Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 36 du 14 janvier 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 36/VII - ASSUNZIONE DEI CORSISTI INVALIDI CHE HANNO FREQUENTATO UN CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE, PRESSO LA NUOVA SIAS, EX NAZIONALE COGNE NELLO STABILIMENTO SIDERURGICO DI AOSTA - (Trattazione di interpellanza e approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Allora, colleghi Consiglieri, stamani abbiamo abbinato l'interpellanza iscritta all'oggetto n. 22 e la mozione iscritta all'oggetto n. 36.

Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Cout, Mafrica e Péaquin:

Venuti a conoscenza di un ulteriore caso di disconoscimento da parte della Direzione Cogne di impegni assunti nei confronti delle Organizzazioni Sindacali;

Considerato che l'impegno disatteso si riferisce alla assunzione di 19 corsisti invalidi, i quali hanno frequentato un corso di formazione istituito dalla Regione e finanziato dalla CEE;

Sottolineato che l'inserimento nelle attività produttive rappresenta, oltre che un diritto sociale, anche un elemento della civile battaglia all'emarginazione degli handicappati;

I sopraccitati Consiglieri regionali

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta per sapere quali iniziative la Giunta abbia preso nei confronti della Direzione Cogne per favorire il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei suddetti corsisti.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Lustrissy, Martin, De Grandis, Voyat e Carlassare:

Preso atto dei risultati della riunione avvenuta il 30 dicembre 1981 presso il Salone Comunale di Via Festaz tra le forze politiche, le OO.SS., i corsisti, il direttore ed i conduttori del corso istituito con deliberazione di Giunta regionale n. 2281, in data 9.5.1980, presso la Nuova SIAS, ex nazionale Cogne, nelle stabilimento siderurgico di Aosta.

Considerata l'urgenza di definire il problema dell'assunzione dei corsisti presso lo stabilimento siderurgico di Aosta della Nuova SIAS

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

1) di impegnare la Giunta regionale a svolgere con urgenza tutte le attività idonee per il raggiungimento dello scopo presso le competenti autorità aziendali e ministeriali;

2) di impegnare il Presidente del Consiglio:

- ad indire apposita riunione con i rappresentanti della Società Nuova SIAS, gli Amministratori regionali competenti ed i Capi Gruppo consiliari per la risoluzione della questione relativa all'assunzione dei corsisti;

- a trasmettere copia della presente risoluzione ai Ministri per le Partecipazioni Statali, per il Lavoro e la Previdenza Sociale, alla Direzione Finsider e alla Direzione Nuova SIAS.

PRESIDENTE: Per gli interpellanti ha chiesto di parlare il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Cercherò di essere abbastanza breve nell'illustrazione per dare spazio alla mozione ed agli altri colleghi che prenderanno la parola sull'argomento.

La questione è stata già illustrata dai corsisti e dagli insegnanti del corso in un incontro che si è tenuto alla Regione e quindi penso che ne siate a conoscenza.

E' stato istituito un corso con una deliberazione di Giunta regionale il 9 maggio 1980 per invalidi, con un contributo anche della CEE, riservato a 40 corsisti con l'impegno che questi corsisti sarebbero stati assunti dall'Amministrazione regionale, dalla COGNE e da strutture turistico-alberghiere nella Regione. La scelta dei corsisti, tra l'altro, era stata fatta con un accordo intercorso fra la Cogne, l'ufficio regionale e le Organizzazioni Confederali recepito dalla Regione. Ci terrei a ricordare inoltre che i finanziamenti della CEE e della Regione furono concessi sulla base di un progetto quadro che prevedeva appunto l'assunzione dei corsisti al termine del corso.

Parte di questi corsisti sono stati assunti regolarmente dalla Regione, mentre l'impegno non è stato mantenuto, proprio all'ultimo momento, da parte della COGNE ora Nuova SIAS, anzi c'è stato un suo netto rifiuto pur riconoscendo l'impegno assunto a suo tempo, maturato dal recente blocco delle assunzioni disposto dalla Finsider. Noi pensiamo invece che questo impegno debba essere mantenuto.

Nella nostra interpellanza chiediamo, quindi, quali intenzioni abbia il Presidente della Giunta, quali iniziative intenda prendere nei confronti della Società Nazionale COGNE ora SIAS.

