Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 50 du 27 janvier 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 50/VII - PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PRESSO L'IN.TE.VA. DI POLLEIN - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco e Carral:

"Poichè sta per concludersi il periodo di cassa integrazione per le lavoratrici dell'IN.TE.VA. di Pollein;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

1) quali prospettive vi sono oggi per il futuro della azienda;

2) se tutte le lavoratrici, al termine del periodo di cassa integrazione, riprenderanno il lavoro;

3) se la Regione interverrà in qualche modo attraverso agevolazioni finanziarie o strutturali nella ristrutturazione dell'azienda.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Continuo il discorso del Consigliere Cout. Non è concepibile che l'Assessorato all'Industria della Valle d'Aosta non abbia una mappa delle industrie esistenti, delle produzioni, degli occupati, delle possibilità di mercato! Se si continua in questa strada si dimostra una volta di più l'inutilità di avere scritto "Assessorato all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti", perchè per i trasporti non si è fatto ancora niente e si dice che si farà, ma per l'industria siamo assolutamente a zero. Noi dobbiamo rivolgere delle interpellanze, è il nostro compito di opposizione, ma rivolgersi all'Assessorato all'Industria è un po' come fare le previsione con i fondi delle tazzine da tè! Ecco, dopo aver fatto l'interpellanza ne sappiamo esattamente quanto prima. Ma questo, diciamo, è l'Assessorato con cui abbiamo a che fare e ad esso rivolgiamo le domande. C'è da aggiungere che in alcuni casi risulta anche una rassegnazione, non so se interessata o meno, dello stesso Assessore, alle posizioni degli industriali: cioè si accetta in modo fatalistico che questi poveretti non abbiano i soldi, che non ce la facciano ad andare avanti; ecco, questo è un po' il caso dell'IN.TE.VA.

Si era rimasti, dopo una serie di iniziative del Consiglio, in una situazione di incertezza: anziché licenziare i dipendenti, l'IN.TE.VA. aveva accettato di metterli in cassa integrazione. Poichè sta per finire il periodo di cassa integrazione, noi vorremmo sapere dall'Assessore quali prospettive vi sono per il futuro dell'azienda, se quelle lavoratrici che si minacciava di licenziare saranno invece riprese al lavoro e se in questi mesi la Regione ha fatto qualcosa e se ci sarà qualche intervento finanziario o qualche agevolazione che permetta la ristrutturazione dell'azienda e la conservazione di questi posti di lavoro che hanno il pregio di occupare manodopera femminile.

PRESIDENTE: Risponde l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod. Ne ha facoltà.

CHABOD (D.C.): Io vorrei interpellare l'Assessore all'Industria del Piemonte! Se vuole interpellarlo, glielo chieda che mappa hanno e se sanno tutto! ... - Interruzione - ... Sì, sì, la mappa! Vai a vedere che mappa hanno! E' comodo gridare qui! Ad ogni modo, qui non c'entra niente, va bene! Rispondiamo sull' IN.TE.VA.

L'IN.TE.VA. S.p.A. di Pollein ha abbandonato la produzione dei pantaloni classici da uomo in relazione alla forte concorrenza presente sulla suddetta linea di produzione; molti laboratori di piccole e medie dimensioni sono infatti in grado di produrre pantaloni ad un costo decisamente minore. La Direzione aziendale ha pertanto definito un piano di diversificazione della produzione mediante l'introduzione di una linea di cappotti da uomo. L'avviamento delle nuove produzioni è iniziato nel secondo semestre '81 e tale produzione continua regolarmente.

La Società IN.TE.VA. S.p.A. aveva avviato nel luglio '80 la procedura di riduzione del personale a seguito della cessazione dell'attività del reparto pantaloni. Il 5 agosto '81, presso il Ministero del Lavoro, sotto la Presidenza dell'On. Angelo Gresso, sottosegretario, è stata siglata dalla FULTA Valdostana, dalla Direzione aziendale, dal Direttore dell'Ufficio del Lavoro e dal sottoscritto, l'ipotesi di accordo che prevedeva la cassa integrazione per 37 dipendenti a partire dal 24.8.1981 e per la durata complessiva di sei mesi. Nell'arco di sei mesi, la Direzione si era impegnata a riassorbire non più di 17 persone per inserirle nella produzione della linea cappotti; per i restanti 20 dipendenti la Direzione ha dilazionato la risoluzione del rapporto di lavoro alla data del 24.2.1982, ribadendo che se condizioni di competitività del mercato l'avessero consentito avrebbero provveduto al reintegro di tale personale. Poichè tali condizioni non sembra si siano verificate, ed anzi la crisi del tessile si fa sempre più grave, è probabile che alla data del 24.2.1982 la Azienda procederà come previsto alla risoluzione del rapporto di lavoro.

La Società IN.TE.VA. ha richiesto un finanziamento a valore sui fondi di rotazione regionali per l'ampliamento dell'immobile e l'acquisto di macchinari necessari alla nuova linea di produzione; tale richiesta è stata per ora congelata in attesa di poter meglio valutare l'effettiva ripresa di efficienza dell'Azienda e la volontà della stessa di mantenere l'occupazione ai livelli attuali.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica per la replica.

MAFRICA (P.C.I.): Devo dire che avevo ragione, perchè rispetto a quello che si sapeva nell'agosto 1981, a gennaio del 1982 non c'è nessuna novità; da quello che ha detto l'Assessore non è venuta fuori nessuna iniziativa particolare per affrontare questa situazione; si è detto che le richieste sono rimaste congelate, non sono state nè esaminate nè contrattate nè ci sono state controproposte. Quindi, io esprimo la nostra insoddisfazione non tanto per la risposta, ma proprio per l'attività stessa dell'Assessorato all'Industria nei confronti di queste situazioni di crisi.

PRESIDENTE: La Presidenza propone di passare subito alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 16 dell'ordine del giorno, così concludiamo le interpellanze rivolte all'Assessore Chabod.