Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2498 du 29 novembre 2016 - Resoconto

OBJET N° 2498/XIV - Communications du Président de la Région.

Rosset (Président) - Point n° 2 de l'ordre du jour. La parole au Président de la Région.

Rollandin (UV) - Dans sa séance de jeudi 24 novembre, le Conseil des ministres a approuvé le décret législatif relatif aux dispositions d'application du Statut spécial de la Vallée d'Aoste en matière de domaine hydrique, à propos duquel le Conseil régional avait exprimé son avis favorable le 14 juillet 2016. Lors de mon intervention au cours de cette séance du Conseil des ministres, comme le prévoit l'article 44 de notre Statut, j'ai souligné que cette disposition d'application représente une étape très importante du point de vue de l'ordre juridique valdôtain - parce qu'elle transfère dans le domaine de la Région toutes les eaux publiques, ainsi que la titularité des fonctions administratives y afférentes - mais également du point de vue pratique, puisque l'eau constitue une ressource fondamentale pour le développement durable de notre région.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Fabbri, ne ha facoltà.

Fabbri (UVP) - Vorrei porre l'attenzione del Consiglio, anche di coloro che ci stanno ad ascoltare, su un fatto avvenuto nei giorni scorsi: sulla sentenza della Corte costituzionale n. 251, di cui probabilmente si parlerà anche in seguito, che, a nostro avviso, apre delle possibilità insperate per poter esplorare tutte le possibilità che possono essere percorribili affinché i Comuni valdostani vengano esentati dall'obbligo della cessione delle quote azionarie possedute nella società di produzione idroelettrica, cioè si è data almeno la possibilità ai Comuni di scegliere se cedere o meno le loro partecipazioni. Con questa discussione che ci sarà al livello della Conferenza delle Regioni speriamo che, con l'aiuto di tutti: del Governo, del Consiglio e di tutti coloro che sono adibiti a seguire questa situazione, si possa risolvere la situazione in modo positivo. Anzi proprio in questo giorno in cui il Presidente ci dà comunicazione dell'assunzione della proprietà delle acque della Regione a noi pare che sia ancora più importante poter seguire questo aspetto e cercare di risolverlo con questa possibilità che ci viene aperta con la sentenza della Corte costituzionale.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Ritorno sulle comunicazioni del Presidente della Regione, questo, se vogliamo, è un atto storico della proprietà della titolarità delle acque per la Valle d'Aosta, una rivendicazione che risale a tantissimo tempo fa, è pertanto un momento importante come sottolineava lei. Tra l'altro, ricordo che lo stesso Consiglio regionale era intervenuto nel momento dell'approvazione da parte del Consiglio dell'atto proposto dalla Commissione paritetica e oggi finalmente, anche relativamente in breve tempo, dopo anni di ritardo finalmente questo provvedimento ha visto la conclusione del suo iter. È pertanto un fatto positivo, come avevamo già evidenziato in occasione del passaggio nel Consiglio regionale. Da questo punto di vista, sottolineiamo finalmente che la Commissione paritetica sta portando a buon fine una serie di provvedimenti che per molto tempo erano stati bloccati.

Tornando sulla questione della sentenza sollevata dal collega Fabbri, che riguarda anche parzialmente i Comuni, annuncio che verrà presentata una risoluzione su questo argomento che va un po' nella direzione sollevata dal collega.

Presidente - Ci sono altre richieste di intervento? Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Per una questione di natura organizzativa e un'altra invece di natura più politica. La prima: oggi finalmente è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma Valle d'Aosta n. 52 la legge n. 20 applicativa da domani mattina, quindi chiederemmo al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio di attivarsi in tutte le sedi per poter iniziare a caricare gli elenchi degli operatori economici che affidano, sostengono, erogano servizi a tutte le società partecipate e tutti gli affidamenti che d'ora in avanti saranno in essere all'interno delle società.

La seconda considerazione è sul perché oggi non siamo in discussione sulla finanziaria regionale. Il collega Bertschy ieri mattina ha scritto sul sito del proprio movimento: "non è più il tempo delle decisioni improvvisate", bene, come non accogliere queste parole del collega, tant'è vero che la II Commissione ha emendato il comma 2 dell'articolo 19. Come non leggere attentamente queste dichiarazioni e dar loro una valutazione di natura politica che "non è più il tempo di gestire per anni in solitudine i dossier milionari oggi fallimentari come quello della Casino e della CVA come bancomat per aumentare le entrate del titolo III del bilancio regionale"? Vorrei annunciare a tutti i colleghi che il gruppo ALPE, insieme al Gruppo Misto e al collega del Movimento Cinque Stelle, abbiamo appena depositato una risoluzione proprio sulla Casa da gioco perché in questi giorni abbiamo avuto modo di audire sovente il collega Perron, tanti tecnici ma ad oggi non abbiamo ancora una diagnosi chiara; non abbiamo ancora tutte le informazioni che sono state chieste all'interno della commissione, ma soprattutto non c'è la terapia. Ad oggi non c'è uno straccio di terapia, non c'è uno straccio di soluzioni se non dei buoni propositi, con i quali sappiamo che non si va da nessuna parte. Cito un passaggio delicato che è stato annunciato in commissione da un tecnico incaricato, un sindaco effettivo della Casa da gioco: "se voi mi chiedete come può andare un panettiere, o come può andare una piccola azienda di Aosta, magari delle previsioni medie io riesco a farvele, altrimenti no". Cito di un altro tecnico - quindi non sono i politici che parlano - un passaggio interessante e molto delicato: "il fatto che questa società possa diventare un pozzo senza fine dipenderà solo ed esclusivamente da quelli che saranno i risultati delle gestioni future che oggi non danno garanzia". Queste sono dichiarazioni dei tecnici che oggi certificano i bilanci di questa società e noi abbiamo presentato una risoluzione che va in quella direzione. Con i colleghi in questi giorni abbiamo affrontato la finanziaria regionale in II Commissione, spero ci sia la voglia e la determinazione di sostenere quella risoluzione, perché chiede al collega Perron e ai colleghi di Giunta di avere tutte le informazioni, di metterci nelle condizioni di poter scegliere, e soprattutto scegliere bene, proponendoci delle strade percorribili che vadano ad incidere in maniera decisa una volta per tutte, e non - come giustamente dice il tecnico qua - che non siano un pozzo di San Patrizio, perché i cittadini valdostani, secondo noi, non lo permetterebbero più.

