Objet du Conseil n. 2388 du 6 octobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2388/XIV - Reiezione di risoluzione in merito all'impugnativa del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2016 di una serie di articoli riguardanti parti fondamentali delle leggi regionali 15 e 16 del 03/08/2016.
Rosset (Presidente) - Con 29 Consiglieri presenti riprendiamo i lavori pomeridiani. Eravamo in discussione sulla risoluzione di cui al punto n. 29.01 dell'ordine del giorno ed eravamo in fase di replica. Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio; ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Stamattina abbiamo chiuso dopo una lectio magistralis di diritto costituzionale, ma ritorniamo questo pomeriggio ribadendo un po' le stesse questioni: ci sono dei temi trattati in questa mozione che, a nostro parere, avrebbero meritato un approfondimento nelle commissioni, soprattutto per un aspetto non trattato stamattina, perché tra le parti impugnate vi è anche una parte sul codice dell'ambiente (n. 152) che è stato più volte oggetto anche di questo Consiglio. Su questo codice, o meglio sull'interpretazione, sulle competenze vi sono diverse sentenze della Corte costituzionale richiamate nell'impugnativa che assegnano la competenza esclusiva allo Stato, per cui questa interpretazione precluderebbe alla Regione la possibilità di adottare leggi in proprio, se non in maniera migliorativa. Dico questo perché, non molto tempo fa, l'atteggiamento del Governo su questi temi non è stato di difesa delle prerogative della Regione, ma siccome la competenza è statale non si è andati a fare altre questioni. Il Presidente Rollandin mi guarda in maniera strana, ma io ricordo benissimo come è andata la storia; anzi, su questo tema mi sembra di ricordare che qualcuno avesse anche sollecitato l'intervento dello Stato proprio in questa direzione e mi ricordo, Presidente, una lettera al Ministro.
Mi piacerebbe capire oggi se questa difesa della prerogativa e dell'autonomia valgono anche su questo tema, oppure se invece, a seconda dei momenti, l'autonomia è qualcosa ad orologeria che, se conviene, si tira fuori, sennò no. Questo aspetto stamattina è stato trascurato. Mi piacerebbe pertanto capire se su tali temi si intende andare avanti impugnando, facendo valere le prerogative della Regione, oppure se vi è invece un recepimento delle norme statali, e quindi un adeguamento alle competenze che la Corte costituzionale dà allo Stato.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Abbiamo ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e concordo con il collega Roscio che ci siamo lasciati stamattina con la lectio magistralis dell'amico Gerandin; oggi abbiamo la possibilità di replicare almeno ad alcune considerazioni.
Intanto fa piacere sentire che l'idea della risoluzione era quella di portare il dibattito in commissione e non in altro luogo; peccato che il dibattito l'avete aperto sui giornali, ed è per questo se questa mattina abbiamo avuto un po' di animosità nel difendere delle scelte nelle quali abbiamo fortemente creduto. Diventa quindi difficile, collega Chatrian, quando dice che serenamente siete venuti qui a discutere di temi, e che volevate andare in commissione, collega Gerandin, che tuttavia siete anche disposti a parlarne qui, in Consiglio, quando a suon di conferenze stampa avete aggredito e, attraverso degli epiteti riportati dagli organi di informazione, avete sminuito fortemente - per usare un eufemismo - il ruolo che noi abbiamo giocato, sia politicamente che tecnicamente, nel costruire questi articoli, peraltro da voi votati. Dispiace anche la politica del "io l'avevo detto" o "noi l'avevamo detto", che fa un po' presagire che non ci sia, proprio nelle considerazioni che si fanno, un riconoscimento dell'onestà intellettuale che non è quella, collega Chatrian, di mentire: mi dispiace che si usino queste parole! Noi abbiamo portato all'attenzione di questo Consiglio delle norme, convinti che queste norme - con tutta la buona fede che riconosciamo anche nei colleghi, noi siamo convinti che anche voi li abbiate votati - avessero avuto un buon esito, quindi dispiace che si usino certi metodi sui giornali per attaccare e poi si chieda invece di portare la discussione in commissione. Io credo che sia giusto discutere di questi temi in commissione. Tra l'altro, anche qui, mi stupisco che si venga a dire di voler andare in commissione, perché in base all'articolo 70 del Regolamento si va comunque in commissione! L'impugnativa è stata già trasmessa in commissione, pertanto la discussione in commissione ci sarà lo stesso.