Noi siamo d'accordo anche con quello che viene chiesto con la mozione e pensiamo che tutto questo vada fatto soprattutto se consideriamo che in quest'anno 1981, l'anno dell'handicappato, erano state fatte da varie parti tante belle promesse e sarebbe molto amaro se proprio questo anno dovesse chiudersi con una beffa di questo genere; così come è stato sottolineato in un comunicato fatto dai corsisti, dai conduttori e dal Direttore del corso che abbiamo citato.

Noi, come interpellanza, ripeto, vorremmo sapere quali iniziative si intendono prendere e chiediamo che tali iniziative siano prese affinché questa situazione si sblocchi al più presto possibile.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy quale illustratore della mozione. Ne ha facoltà.

LUSTRISSY (D.P.): Non ho molto da aggiungere a quanto già detto dal collega Cout. Coi colleghi firmatari della mozione ci siamo trovati il 30 dicembre alla riunione organizzata dai Sindacati e dagli insegnanti che hanno svolto il corso istituito per la preparazione all'ingresso degli invalidi nelle aziende che avevano firmato le convenzioni, nelle quantità che erano state predeterminate, e abbiamo appreso con stupore che mentre questi impegni erano stati onorati, da parte dell'Amministrazione regionale, stavano per essere onorati da parte della società alberghiera la COGNE aveva opposto rifiuto all'assunzione.

Al termine della riunione, abbiamo, assieme al Presidente del Consiglio, concordato un telegramma che è stato inviato agli organismi di competenza per richiamare l'attenzione dei responsabili su questa situazione determinatasi, nei confronti dei partecipanti al corso, per la netta presa di posizione della COGNE che era stata giustificata dal blocco delle assunzioni stabilito dalla Finsider.

Ora, noi riteniamo che questo comportamento della Nuova SIAS sia censurabile sotto diversi profili, soprattutto sotto il profilo della buona fede, in quanto questi invalidi civili avrebbero potuto essere avviati al lavoro al momento opportuno, ma si era ritenuto di fare un inserimento più efficace nelle aziende predisponendo, in accordo con le aziende stesse, un corso di preparazione. Questa convenzione alla quale, almeno a quanto si è detto, hanno partecipato, oltre alla nuova SIAS, la Regione, le Organizzazioni Sindacali Confederali, l'Ufficio Regionale del lavoro, è stata disattesa con questa giustificazione. Riteniamo che, sotto il profilo del merito, anche questa giustificazione addottata dalla Nuova SIAS sia contraria alla legislazione sull'assunzione delle categorie cosidette protette che in base alla legge, hanno delle riserve di posti, in base agli organici delle aziende e delle amministrazioni. Non si trattava quindi di allargamento di organici, di nuove assunzioni, strictu sensu, ma soprattutto di dare attuazione a un impegno assunto, in costanza del piano Finsider già approvato, per cui la COGNE-Nuova SIAS era già a conoscenza dei divieti posti dalla Finsider per le nuove assunzioni. Non riteniamo quindi legittima la posizione della nuova SIAS di fronte a questa situazione che ha creato un grave disagio ai corsisti che hanno frequentato con buona volontà, a quanto ci è stato riferito dai conduttori del corso.

Vorremmo inoltre sapere dalla Giunta regionale qual è stato il contributo della CEE, in modo particolare per il corso istituito in accordo con la COGNE, e se è stato erogato alla COGNE per il corso o se non ci sono stati contributi; perché se i fondi della CEE sono stati utilizzati per il corso credo che anche la COGNE ne abbia avuto una parte.

La proposta di deliberazione, comunque, è aperta, la mozione che abbiamo presentato si può modificare, arricchire con il contributo di coloro che avessero delle proposte da fare o di coloro che avendo nel frattempo, in modo particolare la Giunta, seguito queste vicende potessero oggi dare o meno l'assicurazione al Consiglio sullo svolgimento favorevole o meno della faccenda così che il Consiglio possa prendere le necessarie determinazioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE (Democrazia Proletaria - Nuova Sinistra): Questo discorso che apparentemente può essere considerato un discorso limitato a poche persone, a mio avviso, deve essere visto, invece, come la piccola parte di un discorso molto più ampio e, in prospettiva, drammatico, molto più di quanto non sia adesso, che riguarda le prospettive occupazionali nel settore industriale della Regione Valle d'Aosta.

