Objet du Conseil n. 2516 du 14 décembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2516/XIV - Continuazione della trattazione congiunta dei disegni di legge n. 96 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2017/2019) e n. 97 (Bilancio di previsione per il triennio 2017/2019). (Approvazione di un ordine del giorno. Reiezione di un ordine del giorno)
Rosset (Presidente) - Con 30 consiglieri presenti, possiamo iniziare i lavori. Ieri sera abbiamo sospeso i lavori dopo l'illustrazione dell'ordine del giorno n. 4, presentato dai gruppi ALPE, Gruppo misto e Movimento Cinque Stelle, nell'ottica di formulare un nuovo testo congiunto. Chiedo se c'è questo atto e se ci sono delle richieste di intervento? Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ieri sera, dopo la mia illustrazione, abbiamo sospeso i lavori per vedere se da parte della maggioranza c'era la volontà di sostenere questo ordine del giorno, sia nelle premesse sia nel deliberato, e ci siamo confrontati con i Capigruppo e con il Presidente della Regione, affinando leggermente l'impegno e riscrivendolo a più mani, con un obiettivo ben preciso sul quale ritorneremo.
Vorrei però fare una considerazione di natura politica. Io non so se siete a conoscenza delle dichiarazioni del senatore Lanièce, che abbiamo potuto leggere questa mattina, il quale ci spiega - non so a che titolo! - che dobbiamo rifare la legge elettorale. Non so a che titolo il signor Lanièce afferma che "è assurdo pensare di avere una maggioranza di diciotto seggi su trentacinque (...) bisogna riformarla subito". Non so se parla a nome del presidente del movimento di maggioranza relativa, quando dice: "altrimenti si va avanti con gli allargamenti e succede quanto accaduto in questa legislatura". Non so a chi si riferisca: al PD, all'UVP o chi altro. E poi, visto che pochi giorni fa sul referendum è rimasto con il cerino in mano, essendo stato l'unico a sostenere a spada tratta la riforma costituzionale, forse non si è ricordato che doveva raccordarsi quantomeno con i cittadini valdostani, se non con questo Consiglio regionale. Infine, oltre a dettarci l'agenda sulla legge elettorale, ci spieghi il suo voto favorevole al governo Gentiloni.
Volevo su questo tema capire cosa ne pensano le forze rappresentate all'interno di questo Consiglio e se c'è un'ennesima fuga in avanti in solitaria.
Presidente - Collega Chatrian, io ricordo all'Assemblea che stiamo discutendo il bilancio e che siamo in sospeso su un punto all'ordine del giorno. Capisco la situazione politica, ma chiederei almeno di completare la discussione del punto all'ordine del giorno, dopo di che affronteremo la questione. Altrimenti diventa difficile andare avanti con l'ordine del giorno e non è così semplice anche per i funzionari sostenere la cosa. Ha chiesto la parola il consigliere Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Io credo che il Presidente abbia ragione, perché siamo in discussione su un punto all'ordine del giorno aperto, però se permette questa è la seconda volta che si interviene in maniera pesante sul Consiglio regionale su un giornale. Io chiedo di completare la discussione sul punto all'ordine del giorno, però su questo argomento ci torniamo! Non si può continuare a buttare in pasto all'opinione pubblica messaggi come questi, su un'assemblea che sta cercando tra l'altro, non più tardi di ieri mattina, di ragionare con toni bassi su dichiarazioni che erano anche lesive della buona immagine di tutti e trentacinque i consiglieri di quest'aula. Quindi, basta! Ognuno faccia bene il suo lavoro, si venga qui e ci si confronti, ma basta al dettare l'agenda agli altri e soprattutto a lanciare dei messaggi politici che mettono in difficoltà. Ognuno pensi alla sua riforma elettorale e al suo periodo per il raggiungimento della pensione.
Presidente - Non ho detto di non affrontare il problema. Chiedo soltanto di andare avanti con l'ordine del giorno, perché a questo punto il bilancio è una priorità; dopo di che affronteremo anche la situazione politica. Non dico che non debba essere presa in considerazione, però se ogni giorno andiamo a prendere le dichiarazioni giornalistiche, diventa dura portare a termine la discussione del bilancio.
Ha chiesto la parola il consigliere La Torre, ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Io mi associo alla richiesta dei colleghi, perché questa - ne parleremo dopo - è un'interferenza fortissima nel corso dei lavori del Consiglio, quindi credo che su questa cosa ci sarà molto da dire.
Presidente - Proseguiamo la trattazione dell'ordine del giorno con il punto che è in discussione. Sono in attesa del nuovo testo dell'ordine del giorno n. 4. Qualcuno vuole illustrare il testo emendato? Ha chiesto la parola l'assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Solo per dire che sul tema del casinò è in corso, anche in raccordo con la Commissione, un approfondimento per ricostruire il dossier nella sua completezza, affinché il Consiglio regionale e tutti i Consiglieri abbiano le informazioni per poter fare delle scelte future con piena serenità e totale consapevolezza del percorso fatto. Quindi su questo dossier anche noi, in vista dell'assemblea e in accordo con la Commissione, abbiamo preso del tempo per un approfondimento. I tempi dovranno essere comunque rapidi, perché su questo dossier dovremo ritornare e prendere delle decisioni. Nell'assemblea di lunedì scorso non abbiamo dato corso alle richieste dell'amministratore unico, che erano anche condivise da Finaosta, nel senso che ci siamo presi un tempo ragionevole.
Non anticipo, collega, una discussione che credo dovremo rifare, quindi io oggi non intervengo su tutta la ricostruzione che lei ha fatto ieri, perché non sta a me in quest'aula declinare e descrivere certe voci che lei ha anticipato: per esempio, il costo delle demolizioni. Io ho provveduto a richiedere la documentazione al casinò, non appena lei mi ha fatto il 116: appena avrò la documentazione la trasmetteremo e su questo argomento ci torneremo.
Il testo che viene presentato oggi ci impegna a lavorare in una certa direzione, cosa che avremmo comunque fatto e che stiamo facendo, quindi si declina un percorso che ci trova favorevoli. In questo senso, il Governo regionale si esprimerà a favore del testo che abbiamo testé concordato.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Come gruppo ALPE, insieme ai colleghi con cui abbiamo scritto e presentato l'ordine del giorno, riteniamo che non si potesse non affrontare il tema in questi tre giorni di Consiglio. È un percorso doveroso e un passaggio che comunque doveva essere fatto. Il collega Perron dice che eventualmente lo affronteremo più avanti nel merito, come detto ieri pomeriggio nell'illustrare questo ordine del giorno, però non sarebbe stato male avere tutte le carte sul tavolo in questo momento -probabilmente non abbiamo ancora terminato di scavare - non solo per noi trentacinque, ma per tutti i cittadini valdostani.
Questo impegno è praticamente identico a quello che noi abbiamo presentato, affinato nei due punti dove si richiede al Governo regionale di: "condizionare qualsiasi altro aiuto pubblico al Saint-Vincent Resort & Casino alla presentazione, entro il 31 gennaio 2017, in II Commissione consiliare di un piano di riorganizzazione certo, strategico e misurabile, che: declini puntualmente le azioni che si intendono mettere in atto, prevedendo obiettivi di forte performance concretamente misurabili indispensabili ad invertire l'attuale tendenza; individui le nuove figure professionali di comprovata esperienza manageriale a cui demandare la stesura e l'attuazione del nuovo piano di riorganizzazione aziendale che contempli la valutazione di tutte le figure professionali già in essere e degli organi di controllo". Questo è l'impegno sottoscritto da tutti i capigruppo, affinando la formulazione che avevamo presentato ieri sera.
Ancora una considerazione invece di ordine amministrativo/politico che, come capogruppo di ALPE, ci tengo a esprimere all'interno della discussione di questo ordine del giorno, perché mi sembra e ci sembra troppo importante. Nelle scorse settimane in Commissione abbiamo condiviso lo stralcio del comma 2, soprattutto a fronte del non sapere cosa si progettasse per il futuro della casa da gioco. Lo stralcio del comma, cioè dei famosi 48,6 milioni di euro, è stato fatto con un emendamento sottoscritto sia dalle forze di maggioranza sia di opposizione. Collega Perron, io ho volutamente utilizzato un termine non corretto dal punto di vista contabile, perché state solo congelando i 48,6 milioni di euro, lasciandoli nel serbatoio della CVA, ma la destinazione è già scritta. Non affrontate il problema, per i motivi che poi abbiamo condiviso con questo ordine del giorno, ma congelate quella somma.
Collega Perron, lei sa che noi abbiamo elaborato venti emendamenti, ma che tutto è cambiato in queste ultime ore. Fino a poche ore fa sembrava che ci fosse la copertura finanziaria per utilizzare queste risorse, mantenendo il comma 1 dell'articolo 19, cioè l'autorizzazione a CVA, invece ci è stato formalmente detto che questi soldi sono destinati totalmente al casinò e probabilmente non basteranno. Io penso che in questi due giorni su questo tema dovrete dirci qualcosa e soprattutto dovrete dirlo ai valdostani, altrimenti c'è qualcosa che non funziona.
Siamo di fronte a un bilancio che in questo momento segue un percorso per cui non si affrontano i nostri emendamenti, perché non hanno avuto la copertura finanziaria, essendoci una parte sicuramente già destinata. Ma questa non è una scelta amministrativa, collega Perron: questa è una scelta di natura politica. Come avete potuto verificare, solo due grossi emendamenti tra quelli che abbiamo presentato hanno avuto la copertura finanziaria. Il primo emendamento per il quale ci è stata data la compatibilità finanziaria è il n. 10 - quello che dico è importante perché la questione è sulla casa da gioco, ma io sto facendo un ragionamento di natura generale, affinché tutti i colleghi sappiano - per anticipare l'ex verde agricolo dell'annualità 2015, di 13 milioni di euro, più il 60 percento dell'ex verde agricolo del 2016, il tutto per l'ammontare di 20,8 milioni di euro. L'altra copertura finanziaria che ci è stata confermata, sottoscritta dai suoi uffici, è per l'emendamento n. 17, che alimenta la nuova legge sulla ferrovia approvata all'unanimità da questo Consiglio, riallocando 4 milioni di euro per il 2018/19: qualcuno dirà che sono pochi, ma sicuramente è un inizio e bisogna cominciare da qualche parte.
