Objet du Conseil n. 339 du 29 juin 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 339/81 - AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PRESSO LA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT DEI COSIDDETTI "GIOCHI AMERICANI". (Inizio discussione generale)
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
Maquignaz (DP) - Volevo chiedere il rinvio della discussione prevista all'ordine del giorno per oggi, al prossimo Consiglio regionale; se la Presidenza del Consiglio lo permette vorrei motivare ulteriormente questa richiesta.
Chiedo questo rinvio soprattutto perché non abbiamo avuto ancora il tempo in questi giorni, di valutare con attenzione questa nuova autorizzazione e la convenzione tra la SITAV e la SAIS.
Abbiamo ricevuto l'ordine del giorno soltanto 7 giorni fa, abbiamo fatto la discussione in Commissione, tra l'altro in Commissione abbiamo sentito il Prof. Masi ed era nostra intenzione sentire, anche per correttezza, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed eventualmente il rappresentante del personale della SITAV. Poi, a parte questo problema, ce ne sono altri di carattere generale, che derivano dalla difficoltà di interpretare questa convenzione che è estremamente complessa ed in alcuni punti non molto chiara. Faccio un esempio: titolo emblematico: l'art. 16 dove si richiamano, in quanto applicabili con opportuni adattamenti gli artt. 7/8/9. Sembrerebbe che questo articolo preluda ad una modifica dell'intera convenzione approvata nel 1978. Esiste un altro problema che potrebbe comportare ripercussioni in Consiglio regionale, sembra che ci siano due di questi giochi americani che non possono essere autorizzati dalla legislazione nazionale. Ora non so quale garanzia possono avere i Consiglieri regionali in questo momento a votare una cosa che non comporti delle responsabilità in quanto sembrerebbe che questi giochi non possono essere autorizzati dalla legislazione nazionale.
Ecco, per questi motivi chiederemmo di poter discutere questo argomento al prossimo Consiglio regionale.
Presidente - Colleghi Consiglieri, la parola al Presidente della Giunta, Consigliere Andrione.
Andrione (UV) - Esclusivamente sulla mozione d'ordine sollevata dal Consigliere Maquignaz. La Giunta regionale non è favorevole al rinvio perché le ragioni spiegate dal Consigliere Maquignaz, i "giochi americani" ammessi e non ammessi ecc., sono ragioni che dovranno comunque essere discusse in Consiglio ed è il Consiglio che dovrà prendere delle decisioni.
I giochi d'azzardo normalmente sono proibiti, a Saint-Vincent sono 34 anni che si esercitano regolarmente, non comprenderemmo quale ragione ci sarebbe per dire che in questo caso non sono ammessi.
Le altre ragioni: la questione della Commissione; la Commissione fa un lavoro preparatorio per quanto riguarda i lavori del Consiglio, ma la trattativa,e cioè la proposta di contratto, è responsabilità della Giunta. Noi proponiamo questo. Ci sarà la discussione, liberissimi i Consiglieri regionali di respingere la proposta della Giunta, ma quello che oggi è oggetto di discussione del Consiglio, sono le spiegazioni che dobbiamo dare in quanto Giunta; la quale deve spiegare perché e per come si è arrivati a questo contratto con quella controparte in questa trattativa, perché, evidentemente, qualsiasi altro tipo di trattativa dovrebbe essere riportata alla discussione, in quella controparte e quindi ci potrebbero essere sempre comunque dei rinvii. Per questo motivo la Giunta regionale deve fare queste discussioni e vedere quale sarà il risultato, se il Consiglio è favorevole, dopo di che, evidentemente, in base a queste decisioni, saranno fatti gli atti conseguenti.
Presidente - La prassi ci insegna che possono parlare a favore o contro altri due Consiglieri, purché dichiarino la volontà prima di chiedere la parola.
Ha parlato il proponente Consigliere Maquignaz; il Presidente della Giunta ha espresso parere contro il rinvio, ci sono, se lo ritengono, due Consiglieri che possono parlare, uno a favore e uno contro.