In effetti, ormai, il problema in sé e per sé penso che sia più che conosciuto: questi lavoratori hanno perso, di fatto, il posto di lavoro perché gli accordi intercorsi tra le Organizzazioni Sindacali e la COGNE facevano sì che praticamente questi lavoratori fossero già assunti.

La Nuova SIAS subisce formalmente una pressione che gli viene dal suo Ente di gestione. Io penso che sia un modo per scaricare un po' il barile, perché ritengo che, effettivamente, tutta la dirigenza sia coinvolta in questa operazione. Di fatto dice: noi non possiamo praticare l'accordo firmato perché abbiamo bloccato tutte le assunzioni, perché c'è in corso un processo di ristrutturazione, perché dobbiamo ridurre la manodopera. Ebbene, questa è una motivazione che, secondo me, si presta ad essere utilizzata pesantemente dalla dirigenza della COGNE, perché è probabile che se questa vicenda verrà affrontata dal magistrato competente, come mi pare sia intenzione delle organizzazioni sindacali dei lavoratori interessati, probabilmente questi costringerà la Nuova SIAS ad ottemperare agli impegni presi, quindi ad assumere quei lavoratori ed è probabile che questa piccola cosa sia, poi, adoperata dalla dirigenza della COGNE per dire: ecco, vedete, noi facciamo i nostri bravi piani per il risanamento dell'azienda, poi interviene la magistratura, intervengono le forze politiche, non ci lasciano attuare sino in fondo i nostri piani, per cui dobbiamo continuare ad avere un'azienda che è deficitaria, a mantenere in piedi un carrozzone.

Questa, secondo me, è una scusa, perché l'operazione rientra in un disegno molto più vasto che vede le aziende sia private, sia di Stato, praticamente espellere quella manodopera che non viene considerata ottimale per i nuovi utilizzi previsti dai vari piani di ristrutturazione. In pratica, noi vediamo che non vengono più assunti i giovani nelle aziende, vediamo che vengono espulsi gli anziani, vediamo che vengono espulse le donne e vengono espulsi quelli considerati lavoratori di seconda categoria, anche se non lo sono, perché l'aver frequentato questi corsi fa sì che questi lavoratori debbano essere considerati pari a qualsiasi altro: gli invalidi.

Questa è una scelta generalizzata che va combattuta a mio avviso, perché è estremamente pericolosa. Va anche precisato - e qui le forze politiche dovrebbero essere coerenti con le posizioni espresse a Roma, espresse in questa sede - che questi 19 licenziati non sono altro che un piccolo nucleo di quei 1.400 posti di lavoro che si perderanno nei prossimi 4 o 5 anni. Questi non sono numeri sulla carta, sono delle persone che possiamo vedere immediatamente e le forze politiche che qui si sono espresse, o se non lo hanno fatto qui lo hanno fatto a Roma, a favore di questi piani di ristrutturazione che prevedono questo taglio enorme di occupazione, dovrebbero avere il coraggio di dire: ebbene, signori miei, voi siete la prima parte di quei 1.400; non possiamo farci niente perché i piani di ristrutturazione prevedono che ci siano 1.400 lavoratori in meno. E' chiaro che diventa più difficile dover dire queste cose a delle persone che sono presenti, reali, e non invece scrivere 1.400 su un foglio di carta assolutamente impersonale, non sai chi è e chi non è e non ti interessa per niente.

Vorrei ancora fare riflettere questo Consiglio su un episodio analogo a quello dei 19 invalidi disoccupati che si sono visti respingere dalla Nuova SIAS dopo aver praticato dei corsi finanziati dai fondi CEE, riguardante, mi pare, una quarantina di giovani corsisti che hanno frequentato il biennio del corso di specializzazione alla scuola della COGNE, che dovevano essere assunti secondo accordi presi, mi pare, nel giugno dell'anno scorso, e che tuttora non vengono assunti per le identiche motivazioni.

Questo a maggiore conferma della situazione che prima brevemente ho cercato di illustrare e come segnale palpabile di quella scelta estremamente pericolosa, anche se a mio avviso non valutata in pieno in tutta la sua drammaticità, che consiste nella liquidazione di un terzo della vecchia Nazionale COGNE di Aosta, scelta che potrebbe, visto che ci sono tutti i presupposti, portare in pochissimi anni le strutture dirigenziali di questi complessi qui a dirci: guardate, signori miei, non è sostenibile uno stabilimento siderurgico che fa dell'acciaio ordinario in una situazione come quella valdostana.