Mi dispiace - in Conferenza dei Capigruppo stamattina io ho cercato di sollevare la questione - che nessuno dei colleghi di maggioranza prenda la parola, mi sembra un fatto politico di un certo rilievo: è la prima volta che non viene approvata la finanziaria, spero che non sia solo per un discorso di metodo, che cioè solo poche persone conoscevano tecnicamente bene l'articolo 19. Da quello che ho potuto capire e conoscere durante il dibattito della commissione, qui non è più una questione solo di metodo, ma è una questione di natura più profonda, di natura di visione del domani, di collegialità e soprattutto di sfide per un domani diverso nel momento in cui si pensa, dato che non è stata approvata questa finanziaria, di andare a modificare in maniera pesante questo disegno di legge così importante. Noi su questo in questi giorni ci adopereremo per migliorare, incidere e modificare lo stato principale di questa finanziaria.

Vorrei fare ancora un ragionamento sulla questione di metodo. Noi oggi stiamo affrontando un question time sul gruppo CVA, noi in questo momento stiamo affrontando la finanziaria che non ha ancora avuto l'approvazione in commissione. È di qualche minuto fa un'intervista al Presidente della CVA in cui ribadisce tranquillamente, sbattendosene completamente del dibattito che dobbiamo ancora fare in quest'aula, che la partita è già chiusa, che, a seconda del mercato il flottante minimo, sarà tra il 25 e il 35, come per dire che questo Consiglio ha già deciso. Questa è l'intervista al Presidente di CVA di mezz'ora fa, in cui afferma: "noi procederemo a cercare un'opportunità di espansione certa in Italia, ma dovremo guardare anche il mercato europeo, dobbiamo riflettere. È chiaro che negli anni passati abbiamo guardato ad esempio il mercato francese, vicino all'affinità linguistica, una diversificazione geografica e normativa". Praticamente blinda la discussione, che ad oggi non è ancora stata presa in commissione, sull'articolo 19 comma 1. Alla domanda di quando verrà ceduta in Borsa il Presidente ha risposto: "la Regione potrà decidere, anche a seguito dei prezzi che si formeranno in base alle offerte, di collocare qualsiasi cosa in più". Questo per dire del rispetto che c'è di questo Consiglio nel momento in cui la II Commissione non ha ancora dato il parere. In particolare, se la commissione, al di là della maggioranza, non ha ancora dato un parere, io penso che la questione sia tutta politica e all'interno dell'articolo 19 non c'è solo la questione Casa da gioco, ma c'è la questione del comma 3 sui 51 milioni di euro e c'è la questione del comma 1, che è quella se la nostra società può o non può, secondo la nostra scelta, entrare in Borsa a seguito anche delle modifiche e ne parleremo dopo perché - come ha annunciato il mio collega poc'anzi - abbiamo appena presentato una risoluzione su questo tema.

Metodo però diventa sostanza, forma diventa sostanza, se arriviamo da tre settimane di dibattito in commissione, dove il metodo è stato calpestato, la forma è stata quotidianamente calpestata uscendo dalla porta ed entrando dalla finestra; questo è un altro passo che va in quella direzione, quella del Presidente Trisoldi, che forse poteva avere quel bon ton di aspettare qualche giorno prima di rilasciare delle dichiarazioni ufficiali che vanno in una certa direzione. Probabilmente l'azionista di riferimento gli avrà detto che qui la questione è già decisa e si andrà avanti in quella direzione.

Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, possiamo proseguire con il punto n. 2.01 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Così come eravamo rimasti d'accordo in Conferenza dei Capigruppo, ci si è presi un momento, alcuni minuti per analizzare la situazione politica. Penso sia necessario...

Presidente - Chiedo scusa, collega, perché avevo già annunciato il punto n. 2.01... Chiederei a chi vuole intervenire di prendere la parola in tempo utile.

Gerandin (GM) - ...ho aspettato un attimo a prendere la parola perché pensavo che quest'analisi politica toccasse tutta quest'aula, per cui era interessante magari anche sentire alcune posizioni da parte dell'attuale maggioranza, per cui chiedo scusa se mi sono prenotato in ritardo.

Penso che sia necessario verso i cittadini valdostani almeno provare a spiegare cosa sta succedendo in questo momento nella politica valdostana. Non è mai successo che un bilancio regionale iscritto non fosse licenziato dalla commissione, non potesse essere iscritto all'ordine del giorno, per cui qualcosa indubbiamente si sta muovendo a livello politico. Dico questo perché ormai quotidianamente si sente parlare di metodo, si sente parlare di arroganza, di imposizioni dall'alto, di decisioni che vengono imposte e non condivise. Questo indubbiamente deve preoccupare i cittadini valdostani per una serie di motivazioni, motivazioni che derivano principalmente dal fatto che in questo momento la Valle d'Aosta è in grande difficoltà economica; andremo ad approvare un bilancio nel 2017-2019 che, se non andassimo ad attingere alle riserve della CVA, avremmo un bilancio addirittura con meno risorse rispetto agli anni precedenti, quando per anni avete raccontato in quest'aula che il Patto di stabilità era la limitazione alla spesa: noi avevamo risorse e non potevamo spendere. La triste realtà è un'altra: è che queste motivazioni, queste bugie ormai escono alla luce del sole, nel senso che anche all'atto in cui non c'è più il Patto di stabilità con lo Stato che ti impone le regole, le risorse per noi sono immutate o solo con qualche accorgimento vengono aumentate leggermente.

Io auguro a questa maggioranza di arrivare al 2018 per cui togliamo ogni dubbio in merito, lo auguro veramente, ma le auguro di arrivare senza condizionamenti; non è il momento di dire: si condiziona per mediare o per giungere a compromessi, la Valle d'Aosta sta lentamente morendo perché non c'è un progetto credibile, perché questa maggioranza si è ritrovata intorno ad un programma che ha degli aspetti sicuramente positivi, ma è un programma talmente ambizioso che purtroppo per la Valle d'Aosta si affosserà con un nulla di fatto: questo è quello che sta succedendo. Pertanto in questo momento la politica non ha bisogno di mediazioni, di compromessi, ma ha bisogno di decisioni. Avete una larga maggioranza? Fatela valere, dimostrate che avete un minimo di programmazione nell'interesse dei valdostani e che non sia tutto propedeutico ad una politica che poi alla fine fa tanti slogan, ma porta veramente poco. Questa è una finanziaria che di sviluppo non ha nulla, questo penso sia alla base delle difficoltà che ci sono in questo momento all'interno della maggioranza. Chi ha un minimo di responsabilità, un minimo di buon senso è chiaro che, rileggendo questi atti, si accorge che fino ad oggi avete raccontato ai valdostani un mondo che non esiste, una storia che non esiste, soprattutto si è di fronte al fatto che non c'è nessuna progettualità.

