Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 356 du 8 juillet 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 356/81 - SITUAZIONE CONSEGUENTE ALLE RESTRIZIONI CREDITIZIE NEL SETTORE DELLA COOPERAZIONE. (Interpellanza) - SITUAZIONE FINANZIARIA CREDITIZIA NEI SETTORI EDILIZIO, DI PRODUZIONE E LAVORO, ARTIGIANALE ED AGRICOLO. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza iscritta al punto n. 8 presentata dai Consiglieri Lustrissy, Lanivi, Martin e Maquignaz:

INTERPELLANZA

I Consiglieri regionali Lustrissy, Lanivi, Martin e Maquignaz, interpellano:

l'Assessore alle Finanze per conoscere:

a) qual è la situazione reale creditizia nel settore della cooperazione;

b) quale iniziativa intende intraprendere la Giunta regionale per ovviare agli inconvenienti lamentati.

Presidente - La parola al Consigliere Martin per l'illustrazione.

Martin (UVP) - Questa interpellanza nasce dall'emissione di un ordine del giorno da parte della Fédération Régionale des Coopératives Valdôtaines che è stata inviata a tutti i Capi Gruppo e in cui vi è una viva protesta per il blocco di tutti i mutui di Edilizia, Produzione e Lavoro fatto dalle banche, in conseguenza della stretta creditizia e del tasso di riferimento fissato dal Tesoro e non accettato dalle banche stesse. Tale decisione, è detto in questo ordine del giorno, pone notevoli difficoltà a migliaia di cooperative, che hanno iniziative in corso per circa 2000 miliardi per la realizzazione di circa 30.000 alloggi, di cui 2 miliardi per 81 alloggi in Valle d'Aosta, e si fa presente che se non viene sbloccata immediatamente la situazione denunciata nell'ordine del giorno, le cooperative saranno costrette a chiudere i cantieri, mettendo così a repentaglio i risparmi familiari dei loro soci che hanno drammatiche situazioni occupazionali.

Con questa interpellanza volevamo conoscere esattamente la situazione reale creditizia nel settore della cooperazione e le iniziative che intende intraprendere la Giunta per ovviare agli inconvenienti che ho testé elencato.

Presidente - Do lettura dell'interpellanza iscritta al punto n. 9 dei Consiglieri Tonino, Nebbia, Viberti, Minuzzo, Mafrica e De Grandis:

INTERPELLANZA

I Consiglieri regionali Tonino, Nebbia, Viberti, Minuzzo, Mafrica e De Grandis, interpellano:

l'Assessore alle Finanze per conoscere:

1) l'effettiva situazione circa la corresponsione di mutui in Valle d'Aosta nel settore edilizio, di produzione e lavoro, artigianale ed agricolo;

2) quali sono le difficoltà di ordine tecnico o finanziario che ostacolano una celere concessione delle somme mutuate;

3) quali iniziative intende assumere la Regione per migliorare la situazione finanziaria e creditizia nei settori sopraesposti.

Presidente - Per l'illustrazione della seconda interpellanza la parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (PSI) - Vorrei aggiungere pochissime cose a quelle già dette dal Consigliere Martin e accentrare l'attenzione sui problemi finanziari in genere della Valle d'Aosta e sulla necessità di individuare altre forme di finanziamento in tutti i settori che sono maggiormente vincolati dalle limitazioni di carattere creditizio e monetario che, invece, vincolano fondi e finanziamenti che provengono dallo Stato o da sue emanazioni.

Sulla possibilità, quindi di creare o di individuare forme di finanziamento più rapide, più efficienti e meno costose per tutte le nostre attività, vorrei sentire il parere del Presidente della Giunta.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Vorrei chiedere - ed è presente nell'interpellanza - se la Giunta ha preso qualche iniziativa anche per una questione legata ai ritardi dei mutui, mi riferisco alle procedure, che sono richieste, soprattutto nel campo dell'edilizia, perché i cittadini accedano ai mutui.

Emblematico è l'esempio della legge n. 25 che ha curato l'Assessore ai Lavori Pubblici. È passato, dal momento in cui sono stati assegnati i mutui, un anno e mezzo, sono stati richiesti alle persone che hanno diritto al mutuo, in alcuni casi, 30 documenti, e nessuno di loro è ancora riuscito ad accedere al mutuo agevolato dei 30 milioni. Nella stessa situazione si trovano anche alcune cooperative, le quali...

