Objet du Conseil n. 78 du 11 février 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 78/VII - POSSIBILITA' DI INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO DI PERSONE PORTATRICI DI HANDICAPS - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza dei Consiglieri Péaquin e De Grandis.
Venuti a conoscenza che sono stati richiesti all'Associazione Valdostana famiglie di portatori di handicaps nominativi di persone in età lavorativa per possibili inserimenti nel mondo del lavoro
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere:
1) quali nuove possibilità di occupazione sono emerse in questo senso negli ultimi tempi;
2) o quali altre iniziative sono in corso per la qualificazione professionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.
PEAQUIN - (P.C.I.): Il Consiglio regionale ha approvato una propria legge dove si prevedono interventi finanziari a favore degli artigiani e delle industrie della Valle d'Aosta che facilitano l'inserimento lavorativo delle persone handicappate. In passate occasioni da parte dell'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale ci è stato detto che nessuna risposta positiva si è avuta a questo riguardo. Noi, venuti a conoscenza che sono stati richiesti all'Associazione famiglie portatori di handicaps nominativi di persone in età lavorativa per possibili inserimenti, ed essendo all'oscuro di quelle che sono le intenzioni dell'Amministrazione regionale in questo senso, chiediamo, con questa interpellanza, se vi sono delle nuove possibilità, quali sono gli obiettivi della Regione in questo senso, oppure quali altre iniziative sono in corso per la qualificazione professionale di queste persone.
PRESIDENTE: Risponde l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Nelle precedenti interpellanze che riguardavano più o meno lo stesso tema e che erano volte a conoscere quali erano le possibilità di inserimento lavorativo degli handiappati, avevo fatto presente la difficoltà di reperire piccole aziende disponibili in questo senso.
Era stata prevista una serie di incontri con le forze locali e con le forze sindacali per cercare di sensibilizzarle al problema, e soprattutto per permettere la massima conoscenza di questi strumenti legislativi che avevano avuto l'assenso generale e che erano effettivamente una nuova possibilità, se utilizzati in modo corretto, per cercare di superare quello che è l'inserimento degli handicappati.
Le risposte date in generale erano molte evasive, o comunque chiedevano continuamente quali erano le garanzie, quali erano le possibilità successive di essere seguiti, quali erano gli effettivi aiuti a livello regionale. Per facilitare questi contatti, e soprattutto per avere un primo inserimento, era stato proposto di far frequentare i corsi normali (corsi che sono stati già predisposti in armonia al programma CEE) ad un certo numero di persone che rientrassero in queste categorie protette, in modo da essere man mano inseriti in numero limitato e avere quindi la possibilità di sperimentare questa nuova procedura.
A questo proposito ci siamo serviti dell'esperienza fatta per il corso precedente, che è stato anche oggetto di interpellanze e di discussione con le varie Commissioni, per cui il gruppo che aveva seguito da vicino tutta la problematica e aveva visto quali erano le difficoltà progressive nel fare un corso del genere e per il successivo inserimento ora è stato incaricato di fare degli accertamenti preliminari in accordo con le varie associazioni, per conoscere innanzi tutto quali sono gli individui che potrebbero essere disponibili ed idonei per questo inserimento.
Difatti questo gruppo di lavoro deve fare un'indagine preliminare, di cui una parte è la conoscenza del tipo di handicap e delle caratteristiche del soggetto, per inserirlo nel nuovo ambiente di lavoro. La stessa Commissione deve rendersi conto poi di quali sono gli handicaps dell'ambiente di lavoro stesso, quindi quali sono i condizionamenti futuri per un successivo inserimento di queste persone. Nella delibera di Giunta n. 362 del 29.01.82, di cui posso dare copia, si dice che: "l'indagine comporta le seguenti operazioni di massima: incontro con i responsabili dell'azienda in cui verranno effettuati i corsi (corsi, come ho detto, di due o al massimo tre individui da inserire nei corsi normali, quindi è un corso suppletivo, diciamo che sono due corsi che si integrano); compilazione di una scheda sui connotati dei posti di lavoro eventualmente disponibili dopo questo esame preliminare; esame degli elenchi degli handicappati ed indicazione dei casi inseribili nei corsi, d'intesa con l'Associazione valdostana delle famiglie di portatori di handicaps; visita dell'azienda e verifica dell'ambiente di lavoro; contatto con le famiglie di handicappati".
