Objet du Conseil n. 2495 du 22 novembre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2495/XIV - Approvazione di risoluzione: "Presentazione di deroghe al decreto legislativo n. 175/2016 a favore delle società partecipate in attivo".
Rosset (Presidente) - Punto n. 25.04 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Roscio, ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Cercherò di illustrare brevemente questa nostra risoluzione che ci sembra oltretutto vada nella direzione di recepire delle istanze che credo siano ampiamente condivise visto che lo spunto è uscito anche sui mezzi di stampa e riguarda la preoccupazione di diversi Sindaci per l'applicazione del decreto n. 175/2016, più noto come "decreto Madia", che tanto ha fatto discutere anche per via delle recenti legge che sono state approvate da questo Consiglio. Sembra che l'applicazione del decreto Madia, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da idroelettrico, quindi da fonti rinnovabili, da fonti pubbliche, che è stato un argomento di discussione più volte: io ricordo la posizione di ALPE sulla gestione delle risorse in maniera rispettosa dal punto di vista ambientale, in modo tale che le ricadute vadano il più possibile alle collettività che hanno questo bene, posizione chiara non solo da oggi...sembra che l'applicazione di questa norma addirittura superi i principi della legge e le conseguenze sembra che possano essere deleterie per le collettività. D'altronde, se i principi della legge sono quelli dell'efficienza, quello di garantire la concorrenza e la riduzione della spesa, sembra che quello che si paventa sia un superamento a danno invece di chi opera correttamente nel settore. Addirittura questa concorrenza per il libero mercato sembra che vada a danno delle società con partecipazioni pubbliche, che operano invece nel mercato. Questa come ricaduta ha dei danni sulle Collettività locali e sui Comuni, che alla fine operano proprio per favorire le Collettività locali. Oltretutto questo rischio di dismettere le quote o di dismettere la proprietà intera delle centraline idroelettriche, in tempi che sembrerebbero essere molto brevi, vorrebbe dire spesso e volentieri non solo vendere, ma svendere dei beni. Siccome proprio nel testo della legge è previsto che si possano introdurre invece dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri che ancora non ci sono, a nostro parere, bisognerebbe cercare di intraprendere delle azioni a livello nazionale, quindi sollecitando i nostri Parlamentari affinché facciano due cose: da un lato, lavorino per tutelare i nostri Comuni, ma facciano un'azione di raccordo con altre realtà che hanno i nostri stessi problemi su questo tema per fare azioni di lobbing per arrivare a questo scopo. Credo quindi che il tema sia chiaro e credo sia ampiamente condiviso, quindi può trovare - ma d'altronde forse c'è stata una qualche anticipazione in tal senso - un consenso da parte di questo Consiglio.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Questo è un provvedimento che se passa così com'è, può creare dei seri danni agli Enti locali valdostani, che negli anni hanno investito, hanno creduto in questa risorsa, per avere, oltre ai danni che inevitabilmente ci sono nel realizzare questi impianti, anche delle ricadute positive sul territorio che ha questi danni. Per molti Comuni questa rappresenta una fonte importante dal punto di vista finanziario, rappresentando anche il 10-20 percento del bilancio stesso, pertanto un obbligo di cedere in tempi brevi comporta anche un rischio di svendere le partecipazioni di queste società, che in certi casi sono addirittura maggioritarie. Penso al caso della Valle del Gran San Bernardo, nella quale tutti i Comuni sono coinvolti e tutti hanno dei benefici significativi da queste centraline che, in un momento di difficoltà economica e finanziaria degli Enti locali, rappresentano un valore aggiunto che non può essere trascurato. Pertanto, è importante che i nostri rappresentanti a Roma agiscano il più efficacemente possibile per dare delle deroghe da questo punto di vista e in qualche modo riuscire a limitare i danni di quella che potrebbe essere un'applicazione di questa normativa.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Prima premessa. Capiamo che andiamo a parlare comunque di una legge che di fatto è già una legge approvata, pertanto sicuramente ci sono delle difficoltà.