Le spiego, collega Cognetta, perché - forse non mi ero spiegato - avevo cercato di riprendere i tre punti e perché noi non possiamo accettare questa risoluzione, salvo fare un approfondimento quando il testo arriverà e sarà assegnato alle commissioni e, se ci saranno delle audizioni, le commissioni saranno libere - anzi, il Presidente mi conferma che è già assegnato - vi potremo ritornare. Il fatto di rimandare alla commissione, che non poteva avvenire che dalla settimana prossima, andava però a procrastinare i tempi che invece noi abbiamo annunciato attraverso il Presidente, ieri. Già in Giunta, domani, ci costituiremo, e quindi non possono essere accettati né i tempi né le modalità, semplicemente per questo.
Il dibattito in Consiglio lo accettiamo, l'abbiamo portato volentieri anche per rispondere a quello che era stato detto sui giornali, proprio per informare la comunità, anche attraverso i giornali e questo Consiglio, e per non creare allarmismo. Quando ci sono situazioni - al di là delle norme sulla zootecnia - come quelle sui concorsi, personali, di persone che aspettano delle occasioni, ci dispiace che poi si creino - probabilmente anche senza dolo - degli allarmismi che vanno a creare delle difficoltà per chi si aspetta invece di trovare delle soluzioni a queste questioni. Per quanto concerne il riferire alla commissione, ribadisco quindi semplicemente questo: sugli effetti immediati, domani, attraverso la costituzione in giudizio, gli effetti immediati saranno quelli di cui abbiamo parlato; sull'informare su eventuali parti di legge a cui dare attuazione, malgrado l'impugnativa, abbiamo detto che l'impugnativa è totale e ci si costituisce in giudizio rispetto a tutta l'impugnativa; sulla terza cosa, e cioè informare immediatamente i cittadini, abbiamo detto che ci sono le informative e che avremo le riunioni con i diretti interessati. Ecco perché noi abbiamo cercato di dire che, al di là di portare il dibattito in quest'aula, non potevamo accettare questa risoluzione: semplicemente perché tutto ciò che è contenuto sarà già fatto domani attraverso la costituzione in giudizio, salvo poi aprire il dibattito - che comunque arriverebbe in base all'articolo 70 - nelle commissioni alle quali è stata assegnata la trasmissione dell'impugnativa, dove si potrà approfondire. Abbiamo però anche urgenza di agire in termini rapidi, seguendo la linea e ribadendo l'impianto generale da noi ribadito.
In conclusione, due considerazioni. Abbiamo cercato di dirlo questa mattina: sicuramente si può sempre fare meglio e sicuramente quando si parla di prerogative non si pensa di parlare di massimi sistemi, ma si tenta semplicemente, nelle pieghe di quello che l'autonomia ci consente di fare, di trovare delle soluzioni utili alla comunità. Ci sta il ruolo e il gioco delle parti, e al collega Cognetta riconosciamo sicuramente questo ruolo, per chi ha fatto opposizione e maggioranza i ruoli si sono spesso invertiti, ma non c'è nessun problema nel dibattito politico. Ci dispiace però quando ci sono situazioni che vanno invece ad agire con interferenze e ripercussioni sulla pelle delle persone, che ci siano situazioni anche di banalizzazioni o sminuenti il lavoro fatto, perché - e qui chiediamo che ci sia almeno il riconoscimento dell'onestà intellettuale - quando si portano avanti dei dossier e quando si parla di lavoro quotidiano amministrativo noi riconosciamo e rivendichiamo una nostra serietà su questi temi, e dispiace che venga messo in discussione proprio da chi dovrebbe conoscerlo, avendolo condiviso. Nessuna improvvisazione, quindi, oggi ci sentiamo di difendere il lavoro che abbiamo fatto non a spada tratta o per partito preso, ma semplicemente perché crediamo nelle cose che abbiamo fatto.