Però, collega Perron, vorrei ragionare con lei dal punto di vista politico su questo passaggio: i 48,6 milioni di euro non solo sono stati congelati, ma non si possono nemmeno utilizzare e non sono disponibili, perché sono stati prenotati per la casa da gioco. Il collega La Torre, presidente della II Commissione, ci ha dato la possibilità di stanare tutta una serie di cose importanti all'interno del buco della casa da gioco, ma che sia chiaro per tutti e soprattutto per i colleghi consiglieri che quei 48,6 milioni di euro sono già prenotati per la casa da gioco, e non basteranno. Tant'è vero che da settimane stiamo lavorando sui nostri emendamenti - abbiamo apprezzato lo sforzo dei colleghi di maggioranza sugli ordini del giorno che sono stati presentati - ma chi è qui in Consiglio da più tempo sa molto bene che presentare degli emendamenti interessanti che danno delle risposte, che vanno nella direzione di rispondere a urgenze, a emergenze o a progettualità di medio-lungo termine, se non hanno una copertura finanziaria, è un po' come dire che per noi della minoranza è facile presentare degli emendamenti, ma poi nella visione generale bisogna avere anche il quibus, cioè i soldi per la copertura finanziaria.
Sia chiaro per tutti, perché altrimenti si va a falsare la discussione di questa legge finanziaria: i 48,6 milioni di euro sono prenotati per la casa da gioco, tant'è vero che non sono toccati da nessuno, e gli uffici finanziari non ce li hanno lasciati utilizzare, perché sono nella riserva serbatoio della CVA, e probabilmente non basteranno. Se sono andato fuori strada, collega Perron, mi riprenda, però lo dica ai valdostani che ci stanno ascoltando. Noi oggi stiamo affrontando un bilancio in cui non parliamo dei 48,6 milioni di euro, perché sono già prenotati per la casa da gioco. Questo è il dato politico e non è il dato amministrativo, perché se no, collega Perron, noi avremmo avuto la copertura finanziaria per gli emendamenti che abbiamo presentato, che non so se lei ha avuto modo di guardare. Altrimenti c'è un vizio di forma e non ci siamo capiti dal punto di vista né politico, né amministrativo: des deux l'une!
Ieri, con il collega Bertschy, al di là di maggioranza e opposizione, abbiamo detto che forse è il momento della chiarezza. Bisogna essere chiari e non raccontare delle bugie ai valdostani, alla gente che ci ferma e ci chiede se è vero che si andrà in quella direzione, se è vero che quei soldi saranno comunque riversati nella casa da gioco, se è vero che sono già prenotati, se è vero che non sono utilizzabili.
Il nostro gruppo è particolarmente orgoglioso, dopo il dibattito avvenuto in questi giorni, soprattutto in Commissione, che tutto il Consiglio regionale approvi questo ordine del giorno, però sinceramente c'era un di cui che politicamente volevamo portare a conoscenza di tutta l'assemblea, perché sia chiaro per tutti che stiamo facendo una discussione su un qualcosa che è già stato destinato e che è intoccabile, per come è stata architettata la nostra legge di stabilità. A fronte della discussione avvenuta ieri sera sul comma 1 dell'articolo 19, sul fatto di autorizzare la CVA al percorso verso la quotazione in Borsa, si sarebbe potuto utilizzare una parte - non tutto: non siamo degli sprovveduti! - per dare quelle risposte puntuali e rapide su delle emergenze che vivono alcuni settori in questo momento. Ne cito solo due: il primo è l'agricoltura, il secondo io penso che sia l'edilizia. Chiarezza per chiarezza: abbiamo questi soldi prenotati intoccabili, che sono già politicamente destinati.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Non può che far piacere riuscire ad avere all'interno di un lavoro, magari non facile e che prevede una sorta di mediazione, degli ordini del giorno condivisi dall'intera assemblea. Quando si mettono da parte le prerogative di ciascuno e si riesce a convergere su un deliberato che alla fine è la sintesi del pensiero di tutta questa assemblea, non possiamo che essere soddisfatti.
A noi premono principalmente due aspetti. Il primo è che questo nuovo piano di riorganizzazione del futuro della Casino de la Vallée S.p.A. preveda delle azioni che siano misurabili, che siano visibili, che siano valutabili nell'arco di un tempo assolutamente breve. Vogliamo anche che passi il messaggio che, a questo punto, non è sufficiente cambiare il vertice: noi pensiamo che sia necessario fare una valutazione nel complesso di tutti coloro che operano all'interno della casa da gioco, senza distinzione. Questo non vuol dire che dobbiamo bocciare i lavoratori, oppure sostituire i dipendenti o i dirigenti: significa solo valutare chi merita e che d'ora in avanti gli interessi della casa da gioco saranno costruiti più sulla meritocrazia e sulle capacità, piuttosto che sulle raccomandazioni politiche o sugli eventuali accordi di promozioni che derivino da simpatie personali o da paracaduti politici. Questo era quanto ci interessava ed è quanto è stato scritto.
Torno sulle parole del collega Chatrian, per confermare quanto ha detto, nel senso che questo emendamento tra le altre cose va proprio nella logica di avere il più possibile chiarezza e contezza di quello che potrà essere il futuro, perché comunque qualcuno di voi dovrà votare in maniera nominale questa ricapitalizzazione, che qualcuno ha già deciso a priori, e ci saranno delle responsabilità di ordine sicuramente politico, ma anche di ordine contabile. Pertanto, va anche a tutela di questo prossimo passaggio, che - come ha detto bene il collega Chatrian - è un passaggio già deciso. Tutto il lavoro fatto in II Commissione che ha portato allo stralcio del comma 2, è stato un lavoro assolutamente inutile, perché noi abbiamo avuto ieri la prova provata che queste risorse non sono state solo congelate - qualcuno in Commissione ha detto che il termine "congelato" non è esatto - non sono state solo impegnate, ma sono già state destinate! Noi abbiamo mi pare otto emendamenti che non hanno copertura finanziaria, solo perché è stato detto che queste risorse sono intoccabili e già destinate. Per cui, quella sarà un'assemblea di comprimari, perché qualcuno a monte ha già deciso che questo passaggio si farà.
È una presa in giro per i cittadini! È una presa in giro per la II Commissione e per il lavoro che ha portato avanti fino a oggi il presidente, cercando di fare chiarezza. È una presa in giro in assoluto, perché questo è quanto ci è stato confermato dai pareri sulla copertura finanziaria dei nostri emendamenti. Pertanto, la discussione del bilancio è falsata, perché i 48,6 milioni di euro ci sono, potrebbero esserci, ma non sono toccabili, non sono assolutamente a disposizione del bilancio, ben sapendo che questo è un percorso già definito, già predestinato, dove qualcuno non sarà sicuramente attore protagonista, ma solo una comparsa, che però si prenderà tutta la responsabilità dell'atto politico e amministrativo. Questo è già stato deciso, altrimenti perché non dare copertura finanziaria a degli emendamenti che potevano anche essere respinti da quest'aula? Sarebbe stata una decisione politica di quest'aula nella sua completezza, nella sua facoltà di decidere politicamente cosa fare!
I nostri emendamenti non erano rivolti ad azzerare i 48,6 milioni di euro per il casinò. Noi siamo convinti che il casinò sia una questione da risolvere, ma non è l'unico problema! Invece in questo bilancio l'unico problema è il casinò, alla faccia dell'equità sociale, del rilancio delle imprese e di quei settori che sono stati dimenticati. Questo è quanto emerge chiaramente.
Io penso che non abbia nessuna colpa il dirigente che non ha dato la copertura finanziaria, Assessore, perché lì c'è stato un grosso lavoro politico e noi in dieci giorni siamo passati dall'avere la disponibilità di tutti i 48 milioni di euro all'averne zero. Noi neanche nella prima proposta ci siamo sognati di portare via tutti i 48 milioni, perché il casinò a nostro parere non deve fallire, ma non è l'unico problema della Valle d'Aosta. Le decisioni devono essere prese in quest'aula: devono essere prese politicamente in quest'aula!
Noi pensavamo di aver trovato anche la soluzione che potesse dare respiro alla Casino de la Vallée S.p.A., ma non è così. Abbiamo visto progressivamente scendere questa disponibilità, per arrivare ieri allo zero assoluto e sentirci dire che questo è quanto ha deciso e quanto ci chiede il verbale dell'assemblea che è stata convocata e che ci obbligherà alla ricapitalizzazione. Ma non solo: ci è stato detto che i 48 milioni di euro non saranno sufficienti. Per cui, i cittadini valdostani sappiano cosa ne è stata della discussione fatta in II Commissione e dell'impegno di tutti coloro che in quella sede hanno pensato di voltare pagina una volta per sempre, rispetto al fatto di dire: "qualcuno chiede, la Regione paga", alla faccia delle le risorse che dovrebbero essere a disposizione di tutti i valdostani.
Che i cittadini sappiano che questa decisione è già stata presa e che coloro in quest'aula che voteranno - non so se ne siano a conoscenza o meno - saranno degli attori comprimari e sicuramente non protagonisti. Non potranno incidere, perché dovranno prendere nel bene o nel male quella che sarà la scelta riorganizzativa, e soprattutto dovranno votare, perché questo ci è stato detto: non c'è altra strada e quei soldi sono destinati alla Casino de la Vallée S.p.A.
