Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 37 du 14 janvier 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 37/VII - "ISTITUZIONE DI UNA CONSULTA PERMANENTE PER I PROBLEMI DEL DECENTRAMENTO" - (Reiezione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco, Cout, Carral, Péaquin, Tonino e Carlassare.

Da molto tempo ed in numerose occasioni i Sindaci valdostani hanno richiesto la costituzione di una Commissione per l'esame dei problemi degli Enti Locali.

Allo scopo di facilitare un collegamento permanente tra amministratori degli enti locali e Consiglio regionale, anche in vista della discussione di alcune proposte di legge relative al decentramento, già presentate in Consiglio.

Con il fine di conseguire un'idonea utilizzazione delle risorse messe a disposizione dalla avvenuta definitiva revisione dell'Ordinamento finanziario della Regione.

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta:

DELIBERA

1) di istituire una Consulta Permanente per i problemi del Decentramento costituita:

- dalla prima Commissione consiliare (per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione, Decentramento e Partecipazione);

- da tre rappresentanti dell'Associazione Sindaci Valdostani, da essa designati;

- da tre rappresentanti delle Comunità Montane, designati dall'Associazione dei loro Presidenti;

2) di incaricare il Presidente del Consiglio della richiesta delle designazioni e dell'insediamento della Consulta, la quale poi, attraverso periodiche riunioni, approfondirà i problemi oggi aperti in materia di decentramento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Questa mozione è già stata illustrata nel suo spirito, anche se non nella forma attuale, già discussa più volte.

Prende spunto dall'esigenza espressa e confermata, se vogliamo, anche quest'oggi, di avviare un serio e concreto piano di decentramento finanziario e di funzioni dell'Amministrazione regionale verso gli enti periferici, i Comuni e le Comunità Montane.

La proposta di legge presentata dai Consiglieri Lustrissy, Maquignaz riguardante la formazione di una Commissione di studio, appunto, per le leggi che riguardano il decentramento mi pare sia inserita in pieno in questo discorso e confermi ulteriormente la necessità di dover affrontare questi problemi.

D'altra parte, l'ampia discussione che è stata fatta in questa sede in seguito alla presentazione delle due proposte di legge di iniziativa popolare alla cui giustezza di contenuto, anche se sono state bocciate, nessuno si è opposto; una precisa richiesta formulata nel Convegno di Saint-Vincent, tenuto dall'Associazione dei Sindaci, per la costituzione di una Commissione permanente tra Consiglio, Giunta regionale e ASVA affinché periodicamente possano essere esaminati problemi e prospettive nuove, allo scopo di formare un fronte unico e compatto di tutte le forze politiche e amministrative locali nei confronti dello Stato, hanno dato vita a questa mozione. Detta mozione è stata modificata in seguito ai rilievi fatti che i proponenti hanno ritenuto opportuno di accertare, nel senso di eliminare, praticamente, da questa Commissione i rappresentanti della Giunta in quanto, in qualche misura, rappresentanti della maggioranza. A mio avviso, sarebbe stata più significativa una Commissione Consultiva con le presenze anche dei rappresentanti della Giunta, comunque ritengo che questa formulazione sia ugualmente valida, per affrontare, in modo costante e coerente, i problemi che possono derivare da un'azione tendente a creare un effettivo decentramento.

La composizione penso che sia abbastanza bene specificata nella mozione stessa, per cui non mi pare il caso di valutare a fondo il numero dei componenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): La particolare insistenza dell'opposizione, ma anche di forze della maggioranza, sul tema del decentramento è, a mio avviso, giustificata dal fatto che il decentramento non è soltanto un obiettivo, ma è anche un sistema che può servire a migliorare i metodi di governo a livello regionale.

Noi siamo convinti che avere una Consulta permanente rappresenti, da una parte, uno stimolo per le stesse forze politiche e il Consiglio regionale, dall'altra, un momento di verifica necessario.