Queste sono le operazioni preliminari da effettuare in questo breve lasso di tempo per avere i nominativi da inserire nei corsi normali, sapendo poi che i singoli operatori seguiranno questo procedimento in modo particolare. Teniamo conto però che attualmente non ci sono piccole aziende che ci hanno dato l'adesione, ma ci sono stati dei contatti formali per avere queste precisazioni, sperando poi che ci sia questa adesione effettiva. Noi abbiamo pensato ai benzinai, che in genere necessitano di una persona che prenda i soldi e raccolga i buoni, cioè faccia un lavoro d'ufficio per cui potrebbe essere utilizzata una persona con un certo handicap fisico.
Sono proprio queste piccole aziende che potrebbero utilizzare questa legge, con le relative possibilità economiche che essa prevede. A questo proposito nel bilancio che verrà presentato è previsto il finanziamento di questa legge che al momento della presentazione era completa della normativa tecnica, ma mancava del finanziamento relativo. Per questo tipo di impegno da parte delle aziende, malgrado l'attività di sensibilizzazione che è stata fatta e la disponibilità a questo proposito da parte dell'Associazione artigiani nel farsi promotrice con i propri iscritti di questa iniziativa, non ci sono ancora state adesioni.
Speriamo che mettendo assieme tutti gli sforzi fatti dalle singole associazioni, dalle forze sindacali, che sono state più volte interessate a questo problema, si possa arrivare a un graduale utilizzo di quella che è una legge ottimale se potesse essere attuata.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere De Grandis per la replica; ne ha facoltà.
DE GRANDIS - (P.R.I.): Noi prendiamo atto di questo sforzo che si sta facendo per avviare a soluzione un problema di notevole importanza e che ha un riscontro sociale molto vasto. Però quello che vorremmo capire meglio è questo: mi pare che il grosso lavoro attuale è quello di una forma di censimento dei portatori di handicap che possono essere inseriti nel mondo del lavoro attraverso questi corsi di qualificazione, cioè immettendoli in corsi di qualificazione normale gestiti con i fondi CEE, in modo che queste piccole aziende che dichiarano o dichiareranno la loro disponibilità all'assunzione beneficeranno poi delle possibilità che offre la legge regionale che abbiamo votato recentemente. Il fatto che siano stati richiesti nominativi all'Associazione famiglie portatori di handicaps, ci fa sorgere una preoccupazione. Vale a dire che, poiché non tutti sono iscritti ad una associazione (all'associazione invalidi o all'associazione famiglie portatori di handicaps), si potrebbe determinare l'emarginazione o l'abbandono di un determinato gruppo. L'Assessore non è in possesso di tutta una serie di elementi conoscitivi sui portatori di handicaps della regione per cui possa fare un'opera di censimento e anche di valutazione?
E' un fatto estremamente positivo coinvolgere le associazioni di categoria; la preoccupazione che noi avevamo, e che l'Assessore ci sta togliendo, è quella che questo potesse sembrare il lasciare nelle mani dell'associazione stabilire chi e come poteva essere impiegato, e che una parte di questi portatori di handicaps potesse rimanere tagliata fuori da questa operazione importante per l'inserimento nel lavoro. Se le cose vanno in questo senso la direzione è giusta, secondo noi, se invece si possono creare delle sperequazioni, allora la preoccupazione va evidentemente tenuta ben presente e l'Assessorato deve assumersi in prima persona le sue responsabilità, trattandosi di un organo decisionale poiché è importante in questo settore che non si facciano discriminazioni di nessun tipo.