La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (PSI) - Sono contro il rinvio in questo momento, nel senso che sarebbe opportuno fare la discussione in Consiglio, valutare e sentire quanto ha da dire la Giunta, perché in Commissione abbiamo sentito molto poco la parola della Giunta. Anzi suggerirei al Consigliere Maquignaz di ripresentare la mozione d'ordine alla fine della discussione generale.
Presidente - Allora, per precisione io metto in votazione, se il Consigliere Maquignaz insiste, facendo presente che la votazione di adesso è definitiva, mentre, come giustamente dice il Consigliere Nebbia, l'art. 51 prevede che possa essere interrotta la discussione per il rinvio della proposta all'esame di Commissione ad una prossima seduta. E questo era perché il Consiglio fosse edotto di quelle che sono le sottigliezze del regolamento.
Allora il Consigliere Maquignaz è d'accordo? Mettiamo adesso in votazione?
Maquignaz (DP) - Io farei la discussione, eventualmente chiederei il rinvio alla fine della discussione dell'oggetto.
Presidente - Allora, ci sono proponenti che si sostituiscono al Consigliere Maquignaz?
Preciso al Consiglio che l'art. 51 dice testualmente che la discussione può essere interrotta per demandare il rinvio della proposta all'esame di una Commissione o per proporre ecc. ecc. Quindi la proposta del Consigliere Maquignaz è valida in qualsiasi momento della discussione generale.
Viene ritirata in questo momento la richiesta di votazione.
La parola all'Assessore al Turismo, Pollicini, per l'introduzione all'argomento n. 16.
Pollicini (DP) - Non faccio certamente la storia della nascita della Casa da Gioco, ricordo soltanto però che la Casa da Gioco ha come scopo principale quello di integrare le finanze regionali e Dio solo sa quanto sia di attualità l'esigenza in questi momenti in cui il bilancio regionale è in netta sofferenza. A questo proposito, proprio per rammentare sempre più l'introito a favore della Regione, la stessa convenzione prevede una serie di iniziative atte a migliorare le entrate della Casa stessa. Ne cito qualcuna: per esempio quelle previste dall'art. 7 dell'ultima convenzione, cioè di manifestazioni collaterali che hanno come scopo il miglioramento della produttività della Casa da Gioco, dove la Regione si impegna a partecipare a queste manifestazioni promozionali sino al 10% della sua quota di introito, e queste manifestazioni promozionali sono al 50% a carico della Regione e della società che gestisce la Casa da Gioco, la SITAV. Altra iniziativa in questa direzione, sempre per migliorare la produttività della Casa da Gioco, ad esempio è quella contenuta nell'ultima convenzione per l'ampliamento della Casa da Gioco. L'ampliamento con il raddoppio delle sale da gioco e sale da manifestazioni e, - ricordo qui in questa occasione che il programma pare sia addirittura in anticipo tantè che, salvo sorprese in questo momento non prevedibili, l'apertura della sala da gioco dovrebbe avvenire alla fine di agosto del 1982. La nuova sala da gioco è il doppio di quella attuale, si passa dai 1000 metri quadrati ai 2000 metri quadrati, oltre ad una serie di altri servizi che sono in proporzione; la sala manifestazioni si raddoppia anch'essa dai 1000 ai 2000 metri quadrati, ed è previsto, come dicevo, l'entrata in funzione per la fine di agosto dell'anno prossimo, e le previsioni danno, sono sempre previsioni, un aumento del 50% di introito, che, nel 1980, è stato di 40 miliardi. Quindi è previsto, nel primo anno di gestione della nuova sala da gioco che le entrate debbano arrivare a 60 miliardi circa. È previsto inoltre, fatto non certamente di secondaria importanza, l'assunzione di circa 100 persone e una parte di queste dovrebbe essere impiegata come tecnici o meglio conosciuti col nome francese di "croupier". Quindi fra circa un anno o poco più dovrebbe entrare in funzione quello che è stato l'obiettivo dell'ultima convenzione.
