Objet du Conseil n. 89 du 28 septembre 2018 - Resoconto
OGGETTO N. 89/XV - Discussione delle azioni da adottare in merito alla CAVA S.p.A.. (Approvazione di una risoluzione)
Fosson (Presidente) - Alla presenza di 35 Consiglieri si apre questo Consiglio.
Punto n. 1 dell'ordine del giorno. La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Prima di passare all'illustrazione della proposta che abbiamo fatto con altri colleghi presentando questa risoluzione, poiché da pochi minuti abbiamo finito l'incontro di natura tecnica con i dirigenti regionali e i rappresentanti dell'azienda, mi scuso con gli altri colleghi, ma, a nome della maggioranza, chiederei una sospensione del Consiglio per poterci confrontare.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 17:39 alle ore 18:40.
Fosson (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Sono stati giorni importanti e soprattutto un pomeriggio, quanto meno per quanto ci riguarda, utile e positivo. Più volte in queste settimane abbiamo detto a più riprese che non c'è solo il dossier Casinò da affrontare, ma, nel momento in cui uno si assume delle responsabilità, se ci sono delle criticità, bisogna avere la forza e la determinazione di provare a trovare la soluzione o le migliori soluzioni. Io penso che questo pomeriggio sia stato comunque un confronto utile, ma obbligatorio, e degli elementi importanti sono stati messi in evidenza dai vari tecnici dell'Amministrazione regionale, dall'azienda, da chi ha proposto delle iniziative, delle misure.
Cercherò di illustrare la risoluzione, che nella sostanza è molto simile a quella depositata tre giorni fa e, dal punto di vista formale, abbiamo modificato qualcosa nell'impegno. Vorrei mettere in evidenza e mettere sul tavolo un po' di positività. La prima è che sì quest'azienda è in difficoltà dal punto di vista della tensione finanziaria, ma dall'altra parte ci sono dei dati che ci danno un conforto importante legato alla gestione 2018. Gestione 2018 che, per quanto riguarda la pre-chiusura al 31 dicembre 2018 - mancano ancora tre mesi - chiuderà con circa 6 milioni di euro di margine operativo lordo positivo. Vuol dire che per il 2018, grazie a quello che è stato fatto negli ultimi mesi, negli ultimi anni, i ricavi si attestano a circa 61 milioni di euro e i costi a 55, quindi, dal punto di vista gestionale, l'azienda ha intrapreso il percorso corretto, ma ci sono delle criticità che hanno delle cause a monte - non solo degli ultimi giorni o degli ultimi mesi -, a seguito di incertezze, a seguito di misure non messe in campo, a seguito di diverse azioni difficili.
Sono stati tre mesi non facili su questo dossier. Un anno e mezzo fa abbiamo approvato un piano, abbiamo approvato una legge che sosteneva le modifiche importanti inserite nel piano e nessun dipendente è stato licenziato: si è bloccata una procedura collettiva di licenziamento a fronte di una riduzione del costo del personale, costo del personale che, nel giro di tre anni, nel 2016 era di 45 milioni di euro annui, nel 2017 di 42,5 e nel 2018 si attesterà a 37 milioni di euro: sono elementi e dati, dal nostro punto di vista, importanti. L'altro dato è che, nonostante le mille difficoltà, ancora oggi il gettito che quest'azienda versa al bilancio regionale supera i 15 milioni di euro.
Un altro passaggio importante, non secondario: "però continuate a dare dei soldi alla Casa da gioco". Nessun soldo sarà erogato a quest'azienda in più di quello che è stato deciso e votato nel maggio 2017. La proposta che facciamo, a nome della maggioranza, a questo Consiglio è che ci sia l'impegno per l'Assessore con delega al Casinò, o altro delegato, "ad approvare il bilancio 2017 della Casino de la Vallée nel corso della prossima assemblea societaria utile, in considerazione degli elementi ulteriori emersi nel corso del confronto tenutosi in aula con i tecnici e nelle more dell'aggiornamento del piano industriale redatto dall'Azienda, ai sensi della legge regionale n. 7/2017, prodromico all'individuazione delle azioni utili a garantire la continuità aziendale della Casa da gioco; impegna il Governo regionale a predisporre, entro 15 giorni dall'acquisizione dell'aggiornamento del piano industriale, l'iter amministrativo di approvazione della relativa legge a sostegno, nella prospettiva di: 1. ridurre ulteriormente il costo del personale e altri costi; 2. valutare la ridefinizione della posizione debitoria dell'Azienda; 3. effettuare il trasferimento finanziario necessario e attivare la garanzia a sostegno di nuovi affidamenti bancari per l'attuazione del piano aggiornato, non oltre i limiti finanziari previsti dalla legge regionale n. 7/2017; a valutare la fattibilità di misure di reintestazione al socio Regione del patrimonio immobiliare, entro il 30 novembre 2018". Questa è la proposta che faccio a nome della maggioranza, maggioranza che non avrà i numeri in questo Consiglio per sostenere questa proposta che io sto facendo, condivisa dalla Lega Vallée d'Aoste, dall'Assessore Gerandin, dalla collega Rini, da Stella Alpina, da PNV e da ALPE. La proponiamo a questo Consiglio sapendo di non avere i 18 voti.
La situazione, come ho detto prima, è preoccupante, perché in questi tre mesi il socio non ha revocato la legge, non ha modificato il piano, per mille difficoltà, non ha approvato nessun atto amministrativo. Noi riteniamo che non si possa andare oltre e che si debba oggi dare un indirizzo al Governo regionale e questo è un indirizzo di natura politica! Chiederei quindi ad altri colleghi, ad altri gruppi politici che fanno parte di questo Consiglio di valutare e di sostenere questa proposta che va nella direzione tracciata l'anno scorso con mille difficoltà, sapendo che quest'azienda non solo dà ancora al sistema Valle d'Aosta, ma gli può dare ancora di più se è nelle condizioni di poter fare meglio, se è nelle condizioni di valutare meglio e soprattutto operare meglio nel sistema Valle d'Aosta.
Non vi nascondo che ci abbiamo messo del tempo (forse troppo), forse si doveva e si poteva fare prima, ma con i "se" e con i "ma" non si costruisce il domani. Io penso che oggi sia importante chiudere una partita, decidere, dare quindi un'indicazione di natura politica con un po' di positività, con un po' di voglia e determinazione, perché sono i numeri e gli obiettivi raggiunti che ci confortano che questa è la strada giusta, ma che non è sufficiente, la terapia deve essere più forte. All'interno di questo atto c'è l'impegno di aggiornare il piano, di inserire delle nuove misure, come poc'anzi ho illustrato e a sostegno di questo aggiornamento ci deve essere un sostegno di natura legislativa, senza andare oltre minimamente a quello che è stato deciso nel maggio 2017.
Forse si è cercato di mettere in evidenza le cose che non vanno, piuttosto che mettere in evidenza le cose che stanno andando nella direzione giusta o che devono essere modificate per poter dare dei risultati migliori. Penso che sia questo il compito di questo Consiglio, sia compito di chi legifera, di chi decide le regole del gioco. Noi oggi con questo documento che, ripeto, è un documento di indirizzo di natura politica, ma che va a dare dei compiti e soprattutto dei tempi in modo che ci sia la possibilità di dare quella continuità aziendale che oggi l'azienda non ha, nel momento in cui ci sono delle incertezze perché il socio non ha ancora legiferato e quindi è importante/capitale per il prosieguo, ma per un prosieguo che sia naturale, che sia utile soprattutto al sistema Valle d'Aosta, perché forse in queste settimane, in questi mesi fuori da questo Palazzo si è strumentalizzato magari questo dossier... io penso che invece questo sia il momento dell'agire, ma agire bene con il buon senso, con dati alla mano, con risultati alla mano, con una fotografia reale che possa permettere a questo Consiglio di accettare, valutare e sostenere la risoluzione che vi ho appena illustrato.
Pensavo di essere più rapido, poi alla fine ho voluto cercare di spiegare un po' meglio e cercare di mettere in evidenza e soprattutto fotografare il 28 settembre 2018, cercando di guardare avanti, ma soprattutto cercando di mettere sul tavolo delle soluzioni.
Presidente - La parola al Consigliere Vesan.
Vesan (M5S) - Io mi vergogno un po' vista l'ora, ma, in realtà, noi non abbiamo chiesto nessuna sospensione, però oggi vorremmo chiedere la possibilità per pochi minuti di una sospensione dei lavori per poter vedere questa risoluzione arrivata in questo momento come Movimento Cinque Stelle e come gruppo Impegno Civico.
Presidente - Mi sembra corretto, sospensione concessa.
La seduta è sospesa dalle ore 18:54 alle ore 19:10.
Fosson (Presidente) - Riprendiamo i lavori. C'è stata la presentazione da parte del Consigliere Chatrian di un nuovo testo della risoluzione. La parola al Consigliere Mossa.
Mossa (M5S) - Io vorrei fare la dichiarazione di voto. Puntare sul rilancio dei casinò italiani, a mio avviso, è il vero gioco di azzardo. Un gioco che appassiona tantissimo gli amministratori delle quattro case da gioco italiane (tre per l'esattezza, perché quello di Campione ultimamente è un po' meno appassionato), ma che invece coinvolge poco o nulla i clienti, sempre più attratti dai giochi on line o dalle slot machine, presenti ormai in quasi tutto il territorio. Il paradosso è che il mercato del gioco d'azzardo è in crescita, mentre quello del Casinò è in crisi, perché, mentre il numero di punti gioco con le slot machine e i videopoker è aumentato, i casinò non sono aumentati, né cambiati, anzi allo stato attuale il loro destino è ben noto. Cambiare pelle, ad esempio, con promozioni, omaggi e offerte o ospitando nella struttura Centro congressi resort di lusso con spettacoli di magia ha dato qualche frutto, ma non ancora al punto da arrestare una caduta, che talvolta diventa un avvitamento senza un'apparente fine. Il Casinò di Venezia, nonostante l'afflusso di oltre dieci milioni di turisti l'anno, è passato dai 100 milioni di un decennio fa ai 16 milioni del 2014; comunque è sempre un'azienda in attivo, ma stiamo parlando di una città ai primissimi posti in Italia per numero di visitatori (terza dopo Roma e Milano). Il 16 maggio 2017, durante la presentazione di un nuovo programma associativo di Federgioco, è stato sottolineato come il settore sia in flessione da diverso tempo. Negli ultimi dieci anni si è passati da incassi per 515 milioni ai 293 del 2016, dei quali 185 provenienti dalle slot machine e 108 dai tavoli da gioco, per un calo di oltre il 43 percento. Nel 2017 le cose non sono migliorate: tutti hanno perso incassi e clienti. È un settore in calo, anzi direi in picchiata in tutta Italia, ma non lo dico io, lo dicono i dati e nessuno possiede la bacchetta magica per fermare questo processo irreversibile.
Vogliamo parlare delle cause che stanno portando i casinò al declino? Secondo gli esperti del settore, ovviamente c'è la generale crisi economica iniziata nel 2008, ma ancora prima il numero di ingressi era calato con l'introduzione della legge che vieta di fumare nei luoghi chiusi. Altre cause più specifiche del settore che hanno contribuito alla crisi dei casinò sono la diffusione del gioco d'azzardo on line e l'aumento di popolarità di giochi come il gratta e vinci e il superenalotto. A contribuire a questa crisi in Valle d'Aosta è stato l'insufficiente investimento nel settore turistico, dovuto probabilmente alla poca sensibilità delle precedenti Amministrazioni, che forse erano impegnate a pensare ad altro. Un'altra causa è la produzione del bene fatta in maniera non proprio aziendale, se vogliamo. Alcuni dicono che i casinò sono stati in passato un modo di riciclare denaro illecito e ora che è finito quello scopo dicono che da lavatrici siano divenuti parcheggi di voti. Sarà vero? Ai posteri l'ardua sentenza scriveva Manzoni.
Oggi si scopre che il Casinò ha troppi costi di personale e bassa domanda. Che bella scoperta! Allora che facciamo? Riduciamo i costi e licenziamo il personale. Questo significa rilanciare l'azienda? A mio avviso, si tratta solo di ritardarne la fine. Signori, le aziende falliscono: se non sono in grado di adeguarsi alla realtà attuale, possono solo cedere il passo. Anche se oggi siamo qui a parlare di quanto erano belli gli anni Ottanta, fuori da queste mura siamo nel 2018, dovremmo discutere di come affrontare il futuro tenendoci al passo di questa tecnologia che avanza inarrestabile giorno dopo giorno e invece siete ancora inchiodati qui a cercare di salvare ciò che è stato e che non sarà più. Avete dato troppi soldi dei cittadini valdostani a quest'azienda! Prima dell'azienda siete voi che avete fallito! Oggi dovreste essere qui a chiedere scusa ai cittadini valdostani per aver buttato in tutti questi anni i loro soldi e cercare di rimediare all'errore, invece state cercando di mettere i cittadini ulteriormente in ginocchio continuando a usare i loro soldi per quest'azienda, certo, tanto sono i loro, mica i vostri! Sui social sono arrivati addirittura a fantasticare su cosa avrebbero potuto fare con tutti i soldi buttati nel Casinò e nell'Hotel Billia. Andate a leggere, non me lo sto inventando, è la verità! Nella vostra realtà ovattata, ottenuta negli anni sempre con i soldi dei cittadini, probabilmente mi sa che un po' di ovatta vi è entrata anche dentro le orecchie perché non sentite più quello che la gente qua fuori vi sta chiedendo. Vi chiedono di investire nel lavoro, perché il tasso di disoccupazione è in costante aumento e molte famiglie hanno difficoltà ad arrivare a fine mese; vi chiedono di investire sulla sanità perché molti non si possono permettere cure private e non possono neanche aspettare le lunghissime liste di attesa; vi chiedono di investire nel turismo per far crescere la vera ricchezza di questa Valle; vi chiedono di investire nei trasporti perché abbiamo l'autostrada più cara d'Italia e un treno rimasto anch'esso, come il Casinò, fermo agli anni Ottanta; vi chiedono di investire nella scuola affinché questa possa formare il futuro dei nostri figli; vi chiedono di investire nell'agricoltura perché questo settore è sempre più schiacciato dalla burocrazia, ma per voi anche il cibo rispetto al Casinò passa in secondo piano. È incredibile! Su tutto questo bisogna investire, se davvero come dite avete a cuore il bene della comunità, ma sembra che tutto ciò che a voi importa sia solo questa Casa da gioco. Neanche l'enorme perdita di consensi da parte del vostro elettorato è servita a farvi aprire gli occhi. La vostra cecità vi porterà al fallimento. Non lo dico io, lo dicono i vostri elettori. Molti di quelli che sedevano in quest'aula non ci sono più, ve ne siete accorti almeno? Forse è proprio questo il motivo per il quale avete tutta questa empatia nei confronti di quest'azienda, forse perché tutti e due condividete lo stesso inevitabile destino.
Presidente - La parola al Consigliere Baccega.
Baccega (UV) - È stata una giornata faticosa, certamente dobbiamo chiedere scusa ai valdostani, scusa a coloro che da questa mattina cercano di sintonizzarsi per capire che cosa succede a questo Casino de la Vallée e di che cosa quest'Amministrazione regionale, questo Consiglio regionale decide rispetto alle sorti di una Casa da gioco, di un resort, di un centro congressi, di una s.p.a.. È il contesto, collega Mossa, di quella struttura, non è solo il Casinò e sono 500 e rotti posti di lavoro, quasi 600: li vuole mandare a casa? Ce lo dica chiaramente, perché questo lei ha detto in questo momento, ma non è questo l'aspetto, le spiego meglio come funziona. In questa bagarre che c'è stata quest'oggi con una mattinata confusa di riunioni e contro riunioni, ma quello che si è palesato nel pomeriggio, Assessore Aggravi, è una pesante mancanza di trasparenza da parte sua nel far avere i documenti, documenti non trasmessi, documenti trasmessi in date da valutare. C'è una pesante mancanza di comunicazione tra il suo Assessorato e la Cava e quindi sono costretto a tornare a dire a tutto questo Consiglio, ma soprattutto a chi ci ascolta che Campione è fallita nel 2018, qualche mese fa, dopo essere stato aperto nel 2007, che la cittadina di Campione sta chiedendo di annettersi alla Svizzera e che anche lì ci sono 487 dipendenti, più 102 dipendenti del Comune, che sono a casa in questo momento. Noi questo non lo vogliamo, lo diciamo a chiare lettere: non lo vogliamo perché siamo certi che, pur non avendola votata, ma con l'aggiornamento che c'è in corso, quella legge n. 7 può dare uno sviluppo e qualche risultato - è stato detto dal collega Chatrian - lo stiamo valutando. È stato inviato un aggiornamento del piano che al 30 giugno già dà delle risposte che vanno nella direzione di dire che il concreto avvio del percorso di riduzione dei costi del personale si è avviato, che l'adozione del nuovo modello organizzativo è in itinere, che il raggiungimento sostanziale dei risultati economici previsti dal piano si può sviluppare nell'arco del 2018, quindi tutte quelle tematiche che avevano messo in forse eventualmente l'approvazione del piano vanno a compimento.