(Interruzione dalla sala)

... No, fino a ieri in Valle d'Aosta nessuno era ancora riuscito ad avere questi mutui e la stessa situazione si riscontra anche in alcune cooperative, che hanno ultimato i lavori da alcuni mesi e non sono ancora riuscite ad avere il finanziamento del primo stato di avanzamento dei lavori.

La Cooperativa Evançon di Verrès ha ultimato da circa due mesi i lavori ed il primo stato di avanzamento dei lavori non è ancora arrivato. Qui non si tratta tanto di responsabilità della Giunta - anche se un pochino più di interessamento sarebbe utile - ma di procedure che vanno condannate.

In questo senso chiedevo se la Giunta ha fatto i necessari passi affinché le leggi n. 457 e n. 25, che nelle dichiarazioni fatte ieri in Parlamento si parla di finanziare, siano cambiate o modificate nelle procedure. Lo Stato deve dare indirizzi e fissare, se vogliamo, i requisiti necessari per accedere ai mutui, dopo di che le procedure dovranno essere snelle, decise e attuate dalla Regione, perché questi ritardi stanno provocando, in alcuni casi, una nuova emergenza. La legge 25 era nata infatti per far fronte ad una emergenza, oggi ci sono dei casi di famiglie che hanno firmato il compromesso per l'acquisto, dopo di che è passato un anno e mezzo e il proprietario o non vende più o chiede 10 milioni in più per l'alloggio per cui si ritirano e si ritrovano in una nuova emergenza.

Sono situazioni che anche i giornali hanno, in questi ultimi tempi, denunciato. Credo che sia necessario un passo deciso della Giunta, forse anche del Consiglio nel suo complesso, per rimuovere questi ostacoli di impostazione.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Ricordo che ci sono ancora 4 minuti per gli interpellanti.

Minuzzo (PSDI) - Volevo aggiungere qualcosa a questa interpellanza: il grosso problema del plafond degli Istituti di Credito che ritengo molto importante e fondamentale per l'economia valdostana, in particolare dopo un articolo che ho letto a firma dell'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Guido Chabod, mi dispiace che non ci sia, comunque mi riserbo di leggerlo nella replica, visto che non ho il tempo di farlo nell'illustrazione per questo intervento.

Il Presidente certamente sa che gli Istituti di Credito, molte volte, creano delle difficoltà all'atto della concessione di nuovi crediti perché chiaramente sono plafonati per imposizione della Banca d'Italia, per cui si mettono in difficoltà soprattutto i piccoli imprenditori nel prosieguo della loro attività.

Partendo da questa interpellanza, molto brevemente, volevo chiedere al Presidente della Giunta se non ritenga opportuno avviare uno studio o iniziare a esaminare il problema concernente la creazione di un Ente autonomo che possa, in un certo senso, sopperire alle attuali restrizioni creditizie degli Istituti di Credito dovute a ordine superiore. Per essere più chiari: se non intende avviare il discorso di una finanziaria regionale o un qualcosa in questo senso, di modo che, da come ha detto l'Assessore, vi sia la possibilità di dare maggior respiro ai piccoli e medi imprenditori i quali, bene o male, sono quelli che aiutano a superare i momenti di crisi.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta per la risposta.

Andrione (UV) - Se mi permettete, comincio con l'intervento del Consigliere Tonino.

Concordo pienamente con quanto ha detto perché sia la 457 che la 25 sembrerebbero fatte perché la gente non riesca ad avere una casa, non perché l'abbia.

In due riunioni della Presidenza del Consiglio con il Presidente della Giunta e tutti i Presidenti delle Giunte presenti - una volta eravamo in 18, credo, quindi la maggioranza - hanno insistito sulla necessità di mutare profondamente queste leggi e di dare, cosa che Tonino diceva, più ampio spazio a un'autonoma, libera decisione della Regione.

Anche quando infatti la Regione interviene, come nel caso delle Porte Pretoriane, facendo tutto o quasi da sola, ci sono delle pastoie provocate, assolutamente incredibili, con dei ritardi che pesano gravemente sui costi di costruzione, per la ben nota vicenda della revisione dei prezzi, come è successo anche ad Aosta.

