Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2352 du 22 septembre 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2352/XIV - Reiezione di Risoluzione: "Impegno a non utilizzare nel corso dell'anno 2016 e nella finanziaria 2017 risorse pubbliche a favore della Casa da gioco".

Rosset (Presidente) - Punto all'ordine del giorno n. 37.01. Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - Ieri abbiamo affrontato diversi temi scottanti che hanno delle ricadute non indifferenti sul sistema socioeconomico dei valdostani e abbiamo deciso, a seguito proprio della risposta che ci ha dato in aula il Governo regionale, l'Assessore competente, di presentare una risoluzione. Dal nostro punto di vista, la politica non si fa con i comunicati stampa, perché nel momento in cui si decidono delle strade, sono gli atti che fanno la differenza e l'Amministrazione regionale, la pubblica amministrazione, i Comuni parlano per atti. Gli slogan, gli annunci, il "faremo", il "decideremo" li lasciamo a una politica più nazionale, più "renziana" e non fa parte della nostra cultura montagnarde. In questo caso non mi riferivo al casinò per quanto riguarda gli annunci, ma ad altri temi che sono stati discussi ieri.

Abbiamo pensato di scrivere nero su bianco una risoluzione, a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore di ieri sulla casa da gioco, per impegnare il Governo regionale a non aprire più, quantomeno per il prossimo anno, il cassetto - magari un cassetto in gestione speciale o un cassetto un po' nascosto - e a non utilizzare più soldi pubblici per rimettere denaro fresco all'interno di una società che, dal nostro punto di vista, non è gestita bene, anche se ha ancora delle grandi potenzialità. Forse è il momento di cambiare strategia e di dare un po' di autorevolezza a chi ha certi ruoli, certi compiti ed è retribuito per individuare delle strade e delle soluzioni diverse, quantomeno per calmierare le grandi perdite all'interno della casa da gioco, che in questi anni sono state pesantissime.

Non farò altri riferimenti, tranne uno: c'è un dato inconfutabile, crudo e negativo, che ci fa ancora di più pensare. In questo momento, quando mancano tre mesi alla fine del 2016, siamo nettamente sotto i ricavi del 2015, anno comunque penoso e disastroso. Il delta, cioè la differenza, tra lo stesso periodo del 2015 e del 2016 (il dato è aggiornato all'altro ieri) è di 2,22 milioni di euro in meno di ricavi lordi, vale a dire una percentuale di circa il 5 percento ormai consolidata. Quindi le previsioni annunciate in quest'aula solo qualche mese fa, non trovano riscontro nei risultati.

Di qui la volontà di scrivere a più mani questo atto che oggi presentiamo, per prendere le distanze e per invitare a non mettere più nei prossimi anni mano al portafoglio dei valdostani per rimpinguare il disastro gestionale della nostra casa da gioco. Questa è un po' la sintesi della risoluzione che abbiamo presentato, per impegnare il Governo regionale a non utilizzare nel corso del 2016 e nella finanziaria 2017/2020 risorse pubbliche o in capo a società partecipate e controllate, a favore della casa da gioco.

Non so se l'Assessore ha avuto modo di verificare i casi che avevo evidenziato ieri, il caos che diversi di noi hanno evidenziato in quest'aula ieri mattina e ieri pomeriggio. Speriamo di sì, in modo che ci si possa anche confrontare liberamente, perché altrimenti parliamo dei segreti di Pulcinella, quando di segreti oramai penso che su questo dossier non ce ne siano più. L'unica cosa non segreta è che si continua a chiedere numerosissime disponibilità economiche pubbliche, per poter ancora mandare avanti così com'è l'attuale gestione.

Presidente - Non ci sono richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'assessore Perron, ne ha facoltà.