È preoccupante l'atteggiamento che ha avuto in questi giorni la Giunta, in particolare l'Assessore Aggravi, perché non ha palesato quella volontà politica che più volte gli abbiamo chiesto. Soltanto adesso, con l'approvazione di questo documento, potranno venire fuori le reali volontà politiche di questa maggioranza e di questa Giunta, ammesso che - e mi pare di no - che questa maggioranza ci sia ancora. Ho la sensazione che non ci sia più questa maggioranza, ho la sensazione che ci siano delle forti divergenze all'interno, ma lo vedremo nei prossimi giorni.
Faccio mia una delle affermazioni che un collega più volte fa in quest'aula, che dice che sono gli atti della pubblica amministrazione a determinare il percorso politico e quindi sono le leggi regionali, sono le delibere di Giunta, le delibere di Consiglio, sono i piani di sviluppo, è la produzione degli investimenti che vengono fatti attraverso questi piani di sviluppo e sono tutti provvedimenti finalizzati al pubblico interesse. È fondamentale questo: il pubblico interesse. Era pubblico interesse quando il Casinò incassava 150 milioni di euro all'anno, dove i ristorni che arrivavano alla Regione erano importanti e significativi, che ci permettevano di investire nelle strade, nei ponti, nelle attività dell'agricoltura, nella sanità. Erano soldi che entravano, e continuano ad entrare con tutte le imposte di ritorno che ci sono.
In questo momento, sempre nella logica del pubblico interesse, la Casino ha bisogno dell'Amministrazione regionale. Abbiamo fatto degli investimenti importantissimi per creare un polo di attrazione fondamentale in quel contesto della nostra Regione che è la Media Valle (Saint-Vincent e Châtillon) - e abbiamo sentito i loro Sindaci che cosa dicono -, quindi quegli investimenti vanno tutti nella direzione del pubblico interesse.
Credo che i documenti che abbiamo esaminato, quelli pervenuti e quelli non pervenuti, penso che tutto quello che ci è stato portato, le audizioni che abbiamo avuto in commissione ci abbiano dato chiarezza rispetto alla continuità aziendale, non ancora affermata da un documento finale di bilancio, ma certamente affermata da quel piano al 30 giugno, che ha una proiezione al 31 dicembre 2018 che ci porta a risultati di bilancio decisamente significativi e ottimizzati rispetto al passato. Io quindi credo che ci siano tutti i presupposti affinché il bilancio 2017, che è la fotografia delle spese dei costi e dei ricavi avuti nel 2017 da questa società e corredata dalla relazione di bilancio che è stata allegata, possa dare delle risposte importanti.
Credo che su questo argomento ci torneremo, perché ci sono altre cose da approfondire, c'è da parlare di riorganizzazione interna della Casino, io credo che la IV Commissione debba essere coinvolta fortemente in tutti i passaggi che avverranno in futuro rispetto a questa cosa e ovviamente, rispetto a questo documento presentato, ci sarà il mio voto favorevole. Parlerà sicuramente anche il mio Capogruppo. È importante che ci sia la cognizione che tutto questo percorso viene fatto nella logica del pubblico interesse.
Presidente - La parola al Consigliere Marquis.
Marquis (AC-SA-PNV) - Oggi credo sia un giorno importantissimo per la Casa da gioco, per le famiglie coinvolte e interessate direttamente da quella vicenda, per la Valle d'Aosta intera. Questo momento è stato reso possibile grazie a una richiesta di convocazione del Consiglio regionale che è stata presentata mercoledì. È stata presentata in modo un po' anomalo, da due forze della maggioranza e due forze dell'opposizione. Non avevamo la forza all'interno della maggioranza di portare avanti da soli questa iniziativa e abbiamo cercato il coinvolgimento di tutti quelli che fossero a disposizione per raggiungere quest'obiettivo: un obiettivo troppo importante per noi per non profondere questo impegno. Ci spiace aver registrato alcune assenze a questa proposta, perché io mi chiedo, se non fosse stato convocato il Consiglio oggi e se non avessimo fatto questa discussione oggi pomeriggio, che fine avrebbe fatto il Casinò di Saint-Vincent. Probabilmente i libri sarebbero finiti in Tribunale domani mattina e ci saremmo avviati verso un difficile percorso, un triste destino. Questa è la dimostrazione che, quando ci si mette la responsabilità all'interno dell'aula, si possono trovare delle convergenze tra tutti coloro che sono responsabili, che partecipano attivamente alla discussione, anche a coloro che magari in una prima fase non ci hanno creduto, ma che poi, facendo i dovuti approfondimenti, scendendo sul confronto, riescono a trovare una condivisione positiva sull'iniziativa. Ritengo quindi che questa risoluzione sottoposta all'attenzione del Consiglio sia una risoluzione tra le più significative che ho visto io negli ultimi cinque anni qui dentro, perché è stata una risoluzione presentata in extremis, una manovra ad alto rischio all'ultimo minuto.
Dobbiamo essere consapevoli di quello che abbiamo vissuto oggi, perché il Casinò è un'azienda che merita rispetto, che deve completare il suo percorso di ristrutturazione aziendale intrapreso l'anno scorso, un percorso che sicuramente non l'ha ancora portata fuori dal guado, ma che registra i primi risultati positivi e ritengo che sia doveroso rappresentare la comunità valdostana quest'azienda con un approccio oggettivo. L'anno scorso è stata presa in mano con meno 46 milioni di bilancio, le prime terapie hanno portato a meno 21 milioni, l'Amministratore ci ha rassicurato in commissione nell'audizione pochi giorni fa che il bilancio potrà chiudere sui meno 3 milioni nel 2018 e oggi ci ha detto che nel 2019, con le iniziative che sono state condivise all'interno di quest'aula, il bilancio virerà in positivo. Ritengo quindi che, se non avessimo tenuto questo comportamento di responsabilità oggi e in questi giorni, mettendo a disposizione tutte le nostre energie per convincere anche chi era più restio a seguire questo iter, avremmo avuto sicuramente una situazione ben peggiore da affrontare.
Quando si amministra si hanno onori e oneri, a me spiace registrare alla mia destra dei banchi vuoti, perché spesso, quando ci sono gli onori, al banchetto si presentano tutti; quando è il momento di assumersi delle responsabilità, a volte è più facile non essere presenti in aula e assumersi le responsabilità che noi qui oggi ci assumiamo, ma con la consapevolezza di agire nel bene, nell'interesse comune di tutti i valdostani. È troppo facile spiegare quali sono le soluzioni e poi, quando è il momento di votare, non essere in aula e io credo che da oggi bisognerà fare anche alcune riflessioni di carattere politico. Sono cose queste che devono imporre ai rispettivi movimenti delle valutazioni per tenere conto di quello che è il percorso di ciascuno, ma anche dell'approccio di correttezza con cui ci si pone attorno al tavolo. Vanno ringraziate le forze politiche che hanno sostenuto questa iniziativa, che la sosterranno, perché hanno agito esclusivamente nell'interesse comune.
Il dispendio di energie è stato sproporzionato in questo periodo rispetto all'obiettivo che abbiamo raggiunto, però con i "se" e con i "ma" non si va da nessuna parte, l'abbiamo fatto, ci abbiamo creduto, ci crediamo e quindi oggi siamo lieti di poter intraprendere questo percorso, di aver messo il Casinò sul sentiero della sostenibilità e quindi di aver potuto garantire a tutti, alla governance e ai dipendenti le aspettative che tutti avevano nel loro cuore: quelle di cercare di portare ciascuno dal proprio posto, dalla propria visione la soluzione al problema. Credo che questo lo dobbiamo registrare, la strada non sarà facile, perché tanto rimane ancora da fare, tanto impegno dovrà essere profuso ancora su questo argomento. Io quindi sono a disposizione come Presidente della IV Commissione per tutti gli approfondimenti che saranno ancora necessari sull'argomento, ma credo che tutti insieme dovremmo imparare a lavorare di più in modo coeso e ciascuno ad esprimere la propria responsabilità per cercare anche una trasversalità di approccio, un clima nuovo rispetto al passato senza lasciarci andare ai facili populismi e alle demagogie che sono facili da sostenere ma che poco di buono portano alla Valle d'Aosta.
Presidente - La parola alla Consigliera Rini.
Rini (GM) - Anch'io mi associo a quanto detto dal collega Marquis. Oggi abbiamo vissuto una giornata intensa, abbiamo soprattutto vissuto una giornata di capitale importanza. Una giornata fondamentale, una giornata che ha nella sostanza, nella concretezza evitato un tragico epilogo per la Casa da gioco della Valle d'Aosta. Io mi associo quindi ai ringraziamenti di chi ha permesso nella scorsa seduta del Consiglio regionale e ha chiesto la possibilità di svolgere una seduta straordinaria oggi e non oso pensare cosa sarebbe successo se noi oggi non ci fossimo trovati qui.
Una giornata importante che ha visto una serie di fatti particolari, strani, un incontro tra tecnici. Per me - ma credo non solo per me visto come poi si sono conclusi i lavori, penso per tanti altri colleghi della maggioranza, e non solo - un incontro fondamentale, un incontro che ha permesso davvero di mettere sul tavolo i dati, le relazioni, i punti di vista oggettivi sul tavolo che credo però sia stato fatto - è già stato detto, ma mi preme ricordarlo - con un imbarazzante ritardo. Credo che, se questo incontro fosse stato organizzato a livello politico con i giusti tempi, con la tempistica corretta, forse non saremmo arrivati con l'acqua alla gola sotto data e non saremmo arrivati in questo stato e in queste condizioni anche a livello di maggioranze, non ho paura a dirlo. Una giornata che ha visto, e per questo lo ringrazio, un dietrofront, una presa di posizione molto diversa, un cambio radicale di presa di decisione da parte dell'Assessore e della Presidente e io per questo li ringrazio. Io credo che solo gli stolti non cambino idea e quindi questo è sicuramente un risultato per me personalmente, ma credo per tutti i colleghi che ci hanno creduto, molto importante. Ringrazio anche i colleghi che all'interno del movimento numericamente maggioritario all'interno della maggioranza, con serietà e autorevolezza, hanno saputo anche riuscire a tracciare un solco diverso da quelle che erano le decisioni che sembravano già assunte, meglio tardi che mai.
Io credo che però - e mi riallaccio anche qui alle parole di chi mi ha preceduto - non si possa continuare in questa maniera; penso che da oggi in avanti si debba iniziare davvero una riflessione molto seria, e qui torno un attimo nel merito e poi concludo con una considerazione invece più politica. Oggi abbiamo trattato un tema così delicato, un tema che vede al centro un'azienda che sta sicuramente oggettivamente attraversando un momento non facile, non si può nascondere, ma che, grazie ai massicci investimenti che sono stati fatti, anche negli anni scorsi, può e deve ritornare ad essere quel fiore all'occhiello della nostra Regione vuoi per il fatto che questa realtà, quest'azienda ha fatto in parte la storia, ma non solo la storia, anche la fortuna della nostra Regione, vuoi perché un suo smantellamento, cosa che sarebbe stata inevitabile senza la giornata odierna, avrebbe conseguenze tragiche non soltanto per i lavoratori e le lavoratrici della Casa da gioco, ma per l'indotto anche delle casse regionali e quindi un impatto negativo su tutta la nostra comunità diretto e indiretto. Io l'ho detto l'altro giorno e voglio ripeterlo a gran voce oggi: non è solo una difesa della realtà Casa da gioco, ma è una difesa del sistema Valle d'Aosta. Oggi abbiamo segnato anche un po' una differenza, questo mettere gli uni contro gli altri a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi non porta da nessuna parte, mettere i lavoratori della Casa da gioco contro il resto della realtà valdostana non porta da nessuna parte, anzi fa il male della nostra Regione.
Documentazione alla mano, anche alla luce dell'incontro, come ricordavo prima, di questo pomeriggio tra i tecnici dell'Amministrazione regionale e i tecnici della Casa da gioco, con l'Amministratore unico avvocato Giulio Di Matteo - un incontro che ricordo è stato organizzato colpevolmente fuori tempo, fortunatamente spero non fuori tempo massimo -, io ritengo che la strada proposta in questa risoluzione che il collega Chatrian puntualmente ha rappresentato, sia la migliore strada possibile in questo momento per garantire quella continuità aziendale richiesta e per perseguire contestualmente il risanamento di un'azienda che, con i giusti e fisiologici correttivi, ha ancora - e di questo ne sono certa - tanto da dare alla nostra regione. Questo spirito positivo deve tornare a essere presente nei periodi, nelle frasi e nel contesto di quando si parla di Casa da gioco, noi per primi ci dobbiamo credere.
Collega Mossa, io apprezzo sempre molto la pacatezza e la serietà con cui lei si esprime, però vorrei replicare dicendo che io non ho sentito delle domande o suggestioni durante l'incontro con i tecnici e invece ho sentito qui in aula un cahier de doléances. È partito dicendo che ci sono tanti altri temi importanti, quei comparti importanti che sono importanti anche per noi (la sanità, l'istruzione, il mondo dell'agricoltura e del lavoro) ottengono risposte anche da quei circa 15 milioni di euro che provengono dal gettito fiscale della Casa da gioco: questo non viene mai ricordato. Non dimentichiamo l'impatto economico che ha la Casa da gioco sulla nostra realtà.
Sentiamo che a livello nazionale forse va avanti il reddito di cittadinanza, non si sa perché l'azzardo è stato importante, abbiamo letto in questi giorni, ma abbiamo evitato a 600 famiglie di ricorrere al reddito di cittadinanza, perché, se oggi non avessimo preso una strada diversa, una strada che tutelava, oltre a quell'impatto su tutta la comunità regionale che ricordavo prima, ci saremmo trovati d'emblée 600 persone a casa, con tutto quello che ne consegue, non solo per il dramma che avrebbero vissuto queste famiglie, ma per tutto ciò che sta dietro a una cosa del genere.
Concludo. Mi riallaccio alle parole di chi mi ha preceduto, oggi dobbiamo prendere atto anche solo numericamente in quest'aula che è una maggioranza in difficoltà, una maggioranza che non ha i numeri. Le forze politiche devono trovare il coraggio, per il bene della Valle d'Aosta, di dialogare, di avere la forza e la volontà davvero di sapere con umiltà mettersi a disposizione e riconoscere i propri limiti. Oggi credo siano emerse chiare, palesi delle forti criticità che avevo già evidenziato nel mio intervento di mercoledì. Credo quindi che da questo si debba partire con una volontà positiva e propositiva.
Presidente - La parola al collega Viérin.
Viérin (UVP) - Abbiamo vissuto oggi, come alcuni colleghi hanno ricordato, una giornata particolare. Dopo le prime adunanze di questa legislatura che già avevano evidenziato nella seduta di luglio alcune tematiche spinose, a cui questa maggioranza, in particolare il Governo, non aveva ancora indicato la soluzione, oggi ci troviamo a discutere di una risoluzione che una parte di questa maggioranza non ha voluto iscrivere pochi giorni fa, una maggioranza che adesso però vota addirittura il testo di una risoluzione che non aveva neppure voluto iscrivere. È sintomo di maturazione interna, è sintomo sicuramente di lacerazioni, di profondi dissidi a cui abbiamo assistito in questi giorni che portano oggi, cosa di cui dobbiamo prendere atto - e i colleghi, in particolare la collega Rini, lo hanno ricordato -, ad un testo con 16 proponenti. È quindi una presa d'atto di una maggioranza che è cangiante e a geometria variabile, che perde alcuni pezzi a seconda di una decisione assunta e che ne recupera altri perdendone parti se si assume altre responsabilità. Questo è un po' il frutto di questo progetto che è stato messo in piedi con delle incompatibilità e probabilmente anche un aver azzardato sui temi la volontà di procedere a tutti i costi, senza prima confrontarsi su che cosa bisogna fare sui temi, cosa che invece noi auspicheremmo per il futuro che ci diciate, che ci si confronti in modo serio su che cosa bisogna o che cosa si vuole fare, che cosa questa maggioranza, che oggi purtroppo non possiamo più chiamare in modo tale, come pone i temi e con quali soluzioni. Visto che è stata dipinta una Valle d'Aosta con tanti problemi, è vero, ci sono tanti problemi, vorremmo anche capire come pensate di affrontare, al di là del dossier Casinò, il prosieguo e come si andrà a procedere su questi temi.