In un convegno che si è tenuto a Saint-Vincent a cui erano presenti tutte le forze politiche, c'era il Ministro Reviglio per il Partito Socialista, il Senatore Colajanni per il Partito Comunista, è passato l'allora Ministro Sarti per la Democrazia Cristiana, tutti hanno concordato sulla necessità di cambiare la 457, l'accenno dell'attuale Presidenza del Consiglio dei Ministri - non so se ha già ricevuto la pronuncia del Senato o meno - va in quella direzione, però finora nessuna decisione concreta è stata presa. È vero: le pratiche della 25 giacciono in banca, sono arrivate per la verità, alla banca con qualche ritardo, per la nota vicenda che il Consigliere Tonino conosce bene delle case Ilssa-Viola di Pont-Saint-Martin, ma le banche esigono una quantità di documenti, anche se prevista dalla legge, tale da essere defatigante.

Riprendendo il corso del discorso si è soprattutto parlato delle cooperative edilizie. Finora una sola ha avuto i finanziamenti ed è la Cooperativa denominata la "Vetta" dove la Regione ha messo il terreno a Saint-Martin de Corléans.

Le altre due che erano presenti ad Aosta si sono addirittura sciolte, e questo non perché teoricamente non ci fossero i fondi, ma per i meccanismi perversi che giustamente spiegava il Consigliere Tonino. Infatti, c'è chi rinuncia; addirittura si dice che si vendano i diritti di essere cooperativa e cose di questo genere, evidentemente vi è una enorme lentezza nell'iter necessario per arrivare, effettivamente, al finanziamento.

L'occasione sollevata da quell'ordine del giorno delle cooperative serve per parlare delle cooperative, oggi, ma in realtà è stata un'emergenza limitata ad una delle sortite di Andreatta alla chiusura totale del credito della Banca d'Italia, che, però, dopo una decina di giorni è ritornata alla normalità di prima, normalità che non ci piace per i vari motivi spiegati adesso. L'intento della Giunta regionale è sempre il solito: appoggiare la richiesta concreta presso la banca, sovente anche prendendo delle iniziative di garantire certe questioni e certe possibilità finanziarie da parte di queste cooperative. Bisogna dire che il grosso problema è quel tale meccanismo per cui, irrigidendosi successivamente e progressivamente il credito, continuando a chiedere dei documenti, i tempi diventano talmente lunghi per cui o ci si scoraggia o, addirittura, ci si trova in uno stato di emergenza per cui si può obiettivamente continuare il lavoro della cooperativa.

In questi casi, per riprendere l'ultimo discorso, non è possibile che la Regione possa intervenire direttamente sulla legge dello Stato, è possibile intervenire con leggi parallele, e cioè finanziando la casa in modo totalmente autonomo e al di fuori degli schemi, perché se non facciamo che aggiungere dei fondi a queste procedure, evidentemente, ricadremo in questa eccessiva burocratizzazione, serie di documenti e in questi tassi di interesse piuttosto alti.

Manteniamo in vita quel piccolo prestito regionale che facciamo, mi sembra fino a 16 milioni, che va per la sua strada, viene utilizzato tutto sempre entro l'anno, e lì non vi sono dei grossi problemi.

Per quanto riguarda, invece, altre nuove, differenti iniziative - e qui si ritorna al discorso della finanziaria che comprenderebbe però tutte le cooperative - i problemi sono di due ordini: uno è un problema di soldi, perché le finanziarie si fanno in presenza di notevoli quantità di denaro; l'altro è un problema di funzionamento, perché la finanziaria o è esclusivamente regionale e, allora, evidentemente, si tratta di quantità di denaro notevoli e vuol dire la creazione, sotto differente nome, di un istituto di credito, oppure è a partecipazione bancaria e, come dimostrano le esperienze della Finanziaria piemontese e altri, si è di nuovo strozzati dalle banche, nel senso letterale, perché le finanziarie, in questo momento, non riescono a muoversi.