Quando uno degli aspetti fondamentali per capire la salute dei valdostani, che è quello delle imposte locali e dell'IRPEF, sta crollando, è perché la Valle d'Aosta sta morendo. Certo che vengono le fibrillazioni, è ovvio che vengano, perché chi ha a cuore un minimo del futuro dei valdostani il problema dovrà porselo. Non è un problema di proporre qualche correttivo all'interno di questa finanziaria: questa finanziaria non sta in piedi! Come non stanno in piedi le previsioni del 2018, ma di questo ne parleremo al momento opportuno. Pertanto è veramente demotivante e preoccupante per i cittadini valdostani che non ci sia almeno una coesione su un progetto che vi porti al 2018. Io ve lo auguro di cuore: arrivate al 2018! Ma arrivateci senza fare grossi danni, senza arrivare per forza a mediazioni e compromessi, con i quali non si fa ripartire il sistema valdostano. Non ripartirà mai! Vivete una politica che è lontana anni luce! Abbiamo sentito in quest'aula negare l'evidenza: per due o tre Consigli ci si è negato il discorso della ricapitalizzazione del Casinò, è stato detto che non c'era nulla all'orizzonte, per poi sapere che andiamo incontro ad una ricapitalizzazione di 70 milioni. Quando si parlava di imposte anticipate farlocche iscritte a bilancio, bene, adesso tutti i nodi vengono al pettine. Ora è chiaro che qualcuno si pone il problema, com'è ovvio, anche perché quando si tratterà di decidere, qualcuno dovrà mettere il proprio nome, dovrà dire: io ci sono, io le metto queste risorse per far ripartire un'azienda in cui sono stati spesi 60 milioni nel 2014, a fronte di nulla. I primi dati che sono stati forniti per capire qual è la situazione terribile in cui versa il Casinò, e la mia è preoccupazione vera per chi ci lavora...sono emersi perché la commissione ha obbligato a presentare una serie di dati, sennò noi non eravamo neanche a conoscenza, ma non è così importante che non lo fossimo noi di minoranza, ma non lo era neanche la maggioranza! Dei 70 milioni di ricapitalizzazione la commissione l'ha saputo dalla stampa, nelle dichiarazioni che ha rilasciato fuori dall'aula l'Assessore. È chiaro che non può andare avanti un sistema del genere! Chiaritevi, ricompattatevi, ma fatelo nell'interesse dei valdostani. Non si può lasciar morire una Valle come la nostra così: senza progettualità, senza impegno, senza nessun investimento, perché questa è la finanziaria in cui non ci sono investimenti. Lo dico sinceramente perché penso che dobbiate fare tutti un esame di coscienza: se non ci sono le possibilità di ricompattare e arrivare al 2018, abbiate il coraggio - lo firmiamo tutti assieme - andiamo a casa perché penso che è l'unico regalo che possiamo fare per fine anno ai valdostani.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega La Torre, ne ha facoltà.

La Torre (UV) - Credo sia giusto intervenire perché è stata citata la commissione più volte. Per quello che riguarda l'intervento di Chatrian, evidentemente c'è un problema di comunicazione complessivo perché molte volte fanno più danni le interviste che i dibattiti accesi, quindi evidentemente è proprio un problema di comunicazione generale.

Ciò detto, io ritengo che la commissione stia facendo un buon lavoro perché stiamo venendo in questa regione da un periodo di recessione che ha toccato un po' tutti i settori e da qualche parte bisogna ripartire. Questa è la convinzione che ci siamo fatti e credo che si possa ripartire - anzi io ne sono convinto - da questo che è un discreto e un buon bilancio, ma questo discreto e buon bilancio può essere un bilancio ancora migliore nella misura in cui riusciamo a comunicarlo e nella misura in cui riusciamo a recepire all'interno di questo bilancio tutte le sensibilità che possono essere portate dai gruppi politici e dai Consiglieri. Questo è il lavoro che sta facendo la commissione: sta cercando di ripartire, attraverso un bilancio che può essere definito decoroso, buono, e arricchirlo con tutte quelle sensibilità politiche e amministrative che ci sono in quest'aula. È chiaro che la discussione non poteva essere fatta nei tempi stretti che erano stati concessi; è chiaro che sono intervenuti degli elementi dirompenti, come anche le conferenze stampa, ma come l'articolo 19 perché è un argomento che non è un tabù. Se è stato posto ed è stato poi rivisto, riletto, non significa che sia un argomento tabù, perché di questo bisogna parlare. Bisognerà parlare del Casinò, e se non ne parliamo adesso, ne dobbiamo parlare tra una settimana, ma tanto vale parlarne anche adesso, perché questo argomento va approfondito. La commissione quindi sta facendo il suo lavoro e i tempi che ha preso sono dei tempi, tutto sommato, direi anche normali. Non c'è neanche un'eccezionalità nei ritardi della commissione, anche perché chi partecipa alla commissione ha visto che la commissione si è riunita quasi tutti i giorni. Se uno vuole veramente arricchire il bilancio con dei contributi, deve sentire le parti sociali, deve dare spazio ai Consiglieri che vogliono intervenire ed è legittimo anche che ci sia un confronto. Io non mi stupisco che alcuni siti di forze politiche pubblichino delle cose, perché il confronto non deve avvenire solo tra i 35 Consiglieri. Cominciamo a capire che non è che tu prendi 35 Consiglieri, li butti in una sala e questi sono tutto lo scibile umano. Esiste un mondo fuori, che è anche il mondo delle forze politiche ed è normale che queste ultime intervengano. Se non intervengono sull'argomento centrale di una pubblica amministrazione (il bilancio), quando devono intervenire? È bene quindi che ci siano anche gli interventi delle forze politiche; è bene che la commissione abbia preso il suo tempo; è bene che la commissione stia portando dove possibile, come si può, a seconda degli argomenti con il Governo, quelli che possono essere dei suggerimenti o delle modifiche perché questo - ed è da qui che si vorrebbe ripartire - dovrebbe essere il bilancio di tutti, si vorrebbe che fosse il bilancio di tutti, non di tutti e 35, ma di tutta la collettività e che quindi fosse un bilancio, proprio perché è discreto, perché rimette in circolazione del denaro, che possa dare tutte quelle risposte utili a questa comunità, compresa quella del Casinò. Ecco perché si dibatte così tanto sull'articolo 19, perché è evidente che non si può andare avanti così. Forse bisognerà ribatterne ancora e ancora molto su questo argomento.