Un primo paradosso è che oggi si discute, si porta in approvazione una risoluzione che non ha i numeri per essere approvata di una maggioranza che non aveva voluto in parte iscrivere questo stesso atto. Meno male quindi che abbiamo richiesto un Consiglio straordinario per parlare di Casinò alla vigilia di un'assemblea, altrimenti probabilmente avreste non deciso o non sappiamo che cosa sarebbe successo.
L'altro paradosso è dei due pesi e delle due misure, perché, se voi non avete voluto iscrivere una risoluzione, oggi ci avete chiesto di iscrivere il bilancio consolidato - e ci dispiace che la Presidente non abbia un attimo di pazienza per assistere ai dibattiti, forse si starà rendendo conto che seguire i dossier è importante, soprattutto quando si è un po' alla testa di un progetto, chiediamo anche al Presidente del Consiglio, che invece vediamo al suo posto, di sensibilizzare il Governo a essere presente almeno con il suo Presidente -, non vi eravate accorti che era uno dei punti con scadenza al 30 settembre. Noi la disponibilità l'abbiamo data oggi in aula e l'avremmo data anche nei giorni scorsi, ma avremmo gradito un po' più di attenzione anche su questi dossier. Siamo molto felici che l'Assessore Aggravi abbia riconosciuto votando proponendo il bilancio consolidato, che eredita una Valle d'Aosta solida, che è un po' in discrasia con quanto la vostra Presidente ha detto - non mi ricordo più se a Domodossola o a Bardonecchia - sostenendo che la Valle d'Aosta era marcia, e anche altri pezzi. Questo bilancio consolidato, che contiene peraltro il bilancio del Casinò, quindi l'avete approvato. Assessore, quindi questa mattina abbiamo ascoltato che voi ereditate una Valle d'Aosta solida. Peccato che in pochi mesi rischiate già di distruggere dei pezzi di questa Valle d'Aosta, quindi vi invitiamo anche qui ad avere una linea, poi sarà condivisibile o meno, ma una linea è sempre una linea.
È il Consiglio dopo la pausa estiva, non vi siete concentrati sul Casinò, abbiamo visto che in extremis avete trovato una sintesi o, meglio, siete stati obbligati a trovarla, ma non vi siete occupati di altri temi. Assessore, le ricordiamo che la variazione di bilancio non approvata nel mese di luglio, non portata all'attenzione neanche di questo Consiglio sta bloccando settori importanti. Abbiamo dei problemi in alcuni settori che avrebbero necessità del reinserimento dei fondi, ma vi siete occupati altro. Abbiamo visto che sulle nomine avete proceduto e lì c'è stata in qualche modo una volontà di essere rapidi e ci dispiace che anche la grande riorganizzazione nel ripulire dalle incrostazioni l'Amministrazione abbia penalizzato validi funzionari, con particolare riferimento, per esempio, al Corpo forestale e che ci sia oggi in procinto, anche se è in gestazione, la punizione di alcuni tecnici nelle partecipate (pensiamo alla Sitrasb), che dovranno magari lasciare il posto a politici di vecchia data: queste sono le logiche della politica, ci dispiacciono, e che hanno sottratto probabilmente il tempo a dossier importanti, il Casinò è uno, ma ce ne sono altri: abbiamo parlato dell'agricoltura. Ricordiamo che l'indotto creato in quest'ultimo periodo di amministrazione, per esempio, nel rilanciare i cantieri forestali è stato un altro pezzo molto importante di rilancio, quindi ogni pezzo ha la sua dignità e mai si deve, secondo noi, mettere un settore contro l'altro, è stato ricordato da altri colleghi.
In questo Consiglio quindi il tema del Casinò è stato affrontato con una riunione fra tecnici in Consiglio Valle, una cosa mai vista a cui abbiamo assistito. È stato proposto dalla maggioranza, abbiamo partecipato volentieri, anzi abbiamo chiesto di poter partecipare e avete organizzato le riunioni che avreste potuto organizzare durante l'estate qui in diretta e quindi questo più o meno ha chiarito le posizioni degli uni che non avevano capito quelle degli altri. Assessore, abbiamo avuto modo di dirglielo, noi rileviamo che lei e la Presidente, anche il Vicepresidente, avete una grande responsabilità nel non aver deliberato a fine luglio, al di là della decisione che si andava ad assumere, dove qualcuno diceva: "no, abbiamo detto che non potevamo deliberare questa erogazione", ma una delibera che diceva anche che non si poteva erogare o che avreste preso tempo perché c'erano delle verifiche da fare, sarebbe stato comunque un atto secondo noi dovuto che fa rilevare delle responsabilità, che sono peraltro evidenziate molto bene nel parere dello studio legale Renna, secondo il quale l'eventuale ritardo o comunque un immotivato diniego, un non procedere attraverso una delibera - secondo noi, anche di diniego di un finanziamento - rileva giuridicamente, ed è una responsabilità che voi avete. Questa mediatizzazione, queste gag, queste prese di posizione durante tutta l'estate sui siti parlando solo di Casinò - e ci dispiace che voi abbiate mediatizzato, Assessore, e noi avevamo veramente cercato in quest'ultimo periodo di fare parlare il meno possibile dell'azienda che sta affrontando delle difficoltà - ha esposto l'azienda... ed è stato detto anche da alcuni tecnici che questo ha prodotto dei danni anche nel mondo finanziario nei confronti della Casa da gioco.
Noi avremmo tanto da dire, abbiamo dato la nostra disponibilità sin dal primo giorno su tutti i dossier, su tutti i temi e, quando abbiamo detto che noi non avevamo intenzione di partecipare ad alcune logiche politiche, ma che ci eravamo sui temi amministrativi, oggi lo dimostreremo e lo dimostriamo. Anche perché noi crediamo che oggi, anche se questa maggioranza non ha i numeri, non li ha più, li ha persi o forse non li ha mai avuti... noi ci siamo confrontati anche con il gruppo dell'Union Valdôtaine e crediamo che, prima ancora delle vostre incapacità politiche, viene la responsabilità, viene il tema che si affronta. Noi quindi crediamo che oggi questo impegno che va a tracciare un indirizzo che voi proponete, anche se non avete i numeri per proporlo, sia comunque un indirizzo che noi appoggeremo per dare quel sostegno nei confronti di un dossier, che altrimenti non vedrebbe una soluzione per le vostre divisioni: questo bisogna dirlo. Noi quindi crediamo che sia un'assunzione di responsabilità.
Concludo dicendo che questa giornata ha in modo evidente ulteriormente acclarato la crisi di questa maggioranza, maggioranza che già nei giorni scorsi non aveva più i numeri, aveva perso tre gruppi politici e quindi questa è stata una presa d'atto. Noi abbiamo detto sin da subito che ne prendevamo atto, ma soprattutto oggi speriamo che non ci sia un'ostinazione a voler condurre ancora i dossier con quest'approssimazione, con questa impreparazione, com'è stato dimostrato su questo tema, e soprattutto speriamo che non ci sia un'ostinazione a volersi arroccare e stare a tutti i costi al potere senza avere purtroppo...
Président - La parole au collègue Bianchi.
Bianchi (UV) - Oggi, se guardiamo la cartina italiana, la bandierina verde che la Lega aveva piantato nel mese di luglio sulla Valle d'Aosta è a mezz'asta. Nel mio primo intervento, Presidente Spelgatti, le avevo ricordato che lei sarebbe stata commissariata, è stato così, sono passati 90 giorni e non ha più la sua maggioranza.
Prima di parlare di politica, parliamo dell'argomento di oggi: del Casinò, che in ogni caso è sempre stato un argomento molto dibattuto in Consiglio regionale, perché è importante. La Casa da gioco è importante per la Valle d'Aosta, per il sistema, lo ricordava la collega Rini, glielo avevo ricordato nell'altro Consiglio, continua a rendere solamente di imposte più di 15 milioni all'anno, quindi gli investimenti che sono stati fatti nel passato non sono stati buttati via. Abbiamo visto però anche tutta una serie di cose all'interno di questo Consiglio regionale: abbiamo iniziato a discutere di Casinò in diretta streaming, poi siamo passati alle commissioni secretate, poi oggi, come il Regolamento prevede, con una riunione della Conferenza dei Capigruppo allargata a tutto il Consiglio e con i tecnici, abbiamo audito la Casinò, questa riunione avreste dovuto farla al momento dell'insediamento, perché, se lei, Presidente Spelgatti, aveva una conoscenza personale di una sua insegnante che comunque avrebbe potuto dare una mano al Casinò, da allora poteva farlo, invece ha aspettato - mi rivolgo a lei ma in ogni caso parlo a tutta la Giunta. Ringrazio le persone che insieme a noi hanno iniziato a lavorare su un dossier che chiaramente era in capo ad un Assessore; meno male che dei Consiglieri all'interno della IV Commissione si sono messi a lavorare per trovare una soluzione. Infatti noi quello che chiedevamo anche in passato era di conoscere qual era la vostra soluzione. Qualcuno ha detto che l'Assessore Aggravi, come un buon padre di famiglia, ha cercato di lavorare su questo dossier; bisogna solo capire se la famiglia dell'Assessore Aggravi risiede in Valle d'Aosta o a Milano, o a Varese, o a Roma, perché, secondo me, il disegno politico era proprio quello di far fare al Casinò di Saint-Vincent la fine di Campione. Spero di sbagliarmi, lo valuteremo e lo vedremo nel tempo. Qui l'unico che non stava facendo quello che era stato concordato era l'azionista, cioè la Regione, l'Amministrazione regionale; i dipendenti la loro parte la fanno da anni e sono disposti a fare anche altri sacrifici perché sanno che quella società può dare ancora qualcosa ai valdostani, come lo ha dato nel passato.
L'ha già ricordato il collega Viérin, noi oggi ci troviamo a parlare di una risoluzione che avremmo potuto discutere qualche giorno fa, l'avremmo discussa in questi termini, perché noi partivamo dal presupposto che i tecnici e il management del Casinò fossero stati auditi, che avreste loro parlato, invece oggi abbiamo scoperto che non gli è stata data neanche la documentazione, quindi capite che qualcosa che non funziona c'è. Mi sembra che ad oggi il populismo, voluto perché si continua a dire, è proprio per mettere la Casa da gioco, e soprattutto i suoi dipendenti, alla gogna, perché qualcuno ha detto: "altri soldi al Casinò!", e lo ripeteva anche in questi giorni, no - lo ha ricordato bene il collega Chatrian - non si dà niente di più! Forse molto probabilmente se ne danno meno, ma dei soldi che sono già previsti, che sono già a bilancio. Non dobbiamo dire quindi che diamo altri soldi, erano già previsti. Fa strano che chi lo dice - adesso non è presente il Vicepresidente Gerandin - aveva votato la legge n. 7/2017, l'aveva già votata e quei soldi spettavano alla Casa da gioco, ha cambiato idea? Meglio non prendersi responsabilità.
Parte politica. Come dicevo all'inizio, oggi la bandierina verde della Lega è a mezz'asta. Oggi c'è un'altra spaccatura all'interno della maggioranza, non è la prima volta, l'abbiamo già visto quando abbiamo presentato la risoluzione a luglio: qualcuno, per non votare contro, per non far vedere che non è d'accordo, si alza e se ne va dal Consiglio. Oggi c'è una forza politica... fino a un attimo fa l'Assessore era presente, gli altri Consiglieri non sono presenti, quindi vuol dire che è un altro pezzo che si stacca da questa maggioranza. Oggi questa maggioranza - e la chiamo per l'ultima volta maggioranza - non esiste più e le chiedo, Presidente Spelgatti, a fronte di questo, di fare un passo indietro per dare la possibilità di costruire un governo che possa dare delle risposte ai valdostani, perché ad oggi voi vi siete annunciati come il "governo del fare", del nuovo, ma oggi il nuovo si è dimostrato peggiore di gran lunga del vecchio e, se io sono il vecchio, sono ben contento di rimanere il vecchio.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (IC) - Oggi, dopo un'intera giornata a parlare del Casinò, dopo mesi nei quali non abbiamo sentito altro - sia sui media che nell'eterno confronto all'interno della maggioranza - che parlare di Casinò, credo che i cittadini fuori di qua siano francamente stufi di questa situazione. La Casa da gioco non è l'unico problema di questa Valle, ma sembrerebbe, a vedere dall'interesse della politica, che ci sia solo il Casinò.
Oggi abbiamo assistito all'eterna crisi, mi verrebbe da dire citando un famoso film, di una maggioranza sull'orlo di una crisi di nervi, ma siamo ormai oltre la crisi di nervi... tutto il pomeriggio e la mattina nella quale il confronto è stato più che acceso. Siamo oltre la crisi di nervi, ormai si può parlare della "fu" maggioranza Spelgatti. È talmente acceso questo confronto sul Casinò che addirittura vi siete dimenticati di iscrivere all'ordine del giorno un argomento importantissimo quale il bilancio consolidato, che avrebbe rischiato di paralizzare l'attività dell'Amministrazione regionale; tutti talmente concentrati sul Casinò che vi siete addirittura dimenticati di un atto fondamentale dell'amministrazione di questa Regione. Una cosa francamente inaccettabile. Oggi ovviamente l'abbiamo iscritta per senso di responsabilità, ma fotografa anche la situazione nella quale siamo in questo momento: una situazione francamente grave sia dal punto di vista politico che per quel che riguarda la Casa da gioco.
Bisognerà aprire credo anche una riflessione sulla stabilità del governo di questa Regione. Possiamo permetterci di essere perennemente in una situazione di crisi, com'è stato negli ultimi cinque anni? Questa Regione è ancora in grado di poter sopportare un governo che non decide, com'è successo negli ultimi cinque anni? Cambi di governo in continuazione, stop all'attività amministrativa, stop alle risposte ai cittadini. Dopo tre mesi siamo in una situazione paragonabile a quella dell'altra legislatura. Secondo me, bisognerebbe mettere all'ordine del giorno un intervento per garantire la stabilità di governo a questa Regione. Le regole evidentemente non bastano, ma ci vogliono anche delle regole che favoriscano questa situazione.
Venendo alla questione Casinò, dopo tutti questi giorni di ampia discussione sui media, sui social e qui in Consiglio, tanta chiarezza in più non si è fatta. Ho visto che ci sono stati dei cambiamenti rapidi da parte di alcune forze politiche della maggioranza e si è ritrovato un certo ricompattamento intorno a questa risoluzione. Non so quanto durerà, ma almeno al momento sembrerebbe così.
È una risoluzione che non è molto diversa da quella presentata in passato che, dal mio punto di vista, è invotabile, nel senso che i cambiamenti introdotti con l'aggiornamento del piano sono tali da creare un nuovo piano, o comunque il rischio è che ci siano ulteriori spese per l'Ente pubblico. Al momento non è chiaro questo aspetto, soprattutto perché riguarda la questione legata agli immobili previsti nel piano in questione.
Vi è anche una legge da rispettare e questo è un aspetto da tenere in considerazione. L'unico aspetto positivo è che, diversamente da quanto ci si poteva aspettare fino a qualche ora fa, questa settimana il Casinò non fallisce, perché il rischio questo pomeriggio c'era e credo sia un fatto positivo non tanto per il Casinò in sé, ma perché la Valle d'Aosta non è più in grado di assorbire una crisi di quel genere.
