Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2483 du 22 novembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2483/XIV - Interpellanza: "Presentazione di un emendamento al disegno di legge in discussione al Senato in materia di Istituti musicali pareggiati".

Farcoz (Président) - Point n° 19 de l'ordre du jour. La parole à la collègue Certan pour l'illustration.

Certan (ALPE) - Oggi ritorniamo sul tema dell'Istituto musicale e chiediamo dettagli riguardo ad una nuova problematica.

In fase di presentazione di questa iniziativa, Assessore, l'ennesima sul nostro istituto pareggiato, vorrei ribadire che come gruppo ALPE continuiamo a non condividere il modo con cui è stato gestito in quest'ultimo anno, da lei in primis, ma anche dal Presidente Rollandin e dalla Giunta, questo dossier dell'Istituto musicale e dell'educazione musicale in generale. Noi riteniamo che i nostri dubbi, soprattutto sull'abuso di potere o sulla nomina d'imperio che a nostro avviso lei ha fatto con il decreto di nomina del direttore, annullando senza motivazione elezioni previste per Statuto, elezioni autonome, libere e soprattutto democratiche, non abbiano sicuramente agevolato la serenità o il clima sereno che lei voleva riportare in istituto.

Noi siamo felici. Venerdì scorso, in Commissione, lei ci ha annunciato tutto il contrario di quello che avete detto per un anno: che bisognava razionalizzare, che mancavano i fondi, che bisognava ridurre e soprattutto non sprecare facendo corsi che a vostro avviso si sovrapponevano. Bene, tutto questo è stato smentito, poiché nel prossimo bilancio ci saranno 2,6 milioni di euro, a differenza di quelli dello scorso anno, che nel bilancio preventivo erano di 1,9 milioni di euro, e siamo felici di questa notizia. Questa grande gioia lei l'ha annunciata pure ieri, autoinvitandosi all'assemblea sindacale degli insegnanti dell'istituto, e siamo felicissimi anche di questo lieto annuncio. Rimangono però i problemi creati da questa nomina: sappiamo che ieri pomeriggio è saltato un Cda e questa nomina probabilmente non la riteniamo illegittima solo noi. Lei conosce i motivi per i quali ieri il Cda non si è potuto svolgere correttamente. A questo punto credo sia chiaro che non bastino i soldi per coprire gli errori precedenti o per tappare i buchi fatti, e adesso probabilmente le cose stanno venendo a galla. A tutta questa situazione che a nostro avviso è stata creata e ha dei responsabili soprattutto politici, adesso si aggiunge la discussione a livello di Senato, a livello nazionale, del ddl n. 322 (Disposizioni in materia di statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie di belle arti legalmente riconosciute [...]), composto da quattro articoli dei quali in Valle d'Aosta non abbiamo mai sentito parlare, se non pochissimo; è un ddl approvato in Senato e che probabilmente sarà nel testo della prossima legge di stabilità.

Con la nostra interpellanza chiediamo al Governo regionale di fare chiarezza sul ddl, ma anche sull'emendamento che il nostro Senatore Lanièce ha presentato. In effetti è stato presentato un emendamento (Clausola di salvaguardia) che cita: "Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con le norme dei rispettivi Statuti, norme di attuazione [...]". Di fatto è un emendamento che non aggiunge grandi cose a quanto già previsto dalla norma di attuazione e da tutte le leggi che normano l'istituto pareggiato.