Per quanto riguarda lo studio credevo che Minuzzo avesse già una copia di quello fatto predisporre dall'Assessore Fillietroz e che è reperibile negli uffici regionali, in materia di queste possibilità, dallo stesso Istituto specializzato che ha fatto lo studio per la Finanziaria del Friuli, una di quelle Finanziarie che funziona ancora abbastanza bene, perché riesce a drenare dei capitali attraverso il credito agrario, che era sviluppato per motivi di appartenenza all'Impero Austro-Ungarico.

Questa è un po' la situazione attuale, io non prendo posizioni oggi: finanziaria sì, finanziaria no, sia ben chiaro, però viste le dimensioni della Valle d'Aosta, visti il numero e la possibilità di raccolta di denaro bisogna fare molta attenzione a non creare qualcosa che abbia una struttura e non abbia i mezzi per giustificare una struttura di questo genere che, comunque, sarebbe sempre costosa.

Per quanto riguarda le altre cooperative, so che i Consiglieri ne sono informati, ma voglio solo ripetere: vi sono i mutui, per quanto riguarda l'agricoltura, che vanno avanti normalmente, spese di conduzione di un anno a 800.000 lire con il tasso per i beneficiari dell'8% - il tasso di riferimento del 21,5% è follia pura - i prezzi di dotazione di circa un milione, 900.000 lire della durata di cinque anni e poi i mutui di miglioramento, durata vent'anni, con un tasso beneficiario di 7,50% e il 17,50% come tasso di riferimento. Ultimamente, una legge regionale recentissima prevede nel settore delle cooperative agricole la concessione di un mutuo integrativo oltre al contributo del 50% per le opere agricole e le strutture fatte da cooperative.

Per quanto riguarda, invece, l'industria e commercio, ho qui la lista, che naturalmente gli interroganti possono avere. In questo momento sono soddisfatte tutte le richieste precedenti la fine di quest'anno e rimangono da finanziare, in base agli artt. 3 e 4 della legge, per 37 milioni la "Grolla di Saint-Pierre", per 36 milioni e 900 mila la COFACO, a Cogne e l'Edicolcoop di Aosta per 98 milioni nel totale. Speriamo, anche se c'è la grossa difficoltà dell'ostacolo bancario, di riuscire attraverso delle telefonate, delle pressioni bancarie, a finanziarle tutte.

A conclusione di questa disordinata, se volete, panoramica sulle cooperative, dobbiamo renderci conto che c'è un inficio di fondo grave ed è che le restrizioni al credito gravissime colpiscono tutte le società e tutti i privati, non colpiscono le aziende di Stato che continuano a spendere allegramente.

Questa è la verità, per cui io mi chiedo fino a che punto si può tenere con questo sistema dei due regimi per cui certe industrie, perché fanno parte dell'IRI, possono continuare ad avere dei crediti da parte di banche di interesse nazionale, mentre altre non possono.

Presidente - Per la replica chi si iscrive? Io ho solo il problema dei 10 minuti di tempo.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Volevo solamente tornare rapidamente sui problemi della finanziaria, per ricordare che l'Assessore Fillietroz aveva commissionato uno studio sulla finanziaria. Era stata formata una Commissione, della quale facevo parte insieme a altri Consiglieri, che aveva fatto una visita alla sede della Friulia per valutarne le caratteristiche. Dopo questa iniziativa, però, tutto è caduto, anche perché di forme di finanziaria se ne erano già individuate diverse: la finanziaria vera e propria come la Friulia, modello che è stato esportato in alcune Regioni meridionali; altri tipi quali gli Enti di sviluppo che principalmente sono stati localizzati nelle Regioni del nord, oppure tipo la Finanziaria lombarda, che è promotrice di iniziative, cioè un organismo che, in parallelo con la Regione, promuove certe iniziative quali ad esempio, il piano regionale dei trasporti della Regione Lombardia e altri piani di settore. Penso che sarebbe opportuno che il Consiglio discutesse su questi argomenti ed i risultati di questo studio venissero portati a conoscenza di tutti i Consiglieri perché almeno il nostro Partito ritiene che una che una finanziaria in Valle d'Aosta sia indispensabile, che non sia, evidentemente, strozzata dalle banche, come aveva accennato in precedenza il Presidente della Giunta, che, però, utilizzi e promuova la raccolta di capitale locale che coaguli attorno ad una serie di progetti - uno potrebbe essere il progetto edilizio, un altro il progetto di recupero dei fabbricati rurali o altri - i capitali che in Valle d'Aosta ci sono e che non sono, oggi, sufficientemente utilizzati e drenati anche per altri usi. Suggerirei quindi alla Giunta, se possibile, di portare a conoscenza del Consiglio per settembre i risultati degli studi fatti, delle iniziative previste e prese e promuovere una discussione su questi argomenti.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Minuzzo. Ne ha facoltà.