Io torno a dire - voglio che ne prendiate atto tutti e voglio che i cittadini valdostani lo sappiano - che in questo momento c'è un'unica priorità che interessa a questo Governo. Io non metto nella bagna tutti i consiglieri regionali, perché penso che tanti di loro abbiano appreso oggi dalle nostre dichiarazioni di questa impostazione. Io ripeto ancora una volta che la volontà di questo Governo è di risolvere i problemi di qualcuno, alla faccia di chi magari ha le stesse difficoltà o quant'altro.
Questo era quanto si doveva dire, questo era quanto abbiamo appreso con amarezza, perché noi pensavamo che il lavoro in II Commissione dovesse avere un altro fine. Ne prendiamo atto: che i cittadini sappiano che questo è il destino che li aspetta nel futuro e che tali sono le decisioni di questo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Credo che l'articolo 19 stia assumendo una grande centralità all'interno della legge finanziaria, così come l'ha assunta nel dibattito all'interno della Commissione. La presentazione di questa legge finanziaria è stata anche l'opportunità per intraprendere un percorso sulla casa da gioco, che ha consentito a tutti coloro che hanno partecipato di acquisire una maggiore contezza della situazione. Che fosse una situazione difficile, lo sapevamo tutti; che fosse un quadro così scuro, credo che non ce lo aspettassimo. Io devo dare atto che quest'anno l'Assessore si è impegnato su tale dossier: ha posto molta attenzione, ha stimolato con intensità, ha pungolato la governance, con la consapevolezza delle difficoltà. Però, non dico che ci sentiamo traditi dalla governance, ma quantomeno delusi. Avevamo cominciato un percorso l'anno scorso e c'erano stati da tutte le forze politiche degli apprezzamenti verso questo nuovo corso, c'era stato un approccio positivo di confronto e di dialogo all'interno della Commissione, che pensavamo presagisse qualcosa di positivo nella gestione della casa da gioco.
Oggi credo che abbiamo acquisito la consapevolezza che si debba cambiare registro e che occorra pianificare con più attenzione la gestione dell'attività. Credo che in tutte le vicende della nostra vita - dalle più semplici a livello umano, a quelle aziendali - occorra pianificazione. Quando entriamo in un ristorante, siamo abituati a guardare la carta per capire quali portate dobbiamo scegliere, perché l'improvvisazione ci esporrebbe al rischio di mangiare troppo e di incorrere in un'indigestione, oppure di avere delle difficoltà poi a pagare il conto. Io credo che ci sia la necessità di una maggiore pianificazione, quindi abbiamo condiviso con convinzione la mediazione che è stata ottenuta, ritenendola positiva, perché l'obiettivo è di predisporre un piano. Noi non ci aspettiamo un piano rivoluzionario, ma che sia credibile per mettere innanzitutto in sicurezza i conti dell'azienda, perché abbiamo capito da questo percorso in Commissione, ancorché l'aver deciso di subordinare ogni ulteriore trasferimento di denaro alla casa da gioco alla presentazione di un piano serio, che serviranno dei soldi e delle risorse per poter fare fronte a questa situazione di difficoltà.
Le prospettive sono difficili e dipendono anche da fattori esterni, quelli del mercato del gioco. Però non possiamo non pensare che occorra fare delle valutazioni e avere sul tavolo degli elementi chiari, che ci possano consentire da qui in avanti di fare delle scelte verso un risanamento della situazione e nell'interesse della tutela dei posti di lavoro, dello sviluppo del territorio circostante e della nostra Valle.
Noi di Stella Alpina ci aspettiamo un piano che individui le potenzialità, gli obiettivi minimi da ottenere sul fronte dei ricavi. Ci aspettiamo che vengano indicate delle opzioni sulla modalità di gestione - diretta o privatizzata, così come previsto e inserito nell'articolato - ma anche sul come fare una privatizzazione, perché ci possono essere diverse modalità di ricercare un socio privato. Ci interessa capire come si può rinnovare l'offerta del gioco, in un momento in cui esso non è più quello tradizionale, perché ha avuto un'evoluzione e si deve andare molto più verso l'integrazione con il divertimento.
Da questo sicuramente discenderà un nuovo modello organizzativo della governance, e credo tutto il Consiglio debba fare un'autocritica innanzitutto sulla separazione dei ruoli. La politica deve capire che è arrivato il momento di fare un passo indietro e di dare piena autonomia a scelte gestionali in capo a dei manager che dovranno essere incaricati per gestire questa difficile fase di transizione. Secondo noi la responsabilità non va attribuita a un soggetto unico, al direttore generale, perché crediamo che ci siano delle responsabilità di sistema. Non esistono delle società che hanno una ricchezza di professionalità come la casa da gioco: dirigenti e quadri. Su questo occorrerà fare delle riflessioni, prima di tutto riguardo al raggiungimento di una sostenibilità economico finanziaria, ma nel rispetto della cittadinanza valdostana e di tutti i settori che vivono situazioni di difficoltà e che hanno bisogno di sostegno e di aiuto in questa difficile fase. Per questo, il gruppo di Stella Alpina ci sarà, contribuirà attivamente a questo percorso, nell'interesse della casa da gioco e dei valdostani.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Io non entrerò nel merito del piano di gestione e delle scelte future. Facciamo un passo indietro e le parole dette in aula dai colleghi Chatrian e Gerandin hanno bisogno di un chiarimento. Anche perché la pregiudiziale di questa discussione sul bilancio è stata di fermare la valutazione del ristoro al casinò di Saint-Vincent: i soldi rimangono in disponibilità alla CVA e la maggioranza politicamente ha deciso di non usare questi soldi per fare delle iniziative.
La minoranza ha fatto delle proposte diverse che valuteremo. La nostra è stata una scelta di correttezza: una scelta politica legata a un ordine del giorno che sarà da discutere e che valuterà, attraverso un piano, come organizzare questi utili. Ma ripeto che gli emendamenti proposti dalla minoranza andranno visti e valutati, perché se daranno risposte a settori di interesse, non bisognerà essere così ottusi da non approfondirli.
Però oggi si ribalta la discussione! Quindi io chiedo all'assessore Perron di replicare -se ha diritto di replica se la prenda, se non ha diritto chiedo una deroga al Presidente - perché qui si dicono cose diverse! È una pregiudiziale politica di fondamentale importanza, perché c'è un risvolto politico! Noi non abbiamo detto che non aiutiamo i valdostani, ma aiutiamo il casinò. Noi abbiamo detto che il casinò va messo in discussione per un piano di risanamento, come tutti gli altri settori in crisi in Valle d'Aosta: imprese edili, agricoltori, cantieri forestali e tutti quanti gli altri. Invece oggi si viene a dire una cosa diversa e lo si dice in maniera trasparente in aula, cosa di cui io vi ringrazio. Non è scritta su nessun documento, né sul bilancio, né sull'approvazione degli emendamenti, ma è una dichiarazione messa a verbale qui, che però per noi diventa per forza motivo di discussione prima di tutto il resto!
Ringrazio sia i gruppi di maggioranza che di opposizione per aver trovato un impegno che condivide il lavoro da fare, che è semplice: fermi tutti, prima di far uscire un altro soldo dal bilancio della Regione, bisognerà avere uno strumento che ci permetta di misurare l'efficacia di questo investimento, e non bisogna ripartire da chi non ci dà più fiducia dentro e fuori l'azienda. Questo dice tale impegno. Non parliamo più di nomi e cognomi, di cui si è parlato anche troppo, ma di un impegno serio di tutti i gruppi consiliari. Però, se poi veniamo a sapere che dietro questo, invece, c'è già una prenotazione di spesa, allora non è quello che sappiamo noi!
Noi sappiamo un'altra cosa. Il presidente della Commissione, dopo aver condotto tutto il suo lavoro, ha concluso dicendo che i soldi sono in CVA e sono in disponibilità. Per noi non sono stati utilizzati, perché abbiamo in mente di fare un percorso diverso. Invece oggi tutto questo viene smentito! Viene smentito da questioni su cui noi aspettiamo una replica, per capire se è così, perché è una valutazione neanche più politica, ma tecnica. Però io non immagino che un dirigente dica delle cose, se non ha alle spalle una copertura politica.
Si faccia chiarezza e si metta in trasparenza tutto quanto. Lo dico anche a tutela di noi che in Commissione come gruppi consiliari abbiamo fatto un lavoro. Lo ricordava bene il collega Guichardaz: la maggioranza ha fatto un percorso per non dare vita a un certo tipo di ragionamento. Tutti insieme abbiamo trovato un punto di condivisione, per avere la possibilità di andare fino in fondo all'analisi di questi bilanci. Non è stato dato il via all'abbattimento del capitale e non stiamo ancora parlando di ricapitalizzazione: il collega Perron non ha avuto il mandato di andare a fare l'abbattimento del capitale.
Dopo tutto questo lavoro mi dispiacerebbe che passasse il messaggio che si lavora in maniera superficiale e che l'unico problema che abbiamo in testa è questo, perché non è vero, almeno per i ventisette colleghi della maggioranza. Però rispetto quanto è stato detto ad alta voce, in trasparenza e chiarezza, dai colleghi capigruppo Gerandin e Chatrian, e a questo punto io aspetto veramente una risposta.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Restiamo alle cose dette questa mattina dai colleghi, per poi verificare e fare un approfondimento. Mi pare che sulla questione del fondo che nel testo iniziale era destinato al ristoro per il casinò, vi sia stato uno stop, come il collega Bertschy ha ben richiamato. I soldi destinati al casinò oggi ritornano, credo, alla loro destinazione originale: rientrano in pancia a CVA. Quei soldi oggi rimangono lì e si deciderà successivamente - con un dibattito e una decisione politica fatta all'interno dei gruppi di maggioranza e con i capigruppo - se utilizzarli o se rimarranno nelle riserve di CVA. Per quello che ci riguarda, oggi quei soldi non sono destinati ad alcun tipo di ricapitalizzazione o altro. Il dibattito è assolutamente aperto, tant'è vero che il mandato che ha ricevuto l'Assessore non è stato quello di una riduzione di capitale: è alla luce del sole come stiano le cose oggi. La situazione del casinò sarà, come abbiamo fatto fino adesso, affrontata responsabilmente dalla maggioranza e dai gruppi che la compongono, quindi le scelte conseguenti, nel momento in cui verranno fatte, potranno essere eventualmente criticate.
