Objet du Conseil n. 2856 du 13 juillet 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2856/XIV - Interpellanza: "Intendimenti in merito ad una eventuale revoca dei finanziamenti a favore della Casino de la Vallée S.p.A.".
Rosset (Presidente) - Possiamo procedere con l'ordine del giorno. Punto n. 15. Ha chiesto la parola il Consigliere Ferrero per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Ferrero (M5S) - Io inizierei semplicemente citando alcune parole del Procuratore della Corte dei Conti che riguardano il Casinò: "un Casinò impegnato non nella nobile missione di assicurare i bisogni primari e insopprimibili, circostanza che forse potrebbe giustificare il reiterato soccorso pubblico, bensì ludiche distrazioni, per di più non a beneficio della popolazione valdostana, visti i limiti di accesso al gioco d'azzardo per la popolazione locale, costituisce fatto notorio - scrive il Procuratore Rizzi - che il mantenimento dei livelli occupazionali e delle "spesso generose retribuzioni accordate" sono fattori fondamentali di intercettazione e consolidamento del consenso politico". Questo non lo dice un Consigliere del Movimento Cinque Stelle, ma il Procuratore della Corte dei Conti che, mi pare, abbia quindi l'autorevolezza, la documentazione e tutto quanto in mano per poter fare queste affermazioni.
Di recente io non ero in Consiglio, è stato approvato un ulteriore soccorso, e quindi altri soldi sottratti alla sanità e al lavoro dei valdostani che sono finiti al Casinò. Sappiamo bene - e non è il caso di approfondire - quali sono gli esiti delle prime inchieste della Corte dei Conti sui fondi erogati alla Casa da gioco e quindi l'interrogativo è questo: con che tranquillità voi abbiate potuto fare l'ennesima erogazione a favore della Casino, dopo che - è chiaro - l'azienda è decotta, il Casinò di fatto è fallito e nessun privato, con un minimo di cervello, ci metterebbe ancora dei soldi. La Regione da anni continua ad investire in questa azienda, ma investire come poi? Sono stati nominati dei nuovi amministratori e dei nuovi consulenti. Non ho capito bene se qualcuno se ne è già andato, ma erano consulenti comunque di provata esperienza, perché risalivano addirittura al famoso "affaire Casinò", inchiesta giudiziaria svolta decine e decine di anni fa. E chi si è andato a prendere come consulente, nello spirito di innovazione e di cambiamento? Le persone coinvolte nell'inchiesta giudiziaria all'epoca! Ma pace. Allora uno dice andiamo a cambiare gli amministratori. In qualsiasi azienda un proprietario privato cosa fa? Dice che deve cambiare amministratore, che deve investire meglio i suoi soldi, cerca un amministratore che gli dia delle garanzie sul rilancio dell'attività della Casa da gioco; una persona che, a livello di curriculum, abbia degli attestati e soprattutto abbia un'esperienza professionale alle spalle che dia questa garanzia, questa fiducia sull'esito degli interventi.
Ne parlavo con il collega: andiamo a vedere tranquillamente qual è la situazione del Casinò di Campione, dal quale l'amministratore di novella nomina proviene. Andate a vedere - io non sono un esperto di bilanci, sono un semplice ragioniere - e vedrete che cosa è successo a Campione! Allora da dove ho tratto io gli elementi per fare questa nuova nomina, che tipo di fiducia mi dà il nuovo corso che sto impostando per la Casa da gioco? Sostanzialmente non si riesce a capire! Ecco perché le parole del Procuratore della Corte dei Conti cadono a fagiolo in questo frangente. Così come alcune nomine che ci sono state in precedenza, per cui avevamo già riscontrato delle anomalie, della serie: se devo salvare una super petroliera che è in alto mare non mando un canotto, mando dei super rimorchiatori che riescano a riportarla a riva... però, per carità, magari uscirà qualcosa dal cappello del prestigiatore!