Ci auguriamo tutti che ci sia, non solo in questa situazione, ma nei rapporti generali con lo Stato, una definizione di tutta una serie di contenziosi. Sappiamo benissimo che ogni venerdì - e siamo tutti pronti spesso a leggere le impugnative che ci sono - vi sono spesso delle contestazioni legislative tra lo Stato e le Regioni, però questo non significa che uno rinunci alla difesa dell'autonomia a tutti i livelli o ad una collaborazione con i Governi che si possano susseguire. In questo senso noi affermiamo la nostra volontà di riaffermare questi principi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Guichardaz; ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Per integrare alcune cose dette, per precisare che le impugnative operate dal Governo sono questione di ordinaria amministrazione: è lavoro che fa il dipartimento deputato a fare questo.
Se si guarda il sito degli Affari regionali, si può tranquillamente scorrere sotto la voce "Impugnative" l'elenco delle Regioni oggetto di contestazioni e di impugnativa, e ci si può rendere conto che non c'è solo la Valle d'Aosta; altre Regioni cosiddette "amiche" di questo Governo - come qualcuno le ha ribattezzate questa mattina - sono oggetto continuamente di ricorsi. Ho qui davanti il sito degli Affari regionali: negli ultimi due mesi sono stati fatti due ricorsi alla Provincia di Bolzano; è stato fatto un ricorso alla Provincia autonoma di Trento; il Friuli Venezia Giulia ne ha tre negli ultimi mesi, e il Friuli Venezia Giulia non si può dire che sia proprio una Regione governata da "amici" o da "nemici" di questo Governo. Il lavoro di impugnativa del Governo è quindi un lavoro tecnico che viene fatto normalmente; esistono delle procedure da parte delle Regioni che, se ritengono di impugnare, impugnano, altrimenti accettano le considerazioni espresse. In questo caso la nostra Regione ha deciso di impugnare, quindi di resistere su queste contestazioni, perché noi crediamo - siccome alcune di queste norme sono state e sono simili a norme recepite in altre Regioni - di poter dimostrare e giustificare che esistono i presupposti affinché queste norme, anche proprio in virtù della nostra autonomia, siano percorribili e accettabili.
Esiste una procedura, esiste anche una parte di cosiddetta "trattativa" per esplicitare le proprie ragioni, così come avviene sempre quando si parla di normative regionali. L'idea del complotto francamente mi sembra piuttosto comica, così come mi sembra anche abbastanza comico il sentire da parte di qualcuno il "l'avevamo detto", e poi magari sono gli stessi che avevano votato convintamente questa legge. Ricordo ai colleghi che siamo tutti legislatori, quindi tutti abbiamo il dovere di verificare quello che leggiamo e, se siamo convinti di essere nella legittimità e che stiamo facendo un'operazione corretta tanto da votarla e poi qualcuno non la vota, si astiene giustificando motivazioni di carattere politico, io penso che non si possa poi a posteriori dire "l'avevamo detto" o "avete sbagliato tutto".