Se noi pensiamo che la convenzione del '65 è stata totalmente disattesa dalla SITAV, che non ha pagato nessun pedaggio per i diritti di concessione che erano previsti per alcune opere che si dovevano fare. Questa volta in effetti questo pedaggio lo paga, cioè ci creano questi strumenti di miglioramento della produttività della Casa da Gioco. D'altra parte penso che sia noto a tutti che la Casa da Gioco di Saint-Vincent è la prima come introiti in Europa. La Francia sì ne ha molti, non so sommatoriamente quanto sia l'entrata, ci risulta che la Francia abbia circa 150 Case da Gioco, però come Casa da Gioco singola certamente Saint-Vincent è al primo posto in Europa. Ebbene questo primato certamente Saint-Vincent deve cercare di conservarlo, anche perché la Casa da Gioco non è un educandato, e quindi ha il dovere di cercare sempre nuove fonti di reddito attraverso nuove clientele e attraverso nuove iniziative. Non c'è dubbio che siamo di fronte ad una grande concorrenza nel campo delle Case da Gioco, e quindi i tentativi di migliorare e di aggiornarsi sono necessari se si vuole conservare questo primato. C'è bisogno quindi di modernizzarsi e di acquisire nuova clientela. Ormai i giochi nuovi, quelli cosiddetti "americani" sono largamente praticati in Francia ed anche altrove; americani perché evidentemente provengono dall'America, perché questi sono giochi che sono alla ricerca di nuove fasce di clientela, la clientela magari che non va al tappeto verde può andare facilmente verso giochi più semplici, dove tutto sommato prevale l'aspetto del divertimento e non il tentativo della fortuna, come penso sia la logica psicologica che spinge il giocatore che si avvicina al tappeto verde. Necessità quindi di ampliare e di differenziare la clientela con questa introduzione di nuovi giochi, che certamente deve essere valutata qui, oggi, discutendo quali sono i pro e i contro della proposta che viene portata al Consiglio stesso.
Ora la SITAV non propone di gestire in proprio i giochi americani, per evidenti ragioni interne, ma intende avvalersi di una società, la SAISET, con sede in Aosta e non in Roma come erroneamente messo nella relazione portata agli atti dei Consiglieri, e diciamo pure chiaramente che, almeno alla Giunta, non dispiace affatto che anziché essere egemonicamente gestita da una sola società, la Casa da Gioco possa vedere una seconda società, per mille motivi decisamente comprensibili. Quindi è un fatto caso mai positivo che vi siano due società invece che una sola. Perché innanzitutto questa è una società nuova, una società di capitale proveniente da quanto siamo riusciti ad appurare, dalla zona di Milano. Diciamo pure che c'è un fatto positivo, cioè che il Collegio dei Sindaci di questa società è di professionisti locali valdostani, cosa evidentemente che era impensabile fosse per la SITAV, per i controlli che possono esserci all'interno. Questo mi pare sia già un fatto importante perché ci consentirà, per lo meno attraverso questa gente, che vive ed opera qui, una migliore trasparenza dei conti e dell'amministrazione di questa nuova società.
Perché la SITAV non gestisce in proprio questi nuovi giochi americani? Innanzitutto questi non danno, genericamente non dovrebbero dare, mance e quindi la SITAV avrebbe così un trattamento sperequativo e certamente discriminatorio fra i suoi stessi dipendenti per magari gli stessi compiti, cioè la gestione del gioco d'azzardo, con analoghe funzioni. Quindi probabilmente potrebbe avere dei grossi problemi interni alla gestione del personale stesso, appunto, spaccato in due come funzioni, cioè spaccato in due come retribuzioni e praticamente con funzioni analoghe se non identiche. Questo è uno dei motivi.