Ciò non toglie che la commissione farà il suo dovere anche il prossimo lunedì. Perché è stata convocata lunedì? È stata convocata lunedì per un motivo molto semplice...non penserete mica che queste difficoltà di dialogo, che giustamente qualcuno fa rilevare, le risolveremo in commissione? La commissione lunedì si riunirà per dare il suo voto, eventualmente per esaminare i legittimi emendamenti o suggerimenti che verranno mandati dai Consiglieri. In merito a questo, abbiamo anche mandato una e-mail a tutti, perché è giusto che gli emendamenti che saranno inviati alla commissione tutti li possano vedere. Lunedì quindi la commissione si riunirà per esprimere un parere, nei tempi e nei modi corretti, per permettere a questo Consiglio di dibattere il 12 il bilancio, ma non vuol dire che, una volta che il bilancio è stato arricchito, è migliorato, è modificato, la discussione sia finita. Si riparte da qui, si riparte dal bilancio, si riparte attraverso un dialogo, che a me pare evidente ci sia, e continuerà dal giorno dopo, anzi dal pomeriggio stesso del bilancio, perché è questo l'argomento. L'argomento è l'interesse e il bene di questa Regione e credo che questa sia una cosa che possa essere gradita a tutti. Possiamo colorarlo quindi di valenze politiche e anche amministrative, ma questa resta la realtà. Il bilancio è un atto concreto e noi gli vogliamo dare dei contenuti concreti.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Semplicemente per sottolineare una cosa che non può passare sotto silenzio: è la prima volta a memoria d'uomo - io almeno non ne ricordo altre - nella quale il Consiglio regionale sul bilancio slitta l'atto più importante dell'anno da un certo punto di vista...una convocazione, tra l'altro, obbligatoria. È un fatto veramente significativo...

Presidente - Collega Bertin, le chiedo una cortesia: l'accordo della Conferenza dei Capigruppo era un intervento per dieci minuti. Grazie. Ha chiesto la parola il collega Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Intervengo perché tirato in causa rispetto alla discussione. Io oggi immagino che un po' tutti dobbiamo cercare di evitare la discussione del bilancio, di cui, tra l'altro, abbiamo appena definito le date e credo che nella Conferenza dei Capigruppo del mattino e del pomeriggio ci sia stato ancora una volta un esercizio di buon senso: abbiamo trovato un buon punto d'incontro, anche con un po' di difficoltà e la discussione sul bilancio parte nella maniera giusta per quanto riguarda almeno i tempi supplementari. La discussione oggi quindi non deve andare a fare valutazioni che verranno fuori una volta che avremo lavorato complessivamente al confronto prima e poi all'approvazione del bilancio. Credo sia anche corretto ad un certo punto sottolineare come nell'autonomia di partiti, movimenti, gruppi e singoli Consiglieri ci sia la possibilità di esprimere dei giudizi, di replicare, di valutare il lavoro che si sta facendo e di parlare alle persone che ci stanno sostenendo e lavorando insieme. È in questo senso che i primi mesi di questa nuova maggioranza sono stati caratterizzati da delle difficoltà, come forse era normale che dovesse accadere: metodi e modelli di lavorare differenti si sono incontrati, tante volte hanno trovato punti di incontro, altre volte si sono scontrati e per altri ancora troveremo sicuramente momenti di discussione e ambiti di confronto.

Credo che la novità di tutto questo è che si ha il coraggio di dire le cose; le cose si dicono, a volte con toni un po' più accesi, a volte con situazioni un po' diverse, però noi rivendichiamo la possibilità di fare politica alla nostra maniera, senza essere per questo visti come dei rivoluzionari, ma neanche senza essere visti come quelli che vogliono affossare le cose. L'UVP ha una sua maniera di stare in politica, di vedere la politica, ha una sua idea di come deve essere organizzato il modello di governo, lo rivendica ogni volta che trova che questo non accada e lo fa nella maniera che ritiene più opportuna. Certo che se ogni volta che si prospetta una soluzione vengono lanciate le elezioni, io credo che si andrebbe a votare una volta al mese. In politica capita di avere delle tensioni, mi pare che capitino anche da altre parti, quindi discutere vuol dire provare a trovare delle soluzioni. Noi riteniamo che ci siano dei problemi sul bilancio, che siano stati evidenziati, e in commissione questi problemi non solo sono stati discussi ma sono stati anche portati all'attenzione dell'opinione pubblica in più occasioni. Noi riteniamo che una buona parte di bilancio darà soddisfazione alla comunità valdostana. Parliamo, se ci permettete, dei settori sui quali abbiamo lavorato di più, anzi non ne parliamo, così evitiamo di fare classifiche. Siamo sicuri però che con un buon lavoro anche da parte dei colleghi di maggioranza, con quelli che stanno lavorando insieme a noi, cercheremo di fare un buon bilancio. Certo che non sarà un bilancio che soddisferà, come sempre, tutte le esigenze, ma un bilancio che cercherà di mettere un po' di ordine e avviare delle riforme.

Rimane aperta la grande discussione sul Casinò, che ci ha preoccupato innanzitutto per le cose che sono emerse, per la discussione che c'è stata in commissione e per una serie di aspetti che hanno anche dato fastidio, è inutile negarlo. Avere informazioni centellinate giorno dopo giorno e poi inseguire le informazioni che poi non sono state fornite in commissione, piuttosto invece sono state lette sui giornali, ancora ha creato più fastidio. Il problema è che stiamo parlando di un'azienda di grande importanza, un'azienda che non può essere trattata al novantesimo minuto. Va discusso una volta per tutti un nuovo orizzonte, ma va anche tracciata una linea, vanno definite delle responsabilità amministrative e politiche su un dossier di tale importanza. Il lavoro che abbiamo fatto come gruppo UVP, ma il lavoro che hanno fatto tutti gli altri colleghi in Consiglio quindi è stato un lavoro finalmente di analisi di documenti che non avevamo mai visti, di situazioni che sono apparse in tutta la loro complessità e di visioni che sono ancora da venire. Se da un lato abbiamo provato ad immaginare un percorso di privatizzazione, è vero che questo percorso ha da venire nel momento in cui si sarà fatta quest'azione, si saranno valutate fino in fondo anche le attività fatte in questi anni e si avrà una visione insieme per il futuro dell'azienda.