Vorremmo capire a livello regionale con chi è stato concordato questo emendamento, visto che non ne abbiamo mai sentito parlare e mai è stato discusso in Commissione, anche per una serie di motivazioni. L'emendamento Lanièce pone le esigenze della Valle d'Aosta sullo stesso piano di quelle della Provincia autonoma di Bolzano, ma nel Conservatorio statale di Bolzano gli stipendi sono pagati dallo Stato e la Provincia integra in base ai progetti integrativi che i docenti presentano oltre il monte ore annuale previsto per contratto, che mi pare siano circa 350. C'è molta diversità da quello della Valle d'Aosta, che è un Istituto musicale pareggiato, poiché gli stipendi, che mi pare siano di 2,2 milioni circa, sono a carico della Regione. Non è quindi possibile fare un paragone con queste due realtà, perché sono realtà diverse. Ci chiediamo quali conseguenze avrà sul personale docente, in particolare sulle eventuali aspettative di trasferimento previsto dal contratto nazionale AFAM, perché - come lei sa - in questo momento i docenti dell'Istituto musicale - questa è probabilmente una novità che non conoscevate prima - non possono chiedere il trasferimento negli istituti pareggiati o Conservatori nazionali, perché il nostro è istituto con uno Statuto diverso. Lei questo lo conosce bene, tant'è che sa che da settembre, a seguito delle ingerenze subite quest'anno da parte del Governo regionale, molti insegnanti hanno chiesto il trasferimento e che queste richieste non sono state accolte dal Miur. Il ddl, e in particolare l'articolo 4, garantisce una copertura finanziaria di 31 milioni per il 2017 e di 39 milioni di euro a decorrere dal 2018. Sappiamo che avete scritto almeno tre lettere, a firma sua e del Presidente Rollandin, in cui veniva richiesta una razionalizzazione, quindi ci chiediamo come faccia il Senatore Lanièce a desumere che verrà garantito lo status quo del personale in organico.

La nostra domanda è se la Valle d'Aosta sarà in grado di provvedere da sola facendo a meno del contributo annuo statale, che sappiamo esserci, perché c'è un contributo statale di 400/500 mila euro all'anno, e se farà parte del circuito dei Conservatori. Immagino sia possibile fare una convenzione con altri Conservatori, però ci chiediamo se queste ipotesi siano già state prese in considerazione. Inoltre ci chiediamo quale sarà esattamente il ruolo del Conservatoire de la Vallée d'Aoste, a seguito di questo emendamento, all'interno del nuovo sistema nazionale che si verrà a creare con la rete dei Politecnici delle arti prevista dal ddl n. 322, e che rapporto vi sarà ad esempio con le altre istituzioni AFAM del territorio nazionale raggruppate nei Politecnici di nuova istituzione, o che comunque verranno istituiti con la prossima legge di stabilità. Ci chiediamo infine se gli studenti della Valle d'Aosta potranno usufruire degli stessi diritti degli altri studenti italiani in materia di offerta formativa professionalizzante, perché è naturale che se c'è un percorso diverso là dovrà esserci anche un adeguamento dei titoli di studio; sappiamo che per la Valle d'Aosta questo è da sempre un problema invece di un atout. Assessore, le chiediamo pertanto di darci dei dettagli in più riguardo a questo.

Dalle ore 12:06 riassume la presidenza il Presidente Rosset.

Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini; ne ha facoltà.

Rini (UV) - Collega, ancora una volta, parlando di Istituto musicale, invece che concentrarsi sull'oggetto puntuale della sua richiesta come cercherò di fare io, lei ha fatto nuovamente tutta la ricostruzione: siamo partiti di nuovo dalla genesi che nulla ha a che vedere con l'oggetto che stiamo trattando. Così come - giusto per un'informazione corretta, visto che lei lo ha ricordato - non è mia abitudine autoinvitarmi, glielo garantisco, tantomeno a riunioni così delicate: mi è pervenuto un invito, e io ho creduto di fare cosa corretta onorarlo; peraltro credo sia stato un incontro particolarmente positivo e costruttivo.

Detto questo, lei chiede con chi ha concordato l'emendamento il Senatore Lanièce; io credo che il Senatore abbia semplicemente attuato una delle prerogative attribuite ai Parlamentari valdostani in presenza di bozze di norme legislative, le quali teoricamente possono incidere su competenze valdostane. Si ritiene pertanto che lo stesso abbia giustamente agito nella sua piena autonomia decisionale, e ciò le sarà anche più chiaro dopo che avrò risposto al suo secondo quesito.