Altro motivo, evidentemente sempre legato a questo argomento, è che sarebbe decisamente difficile gestire un'azienda all'interno della quale vi siano i "croupiers" di serie A, quelli che hanno diritto alle mance, e i "croupiers" di serie B, quelli che hanno altri giochi laddove non vi sono mance, con, quindi due stipendi diversi per funzioni, come ripetevo prima, praticamente analoghe. Evidentemente la SITAV, con la sua convenzione, trattiene, a seconda delle fasce di introito, il 27% più le mance - e qui sul problema delle mance, probabilmente si innesca tutto un discorso e tutta una polemica che presumo né oggi né mai riusciremo a chiarire se con cambiano le cose. Vorrei poi ricordare che non abbiamo dei dati. Ricordo l'atto della discussione della convenzione presentato in questo Consiglio il 6 dicembre 1977, fra gli emendamenti vari che noi avevamo presentato, ce ne era uno che chiedeva che lo 0,15 delle mance fosse destinato ad opere di beneficenza. Certamente noi ci proponevamo un obiettivo molto preciso, a prescindere dal fatto che era importante poter fare della beneficenza, ma era lo strumento per conoscere finalmente la vera entità delle mance, perché oggi certamente nessuno ne conosce esattamente l'entità, salvo, ovviamente, gli interessati, e cioè gli impiegati tecnici e la SITAV; e quindi assistiamo a quello che può definirsi "balletto delle cifre" che rimarrà sempre balletto fintanto che non vi sono strumenti di controllo. Certi equivoci, oggi, non sortirebbero, se la convenzione avesse previsto quella nostra proposta, di verificare le mance attraverso quello strumento. È chiaro quindi che non avendo elementi di giudizio, non possiamo dire quanto possono essere le mance. Certamente c'è un fatto: le mance sono divise al 50% fra società e impiegati tecnici e croupiers. Io so soltanto che da un periodico francese sul turismo che pubblica i dati dei 149 Casinò esistenti in Francia e quindi pubblica i dati delle mance, si vede che le mance possono dare dal 40 al 50% degli introiti complessivi. Questo però avviene in Francia, non sappiamo se i clienti italiani sono altrettanto generosi di quelli francesi. Quindi queste cose evidentemente non si possono conoscere non avendo i dati precisi. C'è un fatto quindi, che la società oltre ad avere il 27%, ha anche quel grosso introito che è rappresentato dalle mance stesse. Visto le cose come stanno, è molto probabile che la SITAV non abbia interesse a gestire in proprio i giochi senza mancia, visto che ormai si è formata tutta una struttura, un'impostazione e diciamo pure un abito mentale, vuoi per chi vi lavora, vuoi per chi gestisce il Casinò, legato al problema delle mance. È così tanto importante il problema delle mance che è fonte anche di discussione fra il personale e la società. Io ho qui, come penso avranno alcuni Consiglieri, la piattaforma contrattuale che è stata avanzata dal personale della Casa da Gioco per il rinnovo del contratto, ed a pag. 7 a proposito delle mance vediamo che viene detto questo: "nel solo caso in cui l'organico dei croupiers, dovesse subire incrementi futuri, gli impiegati eccedenti l'organico attualmente graveranno sulla parte mance della società per una quota non inferiore del 70% del loro punteggio, riferito alle percentuali bloccate degli impiegati attualmente in organico". Ora va anche ricordato questo, che in Francia le mance sono totalmente a favore del personale, mentre qui vi è un 50% fra personale e società. Sempre nella stessa proposta del nuovo contratto vediamo scritto "che i nuovi giochi eventualmente da istituirsi, gli utili di esercizio della società SITAV provenienti da tali giochi, nella misura del 50% vengono erogati al tronco mancia del reparto tecnico che fornisce il personale". E sempre nella bozza di proposta di contratto si dice: "che per eventuali futuri nuovi giochi anche di natura meccanica od elettromeccanica che non fruiscono perciò del personale tecnico, istituiti previi accordi con le R.S.A. tecniche, dovranno essere stabilite percentuali di compartecipazione da parte dei reparti tecnici agli utili della società provenienti da tali giochi".