Io ritorno alla questione dell'ordine del giorno, perché credo che il tema sia questo. Ieri abbiamo fatto una lunga interruzione e siamo arrivati a una convergenza su un testo proposto dalla minoranza. È bene che ci sia stata questa convergenza, perché credo che dimostri che la preoccupazione per la casa da gioco è di tutti. La casa da gioco è un patrimonio comune e io credo che in quest'aula vi siano dei gruppi o delle componenti politiche che potrebbero in qualche modo fare marcia indietro rispetto a una responsabilità, che invece deve essere assunta, nei confronti di quella che un tempo fu comunque la "cassaforte" della nostra Regione. La Casino de la Vallée S.p.A. ha portato fino a ora quasi un miliardo di euro complessivamente, in termini di ritorno economico per la Regione. Quindi bene che ci sia una convergenza da parte della minoranza e della maggioranza anche nella ricerca di soluzioni, perché riteniamo che questo problema sia di tutti e che tutti oggi debbano cercare di risolverlo nella maniera migliore.
I problemi del casinò attraversano più legislature. Lo sappiamo tutti: le decisioni sul casinò sono state assunte negli anni, quindi oggi ci ritroviamo a dover intanto fossilizzare e fare una fotografia della situazione. Tale è stato il lavoro che abbiamo fatto in Commissione e con i capigruppo, con la disponibilità credo anche dell'Assessore competente e di chi ci ha fornito le informazioni e i dossier. La maggioranza non ha informazioni che la minoranza oggi non abbia: abbiamo messo assolutamente in trasparenza e in condivisione ogni tipo di informazione. Di questo devo ringraziare il presidente della II Commissione La Torre, che ha fatto anche un lavoro di ricostruzione e ha dato modo - anche a noi della maggioranza, che poi alla fine schiacceremo il bottone e voteremo questa legge finanziaria - di avere tutti gli elementi e di studiare un percorso che oggi conosciamo.
L'ordine del giorno è una fotografia precisa della situazione e diamo merito alla minoranza di avere fatto una ricostruzione abbastanza corrispondente. Poi, ovviamente, in un ordine del giorno non si può mettere tutto, non si possono scrivere tutti gli elementi e non si possono indicare tutti i percorsi, però è la fotografia di un lavoro e l'impegnativa è la descrizione di un percorso che anche la maggioranza al suo interno sta facendo. L'inversione di rotta - l'auspicata inversione di rotta, l'auspicato rilancio e il ragionamento sulla governance - è qualcosa che è già sul tavolo della discussione della maggioranza e ovviamente gli atti conseguenti daranno una conferma, o meno, rispetto a queste riflessioni e al dibattito aperto anche al nostro interno. Condividiamo in pieno l'impegnativa dell'ordine del giorno, che abbiamo riscritta in maniera chiara. La valutazione del prospettato piano di rilancio la si farà e la stiamo facendo; la valutazione delle responsabilità la faremo e la stiamo facendo.
Io volevo richiamare anche una situazione. Noi entrammo in maggioranza un anno e mezzo fa, mettendo tra i punti prioritari all'ordine del giorno anche un mutamento di rotta sull'amministratore unico e un cambiamento di governance. Oggi noi pensiamo che quella scelta fu corretta e siamo ancora convinti di quella decisione con cui abbiamo affidato la responsabilità di una conduzione. Tra l'altro, il precedente amministratore unico ha governato il casinò per lungo tempo, mi sembra per otto o nove anni. Siamo anche convinti che non si possa pensare - come diceva anche il collega Marquis - che cambiando l'amministratore unico, poi si abbiano soluzioni miracolistiche, perché bisogna fare dei ragionamenti su tutta la governance. Bisogna fare dei ragionamenti forti anche tra di noi, relativamente alle decisioni che la politica ha assunto negli anni precedenti, per definire poi un quadro che dia soluzione o comunque rilanci un patrimonio, che io continuo a ritenere appartenga a tutta la comunità.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Questa discussione, a seguito dell'intervento dei colleghi che mi hanno preceduto, si sviluppa su due percorsi. Il primo, dopo le dichiarazioni del collega Chatrian, riguarda i soldi in disponibilità di CVA. A noi di Pour Notre Vallée non risulta che vi siano delle prenotazioni in favore del casinò. Non sono stati questi gli accordi e Pour Notre Vallée non ha partecipato ad alcun tipo di discussione che prevedesse delle prenotazioni in favore del casinò. Quindi mi associo a quanto richiesto dal collega Bertschy: se l'Assessore ritiene di replicare in tal senso, ben vengano le sue precisazioni in merito.
Per quanto riguarda invece l'argomento in discussione con questo ordine del giorno, come già detto dal collega Guichardaz, la discussione sull'articolo 19 è stata lunga, articolata, complessa e la maggioranza è stata attenta all'argomento, quindi non l'ha trascurato. Ben venga questo ordine del giorno che ci permette anche di evidenziare quella che è stata la nostra attività in merito al casinò. Probabilmente da questa parte dei banchi, malgrado l'elevata attenzione, ci siamo dati dei tempi diversi e non abbiamo ritenuto al momento necessario portare in aula questa discussione. Però l'ordine del giorno ci permette di evidenziare anche le nostre sensibilità e devo dire che il lavoro, che è stato fatto congiuntamente da tutti, riassume in otto righe quello che si potrebbe scrivere magari in 150 pagine. Siamo stati molto attenti nell'utilizzare le parole, quindi abbiamo detto tutto quanto si poteva dire.
Va fatta un'analisi attenta della situazione, come mai è stata fatta, per poi addivenire a una programmazione seria, puntuale e precisa su quello che deve essere il ruolo futuro del casinò per l'intera Valle d'Aosta, non solo all'interno di quelle quattro mura, dell'hotel Billia, ma anche per Saint-Vincent, il comune che lo ospita, e per tutta la regione. Deve avere un ruolo fondamentale per il turismo - l'ha già detto in altre occasioni qualcun altro - deve essere un elemento trainante e complementare per la nostra offerta turistica, sportiva e del gioco. Mi ripeto, però va sottolineato questo aspetto, malgrado le vicissitudini che sta vivendo in questo momento.
Chi dovrà declinare le azioni che si vogliono mettere in atto per far riprendere il giusto ruolo al casinò, dovrà essere attento a quanto noi chiediamo in quest'aula in termini di performance economica, ma anche di coinvolgimento della popolazione intera, di tutti gli attori che lavorano attorno al turismo della Valle d'Aosta.
Questo è quello che noi chiediamo. È chiaro che dal 2009 a oggi tanto è stato fatto e ho sentito parecchi elementi di criticità: ne abbiamo portati anche noi sul tavolo e vi saranno delle responsabilità, delle analisi da fare su chi ha gestito questo periodo. Non è simpatico, ma andranno valutate le posizioni dei singoli professionisti che si sono alternati. Io purtroppo non ho visto di buon grado le dimissioni del direttore Scordato, perché ritengo che in un anno di tempo non potevamo chiedergli dei miracoli. Questa è stata la sua scelta e la accettiamo. Non dobbiamo limitarci alla sua posizione - come ho detto prima - ma dobbiamo guardare anche a quelle di chi ha gestito questo passaggio per tanti anni, e sono sicuro che sarà fatto. Così come sono sicuro che con l'aiuto di tutti, con un lavoro di squadra, forse riusciremo a rilanciare questa importante struttura per la Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Se posso, per un tentativo di chiarimento che mi pare il collega Guichardaz abbia già molto bene spiegato. Una decisione sulla casa da gioco andrà presa, quindi a oggi le risorse che sono state stralciate dal comma 19 non sono disponibili per nessuna operazione, fintanto che non sarà chiarito il dossier casinò e non ci sarà una decisione in tal senso. Voglio ricordare che noi abbiamo ricevuto una lettera di richiesta da parte dell'amministratore unico, ma abbiamo soprasseduto, fintanto che non ci sarà un chiarimento sulle scelte che dovremo fare. Quindi quel denaro oggi non è vincolato a favore del casinò. Quel denaro è collocato nella sua destinazione originaria: nelle riserve di CVA. Pertanto il parere è stato espresso negativamente a motivo del fatto che gli emendamenti presentati non assicuravano il mantenimento degli equilibri finanziari complessivi. Credo che abbiamo chiarito e questo è il motivo del parere negativo del dottor Bieler.
Su questo argomento dovremo tornare. Quei soldi - l'abbiamo già detto in Commissione - sono posti nella loro collocazione originaria, cioè le riserve di CVA, e non sono utilizzabili al momento, né per il casinò né per nessun altro settore, fintanto che non sarà presa una decisione. In tempi rapidi faremo delle valutazioni, quindi - come abbiamo più volte detto - torneremo sul dossier casinò con delle proposte.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Siamo stati smentiti dal collega Guichardaz, il quale o è inconsapevole o probabilmente non vuole vedere, perché l'assessore Perron è stato molto chiaro; talmente chiaro che la nostra non compatibilità è chiarissima! Non c'è l'atto amministrativo della destinazione, ma un mese fa un amministratore unico ha scritto: "azionisti, questo è lo stato dell'arte"! E poi, collega Perron, lei sa che il 6 dicembre il collegio sindacale ha fatto arrivare ai suoi uffici un altro documento, per cui il gruppo ALPE, il Gruppo misto e Cognetta non hanno avuto la copertura finanziaria, perché i 48 milioni destinati alla casa da gioco non sono sufficienti. Non lo dice Chatrian, non lo dice ALPE: lo dice il collegio sindacale. Lei lo sa, quindi non dica delle bugie come ha fatto le scorse settimane, dicendoci che non avremmo dovuto ricapitalizzare.
