Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2479 du 22 novembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2479/XIV - Interpellanza: "Risultanze delle adesioni ai programmi di screening previsti dal Piano regionale della prevenzione".

Rosset (Presidente) - Punto n. 15 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli; ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - La nostra interpellanza verte su un aspetto molto importante: quello della prevenzione in sanità. La salute è l'aspetto fondamentale, direi prioritario per la qualità della vita dei cittadini e, come tutti sappiamo, se in passato si riteneva che si dovesse intervenire per favorire la salute erogando quasi esclusivamente l'assistenza medica per affrontare le malattie, adesso invece la visione è cambiata: si ritiene sempre più importante intervenire su migliori condizioni di vita e sulla prevenzione delle malattie. La nostra interpellanza chiede di fare il punto in particolare sull'attività di prevenzione oncologica nella nostra regione. Sappiamo che i programmi di screening ricevono in Valle d'Aosta l'attenzione da parte dei cittadini, che abbiamo sempre avuto dati confortanti, anche al di sopra della media nazionale per quanto riguarda la partecipazione agli screening, e volevamo conoscere quale fosse l'andamento attuale nonché i dati dello scorso anno. Inoltre ci siamo addentrati un pochino più nel particolare per quanto riguarda le azioni in ambito oncologico, giustamente per conoscere quali siano le modalità di intervento che si intende mettere in campo, e in particolare se il test HPV-DNA, che permette di detectare con una certa prevenzione la presenza di cellule cancerogene o quantomeno di cellule che possono portare al tumore sul collo dell'utero, è stato introdotto. Sappiamo che questo test è previsto dal piano di prevenzione, pertanto volevamo conoscere le modalità e i tempi di applicazione.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Laurent Viérin per la risposta; ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - Ringrazio la collega Morelli per aver sollevato la questione.

In materia di prevenzione, e in particolar modo attraverso il piano, la Valle d'Aosta si è dotata in effetti di uno strumento che va a concepire azioni mirate, codificate e ben organizzate, affinché ci sia una linea programmata nel tempo con delle differenziazioni. Ribadiamo la volontà e l'intenzione di lavorare per la popolazione valdostana, che anche da un punto di vista numerico ha possibilità in più rispetto ad altre comunità in termini di comunicazioni, di intervento diretto, sapendo ed essendo profondamente convinti che lo screening sia fondamentale proprio nella prevenzione delle patologie che spesso si manifestano e su cui poi si deve intervenire purtroppo in modo tardivo, spesso non avendo la possibilità di risolvere da un punto di vista sanitario i problemi.

Per quanto riguarda la prima domanda posta: "quali siano i risultati di adesione dell'ultimo anno", puntualmente dirò anche che cosa si fa per ovviare ad un leggero calo dei dati che lei richiede in percentuale. L'adesione al programma cervico-vaginale nel 2015 era del 63,3 percento e nel 2014 del 68,8 percento; l'adesione al programma mammella nel 2015 era del 66,6 percento e nel 2014 del 71,8 percento. Rispetto agli obiettivi citati nella delibera di dicembre dell'anno scorso, per quanto riguarda il carcinoma della cervice uterina la fascia di età non cambia. Per quanto riguarda la mammella, gli inviti - cioè quali sono le azioni per cercare di ovviare, come si può abbracciare e sensibilizzare maggiormente la popolazione - vengono estesi alle donne in fascia di età tra i 45 e i 49 anni con cadenza annuale e tra i 70 e 74 anni con cadenza biennale. Il 1° dicembre parte il programma di screening che adotta il test che lei citava, abbiamo lavorato in questi mesi per addivenire a questa questione. Sapete che in quella particolare area c'è stato anche un cambiamento - si parla sempre di professionisti - e oggi abbiamo dei professionisti che hanno rilevato il lavoro molto importante portato avanti in tutti questi anni da persone del nostro mondo sanitario. Oggi siamo pronti per partire con il nuovo programma. L'avvio del nuovo programma per i tumori della mammella avverrà a gennaio 2017. Per le donne non protette dallo screening - questo ci tenevo a dirlo - under 45 con rischio eredo-familiare verrà introdotto un questionario al fine di indirizzarle al percorso diagnostico nel caso di conferma del sospetto di rischio elevato dall'analisi genetica. Viene abbinato il questionario, e questo amplia la possibilità di accedere, è sempre un problema di comunicazione, arrivare al di là dei medici del territorio, al di là di tutto il sistema sanitario, arrivare all'utenza, alla comunità. L'adesione al programma screening colon-retto nel 2015 era del 64,5 percento e nel 2014 del 66,2 percento: qui il calo è lieve. Rispetto agli obiettivi citati nella delibera lo screening colon-rettale abbraccia una fascia di età che per noi va dai 50 ai 74 anni, mentre nelle altre regioni va dai 50 ai 70 anni. Abbiamo numeri esigui, ma anche scelte, quindi abbiamo la possibilità di ampliare e si continuerà ad utilizzare questo criterio garantendo una copertura maggiore. Ricordo comunque che i dati di adesione allo screening, ancorché in calo rispetto al 2014, sono tra i migliori in Italia. Questo non ci deve però fare rinunciare alla volontà di arrivare idealmente ad uno screening che cresca e che dia una possibilità di prevenzione all'utenza mirata.

