Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 585 du 11 novembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 585/81 - INTERVENTI REGIONALI NEI TRE COMUNI TERREMOTATI DI CALVELLO, ABRIOLA E PIGNOLA. (Discussione e ritiro mozione - Approvazione di ordine del giorno)

Presidente - Do lettura della mozione:

MOZIONE

Il Consiglio regionale,

SENTITE le dichiarazioni del Consigliere Pedrini sul tema "Aiuti ai terremotati",

PRESO ATTO che l'Assessore Rollandin dichiara che quanto detto dal Consigliere stesso è tutto un falso,

NOMINA

una Commissione d'inchiesta che accerti la veridicità dei fatti ed entro il termine di due Consigli regionali porti in Consiglio stesso le sue risultanze.

Presidente - La parola al Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Signor Presidente, signori Consiglieri, debbo dire all'inizio che non mi sono affatto preparato, perché il materiale che andrò ad esaminare penso non abbia bisogno di preparazione.

Qualcuno che era interessato alla cosa mi ha chiesto perché ero andato a vedere quei tre paesi terremotati: devo dire che è stata una richiesta di parecchi cittadini valdostani che, non so per quali motivi, sapevano che le cose non erano come dovevano essere. Innanzitutto, mi sono recato dal Presidente del Consiglio, sono stato a Pignola, a Calvello ed a Abriola. Prima di partire, in accordo con la Presidenza del Consiglio, desideravo non arrivare allo scoperto in quei tre Comuni per non fare la figura del fessacchiotto. Per questa ragione, mi sono dato da fare, aiutato in questo dalla Presidenza del Consiglio, e in tre giorni di ricerche non siamo riusciti a tirar fuori che pochissimi appunti, che ho qua. Questo perché ognuno, interrogato se era in grado di dare una risposta su che cosa era stato fatto, su che cosa era stato mandato, si scaricava di ogni responsabilità. La constatazione di quanto sopra, penso sia compito della Commissione.

Fatta questa premessa ne ho ancora due da fare: la prima, che non ho assolutamente nulla di personale con l'Assessore Rollandin, anzi direi che sulla dialisi avevamo trovato un accordo perfetto ed io l'avevo anche ringraziato. Allo stesso modo, non conosco i Signori Mantalbone e Chenevier, che mi hanno scritto due lettere nelle quali non voglio entrare nel merito, perché dovrei dire delle cose talmente forti che non mi degno nemmeno di entrare nel merito. Perché quando uno fa qualcosa e lo fa pesare sulla bilancia, se è vero che ha fatto questo qualcosa - che è ancora tutto da provare perché ci sono dei documenti che dimostreranno esattamente il contrario di quello che mi hanno scritto - allora anche questo verrà giudicato dalla Commissione.

Non ho nulla contro l'Union Valdôtaine perché io sono ancora in maggioranza, secondo quanto dichiara il Presidente della Giunta; nel momento in cui egli dirà che non faccio più parte della maggioranza, me ne vado all'opposizione, senza problemi, cercando sempre di portare il contributo.

Desidero, poi, dire che, così come avevo previsto, qualcuno ha cercato, scrivendo una lettera alla stampa, di buttare la cosa in politica, e in un secondo tempo, con un'altra lettera, sul fatto personale. Ripeto: non conosco né Chenevier né Montalbone, non voglio entrare in polemiche con loro. Hanno mandato del materiale scadente, questo non lo dico soltanto io (e a questo l'Assessore non ha risposto) lo dice anche la stampa in un articolo pubblicato domenica 8, del presente mese. In esso si legge: "costatiamo di persona le distorsioni prodotte dalle difficili condizioni ambientali estremamente umide e ventose; è stato necessario far combaciare il legno delle pareti esterne per ottenere saldature perfette, sollevando le costruzioni delle piattaforme in cemento. In qualcuna, comunque, il legno non combacia alla perfezione e presenta vistose spaccature: luce e vento filtrano all'interno ma sono comunque perfettamente isolate con lana di vetro, truciolato e listelli di legno al tetto e nei pavimenti".

A questo punto devo dire che il 22 aprile il sottoscritto non ha visto né listelli, né lana di vetro, né truciolato, né cose di questo genere.

C'è stato anche qualcuno che, visto che non era riuscito a buttare le cose in politica, adesso dirà che la colpa è solo ed esclusivamente dei meridionali; anche di questo parleremo perché si dà il caso che il sottoscritto, stando sul posto, abbia recepito alcune dichiarazioni dei tre Sindaci, per la precisione un Vice Sindaco e due Sindaci, e le abbia scritte di suo pugno davanti a loro: al mio rientro ho scritto una lettera che penso in parte o tutta avrete letto, ed ho fatto esattamente quello che mi avevano chiesto e che avevo promesso di fare.

Non pensavo assolutamente di arrivare in quest'aula con questa richiesta di Commissione: per me era una cosa talmente tacita che il sottoscritto, rientrato, si è recato prima dal Presidente del Consiglio, poi dal Presidente della Giunta, relazionando tutto quello che laggiù avevo visto e avevo sentito. Non ho voluto né fare una polemica, né creare uno scandalo; ho detto soltanto che desideravo che le cose fossero andate a posto e che chi aveva provveduto a questo, provvedesse anche a sistemare definitivamente come nuovi questi chalet.

Al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta ho aggiunto che in maniera formale ed ufficiale i tre Sindaci mi avevano incaricato di dire al Presidente della Giunta, e a chi di dovere, che non volevano più alcuno chalet. Per fortuna, ci sono dei testimoni sia laggiù che altrove, e quindi, al momento opportuno se la Commissione riterrà di vedere e vagliare anche questo, siamo a disposizione.

La richiesta di sintesi era questa: siccome adesso sono state create delle case in muratura, una o due che sia, il Presidente della Giunta, a cui avevo espresso questo desiderio dei Sindaci mi ha detto che questa proposta doveva essere discussa in Consiglio o in Commissione e che non spettava a lui giudicarla. Mi sono recato dall'Assessore Rollandin, dietro indicazione del Presidente della Giunta, e gli ho esposto la questione. L'Assessore inalberatosi, mi ha detto che aveva già comprato gli chalet e che li avrebbe spediti.

A questo punto, me ne sono andato e ho scritto un bigliettino al Presidente della Giunta, con cui presentavo la richiesta che entro un mese chi di dovere provvedesse a sistemare perfettamente questi chalet. Nello stesso giorno, facevo una richiesta scritta all'Assessore Rollandin, in cui gli chiedevo di sapere il prezzo degli chalet e cosa era stato mandato per avere tutte quelle informazioni possibili e immaginabili che penso si debbano avere su un argomento così delicato.

Ho avuto stamattina la risposta e ringrazio l'Assessore, ma essa non risponde affatto ai miei interrogativi. Dice che 7 prefabbricati sono stati messi nel Comune di Abriola, 13 nel Comune di Pignola, 20 nel Comune di Calvello. Questo lo sapevo anch'io, perché ero stato laggiù e l'avevo visto. Gli interventi sopraccitati sono stati pagati con i fondi versati al Comitato della popolazione valdostana, Enti pubblici, organismi, etc., con un primo stanziamento di 100 milioni in acconto su 400 milioni deliberati dal Consiglio Regionale; le ditte fornitrici sono state le seguenti. Con tutta la stima che posso avere per l'Assessore Rollandin, questa è una risposta che poteva mandare probabilmente alla telefonista o all'usciere di qualche stabilimento, non a un Consigliere che richiedeva in modo particolare le spese affrontate.

A questo punto, c'è una lettera di questo Signor Chenevier, che io non conosco, che dice di aver lavorato gratis per il Comune di Solofra. Un Comune della Valle d'Aosta, e precisamente il Comune di Saint-Vincent, ha richiesto dei preventivi ed ha mandato uno chalet in tronchetti nel Comune di Solofra. A questo punto sono andato a ricercarmi la delibera del Consiglio Comunale di Saint-Vincent e i preventivi che erano stati presentati al Consiglio stesso. Vedo che c'è "Legnami Chenevier Giorgio" il quale per uno chalet a Solofra di 40mt.2, consegna 30 ottobre 1981, reso a Solofra con un montatore, dava un preventivo di 30 milioni più 15% di I.V.A. (non sapeva probabilmente, che i Comuni terremotati erano esenti da I.V.A.). Comunque, qua ci sono 30 milioni. Giro il foglio e trovo l'"Industria Legnami Mezzo Corona" che ha mandato il preventivo al Comune di Saint-Vincent (che poi ha deciso per questo) fornendo un prefabbricato non di 40 ma di 56 mt.2 con un legno totalmente diverso per il prezzo di L. 15.300.000.

Qua comincio ad avere un leggero sospetto e dico: se questo signore ha lavorato gratis, è stato soltanto per l'Assessore Rollandin, che aveva quei tre Comuni, e non per gli altri terremotati. Questi documenti con tanto di firme, provano che il Signor Chenevier che, ripeto, non conosco né desidero conoscere, chiede 30 milioni per uno chalet di 40 mt.2 quando c'è una ditta che ne chiede 15.300.000. Da tener presente che il Comune di Saint-Vincent ha speso esattamente 19.800.000 per lo chalet montato con tutte le forniture, allacciamenti, boiler, vasche da bagno, lavello e rubinetteria. Mi risulta che questo chalet sia già stato occupato e che verrà inaugurato con le autorità di Saint-Vincent quanto prima.

Ho letto su "La Stampa" che l'Assessore Rollandin diceva che Pedrini aveva dichiarato il falso; mentre il resto non mi riguardava, se non come cittadino che doveva difendere determinati interessi, sentendomi dare del bugiardo il sottoscritto, che ha 60 anni e non se lo è mai sentito dire da alcuno in vita sua, ha rigettato questa parola all'Assessore, il quale con le sue falsità cerca di coprire non so che cosa. Infatti, non credo, che se i prezzi sono quelli che ha dichiarato, dovrebbe nascondere qualcosa; indubbiamente però qualcosa ha nascosto come, per esempio, il furto di 10 milioni di legname e altre cose in quel di Calvello.

La falsità consiste nel fatto di mettere in evidenza solo e solamente il Comune di Pignola. Devo dare atto che il Comune di Pignola ha degli chalet totalmente diversi da quelli di Calvello e di Abriola che pur mancando della coibentazione interna sono dei signori Chalet. Però lo avevo scritto sia ai Sindaci che nell'articolo di accompagnamento, dicendo che mentre per Pignola vi è stata l'assistenza tecnica, per Calvello e Abriola non vi è stato alcuno aiuto in fase di impostazione del lavoro. Nel commento aggiungevo: tutti e tre i Sindaci mi hanno detto che non vogliono altri chalet e mi hanno incaricato di esprimere questa loro richiesta al Presidente del Consiglio e a quello della Giunta, cosa che regolarmente ho fatto.