L'accettazione quindi di questo piano è una cosa estremamente grave da parte di quelle forze politiche che si sono dichiarate a favore di esso.

Vorrei ancora sottolineare, a mio avviso, che è necessario che questo Consiglio e la Giunta, in particolare, in quanto è la struttura che ha la capacità politica e giuridica e legislativa di agire, si ponga, come problema prioritario da affrontare, prima di qualsiasi altro, il problema occupazionale. Se non si affronta, infatti, immediatamente questo problema, noi ci troveremo in brevissimo tempo ad avere depauperata totalmente l'economia regionale, in quanto gli unici due sbocchi occupazionali che vengono a crearsi in Valle d'Aosta sono, da una parte, l'inserimento nel terziario pubblico, con le conseguenze di rigonfiare enormemente questo settore, e, dall'altra lo sviluppo di un settore che, apparentemente, può anche essere considerato - e lo potrebbe essere realmente - un settore trainante, sano, ma non è così, per come viene sviluppato in Valle d'Aosta, e cioè il settore turistico. Detto settore si presenta essenzialmente non già come industria, investimento imprenditoriale, ma come ramo che induce alla speculazione.

Qualsiasi economia, dunque, non può reggersi con questi sbocchi occupazionali che sono assolutamente prevalenti rispetto ai settori produttivi. Per cui, nel far rilevare le enormi carenze che le forze politiche, che reggono la maggioranza e la Giunta, in particolare, hanno avuto sinora nell'affrontare il tema del corretto sviluppo economico e dello sviluppo occupazionale, dello sbocco occupazionale della popolazione valdostana, vorrei proprio lanciare un appello affinché si affronti urgentemente con priorità assoluta su tutto il resto, il problema dello sbocco occupazionale e del rilancio dei settori produttivi senza i quali non c'è barba di riparto fiscale, non c' è barba di flusso turistico che possa creare i presupposti per avere un'economia sana, una struttura economica in grado di reggere il mercato, una realtà sociale in sviluppo, una convivenza, non dico pacifica ma umanamente buona fra gli abitanti, fra la popolazione di questa Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Purtroppo, si deve constatare che la situazione attuale non è altro che una lunga manovra da parte della Nuova SIAS per non assumere questi invalidi.

Ultimamente sono venuto a conoscenza di fatti abbastanza nuovi che riguardano questi 19 invalidi. La cosa parte dalla fine '79 inizio '80, quando l'ufficio di collocamento di Aosta faceva l'avviamento al lavoro di 17 invalidi presso la Nazionale Cogne. La Nazionale Cogne, evidentemente, rifiutava questo avviamento e provocava da parte dei 17 invalidi, assistiti anche dalla FLM, un'azione legale. Evidentemente, la Cogne aveva paura di andare in tribunale e vedersi costretta, sulla base della 482, ad assumere questi invalidi, per cui proponeva un corso di qualificazione con il miraggio dopo questo corso di qualificazione, di assumere questi invalidi ad un livello superiore. Purtroppo, sia l'Associazione degli Invalidi che le forze sindacali si sono lasciate coinvolgere in questa manovra della Cogne. Di questi 17, 4 hanno rifiutato il corso ed hanno manifestato l'intenzione di continuare nell'azione legale, 13 invece hanno accettato di frequentare il corso; il risultato è stato che i 13 che hanno accettato di frequentare il corso non sono stati assunti, i 4 che hanno continuato l'azione legale sono al contrario stati assunti.

Si deve quindi constatare che alla Cogne tutta questa manovra è servita, se non altro, a ritardare, se le cose dovessero andare a buon fine, l'assunzione di questi invalidi di 18 mesi e in un secondo tempo di trovare delle scuse e delle giustificazioni valide per la non assunzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.): Il rifiuto della SIAS di assumere questi invalidi è tanto più grave in quanto il corso era stato fatto specificatamente, con l'inserzione degli invalidi all'interno della struttura della Cogne, per imparare certi tipi di lavorazione.

Il corso non ha implicato dei contributi diretti alla Cogne, è stato pagato dalla CEE e dalla Regione ed era proprio un tentativo di qualificare l'invalido civile in modo che non fosse assunto in maniera discriminata ma che si preparasse per un lavoro che avrebbe dovuto svolgere successivamente.

