Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2927 du 20 septembre 2017 - Resoconto

OGGETTO N. 2927/XIV - Interpellanza: "Interventi per ottemperare alle nuove disposizioni di legge in materia di prevenzione vaccinale".

Rosset (Presidente) - Punto n. 16 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Il tema dei vaccini è sicuramente un argomento sensibile che - lo vediamo - va spesso al di là della razionalità. Cortei di genitori per una scelta libera e consapevole, non voglio definirli "no-vax" e "free-vax", perché anche su questo c'è un dibattito aperto. E dall'altra parte un massiccio fronte di cittadini e operatori sanitari, convinti dell'utilità dei vaccini e dell'obbligatorietà del piano vaccinale. Posizioni a volte apertamente contrastanti, fortemente polarizzate in alcuni casi, più basate su convinzioni di schieramento che su vere e proprie evidenze scientifiche. Il dubbio che l'obbligatorietà faccia parte di un piano preordinato che veda medici, politici, industrie farmaceutiche in combutta tra loro per speculare sulla salute dei nostri figli è stato più volte esternato. In alcuni casi è diventato anche argomento principale per controbattere chi ritiene che invece i vaccini servano (e siano serviti) a diminuire la mortalità dei bambini e ad aumentare l'aspettativa e la qualità della vita delle persone. La mia posizione l'ho espressa in più di un'occasione, non ho problemi a dire che non credo alla teoria del complotto ai danni dei nostri figli, che credo invece all'utilità e alla necessità di un'immunizzazione diffusa che assicuri quell'"immunità di gregge" - ho imparato che si dice così, Assessore - che difende innanzitutto le persone più deboli e fragili.

I vaccini, ci è stato spiegato da persone che se ne intendono più di me, in alcuni casi evitano malattie devastanti anche per persone che godono di buona salute, di un sistema immunitario ben attrezzato. Faccio l'esempio dell'antipoliomielitica, dell'antitetanica o del vecchio vaccino contro il vaiolo, che si dice essere malattia oramai debellata, ma qualcuno non è poi così d'accordo; quando si abbassa la guardia, a volte possono anche tornare. In altri casi, i vaccini evitano che inizino epidemie di malattie, che spesso abbiamo fatto anche noi da bambini. Una per tutti, il morbillo. Ma potrei citare la rosolia, la varicella, la parotite, che potrebbero danneggiare, però, persone con problemi immunitari, persone defedate, o più semplicemente soggetti che per qualche ragione (fisica e fisiologica) non possono sottoporsi alle vaccinazioni, che verrebbero compromessi nel loro stato di salute dal contatto con l'agente patogeno: bambini trapiantati, o che stanno assumendo chemioterapici, o che si sottopongono a cure che riducono le risposte immunitarie. Bambini che non possono essere vaccinati, ma non perché i genitori non vogliono, ma perché sono in condizioni tali per cui il sistema immunitario potrebbe reagire in modo sbagliato.

Ho anche detto che, al netto dei capipopolo, dei presunti tali, che si infilano in ogni comitato pur di acquistare due righe su un giornale, escludo - lo dico subito - quelli che conducono le battaglie, credendo veramente in ciò che fanno senza secondi fini, di questi ho pieno rispetto; dicevo che ho anche detto pubblicamente che capisco benissimo le preoccupazioni dei genitori che sfilano in piazza, o che vanno agli incontri di sensibilizzazione "no-vax". Sono padre anch'io di due figlie, e devo dire che a ogni richiamo vaccinale qualche preoccupazione per gli eventuali effetti secondari dei vaccini me la facevo anch'io. Così come sono piuttosto ansioso ogni volta che intraprendo ? o qualche mio familiare ? una cura a base di farmaci che presentano inevitabilmente controindicazioni, a volte addirittura letali, come è scritto a volte su questi foglietti. Credo che ogni artifizio in tema di salute abbia le sue controindicazioni, ma cerco sempre di mettere sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi, sforzandomi di capire da che parte pende, a mio parere, ovviamente, la bilancia. Insomma, non mi schiero. Parlo sempre in prima persona, proprio perché stiamo parlando di temi sensibili e quindi non posso anche essere portatore di idee altrui, di altre persone o dell'intera componente che io rappresento. Motivo per cui parlo in prima persona. Non mi schiero in modo partigiano sulle mie convinzioni, ma non posso negare che credo fortemente in questa rivoluzione che è stata la scoperta dei vaccini, che non curano ma che prevengono le malattie, con tutte le conseguenze, anche di carattere economico. Avere una popolazione che non si ammala, o che si ammala meno, vuol dire avere una popolazione più efficiente, condizioni economiche e di efficienza della popolazione anche in termini di vantaggi proprio di carattere squisitamente economico. Da politico non posso non interrogarmi sulla corretta esecuzione delle procedure che lo Stato attiva, promuove e in qualche modo, in nome della salute pubblica, impone. È il motivo per cui, senza voler entrare in polemica con nessuno, già ho fatto le mie considerazioni su alcune uscite che io consideravo infelici, anche da parte di rappresentanti delle istituzioni, ed è per questo motivo che chiedo all'Assessore di spiegare in questa sede cosa si stia facendo, o si intenda fare, in Valle d'Aosta per ottemperare in pieno alle disposizioni di legge in materia di vaccini. È un'opportunità anche per lei, per l'istituzione, per spiegare in una sede pubblica cosa sta facendo la nostra ASL, la rete dei medici di base, dei pediatri di Libera Scelta e gli altri soggetti interessati al piano vaccinale per garantire una corretta attuazione del piano nazionale vaccinale 2017-2019.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Direi che di vaccini in Valle d'Aosta forse non ne abbiamo parlato molto, ma siamo anche stati molto famosi, e in questo senso direi che per fortuna alla fine c'è stata la volontà da parte di tutti di adempiere a quello che la legge chiedeva: mettere le famiglie in condizione di avere i giusti servizi e consentire alla scuola di poter partire e quindi, in qualche maniera, di rispondere anche a quello che era avvenuto alcuni mesi fa in Consiglio regionale con l'approvazione di una risoluzione.