Il Casinò non ritornerà più il Casinò degli anni Settanta, cara Consigliera Rini, il vintage forse le piace, ma gli anni Settanta non ci sono più, non si tornerà più a quegli anni, il Casinò non potrà che essere ridimensionato, lo dicevo in tempi non sospetti, quando c'è stato tutto quell'investimento sul cemento fatto nel 2009. Non era tempo e non è tempo per una rinascita del Casinò. È cambiato tutto. Il Casinò deve essere un atout turistico per una Regione che ha un'offerta turistica ampia. Certamente non può essere fatto fallire, perché in questo momento non saremmo neanche in grado di riassorbire gli effetti che un fallimento di questo genere comporterebbe. Non deve essere fatto fallire e non deve assorbire ulteriori risorse pubbliche. Questi due elementi dovrebbero guidare l'approccio rispetto alla questione Casinò, che non può essere l'unico problema di questa Valle, perché non lo è. Ce ne sono tantissimi altri ed è inutile qui retoricamente fare un elenco di problemi altrettanto gravi, ma non aggiungiamo alla gravità altri problemi. Questo nuovo piano, a mio avviso, non è votabile, pertanto mi asterrò.
Président - A demandé la parole le collègue Rollandin, il en a le droit.
Rollandin (UV) - La risoluzione che è all'attenzione in questo fine di giornata riprende quelli che sono stati i percorsi che in questi ultimi anni hanno in qualche modo fatto il possibile per salvare innanzitutto l'azienda, riprendere una finalità legata ad uno status che era ormai obsoleto - si è dovuto intervenire sulle strutture - e conseguentemente c'era da rilanciare anche la Casino nel suo insieme, in un contesto completamente cambiato, come hanno ricordato altri colleghi. Sicuramente non torneranno più i tempi d'oro, non sarà più il Casinò di una volta, è un Casinò che si inserisce in un discorso turistico-ricettivo molto più ampio, tant'è che il nostro Casinò, rispetto a tutti gli altri, ha un vantaggio eccezionale: quando abbiamo parlato di non subire più l'accerchiamento e di comprare anche il Billia, era proprio perché l'abbinamento delle sale gioco con la parte alberghiera dava quel plus, che in qualche modo rendeva questo Casinò un unicum, tant'è che è l'unico che si avvicina ai grandi casinò americani e alle nuove strutture che vengono fuori in Europa. Lo dico perché nella prima parte della risoluzione si ricordano giustamente gli investimenti che sono stati fatti e che sono stati oggetto di tutta una serie di ragionamenti molto importanti per cercare di capire fino dove si poteva andare, con quale dimensione, con quale tipo di scelta di giocatori, si parlava di nuovi giocatori (dei cinesi piuttosto che di altri) e soprattutto del gioco 24 ore addirittura, quindi tutta una serie di analisi che sono state fatte.
Oggi arriviamo a questo punto che, se non si aveva il buon senso, il buon gusto di decidere di fare una giornata per il Casinò, si arrivava alla chiusura della struttura. Credo che questo sia un passo decisivo, merito di tutti quelli che con buon senso hanno deciso di dare una svolta, di cercare di far capire che quest'azienda, perché di un'azienda si tratta, ha un numero rilevante di impiegati.
Vorrei ricordare che non molto lontano, in Piemonte piuttosto che in Lombardia, quando ci sono stati problemi per aziende che avevano 400-500 operai, si sono mossi Ministri a tutti i livelli per prevedere degli interventi per o mantenere le aziende, oppure comunque di dare la possibilità di fare degli interventi migliorativi che siano nel campo informatico, o in quello trasportistico, o nel campo... di altre società. Questo è quanto sta succedendo. Qual è la Regione che può rinunciare a questo numero di operai? Qualcuno dice: "ma parlate di Casinò"!, sicuramente parliamo di Casinò, perché vogliamo risolvere questo problema. Voglio ricordare che in altri tempi purtroppo abbiamo dovuto parlare della Ilssa Viola, abbiamo dovuto parlare di Châtillon, della Tecdis, di quello che è successo... quando era il momento, si parlava di questi temi per dei mesi, fino a cercare di trovare delle alternative. Oggi qual è il problema vero? Di non lasciarci scappare un'azienda, che, com'è stato detto, non funzionerà più bene com'era una volta, ma è ancora un'azienda che, oltre a dare quasi 600 posti di lavoro, dà anche degli introiti alla Regione ed è un punto di riferimento per lo sviluppo della nostra Regione.
È stato detto: "parlate di Casinò come se fosse l'unico problema", il Casinò non è l'unico problema, ma era il problema che ci scoppiava tra le mani e, se non si dava questa soluzione di prendersi un po' di tempo per andare in assemblea con i chiarimenti e con questa risoluzione che dà un mandato chiaro, il rischio era quello di vedere il tramonto drammatico anche di quest'azienda. È indispensabile capire la ragione per cui abbiamo passato un pomeriggio a discutere su tematiche legate anche a parti tecniche, però il problema di fondo non era solo la parte tecnica, era la parte politica ed è la parte politica che è oggi all'attenzione di quest'aula, dove alcune forze se ne sono andate per non parlarne nemmeno, però su questo tema, quando vogliono, ne parlano, e come se ne parlano... e hanno i documenti prima di noi, e come se ne parlano... e divulgano questo a tutti i livelli! Quando si tratta di risolvere questo problema, però non ci sono. Di questo noi dobbiamo tenerne conto, perché, se siamo stati qui tutto il pomeriggio, se l'altra volta abbiamo insistito per avere una documentazione che potesse darci contezza di che cosa si può fare, perché nessuno vuole fare forzature, non è il caso, nessuno vuole fare questo, ma se avevamo una legge che ci diceva che si potevano dare... una legge, non una delibera, non perché si alzava qualcuno al mattino e diceva: "bene, do dei soldi". Se c'era questa, che cosa deve essere ancora fatto? Era un piano triennale che diceva alcune cose, poi si possono migliorare, si è detto, noi allora avevamo detto: vediamo quando e come questo possa essere esaustivo, adesso è necessario un aggiornamento legato a un programma chiaro di investimenti che vadano nella direzione di mantenere questa operatività, di mantenere la capacità di essere attrattivo per il Casinò, sennò che cosa sarebbe?
Tutte queste fasi sono state sicuramente delle discussioni non facili, non belle, perché si va a discutere della parte politica su quelle che sono state le prassi, come sono state veicolate certe informazioni, quali sono i pareri pro veritate, chi è più pro veritate del pro veritate, del terzo parere... sulla stessa cosa ci sono tre pareri... tutte situazioni che devono essere esaminate, con quale scopo? Con lo scopo di dare certezza su quello che si vuole ottenere. Si vuole ottenere una cosa sola: fare in modo che quell'investimento sia un investimento che rende. Meno di una volta ma che rende, oltre all'occupazione. Questo è nella sostanza l'aspetto che noi abbiamo cercato di difendere e che oggi, per fortuna, con la collaborazione che c'è stata, si è potuto spostare l'assemblea della Casino e quindi dare il tempo di fare questi accertamenti che oggi stiamo dicendo e soprattutto approvare questa mozione che tutti hanno letto e che dà un'indicazione precisa delle operazioni che devono essere fatte con le tempistiche e con le modalità e con le persone che sono direttamente coinvolte. È il campo vero che deve essere fatto.
Noi vogliamo sottolineare l'inadeguatezza in certi momenti di come sono stati portati avanti alcuni aspetti. Certamente da maggio ad oggi sono passati dei mesi e di tutto questo, purtroppo, non è avanzato nulla, non si è fatto un passo avanti, perché tutti gli eventuali chiarimenti avevano il tempo di essere fatti già... come si è fatto oggi in una giornata, si poteva fare allora, con una differenza sostanziale: che non si arrivava alle criticità che in qualche modo, com'è stato detto a più riprese, hanno avuto un effetto negativo anche sulle banche, perché le banche dove hanno sofferto? A sentire che: 1. non si approva il bilancio; 2. non si va avanti sugli investimenti che devono essere fatti; 3. non si danno i fondi necessari per quello sviluppo che c'è stato dopo che sono già stati dati 14 milioni... Le banche giustamente dicono: "se non si crede la proprietà, ci crediamo noi?", è matematico. Dobbiamo pertanto chiederci se quest'azienda, come qualcuno ha chiesto, interessa o meno, ma non con lo spirito un po' posticcio di dire: "parlano di Casinò, ma degli altri temi non parlano". Come non ne parliamo? Ne parliamo sì! E aspettiamo anche di vedere dei risultati, non solo parlare. Come parliamo dei trasporti, come parliamo di altre questioni molto interessanti che adesso verranno discusse in quest'aula. Questo è l'aspetto che noi vogliamo sottolineare. È giusto che si parli oggi di Casinò, perché, se si chiudeva il Casinò, poi quanti erano lì a dire: "bella roba, guardate come hanno fatto, non sono stati nemmeno in grado di difendere l'occupazione!". Se si vuole essere coerenti, bisogna tenere conto che questo aspetto e questa traccia danno la possibilità di ritrovare un modo di operare che può dare dei risultati e anche di incoraggiare quelli che lavorano e anche le organizzazioni sindacali, se mi è permesso, di collaborare per un'azione fatta insieme che dia dei risultati duraturi, in modo che non si debba tutte le volte prevedere degli interventi non dico esosi, come la Fornero, ma nemmeno gli altri che vadano ad incidere pesantemente sull'organizzazione nel suo insieme. È giusto avere una riorganizzazione, è giusto intervenire, ma, attenzione, di Fornero si spendono quasi 12 milioni, vi rendete conto? Per 50 persone. Ora, cerchiamo di prendere questi temi un po' per tempo e di evitare di trovarsi all'ultimo minuto con l'acqua alla gola. Noi riteniamo che questo sia doveroso farlo per un'azienda, che può dare soddisfazioni non solo a chi lavora, alle famiglie, ma alla Regione, dà una ricaduta positiva e che può ancora creare una situazione nei comuni limitrofi e per tutta la Valle, che, secondo me, ha un valore per il turismo molto importante, che fa da perno e da richiamo per tutti quelli che vengono in Valle d'Aosta. La possibilità di avere un Casinò con quelle caratteristiche, un centro di ristoro o degli alberghi credo sia un appeal molto importante per la nostra Regione: ecco la ragione per cui noi voteremo convintamente questa mozione.
Seguiremo con attenzione soprattutto la tempistica, perché qui il problema vero è la tempistica: se non si rispettano certi tempi, siamo di nuovo daccapo e quindi credo che su questo ci debba essere l'attenzione di tutti. Certo, noi ci auguriamo che una riflessione su quanto avvenuto a livello politico ci sia, credo che, senza dover usare dei termini particolari su A, su B e su C, una riflessione sul fatto che meno o male i 16 che sono oggi qui presenti qualche punto interrogativo se lo saranno posti, qualche chiarimento lo vorranno e qualche dichiarazione che vada nella direzione di fare una presa d'atto di quello che sta succedendo... e di tentare di cambiare, di vedere d'integrare alcuni aspetti in modo da trovare una filosofia comune che possa dare dei risultati, non tanto A piuttosto che B, non tanto per un passaggio solo di consegne, ma affinché ci sia una politica che, come ricordava Bertin, dia la possibilità di avere un po' più di durata rispetto a quello che abbiamo visto e che rischiamo di vedere oggi.
Presidente - La parola al collega Nogara.
Nogara (UVP) - È stato detto praticamente tutto sul Casinò questo pomeriggio, nell'incontro con i tecnici e anche in questa discussione sulla risoluzione.
Io vorrei però citare il comunicato sindacale. Questa mattina è stato dato a tutti questo foglietto del comunicato sindacale e voglio in questa sede complimentarmi perché, secondo me, in questo comunicato è rappresentata la situazione vera del Casinò. Sono poche righe, è un testo molto semplice, leggibile e soprattutto nell'ultima frase, che abbiamo tutti, la possiamo leggere, capiamo effettivamente quali sono le motivazioni e le condizioni della Casa da gioco. Il mio quindi sarà un intervento breve, ma sarà un intervento non tanto sul Casinò, perché ne abbiamo parlato tanto, si è detto praticamente tutto, però sulla situazione politica in cui ci troviamo adesso. Abbiamo avuto la sorpresa questa sera, un'ulteriore sorpresa che dal gruppo MOUV' viene firmata questa risoluzione e due componenti se ne vanno, fanno parte teoricamente della maggioranza. Queste sono cose che preoccupano, perché proprio dal MOUV' nella scorsa legislatura ce ne siamo sentiti dire un po' di tutti i colori: su come si lavorava, su come si prendevano le decisioni, su come si leggeva il bilancio, su come si gestivano i diversi Assessorati, per quanto mi riguarda sull'assunzione nei cantieri forestali. Lì addirittura non sapevano se chiamarmi Assessore o no, perché non sapevo leggere il bilancio e che tutti gli operai forestali dovevano dormire preoccupati, perché sicuramente non sarebbero stati assunti. Gli operai forestali lavorano e adesso ci si fregia magari in tutte le varie occasioni di dover dire: "meno male che in un anno come questo la Forestale c'è". Ci si lamenta che mancano i soldi, si è sentito dire, si dà sempre la colpa a quelli che hanno preceduto questa Giunta, io è da molto tempo che sono in politica - non in politica attiva, in politica attiva ho fatto la scorsa legislatura -, però non ho mai sentito nessuno fare dei discorsi del genere, perché ognuno, quando si prende la responsabilità di andare in una Giunta, in una maggioranza, si prende gli oneri e gli onori e si lavora e si danno delle risposte: questo è il lavoro. Io non mi sono mai permesso di dire che qualcuno prima di me aveva fatto delle cose sbagliate, ho cercato di lavorare, di darmi da fare, come tutti i miei colleghi.
Poi quanto è successo in quest'ultimo periodo proprio per il Casinò mi ha fatto riflettere su tutti i problemi che noi abbiamo. Guardate che non è finita qua, il Casinò è importantissimo, è un problema grosso che ha la Valle d'Aosta; noi con delle scelte sbagliate potremmo mettere in ginocchio due grandi Paesi della nostra regione: ricordatevi Saint-Vincent e Châtillon. Io di una cosa mi sono stupito, oggi mi aspettavo tanti albergatori di Saint-Vincent che magari seguissero i lavori di questo Consiglio, perché rendetevi conto che, se chiude un'attività del genere, mettiamo in difficoltà non solo i lavoratori della Casa da gioco, ma anche una grossa comunità della Bassa Valle.
Con la superficialità con cui è stato affrontato questo problema, la paura che si ha è che tanti altri problemi che... stanno arrivando, vi parlo della CVA. Io ho lavorato tanto studiando la situazione della CVA, guardate che, se non prendiamo delle iniziative urgenti e decisive, la CVA, grazie alla legge Madia, fra poco tempo chiuderà i battenti, perché non avrà più la possibilità di operare come sta operando adesso sul mercato, però bisogna prendere delle decisioni. L'impressione di questi mesi è stata quella di non prendere decisioni, non so se per paura... ma per lasciar andare, poi vediamo cosa succede. Io in tutti questi anni ho imparato che, se si prendono delle decisioni, possono scontentare tanti, accontentano altri, però vanno prese; possono essere delle decisioni che non sono popolari, però bisogna prenderle.
Gli agricoltori. Noi abbiamo una grossa responsabilità verso tanti settori, un settore importante è proprio quello dell'agricoltura. Io sono molto legato all'agricoltura, non lo nego, ci tengo che questo settore possa essere finalmente tirato fuori dalla palude in cui si trova in questo momento. L'agricoltura in questo momento, se, per esempio, non si va avanti con la variazione di bilancio, può avere dei grossi problemi questo autunno. Si sono fatti tanti sforzi, lo si sa, però non bisogna in questo momento dire: "non ci hanno lasciato neanche una lira"... noi rischiamo, senza fare la variazione di bilancio, di rimandare indietro un sacco di soldi e non usare questi soldi per quelle esigenze... Io ho parlato di agricoltura, perché ci tengo particolarmente, ma penso che sicuramente tutti gli Assessori tedino l'Assessore Aggravi per avere più risorse. È un atto importantissimo, ma io non capisco come non sia ancora qua, deve passare ancora in commissione e non abbiamo visto niente.
Tutti questi fattori messi assieme ci fanno veramente preoccupare e, come altri miei colleghi vi hanno detto, forse bisogna farsi un esame di coscienza. Noi abbiamo passato cinque anni nella scorsa legislatura, che non è stata certo una bella legislatura, con un continuo cambio di governi, litigi. Io l'ho vissuta abbastanza male e, come ha detto un mio collega in questi giorni, veramente ci si aspettava di avere un po' di stabilità per poter lavorare in un certo modo. Infatti vi dico sinceramente che noi la collaborazione l'abbiamo data da subito. In III Commissione io ho dato tutta la mia disponibilità per lavorare in questo settore, però qui le cose non funzionano, non stanno funzionando e, come altri miei colleghi hanno detto, magari facendo dei passi indietro qualcosa di buono... perché tutti continuano a dire: "per la nostra Regione", però qualcosa di buono per la nostra Regione bisognerebbe farlo.