Nelle more di questo corso si è verificata una ristrutturazione all'interno della Finsider per cui la Nuova SIAS ha opposto un rifiuto nettissimo all'assunzione di questi 19 invalidi. Le pressioni fatte in loco non hanno sortito effetto; ho avuto l'occasione a Roma di parlare con Roasio, responsabile diretto di certe direttive date attraverso la Finsider, e il rifiuto è stato ribadito in maniera altrettanto netta.

In questo momento non esiste possibilità di scambio tra Regione e Cogne, non abbiamo armi per dire: se non fate noi non faremo, visto che, per parlare molto chiaro, l' art. 0 della Costituzione italiana - quello che viene prima dell' art. 1 - stabilisce che se uno non ha un'arma di ricatto in mano non può ottenere molto in questo momento.

A noi sembra quindi che la mozione sia corretta perché propone di trasferire la vertenza ad un altro livello, dove, evidentemente, ci dovrebbe essere la possibilità di dire alla Finsider: questi 19 li assumete secondo gli accordi, per cui la Giunta regionale voterà a favore della mozione e si farà premura di sottoporla.

Mi sia permesso di dire che, personalmente, ho scarse speranze che la Presidenza del Consiglio dei Ministri si interessi direttamente, in questi frangenti, di tale questione, comunque, può essere un tentativo che ha una sua utilità per mantenere viva la vicenda. Il Ministro Di Giesi, in visita in Valle d'Aosta, aveva promesso anche il suo interessamento, ma per ora non abbiamo notizie del risultato di questo interessamento, però continuiamo ad insistere. Da un altro lato nella misura in cui è possibile, se vi sono delle soluzioni alternative verranno esaminate le proposte della Giunta regionale.

Per quanto riguarda la domanda specifica dell'interpellanza noi abbiamo cercato di saltare la SIAS, che aveva opposto questo rifiuto, e di rivolgerci direttamente alla Finsider, abbiamo avuto conferma di un rifiuto e di un netto divieto a qualsiasi azienda dipendente dalla Finsider di assumere chicchessia. Quindi, rimanendo nel campo specifico di questi invalidi, se vi è un'azione legale in corso, la Regione può assumersi le spese legali alternative. Ammettendo che questo porti ad un risultato positivo, la strada più rapida sarebbe come vertenza di lavoro, però non esiste ancora un rapporto di lavoro specifico fra la Nuova SIAS e queste persone, che erano ammesse a frequentare gli stabilimenti della Cogne in qualità di apprendisti, di corsisti specifici di un altro tipo, quindi non so in che misura il Pretore potrà fare uso di certe leggi a difesa di lavoratori assunti con regolare contratto.

D'altra parte, ripeto, la Giunta si impegna, nello spirito di questa mozione, a far presente ai membri del Governo, in particolare al Ministro del Lavoro, che è venuto ad Aosta e che ha detto che si sarebbe interessato di questo argomento, di fare tutte le pressioni affinché questi 19, in forza degli accordi intercorsi, vengano assunti.

PRESIDENTE: Io vorrei una precisazione, perché mi sembra che sia opportuno, anche in seguito alle parole del Presidente della Giunta: al punto 2 c'è scritto di impegnare il Presidente del Consiglio, si intende il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Presidente del Consiglio regionale?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

LUSTRISSY (D.P.): Mi permetta, Presidente, il punto 2 impegna il Presidente del Consiglio regionale, perché la riunione apposita avviene in loco con i rappresentanti delle parti politiche, cioè i Capi Gruppo consiliari ed i rappresentanti dell'azienda, per cui è inutile che demandiamo lontano il riferimento. Le altre azioni, sul piano politico, da intraprendere nei confronti del Ministro del Lavoro, come diceva il Presidente della Giunta, mi paiono opportune, ma sono al punto 1. Questo, in sede locale, dobbiamo verificare de visu come forze politiche regionali nel confronto con l'azienda.

PRESIDENTE: Si intende, ovviamente, che l'interpellanza viene assorbita dalla mozione su cui è chiesta la votazione. Gli interpellanti sono d'accordo. Il Consiglio, quindi, è chiamato a pronunciarsi sull'oggetto n. 36 con l' aggiunta, per evitare qualsiasi equivoco, al punto 2 di "regionale", "il Presidente del Consiglio regionale".

Pongo in votazione la mozione in oggetto:

Esito della votazione:

Presenti : ventiquattro

Votanti : ventiquattro

Favorevoli : ventiquattro

II Consiglio approva all'unanimità