Perron (UV) - Nous sommes en train de travailler à la construction du prochain bilan et de raisonner sur les contenus, les choix, les propositions à insérer dans la prochaine loi financière. Quand cela sera prêt, nous commencerons la confrontation avec le Conseil régional : le parcours dans les Commissions, dans les organes du Conseil et ensuite dans la salle du Conseil. Je crois que sera là le moment, quand nous présenterons des choix, des orientations et des intentions politiques, en faisant une évaluation complète et non pas partielle - comme celle qui est présentée aujourd'hui avec cet engagement que vous demandez - sur où et comment utiliser les ressources publiques, y comprises les ressources qui peuvent revenir à l'administration régionale de la part des sociétés qui sont participées ou contrôlées par l'Administration régionale même. Donc, à mon avis il n'y a pas un sens aujourd'hui d'anticiper des évaluations et des choix, comme vous le demandez dans la résolution présentée. Encore plus, il n'y a pas le sens de dire aujourd'hui qu'on n'utilisera plus jamais des ressources publiques, qui peuvent dériver des participées ou des contrôlées, en faveur de la maison de jeu.

Je ne comprends pas le sens de dire aujourd'hui de façon tranchante qu'il n'y aura plus aucune attention financière vis-à-vis de la maison de jeu. Nous reconnaissons les difficultés de la maison de jeu, mais il faut savoir qu'il s'agit d'une société contrôlée par l'administration régionale, qui est encore capable de produire sur le territoire environ 700 emplois (donc il y a 700 familles), de produire des entrées dans la société comme 70 millions d'euros, de donner de façon régulière aux caisses de la Région entre 7 e 8 millions d'euros.

Hier, je crois avoir répondu de façon très claire qu'à ce moment il n'y a à l'étude aucune idée ni aucune intention de recourir à des financements extraordinaires en plus de ceux qui ont été adressé dans le temps à la maison de jeu. Donc, aujourd'hui la maison de jeu doit raisonner avec ses disponibilités et ses crédits. Voilà la situation à aujourd'hui. Ce qui se passera d'ici deux mois, ou quels seront les choix qu'il faudra faire, je ne le sais pas.

J'ai anticipé hier que je voulais retourner sur l'aspect des financements et des investissements et je veux le faire pour présenter au Conseil et à l'opinion publique un résumé clair à propos des financements, en expliquant le parcours qu'on a fait pour financer les travaux de la maison de jeu. Je veux le dire, parce que je crois pouvoir démontrer que les investissements qu'on a faits sur l'hôtel et sur la maison de jeu ont été effectués directement de la part du casino et non pas de la part de la propriété. En quelque sorte, il s'agit d'une petite anomalie : n'a pas été la propriété qui a fait les investissements, mais a été la société, tandis que jusqu'à 2007 était l'administration régionale qui intervenait dans les travaux, donc les frais étaient à la charge de l'administration régionale. Dans le rapport propriétaire-concessionnaire ou propriétaire-gérant, cela a représenté un fait exceptionnel. Je crois pouvoir démontrer que, si les travaux et donc les financements auraient été faits de la part de l'administration régionale, la situation patrimoniale et financière de la société Casino aurait été, au moins jusqu'au aujourd'hui, assez différente de l'actuelle, sans cacher les pertes de gestion qu'il y a, sans soumettre les responsabilités, l'état général et les difficultés de la société. Je pense que, s'il n'y aurait pas eu ce passage, on pourrait presque (c'est un peu un hasard) démontrer que les comptes de la société auraient pu être en équilibre et il n'y aurait pas eu, peut-être, la nécessité d'intervenir avec des interventions financières.

Je le dis parce qu'il y aura la possibilité de se confronter, de faire un résumé clair, d'avoir des opinions différentes, car il faut présenter au Conseil et aux valdôtains une information complète et correcte de ce qui s'est passé, parce que, sur cet argument, il y a quand même un peu de désinformation, et souvent on a donné aux citoyens une idée trompée et fausse de ce qui s'est passé. Pour le moment et pour les raisons que je viens de citer, nous ne sommes pas d'accord sur les contenus et sur l'engagement de cette résolution et donc notre vote sera d'abstention.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Ho ascoltato con molta attenzione le dichiarazioni dell'Assessore. Mi sembra di capire che, nonostante la politica non si faccia con i comunicati stampa, voi la facciate a piene mani. D'altronde, la risposta che ha dato comprende anch'essa il fatto che con un comunicato stampa cercherà di spiegare a tutti come sono stati spesi i soldi e qual è la situazione.

