Objet du Conseil n. 49 du 27 janvier 1982 - Resoconto
OGGETTO N. 49/VII - SITUAZIONE DI CRISI DELLA FORTUNA WEST DI ARNAD - (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Mafrica e Cout:
"Poichè permane lo stato di incertezza sul destino della Fortuna West di Arnad, con il pericolo di una ulteriore perdita di posti di lavoro in una zona (la Bassa Valle) già particolarmente colpita dalla crisi industriale
INTERPELLANO
l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere:
1) di quali agevolazioni pubbliche si è avvalsa in questi anni la Fortuna West;
2) quali prospettive vi sono per l'azienda;
3) se la Regione dispone di una "mappa" aggiornata della situazione occupazionale, produttiva e di mercato delle piccole e medie aziende operanti in Valle".
PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Cout. Ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Se non ci sono problemi per l'artigianato, per l'industria ce ne sono senz'altro! Questa interpellanza mira a conoscere meglio la situazione di un'azienda che ancora una volta purtroppo ha sempre più seri problemi. E anche se l'interpellanza è abbastanza chiara, vorremmo fare due considerazioni e chiedere due cose un po' più precise all'Assessore perchè altrimenti è troppo facile, visto che l'Assessore ha sempre la risposta pronta, e perché l'evolversi della situazione cambia un po' le cose man mano che si va avanti. Secondo il nostro parere, la Fortuna West sta viaggiando col sistema di tutte le altre industrie che sono venute in questi ultimi tempi in Valle: industrie che si installano, vanno bene per alcuni anni, poi denunciando situazioni di crisi, chiedono dei finanziamenti, chiedono la cassa integrazione e se non chiudono licenziano o con i passaggi non riassumono alcuni operai e così si arriva sempre a questi punti. Per questa industria si sta prospettando una situazione analoga, così noi chiediamo all'Assessore una conferma del contrario, il che ci tranquillizzerebbe molto. Senza star qui ad analizzare quello che è successo in questi ultimi giorni, direi che la situazione sta in questi termini: l'azienda ha presentato un piano di ristrutturazione, individuando anche un cambio della produzione e un modo per ottenere dei tempi di produzione inferiori; fin qui la cosa è abbastanza comprensibile. La cosa che non si capisce molto bene, poichè ci sono 1300 milioni di debiti di cui 1000 milioni con la Casa madre, è come si potranno coprire questi debiti e come in questo caso interverrà, se interverrà, la Regione o chi altro potrà farlo. Mi risulta, per esempio, che la Fortuna West ha già avuto un mutuo a tasso agevolato, mi sembra dal Banco di Napoli, con una fideiussione della Regione; in questo caso, ecco, come si farà fronte a questi debiti ulteriori che ha la Fortuna West? E come interverrà la Regione? Ma caso mai dovesse intervenire, quello che ci interessa sapere è se ci saranno delle garanzie da parte della Fortuna West, perchè dal piano di ristrutturazione, che non è proprio per niente piaciuto ad esempio alle forze sindacali e al Consiglio di fabbrica, non si vede come si uscirà fuori: ci sarà un pericolo di cassa integrazione, ci sarà una riassunzione al lavoro degli operai, però mi sembra che alla fine 60 operai rimarranno a casa. Questa è una cosa molto preoccupante, data la situazione della Bassa Valle già di per sè stessa abbastanza grave, con operai di altre industrie che aspettano il momento per riprendere il lavoro ma che non hanno prospettive di essere riassunti. La prima cosa che noi dovremmo avere sotto controllo e di cui dovremmo essere sicuri è che questi operai alla fine vengano riassunti, e tutti quanti.
Un'altra cosa che ci piacerebbe conoscere abbastanza bene è la situazione in generale della Bassa Valle e anzi non solo di questa zona ma di tutta la Valle d' Aosta; noi avevamo da tempo chiesto che un Ufficio seguisse in modo particolare queste situazioni, che avesse sotto controllo la situazione occupazionale, produttiva e di mercato di tutte le aziende che operano in Valle; di questo Ufficio si è detto già anni fa e ancora mesi fa che non ce ne è bisogno! Ci piacerebbe sapere però a questo punto se con la situazione di crisi che esiste in tutta la Valle l'Assessorato ha sotto controllo la situazione e se di questa situazione si hanno i dati di cui poter eventualmente prendere visione. Ci piacerebbe quindi avere in mano un quadro della situazione di tutta la Valle per ciò che riguarda l'industria, chiediamo all'Assessore che, oltre a darcene conferma eventualmente in Consiglio, ce ne faccia avere una copia.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato Trasporti Chabod per la risposta.
CHABOD (D.C.): Volevo precisare al Consigliere Minuzzo che non ho detto che l'artigianato sta attraversando un momento facile!