Sul Casinò quindi si è aperta una partita molto lunga: è 20 giorni che si parla di bilancio, ma si parla in particolare di Casinò. Com'è impossibile non osservare che la scelta politica di quotare in Borsa CVA, legata per qualche verso anche al decreto Madia, oggi superata dalla sentenza, è una partita nuova che politicamente - abbiamo avuto modo di dire - avremmo avuto piacere di discutere in maniera più approfondita, ma forse la trasparenza non viene compresa, che non vuol dire essere trasparenti e tolleranti, perché poi uno, quando dice le cose, le dice per farsi ascoltare, perché se poi dall'altra parte non si ascolta, non è che si parla tanto per parlare; ascoltare vuol dire anche ascoltare l'altrui replica.

È aperto quindi un serio confronto su tanti argomenti che non neghiamo, che si rifà al metodo e al modello. Su questo metodo e su questo modello si sono dette tante cose: l'esempio specifico del metodo e del modello che UVP ha contestato in questo periodo è legato al dossier Casinò, ma può essere legato anche ad altre questioni. Ci stiamo confrontando quindi, si sta lavorando in maniera importante, non riteniamo che tutto questo sia non tenere conto della popolazione valdostana e dei cittadini valdostani. Poi tutto si può fare meglio e altri progetti politici possono essere migliori, certo che qui si è cercato, con senso di responsabilità, di trovare dei punti di incontro tra visioni diverse e tra metodi di lavoro diversi. Non sempre abbiamo trovato le soluzioni condivise, però dobbiamo anche rilevare, come gruppo UVP, che siamo soddisfatti del buon senso che è stato messo su un dossier di una particolare rilevanza, a volte anche solo mediatica: e parlo del 4K, per dire una cosa a caso. Se trovare dei punti di mediazione quindi è visto come una sconfitta, ognuno dà le proprie interpretazioni giuste, libere, anche perché si parla a cittadini e probabilmente si vogliono lanciare messaggi politici diversi. Noi, finché troviamo punti di mediazione che trovano un punto d'incontro in maggioranza, riteniamo che si possa fare in maggioranza un buon lavoro. Certo che mi pare che le condizioni politiche in maggioranza siano cambiate ed è un altro aspetto che, come UVP, valutiamo positivamente. La voglia di approfondire di più i dossier, anche da parte di altri gruppi, la voglia di confronto non può che far crescere, per quello che ci riguarda, la visione di un modello differente che viene visto sempre in alternativa a persone e a nomi. A noi interessa governare in maniera collegiale, avere una visione prospettica, avere dei programmi davanti e rompere certi tabù. Non esiste più la possibilità in una crisi come questa di affidarsi ad un'unica situazione di decisione che pone per forza di cose poi elevati livelli di rischio. A tutti una buona assunzione di responsabilità, a tutti una buona dose di lavoro alla ricerca di studio sui dossier e poi infine la decisione.

Ha ragione il collega Gerandin: non ci possiamo permettere sicuramente di non decidere e non procedere. Io quindi credo che alla fine di questa discussione in commissione nel bilancio vedremo e ognuno tirerà le proprie somme a livello politico e a livello anche di visione futura dei propri progetti e programmi.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Volevo intervenire anch'io per fare un breve cenno, per quanto riguarda il nostro gruppo, alla situazione che si è venuta a creare. Innanzitutto vorrei ricordare a quest'aula come negli ultimi tre anni non ho parlato mai di recessione perché non siamo in una recessione. Vorrei ricordarlo ancora una volta a tutti: questa non è una recessione economica, è un cambio di modello economico ed è una cosa diversa. Noi continuiamo a ragionare come se fosse una crisi che prima o poi finisce, invece questa crisi non finisce, perché non è una crisi, è una cosa differente. Purtroppo si nota costantemente che questa cosa non è ancora entrata nelle teste di quasi nessuno dei miei colleghi, ma questo non lo dico io perché sono più furbo e intelligente, lo dicono gli economisti, lo dice ciò che accade nel resto del mondo: la globalizzazione ha cambiato il modello economico di tutti e noi continuiamo a dimenticarlo, non lo guardiamo: questo è il primo assunto che va fatto, lo ripeto da anni e continuo a ripeterlo. Quando ci accingiamo a parlare di bilancio, dovremmo partire da un assunto: che il modello economico è cambiato, come facciamo a fronteggiare economicamente con le nostre risorse questo nuovo modello economico? Qui si dovrebbe aprire una discussione enorme. In piccolissima parte fortunatamente in questo bilancio abbiamo cominciato a farlo. Non con i presupposti che ho detto, grazie ad altri presupposti. Mi interessa poco a questo punto di quali sono i presupposti, l'importante è che se ne cominci a parlare.

Io non sono mai riuscito a capire com'era possibile poter mettere le date di discussione del bilancio, senza aver prima calendarizzato con precisione la commissione, e come si faccia a sapere quando si approva il bilancio automaticamente. Scusate, noi portiamo una legge in commissione; ci sono leggi che sono state in commissione due anni, il bilancio invece arriva e si sa già quando si approva, quest'anno non è stato così, è normale...uno parla di una legge, non si trova l'accordo, si fanno degli approfondimenti, si valuta, si vede e si riscrive. Perché poi se anche andiamo in esercizio provvisorio, che succede? Cade qualche masso, qualche frana, un'alluvione? Non succede nulla, è capitato allo Stato italiano, capita in altre Regioni normalmente, non vedo perché non possa capitare in Valle d'Aosta.

