Objet du Conseil n. 77 du 11 février 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 77/VII - DECENTRAMENTO FINANZIARIO A FAVORE DEI COMUNI DELLA VALLE D'AOSTA - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura del testo dell'interpellanza dei Consiglieri Mafrica, Tonino e Cout.
In una recente assemblea dei sindaci valdostani sono state avanzate precise richieste nei confronti dell'Amministrazione regionale:
1) un raddoppio del consueto finanziamento regionale ai Comuni, per garantire la continuità dei servizi comunali;
2) una quota percentuale delle entrate tributarie della Regione da decentrare ai Comuni per spese in conto capitale.
Data la rilevanza politica e finanziaria di dette richieste, i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta per sapere:
1) qual è l'orientamento della Giunta rispetto a tali proposte;
2) di quali concreti provvedimenti di decentramento si sta tenendo conto nella stesura del bilancio di previsione per il 1982.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): E' anche questo un argomento legato al riparto. In una recente riunione i sindaci hanno avanzato delle proposte che, d'altronde, nella loro sostanza erano già state presentate altre volte. Hanno richiesto il raddoppio di quel finanziamento di due miliardi e mezzo che è fermo da un po' di anni, ed hanno ribadito la richiesta di avere una percentuale delle entrate della Regione derivanti dal nuovo riparto fiscale, percentuale che dovrebbe essere utilizzata dai Comuni per le spese in conto capitale, e cioè per spese di investimento. La proposta formulata dai sindaci è di una percentuale del 15% delle entrate fiscali. A noi sembra che la strada sia sostanzialmente giusta; perché abbiamo già altre volte sostenuto che le nuove entrate del riparto fiscale sono strettamente legate al gettito fiscale che viene pagato nei Comuni della nostra Regione. Occorre ricordare che una parte di queste nuove imposte che ne hanno sostituito di precedenti che prevedevano entrate comunali (vedi l'IVA che ha sostituito l'IGE), sono entrate che andavano alle casse dei Comuni. Si tratta perciò di tener conto di questo elemento e di dare certezza ai Comuni con una percentuale delle entrate fiscale della Regione.
Siccome ci avviciniamo alla stesura del bilancio di previsione, pur con molti ritardi, ci interessa oggi conoscere qual è l'orientamento della Giunta in merito a questi temi, e, in sostanza, se la Giunta ha già discusso di questi problemi e se ha già formalizzato delle proposte per il prossimo bilancio regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): La Giunta ha già discusso di questi problemi e ha palesato le proprie idee in materia ai rappresentanti dell'associazione dei sindaci, e le ripete ancora una volta a questo Consiglio.
La Finanza comunale in Italia è diventata una giungla selvaggia e oscura, ed è perciò necessario ribadire che essa non è di competenza della Regione. Però, nella assoluta mancanza di finanziamenti indispensabili da parte dello Stato, la Regione ritiene suo dovere intervenire e garantire ai Comuni la possibilità di funzionare, in quanto essi rappresentano un passaggio obbligato dell'organizzazione amministrativa territoriale. Di conseguenza, siamo d'accordo su un consistente aumento di quella quota che da alcuni anni viene data per le spese comunali, e nel bilancio sarà stabilita la cifra che potrà essere stanziata.
Per quanto riguarda la seconda domanda, ribadisco ancora una volta che non siamo d'accordo sulla quota percentuale.
Presenteremo una legge che avrà un finanziamento congruo, ma non vi sarà un legame diretto con le entrate regionali. Ad esempio, si prevedono circa 50 miliardi di spese per il personale della scuola, su cui si calcola in percentuale quello che deve essere versato ai comuni. Ancora non sappiamo esattamente quali siano gli intendimenti del nostro Ministro del Tesoro in materia di finanza locale. L'anno scorso, all'ultimo momento, nel mese di novembre, ci sono stati tagliati 3 miliardi e mezzo di entrate fiscali che non sono state versate alla Regione, ed io sono lieto di concordare con il Consigliere Mafrica nel dire che quando c'è una legge essa dev'essere rispettata. Tuttavia, se il Ministro del Tesoro dice che non ha fondi e non paga, noi ci troviamo in una situazione difficile. Per cui i provvedimenti concreti saranno: da un lato, la legge di bilancio che porterà una cifra consistente, in base a quello che abbiamo fatto in questi ultimi anni, di appoggio finanziario ai Comuni; dall'altro, una legge ad hoc, anche qui con un finanziamento consistente per le opere di interesse pubblico a carattere comunale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per la replica il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO - (P.C.I.): Quando si discuterà del bilancio credo che potremo entrare più nel merito della questione; in questa occasione devo dire che noi siamo insoddisfatti di questa impostazione, perché crediamo che sia giusto dare ai Comuni una quota percentuale sulle entrate fiscali che serva per gli interventi ordinari, anzichè parlare di una cifra consistente o di un raddoppio di quello che è stato l'intervento fatto finora.
Si tratta poi di presentare delle proposte in modo che a questo decentramento finanziario si accompagni anche un decentramento di funzioni, di personale; ed è quella che noi abbiamo chiamato la "strada della delega" di funzioni regionali, strada che sembra poco gradita a questa Giunta regionale, che preannuncia una legge ad hoc, rispetto alla quale non si conosce però ancora l'entità del finanziamento, nè si conoscono quali sono i contenuti principali.
Queste sono le ragioni per cui siamo insoddisfatti di questa risposta e siamo anche insoddisfatti dell'atteggiamento che tiene la maggioranza nei confronti del problema del decentramento.