Questo è stato un lavoro importante, che ha visto coinvolti - come diceva lei - operatori sanitari, ma soprattutto tutti quei dirigenti, che rispondevano a strutture diverse, che durante l'estate hanno collaborato per mettere in conoscenza le relative criticità da affrontare, ma soprattutto per elaborare un progetto di realizzazione di quello che la legge, recentemente approvata, chiedeva a tutte le istituzioni pubbliche. Il tempo per discutere, per affrontare con le famiglie questi argomenti c'è, ci sarà ancora, e in conclusione d'intervento le dirò anche che cosa stiamo cercando di mettere in atto insieme all'azienda, in particolare per dare possibilità alle famiglie di ottenere sempre più dettagliate informazioni a riguardo.

La legge è stata approvata da una delibera, nella quale abbiamo recepito il piano nazionale di prevenzione vaccinale e, soprattutto, l'accordo Stato-Regioni: un piano regionale di prevenzione vaccinale dove erano previste tutta una serie di attività e che prevedeva la gratuità della vaccinazione per tutti coloro che vi aderivano. Piano che si era dato un triennio per essere realizzato, e che dava anche la possibilità, attraverso un co-pagamento, di somministrare i vaccini a coloro che sono fuori da questo piano vaccinale, ovvero ai gruppi di popolazione che non erano e che non sono soggetti all'offerta gratuita.

Quindi le strutture hanno lavorato già in questa fase, per dare compimento a questo piano e poi, con l'approvazione della legge n. 119 del 31 luglio, si è invece passati alla fase più esecutiva delle disposizioni che la legge ha dato a tutte le istituzioni. La prima fase è stata quella forse un po' più complicata, quella dove c'era confusione, anche sull'utilizzo dei dati, sul ruolo del Garante e poi su quello che poi si è realizzato. Comunque la norma e le circolari che sono arrivate, sono state dapprima interpretate, poi sono state oggetto di questo lavoro che i dirigenti dell'Assessorato della sanità, dell'azienda e dell'Assessorato dell'istruzione hanno poi saputo mettere in pratica.

I genitori dei bambini di età compresa tra zero e sei anni hanno ricevuto dall'azienda, direttamente al loro domicilio, una lettera di attestazione vaccinale di conformità, che dovevano presentare entro l'11 settembre alle segreterie delle scuole dell'infanzia e dei servizi educativi al fine di risultare esonerati per l'anno scolastico 2017/18 da ogni ulteriore adempimento certificativo.

I genitori dei bambini di età compresa tra zero e sei anni che hanno ricevuto dall'azienda una lettera di avviso di non conformità dovevano contattare il servizio vaccinale di riferimento, presso le sedi dei poliambulatori e dei consultori, al fine di concordare un appuntamento per un colloquio informativo e per la regolarizzazione delle vaccinazioni. Lo potevano fare, recandosi di persona agli sportelli e consegnando alle segreterie delle scuole dell'infanzia e dei servizi educativi la copia formale della prenotazione, oppure inviando alla casella di posta elettronica dell'azienda una email, specificando la data di riscontro della data di prenotazione e consegnando poi copia dell'email in segreteria delle scuole dell'infanzia e dei servizi educativi, oppure inviando una raccomandata.