Crediamo quindi che, dopo aver presentato la mozione e averla ritirata per tener conto delle osservazioni fatte da altre forze, questa volta possa esservi un voto favorevole del Consiglio e si possa andare rapidamente all'istituzione di questa Consulta permanente, costituita dalla Commissione Affari Generali, allargata ai rappresentanti dell'Associazione Sindaci e ai rappresentanti dell'Associazione dei Presidenti delle Comunità Montane.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

LUSTRISSY (D.P.): Io parlo quale componente della Commissione Affari Generali e quale Capo Gruppo, perché già in occasione dell'incontro che c'è stato tra i rappresentanti dell'Associazione dei Sindaci e i Capi Gruppo consiliari per la discussione delle leggi sul decentramento era emersa questa esigenza, come richiamava il Consigliere Carlassare, di proseguire in questa forma di consultazione tra il Consiglio regionale e i rappresentanti degli Enti Locali. In quella occasione si erano fatte alcune proposte, di cui una è stata già esaminata dal Consiglio in occasione della discussione delle due proposte di legge di iniziativa popolare con l'approvazione di un ordine del giorno. In quell'ordine del giorno il Consiglio aveva delegato, richiamando la sua funzione istituzionale, la Commissione Affari Generali, in accordo con l'Associazione degli Enti Locali e dei Sindaci delle Comunità Montane, a stabilire una serie di consultazioni per pervenire all'esame dei diversi provvedimenti legislativi in corso di presentazione; per esaminare cioè tutto il materiale raccolto al fine di trovare la possibilità di un accordo generale verso la richiesta di transizione, di decentramento, per questi primi anni: l'82 e forse l'83, dei fondi per adempiere ad alcune funzioni istituzionali in attesa del progetto di riorganizzazione.

Noi crediamo che con questo ordine del giorno si sia già superata questa mozione, perché senza istituzionalizzazione una Consulta il Consiglio si è gia espresso: ha dato mandato specifico alla I Commissione, Commissione Affari Generali, di proseguire negli incontri, nei dibattiti dei rappresentanti dell'Amministrazione locale al fine di pervenire a una maggiore definizione dei problemi esistenti.

Di fronte a questa proposta, quindi, ritenendola assorbita da quella già votata precedentemente dal Consiglio, i Gruppi consiliari di maggioranza si asterranno.

PRESIDENTE: Mi spiace che non ci sia il Presidente della I Commissione, il Consigliere e collega Martin, perché nel corso del dibattito che c'era stato in quell'incontro che ha ricordato adesso il Consigliere Lustrissy, io stesso, di fronte alla proposta di creare una Commissione per l'esame di questi problemi in accordo o con la partecipazione dei rappresentanti dell'Associazione dei Sindaci delle Comunità Montane, avevo richiamato l'attenzione dei presenti sul fatto che esisteva già una Commissione che si chiamava Affari Generali, Decentramento, Partecipazione, ecc., e che quindi, era di competenza del Presidente della I Commissione di stabilire questo collegamento.

Il Consigliere, Presidente della I Commissione, Martin aveva aderito e mi ricordo che, sulla discussione della mozione comunista che poi è stata ritirata, si era addivenuti alla convinzione della necessità che la I Commissione facesse queste consultazioni in modo periodico, come può risultare anche da questa proposta di Consulta.

Devo far presente al Consiglio che una delegazione dell'Associazione Sindaci ha richiesto di conferire con il Presidente del Consiglio e mi ha già segnalato tre nominativi affinché il Presidente della I Commissione possa invitarli a partecipare alle riunioni della I Commissione stessa.

La Presidenza non ha niente in contrario a ribadire questa partecipazione dei Sindaci e delle Comunità Montane, con la formalizzazione di una Consulta, nello stesso tempo ritiene, se il Consiglio non addiviene a queste decisioni, che comunque sia chiarito, proprio perché non esistano difficoltà per il Presidente della I Commissione, che gli invitati o gli invitandi alla riunione che effettua la I Commissione, siano, come è già stato indicato - ma questo mi piacerebbe che fosse confermato - tre Sindaci designati dall'Associazione Sindaci e tre rappresentanti designati dai Presidenti delle Comunità Montane; questo è al di fuori di tutte quelle altre consultazioni che la Commissione e il Presidente della I Commissione riterranno di fare con altri Enti, istituzioni e istanze che rappresentano gli Enti Locali.