Avrei tante altre cose da dire, perché oggi, aprendo il computer, ho visto i problemi della Feletti, dove i dipendenti sono due mesi che non prendono lo stipendio. Tutti questi sono problemi che ad una Giunta regionale cadono sulla testa in tutti i momenti, però il compito di una Giunta è proprio quello di intervenire, di pensare e di decidere cercando di coinvolgere nel miglior modo possibile tutto il Consiglio regionale con le sue tante competenze che potrebbero essere sfruttate. Su questo volevo capire che cosa sarebbe successo con gli annunci di tutti i nostri dirigenti, i coordinatori. L'altro giorno mi sono guardato tutti i vari coordinatori e i vari dirigenti: è cambiato poco o niente, sono praticamente gli stessi. Si vede che nel Corpo forestale valdostano c'era veramente del marciume, perché gli unici due che sono stati mandati a casa sono loro: il Vicecomandante perché non era gradito alla maggioranza - è stato detto così - e il Comandante che è stato messo di fronte ad una scelta, perché, da quello che ne sapevo... tra l'altro, anche il Comandante era venuto a parlare con la Presidente proprio per sottoporle queste problematiche. Perché era stato messo il Comandante del Corpo forestale a coordinare anche il servizio? Perché è normale. Perché, se un comandante di un Corpo forestale comanda solo per la benzina, le macchine, la divisa e i servizi, non serve a niente. Avevamo la fortuna di avere un Comandante competente che conosceva benissimo tutto il funzionamento del Corpo forestale, ma lui ha chiesto una sicurezza perché, visto che non era mai stato interpellato per niente, neanche per la scelta del Vicecomandante, neanche per le piccole scelte, ha detto: "io vorrei al Servizio forestazione avere il posto e poi, se mi volete nominare Comandante, io sono un Comandante del Corpo forestale, mi tolgo dal Servizio forestazione, mettete il mio sostituto", perché è un posto fiduciario quello da Comandante del Corpo forestale e potrebbe succedere che, vista la non presa in considerazione della persona, dopo due mesi si dice: "anche tu non sei gradito alla maggioranza, vai a casa anche tu" e allora girava poi come una trottola per tutta l'Amministrazione regionale per trovarsi un posto.
Questi sono solo degli esempi di tutte le cose che non hanno molto funzionato in questo periodo e mi auguro proprio che ci sia la volontà e la consapevolezza che fare dei passi indietro sarebbe la cosa migliore per quest'Amministrazione.
Presidente - La parola alla Consigliera Minelli.
Minelli (IC) - Al termine di questa lunga giornata che, più che lunga, definirei soprattutto surreale, così come in un certo senso mi è apparsa surreale questa settimana, iniziata con la sospensione del Consiglio del 26, con la votazione di una risoluzione che avrebbe dovuto essere discussa a partire da questa mattina e che, credo responsabilmente, avevamo scelto di votare, affinché fosse portata all'ordine del giorno per permettere questa discussione, desidero fare alcune considerazioni... Io credevo che in qualche modo avessimo già toccato il fondo. Aver assistito oggi a questo lungo iter di cose che si sono succedute e vederlo concluso con la presentazione di una risoluzione sostanzialmente molto simile a quella presentata la scorsa settimana, che però viene sostenuta anche da chi non aveva voluto presentarla, mi fa pensare veramente che di tutto possa accadere e che ancora forse non abbiamo visto tutto. Come ricordava il collega Bertin poc'anzi, si credeva che con la passata legislatura si fosse davvero toccato il fondo e che di cambiamenti di maggioranze, di Giunte, eccetera, ne avessimo a sufficienza. Così non è, così siamo ad assistere ad un nuovo cambiamento che del bene alla Valle d'Aosta, secondo me, non ne può portare.
Voglio però partire dalle premesse di questa risoluzione e non solo dagli impegni, risoluzione che ricostruisce le vicende dell'ultimo anno del Casinò, segnalando un percorso invocato con le decisioni della primavera 2017 con il piano di ristrutturazione e le leggi regionali di finanziamento e proseguito per un anno che - così si evince da queste premesse - sarebbe stato un percorso coerente, lineare, addirittura virtuoso. Sulla base di quel percorso virtuoso, la risoluzione si conclude con la richiesta, un po' modificata rispetto a quella di qualche giorno fa, di dare mandato all'Assessore alle finanze di approvare il bilancio 2017 del Casinò e di predisporre un iter amministrativo per approvare sostanzialmente un nuovo piano e una nuova legge. La premessa, a mio avviso, ricorda sì tutto un percorso che ha accennato precedentemente il collega Rollandin, ma omette una serie di fatti rilevanti e, sempre a mio avviso, la conclusione è una sorta di smentita della premessa. Se tutto va bene, se il piano e la legge del 2017 sono state applicate rigorosamente e hanno funzionato, perché mai si rende necessario, a distanza di un solo anno, approvare queste linee guida di nuovo piano e poi di un adeguamento della legge di finanziamento? A me la realtà pare un'altra. Bisogna prendere atto semplicemente, ad un anno di distanza dalla sua approvazione, che il piano 2017 non sta funzionando, si è rivelato in qualche modo inadeguato, non è stato rispettato in tutte le sue linee, tanto che adesso bisogna di corsa presentarne un altro.
Questa risoluzione è poi, a mio avviso, temeraria, perché chiede all'Assessore, che rappresenta la Regione (quindi chiede alla Regione) di approvare il bilancio 2017 della Casino S.p.A., con la modifica della risoluzione di oggi, in considerazione degli elementi ulteriori emersi nel corso del confronto tenutosi in aula, pur in presenza di una serie di rilievi negativi formulati dalla società di consulenza KPMG, dal collegio sindacale. Inoltre domanda, secondo me con una certa disinvoltura, di approvare un nuovo piano industriale e una nuova legge ignorando tutta una serie di dati preoccupanti anche evidenziati oggi in quest'aula dagli uffici regionali, che sono stati attaccati, a mio avviso anche con un tentativo di ridicolizzare il lavoro delle persone.
Ci sono state gravi inadempienze della S.p.A. Casino nei confronti di Finaosta, cioè della Regione: ci sono rimborsi di prestiti non onorati, c'è una preoccupante indagine in corso della Commissione europea per presumibili aiuti di Stato, che potrebbe portare a pesanti sanzioni finanziarie. Ci sono delle indagini in corso della Corte dei Conti e della Magistratura, però qui sembra che tutto debba essere accantonato, non dico dimenticato, ma accantonato. Accantonare o, peggio, dimenticare tutto questo e perseverare nell'erogare dei finanziamenti pubblici alla Casa da gioco è una sfida, ma si tratta di una sfida temeraria, una sfida alla razionalità e alla buona amministrazione che io - parlo a titolo personale - non mi sentirei di correre.
Quanto ai contenuti dell'aggiornamento del nuovo piano industriale, noi non possiamo concordare con la sua impostazione. Si tratta di un ennesimo capitolo dei vari e cospicui finanziamenti regionali al Casinò con cui da circa otto anni si cerca di tenere in piedi un'azienda deficitaria. Nuovi cospicui finanziamenti di cui uno immediato, gli altri non ben quantificati diluiti nell'anno, che vanno a poggiare su un marchingegno di cui occorre valutare la fattibilità, che prevede di reintestare al socio Regione il patrimonio immobiliare. Proprio questo marchingegno a me pare il gioco delle tre carte, perché ci sono proprietà che dalla Regione passano alla Regione, nel frattempo sono al Casinò, ma sostanzialmente quello che succede è che questa operazione potrebbe costare alla Regione oltre 100 milioni tra la rinuncia al diritto di Finaosta a riscuotere dei crediti e denaro nuovo da girare al Casinò. È sicuramente un marchingegno di finanza creativo e chi lo ha partorito ha indubbiamente una capacità in questo senso, ma noi non ci sentiamo di condividerlo.
Non condividiamo neppure la filosofia che sta dietro a questo nuovo piano, che è poi la filosofia che è emersa chiaramente: quella del rilancio del Casinò, senza tenere conto che questo Casinò è oggi sovradimensionato e deve attuare - lo avete detto anche in vario modo - una cura dimagrante. Si prevedono invece delle nuove sale, delle nuove slot, un incremento delle attività, mentre, a nostro avviso, occorrerebbe andare nella direzione opposta, perché è questo che impone la nuova realtà del mercato del gioco. Si afferma nelle linee guida di questo piano che il core business deve diventare in modo molto più netto e marcato il settore della Casa da gioco, cedendo ad un'altra società la parte alberghiera e congressuale. Noi abbiamo un'idea completamente diversa, bisognerebbe invertire l'impostazione e fare del complesso alberghiero il core business e del settore del gioco un'appendice. Del resto, era questo il profilo con cui negli anni Cinquanta era stato creato il Casinò, con una società che non si chiamava a caso SITAV (Società Incremento Turistico Alberghiero Valdostano) e non Casa da gioco.
L'impostazione della risoluzione, quindi, a mio avviso, è sbagliata in prospettiva ed è sbagliata anche nell'impostazione dell'intervento di salvataggio contingente: in prospettiva perché ritengo che bisogna cambiare l'approccio di fondo, nell'immediato e nel contingente perché non si tratta qui di dare ulteriori finanziamenti ad un'azienda considerata in salute con soltanto qualche problemino di liquidità finanziaria, ma forse di imboccare un'altra strada, come ha anche scritto nella sua relazione il professor Baldi: "la strada dell'aiuto al salvataggio e alla ristrutturazione di un'impresa in difficoltà, un aiuto da notificare alla Commissione europea e finalizzato a superare il regime transitorio fra la situazione attuale e una situazione nuova e del tutto diversa che si potrebbe realizzare trovando delle altre vie". Anche qui occorre uno sforzo di creatività, oltre che di responsabilità, secondo parametri e finalità ben definiti che privilegino l'attività alberghiera e congressuale rispetto a quella del gioco d'azzardo. Questa, a nostro avviso, è una delle strade per fare del complesso di Saint-Vincent un'azienda che funzioni, che attiri turisti dai Paesi extraeuropei e i congressisti dall'Italia e dall'Europa, che produca degli utili e offra posti di lavoro e occupazione. È chiaro che siamo su un percorso completamente diverso da quello indicato dalla risoluzione, contro la quale mi esprimerò.
Presidente - La parola al Consigliere Testolin.
Testolin (UV) - Parto da una riflessione che ho fatto oggi prima di entrare in aula consiliare, alle 14:00, incontrando due lavoratori del Casinò, che non conoscevo personalmente ma con i quali mi sono fermato molto volentieri a scambiare due parole. Mi dispiace solo che non ci sia, per problemi probabilmente di impegno in assemblea, il collega Aggravi ma solo perché parlerò anche di lui e non è mai bello parlare quando qualcuno è assente.
Un paio di considerazioni che partono dal fatto che sicuramente la Casa da gioco ha vissuto dei momenti floridi, momenti che probabilmente - è stato detto da molte parti - non si ripeteranno, che si trova ad affrontare da un po' di tempo delle problematiche serie e importanti che coinvolgono tutti, i lavoratori in primis. Quello che mi sono permesso di esprimere ad alcuni lavoratori - e lo rendo pubblico in questa circostanza - è un passaggio di approccio alla problematica da parte di questo Governo, in particolare di chi detiene il dossier e del Presidente, che assolutamente non è stato un approccio corretto, è stato un approccio, a mio avviso, superficiale, ricco di debolezze purtroppo nel valutare e nell'analizzare tutta una serie di situazioni: in primis quella di confrontarsi e collaborare con l'Amministratore del Casinò per cercare di risolvere le divergenze che c'erano. È un'affermazione che ho fatto poi anche nel momento tecnico, ma è un'affermazione fondamentale: in un'amministrazione ci saranno sempre dei problemi, delle situazioni viste da angolature diverse, sulle quali bisognerà lavorare se si vuole arrivare ad un obiettivo comune. In questo caso l'obiettivo era assolutamente quello di dare delle risposte e di tracciare una linea, che è sempre stata chiesta dall'opposizione in queste settimane, dove vi assicuro abbiamo dedicato molto tempo, almeno tanto quanto ne ha dedicato l'Assessore, ad analizzare tutta una serie di cose.
Mi sono stupito oggi, quando l'Assessore ha preso buona nota di cose che sapevamo noi Consiglieri, perché abbiamo assistito, ci siamo confrontati per cinque ore la scorsa settimana o i primi giorni di questa settimana con l'Amministratore delegato. Situazioni che potevano essere chiarite veramente nel giro di un giorno o due giorni, perché se ci si confronta e si ha voglia di risolvere un problema e si conoscono le tempistiche che questo problema richiede, si lavora in maniera diversa, invece - mi permetto di richiamare anche i colleghi che mi hanno preceduto: i colleghi Minelli e Mossa - è più semplice snocciolare tutta una serie di circostanze che potrebbero essere alternative e migliorative di una situazione e creare una situazione idilliaca. È semplice non approcciarsi al problema quotidiano da risolvere e cercare di trovare solo qualcosa che non va, quando poi bisogna dare delle risposte, però bisogna calarsi nella realtà di tutti i giorni. Come in qualsiasi cosa bisogna metterci dell'energia e bisogna metterci soprattutto la voglia di volerle risolvere, e questo è mancato, ma è mancato purtroppo... ed è questo che stona in una maggioranza che voleva emarginare tutta una serie di elementi perché di disturbo, con i quali non ha mai colloquiato, perché si sentiva in grado e in assoluta autonomia di poter gestire tutta una serie di problematiche. Purtroppo le problematiche vanno conosciute, vanno conosciute le regole del gioco, vanno conosciuti magari i percorsi che si sono fatti e, se non si conoscono, bisognerebbe cercare di approfondirli e questo purtroppo avviene anche su altri dossier, che non abbiamo avuto modo di discutere, perché anche noi avevamo presentato delle istanze diverse da quella del Casinò da analizzare, abbiamo presentato delle situazioni e avremo modo di rappresentarle se sarete ancora seduti a quei banchi e non avrete fatto altre scelte nel frattempo, per significare come il tempo molte volte è denaro. Ci sono delle situazioni che non possono aspettare due mesi per dare una risposta, perché sennò poi l'agricoltura l'Assessore le delibere non le può presentare, i lavori pubblici stanno fermi. Si fanno scelte che devono avere delle conseguenze sul territorio. Se si perdono dei treni, al di là che siano puntuali o un po' in ritardo, poi non passano più.
Forse l'unica cosa positiva di oggi è che alla fine l'obiettivo comune era quello di arrivare a dare una risposta che non è definitiva, è un punto di partenza per dare una traccia di quello che può essere un discorso sul quale giustamente c'è da colloquiare, da confrontarsi. La verità in tasca non ce l'ha il collega Gerandin, che molte volte traccia delle strade alternative a quelle che magari vengono proposte, e lo dico solo perché oggi ha fatto un po' da paciere, ma generalmente cerca di trovare sempre il pelo nell'uovo anche quando le cose vanno bene, per cui bisogna mettere da parte un po' queste presunzioni e cercare di trovare delle soluzioni comuni. Oggi penso che nel complesso probabilmente, da un punto di vista amministrativo, siamo e saremo in grado di iniziare un percorso che dia qualche risultato, grazie a tutti.
In altri settori probabilmente siamo un po' in alto mare e mi concentrerei... l'ha detto bene il collega Viérin nel suo intervento che io ho seguito con attenzione perché ha riportato molti passaggi che mi ero annotato e che vanno a identificare tutta una serie di problematiche, che, purtroppo, sono state un po' abbandonate in questo periodo, così com'è stato sottolineato anche il discorso di CVA. Sono tematiche che devono avere un momento di confronto per trovare la strada migliore da seguire, non per partito preso.
