso di aver meditato a lungo sul taglio da dare a questo discorso, anche se molte erano le possibilità e le motivazioni per esordire con la mia relazione sulle previsioni del bilancio '82 e triennale '82-'84. E' prevalso alla fine un modo diverso del solito - e anche più modesto - quello tecnico, privo di inutili trionfalismi e accenti preelettoralistici, cosicché ho evitato, prima di addentrarmi nell'esame del bilancio di previsione, di svolgere come in passato le consuete considerazioni sul fatto politico del documento e altresì di soffermarmi ad analizzare i vari sommovimenti politici che ogni anno si registrano prima del bilancio e l'altrettanto grave situazione economica, poiché essendo tali fatti e tale realtà a conoscenza di tutti e più volte oggetto di esame e discussione da parte del Consiglio regionale sarebbe stato un'inutile e forse incompleta ripetizione volta a distogliere l'attenzione dei colleghi dal fatto reale del bilancio per spostarla su argomenti di più facile polemica ma che nulla o poco hanno a che vedere con quanto sta alla base del più importante fatto di questa tornata consiliare. Del resto, sapendo che la discussione del bilancio è un rituale che da sempre e ovunque rappresenta un gioco delle parti, in cui i ruoli si invertono a seconda che uno si trovi in maggioranza o in minoranza, ho ritenuto di evitare a voi la fatica di ascoltarmi e a me la fatica di parlare in un certo modo, ben conscio della mia incapacità persuasiva a far sì che venissero modificate anche di poco quelle che sono e saranno le rispettive prese di posizione e i consensi o dissensi in base ai ruoli rappresentati da ognuno di noi in questo consesso.
Mi è sufficiente ricordare a questo proposito che nel 1977 o '78, non ricordo bene la data, in occasione dello stesso rituale di oggi ebbi l'idea, giudicata poi sadica da qualcuno, di venire in aula e di inserire nella mia prima replica, come se fosse un mio pensiero, una larga parte dell'intervento svolto dall'Assessore alle Finanze della Regione Toscana sul bilancio dell'anno precedente di quella Regione; ascoltai poi, da parte dell'opposizione, gli stessi argomenti polemici sollevati dalla minoranza D.C. della Toscana, e perciò sottolineo il fatto che le tesi sostenute da un Assessore alle Finanze di una Regione rossa sono praticamente le stesse di quelle sostenute da un Assessore alle Finanze di una Regione bianca. Così come le motivazioni di replica sono poi, a ruoli invertiti, le medesime ... (INTERRUZIONE) ... con il risultato di avere al termine del dibattito il voto negativo o positivo a seconda del colore politico del ruolo svolto in maggioranza o in minoranza. E della veridicità di quanto affermo rimando, a chi lo volesse accertare, a documentarsi presso i singoli Consigli regionali, richiedendo i verbali delle discussioni dei vari bilanci annuali. Inutile quindi mi è parso giocare la partita secondo le consuetudini in atto nelle varie Regioni, ben sapendo che il rituale si sarebbe verificato, o si verificherà, anche in questa occasione; vorrei augurarmi solo che siano evitate argomentazioni di polemica che potrebbero servire altrove visto che siamo l'unica Regione a Statuto Speciale ad avere ottenuto il nuovo ordinamento finanziario mentre le nostre consorelle pur nella loro vasta presenza al Parlamento e al Governo nazionale potranno giungere allo stesso risultato tra un paio di anni; non vorrei, quindi, che fossero forniti motivi di pubblicità nociva nei nostri confronti. Se mai, l'opposizione potrebbe - e qui non è che io voglia limitare la vostra sfera di azione, naturalmente - predisporsi per un serrato confronto al momento in cui i problemi più importanti iscritti nei fondi globali del documento di oggi e prima illustrato verranno in Aula per l'esame e la discussione del Consiglio regionale. Del resto è questo il primo bilancio dopo l'entrata in vigore della legge sul nuovo riparto fiscale e se tutto non è stato possibile prevedere seguendo la facile pretesa