Credo che su questi temi si pongano anche problematiche che non riguardano solo la Regione Valle d'Aosta. Per esempio il tema dei concorsi in Usl riguarda tutte le Regioni italiane, perché ci troviamo davanti ad una situazione eccezionale determinata da una svolta nell'interpretazione legislativa. Questa famosa legge n. 66 sugli orari di lavoro ha comportato necessariamente la messa in atto di procedure concorsuali che ovviamente devono essere attivate in tempi brevi, ma che necessitano di tempi tecnici affinché questi bandi di concorso possano essere espletati. Nel frattempo, tra l'espletamento del concorso e il risultato finale, i servizi devono essere assicurati. Non è solo la Regione Valle d'Aosta che ha servizi affidati a personale a tempo determinato in somministrazione, ma sono tutte le altre Regioni d'Italia: ho avuto modo di confrontarmi anche con amici di altre Regioni, e questa è una problematica che deve trovare anche una soluzione più ampia.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Semplicemente per ribadire che con questa risoluzione non era nostra intenzione chiedere che il Governo regionale perdesse tempo o procrastinasse il tempo per l'impugnativa. Noi riteniamo del tutto legittimo che si proceda ad una impugnativa di questo genere, anzi. Non mi soffermerò di più sugli aspetti legati al discorso delle tariffe di conferimento rifiuti, al discorso delle leggi che riguardano gli animali e neanche alla parte che riguarda la sanità riferita all'aspetto del personale amministrativo, perché - siccome ho votato questi provvedimenti e li ho condivisi - ritengo che su questo si sia fatto un onesto tentativo di rivendicare quella che noi riteniamo sia l'autonomia, la possibilità di andare incontro alle esigenze dei cittadini che in questa regione vivono. Mi pare che alla base di tante di queste richieste ci sia proprio la frammentazione, le piccole realtà, la difficoltà a rispettare una normativa europea e statale nel merito.
Mi soffermerò solo brevemente sul discorso della tempistica che ha riguardato il discorso della stabilizzazione dei precari. Torno su quello che ho dichiarato agli organi di stampa, quando ho detto che non avete azzeccato una data, e lo confermo: non avete azzeccato una data, perché rispetto alla legge n. 208 del 2015 le date sono totalmente diverse. A mio parere sarebbe invece interessante - l'Assessore ha già detto che non è interessato, che eventualmente andrà a riferire in commissione, quando convocato, ma non espressamente su questo - riunire una commissione, fissando eventualmente già una data a breve, in cui si parli di questo. A me pare legittimo discutere, e per un semplice motivo: io sono convinto che non è attivando un contenzioso con lo Stato sulle date che rivendichiamo la nostra autonomia. Il rischio è quello che, non rispettando queste date, siamo soggetti comunque ad un pronunciamento della Corte costituzionale. Uscendo fuori di qua, ho trovato un dirigente - che probabilmente ha sentito il mio intervento - e che mi ha detto che queste date sono state variate volutamente; se sono state volutamente variate, Assessore, mi dica perché lei ha detto che sono state rispettate le procedure concorsuali e che "dal punto di vista tecnico legislativo il tutto è stato costituito riprendendo le disposizioni integrali a livello nazionale ". Se sono state rispettate, se lei ne era a conoscenza, Assessore, non avrebbe dovuto neanche fuorviarci con questi riferimenti. Se non ne era a conoscenza, io ritengo quanto meno grave che qualche dirigente vada eventualmente a modificare o si prenda la responsabilità di modificare queste date, perché a mio parere non è accettabile rischiare di fare dei contenziosi con lo Stato attraverso sentenze della Corte costituzionale che potrebbero eventualmente avere ripercussioni su questo personale che va stabilizzato. La mia preoccupazione era solo questa: era riferita alla tempistica e alle date. Per il resto, torno a dire che quando si vorranno fare delle battaglie per rivendicare l'autonomia personalmente io ci sarò sempre.