(Voci fuori microfono)
Io ho ascoltato il suo intervento e faccio mia questa considerazione: la discussione di oggi è falsata. Guichardaz mi ha smentito, ma nelle prossime settimane verificheremo quello che stiamo dicendo: politicamente questi 48,6 milioni di euro sono già destinati tutti alla casa da gioco. Sono in pancia a CVA, ma sono destinati alla casa da gioco, tant'è vero che non c'è la copertura finanziaria per gli emendamenti. Ne cito uno per tutti - è anche simbolico e interessa magari non tutti all'interno di questo Consiglio, ma chi in questo momento conosce l'ambito forse più in crisi: il settore agricolo - l'emendamento n. 12, che va a finanziare una nuova legge (riprende la n. 32/2007, se è corretto il riferimento dal punto di vista legislativo) e dice che possono essere concessi aiuti alle imprese agricole, al fine di promuovere la razionalizzazione delle piccole aziende, a quelle che non possono pescare dal PSR, perché è complicato, complesso e oneroso. Viene indicata la misura massima, con la percentuale, degli aiuti che possono essere concessi e la copertura finanziaria viene trovata nel comma 4, collega Perron, andando a utilizzare una piccola parte dei 48,6 milioni di euro. Il parere tecnico politico è: "Si esprime parere negativo, in quanto gli emendamenti non assicurano il mantenimento degli equilibri finanziari".
Non ci siamo! Collega Perron, il comma 1 dell'articolo 19 noi l'abbiamo mantenuto, anche se volevamo sopprimerlo, ma dato che non siamo degli sprovveduti sapevamo che mantenendo il comma 1 dell'articolo 19 avremmo potuto utilizzare in parte queste risorse. Invece ci è stato detto no, perché quei soldi sono destinati alla casa da gioco: tutti i 48,6 milioni di euro!
In più, collega Perron, abbiamo ricevuto il 6 dicembre un memo firmato dai tre revisori del collegio sindacale con cui ci viene detto: no, ragazzi, fermi un attimo! Ci fanno anche uno specchietto, semplice e chiaro, che si chiama conto economico e che dice che al 30 settembre 2016 la perdita di esercizio è di 38 milioni di euro. A maggior ragione, non solo non viene data la copertura, perché quei soldi sono tutti per il casinò (48,6 milioni di euro), ma dovremo metterne altri. Mi scuso con il collega Guichardaz, perché quei soldi sono già destinati alla casa da gioco - magari voi non ne siete a conoscenza - ma non basteranno. Questo per ribadire che voteremo il nostro ordine del giorno, come è stato detto, ma la discussione è leggermente sfalsata.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Assessore Perron, attivi subito i suoi house organ, perché intervengo per un altro attacco! È apparso chiaro che si raccontano balle in questo Consiglio: a questo punto è proprio evidente e mi sembra palese. Si ricorda la mia domanda in Commissione, quando le chiesi se quei soldi erano disponibili, se erano in gestione speciale? Assolutamente no - disse lei - non scherziamo!
(Voci fuori microfono)
Se quotiamo in Borsa CVA, quei soldi sono disponibili, ma in realtà sono impegnati. Questo alle spalle di tutti quanti voi, che magari non eravate presenti e non avevate capito il senso di quella discussione. Ma adesso appare chiaro. Così come appare chiaro che il collegio sindacale finalmente decide di fare il suo mestiere, anche se ci ha messo qualche anno. Erano anche un po' nervosi quando sono venuti a parlare, perché avevano detto che io li avevo attaccati nelle passate edizioni (chissà perché li ho attaccati, visto come si comportano!).
Io sinceramente farei una preghiera devota, se così posso dire, al presidente Rollandin. Presidente, si riprenda la delega del casinò, perché qui nessuno sa più cosa fare. Ci faccia una cortesia, lei che è molto misericordioso: per cortesia, se la riprenda lei, perché lei sa che cosa fare. Quindi ce lo dice e lo fa, perché se no lasciamo tutti noi trentaquattro nell'impasse, senza sapere più da che parte andare con questo casinò. Invece lei ha le idee molto chiare e quindi una volta per tutte andiamo avanti, perché il suo assessore Perron sta sbandando parecchio su queste cose. Assessore, lo dico anche per lei! Se no mi tocca sempre alzarmi e dire che probabilmente deve lasciar stare. Non è il primo che molla la delega: non ci sarebbe niente di male, o no? Uno dice che non va tanto bene, lascia e fine del problema! Senza arrabbiarsi. Anche io non sono capace a fare tante cose: lo dico, che problema c'è?
Siamo sempre intorno allo stesso discorso: è politicamente che non ci siamo. Lei ha messo in campo un nuovo amministratore, con l'aiuto dei colleghi del PD - che avevano posto giustamente, come ha ricordato il collega Guichardaz, una prerogativa al loro passaggio in maggioranza, per dire che si doveva cambiare la governance - ma dopo un anno e qualche mese lo manda via, poi vuole rimetterne un altro e poi vuole vedere cosa fare o cosa non fare: Assessore, lasci stare! Lo farà il presidente Rollandin, che sicuramente è molto più pratico, probabilmente gli viene meglio e soprattutto riesce a gestire in modo migliore gli attacchi, perché questa è la sostanza. Lì c'è un tale problema di persone, di strati, di raccomandati, di gestioni che non vanno, di consulenze date a caso, di forniture fatte alla "come viene", di gare non fatte, di tutto quello che sappiamo e che non abbiamo ancora detto, che probabilmente se aprissimo quel coperchio, la puzza si sentirebbe fino a Trieste o a Bolzano, se guardiamo al di là, e a Roma, se guardiamo in giù. Probabilmente deve lasciar gestire a chi l'ha fatto fino a oggi: ci pensi!
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere La Torre, ne ha facoltà.
La Torre (UV) - Ringrazio le persone che hanno apprezzato il lavoro della II Commissione. È stato un lavoro difficile, però credo che abbia dimostrato come si sia tentato, attraverso la corretta partecipazione di tutti, di arrivare a dei risultati che permettessero di andare avanti su certi ragionamenti estremamente difficili. Credo si sia dimostrato che il problema del casinò sta a cuore a tutti e che si vuole assolutamente procedere per avviare una soluzione di questo problema attraverso delle fasi, di cui si potrebbe anche parlare e sulle quali io avrei delle cose da dire. Avrei anche un articolato ragionamento da svolgere, però credo che oggi c'è una pregiudiziale che si è presentata in quest'aula.
Io dico che questo ordine del giorno è importante, perché fissa quello che è stato detto all'interno della Commissione: si deve cercare di ragionare su dei problemi di vitale importanza, trovando la massima coesione. Quello che emerge dalle vostre osservazioni è qualcosa che io voglio interpretare non come un elemento che impedirà questo percorso; lo voglio interpretare - dirò poi perché - benevolmente come una sorta di prudenza degli uffici. Questo lo dico non a vantaggio dell'Assessore o della Giunta, perché se io non sarò convinto su quello che faremo per il casinò, io non voterò niente! Il rischio è che qui nessuno voti niente. Poi non so come farete.
Il vero problema è convincerci tutti che quello che stiamo per fare è buono. Ecco perché serve un percorso condiviso, come è stato fatto in II Commissione, perché se no, quando sarà il momento di dare quel voto, io esco dall'aula. Poi chi vuole restare, resti. Non so in quanti vi troverete poi a sostenere questa cosa. Io ve lo dico, perché secondo me poi il problema diventa vostro, con tutte le responsabilità annesse e connesse.
C'è un passaggio molto interessante che io ho rilevato. Con il collegio sindacale non ci siamo mica tanto! I compiti del collegio sindacale sono molto chiari e io credo che lì ci siano dei problemi. Poi, non sono io che mando le cose alla magistratura e non lo farò, però se cominciamo ad andare a cercare le responsabilità, le troviamo! Se dobbiamo invertire le situazioni, pensando che noi qui invece di aiutare diamo fastidio, allora noi cominciamo fare un lavoro diverso. Noi avremmo delle cose da dire e io un po' di visioni le ho, perché secondo me sul casinò ci sono dei messaggi positivi che si possono lanciare. Però se si parte già dal presupposto che questo lavoro che dobbiamo fare è inutile, allora facciamo un'altra cosa: voi risolvete il problema e noi andiamo a cercare le responsabilità. Ma noi le troviamo le responsabilità e le denunciamo qua dentro: poi, vediamo! Poi, se al momento del voto siamo convinti, votiamo. In caso contrario, ognuno farà quello che vuole. Io personalmente uscirò. Scegliete un po' voi la strada che preferite, perché così saprete anche dove andremo a finire.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Ho ascoltato attentamente quanto ha detto, Assessore, e penso che lei nel suo intervento abbia null'altro che confermato quanto abbiamo espresso in quest'aula il collega Chatrian e il sottoscritto. Assessore, se lei dice che a oggi le risorse non sono in disponibilità per nessuna operazione, fino a quando sarà fatta chiarezza per il casinò, allora afferma esattamente quello che abbiamo detto noi!