Come vedete il problema delle mance è, diciamo così, quello che crea i maggiori problemi dei rapporti tra società ed impiegati tecnici. È chiaro che, così stando le cose, la società SITAV non avrebbe mai, secondo almeno il nostro giudizio, proposto di introdurre in gestione propria i nuovi "giochi americani" che, sempre da quei dati pubblicati da quel periodico francese, risultano mediamente avere una incidenza sull'introito globale delle Case da Gioco dall'8 al 10%. Questo per l'influenza dei "giochi americani" rispetto ai giochi tradizionali che vengono praticati nei roulets. Rappresentano l'8-10%. Quindi se calcoliamo che l'incasso dello scorso anno è stato di 40 miliardi, si può desumere che, la percentuale è trasferibile anche in Italia, dai "giochi americani" ne deriverebbe un introito di circa 4 miliardi. Questi i rapporti dedotti da un calcolo approssimativo, evidentemente è tutto da verificare. È chiaro che, come dicevo prima, questi giochi, visto anche l'esperienza che avviene all'estero, a Montecarlo in particolare, sono destinati ad una utenza diversa da quella tradizionale della roulette.
La roulette, come voi saprete, ha una puntata minima di 10.000 lire, e la gente, l'utenza a cui sono destinati questi "giochi americani", è gente che gioca cifre modestissime e soltanto per divertimento. Non è escluso però che il gusto del gioco, il tarlo del gioco, sia il tramite per poi trasferirsi verso il tappeto verde. Comunque possiamo dire questo: che i "giochi americani" hanno avuto un grossissimo successo in Francia perché le famose macchinette mangiasoldi aprono alle 10 del mattino, perché c'è tutta una utenza diversa che non è quella del giocatore nottambulo o notturno che gioca al tappeto verde, e può darsi che questa situazione si ripeta anche in Italia. Quindi la domanda logica è quella di chiedersi perché la Regione non propone di affidare direttamente i "giochi americani" a questa nuova società che si chiama la SAISET? La risposta è che questo è impossibile perché, a norma della concessione che il Consiglio regionale ha approvato alla SITAV, quel tipo di concessione non è mai stato cancellato. La SITAV stessa ha in concessione esclusiva l'esercizio del gioco in Valle d'Aosta, questo è stato votato in questo Consiglio il 17 maggio 1946, quindi all'atto della costituzione della convenzione fra la Regione stessa e la SITAV.
Questo evidentemente è stato reso impossibile dalla convenzione, è necessario quindi, che ci sia una forma di subconcessione. In base alla convenzione che stiamo discutendo, vengono specificati nuovi giochi divisi in due gruppi e la SAISET si impegna ad iniziare almeno tre giochi entro 90 giorni, e precisamente il "black jack", "slot machine" e la "roulette americana". Invece, per quanto riguarda i locali, i servizi segretariali, il controllo tessere e la parte amministrativa, tutti questi servizi di carattere logistico e di personale vengono messi a disposizione della SITAV. La SAISET, come vedete nella nota, garantisce un introito minimo di un miliardo all'anno indicizzabile secondo l'inflazione e riceverà il 38% degli introiti; a sua volta la SITAV riceverà il 22% come quota di convenzione, fino ad un introito di cinque miliardi e poi man mano c'è una scala che va a modificarsi prima in salita e poi in discesa. In effetti quindi alla Regione verrebbe il 62% della quota SAISET depurata, cioè della quota che andrebbe alla SITAV, il 22%, quindi di fatto il 48,36% sarebbe la quota spettante alla Regione per i nuovi giochi che vengono discussi oggi.
Da alcune valutazioni complessive delle entrate risulta che se ai 40 miliardi degli introiti della Casa da Gioco si aggiungesse la quota mance, probabilmente il rapporto tra la quota spettante alla Regione, e quella della SITAV, fra mance ed introiti, non ci allontaneremmo grosso modo dal 48/50%. Il prelievo che in Francia viene effettuato sulle Casa da Gioco da parte dei Comuni e da parte dello Stato va dal 43,8 al 48% circa. Queste sono le cifre che io do al Consiglio su cui poi discuteremo. Perché questa suddivisione? Ora non potendo contare sulle mance, evidentemente, la società SAISET chiede una percentuale decisamente più ampia di quella che era invece pattuita con la SITAV.