Devo altresì aggiungere, per dovere di coscienza, che gli chalet Pignola, seppure senza coibentazione, sono totalmente diversi da quelli di Abriola e Calvello e che gli stessi saranno occupati in questo mese di novembre. Ora "La Stampa" sbandiera un telegramma del Sindaco di Pignola, Saverio Savone (?) ingegnere validissimo il quale ha avuto la fortuna di avere: primo, i tecnici della Regione che si sono fermati sul luogo per circa un mese; secondo, ha avuto la fortuna di avere un gruppo di soldati che hanno costruito questi chalet. Al contrario il Vice Sindaco e l'Assessore all'Urbanistica del Comune di Calvello mi hanno detto che, nonostante la loro precisa richiesta di avere almeno una persona che si fermasse in loco per insegnare ai loro contadini montani come si montavano quegli chalet, non avevano avuto, purtroppo, questa soddisfazione.

Quando la Commissione sarà formata, è necessario che essa si informi da queste due persone se è vero quello che dico oppure se è falso.

Dunque, abbiamo spiegato come il sottoscritto abbia dichiarato per scritto che gli stavano bene gli chalet di Pignola, e non quelli di Abriola e di Calvello. Vi voglio leggere che cosa dice il Sindaco di Abriola all'inviato speciale della stampa; "Abriola, vero presepe arroccato sul fianco della montagna, è sulla scia delle critiche. A differenza degli altri Amministratori - poi quelli di Calvello erano sul piano di quelli di Abriola - dice il Sindaco Felice Dapoto, comunista: avevo puntato su una scelta diversa, mi ero accontentato di un ridotto numero di chalet, appena sette di cui due già occupati - io ne ho visti solo 5, i 2 occupati non li ho visti perché erano da un'altra parte e non mi è stato detto nemmeno che esistevano per ottenere che mi fosse data una mano nella realizzazione di un'opera pubblica. Il paese, in gran parte abbandonato dagli emigrati, non presenta grosse necessità sul piano abitativo; ha urgenza, invece, della scuola interamente crollata. Questo non significa che tutto sia andato liscio per l'installazione dei prefabbricati di legno: è stata una grossa delusione, legno pessimo, di qualità scadente. Stiamo provvedendo ad otturare le fessure con delle resine, abbiamo dovuto montarli noi che non avevamo esperienza né personale qualificato; inoltre, per i servizi igienici e per gli estintori, abbiamo finora speso di tasca nostra 22 milioni".

So che l'Assessore ha detto che avrebbe telefonato per farsi spiegare questi 22 milioni, ma il punto che mi interessa è quanto ha dichiarato prima questo Sindaco che essendo io dalla parte liberale, non avrò corrotto in qualche maniera e non gli avrò affibbiato altri 9 o 10 o 13 chalet, facendogli intravedere chissà quali altre opere turistiche.

A questo punto vorrei parlare del furto. Spariscono 10 milioni di legname e di oggetti igienici; naturalmente, è logico che la Regione non ne abbia colpa, perché la roba era laggiù e qualcuno l'avrà pur rubata. Trovo però molto strano, e ho fatto delle domande precise che continuerò a fare, che non esiste una denuncia ai Carabinieri e che la cosa si sia saputa molto tempo dopo.

A questo proposito, come mai nessuno ha sino ad oggi saputo del furto di parecchio materiale di legno, ceramica e di impianti sanitari? Come mai l'Assessore Rollandin parla di questo furto oggi, e non prima, e per di più tra le righe di un giornale? Non avevano diritto i cittadini valdostani di essere messi al corrente di questo furto? Ritengo che anche chi aveva dato 100 lire, doveva essere informato di quello che stava succedendo laggiù; tanto più che penso che avranno mandato giù la roba in sostituzione, e allora dove li hanno presi questi 10 milioni per sostituire il materiale rubato? L'avranno preso dalla cassa, Signor Bajocco, che voi avevate a custodia di quanto doveva andare giù. Soltanto voi siete i benedetti da Dio che dovete sapere che hanno rubato 10 milioni, e tutta la popolazione lo deve sapere tramite le righe di un quotidiano?

Penso che questo non sia né chiaro né pulito, perché quando c'è qualcosa che non va lo si dice: eravamo tutti insieme in questa operazione, dobbiamo arrivare tutti insieme alla fine di questa operazione.

In realtà che cosa è stato rubato? Io dico 10 milioni, perché non lo so con esattezza. Lo vedremo dalle fatture del materiale sostitutivo. Vorrei anche vedere il capitolato, che penso ci sia, con la ditta che ha fornito questi chalet. Chiederei al Signor Bajocco di vedere se c'è un capitolato per la fornitura di 40 chalet, perché se non c'è un capitolato, voglio ridere un riso molto amaro. Amare sono anche le parole del Vice-Sindaco di Calvello, intervistato da Adriaco Luise: "Si è vero, qualcosa non è andato come doveva, ma noi non siamo in condizioni di avanzare pretese. È successo che è stato inviato del legname non sufficientemente stagionato, ma il punto, è che non siamo in condizioni di avanzare pretese". Se analizzate un momento questa frase vedrete come sia tremendamente triste; in parole povere dice che, essendo in povertà e rovinati, non sono in condizione di chiedere né di dettare legge, ma soltanto di prendere e tacere.

Credo troppo all'onestà e all'onore dei meridionali, perché essi non ripetano le stesse parole che hanno detto a me quando sono stato giù. Poiché si dà il caso che quei tre Comuni hanno un'affinità geografica, di urbanizzazione, forestale e di abitazioni, con certi nostri paesi della Valle, direi che mi sono sentito quasi a casa. Se mi permettete una piccolissima digressione, quando sono arrivato su quel piazzale di Calvello e ho visto questi chalet neri in mezzo a questo fango, che presentavano dal di fuori la disorganizzazione più completa, mi sono rivisto in un campo di concentramento tedesco, dove purtroppo sono stato, e ho avuto un'impressione di tristezza dovuta sia al tempo che a vedere quelle cose. Dentro di me ho detto che non si poteva tacere, ed ero intenzionato, come lo sono tuttora, a dire soltanto: andiamo giù, vediamo, non si può passare una mano fra asse e asse, non si può vedere i gabinetti, il 22 di ottobre, totalmente sfasciati per mancanza di pezzi richiesti da quattro mesi alla Valle d'Aosta, poiché in bassa Italia non si trovano.

Sono convinto che questa gente ripeterà esattamente quello che ha detto a me, perché non ho creato questo ad arte, né era mia intenzione farlo; mi ha costretto l'Assessore Rollandin ad andare fino in fondo e non accetto, ripeto, assolutamente, nella maniera più categorica, la parola falso che rigetto a chi di dovere.

Mi avvio alla conclusione, riservandomi ulteriori precisazioni in Commissione. Il Presidente della Giunta, Andrione, mi ha detto che quanto prima si recherà in loco, così come mi aveva già promesso il 30 di ottobre, e che vorrà con lui il Vice-Presidente della Regione. Mi sta benissimo, mi pare tanto la visita di Mussolini, quando, ad un dato punto, andava a visitare le squadriglie degli aerei a Cameri, a Novara e poi andava a Milano e si trovava altre squadriglie che erano, poi, sempre le stesse. Qui non è che le squadriglie si spostino, semplicemente si mettono a posto. Penso che l'intelligenza di qualcuno abbia fatto sì che quelle porcherie che io ho visto venissero sistemate: ho qua delle fotografie che metterò a disposizione della Commissione, dove si vedono delle finestre chiuse con pezzetti di legno, tagliati a mano, perché non c'era più il legname.

La Commissione perciò troverà le cose abbastanza a posto, perché quando si solleva una questione del genere, tutti corrono ai ripari, così come è corso ai ripari l'Assessore Rollandin che, 48 ore dopo quanto gli avevo detto, si è premurato di recarsi ad Abriola, Calvello e Pignola per vedere come stavano le cose. Ma caso ancora più strano è che il Vice-Sindaco ed il Sindaco di Calvello si rimangiano tutto quello che hanno detto al degno Pedrini ed al giornalista; e chiedono di mandare altri 8, 9, 10, 13 chalet. Sono veramente esterrefatto e, perciò credo alla parola d'onore dei meridionali e sono convinto che ripeteranno esattamente alla Commissione quanto è stato detto a me. Chiedo ufficialmente non di far parte di quella Commissione, ma di essere ad essa aggregato, perché voglio andare di persona a porre, con i membri di questa Commissione, le domande di rito.

Qua ho segnato quello che mi hanno detto i Sindaci. Il Sindaco di Abriola aveva chiesto, siccome erano mancati i pavimenti, che fosse mandata la moquette, che avrebbe pagato lui, il suo Comune; una moquette che costa 3000 lire lui l'ha dovuta pagare 10.000 lire e queste sono sue dichiarazioni. Sempre il Sindaco di Abriola mi ha detto, testuali parole: "Pedrini, le garantisco che quando mi hanno voluto mandare quegli chalet avevo degli enormi dubbi; quando li ho visti, mi sono cresciuti ulteriormente. Oggi dichiaro che se non li avessi accettati avrei fatto un grosso affare per il Comune di Abriola", e sfido chiunque a far dire al Sindaco di Abriola che questo non è vero.

Il sindaco di Abriola aggiunge: "avevo chiesto di poter mettere i prefabbricati su 1,20 di basamento, avremmo fatto 1.20 di scavo, davamo a questa gente la possibilità di metterci un po' di legname, un maialino, qualcosa. Che cosa ne facciamo di queste case di 40 mt2, quando le famiglie come minimo sono di 7, 8, 9, 10 persone? La gente non ci vuole venire: dobbiamo mettere proprio i due vedovi o i due soli o quelli abbandonati da tutti, che poi si troveranno totalmente fuori dal paese, essendo l'area fuori dal paese".

Mi sono sentito profondamente offeso e ho detto a questi signori che da montanaro a montanaro sarei ritornato in Valle e avrei riferito a chi di dovere. Ero convinto che le autorità preposte a questo avrebbero fatto tutto quanto era nelle loro possibilità perché probabilmente non ne erano al corrente: queste sono le mie parole ai Sindaci, pronunciate per salvare la faccia delle autorità, ancora di più quelle della Valle d'Aosta. Vengo qua e mi sento bistrattato. Allora, che cosa dovevo fare? Dovevo tacere? Dovevo ingoiare? Dovevo scrivere a quei Sindaci che ero andato a vedere le porcherie, ma che non le dovevo dire? Che non le potevo dire?

Eh no, signori! Qua c'è ancora un minimo di dignità personale. Qua non sono un Consigliere regionale, ma un semplice cittadino valdostano che ha diritto di difendere i soldi di tutti i cittadini valdostani, anche di quelli che non vogliono perché sono dall'altra parte politica e non capiscono che qua la politica non c'entra. Sono qua per chiedere alla vostra coscienza se, nelle mie identiche condizioni, essendo trattato come sono stato trattato, avreste chiuso il capitolo e avreste lasciato tre paesi, con tutto quel che segue, in quelle condizioni. Onestamente non me la sono sentita, ed allora, visto che non avevo altri mezzi, pur avendo avuto la piena collaborazione del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta ho dovuto, e l'ho scritto al Presidente della Giunta, tagliare i ponti con quanto era stato detto in precedenza; ossia che entro un mese desideravo (e il Presidente me lo aveva assicurato) che andasse nel giro di pochissimi giorni a vedere la situazione. Penso che voi, al mio posto, avreste fatto esattamente ciò che ho fatto io.