Mi correva l'obbligo di fare questa precisazione perché c'è già, direi, una certa aspettativa da parte dell'Associazione Sindaci e un certo orientamento da parte della I Commissione di giungere ad un certo numero di invitandi a questa riunione; l'Associazione Sindaci ha anche prospettato i nominativi perché siano sempre quelli che seguono lo studio e l'attività con la I Commissione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica. Ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Devo dire che non ho capito - il pubblico è molto scarso, quindi non è una questione di questo tipo - il senso della posizione della maggioranza, a meno che non sia quella che ricordava già in una sua favoletta Fedro: "superior stabat agnus inferior lupus" per cui qualunque cosa proposta dalla minoranza non può andare bene. Qui si propone, abbiamo già fatto una volta una discussione di questo tipo, praticamente la stessa cosa, non si vuole formalizzare con l'approvazione di una mozione una decisione che è già stata presa con un ordine del giorno qualche settimana fa, perché? ... Interruzione ... Io vorrei riuscire a capire questo. Qui si dice: si fa una Consulta permanente, costituita dalla Commissione Affari Generali, da tre Sindaci designati dall'Associazione Sindaci, da tre Presidenti di Comunità Montane designati dalla Associazione dei Presidenti delle Comunità Montane, perché non si vuole approvare questa mozione? Non si può dire: quando c'è bisogno ci riuniamo, secondo me è molto meglio avere una Consulta che può essere riunita quando ce n'è bisogno; altre riunioni tra la Commissione Affari Generali e l'Associazione dei Sindaci potranno anche essere fatte, però se vogliamo avere la struttura più ristretta è bene che ci siano tre Sindaci complessivi, non i 15 del Direttivo dell'Associazione Sindaci; possono essere anche due, se non si è d'accordo, i rappresentanti delle Comunità Montane, e non 7.

Vorrei quindi capire realmente qual è la ragione per cui si è contrari a questa mozione. Non si vuole fare apparire di fronte ai Sindaci che le forze di opposizione hanno preso una iniziativa minima da loro voluta: diteci questo, altrimenti risulta del tutto incomprensibile. Possiamo ripresentare una terza versione della mozione; la ritiriamo, la presentiamo assieme e vediamo, ma spiegateci cos'è che non va in questa mozione, per cortesia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

LUSTRISSY (D.P.): Credo che il Consigliere Mafrica abbia usato il linguaggio corrente, non il linguaggio matematico, anch'io ho cercato di esprimermi nel modo migliore, se non sono stato capito cercherò di dire ancora una volta i motivi per cui oggi riteniamo di astenerci da questa mozione.

Riteniamo che questa mozione sia assorbita all'ordine del giorno e dalla decisione già assunta di dare, finalmente, questa operatività alla I Commissione, che, istituzionalmente, è preposta ai problemi del decentramento e che questi problemi vengano discussi in collegamento con i rappresentanti degli Enti Locali.

Mi pare che i motivi siano solo questi: riteniamo che la mozione sia già stata, in definitiva, accolta quando si è votato quell'ordine del giorno, perché qui potremmo riproporne anche delle altre sullo stesso argomento, ma il problema è di lavorare, cioè adesso mettiamoci al lavoro. Il Consiglio ha già deciso, ha preso degli impegni e nei confronti dei rappresentanti dell'Associazione Sindaci, quando i Capi Gruppo si sono ritrovati con l'Associazione Sindaci e formalmente con l'ordine del giorno votato, mi pare fuori luogo istituzionalizzare delle cose già istituzionalizzate, perché la Commissione Affari Generali è già un fatto istituzionale e nel settore decentramento ha il compito o il dovere politico e morale di sentire le Associazioni che gestiscono il problema del decentramento.

I motivi sono semplicemente quelli citati, non è per snobbare una mozione presentata dall'opposizione, ma è perché, nella realtà, questa cosa l'abbiamo già fatta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Io parlo poco latino, ma qui la ciurlata sta nel manico.