In realtà è necessaria una breve premessa. Il decreto legislativo n. 136/2007, contenente la norma di attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta in materia di conferimento di funzioni concernenti l'istituzione di alta formazione artistica e musicale, ha disposto che le funzioni amministrative statali relative alle stesse istituzioni di alta formazione artistica, musicale o coreutica operanti nell'ambito del territorio valdostano sono delegate alla Regione Valle d'Aosta. Successivamente, infatti, con una delibera di Giunta regionale (n. 854/2008) in applicazione dello stesso decreto legislativo del 2007, è stato approvato lo Statuto proposto all'istituto pareggiato, il cui ente gestore (ossia la Fondazione istituto musicale) allora era ancora ente di diritto privato. Peraltro l'istituto pareggiato già dal 2008 era di fatto analogo, per quanto concerne il funzionamento e il rilascio di titoli, agli altri corrispondenti istituti pareggiati nazionali. Con la legge regionale n. 22/2012, si è provveduto a completare l'adeguamento dell'Istituto musicale pareggiato all'ordinamento delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale italiani, attribuendo di fatto all'istituto la natura di ente di diritto pubblico e non più di diritto privato.

Fatta questa premessa, la finalità dell'emendamento in questione presentato dal Senatore Lanièce è da rinvenirsi semplicemente nella volontà di "ribadire" la specialità delle norme delle Regioni a Statuto speciale, e quindi delle successive conseguenti norme di attuazione. In definitiva si intende riaffermare la validità della norma di attuazione in materia di istituzioni di alta formazione artistica e musicale ottenuta con l'emanazione del decreto legislativo n. 136/2007, e soprattutto riaffermare - credo che il dibattito sia più che mai attuale in questi giorni, se ne parla tanto - le funzioni e le prerogative attribuite alla Regione Valle d'Aosta. Il Senatore Lanièce ha fatto soltanto semplicemente un esercizio delle prerogative che lo Statuto ci attribuisce. Non si vuole certo rinunciare a competenze previste da norme statutarie, ciò che avverrebbe per la prima volta: facessimo quello che lei ci suggerisce, per la prima volta rinunceremmo a portare avanti una prerogativa che lo Statuto ci determina, e questa la vedo come una cosa grave. Non credo - e spero di avere capito male - che una forza politica, sia essa di maggioranza o di opposizione, voglia nazionalizzare l'educazione musicale in Valle d'Aosta rinunciando così ad una prerogativa garantita dallo Statuto della Regione autonoma Valle d'Aosta. Voglio sperare che non sia così, penso che su questo andiamo tutti nella stessa direzione, tanto più in un momento storico come questo.

Per quanto riguarda la sua seconda domanda e per quanto detto in risposta alla precedente, la considerazione politica - credo di averla appena fatta - del Governo regionale è positiva, in quanto l'emendamento in questione mira a rafforzare la salvaguardia delle prerogative statutarie concretizzatasi proprio con l'emanazione della norma di attuazione di cui sopra.

Per quanto riguarda invece l'intero disegno di legge soprarichiamato, rischia di diventare un cosiddetto "esercizio di stile" fare ora delle considerazioni puntuali su di esso. Voglio cogliere però l'occasione per riportare, in base ai verbali e alla varia documentazione istruttoria, alcune perplessità avanzate anche dalle altre Regioni sul processo di statizzazione degli Istituti musicali pareggiati, perplessità rappresentate principalmente dal mantenimento di oneri finanziari a carico degli Enti locali. Se lei ha letto con attenzione questi verbali - come sicuramente ha fatto - avrà visto come tutte le Regioni sono preoccupate, perché da una parte si statizza ma dall'altra l'onere finanziario rimane a carico degli Enti locali, quindi oltre al danno c'è la beffa dello scarso o nullo coinvolgimento delle Regioni e degli altri stessi Enti locali (enti finanziatori), nonché del mancato riferimento al sistema delle relazioni tra Stato, Regioni ed Enti locali. A maggior ragione con queste preoccupazioni, che peraltro nutrono anche le altre Regioni a Statuto ordinario, ci sembra più che mai necessario riaffermare ancora una volta la nostra specificità e garantire l'autonomia a questo ente sul nostro territorio.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Assessore, a volte si possono davvero guardare gli argomenti e gli aspetti da diverse angolazioni.