Sono a disposizione di chiunque di voi mi voglia porre delle domande specifiche, su questo argomento; sono qua, in prima persona, a rispondervi perché sono tranquillo, e ritengo di aver fatto interamente il mio dovere di valdostano.

Assume la Presidenza il Presidente Dolchi.

Presidente - È aperto il dibattito. Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

Bajocco (PCI) - Non sarei intervenuto, perché interverrà qualcun altro del mio gruppo su questo importante argomento. Poiché però l'amico Pedrini mi ha chiamato in causa per due volte, vorrei chiarire un piccolo particolare.

Il Gruppo Comunista è d'accordo sulle sue ultime parole, perché se il Partito Comunista fosse andato sul posto e avesse visto delle cose che non andavano, avrebbe agito nello stesso modo prima con il Consiglio, poi con la stampa, se occorreva, e avrebbe informato veramente l'opinione pubblica di questi problemi. Un anno fa il sottoscritto, insieme ad altri, si è recato in quei posti, disagiatissimi, per portare quelle roulottes. Rientrando dopo un paio di giorni, vedo un articolo sul giornale, fatto da persone che erano giù con me, che diceva: quella gente non si muove, quella gente rimane ferma, non ci da una mano, cosa le portiamo giù a fare noi queste cose? Immediatamente ho risposto, già un anno fa, a queste persone di Aosta, chiedendo se pensavano di trovare la banda municipale, oppure se avevano creduto che mamme e bambini costretti a dormire nei pullman, sarebbero venuti a dare una mano in mezzo alla neve a spingere le roulottes. Già da allora ho combattuto quella posizione, e ancora oggi vogliamo difendere questa gente. Non è detto che siano tutti degli inermi, che non abbiano la volontà di fare qualcosa; bisogna anche capire in quale stato, veramente, quella gente si trovasse e forse si trovi ancora oggi.

Passo ora al problema di far parte di questa Commissione. Il sottoscritto, all'inizio di questo capovolgimento, non ne faceva parte; è entrato a farne parte solo da due o tre mesi perché vi era un altro mio compagno che per ragioni di salute non è potuto andare in quella Commissione e che ha dato a me la delega. Queste due o tre riunioni sono state interessanti, perché si sapeva come andavano avanti i lavori in quelle zone. Nella penultima Commissione è stato detto che vi erano stati dei furti. Ritengo giusto che, mancando del legname e del materiale elettrico, si siano presi dei soldi da quel fondo dei terremotati per intervenire immediatamente per dare una casa, per non rischiare di arrivare ad un altro inverno senza che questa gente avesse un tetto.

Ci siamo anche chiesti per quale ragione queste amministrazioni non abbiano denunciato questi furti. Bisognerà indagare dove si sono verificati i furti.

Nell'ultima Commissione il nostro Gruppo ha ribadito di essere per le cose pulite; adesso vi è un po' tutto questo: l'articolo di Pedrini, la stampa che parla, e se vogliamo dare fiducia all'opinione pubblica - già ce ne è poca proprio perché in Italia si verificano furti di ogni genere quasi ogni giorno: basta guardare l'Italcasse, i petrolieri, la P2 - sarebbe opportuno che 2 o 3 persone, 4 se occorre, si recassero sul posto. Poiché l'Assessore Rollandin è stato disponibile in questa direzione, era logico arrivare in questo Consiglio per decidere di queste cose.

Il nostro Gruppo è per la chiarezza fino in fondo: se vi sono delle cose che non vanno, come ha accennato con forza il Consigliere Pedrini, è bene andare fino in fondo e se ci sono delle persone da colpire, che si colpiscano fino in fondo.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Clusaz; ne ha facoltà.

Clusaz (UV) - Se ho capito bene e se le dichiarazioni di certe autorità corrispondono al vero, a me sembra (è un'opinione personale, e sottolineo personale) che questo rispecchi quanto è successo parecchi anni or sono, quando mandavamo indumenti ed altro in India e la Ghandi o li rimandava indietro o li faceva bruciare.

Poiché sono, non tanto un antiradicale, ma un antipanelliano, perché è troppo facile digiunare quando uno non ha fame e sospendere non appena questa comincia a farsi sentire, allora dirò quello che penso e non quello che vorrei altri credessero: forse abbiamo perso l'occasione di far stare meno male 40 famiglie valdostane.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - È evidente che se questa discussione si fosse tenuta domani mattina, come era nell'intenzione del collega Pedrini, probabilmente avremmo potuto avere le idee un po' più chiare. Infatti, l'esposizione del collega Pedrini, che aveva promesso di fornire a tutti i Consiglieri la documentazione, è stata un po' disarticolata, dovuta all'improvvisazione, mentre avrebbe potuto chiarire meglio i concetti e i principi.

Al termine del suo intervento, il collega Pedrini ha chiesto a noi cosa avremmo fatto se fossimo stati nelle sue condizioni. Io dico al collega Pedrini che sono arrivato con 24 ore di ritardo. Infatti, dopo tutto quello che era apparso sulla stampa locale e nazionale, ad esempio sul "Monitore Valdostano", era sorta in me l'intenzione (e l'avevo chiesto alla Presidenza e agli Uffici della Presidenza del Consiglio) di presentare una mozione, come ha fatto il collega Pedrini, per nominare una Commissione d'inchiesta per far luce su questo fatto.

Do atto al collega Pedrini di aver fatto delle constatazioni: il fatto è che, poi, dopo la prima denuncia di constatazione, sono saltate fuori accuse e contro-accuse. Il "Monitore" parla abbastanza chiaro, perché se nel primo numero vi è la storia degli chalet, successivamente si respingono certe accuse, accusando altri di falso e via di seguito.

La popolazione valdostana aveva la necessità e, a mio avviso, l'esigenza che si facesse luce su questo fatto. Per questo, come Partito condividiamo la richiesta fatta dal collega Pedrini di nominare una Commissione d'inchiesta. Questa Commissione d'inchiesta, però, non deve fare la fine che fatto una precedente Commissione d'inchiesta, insediata in questo Consiglio, di cui non abbiamo saputo più niente. In questo senso, chi ha delle responsabilità, è bene che ne renda conto, perché quando un Consiglio Regionale nomina una Commissione d'inchiesta bisognerebbe avere la cortesia di venire nella sede che l'ha nominata, almeno per dire che è tutto a posto, che non c'è niente di illegale. In questo modo, il Consiglio tutto sarebbe a conoscenza del lavoro svolto da questa Commissione d'inchiesta.

Mi auguro che la maggioranza del Consiglio regionale questa sera deliberi questa Commissione d'inchiesta: nel qual caso chiedo che questa Commissione d'inchiesta abbia un termine ben preciso per portare in Consiglio Regionale le risultanze dell'inchiesta stessa.

A questo punto, ritengo come Consigliere regionale e come cittadino valdostano, che entro breve termine si debba fare chiarezza su questa questione. Essa infatti discredita non tanto l'Assessore, non tanto la Giunta, non tanto il collega Pedrini (che ha avuto il coraggio di fare delle constatazioni e di dichiarare all'opinione pubblica come stanno certe cose) quanto la popolazione valdostana, nonché la credibilità delle istituzioni. Infatti, la prossima volta, i cittadini valdostani, se non sanno come va a finire questa questione, si rifiuteranno di intervenire con organizzazioni pubbliche a sostegno di altre popolazioni che possono essere colpite da calamità some quelle che hanno colpito il meridione. Probabilmente cercheranno di intervenire a titolo personale, per aver perso la fiducia nelle istituzioni regionali.

Io chiedo quindi, nell'essere d'accordo con la proposta fatta dal collega Pedrini di nominare questa Commissione d'inchiesta, di dare un tempo ben preciso perché questa Commissione torni in Consiglio Regionale a portare il risultato del suo lavoro.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

Carlassare (DPROL) - Francamente sono esterrefatto; non mi aspettavo, nella mia seduta inaugurale, di affrontare un problema di questo genere. Francamente, non ho gli elementi, e pregherei il collega Pedrini di fornirci in qualche modo il materiale a sua disposizione per poterlo esaminare; spero che le dichiarazioni in contrasto con quanto affermato da Pedrini, rilasciate dall'Assessore Rollandin, vengano confermate. Ritengo che l'unica possibilità che ci rimane sia quella di insediare immediatamente una Commissione che vada a verificare cosa è successo. Infatti, qui non è in ballo l'onore o la credibilità del Consigliere Pedrini, l'onore e la credibilità dell'Assessore Rollandin e non è neanche in ballo l'onore o la credibilità di una istituzione dello Stato italiano: è in ballo la condizione di vita della gente che paga queste cose tutti i giorni, pesantemente, sulla propria pelle: tutto il resto è pura demagogia.

Sono abbastanza esterrefatto, se le cose che ha detto il Consigliere Pedrini sono vere, di scoprire che vengono inviati degli chalet senza fornire la consulenza tecnica per montarli. Ora, per rispondere alla battuta del Consigliere Clusaz, dall'India molte volte mandavano indietro roba che non avevano richiesto, perché avevano bisogno di altro.

Queste cose sono successe spesso e volentieri: mandare delle pellicce a chi abita ai tropici o degli ombrelloni da sole a chi abita al Polo Nord.

Sono anche esterrefatto della battuta fatta dal Consigliere Clusaz che mi sembra di un cinismo addirittura fuori luogo: il fatto è che il terremoto, fortunatamente per noi, è toccato a quella gente, quindi il problema che dobbiamo e che dovevamo porci è se riteniamo giusto l'intervento nei confronti di queste popolazioni che, al di là delle istituzioni che le governano, stanno subendo i danni derivati dal terremoto che, fino a prova contraria, non hanno voluto e di cui non sono responsabili.

Questo contributo avrebbe dovuto essere anche di altro genere. Tutti abbiamo letto sui giornali che i danni del terremoto sono stati ingigantiti dalla corruzione, dal non controllo delle strutture, del cemento armato delle case nuove: sono stati ingigantiti, infine, da un'organizzazione mafiosa e dalla camorra che hanno speculato.

Il problema che mi pare abbia sollevato il collega Pedrini, e di questo dovremmo esserne tutti coscienti, è che se le cose si sono svolte in quel modo, noi non abbiamo dato alcun esempio; infatti, il nostro comportamento è stato perfettamente in linea con quello delle istituzioni che hanno determinato ritardi e incapacità nell'affrontare le esigenze di quella popolazione.

Ritengo che questa Commissione non solo debba insediarsi con un breve termine di scadenza, ma debba anche denunciare la condizione attuale degli chalet e tutti gli avvenimenti che si sono succeduti da quando si è deciso di inviare questi chalet fino ad ora. Infatti, ritengo che possano emergere molte cose: ho sentito parlare di furti, non so effettuati da chi né quando; mi sembra ci siano anche delle responsabilità, non solo di carattere morale, pesantissime, ma anche di carattere politico. È auspicabile, se ci sono delle responsabilità di carattere politico, che queste vengano messe in conto e che il responsabile paghi.

Mi pare, inoltre, che possano emergere delle precise responsabilità di carattere penale e credo che questa Commissione di inchiesta debba ricevere il preciso mandato da questo Consiglio di procedere anche a denunce alla Magistratura, nel caso risultino delle responsabilità di carattere penale.