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin per fatto personale; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Non volevo intervenire, ma si continua a tirare fuori questioni non veritiere. Ritengo - almeno pensavo fosse così - che il collega Gerandin abbia abbastanza acutezza e intelligenza per capire che se noi abbiamo difeso una posizione quella non è la posizione integrale dello Stato - gliel'ho detto questa mattina - perché lo sblocco del turnover a livello statale non prevedeva gli amministrativi, siamo noi che abbiamo aggiunto gli amministrativi. Ecco perché in quel verbale, che non è ancora stato approvato per quanto mi riguarda, non c'è "integrale" ma "integrandolo", perché noi abbiamo preso la norma statale integrandola con la parola "amministrativi". Gliel'ho detto questa mattina e pensavo che questo fosse stato veicolato. Non è stato integrale, e immaginavo che lei avesse letto il testo statale e quello regionale e che avesse visto la parola in più: "amministrativi". Ho cercato di spiegarlo. Ad onor del vero, nel dibattito, visto che non è stato chiaro - io dico spesso che il collega Gerandin sarebbe un bravo tecnico, magari anche troppo, però gli indirizzi politici sono una cosa e quelli tecnici sono un'altra - noi abbiamo cercato di difendere una prerogativa in base alle sentenze, che io questa mattina le ho citato, e abbiamo riaffermato un principio che nei concorsi riservati, al di là di quanto si faceva a livello statale, andava ad integrare con il personale amministrativo. Qui siamo stati anche cauti, perché sapevamo che questo esercizio poteva essere oggetto di discussione con lo Stato. Vogliamo farci del male, vogliamo andare a discutere, a guardare il pelo nell'uovo perché siamo i primi della classe? Facciamolo! Questa mattina lei ha voluto dire tutto quello che aveva per la mente; questo pomeriggio abbiamo cercato di tenere i toni bassi, ma se adesso lei ritorna su cose che già questa mattina ha detto in modo errato e che io ho cercato di non riprendere per non cadere nel ridicolo, se volete facciamo il "botta e risposta" qui, in aula, che non mi sembra il caso: stiamo discutendo su temi molto importanti, è inutile arrabbiarsi, anche per poco. Io dico solo che bisogna essere precisi.
Non interpretiamo le cose altrui, io non mi metto ad interpretare il suo pensiero. Probabilmente nel verbale c'è un refuso, lo approfondirò, perché non è "integrale" ma è "integrandolo", ma noi abbiamo preso - glielo ribadisco oggi, poi lei leggerà di nuovo il suo verbale perché lei è convinto che sia così, ma la preghiamo e la prego di non interpretare il pensiero altrui - una norma statale e l'abbiamo integrata a livello regionale, difendendo la nostra autonomia. Questo non le fa piacere? E non venga poi qui a dire che non ho preso l'impegno di andare in commissione, perché non è vero! Io ho detto cinque minuti fa che l'impegno c'era perché il testo è già assegnato in commissione, ma che questa risoluzione, al di là del mio impegno di andare in commissione ogni volta che sarò convocato, non la possiamo accettare perché abbiamo urgenza di agire per difendere le nostre prerogative.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin per fatto personale; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Non voglio assolutamente mettermi a dialogare a distanza in quest'aula con l'Assessore Viérin. Le voglio solo ricordare che non ho la facoltà di redigere alcun verbale, io mi limito a leggere gli atti; pertanto non ho cercato né interpretato assolutamente nulla: mi sono limitato a leggere. Dopo di che lei mi dice che mancano delle parti che vanno integrate; lo faccia, però si limiti a dire che vuole rivedere questo verbale in quanto, secondo il suo parere, non è confacente o non è nel suo pensiero. Ribadisco: io non ho la facoltà di redigere alcun verbale. La mia era esclusivamente una preoccupazione legata ad una serie di scelte che lei in questo momento - e me ne compiaccio - mi ha detto essere politiche, come quella di modificare le date.
Assessore, io non sono neanche entrato nel merito degli amministrativi, le ho detto che secondo me era l'unico aspetto che andava a rivendicare qualcosa di veramente autonomista. Ritorneremo su questo per capire perché sono state fatte tali scelte, come mai non si sono rispettate le date fissate dalla finanziaria dello Stato, perché con queste scelte si rischia - io mi auguro sinceramente di no, veramente faccio il tifo - e gli ultimi che devono pagare sono queste persone che devono essere stabilizzate. Se per caso le cose non dovessero andare nel verso giusto con il quale avete pensato di concludere questa vicenda, io penso che, a partire dal dirigente che mi ha detto questo, lei, Assessore, dovrà comunque trarne le conseguenze.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Vorrei che si ritornasse un po' alla sostanza della questione, perché le richieste fatte vanno nella logica di immaginare un percorso che oggi non è quello pensabile e vorrei spiegarne le ragioni. Noi abbiamo avuto un'impugnativa da parte dello Stato su alcuni punti della nostra norma e ricordo che noi, come Regione, a più riprese abbiamo impugnato leggi dello Stato su determinati punti: su alcune abbiamo avuto ragione, su altre la Corte costituzionale ci ha dato torto, pertanto abbiamo dovuto adeguarci.