Ci si può inoltre domandare perché la SITAV percepisca il 22% non esercendo lei i giochi. Le spiegazioni possono essere queste: 1) quella della messa a disposizione dei servizi, del personale e del locale; 2) può anche essere un discorso - e questa è una mia valutazione personale - che la SITAV ha un contratto in esclusiva e, quindi ha il diritto di farlo valere; è un po' come avere la licenza di un bar che, pur non essendo monetizzabile, lo è perché una licenza di bar si vende facendo valere il diritto all'esclusiva a fare l'esercente di un bar. La Regione comunque si è riservata di rivedere le divisioni delle percentuali alla fine dell'82, a seconda del comportamento, degli introiti, della rispondenza della clientela e del reale incasso e spese, e di rivedere quindi la suddivisione fra società di gestione e la Regione stessa. La convenzione prevede assunzione di personale e che, se la convenzione sarà approvata, ci sarà un concorso per 30 giovani che avrà inizio il 15 di luglio, della durata di circa un mese e mezzo. Di questi 30 giovani è prevista l'assunzione di 20 di essi, 15 saranno assunti subito e 5 dopo qualche tempo, quando praticamente dovrebbe essere completata l'introduzione di queste strutture da gioco. Questo corso dovrebbe essere curato da due impiegati tecnici di questa nuova società, per la preparazione del "black jack", così viene definito questo gioco.
Invece per la roulette americana verrebbero fatti altri corsi per altri giovani, però questi corsi dovrebbero durare sei mesi e verrebbero fatti da cinque a sei esperti tecnici della società. Quindi il personale proveniente dall'esterno di questa società, personale tecnico, sarebbe al massimo di 8 persone per i primi tre giochi ed è inoltre presumibile l'assunzione degli altri per i giochi che hanno bisogno di maggiore tempo per essere preparati. È chiaro che questa gente dovrebbe provvedere ad istruire e ad esercitare il gioco di queste roulettes americane. A tutto questo evidentemente va aggiunto che, per il miglioramento anche sul piano occupazionale della Casa da Gioco, con l'entrata in funzione della nuova sala, sono previste circa 100 assunzioni per la SITAV.
Le opere quindi stanno procedendo a ritmo accelerato, le prospettive di miglioramento vi sono e, salvo sorprese, dovrebbero crearsi, entro l'81 dai 120 ai 150 posti di lavoro, e questo a me pare un obiettivo che l'Amministrazione regionale deve perseguire nella maniera più determinata, perché, in questi momenti, 120-150 posti di lavoro rappresentano un fattore su cui è opportuno riflettere, a prescindere dall'esigenza, anche comprensiva, di carattere corporativo. Ma nell'interesse della Regione, è necessario avere il massimo degli introiti possibili della Casa da Gioco, e possibilmente, accompagnato da un miglioramento della trasparenza del comportamento, degli atteggiamenti, dei conti, il tutto accompagnato da un aumento di assunzioni che, secondo me, è uno dei discorsi fondamentali in questo momento.
Occorre che la Giunta vada avanti con senso di responsabilità e determinazione.
Presidente - Colleghi Consiglieri, è aperta la discussione.
L'Assessore Pollicini ha fatto una relazione ampia.
Vorrei sapere se vi sono Consiglieri che intendono prendere la parola, se intendono aprire ora la discussione generale; sono le 12,17, a seconda del numero degli interventi e della loro lunghezza direi di considerare se è il caso di aprire la discussione o rimandarla nel pomeriggio.
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (PCI) - Se non c'è una relazione aggiuntiva del Presidente della Giunta, proporrei di aprire il dibattito nella seduta pomeridiana. È inutile spezzare la discussione generale questa mattina alle 12,20. Nel frattempo i Consiglieri hanno tempo per analizzare la relazione dell'Assessore Pollicini.
Presidente - Facciamo adesso la votazione segreta sul Presidente dell'EVAT.
Allora colleghi Consiglieri procediamo, per guadagnare tempo, alla votazione segreta prevista all'oggetto n. 18.