Penso poi che questa Commissione debba essere necessariamente formata da membri di questo Consiglio: però chiedo che essa sia integrata da tecnici di fiducia, che siano in grado di dare delle precise delucidazioni dal punto di vista tecnico, per quanto riguarda ad esempio la coibentazione, i materiali usati e le tecniche di impiego.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Non ho molto da aggiungere a quello che ha detto Bajocco per illustrare la posizione del Gruppo Comunista. Credo che la cosa più sbagliata, in un momento come questo, sia di continuare una diatriba sulla stampa per salvaguardare l'immagine dell'intervento della nostra Regione in quelle zone.

Credo vada ribadito un concetto fondamentale: lo spirito con cui la Regione è intervenuta in quelle zone in modo unitario, era di un grosso movimento di solidarietà verso delle popolazioni duramente colpite. Credo inoltre vada sottolineato quanto ha detto prima di me Carlassare: un aiuto alle popolazioni, perché hanno avuto un momento difficile, in una logica che potrebbe vedere noi domani aiutati da altre popolazioni. Questo credo sia un principio di solidarietà umana di fondamentale importanza.

Non è un caso che nella nostra Regione, in rapporto alla popolazione residente, si sia raccolto più che in tutti le altre Regioni, in termini percentuali. Questo significa che lo slancio è stato unitario, che non ci sono state posizioni di gretto egoismo.

Questo sforzo non può essere offuscato da diatribe da cui non si riesce ad ottenere delle risposte chiare: questo è un diritto di chi ha versato per le popolazioni del Sud, di tutti i cittadini valdostani. Per questo, credo sia necessario dire, prima di tutto, quello che ha detto Bajocco: noi vogliamo assolutamente chiarezza su tutto quello che è avvenuto in quelle zone. Questa chiarezza può anche portare ad individuare delle scelte sbagliate; è necessario avere il coraggio di modificarle, perché la qualità dell'intervento della nostra Regione in quelle aree dà all'esterno l'immagine della efficienza della nostra Regione a cui noi, evidentemente, teniamo. Questa è la ragione per cui crediamo debba essere insediata questa Commissione. Essa, secondo noi, non deve solo chiarire la storia degli chalet, per vedere cosa in realtà è successo. Il suo compito è anche quello di verificare l'intervento nelle zone terremotate, per avere un bilancio obiettivo di tale intervento da rendere pubblico, affinché sia stroncato ogni tentativo, se mai c'è stato, di offuscare l'azione della Regione.

Qui sono stati fatti accenni a materiale mai arrivato a destinazione o sparito - altra cosa su cui dovrà fare luce la Commissione - quindi, è necessario e urgente un inventario sul materiale inviato e sulla sua utilizzazione. Mi è parso di capire, anche dai tre Comuni terremotati, che ci sono state delle posizioni diverse: si continua a parlare di un intervento diverso rispetto alla semplice costruzione di chalet. Questa mattina ho sentito telefonicamente il Sindaco di Abriola che, insiste sulla eventualità di un aiuto per completare la scuola crollata. Credo che anche rispetto a questo argomento sia necessario definire presto la possibilità di intervento della Regione.

Ci sono poi due versioni contrastanti. C'è chi dice che la Regione Valle d'Aosta non può intervenire per il pagamento delle rate di un mutuo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti, mentre altri sono di parere diverso. Si tratta di vedere qual è la possibilità per arrivare ad una soluzione definitiva: anche questo crediamo debba essere compito della Commissione, che deve trarre delle conclusioni, naturalmente con rapidità.

Possono esserci stati degli errori: questa scelta di non consegnare gli chalet chiavi in mano, come hanno fatto altre Regioni, può essere una scelta criticabile, come abbiamo avuto modo di fare in altre occasioni. Non abbiamo mai condiviso il fatto che in loco sia mancata una presenza costante di tecnici della Regione e che quando i tecnici sono stati presenti, non hanno assicurato una continuità di intervento.

Questi sono i problemi che credo debbano essere affrontati in modo franco, rapidamente, in modo da dissipare ogni tentativo di deformare la realtà. L'obiettivo finale, ripeto, è di arrivare rapidamente a definire l'intervento della Regione in modo unitario: questo intervento deve essere estremamente qualificato, perché comprendiamo benissimo i riflessi che esso ha sull'immagine della Regione. Per questo motivo, evidentemente, voteremo questa mozione.

Rispetto al taglio dell'indagine, più che una inchiesta specifica, a noi interessa che ci sia un gruppo di lavoro che, in tempi brevi, sappia definire ed affiancare l'opera della Giunta negli interventi che non finiscono fra una settimana, ma che devono continuare.

Presidente - La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Prendo questo monologo di Pedrini come contributo alla celebrazione dell'anno dell'handicappato.

Questo monologo mi ha insegnato molte cose: mi ha insegnato ad avere una pazienza di ferro, e soprattutto mi ha insegnato che ci sono molte cose e molti modi di intervenire per far capire come si può risolvere un problema.

Il lavoro, che è iniziato subito dopo il terremoto, ha portato alla costituzione di un Comitato di coordinamento, sollecitato dallo stesso Zamberletti, nella riunione tenutasi a Napoli: questo impegno tendeva ad evitare la dispersione degli interventi regionali.

Fin dal primo momento, penso che la stampa nazionale abbia a sufficienza messo in risalto la disorganizzazione dell'intervento. La Regione Valle d'Aosta, fin dai primi momenti, ha potuto individuare una zona dove intervenire, evitando quei disguidi che, ad esempio, sono toccati alla Regione Piemonte (che ha dovuto per dei giorni vagare con camions carichi di roulottes, senza sapere dover fermarsi).

Questa Commissione, vede presenti rappresentanti di tutte le forze politiche e sociali, dei sindaci, delle organizzazioni che si sono impegnate a lavorare in questo Comitato per cercare di risolvere coralmente il problema. Non si è mai fatto una questione politica. Casualmente è toccato a me presiedere questa Commissione.

Inviterei Pedrini ad ascoltare i rappresentanti della Commissione in modo che si renda conto di come si sono svolti i lavori e di come le decisioni sono state prese. Ogni problema veniva visto in relazione agli aiuti provenienti da tutta la popolazione; non sto a precisare, ora, l'entità dei versamenti effettuati, in quanto ci sono ancora dei Comuni che, data una precaria situazione contabile, non hanno ancora potuto versare. Per questi motivi veniva continuamente aggiornata la quota a disposizione della Regione per questi interventi, e di volta in volta è stato chiesto, da parte del Comitato, l'impegno ad avere la massima collaborazione con le amministrazioni comunali.

Si sono svolte riunioni periodiche, che vedevano riunita ogni lunedì la Commissione. In esse veniva fatta una relazione dei lavori - qui ho le date ed i verbali delle riunioni: 9 dicembre, 15 dicembre, 30 dicembre, 8 gennaio, 2 febbraio, 3 marzo, 30 marzo, 11 maggio, 22 giugno, 19 ottobre, 9 novembre; - durante queste riunioni, dunque, si cercava di vedere le difficoltà, quale fosse l'andamento dei lavori, come si potesse intervenire nel modo migliore per ovviare agli inconvenienti della zona.

Tutto ciò aveva portato alla decisione di investire questi fondi in un primo intervento di 40 chalet, tenuto conto delle disponibilità rispetto alle richieste dei Sindaci di 60 chalet. A questo punto, non avendo tutti i fondi e non potendo garantire questo intervento, nel mentre continuava la campagna di sensibilizzazione tra la popolazione per cercare di avere più fondi, abbiamo deciso di cominciare con un primo intervento.

Questo ha portato alla suddivisione tra i tre Comuni, e ad iniziare subito i lavori, laddove c'era un'area prestabilita; dopo cioè aver sentito la Commissione insediata a Potenza, con uno dei 3 centri di coordinamento e dopo aver fatto dei sopralluoghi per verificare che le aree scelte avessero i requisiti della legge anti-sisma e che, quindi, fossero rispettati i crismi di un intervento corretto.

La collaborazione con il Genio Militare è stata ottima, finché stata possibile e i militari hanno lamentato che, purtroppo, la mancanza di scelta immediata della localizzazione soprattutto per le aree di Calvello e Abriola, ha portato a dei ritardi di installazione. I 40 chalet infatti erano pronti subito, ma non si sono potuti montare perché non c'era la disponibilità delle aree, e non c'erano i basamenti. Nel contempo, si era chiesto alle amministrazioni locali se era preferibile che l'intervento fosse globale, che cioè si intervenisse anche per la posa di basamenti; e la scelta fatta dai Comuni è stata quella di limitare l'intervento, in modo da avere recupero di fondi solo ed esclusivamente per l'acquisto degli chalet.

Per l'acquisto degli chalet la Commissione (e non il sottoscritto) ha interpellato al momento della scelta le ditte che dovevano intervenire, chiedendo preventivi e stabilendo con dei tecnici quali fossero le misure ottimali; è stata così fatta la scelta di 40 mt. 2 con la collaborazione di ingegneri e di tecnici che hanno partecipato gratuitamente al Comitato per seguire da vicino il progetto. Dopo tutto questo si è provveduto ad inviare il materiale e a costruire questi chalets.

La situazione fortunata di Pignola ha permesso la posa immediata di questi chalets, e questo ha evitato che il legno trasportato soggiornasse per parecchio tempo o sul terreno o in zone dei Comuni e quindi fosse soggetto a deterioramento, non voglio fare una disquisizione tecnica (mi sta bene che ci siano dei tecnici che affrontino questi problemi di stagionatura, ma non voglio entrare nel meritato della questione anche perché mai il Comitato ha affrontato questi aspetti tecnici direttamente, ma affidandoli ad esperti).

C'è stata la difficoltà del montaggio per le interruzioni dovute all'acquisizione delle aree e del basamento, alle difficoltà dell'impresa che ha dovuto sospendere i lavori perché mancavano i soldi per pagare gli operai: tutti questi incidenti sono stati puntualmente relazionati alla Commissione e al Comitato di coordinamento. A questo, hanno fatto seguito dei telegrammi e delle lettere di sollecito ai Comuni in cui si diceva che, se non venivano prese delle immediate decisioni, avremmo dato questi chalets ad altri Comuni. Queste lettere sono documentazioni che non penso abbiano bisogno di essere sbandierate.

Poiché questi chalets sono costituiti da travetti di 7x18 a incastro, tutti possono capire come la lavorazione del legno e il fatto che non sono stati montati subito abbiano determinato delle difficoltà di montaggio. Tali difficoltà sono dovute anche alla scelta di occupare gente del posto, e non quelle squadre di operai che erano disponibili ad andare giù ad offrire gratuitamente la loro collaborazione. La lista di tutti questi volontari, tecnici e operai, era stata segnalata all'allora Commissario Straordinario.

Non voglio fare qui un elenco delle persone che gratuitamente, con sforzi personali, hanno prestato la loro opera; come non voglio entrare nel merito della decisione presa dal Comitato circa i piccoli furti di materiale che avevano portato a dei disguidi, di evitare lo scandalo per lo scandalo come dimostrano i verbali. Questa scelta è stata fatta per evitare le polemiche troppo facili, per evitare che si facesse di tutta l'erba un fascio, per evitare di pubblicizzare contro gli interessi di quei Comuni questi fatti negativi.