Noi, chiaramente, quando abbiamo ricevuto le due impugnative sulle leggi n. 15 e n. 16, abbiamo preso in esame e stiamo esaminando - non solo con i nostri uffici, ma anche con esperti - cosa e come si può fare per difendere quello che è difendibile, in autonomia, nella massima chiarezza. L'obiettivo è di portare delle integrazioni nel nostro mondo, come abbiamo spiegato, tant'è che, siccome nel mondo dell'agricoltura gli adattamenti al nostro tipo di agricoltura di montagna non sono di così facile comprensione, non dico in Europa, ma nemmeno in Italia abbiamo cercato di far sì che quei pochi che ancora svolgono quell'attività abbiano modo di chiudere la faccenda. Abbiamo pertanto cercato di mantenere certe cose e dare la possibilità di farle: alcune di queste sono state approvate, altre sono state messe in discussione. Mettere in discussione vuol dire trovare da parte nostra delle argomentazioni per resistere, e non solo, ma anche per dimostrare che noi non vogliamo andare fuori dalle norme generali igieniche. Non vogliamo fare cose improvvisate o al di fuori delle regole sanitarie per cui il veterinario non sia cosciente e coerente nel certificare che il prodotto finale è sicuramente idoneo ad entrare sulla tavola del cliente, perché questa è una domanda a cui noi dobbiamo rispondere. Per l'Usl ci sono delle date e delle scadenze collegate ad andamenti che conosciamo, legati alla nostra realtà, che sicuramente non vanno a coincidere direttamente e su tutto con la norma nazionale, perché questo l'abbiamo visto. Sull'ambiente voglio ricordare al Consigliere Roscio che, come sulle altre questioni, se resistiamo, resistiamo su tutte quelle che riteniamo coerentemente di poter difendere nel modo giusto. Tra queste c'è anche quella dell'ambiente, quindi non è che perché abbiamo parlato solo di quello abbiamo dimenticato le altre.
Noi adesso non abbiamo analizzato tutto, perché ci sono diversi punti nelle due leggi, lo dico per coerenza, sui quali anch'io personalmente non sarei capace di spiegare alcune motivazioni tecnico-amministrative e giuridiche - che sono alla base poi del riscontro che noi come Regione daremo, anche consultando degli esperti - ai Ministeri che hanno fatto alcune osservazioni. Ad oggi io non ho né gli elementi, né forse sarei in grado di fare una discussione, al di là dello spiegare il perché non le vogliamo. Ma come mai sono state contestate? Molte volte sono contestazioni legate a rilievi che sono proprio distanti dal nostro mondo, però va spiegato, va fatto rientrare in una logica che ci permetta di far capire questo.
Tutto questo significa che si sta lavorando ed, infatti, c'è un tempo per presentare le osservazioni rispetto all'impugnativa. Detto questo, noi abbiamo la possibilità di arrivare a spiegare le motivazioni e fare in modo che si capisca qual è la logica con cui noi abbiamo inserito queste decisioni nella legge. Quando avremo tutto, non c'è problema, andremo a spiegare anche con gli esperti che cosa secondo noi è da portare avanti e perché.