Quindi la fase più urgente era quella della fascia 0-6 anni, che così ha visto la sua prima attività. La seconda sarà ora quella di raggiungere quelle famiglie che intendono avere maggiori informazioni o che intendono confrontarsi su questo delicato argomento. Al momento l'intenzione è quella di dare massima disponibilità nei consultori, e lavoreremo anche con i pediatri nei prossimi giorni per creare quelle condizioni d'informazione che non si realizzano attraverso momenti pubblici, dove emergono esclusivamente le contraddizioni o le rappresentazioni del "muro contro muro" rispetto alle varie scelte.

L'intenzione è dare alle famiglie l'opportunità di ricevere queste informazioni e poi di assumere liberamente, infine, la propria decisione in merito. Quindi stiamo organizzando sul territorio, anche per andare incontro alle esigenze di tutte le famiglie, questa attività.

Per i bambini dai sei ai sedici anni, il termine per presentare la documentazione è quello del 31 ottobre: le famiglie riceveranno la stessa comunicazione realizzata per la fascia 0-6 anni, di modo che si possano attivare le stesse procedure. Prima di questa attività, e in parallelo con l'Assessorato dell'istruzione, abbiamo diffuso due circolari, che sono arrivate alle scuole (soprattutto ai dirigenti) per permettere di avere tutti i dettagli della situazione. E nel primo giorno di scuola i dirigenti dell'Assessorato, dell'ufficio legale dell'Istruzione, hanno dato disponibilità nelle prime ore per fare in qualche modo da sportello per fornire risposte e informazioni sui vari quesiti che stavano emergendo. Quindi anche di questo li ringrazio, perché hanno dato la possibilità di affrontare con maggiore serenità il primo giorno di scuola.

I dati. Dall'approvazione della legge sono stati vaccinati circa millecinquecento bambini da zero a sedici anni, e attualmente la percentuale dei non vaccinati ? dipende da un vaccino piuttosto che dall'altro ? varia dal 5,9 al 13 percento. Dalla fase di ricevimento delle lettere, sono un centinaio le famiglie che hanno chiesto di completare le vaccinazioni, e direi che nei prossimi giorni contiamo di poterne raggiungere altre per completare questa attività di informazione. È il ruolo importante che, come Assessorato e come azienda, dobbiamo portare avanti.

L'azienda ha dato disponibilità di riferimenti telefonici con tutti gli indirizzi dei centri vaccinali ed è stata attivata una nuova casella di posta elettronica aziendale dedicata alle prenotazioni dei vaccini, infine è stato adottato un modulo per definire gli estremi dell'appuntamento da consegnare ai genitori.

Quindi pur essendo stato un momento critico in cui dover dare delle risposte urgenti a una situazione così particolare, come quella che si è presentata, ritengo che si siano raggiunte nella maniera migliore tutte le famiglie e che l'attività debba continuare proprio - come detto in precedenza - cercando di uscire dalla logica dello scontro, ma piuttosto di creare le migliori condizioni perché le persone possano recepire delle informazioni e non dei diktat, né da una parte né dall'altra.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - L'approccio a questa interpellanza è un approccio proprio non polemico, come avete potuto verificare. Non mi interessa entrare nelle contrapposizioni su un tema importante come questo della salute, quindi credo che le cose che lei oggi ha detto vadano in una direzione che io condivido personalmente: informare correttamente i genitori, che sono legittimati ad avere delle paure, dei dubbi (come tutti i genitori). Lo dico io, che sono generalmente molto apprensivo, quindi figuriamoci. Tra l'altro, la cosa particolare è che questo dibattito mi ha messo a confronto con tanti genitori, i quali molte volte mi dicono: "io i miei figli li ho vaccinati, ma voglio che sia rispettata la libertà di chi non li vuole vaccinare". Quindi tanti di questi che oggi intraprendono questa battaglia e che pensano di farlo, lo fanno per motivazioni anche diverse. Per motivazioni che vanno, a mio parere, su un tema come questo, il più possibile comprese, però vanno ad un certo momento risolte. Altrimenti - come diceva giustamente lei, Assessore - alla fine l'informazione la fanno solo i comitati. Fanno informazione persone che legittimamente si fanno delle idee, ma che in alcuni casi non tengono conto delle evidenze scientifiche.

Quindi io penso che l'approccio sia corretto, soprattutto quando le istituzioni pensano di accogliere le famiglie per spiegare loro i costi/benefici, gli effetti positivi (e anche quelli negativi eventualmente) di una campagna vaccinale, che - l'ho detto prima e lo ripeto -nel bilancino dei risultati dei vantaggi e degli svantaggi credo che non può che essere positiva.

Quindi bene che si facciano queste iniziative pubbliche, verrò sicuramente ad ascoltarle. Bene che si sia, penso, anche discussa questa interpellanza, perché la gente ha bisogno di sentirsi rassicurata e di sentire che le istituzioni sono attente alla sensibilità di tutti, ma soprattutto sono attente alla salute delle persone che rappresentiamo.