La situazione di dissesto, come era stato fatto notare nella prima interrogazione, è però da mettersi in relazione non solo ad una questione di personale. È ovvio che al Casinò - l'abbiamo capito tutti - almeno tre o quattro volte sarebbe utile far marciare il personale. Un privato ci metterebbe un quarto delle persone, quindi tre quarti sono in sovrannumero, ma sappiamo come sono andate le cose, lo ha detto anche il Procuratore della Corte dei Conti: intercettazione del consenso elettorale.
Mi sono arrivate - e ringrazio l'Assessore Chatrian - le famose fatture di generi alimentari che avevo richiesto due anni e mezzo fa e che sono state oggetto del ricorso. Senza voler far diventare questa seduta una "seduta di alta macelleria", se andiamo a vedere quanto viene pagato il filetto dalla Casino de la Vallée (28,80 euro al chilo) o il Grana Padano (11,48 euro al chilo) - solo per farvi due citazioni e poi non voglio andare avanti sul mascarpone, la panna o altro, ma siamo abbastanza allineati - mi chiedo a quanto dovrebbe rivendere i pasti il ristorante del Billia o l'altro ristorante per avere un introito! Soprattutto mi chiedo (voi avete fatto il cambio degli amministratori!): ma chi fa gli acquisti al Casinò? Io vorrei conoscerlo, Assessore, glielo chiedo veramente, mi porti giù a conoscerlo, voglio stringere la mano a questa persona! Ma come si fa a fare degli acquisti, quando andando al supermercato queste cose si pagano meno? Per sicurezza, oscurando tutto, ho fatto vedere i prezzi di acquisto ad un ristoratore fuori Valle e si è messo a ridere, perché ovviamente con prezzi del genere come si fa a fare degli utili? Non ce la si fa, non c'è niente da fare! Ma perché non mettere le mani su queste cose? Guardate che ci sono delle differenze di prezzo.
Sempre a gentile fornitura di informazioni da parte dell'Assessore Chatrian, nel 2016 il Casinò da questa azienda ha acquistato 251 mila euro di roba. Guardate, io vi dico che qui, solo sul Grana Padano - che è una cosa che compero anch'io, lo trovate tranquillamente quasi sempre in offerta a 9 euro e qualcosa, alle volte addirittura a 8 euro - ci sono 3,50 euro di differenza al chilo! Poi, vista la sequenza degli acquisti, mi chiedo anche: tutto questo filetto dove è finito? Non è che ci fanno il bollito? Perché poi viene anche il dubbio. Se si va a vedere l'elenco delle fatture c'è filetto, filetto, filetto. Io capisco che ci sono due o tre ristoranti, però il dubbio viene sui 250 mila euro. C'è un'anomalia, c'è qualcosa che non va... potremmo risparmiare? Bene, se ci siamo sbagliati e abbiamo sbagliato a fare la spesa cambiamo fornitori!
Io penso che in totale le forniture per il ristorante arriveranno tranquillamente a 2, 3, 4 milioni di euro, e se l'andazzo è così su tutte le forniture, se si va a dare semplicemente uno sguardo, si tira fuori 1 milione, 1 milione e mezzo di euro su queste cose! Addirittura non c'è neanche bisogno di diminuire lo stipendio ai dipendenti che hanno lauti stipendi. Se andiamo a fare un discorso più ampio sul resto delle forniture, vi ricordo che all'epoca io non ho mai visto evidenza di gare, era tutto a trattativa privata. Ci sono servizi assurdi, tipo il portierato, perché i portieri ce li possiamo prendere noi, così come le pulizie, avrò qualcuno che mi fa le pulizie! Abbiamo persone inquadrate per far lavori da elettricista, devo prendere degli elettricisti da fuori? Poi rimane il grande interrogativo che adesso verrà svelato alla fine, quello dei famosi 100 e rotti milioni di lavori.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Chatrian per la risposta; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ringrazio il collega Ferrero per averci proposto questa iniziativa che chiede: "se sia intenzione del Governo regionale provvedere ad una rapida revoca dei finanziamenti a favore della Casino de la Vallée".