Quello che riscontro invece da un punto di vista più politico è un momento di grossa difficoltà di un'Amministrazione e di un Governo che sinceramente non ha i numeri e non ha soprattutto non dico la capacità, ma non ha la coerenza, non è coerente al suo interno perché ci sono delle visioni diverse. Per certi versi, questo momento molto particolare ha rilanciato qualcosa di importante in molti autonomisti, credo che oggi la forza delle posizioni autonomiste sia riemersa con importanza, con vigore e con credibilità, perché in queste settimane ci siamo avvicinati a un dossier, che è nel cuore di tutti per poter essere risolto, ma è anche un dossier che ci ha visti sovente su strade diverse, strade diverse fino al momento però in cui si lavorava tutti a modo proprio per trovare delle soluzioni. Qua le soluzioni non ci sarebbero state senza delle prese di posizione forti per convocare il Consiglio, per audire chi dovevamo audire, per sollecitare anche dei confronti importanti. Quello che ne esce, da un punto di vista politico, oltre evidentemente a una debolezza strutturale che ho già sottolineato prima, da parte di alcune figure apicali all'interno del Governo regionale e che anch'io invito a fare delle riflessioni per verificare se ci siano altre strade da perseguire per dare delle risposte più puntuali alla nostra Regione, credo sia la presenza di un momento importante soprattutto per l'Union Valdôtaine e l'Union Valdôtaine Progressiste, che si sono espresse, hanno lavorato anche con attenzione e si sono messe a disposizione in mattinata dando la possibilità di iscrivere un nuovo punto all'ordine del giorno, un nuovo punto molto importante. Anche lì la disattenzione è stata clamorosa direi, non si può rischiare di sacrificare delle risorse finanziarie, già scarse per la nostra Regione, a fronte di un'inefficienza o di una disattenzione che non sarebbe giustificabile neanche per dei neofiti della politica. Questo è il dato positivo che ci portiamo a casa e che vogliamo spendere con forza verso il territorio, perché, quando c'è da lavorare per dare delle risposte e dare delle risposte alla Valle d'Aosta, le forze autonomiste ci sono e cercano di ragionare con quella attenzione che le ha caratterizzate nel tempo e che ha comunque permesso di governare questa Regione, dando quei risultati che ci tengo a sottolineare sono quelli conclamati dal bilancio approvato questa mattina, che dà a questa Regione in questo momento una solidità finanziaria e organizzativa invidiabile e che non vorremmo vedere dissipata da delle disattenzioni, da una non capacità e da un'inadeguatezza nel gestire la cosa pubblica.
Presidente - La parola alla collega Pulz.
Pulz (IC) - La risoluzione che stiamo per votare e che mi trova assolutamente contraria prevede l'impegno della Giunta ad approvare l'aggiornamento del piano industriale e della relativa legge di finanziamento, facendo comunque ancora riferimento alla restituzione al socio Regione del patrimonio immobiliare come soluzione possibile agli enormi problemi del Casinò, anche se l'avvocato Tersilla - lo abbiamo sentito questo pomeriggio - ha dichiarato che la componente immobiliare è stata introdotta solo per essere diligenti ed è stato reso meno rigido e vincolante l'ultimo punto della risoluzione, che però non è stato escluso.
Da una lettura delle linee guida del piano aggiornato 2018/2021 con un occhio che, devo ammettere, non è propriamente esperto, perché io frequento più facilmente tomi di storia e filosofia che non relazioni tecniche, però ho almeno allenato logica e credo anche un certo equilibrio, mi pare di poter affermare che tali linee guida sarebbero, se approvate poi dal socio Regione, un errore di cui peraltro non è facile cogliere adesso quale sarebbe l'impatto già a medio termine. Mi incuriosisce il punto in cui si parla dell'affitto degli immobili, che verrebbe pagato dalla società Casino con il denaro messo a disposizione dal locatore stesso (dalla Regione), il che sembra quanto meno una stranezza da un punto di vista logico. Viene poi da chiedersi dove verrebbero trovate le coperture finanziarie per fare fronte alle problematiche relative alle eventuali contestazioni mosse per la faccenda ancora aperta degli aiuti di Stato. Se quindi la società Casinò, mi pare capire, dovrà restituire dei soldi alla Regione, lo farà con i soldi della Regione stessa, interessi compresi, e qui mi pare che ci sia nuovamente il sentore di contraddizione, almeno così direbbe il grande Aristotele. Il rischio reale che mi preoccupa è che poi la Regione si trovi a un certo punto a dover erogare alla fine ben più di 6 milioni di euro, cifra che già di per sé mi pare spaventosa.
L'unico punto abbastanza convincente delle linee guida, sebbene senz'altro troppo generiche e da concordare con le organizzazioni sindacali, che pazientemente ci seguono, è la necessaria riorganizzazione dell'organigramma, che sarà senz'altro dolorosa, ma inevitabile in un contesto che ha imbarcato, strapagandolo, molto più personale del necessario per motivi clientelari, che non si possono non denunciare ancora una volta con coraggio per il rispetto della dignità di quanti - e mi pongo senz'altro tra questi - il lavoro se lo sono conquistato con regolari e sudati concorsi ottenendo spesso stipendi di molto inferiori alle reali prestazioni. Ciò non significa che si possa affrontare la questione licenziamenti e tagli a cuor leggero, soprattutto poi se dovessero crearsi disparità di trattamento, come abbiamo già detto alcuni giorni fa, tra i quadri dirigenziali e gli impiegati, che non devono essere i capri espiatori non solo di quest'altissima fase di tensione finanziaria per l'azienda Casinò, ma del fallimento di un'intera classe politica a cui sempre più persone guardano, purtroppo non a torto, con grande sospetto rinunciando sempre più al diritto di voto. In ogni caso gli arzigogolati passaggi che ho fin qui cercato di rievocare sono decisamente contraddittori. Il problema è che qui dobbiamo uscire dal mondo della logica e andiamo a incidere sulla pelle del socio Regione, ovvero sul denaro dei cittadini valdostani spesso invocati nell'insana retorica da costante campagna elettorale che si respira troppo in quest'aula.
Come già sottolineato l'altro ieri, qui dentro vi sono delle precise corresponsabilità per la situazione attuale, che risalgono sia ad anni ormai lontani che anche all'oggi. Le forze che hanno governato la Valle d'Aosta negli ultimi tre mesi: la Lega di Salvini, MOUV', che oggi in parte si è data alla fuga, ALPE, Stella Alpina-PNV, Rini, come abbiamo affermato fin dal primo giorno, hanno arrogantemente puntato alla spartizione delle poltrone più che non trovare accordi preliminari precisi in merito a dossier strategici come quello del Casinò, che erano già ben stagliati all'orizzonte, illudendosi forse che i nodi non sarebbero prestissimo tutti venuti al pettine, obbligandoci ad assistere oggi a uno spettacolo spesso imbarazzante e anche indegno di quest'Assemblea, soprattutto per questo bel rifinanziamento finale che non so se è davvero frutto di responsabilità, come in molti avete cercato di convincerci, ma che io mi chiedo quanto saprà resistere ad altre tentazioni di tradimento. Dai Leghisti duri e puri poi io mi sarei aspettata una dimostrazione di maggiore personalità. Quei Leghisti duri e puri che fanno perfino il saluto fascista, come abbiamo purtroppo potuto vedere durante la sospensione da parte del Consigliere Manfrin per salutare simpaticamente il collega di CasaPound in tribuna.
Mi sembra che oggi abbiamo assistito, visto che siamo in tema di gioco, a una gigantesca partita a poker, dove l'Amministratore unico Di Matteo ha rilanciato e alla fine la Lega ha lasciato, e questo secondo il vecchio adagio - a me piaceva da giovanissima giocare a poker, quindi me lo ricordo -: "quando a poker non sai chi sia il pollo, è perché il pollo sei tu".
La risoluzione firmata anche dagli autonomisti, che avevano così a cuore i destini della Valle d'Aosta da allearsi senza problemi con la Lega di Salvini, sono ai miei occhi la conferma dei metodi che hanno portato la Regione a far risucchiare in un enorme buco nero milioni di euro dei cittadini per sostenere un'azienda che, se un tempo creava senz'altro grandi ricchezze per la collettività, ha finito ben presto per degenerare, producendo bieco clientelismo, favoritismi ingiustificabili e ingiustizie sociali clamorose, a fronte di stipendi inammissibili per la maggior parte delle mansioni svolte presso il Casinò. Come dicevo due giorni fa - e concludo perché siamo tutti stanchi - in questa triste vicenda continua a mancare il protagonista principale: il futuro, quel futuro che rischiamo di sottrarre ai giovani valdostani e alla nostra comunità tutta, che si trova a dover vivere nuovamente, e dopo solo tre mesi di vita di questo Governo, nell'incertezza o proprio anche nell'assenza di prospettive politiche chiare, convincenti e coerenti.
Presidente - La parola al Consigliere Manfrin per fatto personale.
Manfrin (LEGA VDA) - Ero fuori e ho sentito un'affermazione rivolta alla mia persona: spero di aver sentito male. Se non ho sentito male, lei ha detto che io ho fatto un saluto fascista dentro quest'aula; è corretto, Consigliera? A questo punto io chiedo al Presidente Fosson se quest'aula era ripresa e se si può confermare o smentire quello che la collega Pulz dichiara e, se è così, farò le opportune valutazioni e vediamo a quel punto chi aveva ragione e chi torto.
Presidente - La parola alla Consigliera Pulz per fatto personale.
Pulz (IC) - Non ha sentito male, Consigliere Manfrin, l'abbiamo vista in parecchi, era una fase di sospensione, non siamo ciechi. Prenda i provvedimenti che vuole, se crede di minacciarmi, si sbaglia di grosso!
Presidente - La parola alla Consigliera Nasso.
Nasso (M5S) - L'altro ieri e oggi abbiamo purtroppo scritto una brutta pagina della politica valdostana. Mi viene per somatizzare da dire che il video dell'Assessore e di Cognetta, mi dispiace parlare degli assenti... ormai l'abbiamo lungamente superato con tanto di clima da stadio e ammiccamenti vari; che spesso quest'Assemblea sia - e perda quindi di valore - una tribuna elettorale di continuo purtroppo ci siamo abituati
Ricapitolando abbiamo tolto lo spazio a tutte le iniziative presenti all'ordine del giorno per affrontare il tema spinoso e importante del Casinò ed è stato giusto farlo; i valdostani meritano però che vengano rappresentate a dovere anche altre tematiche. Noi siamo qui a rappresentare tutti i valdostani, non solo i nostri amici, i nostri parenti, i nostri vicini di casa che lavorano al Casinò e questo fa parte della responsabilità che ci compete.
Mi piace sottolineare che in questo lavoro ogni giorno imparo qualcosa e sono ad oggi una tirocinante, magari diventerò più brava o no, il tempo ci darà delle risposte... accetto consigli e spunti con i filtri che decido di mettere, ma quello che non accetto è ricevere lezioni di vita, di democrazia, di moralità e di trasparenza da chi ha fondato la propria carriera politica basandola sull'esatto contrario.
Ora mi rivolgo a lei, Presidente Spelgatti: nel suo lapidario intervento di mercoledì, perché oggi non ha proferito parola, ha proposto all'ultimo una blanda soluzione che diceva di mettere a fianco di Di Matteo o comunque si proponevano delle figure nuove, nella fattispecie delle sue professoresse, quindi delle sue conoscenze nella governance. Lei ha sicuramente sbagliato il modus operandi nel fare questo e di certo un processo di cambiamento rispetto al passato l'abbiamo notato, perché quello che lei ha fatto platealmente in quest'Assemblea lo si è sempre fatto fuori da queste mura e le riconosco del coraggio. Come se non bastasse, a criticare questa sua esternazione sono stati a sorpresa alcuni Consiglieri che negli anni passati hanno messo qui e là dei congiunti. Non ricordo il grado di parentela e non è questa la sede per fare del pettegolezzo, ma a volte mi viene da dire: da che pulpito viene la predica! E i valdostani non dimenticano.
Bisogna guardare anche l'altra faccia della medaglia se veniamo alla faccenda del Casinò, che è poi quello di cui stiamo discutendo da tante ore. È chiaro e deve essere chiaro a tutti che il Casinò ha inquinato la politica e l'economia valdostana profondamente. È una struttura che è stata - chissà se faccio bene a usare il passato prossimo - serbatoio di finanziamenti illeciti ai partiti, magari con soldi pubblici; è stata al centro del potere clientelare per sistemare amici, parenti ed elettorato; detta in maniera più forte e comunque con la definizione corretta: il Casinò è stato sede di voto di scambio e non sono io a dirlo, è stata la Magistratura. So che siamo stanchi, ma mi piace raccontare una vicenda storica. Il Magistrato Bruno Caccia - non so se tutti in quest'aula lo conoscono, ma invito ad andare a leggere la sua storia - è stato assassinato nel 1983 poco dopo l'inizio della sua indagine sul Casino de la Vallée. Dico questo perché, se dobbiamo fare una cronistoria e una fotografia, non dobbiamo solo raccontare una parte, la parte bella degli anni in cui si allestivano addirittura buvette fuori dal Casinò per rifocillare ricchi signori e dame in pelliccia in coda per entrare, raccontiamo anche la parte oscura e passatemi questo termine un po' forte. Io non sono d'accordo con la Consigliera Rini che prima ha detto: "il Casinò è stato il fiore all'occhiello della nostra regione", il fiore all'occhiello della nostra regione è stato semplicemente il suo territorio e tutto ciò che ne deriva da esso ovviamente. L'atteggiamento mi è sembrato in questo lungo dibattito, soprattutto questa mattina, del "chi se ne importa, basta salvarlo". Mi ripeto e chiedo scusa: noi siamo qui a prenderci delle responsabilità verso tutte le valdostane e verso tutti i valdostani, non ad accontentare una minima parte, questa è la nostra responsabilità e io sento fortemente addosso questo peso.
Non devono esserci lavoratori di serie A e di serie B, aziende di serie A e di serie B e prima ho dato uno sguardo alle notizie di oggi e ho visto la situazione dell'ex Feletti, anche lì ci sono dei lavoratori. Vedremo poi l'atteggiamento.
Il Casinò deve essere un in più del nostro territorio e dobbiamo dire che il modello del Casinò tout court è un modello di gioco che non sta più né in piedi né in terra. Non è più competitivo, è estemporaneo. Dobbiamo essere oggettivi, siamo nel 2018, il gioco d'azzardo è profondamente cambiato e, di conseguenza, deve cambiare l'offerta e bisogna pensare a un ridimensionamento e per i problemi occupazionali non ripeterò quanto detto dal collega Mossa, dai colleghi di Impegno Civico e dal collega Vesan l'altro ieri.
Prima durante l'audizione che abbiamo definito una Capigruppo allargata, ma che di fatto poi è stata una maggioranza che si è presa a mazzate e allargata per la prima ora, infatti i tecnici semplicemente erano imbarazzati, poi dopo due ore è cominciata l'audizione e io non ho personalmente fatto domande perché quello che ho visto e sentito mi è bastato.
Io non lo so cosa si concluderà alla fine di questa lunga giornata, ormai posso immaginare, ma comunque mi auguro per il futuro che la grinta che vedo in alcuni colleghi, la voglia di impiegare soldi pubblici in un'azienda, l'attitudine salvatrice, la garanzia di fare bene per tutti sarà la stessa quando in quest'aula si discuterà di iniziative riguardanti istruzione, sanità, sicurezza, trasporti e altre tematiche importanti, che però forse non valgono i voti che vale il Casinò.
Presidente - La parola al Consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Volevo fare un intervento di chiusura, ma devo dire che gli ultimi interventi meritano alcune sottolineature. Intanto li trovo poco rispettosi per quei colleghi che, assumendosi delle responsabilità e ritenendo di assumersele in maniera legittima, hanno scelto di sostenere un'azienda come questa, piuttosto che altre scelte che li vedono comunque oggi a giustificare le decisioni assunte. Credo quindi che anche inserirsi in un'assemblea debba essere fatto con anche un po' di attenzione e anche con un po' di umiltà, mi sembra sempre che si intervenga dando lezioni a tutti e immaginando che si viva su un pianeta a parte.