Sul parere di non copertura finanziaria per gli emendamenti che abbiamo presentato noi, ci è stato detto che i presupposti per avere la totale disponibilità del fondo di riserva di CVA - che fosse in gestione speciale o che fosse transitato a bilancio regionale è del tutto indifferente, perché le somme a disposizione erano quelle - erano nel comma 1 dell'articolo 19: il processo di quotazione in Borsa. Se le disponibilità ci sono, caro Assessore - vogliamo essere chiari, perché su questo andremo fino in fondo - ma non ci è data disponibilità a oggi per i nostri emendamenti, allora non ci sarà a nostro parere nessuna disponibilità neanche per un'operazione casinò. Qua non è che ci sono due velocità o una velocità variabile: se non c'è disponibilità oggi, e il presupposto è il comma 1 dell'articolo 19, non c'è nessun presupposto neanche per un'operazione futura sul discorso casinò. O l'una o l'altra! Se la disponibilità non c'è oggi per i nostri emendamenti, ma ci sarà in futuro, allora significa che l'operazione era già preordinata, preconfezionata, definita!
Le dico ancora qualcos'altro, Assessore. Ha ragione il collega Bertschy quando dice che se non c'è nessuna destinazione già definita, allora bisogna svolgere un dibattito politico su come vogliamo utilizzare queste risorse. È legittimo che la maggioranza si prenda la responsabilità di bocciare politicamente gli emendamenti, per accantonare queste risorse: vi prendete la responsabilità politica di bocciarli in aula, perché pensate di destinare le risorse altrove o comunque di accantonarle per operazioni future, ma non vi nascondete dietro un parere di legittimità e di compatibilità finanziaria per non discutere neanche gli emendamenti, non assumendovi la responsabilità politica.
Dico un'altra cosa, Assessore, così almeno è chiaro per tutti. Probabilmente alla dirigenza dell'Assessorato alle finanze è arrivato un input politico, che non può essere che suo o dell'esecutivo, perché non penso che sia condiviso da coloro che hanno lavorato all'interno della II Commissione. Ci è stato detto che, per quello che riguarda il riconoscimento degli investimenti fatti, c'è l'obbligo di sostenere quanto previsto dall'articolo 3 comma 2 della legge n. 49/2009, vale a dire che la differenza tra quello che era il piano di sviluppo e quello che è stato speso - io dico senza avere nessuna copertura politica, perché il piano di investimenti era uno e chi ha speso era un altro - è dovuto, è obbligatorio! Questo è il presupposto per cui vengono accantonati i soldi!
A voi va bene così? Se al collega Guichardaz e al PD va bene com'è stato gestito e vanno bene le scelte fatte fino a oggi, è un problema del PD, non è nostro: noi abbiamo una visione diversa. Il collega Restano pensa che tutto sia così chiaro, perché si è aderito a un programma, o comunque ha detto che non fanno parte dell'accordo; noi invece, di lati oscuri che non fanno parte di accordi, qui ne abbiamo visti più di uno. Se volete dire che non sono già destinati, ci lasciate discutere i nostri emendamenti con la copertura finanziaria, altrimenti io vi posso garantire che ci muoveremo nelle sedi dovute, perché non è che possiamo avere dei pareri finanziari a velocità variabile: per qualcuno sì e dopo no, o per qualcuno no e dopo sì. Veramente, non ci sta! Noi pensiamo che a un certo punto ci deve essere una linearità politica e soprattutto equità nel valutare queste cose.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Tornerei all'aspetto politico di tutta la vicenda, perché non mi piace quando si evocano altri palazzi: non è un modo di affrontare il problema.
Oggi ho appreso, assessore Perron, una cosa completamente sconosciuta: noi non ci siamo lasciati con il fatto che ci fossero prenotazioni di spesa presso gli utili da utilizzare in CVA. Io la penso esattamente per come sono state esposte le cose: ognuno poteva, UVP compresa, usare quei soldi, venire qua e politicamente vedersi bocciare degli emendamenti, ma non esiste prenotazione di spesa su quel tipo di capitolo, se no il messaggio è falsato. Non lo vedo scritto, l'ha detto lei. Non esiste prenotazione di spesa e non c'è impegno politico su questo tipo di messaggio, quindi chi ha dato questa indicazione l'ha fatto a titolo personale. Non c'è impegno politico su questa prenotazione di spesa.
Io ho un po' l'impressione che quando parliamo, soprattutto lì ci sia l'idea del "facciamoli parlare", lasciamoli sfogare. Noi responsabilmente siamo qui per fare il nostro lavoro e per sostenervi. Su questo sono assolutamente d'accordo, collega La Torre: sosteniamo le buone cose e le buone idee, però non possiamo venire a sapere in aula cose che non abbiamo deciso in termini politici prima. Altrimenti passa il messaggio che quei soldi sono già destinati al casinò, mentre non è così!
L'abbattimento di capitale non si fa oggi e si potrà fare fino al prossimo esercizio finanziario. L'UVP ha voluto questo chiarimento, perché non ha voluto farsi trascinare nel tourbillon dove ci ha portato lei, Assessore, dal mese di settembre in avanti, dichiarando che non c'era la ricapitalizzazione, perché forse c'era già l'idea dell'operazione ristoro. Noi non vogliamo che non ci sia chiarezza su questo punto, e non vogliamo che ci sia l'idea che questi soldi siano impegnati per una cosa piuttosto che per un'altra. Quando avremo deciso quanti usarne e come usarli, andremo lì, se sarà deciso, ma lo decideremo tutti insieme.
Qui è passato un altro messaggio: un dirigente ha detto che quei soldi sono prenotati per quello.
(Voce fuori microfono)
L'ha detto lei! Assessore, lei ha dichiarato questa cosa ed è per questo che qui la confusione aumenta! Ho veramente l'impressione che ci sia l'abitudine di pensare che si parli tanto per parlare.
Mi sembra che questo bilancio sia per tutti noi il momento di verità e di confronto anche su come si vuole procedere, perché da qui in avanti si comincerà a lavorare in funzione di altro. Però ci conforta il fatto che in tanti in maggioranza abbiamo voluto fare questo approfondimento, che vuol dire che tanti in maggioranza cominciamo a pensare che le cose devono essere fatte in maniera diversa. Questo, invece che fare riflettere anche sulle azioni che stiamo facendo, ci porta a venire a sapere che ne state facendo delle altre fuori dai piani di discussione dei capigruppo e delle maggioranze. C'è qualcosa che non mi torna, Assessore, e ci torneremo su questo, perché noi all'operazione 60 milioni non c'eravamo, ma già allora andava fatto un lavoro di verifica di questo tipo. La facciamo adesso magari in maniera tardiva, ma meno male per tutti, perché almeno sappiamo da dove ripartire. Il collegio sindacale è stato obbligato a dire che era ora di non impegnare più in quella maniera le imposte anticipate, che era ora di ripartire da un altro punto di partenza. Quindi c'è una chiarezza che conferma anche le analisi politiche che sono state fatte in quest'aula. Su questo ci deve essere l'impegno - siamo qua a dire che lo voteremo e che andiamo avanti - ma non si può venire a sapere in aula che c'è una prenotazione di spesa che non abbiamo deciso noi. Noi in aula eravamo pronti a respingere tutti gli emendamenti della minoranza, ma non è quello che abbiamo deciso. È un'altra cosa quella che abbiamo deciso.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Mi associo anch'io alle parole, che condivido in pieno, poc'anzi espresse dal collega Bertschy: noi oggi non possiamo che dire di essere rimasti esterrefatti, dopo il percorso che abbiamo fatto in Commissione. Lo dico anche perché io ho presentato un emendamento, che prevedeva o che chiedeva un impegno finanziario nell'ambito delle risorse disponibili nelle riserve di CVA, quindi credo che questo vada chiarito. Ho un po' l'impressione che ci sia un atteggiamento del "tanto l'abbiamo solo detto in Commissione". Crediamo che i comportamenti debbano essere di credibilità innanzitutto all'interno dell'aula, ma per dare credibilità bisogna anche cominciare a parlarsi chiaro, Assessore, e non giocare sulle parole.
Giocare sulle parole significa anche non dare dei messaggi illusori alla popolazione valdostana, perché se io leggo le notizie Ansa di quest'estate sulla casa da gioco, mi rendo conto che attraverso dei tecnicismi si può magari riuscire a infondere entusiasmo: il MOL è positivo, il margine operativo cresce, c'è una gestione positiva, ma intanto il risultato finale è questo e ci troviamo qui con dei problemi che sono ben difficili da risolvere. A livello di comunicazione occorre non complicare le cose e riteniamo che bisogna lavorare nell'indirizzo giusto. Vuol dire anche lavorare tutti assieme attraverso un metodo che deve essere più partecipato, mettendo ciascuno nelle condizioni di fare il proprio lavoro, di poter esprimere con serietà e serenità la propria posizione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Intervengo perché sono stato evocato. Passi l'essere richiamato dal collega Chatrian, che ha già fatto un bel purgatorio rispetto alle sue origini, ma non di essere evocato proprio dal collega Gerandin - mi chiedo dov'era quando si assumevano decisioni strategiche rispetto alla politica valdostana - il quale oggi viene qua a dire che noi del PD siamo d'accordo. Rileggo la sintesi: i soldi destinati al casinò sono in pancia a CVA - forse il termine "in pancia" non era molto chiaro - sono nelle riserve della CVA e non sono destinati ad alcuna ricapitalizzazione; tutto è alla luce del sole.