Per rispondere al Consigliere Cout, il 6 maggio del 1977 è stata stipulata tra l'Amministrazione regionale e la Fortuna West di Arnad una convenzione con la quale la Regione concedeva in affitto alla Società per la durata di 20 anni gli immobili siti in Comune di Arnad, impegnandosi a ristrutturare i fabbricati e provvedendo altresì a rendere efficienti e funzionali gli impianti idrotermosanitari ed elettrici generali. Il canone di affitto è stato fissato in L. 10.000 annue per i primi 5 anni e in L. 9 milioni per i successivi 15 anni. La ristrutturazione del fabbricato locato ha comportato una spesa a carico della Regione di circa 300 milioni. La Società Fortuna West ha ottenuto in data 16 agosto 1978 un finanziamento dal Banco di Napoli di Lire 1 miliardo e 100 milioni, ai sensi della legge 8 agosto 1972, n. 464, per la realizzazione di un piano di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, sul quale la Giunta regionale è stata autorizzata a concedere una garanzia fideiussoria fino alla concorrenza massima di 450 milioni. La Fortuna West ha presentato in data 20 gennaio 1982 un programma relativo ad un nuovo tipo di produzione, in quanto la produzione attuale dell'azienda è da ritenersi obsoleta e senza nessuna possibilità di recupero nei costi di trasformazione e nel fatturato. Il piano dovrà essere valutato dai Sindacati; oggi pomeriggio alle 16 si incontreranno i Sindacati, il Consiglio di Fabbrica ed il sottoscritto; domani mattina alle 10 ci incontreremo di nuovo tutti con l'Ufficio del Lavoro per vedere un po' quello che si può fare.
L' Assessorato all'Industria sta conducendo un'indagine sulla situazione occupazionale, un'indagine che non è facile portare avanti perchè le stesse imprese non è che collaborino, anzi; sul mercato delle aziende operanti in Valle l'Assessorato predispone quadrimestralmente un riepilogo, per settori produttivi, che deve necessariamente basarsi sui dati pervenuti; in media, le risposte del questionario si aggirano sul 35%: abbiamo anche chiesto all'Associazione Industriali di darci una mano almeno per i loro iscritti, ma purtroppo le società non collaborano tanto facilmente. Il Consigliere Cout sa benissimo che per seguire tutto questo ci vorrebbe un'equipe enorme di persone, perchè non è che sia facile portare avanti ... - Interruzione - ... un ufficio? ... L'ufficio ce l'abbiamo ma, sai, non è facile seguire le ditte e le imprese specialmente con le ricerche di mercato e tutte queste cose; è già molto difficile per loro, puoi capire per la Regione! Ad ogni modo, noi facciamo tutto quello che possiamo.
PRESIDENTE: Il Consigliere Cout intende replicare? Ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Solo per dire che la risposta non è che ci soddisfi molto, visto che prospettive vere e proprie non ne abbiamo assolutamente avute. Staremo a vedere quello che potrà fare la Regione questo pomeriggio con i Sindacati e con il Consiglio di Fabbrica e domani con l'Ufficio del Lavoro; però, ecco, noi chiediamo che su queste cose la Regione vada a ricercare tutte le chiarezze possibili; non dovrà essere possibile ancora una volta dare a una fabbrica 1300 milioni senza avere delle garanzie soprattutto per ciò che riguarda i posti di lavoro: i posti di lavoro, secondo noi, vanno assolutamente salvati, e questa sarà la prima cosa. E assieme a questo ci dovrà essere una garanzia per tutto quello che farà in futuro l'azienda, altrimenti ancora una volta fra pochi anni arriveremo a questa stessa situazione.
E così chiediamo all'Assessore che trovi un modo per avere un quadro completo e adeguato della situazione occupazionale e in generale dell'industria in Valle d'Aosta: se non basteranno uno o due funzionari, se non basterà un questionario, bisognerà mettere in piedi un lavoro diverso, ma questa è una cosa più che necessaria, ed è una cosa che si trascina ormai da mesi: io ricordo che alcuni mesi fa in Commissione si era discusso se era il caso, come Commissione, di andare a fare un giro di tutte le aziende: c'ero ancora io in Commissione, quindi si tratta di alcuni mesi fa! A quel momento la possibilità di un'indagine occupazionale dell'industria in Valle d'Aosta era a questo punto, ora non è cambiato proprio niente: si aspettavano dei dati che dovevano arrivare allora e che devono arrivare ancora adesso! Quindi bisogna trovare il modo per fare qualche cosa di più, per mettere in piedi un lavoro diverso; noi, lo ripeto, avevamo chiesto che per queste cose, vista la gravità della situazione e la necessità di affrontare in modo serio questo problema, fosse istituito un ufficio apposito; se non ci può essere un ufficio che funzioni, si trovi almeno un modo di lavorare, un modo di condurre un'indagine adeguata: di questa indagine ne abbiamo bisogno tutti quanti!
PRESIDENTE: Passiamo alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 14 dell'ordine del giorno.