Quanto alle spese da lei citate nel presentare l'interpellanza, non ho l'elenco delle spese pregresse, eventualmente me le procuro la prossima volta se vogliamo entrare nel dettaglio puntuale di come venivano fatti gli acquisti nel 2014, 2015 e 2016. Ho risposto puntualmente a puntuali domande effettuate tramite dei "116": chi era il fornitore, se c'era o meno la gara, come avvenivano gli acquisti. Mi sembra però di aver capito che la questione che ci pone sia più ampia. Gli esempi da lei citati sono brutti, ci devono fare riflettere, soprattutto non si devono più verificare. Porto un esempio e poi entrerò nel merito della questione che ci pone perché, con tutto il rispetto, quelli che ha fatto lei hanno una portata più ampia. Per quanto riguarda le forniture, in questi pochi mesi è stata messa in campo tutta una serie non solo di rinegoziazioni, ma di nuove procedure per l'acquisizione delle forniture, sia dirette che indirette. Avremo poi modo eventualmente di entrare nel dettaglio per quanto riguarda la materia.
La questione che ci pone, invece, è molto importante. Come è evidente, trattandosi di dati relativi ad un procedimento avviato dalla magistratura contabile - quello a cui fa riferimento nelle premesse della sua interpellanza - non posso e non intendo entrare nel merito delle contestazioni, che peraltro conosco come lei, penso, ma non puntualmente.
I finanziamenti in corso, che non sono oggetto di contestazione da parte della Corte dei Conti, sono disposti in attuazione della legge n. 7/2017 per sostenere la realizzazione del piano di ristrutturazione aziendale della Casa da gioco, approvato da questo Consiglio regionale in data 24 maggio 2017, a seguito di un'altra legge regionale, la n. 2/2017, che abbiamo approvato a febbraio di quest'anno.
Le somme saranno destinate alla società per la realizzazione delle iniziative previste dal piano di ristrutturazione aziendale e finalizzate al recupero della redditività aziendale. Iniziative che hanno raggiunto un primo e decisivo risultato con l'accordo per la riduzione dei costi del personale sottoscritto con le organizzazioni sindacali solo pochi giorni fa, dopo che è stato sottoposto all'approvazione dei lavoratori con il referendum conclusosi positivamente in data 9 luglio 2017.
È un risultato indubbiamente importante, che sicuramente responsabilizza sia la società che questo Consiglio, il sottoscritto, questo Governo, e che consente non solo di abbandonare la procedura di licenziamento collettivo già avviata, ma anche di evitare il sostegno, anch'esso previsto dalla legge n. 7/2017, consistente nella garanzia fideiussoria temporalmente limitata al 31 dicembre 2017 per nuovi affidamenti bancari che la società potrà reperire in autonomia sul mercato finanziario. Questo per dire che la società non andrà ad utilizzare quella parte inserita nella legge regionale per un potenziale utilizzo della fideiussione dei 7,2 milioni.
I successivi trasferimenti saranno effettuati secondo quanto puntualmente indicato nella legge all'esito di un attento monitoraggio dello stato di attuazione del piano a riprova della credibilità degli interventi che devono essere finalizzati in tempi rapidi al raggiungimento dell'equilibrio finanziario, non solo mediante la riduzione certa dei costi aziendali, ma anche mediante iniziative di rilancio che sostengano e incrementino i ricavi. Pertanto la seconda e la terza tranche non saranno erogate dalla Regione se a quella data non saranno raggiunti gli obiettivi inseriti nel piano. È come dire che la proiezione del 2017 è 80, che quella del 2018 è 90, ma questo non è quello che dice il piano approvato dal Consiglio a maggio 2017.