Il terzo ragionamento è il seguente: se dobbiamo parlare tra gruppi, è giusto finalmente parlarne. Ora, io noto, ma è solo una battuta - non se la prenda, collega - che i Capigruppo devono esprimere le loro opinioni, per l'Union ha parlato il collega La Torre, l'hanno fatto Capogruppo si vede, e mi fa piacere questa cosa: magari lo comunicava all'aula, almeno per capire chi fa il Capogruppo nel suo gruppo, ma è un dettaglio questo, non voglio suscitare altri problemi. Il discorso del metodo che qualcuno fa però non è di oggi, io lo ricordo dal primo giorno che siamo entrati qui dentro: bisogna avere maggiore condivisione, bisogna fare discorsi condivisi perché le decisioni da affrontare sono estremamente importanti visto che si tratta di un cambio di modello, questo chiaramente chi governa questa Regione non lo ha capito. Questo è quello che è apparso. Chi governa questa Regione non ha capito che è cambiato un modello; chi è con lui altrettanto non lo ha capito e continua a fare tutto come se non fosse successo nulla. A me poco importa quale fazione dell'Union valdôtaine, esterna o interna alla stessa, governa; sinceramente mi interessa nulla. Quale famiglia prende il sopravvento sull'altra famiglia - un po' come se fossimo ancora nei borghi medievali -, a me sinceramente non importa niente. Per quanto mi possa sembrare strano e retorico quello che sto dicendo, a me interessa il bene dei valdostani. So che a tutti interessa il bene dei valdostani, tutti lo facciamo non per noi, ma per il bene dei valdostani, ma io lo faccio davvero per questo. Sarò stupido, anzi sicuramente sono stupido, però lo faccio per questo. Quando sento le discussioni riferite alle singole persone, mi interessa poco. Per quello che mi riguarda, rispetto a questa discussione in commissione relativa alla legge di bilancio, in queste ultime due settimane in cui abbiamo lavorato all'interno delle commissioni, posso dire che per la prima volta abbiamo fatto un ragionamento di commissione. Abbiamo addirittura firmato un emendamento tutti assieme ed era quello che aboliva il famoso comma 2 della dell'articolo 19. L'abbiamo abolito tutti assieme perché era impresentabile a detta di tutti i commissari, quindi chi ha scritto quella norma, chi l'ha decisa, chi l'ha portata in commissione ha fallito politicamente: questa è la realtà. Poi ce la possiamo raccontare come vogliamo, non succederà nulla del prossimo Consiglio, succederà più avanti, o forse non succederà nulla da nessuna parte, però è un po' come in piccolo la questione del 4K: io continuo ad insistere su una cosa e alla fine devo tornare indietro, o sui treni, o sull'annunciata - non so ancora poi quando messa in atto - riduzione del capitale sociale della Casino e, se volete, potremmo andare avanti. Queste sono solo le spie luminose accese di una situazione che - ripeto - ormai è al collasso da un punto di vista politico. Anche questa non è una cosa che dico da oggi, è un po' di tempo che dico che ormai questo modello economico è finito, che questa situazione politica e queste soluzioni economiche affrontate in questo modo non vanno bene per la Valle d'Aosta, che è la classe media la più colpita - ed è quella che non difendiamo - e che si sta uccidendo di fatto tutto il nostro modello economico continuando a colpire la classe media, però, purtroppo, non se ne prende atto o, meglio, qualcuno ne sta prendendo atto e qualcuno no e questo sta diventando una sola cosa: una lotta politica di potere, mentre invece dovrebbe essere un cambio di modello economico e la presa di coscienza di un nuovo modo di fare politica.

Io spero che qualcuno si renda conto che finalmente dovremo coinvolgere in maniera più attiva le parti sociali, è stato annunciato ancora una volta e spero che veramente venga fatto, ma che soprattutto vengano coinvolti i cittadini. Spesso in quest'aula, soprattutto in passato - non mi riferisco solo a questa - era stato detto che questo Consiglio doveva essere itinerante: dovevamo andare in giro e spiegare che cosa facciamo, come lo facciamo, quali sono le modalità di discussione all'interno di quest'aula e perché si fanno certe cose. Non è ancora stato fatto nulla, spero che con il tempo lo faremo, così magari i cittadini che sono fuori, che non sono professionisti, cominceranno a capire che tipo di discorsi e di lavoro facciamo qui e perché certe cose si possono fare e altre non si possono fare. Auguro che con il prosieguo dei lavori oggi e nel prossimo Consiglio riusciremo perlomeno a cominciare a parlare di determinate cose. Ci abbiamo messo solo tre anni, speriamo che, entro la fine di questa legislatura, qualcosa in più faremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.

Restano (PNV) - Il 27 ottobre, quando abbiamo costituito il gruppo Pour Notre Vallée, non avrei mai immaginato di trovarmi un mese dopo a dover affrontare, come neo Capogruppo, un argomento di tale portata in aula. Certamente noi non siamo così ingenui, né tanto meno abbiamo la presunzione di pensare che noi, piccolo isolotto dentro questo Consiglio, si sia da soli potuto portare avanti questo fermento, questa voglia di confronto, questa necessità di condividere gli argomenti, ma allora cosa sta accadendo? Forse per comprenderlo meglio, riprendo le parole del collega Cognetta, che ha detto che fin dal primo giorno di questa legislatura sente parlare di cambiamento, di metodo, di condivisione. Effettivamente è così, collega Cognetta, io le ricordo che nel 2014 sei Consiglieri firmarono un documento, che tutti conosciamo, furono subito soprannominati "i responsabili". Responsabili di chi e di che cosa forse non tutti lo hanno capito, perché dietro il termine "responsabilità" si possono nascondere tante buone intenzioni: responsabilità di governo, uno deve essere responsabile e ha preso un posto attivo all'interno del Governo; responsabilità se vogliamo nel mantenere le nostre poltrone, i più critici dicono così. Noi crediamo che sia una responsabilità nei confronti della popolazione per mantenere fede a dei progetti concreti, non solo a dei progetti filosofici. Come qualcuno sottolinea, bisogna guardare al concreto, all'interesse dei valdostani, agli interessi delle aziende, agli interessi delle famiglie, delle parti sociali più disagiate.