Torniamo un attimo alla risoluzione. Lei ieri ha detto (fino a ieri, perché oggi è già diverso) che non c'era questa possibilità, mentre adesso dice che è meglio non precludercene nessuna, perché vai a sapere cosa succederà fra breve. Quindi non si può dire un no tranchant, in modo categorico.

Spiego qual è il problema che io riscontro nelle sue dichiarazioni. Io non sono favorevole a mettere in mezzo alla strada settecento persone o a distruggere tutto l'indotto di un paese come Saint-Vincent, ammesso poi che il casinò porti ancora dell'indotto, ma questo è un altro ragionamento. Però non funziona il fatto che noi continuiamo a dare soldi a una società della quale non sappiamo nulla, non abbiamo modo di vedere nulla, né di giudicare. Ho detto ieri e lo ripeto oggi, che c'è pochissima trasparenza: continuo ad avere notizie sul fatto che ci sono avanzamenti di grado dei dipendenti senza nessuna meritocrazia o assunzioni a tempo determinato o indeterminato e così via, che vengono fatte senza nessun tipo di riscontro. Così come non c'è nessun orientamento di tipo commerciale, perché ieri lei ha detto che c'era un piano all'inizio dell'anno, ma in realtà questo piano non lo conosciamo; soprattutto, abbiamo fatto degli investimenti in quella società che si stanno rivelando ancora una volta fondi fallimentari.

Siccome dovremmo essere un pochino attenti a come sfruttiamo le risorse che abbiamo a disposizione - ormai le poche risorse, dico io, che abbiamo a disposizione -continuare a insistere solo su quella cosa lì e magari massacrare i servizi sociali, magari avere grossi problemi sulle forniture e sui dipendenti che poi fanno queste forniture o quei servizi, magari poi spendere soldi per manifestazioni che non ci servono e così via, sono cose che a noi non vanno bene. Questo è il senso di questa roba qui.

Lei potrà spiegare tutto quello che vuole, e giustamente dovrà farlo. Chiaramente c'è della disinformazione, così come a tutti i livelli, però quello che noi stiamo dicendo è una cosa molto semplice: se voi continuate a mettere quello al primo posto rispetto alle altre cose, c'è qualcosa che non funziona nella vostra politica, perché ci sono tante altre cose molto più importanti. Altrimenti sembrerà sempre che state difendendo una casta di privilegiati: avrà sempre quel sapore questo intervento. È questo che non va. Avete modo di gestire le cose in maniera più corretta, di riequilibrare gli enormi squilibri sociali che ci sono? Se non ce l'avete, è lì che andate a finire.

Assessore, io capisco che lei debba difendere la causa. Capisco anche che si è impegnato a trovare una soluzione a una dirigenza che in questo momento non è proprio performante. Abbiamo capito dal discorso di ieri che le scelte fatte di rottura con il passato, rispetto a ciò che è arrivato oggi, non stanno producendo i risultati sperati. Quindi siamo ancora più preoccupati, perché questo a noi sembra un po' come un buco nero nel quale continuiamo a buttare soldi e a non vedere una fine, soprattutto a non vedere un ritorno. Poi, sul fatto che ci dà ancora il 10 percento - i famosi 7 milioni di euro, diceva lei - le ricordo che una volta ce ne dava il 50 percento.

Io lo so benissimo che ci sono tanti dipendenti: ce ne sono però alcuni che lavorano egregiamente e si danno da fare, invece altri hanno gli avanzamenti di carriera o delle investiture particolari assolutamente inutili. Noi non ci vediamo chiaro e quindi sembra sempre che questi soldi vengano sprecati, ma purtroppo non siamo neanche in grado di avere ciò che ci servirebbe per poter smentire ciò che pensiamo. Decidete un po' che cosa fare e magari dateci contezza di come vengono spesi i soldi nel dettaglio, magari fateci vedere che quegli avanzamenti vociferati non sono veri: forse potremmo essere d'accordo con lei, forse potremmo cambiare idea. Ma se questo non avviene, che cosa pretende? La nostra non è disinformazione. La nostra è una richiesta del tutto logica: per favore, non buttate via altri soldi in un buco nero. Tutto qua. Abbiamo tante priorità: la disoccupazione è a più del 9 percento, ma cosa stiamo facendo, quanto stiamo investendo? I servizi sociali: tagliamo anziché aggiungere! E voi dite di non essere così tranchant?! Quando fate invece altre operazioni tranchant, quelle vanno bene? Capisce il punto, Assessore? È tutto qua.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Chiedo una breve sospensione dei lavori per una riunione dei gruppi di maggioranza.