Non sto a ripercorrere tutto il percorso che ha condotto questo Governo e questa maggioranza ad assumere fra le sue priorità la questione legata al salvataggio della Casa da gioco, con tutto ciò che comporta in termini di posti di lavoro - il superamento della n. 223, come dicevo prima -, di opportunità economiche dirette e indirette, di impatto sull'indotto generale e sul bilancio della Regione.
Abbiamo valutato attentamente ogni aspetto, e abbiamo deciso semplicemente di dare attuazione ad una legge regionale, la n. 2/2017, che fissa modalità e tempi per il risanamento finanziario della Casa da gioco, il tutto mediante interventi compatibili con il complesso contesto normativo di riferimento. Mi riferisco soprattutto e in particolare al Testo unico delle società partecipate, recentemente modificato dal decreto legislativo n. 100/2017, che lei sicuramente conosce, che espressamente all'articolo 26, comma 12, autorizza le Amministrazioni pubbliche, anche territoriali, al mantenimento delle partecipazioni nelle società di gestione della Casa da gioco, anche se abbiano prodotto un risultato negativo per quattro dei cinque esercizi precedenti, ne consente il sostegno finanziario, senza particolari vincoli o limitazioni, fino al 31 dicembre 2018, data comunque posteriore a quella ultima per l'erogazione della eventuale terza tranche del trasferimento in conto capitale di euro 6 milioni prevista dalla legge regionale n. 7/2017. Vincoli e limitazioni che questo Consiglio ha comunque imposto, proprio per evitare drenaggi di liquidità che non siano altrimenti giustificati dal sostegno economico allo svolgimento da parte dell'azienda di azioni concrete e reali, dirette al raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario e al recupero della redditività aziendale.
Vorrei aggiungere all'interno del piano approvato da questo Consiglio neanche due mesi fa, il percorso, la strada tracciata è molto stretta, sia per quanto riguarda il monitoraggio e il controllo di gestione che per quanto riguarda i costi. Non potremo sicuramente in pochi mesi fare tutto, ma avviare un nuovo percorso, che contempli il monitoraggio e un controllo di gestione, come si sta già facendo.
Ultimo elemento, non secondario, che aggiungerei è la novità costituita dalla radiografia obbligatoria dell'avanzamento del Piano che la legge votata a febbraio 2017 ci impone. Certi andamenti e certi controlli non solo saranno obbligatori, ma necessari affinché il socio possa e debba fare il punto della situazione. Sicuramente il percorso stretto inserito nel piano, la procedura e le tre tranche suddivise all'interno del piano obbligheranno l'azienda a raggiungere poi le certezze sulla parte variabile, quella degli introiti lordi dove azioni, misure e idee devono essere messe in atto, ma con un unico obiettivo. Io penso che sia quella la sfida, sicuramente difficilissima: quella di raggiungere obbligatoriamente l'equilibrio economico finanziario entro il 2019. Il punto di caduta a cui siamo approdati quattro giorni fa è il primo segnale, il primo traguardo importante di queste settimane e di questi mesi, ma non è sufficiente. Per noi, per quanto riguarda questa maggioranza e questo Governo è un punto di partenza, non il punto di arrivo, bensì di passaggio per raggiungere nel giro di due anni - quindi entro il 2019 - l'equilibrio economico finanziario.
Ieri pomeriggio, insieme ai rappresentanti di Finaosta e dell'azienda, abbiamo avuto un incontro con gli istituti bancari, visto e considerato che diverse banche sono preoccupate per le notizie trapelate in queste settimane, soprattutto sul falso in bilancio e su una potenziale truffa. Nell'incontro di ieri pomeriggio è stato messo in evidenza questo: il piano approvato dal socio, il percorso che abbiamo tracciato, il disegno di legge approvato e il fatto che da parte del socio si onorerà quanto previsto in legge nel momento in cui ci sarà il raggiungimento degli obiettivi scritti nel piano; obiettivi che non saranno solo sui costi, ma anche sugli introiti. Soprattutto sarà basilare il controllo di gestione, perché probabilmente qualcosa è sfuggito in questi anni.