Il richiamo del collega all'attenzione nell'applicazione di alcune norme in quanto, se poi non sono recepite, comportano un qualche rischio, lo sappiamo, non è che non ci rendiamo conto dell'impatto che questo ha; vorrei dirlo, non è che siamo proprio dei kamikaze per cui non ci interessa, tenete conto anche di questo, non facciamo fare ad altri delle imprudenze. È un discorso aperto, ed è per quello che oggi noi riteniamo sia difficile fare questo, tanto più spiegare agli altri quale sarà la conseguenza, perché non conosciamo il risultato. Nella trattativa qualcosa può essere accolto e qualcosa no, per cui qualcosa andrà fino al giudizio estremo. Volevo solo dire questo, per correttezza: non c'è la volontà né di coprire, né di non dire, ma c'è la volontà di seguire questo con grande attenzione, sperando - come tutti voi avete detto - che alla fine il risultato sia positivo.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Ringrazio il Presidente Rollandin per aver fatto chiarezza, perché in effetti è vero che a volte basta anche rimanere sull'argomento e non perdersi in altre piccole pozzanghere, quando non si hanno argomentazioni, per poter attirare l'attenzione su altre cose.
La risoluzione presentata dal collega Gerandin, che comunque abbiamo firmato tutti noi del gruppo, credo sia semplicissima, bastava leggerla: in effetti era veramente elementare, per non dire da asilo nido. Probabilmente qualcuno non l'ha letta e ci ha fatto delle grandi lezioni di autonomia, forse anche - come ha detto il collega Roscio - di Corte costituzionale, ci ha fatto lezioni anche su come si redigono i verbali. Noi siamo umilmente gruppi di opposizione, gruppi di minoranza, e prendiamo semplicemente i verbali che ci vengono dati, li correggiamo per quanto riguarda i nostri interventi, ma non ci permettiamo certo di andare a correggere gli interventi dell'Assessore. Lei ha risposto chiaramente ai nostri interrogativi, come semplicemente abbiamo chiesto mille altre volte anche in passato, solo che è proprio vero che in quest'aula si cambia. C'era una canzone, tempo fa, Come si cambia per non morire, e qui, oggi, abbiamo visto in sintesi tutto questo aspetto: si cambia tutto, si cambia il pensiero, si cambiano posizioni.
Abbiamo chiesto tantissime volte agli Assessori di venire a relazionare e a dirci quali erano le posizioni o i dettagli, qual era l'azione che si intendeva ancora fare; abbiamo chiesto di informare su eventuali parti delle leggi a cui si vuole comunque dare attuazione malgrado l'impugnativa; lo possiamo capire e lei l'ha spiegato, è capitato altre volte che o lo Stato impugna o noi, come Regione, impugniamo, e poi si cerca una via di mezzo: chiediamo quello, in realtà.
Il terzo punto chiedeva di informare immediatamente i cittadini sull'esito che emergerà a seguito dell'audizione. Sarebbe stato talmente semplice e banale un comunicato della commissione! Io rimango allibita dal percorso che ha preso la discussione, perché dimostra veramente che probabilmente si hanno altri obiettivi: la comunità valdostana è sicuramente per qualcuno l'ultimo degli obiettivi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Per una rapida conclusione. Qui ci si marca a vicenda: se si prenota uno, arriva l'altro. Solo per dire che se il Presidente Rollandin aveva concluso in maniera pacata la discussione, la collega Certan è riuscita invece a rianimarla subito, ma fa parte delle sue caratteristiche e ci riesce bene. Credo che rispetto ad argomenti così importanti ci possa stare, soprattutto il tentativo di essere utili alla comunità nei propri ruoli.
Negli scorsi giorni abbiamo letto titoli pesanti rispetto ad un lavoro profondo di attenzione fatto, e forse sono stati riportati in maniera parziale; però, quando si parla di improvvisazione e si cerca di evitare in qualche maniera di spiegare alla comunità cosa sta dietro ad un lavoro, la reazione non può che essere quella di farsi spiegare. Soprattutto dispiace far apparire che quasi ci sia soddisfazione politica perché non si è conseguito un risultato, quando invece la speranza - come è stato chiarito oggi - da parte di tutti è che si raggiunga il risultato, poiché sarebbe semplice riscrivere le norme dello Stato ed evitare ogni discussione. Se si va in contenzioso con lo Stato è proprio perché a volte si cerca di applicare, rispetto al proprio territorio, normative che possano meglio adattarsi alle situazioni economiche, sociali e culturali che si vivono.