Presidente - Sospensione concessa.

La seduta è sospesa alle ore 11:12 e riprende alle ore 11:39.

Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.

Gerandin (GM) - Ho ascoltato attentamente quanto ci ha riferito, assessore Perron, e in tutta sincerità non mi aspettavo altra risposta, perché era molto difficile che questa risoluzione potesse essere accettata dal Governo in cui lei è presente.

Questa risoluzione aveva come scopo forse quello di tracciare un futuro accettabile per la casa da gioco. Lei in questa occasione ha ribadito che non c'è a oggi alcuna intenzione di ricapitalizzazione; io mi spingo ancora più avanti: lei non lo ha escluso, mentre io lo do per certo, Assessore! Voi, con la prossima finanziaria o con una legge appena seguente alla stessa, attingerete nuovamente al bancomat Finaosta, per una ricapitalizzazione. Io personalmente do per certo questo, perché già avreste dovuto farlo, se non aveste iscritto i 29 milioni di euro di imposte anticipate. Un percorso più o meno certo perché, semmai in un futuro prossimo vorrete eventualmente valutare l'appetibilità della casa da gioco affidandola in gestione, è chiaro che non potrete sicuramente permettervi una riduzione del capitale sociale alla vigilia di un'operazione di tale genere. Sarebbe anche economicamente non comprensibile, poco appetibile e rischiereste di svalorizzare quello che cercherete di mettere sul mercato, se andrà avanti quello che è uno dei punti fondamentali del vostro programma.

Lo scopo della risoluzione era proprio quello di dire: se questa è la direzione, se è la scelta più o meno obbligata, fate chiarezza in questo contesto e cominciate a trattare questa società con la trasparenza dovuta a una società a totale capitale pubblico. Questo era lo scopo, per cui le varie iniziative che già avevamo presentato (interpellanze, interrogazioni) andavano in questa direzione. Non si può pensare di avere una zona d'ombra, un'area scura all'interno di una società in cui i debiti con gli istituti di credito, come Finaosta, vengano classificati come probabilmente inadempienti. C'è anche la questione, che avevamo sollevato in aula con un'iniziativa, in merito alla trasparenza dei conti. Quello è stato un passaggio, a mio parere, assolutamente insufficiente, perché di conti e di procedure non ce ne hanno fatti vedere neanche una traccia; ci hanno dato un riepilogo delle spese fatte, ma sulle procedure di affidamento o su come venivano fatte non c'era nulla.

Torniamo a una delle motivazioni, che nel suo intervento l'Assessore ci ha dato, sulla bontà di questa casa da gioco, dicendo che gli investimenti li ha fatti direttamente la casa da gioco e non la proprietà. È vero, sono stati fatti con affidamenti in tempi ridottissimi ed erano delle procedure che il pubblico non avrebbe mai potuto fare. Io dico che c'è anche una logica, nel senso che se loro non erano a capo di questo investimento, non sareste mai riusciti a mettere 29 milioni di euro di imposte anticipate a bilancio, per cui è stato un salvagente che avete utilizzato nelle varie fasi di stesura del bilancio. È molto facile - io dico - avere una società che investe, quando le restituzioni di debiti, mutui o investimenti vengono poi contabilizzati all'interno della contabilità ordinaria: si fa una contabilità ordinaria e poi alla fine si ha la certezza che il socio di maggioranza ricapitalizza. È il gatto che si morde la coda: io società mi prendo la responsabilità per avere le mani libere, per non avere alcun tipo di obbligo rispetto a quelli che ha un ente pubblico, dopo di che ho la certezza che debiti, interessi, deficit di gestione vengono contabilizzati all'interno del bilancio ordinario e poi regolarmente si provvede alla ricapitalizzazione, per non andare alla riduzione del capitale sociale. Questa è stata la gestione fino ad oggi.