Faccio due o tre precisazioni. Non è sicuramente nostro interesse sapere perché e da chi lei abbia ricevuto l'invito ieri all'assemblea, ma era solo per dire che in certi momenti si partecipa alle assemblee sindacali per annunciare i 2,6 milioni di euro, mentre in altri momenti non si convoca nessuno quando si fanno i decreti di nomina del direttore d'imperio. Vede, Assessore, ci sono momenti in cui si può andare all'Istituto musicale e momenti in cui invece si appioppano decreti forse neanche troppo legittimi. È un suo modo di operare che non condividiamo, ma rimane il suo modo di operare, e quindi noi non entriamo nel merito.

Arrivo velocemente al ddl n. 322. Credo che lei non abbia ascoltato bene quello che ho detto, o comunque non l'abbia capito, perché non è certo ALPE che andrà a chiedere la statizzazione dell'Istituto musicale. ALPE chiede innanzitutto che all'Istituto musicale valdostano sia riconosciuta la sua dignità, che sia autonomo, che non abbia ingerenze politiche del Governo regionale o dei Consiglieri della maggioranza e che quindi sia lasciato libero così come previsto dalla Costituzione, da tutti i decreti e le leggi nazionali e regionali: noi chiediamo questo, Assessore. Siccome il decreto è in esame al Senato, non se ne è mai parlato e lei definisce un "esercizio di stile" il fatto di parlarne o di chiedere adesso in modo approfondito, di intervenire sugli articoli, mi chiedo: se non ora, quando, Assessore? La legge di stabilità sarà approvata a fine mese, e a lei risulta che tutti gli oneri siano a carico degli Enti locali. Leggeremo e poi vedremo, perché a nostro avviso non è scritto come lei lo interpreta, e comunque non toglie assolutamente nessuna validità ai punti che le ho chiesto.

Io le ho chiesto se i docenti della Valle d'Aosta potranno chiedere il trasferimento, perché adesso lei sa che questo problema non è stato risolto. Nel 2008 e nel 2012, quando è stata fatta la divisione dei vari enti ed è stato istituito l'AFAM, non è stato previsto, e ora i docenti non possono chiedere il trasferimento negli altri istituti pareggiati. La situazione è molto diversa ad esempio a Bolzano e a Trento, lì non è così, quindi noi non siamo sullo stesso livello di Bolzano e Trento. Noi non chiediamo la "statizzazione" - questa parola che fa tanta paura in Valle d'Aosta - non ci interessa: noi vogliamo sapere di preciso cosa vuol dire aderire o meno a questa statizzazione.

Giungo infine alla sua valutazione politica sull'emendamento. Mi auguro che il Senatore Lanièce intervenga e chiarisca personalmente, perché se la sua finalità e la sua volontà è quella di riaffermare la validità delle prerogative dello Statuto valdostano mi sembra un po' debole! Certo che siamo d'accordo, ma mi sembra acqua calda. Noi con questo emendamento abbiamo scritto che la Valle d'Aosta, tenuto conto delle norme di attuazione e di tutto il suo Statuto, tiene conto di quello, ma chi è contrario? Noi non siamo contrari a questo, ma ci chiediamo piuttosto quali sono le ricadute che potrà avere l'essere o meno dentro, o il partecipare o non partecipare a questo tipo di statizzazione. Non vogliamo che il nostro Conservatorio vada in questo calderone, ma ci chiediamo se il finanziamento di 500 mila euro in più ci sarà; se gli insegnanti potranno avere i trasferimenti; se i titoli di studio per chi studia qui avranno la stessa validità: questo le abbiamo chiesto, e lei non ha risposto!