L'esercizio dell'autonomia, come è stato spiegato stamattina dall'Assessore, sta quindi in questi termini: riuscire ad andare oltre a certe situazioni per vedere di essere utili al fine di migliorare normative aventi una competenza di tipo nazionale. È in questo senso che credo bisogna riportare la discussione, senza scaricare sugli altri cose non volute e non dette, ma che sono state repliche a certi articoli dei giornali e a certe dichiarazioni riportate e scritte. Non credo sia corretto dire che "nel fare le norme, la Giunta regionale mentiva sapendo di mentire" e non sia un tipo di approccio che permetta di fare una discussione serena. Sperando che questa mattina ci si sia chiariti, che si faccia il lavoro che si deve fare e che continui quello che si deve fare all'interno delle commissioni, l'attenzione e il lavoro politico che tutti noi vorremmo fare in futuro sarà proprio quello: cercare di non delegittimarci, perché forse è più importante unirsi rispetto a certe battaglie invece di dare forza a chi, perché più distante, capisce meno il nostro territorio e le nostre situazioni.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ho ascoltato attentamente la replica del Presidente su questo tema. Condividiamo che non possiamo avere tutte le conoscenze e competenze su qualsiasi argomento, sarebbe fuorviante, abbiamo un ruolo tutto politico, elettivo e non tecnico, ma se poi qualcuno in quest'aula è anche un po' tecnico può aiutare, mettiamo insieme le due cose e si trova un'ottima sintesi per modificare l'impianto legislativo.
Proprio sulle parole del Presidente vorrei comunque ancora fare un invito al Governo: ci sono tutti i tempi tecnici per impugnare, lei lo sa, ce lo ha giustamente illustrato poc'anzi, quindi non è un discorso di fretta. Io penso non cambi nulla se la Giunta impugna gli articoli nelle leggi n. 15 e n. 16 domani rispetto a venerdì prossimo, perché c'è tutto il tempo tecnico; è la legge che lo dice, non è Chatrian, non è neanche ALPE, né Gerandin, né Cognetta. Noi gradiremmo veramente, con onestà intellettuale, politica e tecnica, che la prossima settimana venisse in commissione chi deve venire: legali, tecnici, chi ha sviscerato quali sono le possibilità per incidere e poter far modificare dallo Stato centrale questa impugnativa e che serenamente voi, venerdì, faceste la vostra delibera di impugnativa come Governo regionale, perché avete un ruolo esecutivo (lungi da noi, senza nessuna invadenza di campo!), ma date corso a questa risoluzione che mi sembra di buon senso e va pure oltre, perché ci teniamo tutti. Questo è l'invito che faccio ai Consiglieri di maggioranza e al collega Bertschy che è appena intervenuto. Se la politica è una cosa seria - è meglio fare le cose bene, qui non c'è fretta - c'è tutta la possibilità, c'è il tempo tecnico, ci sono i giuristi, ci sono i legali. Ha detto molto bene il Presidente Rollandin: ci affideremo perfino a delle consulenze, a persone che hanno alte capacità dal punto di vista tecnico per poter entrare nel cavillo tecnicamente e creare le condizioni per impugnare in maniera robusta quanto lo Stato ci ha impugnato.
L'invito che faccio a voi della maggioranza è questo: il Governo non impugni domani questi articoli, lo faccia fra una settimana e noi, lunedì, martedì o mercoledì, quando lo riterrete opportuno, ci saremo in commissione e ascolteremo, ci confronteremo, e forse potremo portare anche noi il piccolo contributo da eletti e, perché no, anche da tecnici.
Presidente - Non ci sono altri interventi. Mettiamo in votazione la risoluzione di cui al punto n. 29.01. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rollandin, Rosset, Testolin, Viérin Laurent, Viérin Marco)
Il Consiglio non approva.