Il problema, semmai, sarebbe esattamente opposto e cioè il non voler istituzionalizzare questa Consulta permanente significa realizzare un certo tipo di decentramento, significa, semplicemente, continuare a far sì che non i cordoni della borsa, ma le brigliette, siano solo ed esclusivamente in mano ad una struttura che fa capo a questa assemblea. Con una Consulta permanente si sarebbe creata, invece, una struttura dove i rappresentanti dei Comuni, degli Enti periferici entravano a far parte a pieno titolo, con pari dignità. Questo non vuole dire che così non siano degni quando sono invitati, ma che i rappresentanti dei Sindaci devono sempre ricevere il loro bravo invitino. Con la Consulta, al contrario, si sarebbe creata una struttura parzialmente ..... .....

FAVAL (U.V.): Inutile!

CARLASSARE (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Può darsi, però resta il fatto che finora questa Commissione ha operato poco decentramento nonostante la mozione votata gli desse la possibilità di convocarli i cosiddetti Sindaci, non mi pare che questi siano stati convocati.

Io sono convinto che è giusto per te, Faval, dire: inutile, è inutile per il tipo di decentramento che tu vorresti! Io andrei anche un pochino più in là, dannosa, per il decentramento che tu vuoi, questa Consulta, perché il nodo è un nodo di carattere politico. Qui si vuol fare un decentramento di finte funzioni ... Interruzione ... Il decentramento di finte funzioni è perché tu non mi vuoi consentire di discutere e di portare sempre e costantemente le richieste e le esigenze che possono anche essere sbagliate, però è corretto che siano poste fino in fondo.

Mi leggerò lo Statuto, farò tutto quello che vuoi, però il discorso non cambia, qui il discorso è sempre questo: vogliamo un decentramento dove abbiamo due cordoncini, da una parte le brigliette per tirare di qua e di là le strutture decentrate, dall'altra, i due cordoncini della borsa, per cui è vero che io ti dò, però ti dò io, non tanto perché ti spetta, ma perché sono bravo e sono generoso.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Le posizioni credo comincino a chiarirsi. Io ribadisco che una cosa è autorizzare oppure ricordare, impegnare la Commissione Affari Generali a invitare, quando vuole lei, i tre Sindaci segnalati dall'Associazione Sindaci e i Presidente di Comunità Montane segnalati dall'Associazione dei Presidenti, un'altra cosa è avere una Consulta permanente che è un organismo nuovo. Questo perché un organismo nuovo acquista un suo ruolo politico che invece, in questo modo, continua a rimanere nelle mani della Commissione Affari Generali di cui io faccio parte. Siccome noi non riteniamo sufficiente l'impegno preso dalla maggioranza con quell'ordine del giorno abbiamo proposto una cosa più precisa, invece di una convivenza abbiamo proposto un matrimonio istituzionalizzato, scritto con nome e cognome, se non siete d'accordo abbiamo l'impressione che, magari, pensate già al tradimento, non so se si può usare questa espressione. Noi non vi crediamo.

PRESIDENTE: Abbandoniamo la parte di diritto matrimoniale.

Ci sono dichiarazioni di voto?

La Presidenza, a completamento di quanto ha detto prima, trasmetterà al Presidente della I Commissione i tre nominativi che sono stati segnalati dall'Associazione dei Sindaci in modo che siano invitati, in quanto già rappresentanti dell'Associazione stessa, preposti a questo collegamento con la Commissione Affari Generali.

Metto in approvazione la mozione iscritta all'oggetto n. 37:

Esito della votazione:

Presenti: venticinque

Votanti: otto

Astenuti: diciasette (Andrione,Borbey, Bordon, Clusaz, De Grandis, Favai, Fos-son, Lanièce, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz, Martin, Pollicini, Ro-lando, Tamone, Viglino e Voyat).

Favorevoli : otto

II Consiglio non approva

PRESIDENTE: Con questo si chiudono i lavoro.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 19.01.