Ero presente quando c'erano i camion fermi, carichi di legna e nemmeno uno ci dava una mano per mettere giù questo legname. Erano le 7 di sera, c'erano gli autisti che non avevano questo compito, ma non sono venuto su a dire: laggiù nessuno lavora. Troppo comodo! Tutti questi fatti sono stati puntualmente relazionati nel Comitato di coordinamento che era costituito. Questa è stata la linea di scelta.

Quando abbiamo saputo dei furti, uno dei responsabili di questo Comitato ha provveduto a chiedere ai Sindaci che venisse fatta denuncia, cosa che è stata fatta. Hanno infatti provveduto a denunciare tutte le responsabilità degli ammanchi di materiale. A questo proposito, voglio ricordare che avevamo scelto, all'inizio, di dare un numero maggiore di chalets, giocando sul fatto che la contemporanea azione di più ditte, che hanno fornito il materiale a prezzo di costo, hanno preso dei tecnici locali e sono andati in Svizzera a far vedere che quel materiale, giudicato del migliore, poteva essere installato in quelle zone. Sono andati con questi tecnici in Svizzera, hanno fatto un corso in modo che potessero essere in grado di montarli per conto loro, ricercando in questo modo la collaborazione. Di questi 40 chalets, 5 sono stati donati Caritas, la quale ha seguito i suoi lavori. Attualmente, so che ci sono dei responsabili della Curia in loco, che hanno visto quanto è successo perché erano presenti.

Stessa cosa valga per gli impianti elettrici, per la messa in opera che abbiamo fatto a livello locale.

Si dice che i paesi non vogliono più chalets. Il telegramma che ho fatto vedere alla Commissione è del Comune di Calvello, che è stato stupidissimo quando mi sono recato per l'ennesima volta (e non due volte, perché sono andato più volte in loco senza avvisare il Comm. Pedrini) e ho chiesto quale doveva essere il prosieguo dei lavori. Quando sono andato a Calvello, e mi hanno fatto vedere le aree ancora a disposizione, mi hanno detto che avevano già predisposto per gli altri 9 chalets. Ho risposto che era corsa voce che non volevano più chalets., ed ho chiesto perciò che venisse ufficialmente precisata la loro posizione. Il telegramma, che non penso sia stato falsificato da me o sia stato soggetto a pressioni, è arrivato chiedendo la conferma dei 9 chalets. Inoltre, non ho mai fatto finta di ignorare quali fossero le difficoltà a Calvello, difficoltà che d'altronde il Comitato conosce molto bene.

Calvello ha dovuto affrontare molte difficoltà: la situazione mostrata dalle foto che ho visto, e che riguardava una finestra aggiustata, era legata al fatto di essere mancate alcune travi, era stato mandato di nuovo del materiale e si è poi chiesto al falegname del posto di aggiustare le finestre. Si sa infatti, che uno chalet ad incastro porta dei problemi alla sostituzione dei pezzi e penso che questo non abbia bisogno di altre spiegazioni. Quindi, il materiale ha creato questi inconvenienti di montaggio a Calvello che nessuno ha mai nascosto. In particolare, c'è uno chalet, entrando nel paese, che non è ancora stato messo a posto. Tutte queste difficoltà sono state sempre riferite, ma chiaramente non voglio entrare nel merito della questione della qualità del legno.

È stato chiesto ad Abriola se volevano ancora degli chalets. Ci hanno risposto di no, perché avevano già avuto i 7 chalets richiesti. Inoltre, c'è la lettera che parla dei 2 chalets già abitati: chissà perché non sono stati visitati; forse perché si è sorvolato sulle cose che andavano bene.

La cosa ancora più grave è dire che è mancata l'assistenza tecnica. Verrò adesso a parlare di questa contrattazione circa i prezzi, che è tutta alla luce del sole, perché c'è una ragioniere, che segue i conti alla lira e ha documentato con precisione e pazienza tutti i movimenti contabili che si sono succeduti.

Questo ragioniere ha messo il suo tempo a disposizione di questo lavoro, come pure ha fatto il Corpo Forestale, i geometri dei Lavori Pubblici e tutti quelli che si sono recati sul luogo. Adesso, a vedere questo battage su questo fatto, si dicono scandalizzati, stupefatti e non si sanno capacitare della situazione. Come se un dicesse: c'è il terremoto, andiamo a vedere cosa succede, senza avere il buon senso di chiedere al Comitato di Coordinamento di avere i dati.

Voglio ricordare che, quando qui c'è stata la rivoluzione in quanto i dipendenti continuavano a chiedere dati, io era ad un Congresso degli Assessori alla Sanità di Bolzano e quindi non potevo dare le indicazioni. Quelle delucidazioni che sono state chieste, sono state fornite puntualmente, in quanto quando un alto responsabile di questa organizzazione ha saputo cosa veniva richiesto, ha fatto un elenco di tutto quello che è stato fornito e l'ha consegnato ad un'impiegata della Presidenza che, poi, essendo il giorno dopo assente, non ha consegnato il materiale all'interessato. Con questo voglio dire che le polemiche con i dipendenti dell'Assessorato si devono evitare, perché i dipendenti dell'Assessorato non sono a disposizione di chiunque e non sono tenuti a conoscere la contabilità e le questioni del terreno.

Veniamo alla questione prezzi; non voglio fare la difesa d'ufficio delle due ditte che hanno portato il lavoro, che hanno dato la loro opera e che hanno fornito il legname. Dei prezzi che mi sono stati riferiti adesso, conoscevo i costi degli chalets che la Regione ha inviato e che adesso voglio mettere a confronto. Ad esempio, il Comune di Saint-Vincent, ha collaborato con il Comitato e ha esposto il caso particolare di questo prefabbricato, tenuto conto che si trattava di una persona che lavorava a Saint-Vincent ma che aveva la famiglia in quelle zone. Quindi, i dati erano questi: Chalet-Regione 40 mt.2, Chalet-Saint-Vincent 56 mt.2; costo degli chalets della Regione senza servizi, 10 milioni, costo chalets 56 mt.2 15 milioni e 300 mila; costo al mt.2 degli chalets della Regione solo 250.000, costo dello chalet portato laggiù 273.000 al mt.2. Per i nostri chalets finiti, tenuto conto delle spese per i servizi igienici, per il materiale elettrico e tutto il resto, il costo globale dello chalet è stato 19.800.000. I dati sono questi e non c'è bisogno di altra spiegazione, perché questi dati non dipendono da quello che dico.

Ho sentito fare dei riferimenti ed aggeggi particolari dei prefabbricati che dovevano essere reperiti in loco. Ho già parlato della scelta del materiale di ottima fattura. Si era fatta un'indagine di mercato, si era visto chi poteva fornire, quali erano i prezzi, quale era la qualità del materiale; e avevamo delegato due o tre persone a scegliere questo materiale. Quindi non è stata una scelta personale e nemmeno c'è stata mai all'interno del Comitato una voce discorde sulle scelte.

Si è parlato di moquette che lì costa 10.000 e che qui costa 3.000. Non si tratta di moquette, ma di linoleum, che viene messo sopra quel basamento il cui prezzo effettivamente, laggiù, era molto più alto rispetto a qui. Essendo venuti a mancare alcuni pezzi, l'Amministrazione ha scelto di comprarli lì perché comprarli qui ed aggiungere le spese del trasporto da qui ad Abriola o a Pignola, sarebbe stato molto più dispendioso.

Ho già detto delle famiglie che sono già in loco.

Sulle foto, non sto nemmeno a soffermarmi. Quando erano stati montati i primi chalets, erano state prese dall'Amministrazione delle foto, esposte in bacheca, perché si potesse vedere lo sforzo dei valdostani, non del singolo movimento o partito, ma di tutta la Regione. La visita dei Sindaci, non è di anni fa, e penso abbia chiarito quale era la situazione. I Sindaci sono rimasti alcuni giorni e penso che tutti abbiano potuto incontrarli e chiedere tutti i ragguagli possibili.

La scuola, che era già lesionata prima del terremoto, necessitava di un intervento che, a quanto mi risulta, è già finanziato con altra fonte.

Con questo penso di aver fornito alcune notizie senza farne una questione personale di polemica, che giudicherei alquanto stupida.

Qui, per caso, c'è Bajocco che è nel contempo membro del Consiglio e membro del Comitato: queste cose ce le siamo dette ed abbiamo preso determinate decisioni a fin di bene, cercando di rendere un servizio a queste popolazioni.

Non la stampa locale, ma altra stampa, ha già lungamente fatto presente la tempestività dell'intervento; la stampa che seguiva questi movimenti in loco ha fatto presente quale era l'intervento della Regione Valle d'Aosta.

Con questo ritengo che possano essere tolti del tutto quei sospetti politici a cui accennava Carlassare, che tra l'altro non ho capito dove volessero arrivare, perché qui di politico non c'è stato proprio niente e responsabilità politiche non ce ne sono state. Se responsabilità ci sono state, vagliamo pure sul posto che cosa è successo e facciamocelo dire, perché per fortuna c'è anche un Commissario che ha seguito e segue queste zone ed i lavori, a cui noi abbiamo relazionato e con cui siamo stati sempre in contatto.

Anche sulle osservazioni di Tonino circa la prontezza d'intervento penso di avere già risposte, perché se c'è una Regione che è intervenuta prontamente è stata la nostra, anche per il caso fortuito di aver individuato subito la zona di intervento e aver potuto subito indirizzare i nostri aiuti nelle zone interessate.

Voglio chiudere con un'osservazione, purtroppo amara. In questi giorni ho ricevuto le telefonate di gente indignata dal fatto che ci sia ancora qualcuno che specula sulle disgrazie altrui. Tutto è stato fatto da questo Comitato, da gente che è rimasta nell'anonimato e c'è gente che ha dato per questo mesi di lavoro. Questa gente si sente, in questo momento, offesa, perché non si può speculare su queste cose. Avrei potuto riempire i giornali di titoli, ma lo scopo di questo Comitato non era quello di far notizia, era quello di agire nel modo più corretto.

Pertanto, non mi sento impegnato in una polemica con Pedrini, che rifiuto fin dall'inizio: mi sento, purtroppo, molto demoralizzato sul modo di lavorare, perché se si voleva rispondere come ritengo sia nel dovere di ogni Consigliere alla popolazione verso cui tutto il Consiglio è impegnato, la prima cosa da fare sarebbe stata (con questo associando il Presidente del Consiglio che poteva largamente fare questo) chiedere una relazione più particolareggiata, nei tempi possibili, a questo Comitato di Coordinamento, che avrebbe potuto fornire tutte le informazioni richieste. Quello infatti è come un libro aperto, e per fortuna non c'è mai stato uno screzio all'interno del Comitato; c'è stato solo un insieme di impegni portanti avanti collettivamente, che ha il triste risultato di vedere polemiche personali e la gente disorientata.