I "responsabili", insieme ai Consiglieri, dettero il via ad una crisi che portò poi ad un cambiamento di Giunta. Successivamente, un annetto dopo ci fu un ulteriore cambiamento in maggioranza, entrò una nuova forza: il PD-VdA che portò con sé un nuovo programma, nuove risorse mentali, dinamismo, volontà di confronto. Forse questo non bastava, dopo alcuni mesi - potrei dire storia recente - la maggioranza si è ulteriormente allargata e ha usufruito della partecipazione, della collaborazione dell'Union Valdôtaine Progressiste, che anch'essa ha portato con sé il proprio modo di pensare, un proprio metodo di lavoro collegiale e partecipato, trasparente e organizzato e questo è stato, credo, apprezzato da tutti. Nel mentre i Consiglieri di maggioranza hanno iniziato a farsi un'analisi di coscienza e hanno capito, hanno maturato nel tempo che vi era la necessità di un confronto diverso, un confronto più aperto, più leale, corretto; il tutto sospinto anche da una minoranza energica non nei numeri, ma forse nella volontà e nel modo di proporsi e anche frizzante ed effervescente. Così siamo arrivati ai confronti di questi giorni, che hanno portato delle grosse novità. Le grosse novità ritengo siano la presa di coscienza di ogni singolo Consigliere dell'importanza che ha all'interno di questo contesto e la volontà di confrontarsi anche singolarmente, di confrontarsi sui singoli argomenti, mettendo un po' al bando quella che era una tradizione di confrontarsi solo nelle stanze più intime e segrete dei gruppi consiliari. Secondo me, questo ha portato un grande riscontro, che è quello di un confronto aperto sulla finanziaria, sull'articolo 19, sulle richieste trasversali della commissione e dei Consiglieri. Io mi ricordo che nel 2014, rispondendo al collega Grosjean, dissi al termine della crisi, quando approvammo il programma della nuova Giunta, che i responsabili se non altro avevano avuto il merito di aprire un confronto. Forse fui un cattivo profeta, però sono ottimista e ritengo che questa fase, la fase odierna abbia veramente portato avanti un nuovo momento, una nuova volontà di confronto, una volontà di costruire, di contribuire a portare a termine dei progetti concreti e reali per la società valdostana e di fare anche delle scelte coraggiose, che sono frutto di una programmazione condivisa e non di un colpo di bacchetta magica che arriva all'ultimo momento, come tante volte appare e come viene percepito. La cosa peggiore che noi possiamo fare è far percepire alla popolazione che tutto si risolve con un colpo di bacchetta magica, magari prendendo dei soldi nella gestione speciale, così dilapidando dei tesori che andrebbero utilizzati per progetti a lungo termine per la nostra società, le nostre vallate, i nostri operatori dell'agricoltura.

Credo che tutti i Consiglieri abbiano maturato la voglia di partecipare in maniera costruttiva per risolvere certi problemi, senza però concedere deleghe in bianco. Vogliamo tutti fare tesoro di quello che abbiamo ascoltato in sede di Commissione bilancio, quanto ci hanno detto i sindacati, le associazioni, i liberi professionisti, quanto ci dice la gente per strada che invoca un cambiamento non nelle parole, ma nei fatti.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Il dibattito e il confronto di oggi in aula fa seguito all'esigenza, alla decisione di posticipare la decisione della finanziaria in aula e credo che questa sia una situazione un po' paradossale, perché, come ha detto qualcuno prima di me, ci troviamo di fronte ad un bilancio con delle maggiori risorse a disposizione a favore della spesa. Credo quindi che questo sia un fatto molto positivo, un fatto su cui stiamo lavorando per allocare al meglio le risorse per dare un contributo al miglioramento.

Voglio entrare un attimo nel merito sul perché, a mio avviso, è successo questo. Credo che questo sia ascrivibile ad un nuovo modo di approccio che c'è stato al bilancio di quest'anno, che si riferisce a delle regole nuove, a delle regole contabili che hanno messo in difficoltà un po' tutti: a partire dalle strutture, che hanno dovuto predisporre questi atti, che sono stati anche messi a disposizione, ad onor del vero, a singhiozzo, cosa che non ha agevolato anche la nostra facoltà di lettura e di contribuire nella discussione. Credo che questa fosse una questione che andava sottolineata.

Ritengo che durante questo percorso siano emerse dal confronto delle sensibilità importanti anche all'interno dei Consiglieri che hanno fatto parte delle commissioni, dove si è cercato di porre attenzione al meglio degli argomenti che sono trattati, tutto questo con l'esigenza di contribuire attraverso il confronto, che credo possa essere definito ricchezza per la democrazia. Abbiamo avuto modo nell'arco di questi incontri, anche con le forze sociali, con i sindacati, di sentire l'espressione da parte loro della volontà di essere coinvolti, di partecipare alle decisioni. Credo che occorra riflettere sotto questo profilo, perché è molto importante, in una fase delicata come questa dove si parla di cambiamento di modello, di cambiamento di sistema, di adeguamento delle esigenze nuove anche per la pubblica amministrazione, di cercare il confronto con tutti, anche con le forze esterne alla pubblica amministrazione. Questo si è innescato anche in una situazione di difficoltà, perché abbiamo avuto dei dossier, che, tra l'altro, hanno posto grande attenzione: parliamo del dossier Casinò, che ha distolto molto l'attenzione. Credo che questo, anche a livello di comunicazione, sia una cosa importante, perché c'erano tante situazioni, tanti argomenti di cui avremo modo poi di parlare quando si approfondirà in aula il dibattito sul bilancio che sono state in questa fase trascurate, perché il tema più mediatico, più importante, anche per la rilevanza economica, è stato quello unitamente alla questione della CVA. Sotto questo profilo del Casinò credo qualche riflessione vada fatta sulla gestione, soprattutto a livello di comunicazione e il modo di approccio che c'è stato, che non voglio definire superficiale, tuttavia un po' di disinvoltura l'abbiamo notata. Credo che, sotto questo profilo, abbiamo la necessità di completare il lavoro in questi giorni che ci avvicinano al bilancio e li vogliamo considerare come dei momenti ancora di approfondimento soprattutto per cercare di dare una soluzione politica a questo delicato tema. Una soluzione che non si prefigge solo di mettere a posto ragionieristicamente dei conti, ma che si prefigge di trovare delle soluzioni che possano andare nell'interesse del rilancio della Casa da gioco, sia nell'interesse di chi ci lavora e soprattutto anche nell'interesse del territorio circostante e dei cittadini valdostani. Credo quindi che non vada letto questo momento come una negatività, come una fibrillazione interna al Consiglio o alla maggioranza, ma credo che vada letta come un'esigenza di partecipazione. Diversamente, se si coglie questa come fibrillazione, credo che non si sia capito quali sono le esigenze e qual è il sentire da parte dei Consiglieri. Io quindi credo che noi procederemo da qui al bilancio nel completare questo lavoro positivo che è stato intrapreso e credo che saremo in grado di portare il nostro contributo attraverso le iniziative, attraverso la discussione in maggioranza e il completamento dei lavori nell'ambito della competente commissione consiliare.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Anche noi riteniamo che il problema, forse i problemi pressanti, quelli che dividono di più sono quelli evidenziati dai colleghi fino ad ora: un bilancio complessivamente positivo si è visto può inquinare nel suo contenuto e nella sua prospettiva da questioni che assumono anche una rilevanza politica, come quelle del Casinò, come anche la questione relativa alla quotazione in Borsa di CVA. Lo abbiamo rilevato anche noi, magari con meno clamore degli altri gruppi, ma con la stessa decisione e volontà di chiarimento. Vi è stato lo stralcio dell'articolo 19, comma 2, con il tentativo, non credo di comune accordo, collega Perron - e pertanto abbandonato - di congelare la corrispondente cifra in un fondo. Questa richiesta di stralcio è stata fatta proprio dai Capigruppo di maggioranza proprio al fine di poter riaprire quanto prima un dibattito, così da avere dei chiarimenti che ci mettano nella condizione di poter affrontare l'argomento con tutte le informazioni possibili e necessarie. Anche per evitare, relativamente alla questione che ho accennato prima - quella dell'ipotesi di congelare proprio questa cifra che era stata immaginata nell'articolo 19 comma 2 - che si potesse poi dire che facevamo uscire dalla porta questa cifra e poi la facevamo rientrare dalla finestra.