Ripeto che questa risoluzione ha l'unico scopo di dire: andando nella direzione della ricapitalizzazione, fatelo ma fate anche un momento di chiarezza e di trasparenza, affinché il messaggio che filtra non sia quello di continuare a investire soldi pubblici, senza saper poi alla fine come vengono effettivamente spesi questi soldi. Perché poi che li metta Finaosta o la Regione, non cambia molto: sono sempre soldi pubblici. Chi mi ha preceduto l'ha detto molto bene, per cui non voglio assolutamente ripetermi.

In merito ai dipendenti, Assessore, sicuramente bisogna fare molta attenzione, perché non si tratta di penalizzare, mandare a casa o licenziare chissà quante persone, però per noi non ci sono dipendenti di serie A e di serie B. Tutti i dipendenti sono tali, per cui noi chiediamo che le tutele, che in questo momento sono più che lecite e vengono tutte le volte ricordate nei vari interventi per il casinò, valgano anche per quelle categorie che fanno meno rumore e meno chiasso, ma che percepiscono meno di stipendio e che nelle ultime scelte - non voglio tornare su quanto abbiamo discusso in abbondanza ieri - sono fortemente penalizzate.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.

Chatrian (ALPE) - L'assessore Perron, dal nostro punto di vista, oggi per la prima volta è stato chiaro: ci sarà una ricapitalizzazione. Avete deciso di non votare questa risoluzione semplicissima e lei prima diceva: "je ne comprends pas le sens". Noi abbiamo capito molto bene, nel momento in cui ci ha detto che non voterete questa risoluzione, che tra breve farete l'ennesima ricapitalizzazione; purtroppo questo ne è la dimostrazione. La sintesi dell'intervento che ci ha fatto l'assessore Perron è - io dico, per la prima volta - molto chiara: non la votiamo, perché siamo obbligati a ricapitalizzare. Mi sembra una risposta diretta, senza se e senza ma, e forse qualsiasi commento è superfluo, oltre a questa considerazione.

Aggiungo solo una battuta. Siamo molto contenti se, come lei ha detto, cercherà di fare chiarezza nei confronti dei valdostani. Noi abbiamo cercato in quest'aula sempre di portare a conoscenza il Governo, chi detiene le leve dell'esecutivo, perché è giusto così e ognuno di noi ha un suo ruolo all'interno di questo Consiglio. Noi siamo ben contenti se nelle prossime settimane lei fornirà alla comunità valdostana tutto quello che è stato fatto e che state facendo bene all'interno della casa da gioco. Ci fa piacere e siamo interessati a studiare, a leggere tutto quello che direte ai valdostani, perché io penso che sia cosa loro e sia cosa nostra. È talmente cosa loro e cosa nostra, che voi oggi avete deciso di ufficializzare e annunciare con un atto pubblico, non votando questa risoluzione, che tra brevissimo farete l'ennesima ricapitalizzazione.

Ma la parte che ci fa più male, assessore Perron, è che non c'è nessuna inversione di tendenza. Gli ultimi dati in suo possesso, e che abbiamo tutti, dicono che siamo sotto di 2,2 milioni di euro rispetto all'anno scorso, che è il trend negativo, che la coppia Scordato-Sommo sta portando a casa risultati quasi peggiori di Frigerio, sui quali mi sembra che tutta l'aula abbia fatto le sue considerazioni.

Ciò detto, noi manterremo comunque la nostra risoluzione. Senza esplicitarlo fino in fondo, però mi sembra che la posizione sia chiara: tra breve andrete di nuovo a portare via delle risorse alla comunità valdostana, per inserire ulteriori soldi pubblici in una macchina, dove però non state facendo praticamente nulla per farla andare meglio.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (UVP) - Che la situazione del casinò, oltre che sotto osservazione, sia di grande preoccupazione, lo dimostra il fatto che se ne parla con costanza in Consiglio regionale e anche credo nelle riunioni dei gruppi politici. Questo è evidentemente un elemento che ci deve portare alla fine a trovare concretezza nelle nostre discussioni. È passato un altro anno e purtroppo - credo che lo possano sottolineare tutti - le speranze portate dal nuovo gruppo dirigente, le novità e le innovazioni presentate non hanno a oggi prodotto tutti i risultati sperati, e i segnali negativi che pervengono continuamente in generale dal mercato del gioco, salvo per la casa da gioco di Campione, invadono fortemente la nostra situazione.