Io vengo dalla Bassa Valle, oggi ho parlato con una persona della Feletti, ieri ho parlato con persone che dovevano andare al Poliambulatorio. Vivo in Valle d'Aosta, parlo con le persone che vi vivono, riesco a parlare dei problemi della Valle senza che nessuno mi dica sempre che io devo parlare di quei cittadini che piacciono a voi. I cittadini sono cittadini tutti: sono quelli che hanno votato me, che hanno votato l'UVP, quelli che hanno votato lei e che hanno votato i Cinque Stelle, quelli che hanno votato i colleghi di Impegno Civico, come quelli che hanno votato la Lega. Continuare a dividere i cittadini per contea non unisce i cittadini e non crea sistema, dividerli per idee sì, però fare sempre la pagella del cittadino che è più bravo quando vota qualcuno rispetto a qualcun altro, no. Io credo che bisogna anche imparare un po' a rispettare il lavoro che si cerca di fare e in questo senso dico: ben arrivata la Lega al governo, perché sennò sarebbe qui a sparare su quelli che oggi dovrebbero fare certe scelte. Voi vi potete permettere di farlo, oggi siete lì, lo potete fare: a Roma non fate più questo, cercate di trovare delle soluzioni. Se poi uno attraverso una comunicazione minaccia dei dirigenti, quello va bene; se qui oggi si fanno delle domande ai dirigenti, quello diventa impegnativo e imbarazzante, quindi stiamo in quest'Assemblea nella maniera giusta. Da un lato la Lega oggi forse viene ridimensionata in un contesto di una discussione, ma cerca anche di trovare una soluzione per dare una continuità ad un'azienda che oggi, come dovremo fare domani per altre, ha creato e speriamo possa creare prospettiva.
Oggi non abbiamo deciso e non abbiamo salvato nessuno, abbiamo creato un indirizzo politico per provare a continuare a perseguire quella che è stata una scelta nuova, sostanziosa dell'anno scorso del piano industriale. Mancano ancora parecchi elementi per riuscire a dire che il Casinò si salverà. Sicuramente dovremo lavorare e dovrà lavorare il management per migliorare la gestione delle sale, per far crescere quei ricavi che oggi non sono ancora cresciuti, per dare quelle risposte ai lavoratori che più volte sono stati sollecitati anche in questo anno, però la decisione e la discussione di questa giornata ci portano a dire che c'è ancora la volontà in maniera seria di fare dei percorsi per non sprecare dei soldi, ma per impegnare dei soldi e provare a creare sviluppo. Nessuno di noi vuole sprecare dei soldi e siamo tutti pronti a sostenere - e il bilancio di quest'anno lo sta a dimostrare - tutti quei settori di debolezza come quelli che hanno citato i colleghi Nogara e Viérin, a partire dai cantieri forestali.
Oggi io credo che si siano anche un po' delineate le posizioni politiche in maniera anche abbastanza chiara. Si stanno costruendo le sensibilità e le differenze, al di là delle prese di posizione forti, anche a livello personale, su certi argomenti, però, se questo Consiglio regionale dovrà cercare in futuro una stabilità e una maggioranza, lo potrà fare solo attraverso la capacità di essere più vicini a temi, progetti e idee. Le maggioranze si costruiscono non a numeri - ci avete provato - ma si costruiscono sulla base di quelle idee che, pur essendo differenti, ti mettono in condizione poi di trovare dei punti di sintesi di mediazione. Il primo tentativo è andato male, e oggi ne è stata una prova evidente; credo che l'intelligenza di tutti sarà quella di mettersi a capire come costruire qualcosa di solido, di stabile attraverso la responsabilità di chi oggi ricopre dei ruoli da cui ci si aspettano delle decisioni nei prossimi giorni.
La volontà del gruppo al quale appartengo è stata quella di discutere, approfondire un tema, come dieci giorni fa abbiamo discusso e approfondito il tema delle autostrade e come domani discuteremo altri temi, come tutte le forze politiche. Si è cercato di mediatizzare quest'attenzione verso l'azienda anche per l'importanza che essa ha. Il tema di chi fa politica non può essere diviso tra il bello e il brutto: chi fa politica si occupa dei cittadini, di tutti i cittadini, di tutti i settori, di tutti i problemi e cerca, attraverso le idee che ha dello sviluppo della società, di dare le risposte per le quali vive la sua ideologia e anche le sue idee in politica. Continuare a cercare di fare campagna elettorale qui dentro semplicemente dicendo che qualcuno si occupa solo di certi settori o di certe situazioni però lo troviamo assolutamente sbagliato e anche sgradevole. Vedremo su tanti temi se troveremo insieme dei punti di sintesi, noi ci abbiamo provato anche lo scorso Consiglio regionale a tenere tutti le posizioni ferme e poi, per forza di cose, da qualche parte bisogna trovare dei punti di mediazione nell'interesse di tutti. Io mi auguro che, dopo aver dato lezioni e pagelle, tutti saremo capaci di pensare al cittadino, alla persona e di trovare delle soluzioni, come le abbiamo trovate in questa fase, senza essere ancora riusciti a chiudere il problema ma semplicemente avendo trovato un percorso per provare a sostenerla.
Presidente - La parola al Consigliere Vesan.
Vesan (M5S) - Non risponderò al mio omonimo collega, che anche lui viene dalla Bassa Valle e conosce bene la situazione del Casinò; io ho vissuto 28 anni a Châtillon, conosco la zona e la situazione. Faccio solo un piccolo esempio all'Assessore Nogara che si è sorpreso per il fatto che non ci fossero gli albergatori di Saint-Vincent tutti qui ad applaudire questo sistema di salvataggio del Casinò. Gli albergatori di Saint-Vincent si trovano la concorrenza della Regione che si è messa a fare l'albergatore; si trovano delle Terme che faticano a decollare, perché hanno la concorrenza dell'Amministrazione regionale, che si è messa a fare il gestore delle s.p.a. e quindi le soluzioni che stiamo portando avanti con questa riconversione della Casino e del Billia non sono quelle che noi riteniamo le più opportune.
Per quello che riguarda la risoluzione dei problemi del Casinò, della politica, della vita in generale, vi cito solo una frase che è stata attribuita ad Albert Einstein: "non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo", è proprio un diverso modo di vedere le cose. Vi farò un solo esempio di questo errato modo di pensare che è uscito in quest'aula l'ultima volta da parte della collega Rini, ma tutti quanti, tutti quelli della maggioranza e tutti quanti quelli della chiamiamola opposizione unionista, non so se siete separati o se siete di nuovo insieme... ebbene, tutti quanti avete citato quale atout, quale importante motivo per il quale dobbiamo proseguire su questa strada i 15 milioni di gettito fiscale che ogni anno il Casinò versa nelle casse dell'Amministrazione regionale. Questo gettito fiscale da che cosa deriva? Il gettito fiscale è difficile che derivi dai proventi del Casinò, perché è legato tristemente a una situazione di passivo di bilancio che sta andando avanti da più anni: il gettito fiscale è legato in buona parte alle ritenute fiscali sul personale. È facile avere un gettito fiscale alto quando abbiamo tantissimo personale e abbiamo personale molto ben pagato.
Seguendo questa linea di pensiero, ci troviamo semplicemente a portare avanti una soluzione che è: "raddoppiamo il personale e paghiamolo di più", in questo modo il gettito fiscale del Casinò nelle casse dell'Amministrazione regionale sarà ancora più ampio. Non credo che questo risolverà il problema del Casinò e nemmeno quello delle finanze regionali.
Entriamo nel merito della risoluzione. In questa risoluzione, rispetto alla precedente versione, è stato aggiunto quest'ultimo punto di premessa: "tenuto conto degli elementi emersi nel corso del confronto tenutosi in aula con i tecnici"; forse io ero in un'aula diversa dalla vostra e mi dispiace molto che qualcuno abbia pensato di secretare questo confronto, perché, dal confronto dei tecnici che erano tutti seduti in fila al posto della Giunta, ho potuto verificare che spesso e volentieri non c'era nessun accordo sulle soluzioni prospettate. Nessun accordo nemmeno su quella che era la probabilità del bilancio e anche i pochi punti su cui c'era accordo fra i tecnici regionali e i tecnici della governance del Casinò era per evidenziare delle criticità. Sulla scorta di queste criticità che esistono, che esistono ancora, non c'è stato nessun tipo di soluzione alle problematiche grazie all'incontro con i tecnici tale da giustificare questa risoluzione. Allora vorrei invece citare qualcun altro in quest'aula, il nostro patriarca: il Consigliere Augusto Rollandin, che siede in quest'aula dal 1978, adesso ho la barba molto bianca, quando lui si è seduto qui dentro, non aveva nemmeno cominciato a crescermi. Il consigliere Rollandin ha evidenziato un punto sostanziale di questa discussione e mi spiace tanto che non siamo riusciti a farne tesoro - forse neanche lui alla fine visto che intende appoggiare questa risoluzione -: nel momento in cui ha evidenziato il problema legato alla votazione nell'assemblea dei soci, ha ribadito che, siccome le soluzioni dovevano essere maggiormente definite, ma che del margine e delle prospettive per definirle meglio esistevano, ha chiesto semplicemente sia alla governance che all'Assessore competente di rinviare di qualche tempo, di qualche giorno, giusto il tempo di approfondire le problematiche che sono uscite da parte dei tecnici oggi, l'approvazione o la non approvazione del bilancio. Di fronte a questa proposta sensatissima da parte del Consigliere Rollandin, io ero convinto che saremmo andati avanti proseguendo la discussione, coinvolgendo ulteriormente i tecnici e arrivando a trovare una soluzione che servisse ad aiutare il Casinò, ad aiutare la Valle d'Aosta e a aiutare i valdostani, ma certo non mi aspettavo che, sentiti tutti i tecnici ed essendoci tranquillizzati sul fatto che i libri in tribunale non andavano oggi pomeriggio, siamo ancora qui a dire: "la soluzione non l'abbiamo trovata ma la approviamo lo stesso".
Questa risoluzione non dà, secondo noi, una soluzione al problema del Casinò, questa risoluzione impegna sia l'Assessore che il Governo regionale a prendere una decisione questa sera stessa quando abbiamo espressamente chiesto di rinviare l'assemblea dei soci per poter approfondire meglio il problema. Sulla scorta di queste osservazioni, io vorrei invitare tutti quanti i presenti nell'aula, se almeno qualcuno ha capito quello che ho capito io dalle discussioni che ci sono state, a non votare questa risoluzione, che è quello che faremo noi.
Presidente - La parola alla Consigliera Morelli.
Morelli (ALPE) - È stata una giornata lunga e faticosa e credo che, con tutte le sospensioni, i ritorni in aula e poi le ulteriori sospensioni, chi ci ha seguito da casa forse non abbia avuto proprio la possibilità di capire bene cos'è avvenuto oggi in quest'aula. Io penso che sia avvenuto qualcosa di importante. Non condivido i giudizi espressi dai colleghi dell'opposizione. La crisi del Casinò di Saint-Vincent non è certamente l'unico problema che affligge la Valle d'Aosta, di questo credo che siamo tutti coscienti. Siamo consapevoli anche noi delle tante difficoltà che vivono i nostri concittadini, delle tante difficoltà che attraversa l'Amministrazione regionale un po' in tutti i settori, ma oggi all'ordine del giorno c'era il tema del Casinò e chi si assume la responsabilità di governare deve cercare delle soluzioni e il nostro gruppo questo ha sempre cercato di farlo, anche per quanto riguarda il Casinò. Si è cercata una soluzione che potesse dare un futuro ad un'azienda che sicuramente riveste ancora un carattere importante nella nostra regione.
Voglio ricordare l'audizione dei Sindaci dei Comuni di Châtillon e di Saint-Vincent in IV Commissione, è stato fornito un dato: 8 milioni di ricadute sul territorio per le imprese del territorio. Io credo che non siano da sottovalutare, al di là della Casa da gioco e dei 600 dipendenti che quell'azienda occupa, delle 600 famiglie che da quella azienda traggono il loro sostentamento (credo che tutti conosciamo dei dipendenti del Casinò). Voglio dire chiaramente che per noi non si tratta di una questione elettoralistica, proprio ALPE credo che, da questo punto di vista, non sia coinvolta, ma siamo coinvolti dal fatto che in coscienza bisogna trovare delle soluzioni ai problemi e in questo senso abbiamo lavorato e ci siamo impegnati per far sì che ci fosse anche il confronto di oggi, che si è rivelato un confronto utile, sicuramente tardivo - sono d'accordo, andava fatto prima - ma questo è un problema che sicuramente andrà affrontato. Si è lavorato per trovare una soluzione nel solco della legalità, nel solco della continuità aziendale e in conformità con una legge che è stata approvata lo scorso anno, il cui percorso ha rivestito un carattere di novità. È opportuno forse ricordare che quella legge prevedeva un percorso di rilancio della gestione, di riduzione dei costi, esplicitato attraverso un piano di ristrutturazione aziendale che non è ancora giunto a conclusione, che necessita di aggiornamenti indispensabili che ne migliorino l'efficacia. Per noi quindi è necessario proseguire, perfezionando il percorso con la riduzione dei costi (ancora necessaria), con il consolidamento di un andamento positivo che ci è stato testimoniato qui anche oggi dall'Amministratore unico, senza aggiungere un euro in più, non si dica che succhiamo i soldi dalle tasche dei valdostani! Non ci sarà un euro in più, anzi sono quasi certa che ci saranno degli euro in meno rispetto a quelli previsti dalla legge dello scorso anno, perché l'obiettivo è quello di far sì che quest'azienda possa reggersi sulle sue gambe.
Sono d'accordo che il Casinò non ha più i fasti di un tempo, ed è bene che sia così, probabilmente i tempi sono cambiati; sono d'accordo sul fatto che quei territori debbano cercare anche nuove identità e il rilancio economico non debba passare in modo limitato e becero attraverso la Casa da gioco, ma quest'ultima continua a rivestire un'importanza per la nostra regione. Oggi questo Consiglio regionale in extremis, in modo trasversale, evita un fallimento, non in senso metaforico, un fallimento vero; credo che questo sia giusto sottolinearlo, riconoscerlo nel rispetto di tutte le posizioni, ma in particolare per un apprezzamento nei confronti dei colleghi che dall'opposizione condividono oggi questa risoluzione.
In conclusione quindi tutto bene? Sicuramente no. I problemi politici che sono stati sollevati da più parti esistono, bisogna darne atto ai colleghi che lo hanno sottolineato, bisognerà affrontarli con lucidità, perché la nostra Regione ha bisogno di un governo stabile che sia in grado di programmare e dobbiamo riconoscere che delle criticità esistono ma per oggi lasciatemi concludere dicendo: "à chaque jour suffit sa peine".
Presidente - La parola al Consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Chiaramente dopo tutti gli interventi è opportuno che ci sia l'intervento della Lega chiamata in causa ed è bene che sia così perché un Consiglio si esprime con equilibrio attraverso le sue forme e attraverso le sue forze. Vi prometto che l'intervento sarà breve perché ormai sono le nove e mezza passate e quindi intendo per tutti fare in modo che quanto prima si concluda questa seduta, quindi il mio intervento come rappresentante della Lega vuole semplicemente mettere in chiaro alcuni elementi.
Prima di tutto, come componente della Lega e della maggioranza, una semplice riflessione che non è onnicomprensiva, ma è semplicemente esplicativa o perlomeno suggestiva della situazione della maggioranza che è stata messa in evidenza in tanti interventi giustamente. Personalmente io riconosco, dal punto di vista esperienziale, dal punto di vista della mia formazione intellettuale, che la crisi di per sé è neutra e penso che la collega Pulz, che condivide con me la passione per la filosofia, possa non solo essere d'accordo ma forse darmi insegnamenti, ma mi interessa di più che sia d'accordo. È neutra di per sé la crisi e come se ne esce? Che è positivo o negativo. In questo caso io metto in campo una citazione di Nietzsche, secondo il quale quello che non uccide rende più forte e questo assolutamente è un altro elemento che mi fa ben pensare, quindi da oggi la situazione dovrà svilupparsi sotto questi criteri.