Anche in coda all'ultima audizione l'Assessore Perron ha dichiarato alla stampa che, a fronte del mancato finanziamento - il famoso articolo 19 comma 2 -, sarebbe stata necessaria una ricapitalizzazione di oltre 70 milioni. Questa notizia, collega, ci ha preso un po' alla sprovvista, almeno noi del gruppo PD-SIN.VdA, quindi anche su questa ipotesi di ricapitalizzazione...non di ricapitalizzazione, chiedo scusa, ma di riduzione del capitale sociale di oltre 70 milioni...

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

...è senz'altro diverso...anche su questo abbiamo fatto un attimo di stop e ci siamo ripromessi un ulteriore chiarimento che pensiamo sia dovuto tanto a noi all'interno di questo Consiglio, quanto a quelli che ci osservano da fuori. È un percorso, almeno per quanto ci riguarda, che non ha altri obiettivi che chiarire la situazione del Casinò - magari anche di CVA visto che il problema della quotazione in Borsa di CVA è emerso più di una volta - e di chiarirla in prospettiva. Avere elementi di certezza sia sulle modalità di ristoro - come era stato inizialmente definito il finanziamento a favore della Casa da gioco - sia sul futuro della Casa da gioco è necessario per non dover affrontare il tema, forse il più spinoso di questo bilancio senza la necessaria cognizione. Lo voglio dire qui davanti ai colleghi e a chi ci ascolta: non è che il nostro gruppo, che non è uscito sui giornali o non ha scritto editoriali, è sulla luna: sappiamo perfettamente anche noi che il metodo adottato fino ad ora va rivisto. Siamo di più, siamo più teste, vi sono più idee, ci sono più necessità di chiarimenti, ma anche di rassicurazioni, visto che alla fine saremo noi a dover votare il bilancio. Non siamo sulla luna e non mi pare che da quando siamo in maggioranza, non abbiamo rappresentato l'esigenza di un maggiore confronto e di una maggiore condivisione delle scelte politiche anche noi, il nostro piccolo gruppo. Qualcuno avrà bisogno di spiegarlo in maniera diversa, noi ci accontentiamo dei risultati e lavoriamo quotidianamente per la realizzazione del programma condiviso che, per quanto ci riguarda, è il legame che tiene unita la maggioranza. È un programma che, tra l'altro, è stato scritto a più mani anche da qualcuno che oggi è in minoranza, quindi è un programma che inizialmente fu discusso e sostenuto con una maggioranza anche più ampia. Poi se si ritiene che sia necessaria una verifica politica per valutare la tenuta di maggioranza - abbiamo letto anche questo -, per ritoccare le modalità, i metodi, per rivedere gli assetti, noi non ci siamo mai sottratti; basta che ogni cosa sia fatta nella più assoluta trasparenza dentro e possibilmente non fuori la maggioranza. Qui siamo a dibattere dei problemi dei valdostani e del modo migliore per risolverli, non di cosa faremo nel 2018 o, peggio, l'anno prossimo. Siamo qua su mandato dei nostri elettori e più ampiamente in rappresentanza dei valdostani per governare una fase difficile, ma che è anche una sfida per chi vuole fare della buona politica. Ogni crisi, colleghi, è occasione per fare riforme, affrontare problemi che in periodi di vacche grasse rimangono magari sotto la cenere, inespressi: la legge sulla trasparenza delle società partecipate e controllate, citate prima dal collega, non è mai stata fatta prima, l'abbiamo inserita nei nostri programmi elettorali, negli accordi di maggioranza e oggi è realtà. La Valle anticipa la legge Madia, che sta trovando qualche ostacolo sulla sua strada. Questa è la politica che vogliono i cittadini, tutto il resto, per quello che ci riguarda, è magari teatrino, a noi interessa governare la Regione.

Voglio approfittare di questa seduta pubblica anch'io per lanciare qualche messaggio che avremmo potuto scrivere, ma che preferiamo dire qua. Il cambiamento di metodo va preteso a trecentosessanta gradi. Oggi siamo qui a reclamarlo sul Casinò, sulla CVA, ma per una questione di correttezza e di giusta misura lo si deve richiedere a tutti sul bilancio, così come sulle decisioni assunte dai nostri amministratori, intendendo come questi gli amministratori di tipo politico, ma non solo su quelli politici, perché noi nominiamo persone che ci rappresentano all'interno delle cosiddette "società controllate e partecipate", le quali persone devono anch'esse condividere con la maggioranza, o con il Consiglio, le decisioni perché anche questo è amministrazione. Vanno condivise, colleghi, prima e non dopo. Per essere chiari, crediamo che i passaggi e le spiegazioni vadano rese su tutti i contenuti e da tutto l'Esecutivo e da nessuno escluso. Vi sono decisioni importanti contenute nel bilancio, decisioni importanti che dovranno essere prese per il futuro della nostra collettività, che devono essere assunte previo un opportuno confronto con i partner di maggioranza e con tutti i soggetti che oggi agiscono in rappresentanza della maggioranza. Lo stesso vale, e questo lo dico per eventuali emendamenti dell'Esecutivo e della maggioranza che, se saranno presentati, o se ve ne saranno degli altri, auspico siano, proprio in ossequio a questa richiesta di trasparenza e di metodo, discussi prima di essere presentati.

Presidente - Ritengo siano intervenuti tutti, non ci sono altri interventi. Possiamo proseguire con l'ordine del giorno.