Non accuso di falso nessuno se non nei termini in cui l'evidenza lo può dimostrare. Gli chalets sono lì, quando sono andato giù mi hanno chiesto se potevamo andare via al più presto. Questa è la situazione, e se uno va giù vede come stanno realmente le cose. Ci sono stati dei difetti di montaggio, ma questo non può essere imputato al Comitato o alla Regione Valle d'Aosta. Se compro una macchina e questa macchina viene sfasciata, non è colpa della Regione Valle d'Aosta, se la Regione Valle d'Aosta dà un contributo per il trattore e uno lo spacca, la colpa non è dell'Amministrazione regionale. Dobbiamo fare delle distinzioni, informandoci sull'iter dei lavori e su come sono andate le cose.

Per il montaggio non abbiamo dato una lira, perché pago l'acquisto del materiale per una costruzione, non do la costruzione finita. Per i disagi che si erano avuti, la scelta è stata di dare gli chalets chiavi in mano. Se avessimo avuto altre certezze, non avremmo fatto questa scelta, perché chalets chiavi in mano costano di più. Mi sentivo impegnato verso il Comitato per correttezza e ho voluto fare il sopralluogo, ma non cercando di discolparmi: non ho infatti da rendere conto a Pedrini più che a tutti gli altri Consiglieri e a tutta la popolazione. Lo ho fatto per poter dire al Comitato, convocato ad hoc, come stavano le cose, per riferire ancora una volta come procedevano i lavori.

Ritenevo poi che, poiché si andava giù per l'inaugurazione, fosse il momento buono perché i rappresentanti dei Sindaci, dei Sindacati, e tutti quelli che hanno partecipato, potessero verificare sul posto cosa era successo con i soldi di tutti. Poi si è pensato che il clima della festa potesse guastare l'esame. Allora Bajocco ha detto che era meglio andare giù prima. Poiché il Comitato ha un rappresentante del Consiglio che è anche rappresentante nel Comitato, abbiamo trovato giusto che Bajocco si recasse sul posto con qualcun altro per relazionare prima al Comitato. Il Comitato infatti ha il diritto di essere informato di ciò che succede laggiù.

Con questo, penso di aver dato delucidazioni sui documenti: sia ella lettera di Abriola, dove dice che già delle famiglie occupano gli chalets, della frazione di Tinchiera, che è una frazione appena sotto Abriola, sia il telegramma di Calvello che richiede gli altri 9 chalets, per non parlare del telegramma di complimenti e di felicitazioni per il lavoro di Pignola. Tutti questi documenti sono a disposizione di tutti, come è a disposizione di tutti il rendiconto di tutto ciò che è stato speso, comprese le 100.000 lire che sono state date per interventi, compresi i soldi che sono stati spesi per recuperare le roulottes. Tutto questo verrà relazionato puntualmente.

Questa breve relazione ho voluto e dovevo farla per il rispetto che ho per il Consiglio, per chi del Consiglio fa uno strumento di lavoro e non un banco di prova della demagogia che uno può essere in grado di rispolverare alla vigilia di certe scadenze. Mi spiace che venga messo il mio nome in mezzo al ciclone; ritengo di dover lavorare come ho lavorato fino ad ora seriamente, rispondendo al Consiglio e a quanti ritengono che il lavoro venga fatto non solo con la carta stampata, ma anche con altri mezzi, molto più produttivi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta; ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Riteniamo che sia necessario approfondire questa questione e di conseguenza siamo favorevoli alla istituzione di una Commissione che stabilisca i fatti. Vorremmo solo precisare, in maniera inequivocabile, quello che la Commissione deve stabilire, perché non ci siano confusioni.

Il punto primo è che la Commissione deve stabilire se vi è stata discrepanza, scorrettezza, disonestà tra quello che è stato deciso dal Consiglio, dalla Giunta, dal Comitato in questione e quello che è stato fornito. Non intendiamo dare la colpa a nessuno; vogliamo semplicemente che sia stabilito chiaramente che fra le nostre decisioni e le azioni conseguenti vi è un'esatta e onesta corrispondenza. Se poi la Commissione, per dei ripensamenti o per altri motivi, vorrà criticare l'intervento fatto, dicendo che avrebbe potuto essere migliore, liberissima di farlo; ma la Commissione deve stabilire solo questo specifico fatto ed è a questo compito che deve essere chiamata.

Secondo punto. Ho detto e lo ripeto, andrò sul posto e sarò accompagnato. Intendo infatti essere accompagnato, perché è mia precisa conoscenza che giacciono degli enormi capitali, che vengono dalla CEE, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dalla Francia, dall'Olanda, dalla Germania Federale, etc., che non sono utilizzati. È una protesta di certi amministratori meridionali che questi capitali siamo inutilizzati; per questo intendiamo fare tutto quello che è possibile, secondo quello che il Consiglio e il Comitato hanno deciso; non intendiamo essere richiamati continuamente a nuove, differenti prestazioni quando quello che è possibile e doveroso fare non viene fatto. Non so se mi sono spiegato chiaramente però ho tutti gli elementi per poter suffragare una tesi di questo genere.

Pertanto, al di là di ogni polemica, posso benissimo capire sia gli sfoghi di Pedrini che quelli di Rollandin, però chiederei che non venissero anticipate né da una parte né dall'altra le conclusioni della Commissione. La Commissione deve essere insediata per dire se vi è questa corrispondenza tra quanto è stato deciso dal Consiglio, se ben ricordo all'unanimità, e quanto è stato fatto. Se cominciamo adesso a dare i risultati di quello che la Commissione deve fare, evidentemente, facciamo a priori una scelta politica. La Commissione avrà gli elementi, potrà interrogare i Comitati e stabilire quale origine esse abbiano.

Questo è quanto intendiamo e questo, secondo noi, permettere di andare a fondo della questione.

Mi sia permessa, per alleggerire un po' l'atmosfera, una battuta. Sono stato paragonato a Mussolini che visita i differenti impianti sportivi ginnico-militari dell'epoca; mi sia permesso dire che non ho mai diretto un giornale.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Non mi calmo, perché si dà il caso, Signor Presidente, che il sottoscritto non abbia insultato nessuno, che si sia comportato come una persona educata e si sia sentito insultare immediatamente all'inizio di una disquisizione bellissima, direi quasi plateale. L'Assessore ha avuto la cattiva idea di mandarmi in quel posto, quel giorno, e siccome io non mi faccio mandare in quel posto da certa gente, come dice lei, questa è soltanto la prima replica.

Lei ha ricevuto tante telefonate e io, se mi permette, ne ho ricevute tantissime, che mi dicevano: era ora che qualcuno dicesse la verità! Se qualcuno non mi avesse detto "vai giù a vedere", io che non mi ero interessato affatto del problema, non mi sarei nemmeno lontanamente sognato di andar giù. Chi me lo ha detto, si vede che aveva visto prima di me e giusto.

Ripeto, però, che io non ho insultato nessuno e mi sono sentito insultare: avrei dei termini veramente adatti a certa gente, ma non voglio mettermi su un certo piano. Voglio soltanto dire ai signori del Comitato e ai tecnici della Regione che non ce l'ho né con il Comitato, né con i tecnici della Regione, né con l'Assessore Rollandin come Assessore, come persona. Dico soltanto che egli (ed è stata qua l'abilità, direi quasi diabolica dell'Assessore Rollandin che ha sempre ragione) con molta abilità ha cercato di far sì che una certa parte dell'opinione pubblica, in modo particolare il Comitato e i funzionari della Regione, si dichiarassero offesi.

Non ho mai accusato i tecnici della Regione, Assessore Rollandin: solamente sostengo, e l'ho detto alla radio e l'ho scritto, di non aver fatto delle accuse ma soltanto delle constatazioni. Ho avuto come risposta una bellissima disquisizione, però una risposta agli interrogativi non c'è stata e questa è la realtà.

Sono spariti, pare, (perché non si sa ancora chiaramente) 10 milioni circa, che per il nostro Assessore sarebbero piccoli furti. Si fa dire al Vice-Sindaco Ignazio Fasulli e all'Assessore all'Urbanistica Rocco Ancarola che loro non volevano più chalets, ma che avrebbero preferito che la Regione pagasse degli interessi, dei mutui fatti per i terremotati: questo lo sentiremo dalla viva voce del Vice-Sindaco e dell'Assessore.

Devo dire che prima non avevo accennato che alle travi laterali manca qualsiasi tipo di coibentazione. I nostri vecchi avevano l'intelligenza di fare l'asse, poi mettevamo del fieno, poi facevano una perlinatura: siamo a 1600 mt. di altezza, abbiamo da 1 metro a uno e mezzo di neve, questa è la realtà, ma manca totalmente questa coibentazione. Non ho detto prima che quando uno entrava in un qualsivoglia chalet, alzava gli occhi, si vedevano i travetti che sostenevano il tetto, e si vedevano il cielo e le stelle. Questa è la realtà di fatto e non so se questo vuol dire poter abitare in quei locali.

Ho detto prima moquette, mi sono confuso: è linoleum che, naturalmente ha dovuto pagare il Comune. Adesso lei mi dice, invece, che l'ha pagato lei, o meglio, il Comitato.

È inutile che lei cerchi subdolamente direi, con una mente veramente da "certa gente" come lei qualifica, di scatenarsi sulla persona che ha avuto, non diciamo il coraggio, ma a cui si deve dare atto di aver detto il vero. Chiedevo soltanto che gli chalets fossero messi a posto, cosa che chiedo ancora adesso; tutto il resto non mi interessa assolutamente, desidero soltanto che gli chalets regalati dai valdostani siano degli chalets come Dio comanda e non delle porcherie come ho visto. Ripeto, anche, che questo non lo dico io, ma ci sono le dichiarazioni dei Sindaci che lo confermano, e lei può dire tutto quello che vuole, ma di fronte alle dichiarazioni dei Sindaci lei deve tacere e avere almeno quel minimo di coscienza di non girare la frittata.

Quello che a me interessa, e lo ripeto, è che gli chalets siano messi a posto e che si faccia luce sugli errori commessi (come ad esempio l'acqua che entrava di sotto, proprio perché pioveva dai basamenti).

Spesso e sovente l'Assessore Rollandin, quando il Gruppo Comunista gli rivolge qualche domanda cattiva, si fa pallido e si rivolge e si scatena, spesso e volentieri, contro il Gruppo Comunista. Nelle sue parole, più di una volta, ho indovinato il pensiero di avere a che fare con dei poveretti, degli ignoranti, che non capiscono niente. Questa sera, su questo argomento, dichiaro, prima che me lo dica lui, che sono un povero diavolo, che sono un deficiente, che sono veramente un poveretto che non capisce niente: così, se non altro, non lo potrà dire lui. Da deficiente però posso anche dire che lui mena il can per l'aia per mezz'ora, senza rispondere praticamente ad una sola delle domande che ho posto, mandandomi una lettera dove non c'è un prezzo.

Sono tutte cose dette a voce che non mi interessano: mi interessa però che l'opinione pubblica sia informata, così come doveva essere informata a suo tempo dei furti, che non si nascondono in un'Amministrazione pubblica degna di quel nome.

Sfido ciascuno di voi a dire se questo è un atto giusto e legale. Se uno è d'accordo con l'Assessore, si alzi e lo dica: non è giusto e legale che si nascondano queste cose all'opinione pubblica.