L'Assessore ha con noi una collaborazione frequente su ogni argomento e dispiace che la lettura sull'astensione porti a fare dichiarazioni come quelle che avete fatto. Collegare l'astensione a una volontà di ricapitalizzazione, è dire una falsità.

(voce fuori microfono)

"Sillogismo" è un bel termine, ma allo stesso tempo è una falsità, perché in questo momento nessuno ha operazioni di ricapitalizzazione in mente. Siamo al lavoro, come voi nel nostro ruolo, per capire quale può essere l'ipotesi migliore per invertire questa tendenza. Sicuramente non c'è soddisfazione, ma questo ci mancherebbe che lo si negasse. Credo che non ci sia la soddisfazione neanche di chi oggi è lì a dirigere, perché poi quando i risultati non sono quelli auspicati, la soddisfazione non ci può essere per nessuno.

Detto questo, però bisogna chiarirsi anche un po' sul valore che diamo a questo argomento. L'anno scorso, quando come UVP assumemmo posizioni un po' in controtendenza rispetto al mutuo all'1 per cento, ci furono un sacco di critiche, così come quando prendemmo certe decisioni. In qualche maniera l'argomento va affrontato per provare a venirne fuori, perché se i giochi francesi passano da 17 milioni di euro del 2012 a 12 milioni di euro, qualche cosa c'è. Allo stesso tempo non possiamo continuare ad aspettare che i sacrifici che vengono fatti sui dipendenti, non producano risultati. Quindi non è che queste cose non siano di evidenza e non si dicano, però dichiarare che siamo pronti a una ricapitalizzazione, senza che mai se ne sia parlato e che questa avvenga prima di una discussione su una progettazione nuova, rispetto alla gestione dell'azienda, è dire una cosa che non sta in questi termini.

L'astensione permette a noi di non seguire tempi che sono i vostri: voi giustamente avete il compito, come minoranza, di dare dei tempi che la maggioranza si sta dando per arrivare nel più breve tempo possibile a una soluzione, perché è chiaro che i 2 milioni di euro che mancano dal bilancio 2016 non lasciano tranquilli nessuno. Bisognerà chiarire anche un po' i costi che ci sono sul bilancio di questa società, perché in questi giorni si stanno valutando anche queste cose.

Per concludere, la posizione dell'Assessore, che portiamo avanti tutti insieme, è quella di arrivare, anche con la Commissione consiliare, a presentare in trasparenza quello che sta succedendo e uno o più possibili percorsi per andare nei prossimi mesi, nel breve periodo, a rilanciare nei prossimi anni la casa da gioco. Questo lo voglio sottolineare come UVP, perché non siamo qua né a svendere, né a perdere, né a dismettere un'azienda che riteniamo un patrimonio oggi rivalutato quantomeno in termini immobiliari.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (SA) - Il tema all'ordine del giorno sicuramente riveste una grande importanza, ma altrettanta delicatezza. Sicuramente i risultati gestionali sono preoccupanti, sono dei risultati che credo preoccupino tutto il Consiglio regionale, ma anche la comunità valdostana. Gli ultimi non sono dei dati troppo positivi, direi anzi che rappresentano una situazione di negatività sotto il profilo dei ricavi e anche del numero di visitatori rispetto al 2015. Sotto questo profilo, credo che quantomeno con il nuovo percorso eravamo tutti in attesa di avere dei risultati più positivi. Purtroppo dobbiamo registrare una situazione difficile, ma che lo è anche per il perdurare della crisi economica, del cambio delle abitudini dei giocatori e di tutte le dinamiche che sta subendo l'evoluzione del gioco, tra cui le quote di mercato tra le relative case da gioco.