In quest'aula si dicono delle cose e poi queste stesse cose vengono ripetute e reinterpretate, a seconda io non lo so di quali altri immagini o obiettivi che qualcuno di voi ha. Noi abbiamo detto - così come lo hanno ribadito i colleghi - che l'operazione è stata fatta alla luce del sole, non c'è nulla di occulto e non è stato dato incarico a nessuno di procedere a un congelamento. Se noi della maggioranza e noi capigruppo non avessimo fatto un serratissimo dibattito politico, oggi si voterebbe l'articolo 19 comma 2, che invece non si vota ed è stato stralciato. Io dico solo ai colleghi che interpretano un pensiero, magari mal detto, che li correggo rispetto al pensiero: oggi non c'è nulla di destinato. Mi pare di averlo già detto, il dibattito è aperto, quindi la preghiera è di essere corretti almeno da un punto di vista di lettura dell'interpretazione del pensiero altrui.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - A questo punto io pongo una pregiudiziale, dopo aver ascoltato soprattutto il collega Guichardaz e il collega Perron. Nulla è stato destinato, nulla è stato congelato, non è vero quello che stiamo dicendo noi dell'opposizione: allora pretendiamo - questa è la pregiudiziale, collega Perron - che ci sia la copertura finanziaria per gli emendamenti che noi abbiamo presentato! Se volete, fermiamo il Consiglio, perché des deux l'une: o qualcuno mente, o qualcuno sforza, oppure qualcuno dice cose non vere all'interno di quest'aula. Non vado oltre.
Collega Perron, questo è di sua responsabilità, perché se non è vero quello che noi abbiamo detto oggi, noi pretendiamo la copertura finanziaria per gli emendamenti che abbiamo proposto. Altrimenti c'è qualcuno che all'interno di questo Consiglio sta bluffando, sta prendendo in giro i valdostani e sta nascondendo le cose, come avete fatto sulla casa da gioco, per cui abbiamo dovuto, grazie a una parte della maggioranza (sicuramente da soli non ce l'avremmo fatta), scavare, sapere e conoscere per poi arrivare a questo punto. Ma adesso, collega Perron, dopo aver ascoltato attentamente le parole del collega Guichardaz e le sue di prima, pretendiamo la copertura finanziaria degli emendamenti. Se nulla è destinato, non c'è nessuna ragione perché non ci sia la copertura finanziaria degli emendamenti che noi abbiamo presentato, oltretutto con il buon senso di andare a utilizzare solo 13 dei 48 milioni di euro. A questo punto, se le parole hanno un loro senso, se la politica è una cosa seria, se quanto detto con chiarezza dal capogruppo Bertschy ieri pomeriggio e questa mattina ha una sua contezza, pretendiamo la copertura finanziaria per i nostri emendamenti.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Per una questione pregiudiziale. Proprio a seguito di quanto dichiarato dal collega Chatrian un attimo fa, io penso che quest'aula debba avere una risposta. Se le parole che lei ha detto sono state male interpretate, Assessore, o se sono vere le parole che ha detto il collega Guichardaz per cui nulla sarebbe destinato, allora noi non possiamo continuare a discutere di ordini del giorno, di emendamenti e di un bilancio falsato. Torno a dire: è falsato! Se una parte di risorse sono in disponibilità alla maggioranza, ma non sono in disponibilità per gli emendamenti da parte del Consiglio, allora abbiamo veramente due pesi e due misure! Non è un bilancio reale, è un bilancio surreale, in cui qualcuno bara sapendo di barare. Qua si sta prendendo in giro la buona fede anche dei valdostani.
Ci risponda, Assessore, noi vogliamo saperlo in questo momento, se no è del tutto inutile continuare a discutere un bilancio, in cui noi proponiamo una finanziaria totalmente diversa, che cerchi di far ripartire le piccole imprese, gli artigiani e queste cose qua. Certo, l'abbiamo fatto: lo voti, Presidente, e si prenda le sue responsabilità. Se no, si prenda la responsabilità politica di bocciarli questi emendamenti! Noi ne abbiamo a sufficienza delle pressioni politiche verso i dirigenti, per mascherarsi dietro a mancate coperture finanziarie. Se queste disponibilità ci sono, le discutiamo politicamente: siete d'accordo, non siete d'accordo? Legittimo! Legittimo che la maggioranza decida di accantonarli, ma allora si uscirà allo scoperto e si saprà come saranno destinate queste risorse. Si discuta nel merito e nella sostanza, non mascherandosi dietro a non coperture finanziarie.
Non si può continuare ad andare avanti così. Lo dico anche per il resto del Consiglio, per coloro che sono intervenuti e che hanno veramente capito qual è il problema. Se la questione è la copertura finanziaria, esiste per questi emendamenti, ma esisterà anche nel futuro, perché le posso assicurare che non ci fermeremo qua, Assessore! Non è che abbiamo delle coperture finanziarie a velocità variabili: alcune sì e altre no. Abbia pazienza, noi chiediamo che, per andare avanti in un dibattito sereno che possa eventualmente avere dei punti di condivisione, questo sia il minimo a cui deve rispondere, sia il minimo a cui lei deve dire di sì. Vale a dire che, se non sono somme destinate, la copertura finanziaria c'è, perché il comma 1 dell'articolo 19 è mantenuto.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Farcoz, ne ha facoltà.
Farcoz (UV) - Chiedo gentilmente una sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 10:42 e riprende alle ore 11:53.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ricordo che siamo in discussione sull'ordine del giorno n. 4. Qualcuno chiede la parola sull'emendamento formulato congiuntamente?
Chiederei un po' di silenzio: la pausa è finita e abbiamo ripreso i lavori. Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Io avevo fatto un intervento ponendo una pregiudiziale, poi il collega Farcoz, capogruppo dell'Union Valdôtaine, ha chiesto una sospensione. Gradiremmo, prima di votare l'ordine del giorno, sapere quali sono le decisioni assunte dal Governo regionale.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Questa sospensione ci ha dato la possibilità di fare delle verifiche sulle richieste proposte. Dopo l'approfondimento fatto, si è giunti alla conclusione che si trova la soluzione tecnica per dare il parere favorevole agli emendamenti che sono stati presentati.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Non eravamo andati fuori dal seminato, quindi è con grande soddisfazione che apprendiamo dalle parole del Presidente che ci sarà la copertura finanziaria ai nostri emendamenti e si potrà finalmente discutere nel merito le proposte che noi abbiamo avanzato. Sono proposte che sono state elaborate e danno delle risposte puntuali a urgenze/emergenze relative principalmente a due ambiti: il settore agricolo e il settore edilizio, forse i due più in difficoltà, dei i quali ben conosciamo le cause, le difficoltà e le criticità. Speriamo che da parte dei gruppi di maggioranza ci sia la volontà di discutere nel merito delle proposte che noi facciamo.
Vorrei ringraziare in questo momento le forze che compongono la maggioranza: la Stella Alpina, l'UVP e il PNV, che hanno voluto comunque, a seguito della nostra proposta, affrontare nel merito un qualcosa che non era chiaro, altrimenti oggi avremmo affrontato un bilancio falsato, non corretto. La questione non è tecnica - vorrei ribadirlo ai colleghi - ma è tutta politica. Non vorremmo che ci fossero state delle brutte forzature, che noi denunciamo da anni in questa piccola Valle d'Aosta, forzature dove i dirigenti non possono svolgere il loro ruolo fino in fondo, forzature con cui la politica entra a gamba tesa dove non deve entrare, forzature, come nella casa da gioco, per cui la politica continua a entrare dove dovrebbe stare fuori.
Finalmente c'è la possibilità di affrontare serenamente la discussione sui disegni di legge n. 96 e n. 97, per la prima volta, dove ci saranno degli emendamenti con una copertura finanziaria. Abbiamo stanato probabilmente un film o delle puntate di cui poche persone qui all'interno erano a conoscenza, mentre tutti gli altri non sapevano cosa stava succedendo nelle segrete stanze frequentate da pochissime persone.
Penso che questo sia un momento importante per il Consiglio regionale. Da parte nostra ci sarà tutta la volontà di illustrare, entrare nel merito e modificare, perché questo è l'obiettivo: l'unico nostro intento è migliorare questa legge finanziaria. C'è la possibilità di farlo e le persone che ci stanno ascoltando hanno ben capito che questa finanziaria può uscire in maniera diversa da questo Consiglio. I settori più colpiti, quelli più in difficoltà, i settori lasciati soli in questi mesi e in questi anni, hanno la possibilità di avere una boccata d'ossigeno, per dare delle risposte puntuali alle urgenze e all'emergenza. Noi abbiamo audito in II Commissione un comitato importante di allevatori e agricoltori, che ci hanno spiegato per filo e per segno lo stato dell'arte, le criticità, le proposte: finalmente ci sarà la possibilità di discutere nel merito. Anche per quanto riguarda l'edilizia - sono i dati a dirlo, sono le imprese che sanno perfettamente qual è lo stato dell'arte e le loro difficoltà - all'interno dei nostri emendamenti prevediamo un piano con delle risorse certe e possiamo, a questo punto, dare delle risposte sicure a dei settori in difficoltà. Non sarà un capovolgimento di tutta la legge finanziaria, ma sarà un percorso molto importante.
Ringrazio ancora la parte politica, la parte vostra, che ha voluto incidere e sgomberare il campo probabilmente da pressioni che la politica non deve più fare, distinguendo il ruolo dirigenziale dal compito e dall'intento politico. Collega Perron, non siamo andati fuori dal seminato questa mattina, quando magari abbiamo alzato un po' i toni, ma le bugie hanno le gambe corte e i valdostani devono sapere se poche persone decidono sulle sorti della Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Per ringraziare chi in questa riunione di maggioranza ha voluto riportare la centralità di questo Consiglio, rispetto a un esecutivo che probabilmente ancora una volta era andato oltre quelli che immagino fossero gli accordi di maggioranza. Il mio ringraziamento va sicuramente a quelle tre forze politiche che hanno dichiarato la volontà di riportare in quest'aula una discussione politica, senza trincerarsi dietro ad accorgimenti o a pareri che avrebbero evitato una discussione serena, su emendamenti che noi riteniamo possano essere la vera novità di questo bilancio regionale. Per cui ringrazio UVP, Stella Alpina e Pour Notre Vallée per aver voluto restituire al Consiglio il suo ruolo vero e importante, di assumere la propria responsabilità politica di decidere una visione. È legittimo che ci siano diverse visioni politiche e noi non pensiamo di essere la voce della verità, ma riteniamo di riportare qua il disagio e la preoccupazione della gente comune. Sicuramente per noi è importante avere riscoperto la centralità di quest'aula.