Per quanto riguarda i criteri, io sono uno degli ultimi arrivati in questo Consiglio quindi, da un lato, voglio esprimermi sicuramente sottovoce perché non ho la competenza e l'esperienza che avete voi, che si traduce in autorità che io riconosco e che stimo di tanti di voi, ma, proprio perché sono uno degli ultimi arrivati, mi porto dietro la dinamica di chi sta fuori, dei 130 mila valdostani che sono rimasti fuori da queste mura e per cui tutti noi lavoriamo e mettiamo in atto i nostri ideali e le nostre facoltà intellettuali. Proprio partecipando di questo spirito di chi viene da fuori, mi permetto di dire che ho notato in tanti, troppi interventi nella precedente seduta del Consiglio e nella giornata di oggi un atteggiamento di critica distruttiva che non è assolutamente costruttivo. Non voglio farvi la morale, non ho assolutamente il titolo per farvela, lo dico tra inter pares mettendo a disposizione semplicemente il mio pensiero e la mia posizione sotto il profilo della collaborazione. Io quindi oggi devo dirlo non soltanto perché l'Assessore Aggravi è nostro compagno di squadra della Lega, ma perché è il nostro Assessore e oggi io ho assistito a troppi attacchi dedicati alla sua persona. La critica funziona, personalmente io ritengo di essere una persona assolutamente permeabile al concetto della fraterna correctio, ci credo, credo nella correzione, credo nella critica e nel suo senso etimologico, che proviene dal giudicare, dal giudizio proprio perché è quello che permette di crescere, però lasciatemi dire - e lasciatemelo dire in modo costruttivo, lo dico per lealtà, per lo spirito di appartenenza ad una forza politica di cui fa parte l'Assessore Aggravi, ma ve lo dico anche con tutta l'obiettività intellettuale di quello che è il criterio che mi aspetto dentro questa sala -: io ho assistito a un accanimento, tra l'altro, attraverso la strumentalizzazione del Casinò, e questo è un fatto che indebolisce molto le posizioni, lasciatemelo dire. Fortunatamente nella parte finale di questa giornata io ho seguito con attenzione gli interventi e, tra l'altro, non so se sia un caso, non se questa dimensione... se questo carisma autoritario legato alla figura citata dal collega Vesan, che torno a citare... ma ho notato dall'intervento del collega Rollandin che c'è stato un abbandono quasi completo di questo accanimento verso l'Assessore, verso il Governo, verso la Lega, verso la maggioranza. È stato sul finale esattamente nella linea della critica, della critica costruttiva. Ho poi apprezzato profondamente gli interventi costruttivi che hanno guardato altri orizzonti e ovviamente ho apprezzato anche gli interventi provenienti da forze politiche che hanno posizioni molto chiare per quanto riguarda la situazione della Casa da gioco. Con questo non voglio fare un elenco di complimenti, perché non è questo l'obiettivo del mio intervento, ma volevo far presente queste riflessioni e condividerle con voi.
In ultimo voglio dare una spiegazione, perché questo del Casinò è un tema per me difficilissimo, com'è stato detto in altri interventi, in quello della collega Minelli, che fa presente di non essere a conoscenza delle strategie, di tutta una serie di apporti conoscitivi relativi a come si opera in questa sala soprattutto su questi argomenti e io ammetto la mia ignoranza, un'ignoranza che comunque non mi impedisce di capire le macrodinamiche che stanno dietro alle scelte.
Per quanto riguarda l'osservazione della collega Pulz che si chiede dove sono finiti i Leghisti, ritengo di poter dire con le mie parole - saranno migliori, più approfondite le parole dell'Assessore perché più competenti - che lo spirito non è uno spirito di resa, non è neanche uno spirito di abbandono di una lotta, di un combattimento intanto perché la risoluzione è stata comunque ridefinita attraverso degli emendamenti e delle trasformazioni che l'hanno effettivamente resa coerente alla linea che da tempo è portata avanti dall'Assessore Aggravi, con dei punti che vengono contenuti e compresi, che sono delle conditio sine qua non e quindi, sotto questo punto di vista, possiamo dire che è il risultato non di un rifinanziamento finale. Bella l'espressione, però non è questo: non è un rifinanziamento finale, e non è neanche un cambiare idea, e apprezzo quello che ha detto la collega Rini che sono le persone intelligenti che cambiano idea... non è neanche un cambiamento di idea: è una sintesi, è un mettere insieme degli elementi, dal punto di vista tecnico e politico per mantenere coerenza su una posizione. Una posizione che ha alla base un concetto importante, un concetto che abbiamo condiviso, che condividiamo come forza politica: il concetto di responsabilità. Poi che questo senso di responsabilità abbia passato l'esame di tutte le persone presenti in quest'aula è altro discorso, ma che noi abbiamo messo in campo un senso di responsabilità prendetelo perlomeno come atto di fede. Questo senso di responsabilità che ci ha permesso... che ci ha portato avanti, che ci ha costretti a dire: "una posizione per forza di cose la dobbiamo prendere e dobbiamo indirizzare ad arrivare per addivenire ad una soluzione finale, perché altrimenti si va di fronte ad una situazione che non è solo il fallimento del Casinò, ma è entrambe le situazioni". Qualunque scenario si crei è uno scenario che crea problemi al Casinò? No, alla Regione e quindi alla cittadinanza, alla nostra comunità. È quindi il senso di responsabilità, non per dire: "con questo noi salviamo il Casinò". No, con questo noi affronteremo il tema fino all'ultimo, perché ci troviamo di fronte a questo dilemma che, come dice la logica - e adesso so che susciterò qualche sorriso perché userò un termine tecnico che nella logica si usa per definire un certo tipo di dilemma -, è "cornuto", perché ci sono due posizioni che si chiamano corni (da cui cornuto) ed entrambi i corni, entrambe le premesse portano alla stessa conclusione: uno stato di crisi per la Regione. Il nostro spirito è questo. "Lega, lotta dura senza paura" è riprendere questo: fino in fondo portare avanti la possibilità dal punto di vista tecnico di risolvere un problema di crisi per la Regione.
Presidente - La parola al Consigliere Daudry.
Daudry (UVP) - Non era mia intenzione intervenire, però il dibattito è andato in alcune direzioni che forse sono un po' uscite dall'oggetto di discussione sulla Casa da gioco. Innanzitutto dobbiamo dirci una cosa: la Valle d'Aosta è talmente piccola che, per quanto riguarda i vari settori (Casinò, Agricoltura, Sociale, Pubblica istruzione), può capitare a tutti di avere dei parenti che si sono occupati di un settore piuttosto che di un altro, ma non credo che le 35 persone che sono in quest'aula, quando sono qui che operano per il bene di tutti i valdostani, si fanno dei problemi da questo punto di vista, nel senso che siamo qua tutti con onestà e con spirito di servizio, e queste cose abbiamo avuto molte volte occasione di sottolinearle.
L'altro aspetto che ci interessa sottolineare è che sulla Casa da gioco abbiamo visto due atteggiamenti diversi. Il nostro non era sicuramente un accanimento nei confronti dell'Assessore, però dobbiamo dirci che, se tanto lavoro non veniva fatto anche dai gruppi di opposizione e all'interno di una parte della maggioranza, non avremmo avuto delle commissioni assieme, non avremmo passato tante ore ad ascoltare la governance, che sarà stato anche tedioso, ma dobbiamo dirci che è stato anche necessario. Crediamo che se non ci fosse stato questo intervento, l'Assessore nel rappresentare il Governo se l'Assemblea fosse stata alle 14:00 come era previsto... se non ci fosse stato tutto un percorso prima, l'Assessore sarebbe andato oggi in Assemblea a votare il bilancio con tutte le conseguenze che ne sarebbero derivate. Di questo ne abbiamo parlato già lungamente dal 27 luglio, quando invece tutti assieme avevamo approvato un impegno per andare nella continuità aziendale ad esclusione dei Cinque Stelle e (allora non lo sottolineammo) degli ospiti del MOUV', che ancora una volta sono assenti. Credo che questo lavoro, questo merito alla parte autonomista di quest'assise vada riconosciuto.
Noi abbiamo fatto questo lavoro perché dobbiamo uscire anche da un dilemma: benissimo la Lavazza, benissimo la Feletti, tutto quello che volete, ma il Casinò è una proprietà nostra, non è che possiamo esimerci e dare delle patenti e dire: "non dovevamo sostenerlo in passato" e, se qualcuno l'ha sostenuto, alzarsi per dire: "ha sbagliato a sostenere", eccetera. Non possiamo neanche continuare a sottolineare negativamente il percorso che è stato intrapreso dal 2017, che è un'opera di risanamento. Come facciamo a stupirci che il Consiglio regionale in passato abbia sostenuto la Casa da gioco e dal 2017 in avanti lavori per risanarla? Quante volte abbiamo detto: stiamo lavorando, stiamo cercando di dare il nostro contributo affinché il Casinò possa camminare con le proprie gambe, è questo che stiamo facendo. Poi abbiamo sentito in questi giorni l'espressione "bancomat elettorale", ma noi, mettendo la faccia per questo Casinò - io non c'ero prima, ma loro l'hanno fatto - li abbiamo persi i voti, ma quale bancomat elettorale! Come si fa ancora a sostenere delle posizioni così puerili? I voti, vi assicuro, io arrivo da lì, i voti li hanno presi la Lega, anche i Cinque Stelle, i voti dei lavoratori del Casinò che lavorano lì, perché volevano da parte vostra un cambiamento anche verso di loro. Noi quindi, senza enfatizzare troppo questo aspetto, siamo un po' stanchi di sentirci sempre attaccati in questa direzione. È assolutamente limitativo sostenere che il sostegno che viene dato è esclusivamente a quegli scopi.
Un'azienda che ha come indotto quasi 800 persone che lavorano crea nella nostra regione un'economia che è fondamentale e gli stessi dipendenti, i fornitori, le persone che lavorano in questo momento quello che stanno chiedendo a noi qui oggi non è nessun regalo, non vogliono nessun regalo. Sono stati nell'ultimo periodo disposti a fare dei sacrifici, sono ancora disposti a farli, ma quello che ci stanno chiedendo, su cui non possiamo continuare a fraintendere, è un'assunzione di responsabilità che... e qui è il fallimento politico, secondo noi, evidente nel vostro gruppo di maggioranza... non ci si poteva permettere di andare a chiudere un'attività che, da questo punto di vista, è risaputo l'importanza che ha. È una cosa che abbiamo ripetuto, abbiamo detto e abbiamo stradetto! Non possiamo far finta di non vedere che, senza una convergenza politica e responsabile anche da parte delle forze di opposizione, non avrebbe avuto il risultato che la Valle d'Aosta e che la comunità meritano. Questa cosa non possiamo permettere che voi la sosteniate.
Presidente - Non ci sono altri interventi, pertanto chiudo la discussione generale. Nessuna replica da parte dell'Assessore, passiamo alle dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Vorrei fare due considerazioni dopo l'ampio dibattito di questa sera, anche per sgomberare un po' il campo a seguito di certe affermazioni fatte in aula.
Noi pensiamo che oggi, se non ci fosse stata questa presa di posizione, probabilmente il rischio era altissimo di portare i libri in Tribunale e dopo giornate pesanti... e su questo vorrei principalmente ringraziare il collega Assessore Sammaritani che tra ieri e oggi in maggioranza ha permesso a una parte di maggioranza di poter fare dei passi avanti, di poter incontrare i tecnici, perché c'erano delle difficoltà a far parlare i dirigenti regionali con l'attuale azienda. Vorrei anche ringraziare il collega Gerandin che ha voluto non solo rimanere in aula, ma firmare e sostenere questa importante risoluzione.
Il tutto però parte da mercoledì, due giorni fa. Nessuno si è innamorato del Casinò, colleghi, ma la criticità c'era e c'è tuttora, questo Consiglio doveva dare un indirizzo entro oggi e insieme al Capogruppo di Stella Alpina Marquis, insieme alla collega Rini e grazie ai due gruppi dell'Union e dell'UVP, oggi abbiamo avuto modo di poter discutere. Abbiamo iniziato la nostra giornata alle sette in maggioranza dandoci un metodo di lavoro, cercando di mettere insieme i pezzi, cercando di far parlare le persone: è stato tutto molto difficile, però io penso che abbiamo fatto un buon lavoro per la Valle d'Aosta, un buon lavoro soprattutto per il domani, ma è solo l'inizio.
Altre due considerazioni. Collega Vesan, se ha bisogno di qualche informazione, noi le faremo avere qualche elemento in più, non dica però delle cose false, perché i valdostani ci stanno ascoltando e se qualcuno dice o omette degli elementi importanti, dice le bugie e le bugie hanno le gambe corte. Se vuole un elemento: l'anno scorso - e non c'entrano nulla i dipendenti - la Casa da gioco ha versato 6,3 milioni di euro, oltre a tutte le tasse dei dipendenti. È un dato che le do, perché abbiamo un contratto tra Regione e Casa da gioco.
La seconda considerazione. Vorrei sgomberare il campo, perché ho sentito degli interventi che portano fuori strada la discussione. Oggi, se questa risoluzione verrà approvata - e mi sembra che ci siano tutte le condizioni -, non c'è nessun soldo in più pubblico che viene erogato alla Casa da gioco. Collega Minelli e colleghi che sono intervenuti, oggi nessun soldo pubblico viene deliberato, viene stanziato oltre a quello che è stato deciso l'anno scorso nel maggio 2017. Non esistono quindi buchi neri, non ci sono soldi in più che vengono erogati alla Casa da gioco così tanto per erogare, ma c'è una legge e c'è un piano. E chi ci sta ascoltando dice "ma allora perché stiamo qui a discutere?". Stiamo qui a discutere perché non è stata erogata la tranche al 31 luglio 2018 e, dato che non è stata erogata, in questo momento l'azienda ha delle grosse difficoltà legate alle tensioni finanziarie, ma non solo, perché hanno causato tutta una serie di criticità, quindi nessun buco nero. A monte c'è un piano, ma per poter eventualmente sostenere con denari pubblici (che sono gli stessi che non sono stati erogati), il piano deve essere aggiornato e ho sentito che qualcuno ha detto: "le cose qui si fanno o dal punto di vista elettorale, o perché nessuno controlla", non funziona così l'amministrazione pubblica! Qualcuno ha parlato di buona politica e di buona amministrazione, ma se vogliamo fare buona amministrazione, prima si modificano le regole del gioco, quindi prima si approvano degli atti, ma prima ci va un indirizzo di natura politica che ad oggi non c'era. Oggi se questa risoluzione sarà approvata, ci sarà un indirizzo di natura politica per poter aggiornare il piano, ma nell'aggiornare il piano andremo a modificare due, tre, quattro, cinque misure, la prima... e credo sia importante dato che i valdostani ci stanno ascoltando... e ognuno dovrà fare la sua parte... la riduzione del costo del personale per prima e la seconda è legata alla ridefinizione del debito di Finaosta.
Termino con un'ultima considerazione di natura politica. Come dicevo prima, ringrazio il collega Gerandin, che è rimasto in aula e che sosterrà questa risoluzione, ma oggi la maggioranza non c'è più: questo è il dato politico. Oggi, grazie ai colleghi che ho detto prima, grazie alla sintesi che si è trovata in giornata, si dà una risposta a una criticità che ci stava scappando di mano, ma oggi diamo solo una risposta da un punto di vista di indirizzo a questa criticità. Domani, per quanto riguarda ALPE, sarà una nuova giornata in cui le forze politiche dovranno mettersi in campo, perché io penso che, nel momento in cui si decide di fare un percorso insieme, oneri e onori, e se ci sono delle criticità, bisogna avere il coraggio, la forza e la determinazione di assumersi le proprie responsabilità sempre nell'interesse pubblico e soprattutto avendo ben chiaro qual è l'obiettivo da raggiungere. E noi qui siamo stati eletti per risolvere le criticità, trovare le migliori soluzioni non solo per pochi, ma per tutta la comunità valdostana.
Presidente - La parola al collega Consigliere Vesan.
Vesan (M5S) - Volevo parlare per fatto personale visto che il Consigliere Chatrian mi tira in ballo accusandomi di dichiarare falsità, ma io ho citato solo i 15 milioni di euro che sono stati ripetutamente riportati come gettito. Capisco che ci siano delle quote che non derivino da quelle che sono le ritenute del personale, ma, se queste sono di 6,3 milioni, vuol dire che quasi 9 milioni di quei 15 invece dipendono da quello di cui ho parlato io. Mi sembra strano che non abbia accusato di dire falsità anche tutti i suoi colleghi che invece hanno detto che i 15 milioni erano un utile indispensabile.
Sempre legato alla questione personale, visto che continua a tirarmi in ballo con accuse personali nei miei confronti e addirittura nei confronti della mia famiglia, approfitto dell'occasione per invitarla a querelare mio fratello visto che l'altro ieri ha dichiarato di essere stato da lui minacciato.
Con questo spero di aver concluso il nostro rapporto personale all'interno di questo Consiglio.
Presidente - Non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto, pertanto metto in votazione la risoluzione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa. Comunico l'esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti : 32
Favorevoli: 26
Contrari: 6
Astenuti: 1 (Bertin)
Il Consiglio approva.
Con questo punto si conclude l'ordine del giorno, vi ringrazio e vi auguro una buona serata.
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La sessione straordinaria termina alle ore 22:10.