E mi creda, Assessore, lei la deve smettere di insultare non soltanto me, ma tutta la gente che avvicina. Mi consenta, io ho qualche anno più di lei: noi ci siamo scontrati la prima volta che lei è venuto in questo Consiglio, quando le ho detto che il fascismo era finito da parecchio tempo. Non so se ricorda: lei ha fatto un intervento, era appena arrivato e si vede che voleva farsi la strada, per diventare, forse, il Presidente della Giunta nel futuro. Nel suo intervento disse di dover cominciare subito, alla prima seduta, a partire all'attacco. Le dissi che il periodo fascista era finito e che qua siamo in clima di democrazia, dove ognuno può dire la sua e fare quello che ritiene giusto e lecito, senza andare contro la legge. Si deve però anche essere educati, e glielo dice qualcuno che è vent'anni che siede su questi banchi e che ha fatto qualche battaglia politica più di lei, senza con questo voler montare in cattedra. Io sono meno di lei, però nella mia pochezza, nella mia ignoranza, mi permetto di darle un consiglio: non insulti la gente: come ha fatto l'altro giorno quando, solo perché uno è liberale, davanti a 20 persone, è stato insultato come un cane perché Pedrini ha denunciato la verità sui fatti.

Queste cose, egregio Assessore, prima o poi si pagano, e se lei vuol fare il Presidente della Giunta, non è questa la strada che deve seguire. Le do qualche consiglio, se mi permette, anche se lei dice che da certa gente non riceve consigli, glieli do.

Giunti a questo punto, ripeto e chiudo, non ho niente contro il Comitato: desidero che i componenti del Comitato sappiano che non hanno assolutamente motivo di offendersi, perché io ho scritto quello che ho constatato in loco a Calvello ed Abriola. Inoltre, non ho niente contro i tecnici della Regione che, ripeto, hanno lavorato magnificamente bene in quel di Pignola, mentre non mi risulta siano andati a Calvello ed Abriola: non so che cosa abbiano fatto, perché là mi hanno detto che c'erano stati. Una cosa è certa: l'assistenza non c'è stata e mi pare con questo di avere smontato, in un certo senso, il tentativo di buttare soltanto del fango su una persona che ha avuto la malaugurata idea, o la benaugurata idea, di dire ancora una volta la verità: dire cioè che era un'indecenza mandare la gente a dormire in quelle case, nello stato in cui erano.

Se tutto questo significa che gli chalets, come sono convinto, hanno già ricevuto l'ordine di essere messi posto, sono perfettamente soddisfatto: il mio scopo era questo, e se questa chiarificazione è servita a questo fine sono felice di averla fatta.

Voglio aggiungere un'ultima cosa: con la battuta dell'handicappato non so a che cosa volesse rivolgersi, probabilmente al mio cervello. Sappia che sono un grande invalido di guerra partigiana e lei ha fatto una battuta di pessimo gusto, perché non si specula su un handicappato e non si offende un'altra persona con una frase del genere. Lei ancora una volta ha mancato di tatto e di educazione. Mi creda, è con rammarico che le dico questo, perché avere un Assessore che appartiene, come dice lei, a "certa gente", fa veramente male al cuore.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) - Consigliere Pedrini, noi due possiamo parlare sullo stesso piano, perché anch'io sono un handicappato, ho avuto la poliomielite all'età di 18 mesi e mi sono rimasti degli esiti.

Hai detto, ed è per questo che prendo la parola, che viviamo in una democrazia, per fortuna nostra. Confermo questo, però tutti sappiamo che la democrazia ha anche degli aspetti negativi e lo spettacolo squallido al quale abbiamo assistito oggi pomeriggio è veramente uno di quei momenti in cui la democrazia perde di sostanza e di importanza.

Non sono assolutamente del parere di Minuzzo, quando diceva che tu saresti arrivato qui impreparato rispetto al tema che dovevi svolgere. Al contrario, il collega Pedrini aveva preparato da tanto tempo questo argomento, e non mi riferisco agli appunti sui quali ha ordinato il suo discorso, ma a quello che è stato pubblicato da più di una settimana a questa parte.

Voglio dire soltanto questo: ammesso che quello che hai detto sia vero - e come ha detto il Presidente della Giunta sono del parere che qui non dobbiamo anticipare i giudizi, ma fare delle verifiche - ammesso che quello che hai detto corrisponda al vero, non si fa della speculazione su argomenti di questo genere, non si preparano dei titoli a tutta pagina su argomenti di questo genere se veramente si è in buona fede e se si è democratici.

Dal mio punto di vista, (mi permetto, anche se sono più giovane di te, ma sono handicappato come te) sono convinto che se ci fosse stata la buona fede, un argomento di questo genere non sarebbe stato trattato. Come ha detto Carlassare, qua si parla sulla pelle di gente che ha avuto un terremoto: mi pare che tu lo abbia addirittura raddoppiato il terremoto, con la interpretazione dei fatti che ci hai dato.

A questo punto vorrei precisare una cosa, come è stato fatto da altri appartenenti alla maggioranza e dal Presidente della Giunta: sono disposto a votare l'insediamento di una Commissione d'inchiesta, però non voto la mozione presentata dal Comm. Pedrini. Prima di tutto, infatti, non mi pare, visto il modo con il quale questo argomento è stato affrontato dal Comm. Pedrini, che sia il caso di fornirgli altro materiale da pubblicare sul suo "Monitore" (giornale di cui non è Direttore ma è editore): infatti, se noi votiamo questa mozione, domani vedremo scritto "il Consiglio Regionale vota la mozione del Comm. Pedrini".

Chiedo quindi, che si voti questa mozione, primo perché non voglio che il Consiglio Regionale fornisca altro materiale scandalistico al Comm. Pedrini; secondo, perché nella parte dispositiva si legge "sentite le dichiarazioni del Consigliere liberale Pedrini sul tema "Aiuti ai terremotati", e preso atto che l'Assessore Rollandin dichiara che quanto detto dal Consigliere stesso è tutto falso", e questo non è quanto è avvenuto in quest'aula. Il Comm. Pedrini infatti ha illustrato, con le capacità istrionesche che tutti gli riconosciamo, la sua versione: c'è stata una versione dell'Assessore, il quale non si è permesso di dire che quello che ha detto Pedrini è tutto falso, ma ha solo dato una versione diversa.

Chiedo pertanto che sia nominata la Commissione d'inchiesta, ma attraverso un ordine del giorno che noi Consiglieri Regionali, possiamo redigere in 30 secondi. Chiedo quindi che si rigetti la mozione presentata dal Comm. Pedrini, per i motivi che ho detto prima.

Presidente - Prima di dare la parola al Consigliere Mafrica, vorrei fare una precisazione che forse può servire nel prosieguo della discussione anche per l'Assessore Rollandin e il Consigliere Pedrini.

Qui si è parlato di Commissione d'inchiesta, di indagine di Commissione Speciale. Vorrei ricordare ai colleghi Consiglieri che esistono diverse forme, proprio dal punto di vista regolamentare, di concretizzare queste iniziative. Una è quella della Commissione d'inchiesta, che viene nominata dal Presidente del Consiglio su designazione dei Capi Gruppo; un'altra, è quella cui fa riferimento il Vice-Presidente Faval, prevista dall'art. 18, che dice che il Consiglio può deliberare la nomina di Commissioni Speciali per l'esame di particolari questioni e che queste Commissioni Speciali durano in carica fino al compimento del loro mandato: queste possono essere nominate secondo la proposta che la Presidenza fa per non perdere tempo, anche in questa sede, con la designazione dei nominativi da parte dei Capi-Gruppo.

Infine la proposta del Vice Presidente Faval di non votare la mozione, nel senso di respingerla, deve essere (se il Vice Presidente Faval ritiene che il Consiglio debba esprimersi su un altro testo) preceduta dalla presentazione o di emendamenti alla mozione o di un ordine del giorno da far pervenire alla Presidenza prima della fine della discussione generale sulla mozione, perché possa essere messa ai voti.

Ho voluto precisare queste cose perché poi, quando arriviamo alla votazione, non sappiamo come districarci da quelle numerose e varie proposte che sono state formulate.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Il Consigliere Pedrini, nel suo secondo intervento, per rafforzare alcune sue argomentazioni, ha voluto tirare in ballo il nostro Gruppo e i rapporti con l'Assessore Rollandin. Sono osservazioni che lui può fare e può dare il giudizio che crede: riteniamo però di essere in grado di non aver bisogno di difensori d'ufficio e di stabilire noi quali rapporti mantenere con ciascun membro della Giunta.

In questa discussione c'è il rischio di doversi schierare in modo acritico, che non ci piace, o a sostegno delle tesi del Consigliere Pedrini o a sostegno delle controtesi dell'Assessore Rollandin. Non siamo dell'idea né che tutto quello che è stato fatto nelle zone terremotate sia stato fatto male, né dell'idea che laggiù sia andato tutto nel migliore dei modi. Non crediamo cioè di poter sposare una tesi piuttosto che l'altra, perché è nella realtà delle cose che alcune siano fatte bene, altre siano fatte male e che si possa sempre fare meglio.

La nostra posizione rispetto a questo problema è di nominare una Commissione, e io emenderei la mozione del Consigliere Pedrini a questo scopo, in modo che si vada a verificare effettivamente a che punto siamo, cosa è stato fatto, come è stato fatto, cosa bisogna fare per rimediare a errori o a disfunzioni che si siano verificate.

Quindi, chiediamo di emendare la mozione del Consigliere Pedrini in questo senso, in una polemica che può apparire personale. Chiediamo di verificare cosa ha fatto la Regione Valle d'Aosta, e in questi tre Comuni chiediamo di andare a ricevere elementi di giudizio per continuare l'intervento.

Questa discussione che stiamo facendo oggi, credo abbia già prodotto dei guasti, al di là della volontà dei singoli proponenti o della volontà di chi sostiene una tesi piuttosto che un'altra. Quando il Consigliere Clusaz ha fatto determinate osservazioni, che penso tutti possano respingere. Non voglio polemizzare con il Consigliere Clusaz, ma a me viene l'impressione che questa sia un'opinione molto diffusa. Se cioè si trattasse dell'opinione del Consigliere Clusaz e si trattasse di contrastarla politicamente, avremmo argomenti e possiamo ripeterli quanto vogliamo. Se però nella popolazione valdostana passa l'idea che ci sia stata una grande disponibilità, una grande solidarietà e che tutto sia poi finito no si sa come, senza poter fare più niente, credo che abbiamo fatto un pessimo servizio alla nostra Regione.

Abbiamo il dovere preciso di are le cose nel migliore dei modi, di verificare se ci sono stati errori o disfunzioni e rimediare a questo, perché questo grande slancio che c'è stato possa dare dei frutti. Non siamo dell'idea che, considerando le popolazioni lontane diverse da noi, magari peggiori, adempiamo al nostro compito in questo Consiglio. Rappresentiamo un popolo che vuole essere riconosciuto per le sue caratteristiche: dobbiamo avere la capacità di comprendere le altre popolazioni, soprattutto nei momenti particolari del bisogno.