Voglio anche sottolineare che sarebbe assolutamente ingiusto in questo momento trovare nel dirigente dell'Assessorato alle finanze colui ha voluto impedirci di fare questa discussione. Noi non riteniamo che sia personalmente responsabile, ma crediamo invece che ci siano state delle ingerenze non dovute, assolutamente non comprensibili e non necessarie da parte dell'esecutivo, da parte immagino in primis dell'Assessore o di chi comunque all'interno di questa struttura incarna la figura del politico.
Pertanto, non può essere che un buon segnale, un buon sintomo, per quei settori che non sto a elencare, perché avremo modo nei singoli emendamenti di dire qual è la nostra diversa visione politica. Ci tengo anche a dirle, Assessore, che quando dicevo che si sono sprecate delle risorse, era perché avremo modo con questi emendamenti di capire qual è la diversità di veduta politica tra lei e il sottoscritto.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento. Possiamo mettere in votazione nel testo emendato l'ordine del giorno n. 4, presentato dai gruppi ALPE, Gruppo Misto e Movimento Cinque Stelle. Dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Passiamo alla trattazione dell'ordine del giorno n. 5, presentato dai gruppi ALPE e Gruppo Misto. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Mi sono distratto, pensando a quanto è successo. Non vorrei ritornare sulla discussione, ma mi chiedevo se l'invito fatto dal collega Cognetta all'Assessore non andrebbe preso al volo: forse le dimissioni sarebbero la soluzione migliore, per uscire quantomeno da una brutta figura.
Torniamo al Consiglio regionale e a questo ordine del giorno, per riprendere una vecchia storia di parecchio tempo fa. Quasi dieci anni or sono, in occasione di una seduta consiliare si era voluto dare molta rilevanza all'adesione del Consiglio regionale della Regione Valle d'Aosta ai principi della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità. Questa adesione da parte della Regione Valle d'Aosta è avvenuta con un atto formale, al quale si è voluto dare una certa rilevanza nel lontano 2010. In quell'occasione, per dare un po' di concretezza a questo atto, che di per sé era soltanto una celebrazione, avevo proposto - ed era stato sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione dell'epoca - un ordine del giorno che prevedeva una questione riguardante il trasporto.
Come sappiamo Allo Nuit è una convenzione che viene proposta dall'Amministrazione regionale e che, a prezzi relativamente bassi, permette durante la notte di essere portati da una parte all'altra della città e nei comuni dove è prevista questa convenzione. L'idea era quella di prevedere, al momento del rinnovo di questa convenzione, che una delle automobili che svolgono questo servizio fosse abilitata per il trasporto sia delle persone disabili che di tutti i cittadini. Questa proposta non aveva dei costi particolarmente alti ed era un'occasione per dare concretezza alla decisione di questo Consiglio. Tra l'altro, sappiamo che uno dei problemi per lo spostamento dei disabili riguarda il trasporto notturno, che non è un servizio previsto. Pertanto, in questo caso avremmo orientato il mercato, cercando di far sì che il numero di automobili per il trasporto di tutti, disabili e non, aumentasse senza dei costi per l'Amministrazione regionale e soprattutto avremmo dato un servizio in più, che ognuno si pagava, come tutti senza nessuna distinzione, ma che avrebbe permesso a chiunque di beneficiare di questa possibilità. Tra l'altro, la sera non è possibile per i disabili spostarsi con i servizi ad hoc anche volendo. Pertanto era un segnale importante che costava poco e che dava un servizio in più e anche un senso ad Allo Nuit, che se no rischia di essere soltanto il trasporto di persone che hanno un po' esagerato nel bere.
Successivamente a questo ordine del giorno, in risposta a una mia interpellanza nell'anno successivo, si diceva che questo servizio sarebbe stato attivato nel settembre 2011 a titolo sperimentale. Questo servizio non è mai stato messo in funzione e da allora sono passati sette anni. Nonostante vi siano stati diversi rinnovi del servizio, questa particolare possibilità non è stata ampliata e a sei anni e mezzo ci troviamo ancora nella stessa situazione di allora. È evidente che, secondo me, c'è una mancanza di volontà politica di portare a buon fine questo ordine del giorno. Tra l'altro, anche ultimamente avevamo riaffrontato la questione e anche in quella occasione l'Assessore aveva riferito che nel prossimo rinnovo si sarebbe fatto. Sono sette anni che, di rinnovo in rinnovo, non si è fatto niente. L'impegno nel caso specifico per il Governo regionale è di attivare il servizio di trasporto a chiamata notturna, nel rispetto di questo ordine del giorno approvato sette anni fa.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Questo ordine del giorno parte con un richiamo a un precedente del 15 luglio 2010, quindi sei anni fa, rispetto al quale il collega Bertin fa una ricostruzione che mi permetto di integrare. Questo servizio fa parte dell'appalto generale del trasporto pubblico: ovviamente non è nell'ambito dei servizi minimi, ma fa parte di quelli che possiamo attivare. Purtroppo, nell'estensione dell'appalto, che ovviamente è anteriore al 15 luglio 2010, non è stato introdotto questo vincolo, per cui, stando all'applicazione pedissequa del contratto, non c'è nessun obbligo da parte dell'appaltatore di mettere a disposizione quei mezzi.
Da un certo punto di vista è chiaro - ma io concordo con il collega Bertin - che il servizio di trasporto disabili viene assicurato con un servizio ad hoc, un servizio separato, ed è sicuramente vero che la Convenzione delle Nazioni unite non va in questa direzione, perché si dice di mettere a disposizione il trasporto pubblico ordinario, in modo tale da permettere alle persone che hanno delle disabilità di poter avere gli stessi servizi dei normodotati.
Quando abbiamo avuto modo di parlare dell'argomento, anche in occasione dell'ultima interpellanza o risoluzione presentata, abbiamo detto che, a causa della contrazione delle risorse, noi non abbiamo più la situazione che avevamo due o tre anni or sono: non abbiamo più un servizio che veniva subappaltato dalla SVAP nei confronti di più fornitori, i quali avrebbero potuto avere anche dei mezzi idonei per lo svolgimento di questo tipo di attività. La SVAP ormai svolge questo servizio con mezzi propri. Per adeguare tali mezzi con pedane o con strumenti che possano in qualche modo dare delle risposte, la SVAP ha necessità di investire su un mezzo almeno 10 mila euro.
Il collega Bertin ricorderà bene che l'anno scorso noi abbiamo ridotto in modo sensibile e importante il servizio Allo Nuit, per cui su settimana c'è solo un mezzo e ci sono dei mezzi aggiuntivi nel fine settimana. Pertanto il volume dell'attività si è decisamente contratto ed è decisamente più contenuto rispetto al passato. Inoltre, stiamo parlando con tutti i Comuni e abbiamo mandato una comunicazione a tutte le amministrazioni interessate, ma nessuno ci ha segnalato particolari disservizi in questo senso e sono disponibili a un rinnovo del servizio alle condizioni dell'anno precedente.
Interpellata, la SVAP potrebbe essere disponibile a fare questo investimento, però dovremmo riuscire a metterci d'accordo con tutti gli altri Comuni e al nostro interno nell'immaginare un contratto di Allo Nuit pluriennale, in modo tale che questo investimento di 10 mila euro per attrezzare un automezzo possa avere una profondità, perché noi stiamo andando avanti con delle attività di sei mesi o un anno.
Io farei una richiesta al collega Bertin, così come a tutti i sottoscrittori. Da un lato - non so se in modo provocatorio - dice che se non va bene per i disabili, allora non va bene per nessuno, quindi non facciamo più il servizio Allo Nuit, ma non so se è veramente questa la vostra intenzione o è meramente un modo per scuotere le cose, però non credo che sia una soluzione dire che se non va bene per i disabili, lo dobbiamo togliere a tutti. A questo punto, proviamo a ragionare con i Comuni, facciamo un nostro ragionamento all'interno e capiamo se può esserci la possibilità di un'assegnazione pluriennale del servizio, nell'ambito della quale trattare con la SVAP in modo tale che possa fare questo tipo di investimento, con un recupero ovviamente pluriennale. Io le chiederei, sulla base di questo, di ritirare l'ordine del giorno, prendendomi l'impegno di convocare subito il Conseil de la Plaine. Quindi da un lato andiamo avanti con il rinnovo così com'è, però in qualche modo mi prendo in quest'aula il mandato politico di convocare il Conseil de la Plaine, per verificare se c'è questo tipo di disponibilità da parte dei Comuni a procedere con un rinnovo pluriennale, per poter mettere sul tavolo della SVAP questo tipo di operazione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Assessore Marguerettaz, lei questo impegno politico l'aveva preso già sette anni fa! Doveva risolvere la questione, tant'è che l'aveva addirittura votata questa cosa. O lei non sa cosa vota - vota le cose, ma tanto sono degli impegni che poi chi se ne importa - oppure questo impegno andava portato a buon fine. Tra l'altro, lei in un'interrogazione di fine agosto 2011 mi rispondeva che a settembre sarebbe partito - e se lei lo voleva far partire, l'avrebbe fatto - ma si è fermato tutto lì.
Questo è un altro impegno, l'ennesimo, per il quale, se poi manca la volontà politica, mi sa che non andiamo avanti! È l'ennesima volta, ma oggi se non altro le do l'occasione di votare contro, così almeno non prende degli impegni che non è in grado di mantenere; non vuole, più che non è in grado: vota degli impegni, ma poi non vuole portarli avanti. Almeno in questo caso potrà votare contro, così la questione è risolta.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento. Possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno n. 5, presentato dai gruppi ALPE e Gruppo Misto. Dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 27 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, L. Viérin, M. Viérin.)
Il Consiglio non approva.