È sicuramente un obiettivo perseguire il miglioramento dell'adesione ai programmi, e quindi arriviamo alla seconda domanda: come arrivare a questa maggiore adesione. Abbiamo un cronoprogramma che è stato deliberato in sede di Comitato tecnico scientifico per il nuovo programma di screening del tumore mammario, della cervice uterina, ed è il seguente: il 18 novembre - quindi è appena passato - c'è stato il corso di formazione per ostetriche territoriali con personale del CPO di Torino; a dicembre ci sarà il corso di formazione per ginecologi ospedalieri territoriali e medici di medicina generale con personale del CPO di Torino; ci saranno poi delle serate divulgative, abbiamo codificato una serie di serate sul territorio perché bisogna girare la nostra Valle con gli esperti del settore, ci sono delle date già stabilite - abbiamo cercato di codificare differenziando l'informazione per territorio - dal 5 dicembre al 6 febbraio, proprio a cavallo tra il nuovo sistema ed il programma. Verso metà dicembre organizzeremo anche una grande serata per la presentazione ufficiale dei nuovi programmi - le lettere sono già partite - alla popolazione della Valle d'Aosta con personale del CPO di Torino (professor Naldoni) per il rischio eredo-familiare.

Per quanto riguarda la terza domanda: "se sia stato già introdotto il test HPV-DNA", l'ho già anticipato, il 1° dicembre parte il programma di screening che adotta questo test con le nuove modalità. Questo interesserà le donne dai 30 ai 64 anni, con cadenze quinquennali e andrà anche a migliorare l'evoluzione - lo ricordava la collega nelle premesse - di una nuova modalità che oggi rappresenta l'avanguardia. Verrà adottato il protocollo che è raccomandato nel rapporto HTA dello screening con HPV come test primario, e adottato dall'Osservatorio nazionale dello screening dal Ministero della salute. Il passaggio sarà quindi progressivo, è stato codificato, e giustamente le donne invitate per l'ultima volta allo screening cervicale sono tutte invitate al test HPV, mentre tutte le rimanenti con 30 anni di età (che rappresentano il 40 percento) saranno invitate con modalità scaglionate. Questo è nel piano di prevenzione ed è stato soprattutto visto dal Comitato scientifico per arrivare ad un miglioramento non solo nell'informazione e nell'accedere a questa prevenzione, ma anche nell'evoluzione scientifica dei test che si mettono in campo.

In conclusione, la campagna di comunicazione attraverso gli esperti sarà fondamentale per riuscire ad accedere e a toccare il maggior numero possibile di popolazione interessata.

Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli per la replica; ne ha facoltà.

Morelli (ALPE) - Assessore, la ringrazio per la completezza della risposta. Vediamo confermato ciò che temevamo: c'è un calo rispetto all'adesione della popolazione agli screening oncologici. Sicuramente bisognerà capire quali sono le ragioni e fare molta informazione. A volte quando le cose sono acquisite si danno un po' per scontate, cala un po' l'attenzione, e quindi questo può determinare una minore adesione; è invece molto importante che a queste azioni di prevenzione i cittadini prestino la giusta attenzione e aderiscano in modo massiccio.

Per quanto riguarda la mammografia, nel 2012 eravamo arrivati ad un dato veramente molto alto, che era del 77 percento; il fatto adesso di essere scesi al 66 percento credo debba far suonare un campanello d'allarme.

Per quanto riguarda invece la familiarità, non ho capito esattamente come verrà portato avanti il programma sul territorio. Mi è chiaro che verranno fatte delle serate informative, ma poi nel dettaglio come si andrà a detectare, ad individuare le persone portatrici di una potenziale familiarità con i tumori, non mi è chiaro. Sono comunque argomenti importanti ed è giusto prestarvi molta attenzione.