Pertanto, desideriamo che sia fatta la chiarezza più assoluta, che si riconoscano gli errori, se ce ne sono stati, che a questi errori si rimedi e che non si faccia di questa questione uno strumento di polemiche personali. Desideriamo cioè che si migliori l'intervento della Regione Valle d'Aosta in una zona che ne ha particolarmente bisogno. A questo scopo, quindi, presento un emendamento alla mozione come segue:

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, discussa la situazione degli aiuti nelle zone terremotate, allo scopo di verificare lo stato dei lavori decisi dal Consiglio Regionale nei Comuni di Abriola, Calvello e Pignola

DELIBERA

di incaricare il Presidente del Consiglio di nominare una Commissione Speciale per gli aiuti alle zone terremotate, costituita da 3 rappresentanti della maggioranza e da 2 della minoranza, designati dalla Conferenza dei Capigruppo, che riferirà al Consiglio entro due mesi.

Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Innanzitutto, desidero chiarire che c'è stato un voluto fraintendimento delle mie parole iniziali, in quanto non mi permetto mai di fare accenni alla persona, quindi meno che mai in questi casi. Quindi, se per caso sono stato frainteso, me ne dispiace, perché non era il mio scopo entrare nel merito di questioni che assolutamente non devono entrare in discussioni di Consiglio. Volevo sostanzialmente ripetere, perché sia ben chiaro, che non mi interessa la polemica personale, né l'ho mai cercata.

Per quanto riguarda le osservazioni delle controtesi, anche qui voglio chiarire che non si tratta di tesi e controtesi: non mi permetto di dire che ho fatto delle tesi, non ho fatto nemmeno delle ipotesi. Sono stato sollecitato dagli organi di Stato che, di fronte a determinate notizie, volevano sapere cosa era successo , e ho detto quali erano certe impressioni e ho presentato i documenti che avevo.

Chiederei che, per correttezza rispetto al Consiglio e per evitare di continuare questa polemica, che ritengo tutto il Consiglio sia d'accordo nel ritenere inefficace, si arrivi alla definizione di chi sarà incaricato: questo, prima di esprimersi ulteriormente su questo problema. Chiedo cioè di arrivare a dare i risultati di una Commissione che, essendo nominata dal Consiglio, dovrebbe avere la massima obiettività. Davanti poi ai risultati finali si arriverebbe a dire, questa è l'immagine di quanto è successo in queste tre zone, con tutto il bene e il male che si può dire.

Per quanto riguarda in particolare le risposte mi si sollecitava di mandarle anche a livello personale: non ho nessuna difficoltà e manderò punto per punto le osservazioni. Chiederei, però, che non si creassero ulteriori polemiche perché altrimenti diventa di nuovo un fatto Rollandin-Pedrini, e questo non ha alcun senso: la polemica tra noi due è infatti deleteria per il Consiglio, come qualcuno ha già sottolineato. Non è nell'intenzione del Consiglio stare a sentire le nostre polemiche, se si è verificato un fatto obiettivo. Io rappresento solo un Comitato, e ribadisco di non aver più responsabilità di ogni altro del Comitato. Voglio dire chiaramente che il lavoro è stato fatto da un Comitato e quando mi si dice che sono nell'occhio del ciclone, a me spiace non per un fatto personale, ma perché l'immagine che ne risulta è che questo diventi un fatto personale che ricalca un fatto politico.

Per rientrare in una giusta dimensione, penso sia corretto per il momento evitare di avere ulteriori polemiche: fintanto che non avremo dati precisi vorrei che non ci fosse inchiesta, perché sembrerebbe di dare per scontato che ci siano stati degli errori da parte del Comitato.

Poiché questo Comitato aveva la massima rappresentanza di tutte le forze, se qualcosa è stato sbagliato siamo pronti ad ammetterlo senza nascondere nulla.

Vorrei poi ribadire un fatto: la questione di non pubblicizzare gli ammanchi di materiale (posso dare la lista di quello che ho consegnato) è stata una scelta di Comitato. Ho relazionato al Comitato, il quale ha fatto una scelta. Pedrini può dire che non è corretto e può darsi che abbia ragione. Vorrei perciò evitarlo, non perché tocchi la persona, ma perché è deleterio il fatto che un aiuto, in cui è stata coinvolta tutta la popolazione, finisca in una polemica tra due.

Se ci sarà rispondenza da parte dell'interessato ad attenersi a questa linea, cioè ad evitare di creare una nuova polemica, fintantoché non ci saranno questi risultati della Commissione, penso che questo sarebbe nell'indirizzo di quanto è emerso in questo Consiglio.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

De Grandis (PRI) - Questa mattina mi sono astenuto dalla votazione del Consiglio che doveva decidere se ammettere l'iscrizione in via d'urgenza di questa mozione. Mi sono astenuto perché, poco più di un mese fa, in questo stesso Consiglio, avevo chiesto di presentare una mozione d'urgenza, ma mi è stato opposto il muro del regolamento. Non sono intervenuto questa mattina, perché l'argomento sollevato dal Consigliere Pedrini e la risonanza che aveva avuto sui giornali, sembrava fosse cosa di una tale gravità per cui ho ritenuto di stare zitto.

Ora mi sembra, dalla discussione che è venuta fuori in questo Consiglio, che si tratti di una grossa mongolfiera che si sta sgonfiando: ragione per cui non voterò a favore di questa mozione mentre sono favorevole all'ordine del giorno preannunciato dal Consigliere Faval, perché ritengo non si debba nominare una Commissione d'inchiesta. Non ci sono state - e lo ha ripetuto più volte il Consigliere Pedrini - specifiche accuse di illecito e chicchessia, ma egli ha soltanto rilevato alcune carenze e manchevolezze nella realizzazione di alcune opere che il Consiglio aveva demandato a questo Comitato di gestione dei fondi raccolti per i terremotati.

Per questo motivo, ritengo che la cosa più opportuna sia la nomina di una Commissione Consiliare Speciale del numero più ristretto possibile, anche per ragioni economiche, che verifichi quanto ha realizzato il Comitato di gestione, se ha rispettato, come giustamente ha ricordato il Presidente della Giunta, il mandato ricevuto dal Consiglio e che riferisca a questo Consiglio. In quel momento, ritengo che potrà essere espresso un giudizio pacato e sereno su quanto è stato o non è stato fatto: in quel momento sarà il caso di esprimere un giudizio sulla necessità o l'opportunità di nominare una Commissione d'inchiesta. Voto perciò contro la mozione e a favore dell'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Signor Presidente, visto che il collega De Grandis ha anticipato un ordine del giorno del Collega Faval, mi riservo di intervenire successivamente alla presentazione di questo ordine del giorno, per evitare di intervenire due volte.

Presidente - Il Consigliere Minuzzo, come forse altri Consiglieri, ritengono che la discussione potrebbe procedere dopo che sia stato distribuito l'ordine del giorno annunciato dal Vice Presidente Faval.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Siccome qua mi si dà del volpone, ritiro la mia mozione e aderisco all'ordine del giorno. Mi pare che in questa maniera abbiamo veramente trovato la soluzione ad un problema, perché a me interessa che l'argomento sia stato sollevato e che le case, i prefabbricati dei tre Comuni siano messi in ordine, come prevedo saranno quando la Commissione si recherà sul posto.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) - Ho sentito la proposta fatta da Mafrica. Sono del parere che il testo da lui predisposto vada bene. Chiedo però, che venga trasformato da mozione in ordine del giorno e che sia confermato che la Commissione, che sarà nominata dal Presidente del Consiglio, sia formata da tre persone: questo, per ovvie ragioni di praticità e di funzionalità della Commissione stessa, oltre che di economicità.

Presidente - Allora, per riassumere, colleghi Consiglieri. C'è, al termine della discussione generale una proposta di emendamento alla mozione del Consigliere Pedrini, presentata dal Consigliere Mafrica. C'è una proposta del Vice Presidente Faval di trasformar questi emendamenti in ordine del giorno, da votare in sede di discussione generale, con la variante che la Commissione sia costituita da due rappresentanti della maggioranza e uno della minoranza, e cioè in totale da tre persone designate dalla Conferenza dei Capigruppo che riferirà al Consiglio entro due mesi.

Nello stesso tempo c'è la dichiarazione di ritiro della non votazione della mozione da parte del Consigliere Pedrini. Mi sembra, allora, di dovermi rivolgere ai presentatori degli emendamenti, per sentire se concordano con la proposta del Vice Presidente Faval: in questo caso, sarebbe sufficiente una sola votazione su questo ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Lo spirito della nostra proposta sembra sia abbastanza vicino a quello della proposta del Vice Presidente Faval, e per questo motivo concordiamo. Rimane dunque da vedere se la maggioranza ritenga debbano essere tre e non cinque. Poiché però, se continuiamo ad insistere su cinque non è che possiamo farli passare, concordiamo con l'ordine del giorno nella forma proposta da Faval.

Presidente - Vorrei dire una cosa, rispondendo anche al Consigliere Carlassare che era intervenuto sollevando questo problema: è ovvio, è prassi e comunque è anche prescritto, che le Commissioni possono sempre interpellare tecnici, esperti e testimoni quando lo ritengono utile alla loro attività. Quindi, anche se sono tre, domani possono allargare il loro lavoro a quanti ritengono di poter dare un contributo.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

Pedrini (IPLI) - Mi sta benissimo tutto. Mi pare infatti che in questa maniera si riesca ad andare veramente a fondo della questione, senza che ci sia un vincitore o un vinto, perché non era questo loro scopo della mia mozione, era soltanto far sì che i 40 chalets diventassero tutti abitabili.

Desidererei, eventualmente a spese mie, far parte di questa Commissione perché quando si va ad interrogare i Sindaci e a chiedere spiegazioni, vorrei essere presente perché non vengano cambiate le carte in tavola.

DICHIARAZIONI DI VOTO

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo; ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Per dichiararmi favorevole all'ordine del giorno presentato dal collega Faval, che recepisce la mozione presentata dal Gruppo Comunista, ribadendo che, siccome non ci sono state spiegazioni plausibili per il fatto che questa Commissione è stata composta da tre anziché da cinque, c'è probabilmente la volontà di far partecipare il meno possibile le forze dell'opposizione. Comunque, voto a favore di questo ordine del giorno, con questa precisazione.

Presidente - Voglio fare una precisazione. Mi sembra che il problema delicato e anche urgente abbia meritato l'attenzione del Consiglio per parecchio tempo: non vorrei che la convocazione dei Capigruppo per designare i membri della Commissione portasse molto avanti nel tempo il decreto costitutivo della Commissione. La mia proposta, se il Consiglio è intenzionato a votare l'ordine del giorno, è quella di pregare i Capigruppo di fermarsi e di fare immediatamente la riunione, nella quale i Capigruppo della maggioranza designino i loro due rappresentanti, e la minoranza designi il suo. In questo modo domani possiamo già fare il decreto.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson sull'ordine del giorno; ne ha facoltà.

Fosson (DC) - Sono d'accordo. Volevo soltanto proporre, a nome della maggioranza, senza fare riunioni supplementari, i nomi di Maquignaz e di Voyat.

Presidente - Prendo comunque atto e metto in votazione l'ordine del giorno:

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Il Consiglio dà atto che il Consigliere Pedrini ha ritirato la mozione e non ha richiesto che la stessa fosse votata.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 20,42.