Sicuramente si tratta di una sfida difficilissima, lo so, lo sentiamo, lo sappiamo come Governo e come maggioranza, ma l'obiettivo è comunque quello di seguire questo percorso per poter raggiungere quanto indicato nel documento approvato da questo Consiglio circa due mesi fa.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Ferrero per la replica; ne ha facoltà.
Ferrero (M5S) - Ringrazio l'Assessore per la risposta e soprattutto per la fiducia che ha.
Sinceramente il nostro Movimento ha sempre visto la questione dei finanziamenti al Casinò - tant'è vero che l'esposto alla Corte dei Conti era partito proprio dal nostro gruppo - come un'operazione disperata: lo zuccherino che si dà al malato in fin di vita. Per carità, voi avrete una visione diversa. Combinazione, adesso abbiamo comunque un riscontro dalle parole del Procuratore della Corte dei Conti, poiché ha sollevato tutta una serie di questioni. Su questo volevo suggerirvi un pochettino di prudenza in più, perché è vero che sugli ultimi finanziamenti non sono stati fatti dei rilievi, ma anche perché la cosa è così fresca che effettivamente sarebbe stupido pretendere che la Corte dei Conti intervenisse immediatamente.
Mi appello anche per il percorso che avevamo fatto con ALPE in minoranza, nel corso del quale mi era parso di percepire una sensibilità comune su alcune cose. Non trasformate la "questione Casinò" in una questione di voto di scambio per la prossima campagna elettorale, perché il rischio è elevatissimo, soprattutto che anche i dipendenti non cadano nella questione delle promesse e delle contro promesse: salvo te e faccio fuori l'altro.
Mi permetterei poi di soffermarmi su un'altra questione, sempre di sensibilità, e mi rivolgo a questi ex colleghi con cui ho maggiore confidenza rispetto ad altri. Nella Giunta precedente c'era un Assessore che era dipendente della Casa da gioco, in questa Giunta c'è un Assessore che è dipendente della Casa da gioco, ci sono dei Consiglieri che hanno dei familiari nella Casa da gioco, per cui io gradirei che al momento delle votazioni ci fosse quanto meno un'astensione da parte di queste persone. Perché, cari signori, io dico - e qualcuno fa finta di non sentire - che i lavoratori della Lavazza non hanno avuto un Consigliere regionale che ha detto: fermiamoci, non buttiamo dentro i soldi per salvare la Casa da gioco una, due, tre, quattro, cinque, sei volte! I forestali non hanno avuto poi tante parole quando sono stati buttati fuori! Gli altri dipendenti delle aziende della Bassa Valle non avevano qualcuno seduto là, a portare avanti e a votare! Questo riguarda comunque una visione della politica e una sensibilità politica che, ovviamente, ad alcuni è probabilmente estranea. Diciamo che la sensibilità - penso a un minimo di senso del pudore - vorrebbe che in queste occasioni chi ha un interesse diretto e concreto su certe questioni si tirasse fuori dalla votazione o abbandonasse l'aula. Sì, che partecipi alla discussione, perché la discussione sta bene, approfondisca i temi, perché magari li conosce meglio di altri, ma... attenzione! Nella votazione sarebbe meglio essere fuori, perché sennò, soprattutto alla luce di quanto è stato evidenziato dalla Corte dei Conti, oltre ad esserci un ipotetico danno erariale si potrebbe paventare anche qualcos'altro. Io pertanto lo suggerirei, poi ve la vedrete voi, però bisogna dirlo, anche perché sennò sembra che qui dentro abbiamo tutti la stessa sensibilità. C'è da aumentare lo stipendio ai regionali e io, Ferrero, pigio e dico che bisogna aumentare lo stipendio ai regionali perché sono un ex dipendente regionale o bisogna dare il finanziamento e non bisogna chiudere quell'Assessorato perché ci lavoro anch'io. Io penso che questo sia un minimo sindacale!