Minuzzo (PSDI) - Ha già risposto il collega Nebbia per quanto concerne la parte della finanziaria per cui non starò a ripetermi, condividendo in pieno la sua risposta.

Volevo invece riprendere il discorso sulla questione del credito e sui plafond a cui gli istituti di credito sono vincolati, prendendo spunto da quanto scritto dall'Assessore al Commercio, Artigianato e Trasporti Chabod, che ritengo importante leggere perché mi sembra che non collimi esattamente con le dichiarazioni che fa in Consiglio, cosa di cui ritengo i colleghi Consiglieri debbano essere messi a conoscenza.

Parlando di tutta una grossa crisi che investe il mondo economico e dicendo che è sull'orlo di una voragine senza fondo, soprattutto il mondo occidentale, continua dicendo: la grande industria segna il passo e ci vengono propinati come eroi coloro che hanno dovuto patire concorrenze impietose, cioè i piccoli imprenditori e gli artigiani. Da un giorno all'altro costoro si trovano in mano la responsabilità di arginare le paurose falle create da un sistema industriale assistito quasi vergognosamente da gigantesche multinazionali logorate dal loro stesso gigantismo. Fino alla grande crisi di Governo i piccoli imprenditori e gli artigiani c'erano e - non bisogna tacerlo - rappresentavano la parte attiva, vivace della società. Ora, con un probabile spiraglio nella crisi industriale, in un clima economico un po' fiducioso, quella enorme responsabilità sembra ridimensionarsi ricacciando di nuovo nell'oblio i piccoli insediamenti industriali e artigianali. In realtà, però, siano essi considerati possibili salvatori dell'economia o dimenticati imprenditori artigiani, proseguono la loro strada senza badare molto ai "si dice", senza voler emulare le comode lodi di questi tempi voglio sottolineare - scrive l'Assessore - l'importanza che il settore dell'artigianato ha sempre rivestito nella microeconomia valdostana; non si tratta di un revival, ma di una tradizione economica che va al passo con i tempi, anche in Valle l'artigianato ha passato momenti particolarmente critici, ma ha sempre saputo difendersi egregiamente.

Ora, ha di fronte pesanti problemi da risolvere, ma l'Amministrazione regionale tenta di aiutarlo, si tratta di una incentivazione che passa attraverso contributi finanziari, indirizzi, normative e qualificazioni professionali. Penso che si possa dire che il settore sta andando a piccoli passi verso quell'ordine mancante in altri e di cui lamentavo la carenza, un piccolo tassello della nostra economia che sta prendendo il suo posto e che potrà riservare grosse soddisfazioni.

Ritengo che l'unica cosa giusta che l'Assessore abbia detto in questo articolo sia che la Regione, indubbiamente, interviene con dei contributi finanziari. Oggi come oggi, questi contributi non bastano e non sono sufficienti, soprattutto perché ci sono questi vincoli di plafonatura posti agli Istituti di credito dalla Banca d'Italia, per cui bisogna andare ad una riqualificazione, bisogna dare dei nuovi indirizzi che mi sembra, oggi come oggi, l'Amministrazione, cioè l'attuale Giunta regionale, non stia assolutamente dando, si limita esclusivamente a dare dei contributi che, per altro, qualche volta risultano essere contributi senza finalità, perché non è con un semplice contributo che si riesce a risolvere certe crisi, come ha detto anche l'Assessore parlando delle industrie vergognosamente assistite.

Ritengo quindi, che l'Assessore, visto che scrive certe cose, possa effettivamente prendere una posizione e delle iniziative concrete nel tentativo di risolvere la crisi che sta investendo la nostra Regione.

Presidente - Considerando chiusa la discussione delle interpellanze n. 8 e 9. Passiamo all'oggetto n. 11.