dell'avere tutto e subito, avremo modo nei prossimi sei mesi, prima del bilancio 1983 che verrà portato puntualmente in ottobre, in ossequio alla legge di contabilità - diversamente da questo, che è stato presentato in notevole ma giustificato ritardo sia per la sofferta approvazione del riparto sia per la difficoltà di accertare le cifre di nostra competenza - avremo modo, dicevo, di verificare se la macchina amministrativa della Regione abbia veramente la capacità di spesa per quanto previsto o non necessiti di opportuni correttivi; così come avremo il dovere di accertare secondo quanto richiesto a suo tempo, e giustamente, dal Consigliere De Grandis se i consuntivi ricalcano le previsioni. Dovranno altresì, prima del bilancio 1983, aver luogo approfonditi e concreti confronti coi Partiti, movimenti e forze sociali in modo da esaminare tutta la variegata problematica della comunità valdostana e predisporre un serio piano di sviluppo, divenuto ormai indispensabile se vorrà essere ben impiegata l'ingente massa di denaro che deve affluire grazie al nuovo ordinamento finanziario. Questo confronto e questa partecipazione per il programma futuro divengono doverosi e indilazionabili per evitare i continui assalti della faciloneria e della demagogia non solo politica e debbono costituire impegno costante per quanti vogliono collaborare con la classe politica per il maggior progresso economico civile e morale della Regione.
Concludendo vorrei aggiungere che saranno certo disillusi da questa relazione coloro i quali nel corso dell'ultimo anno ritenendo scontati i riflessi miracolistici del riparto avevano pensato e creduto - e lo abbiamo ascoltato attraverso interessanti interviste alla televisione e letto sui giornali - di vedere risolti non tanto i problemi a carattere generale ma il soddisfacimento di interessi personali o di pochi, del tutto ininfluenti al momento in quanto intesi a soddisfare "strane voglie" che possono tuttora attendere perché per nulla prioritarie ma superflue, se non addirittura da considerarsi lussi riprovevoli nel grave momento economico attraversato dal Paese. Ritengo pertanto che sia nostro dovere innanzitutto mobilitare le nostre energie, le nostre intelligenze e i nostri sforzi per salvaguardare l'occupazione in pericolo dei nostri operai, per dare ossigeno ai vari settori economici come stiamo infatti prevedendo in questo bilancio e sostenere soprattutto i nostri agricoltori, protagonisti e anima della nostra autonomia non solo per il settore in cui operano ma per la salvaguardia del territorio, dell'ambiente e del nostro turismo che costituisce oggi larga parte della nostra economia. Dovremo rifiutare pertanto di essere sensibili alle sollecitazioni di quanti, non avendo problemi assillanti, ritengono che il denaro della comunità possa servire a soddisfare - come dicevo prima - certi lussi che devono essere in un momento difficile come l'attuale se non toto corde respinti almeno rinviati a tempi migliori. Potranno invece lavorare seriamente con i previsti interventi gli operatori dei vari settori economici ed essere garantite le esigenze preminenti della comunità valdostana tenuto conto che le risorse previste nel prossimo triennio sono di 1300 miliardi e che esse debbono lasciare un segno positivo a venire per tutti i valdostani.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, con la relazione dell'Assessore alle Finanze sugli oggetti iscritti ai nn° 21 e 22 dell'ordine del giorno, sui quali si discuterà abbinando l'esame degli argomenti, si concludono per oggi i nostri lavori.
La discussione avrà inizio domani mattina alle ore 9,30. Se qualcuno già vuole iscriversi nella lista degli interventi può farlo. Allora, per il momento risultano iscritti a parlare i Consiglieri Mafrica, De Grandis, Nebbia e Carlassare.
Colleghi Consiglieri, come annunciato i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9,30 con la discussione generale.
L'adunanza è sospesa.
La seduta termina alle ore 20.14