Credo che sia importante, a fianco dell'attività che è stata intrapresa, degli interventi sulle spese per cercare di contenerle e ridurle il più possibile, del mettere ordine nei bilanci, anche di intervenire sui ricavi. Credo che sotto questo profilo il casinò debba tornare a essere quel volano per l'economia non solo di tutta la regione, ma soprattutto del territorio circostante che soffre fortemente questa situazione di crisi. Il casinò per il territorio circostante, come per le realtà di alta montagna, riveste la stessa importanza degli impianti a fune. Credo che queste siano delle infrastrutture che non solo possono dare soddisfazione alle famiglie che vivono attraverso il lavoro che viene creato internamente, ma anche a tutto il territorio circostante.

Al di là della condivisione e della preoccupazione, non possiamo condividere le conclusioni, perché anche in tutto questo percorso di valutazione che stiamo facendo della situazione, bisogna tenere conto di qual è il peso sui bilanci degli investimenti che sono stati fatti: investimenti importanti che hanno quantomeno messo la casa da gioco nella condizione di presentarsi in modo adeguato alle nuove esigenze. Diversamente, probabilmente la situazione potrebbe essere peggiore di quella che stiamo vivendo.

Noi riteniamo che vada portato sicuramente avanti un lavoro di affinamento, per dare vivacità anche all'attività di promozione, perché per lavorare sul fronte dei ricavi e dei visitatori in questo momento bisogna anche presentare delle innovazioni dell'offerta e soprattutto lavorare sulla promozione. Credo che questa attività vada potenziata, perché il futuro passa attraverso l'aumento dei ricavi. Sul margine delle spese credo che non ci sia grande spazio per migliorare la situazione.

Come gruppo Stella Alpina, per quanto concerne la posizione che terremo su questa risoluzione, ribadisco che ci asterremo, perché non possiamo condividere le conclusioni. Non siamo in grado di predire quello che avverrà nei prossimi anni, ma possiamo condividere l'auspicio che la casa da gioco debba diventare autonoma sotto il profilo finanziario e non necessitare, qualora possibile, di ulteriori interventi della pubblica amministrazione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Solo per dire che noi condividiamo le posizioni espresse dalla maggioranza e mi rifaccio anche un po' all'intervento del collega Marquis, per ribadire che è necessario sicuramente che la dirigenza del casinò, nell'individuare le criticità che tutti noi riconosciamo alla casa da gioco, deve comunque prestare una sempre maggiore attenzione al rapporto con il territorio. Questo è un mandato che noi abbiamo esplicitato al dottor Scordato e all'avvocato Sommo, ed è un mandato che abbiamo ulteriormente ribadito: il resort casinò, questa azienda deve diventare un valore aggiunto per il territorio e deve dialogare in sinergia con lo stesso. Credo che questa sia assolutamente una necessità, che abbiamo esplicitata e che esplicitiamo anche in aula: non deve diventare un problema per il territorio.

Condivido di rendere chiari i risultati della gestione, dividendo e rendendo espliciti una volta per tutte i costi degli investimenti rispetto ai ricavi e ai risultati di gestione. Questo deve essere assolutamente reso trasparente, anche se non c'è nulla da nascondere, ma credo che anche un'informazione forse più puntuale rispetto al non inglobare sempre in uno stesso calderone ammortamenti, e quindi costi sostenuti per gli investimenti, con altri tipi di costi che potrebbero evidenziare in qualche modo anche magari delle carenze di tipo gestionale o dei miglioramenti di tipo gestionale, devono sicuramente essere fatti.

Concludo dicendo che all'interno della maggioranza è aperto un dibattito sulla gestione della casa da gioco. C'è un dibattito molto chiaro e molto trasparente anche sulla necessità che la casa da gioco ritorni a essere un atout per la nostra collettività. Quindi questo un po' il percorso e anche noi ribadiamo, così come chi ci ha preceduto, che ci asterremo su questa risoluzione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Vorrei soltanto chiedere una breve sospensione, per parlare tra i gruppi di opposizione.

Presidente - Sospensione concessa.

La seduta è sospesa alle ore 12:04 e riprende alle ore 12:07.

Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ci sono altre richieste di intervento?

Non ci sono altre richieste, possiamo mettere in votazione.

Dichiaro aperta la votazione.

Esito della votazione:

Presenti: 33

Votanti : 7

Favorevoli: 7

Astenuti: 26 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, L. Viérin, M. Viérin)

Il Consiglio non approva.