Detto questo, non è la prima volta che all'interno di leggi finanziarie si correggono eventualmente alcuni aspetti che possono essere deleteri come in questo caso. La finanziaria a noi risulta che passerà con un voto di fiducia entro domenica, pertanto se ci fosse veramente la possibilità di intervenire - noi non sappiamo se ci sono ancora i tempi tecnici, su questo non abbiamo degli elementi aggiuntivi - però a noi parrebbe opportuno che quanto meno un segnale di questo genere su una proposta, se siamo ancora in tempo ad emendare o eventualmente a presentare alcuni emendamenti in questo senso come Parlamentari, sarebbe opportuno farlo. È giusto ricordare che in passato, quando si andavano ad identificare le società da cedere, c'era il requisito di dire quelle che sono in passivo. Se questo requisito fosse reinserito sul disegno di legge della finanziaria, potremmo eventualmente ovviare a questo tipo di problematiche. In questo momento mi pare che la scelta, così com'è stata legiferata, non fa distinzioni tra attivo e passivo. Pertanto, è chiaro che se noi leggiamo il dispositivo di legge della Madia, in questo momento a noi pare che non ci siano tanti margini.
Preoccupa anche il fatto che ci siano dubbi interpretativi addirittura sul fatto che si possano o meno ottenere delle royalty, per cui ci sarebbe, oltre il danno, la beffa. Pertanto quello che vogliamo sollecitare è proprio questo: se siamo ancora in tempo all'interno della finanziaria, che si preveda, anche perché questo aspetto non riguarda solo i Comuni valdostani, ci sono anche altre realtà montane che hanno delle entrate derivanti da questo, se c'è la possibilità in qualche maniera di intervenire... Viceversa, se non siamo in tempo per la finanziaria, che si trovi un disegno di legge in cui inserire questa problematica, che riguarda quei Comuni che hanno investito, perché hanno investito anche risorse proprie importanti.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (PNV) - Mi permetto di intervenire per sottolineare l'importanza di questa risoluzione, ma soprattutto per significare che le centraline sono un patrimonio della collettività comunale, ma molte centraline sono state costruite in convenzione con i consorzi di miglioramento fondiario dai Comuni, da delle società miste, ma con l'autorizzazione dei consorzi che permettono di utilizzare le proprie condotte, le proprie opere di presa per produrre energia elettrica. Di conseguenza, i consorzi hanno un contributo in virtù di questa convenzione, che permette oggi a loro di sopravvivere e con questi soldi di sostenere le spese minime per la sopravvivenza e non andare ad incidere in maniera significativa sulla contribuzione da parte dei proprietari dei terreni. Abbiamo quindi un'importanza che non è solo limitata alla mera produzione di energia elettrica, ma anche a quella del mantenimento del territorio. Ben venga quindi un sostegno da parte dei nostri rappresentanti a Roma affinché si possa mantenere questa peculiarità tipica della Valle d'Aosta e di altre regioni montane.
Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Questo tema non può che interessare tutti e capisco gli interventi che ci sono stati, però vorrei precisare due aspetti: Primo, questo non è in approvazione, è legge, già quando si è discusso di questo. È una legge che purtroppo è molto chiara, è la stessa che porta la CVA a vendere le quote di partecipazione, perché lì si dice: o vendi tutto o vendi le quote. Il discorso quindi è quello: è già legge ed è specifica ed inequivocabile purtroppo sul discorso dell'idroelettrico. Su questo tema noi abbiamo fatto un'analisi di tutti i Comuni che hanno delle percentuali di partecipazione in alcune società: c'è chi ha l'1 percento, chi ha il 2 percento, chi ha delle quote maggiori. Noi votiamo questa risoluzione, però vogliamo essere anche chiari sul fatto che oggi la possibilità di incidere nella modifica della Madia per intervenire in questo settore è molto flebile. La votiamo perché siamo d'accordo di provare ad intervenire, però su questo ci sono state lunghissime discussioni che hanno portato a questo risultato nel settore specifico dell'idroelettrico. Questo voglio dirlo a scanso di equivoci. Quindi noi votiamo questa risoluzione sapendo che però le chance di poter avere un esito positivo sono obiettivamente ridotte perché parliamo di una legge già in vigore, che ha tutti i suoi risvolti che conosciamo e, per onestà, lo diciamo. Noi comunque, per lo spirito di cui si è detto, votiamo questa risoluzione.
Presidente - Possiamo mettere in votazione? Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti : 31
Favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
