Objet du Conseil n. 2227 du 22 juin 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2227/XIV - Reiezione di risoluzione: "Sospensione dell'attuazione sperimentale delle "Adaptations" sulla "Buona Scuola".
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori con la risoluzione al punto n. 26.01 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione ha chiesto la parola la collega Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Questa risoluzione di ALPE e Movimento Cinque Stelle nasce dal fatto che ieri, dopo essere stata annunciata, è stata consegnata agli uffici del Consiglio regionale una petizione riguardante l'applicazione di alcune delibere, in particolare della delibera n. 93, sulla quale abbiamo lungamente dibattuto, e andrei anche a riprendere il discorso dell'impegno che l'Assessore Rini si era assunta lo scorso Consiglio, quello di condividere maggiormente insieme al corpo docente i passaggi di questa riforma.
La petizione ha raccolto 2.500 firme, credo sia importante sottolinearlo. Ha mobilitato non solo la categoria insegnanti, ma anche quella dei genitori, e ritengo importante che possa essere discussa rispettando tutto l'iter per il suo sviluppo e l'enucleazione dei suoi problemi. In particolare noi ci fermiamo su un aspetto che viene sempre ribadito da tutti i lavoratori. Sappiamo che nel mondo della scuola le problematiche sono diverse, a volte anche molto settoriali e differenti, però una cosa è sempre stata ribadita da tutti i comitati, da tutti i gruppi di lavoratori che si occupano e che hanno chiesto di avere una possibilità di confronto su questo tema, un confronto serio, aperto, trasparente, non settoriale a piccoli gruppetti in cui agli uni si dice una cosa e agli altri un'altra, ma un efficace confronto con tutte le componenti della scuola valdostana. In questo periodo ci si è nascosti forse troppo dietro a questo ruolo, si è forse caricato di un ruolo anche troppo grande il Consiglio scolastico. In realtà crediamo che dovrebbe essere maggiormente allargato, anche per il fatto che il Consiglio scolastico in questo momento non è più stato rinnovato ed è più un raggruppamento di diverse persone; in questo periodo non ha avuto funzioni, ma comunque sappiamo che ha un ruolo consultivo e nulla più.
Chiediamo pertanto di andare oltre, di non fermarsi solo al Consiglio scolastico, ma di aprire un tavolo di confronto. Assessore, nell'impegno chiediamo in particolare al Governo regionale di soprassedere all'applicazione delle delibere di sperimentazione delle Adaptations in generale, quelle che sono state fatte, fino al completamento dell'iter della petizione, o comunque di non renderle operative per il prossimo anno scolastico 2016 - le confermiamo quello che abbiamo chiesto la scorsa volta - di fare seguire alla petizione l'iter in V Commissione e in Consiglio regionale. In particolare riprenderemmo le soucis che hanno gli insegnanti riguardo alla delibera n. 93 e al suo allegato relativamente ai tagli degli organici, soprattutto nella scuola secondaria di primo grado, alla certezza delle risorse per il potenziamento dell'offerta formativa, ad una formazione per gli insegnanti più programmata e adeguata, perché così com'è impostata ora, solo con la formazione on line, riteniamo - e lo ritengono gli insegnanti che hanno partecipato - che non sia esaustiva alla verifica della praticabilità del piano straordinario delle assunzioni e del precariato storico.
Sappiamo che a seguito del concorso si accederà per il 50 percento dalle graduatorie GAE e per il 50 percento dal concorso, però chiediamo che ci sia un'attenzione per tutti quei diversi settori di precariato che ci sono ancora. Sappiamo che in Valle non è così allarmante la situazione, ma ritengo che anche piccoli numeri siano da tenere in considerazione. Poi chiediamo all'Assessore di individuare e praticare ogni forma di confronto con tutte le componenti della scuola valdostana per una risoluzione condivisa delle criticità. Noi lo abbiamo ribadito: una riforma come quella della "Buona Scuola" può essere un'occasione anche per migliorare e andare avanti tutti insieme, però non possiamo prescindere dalle criticità emerse dal mondo della scuola, dagli insegnanti e dai lavoratori, quindi è per questo che le chiediamo maggiore attenzione.
Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo chiudere la discussione generale.
Per la risposta ha chiesto la parola l'Assessore Rini; ne ha facoltà.
Rini (UV) - Torniamo ancora una volta sul tema delle riforme che riguardano il mondo della scuola nel suo più ampio complesso, e devo constatare però che, ancora una volta, si fa confusione su due percorsi che sono ben diversi, ben distinti, sia per il contenuto che per l'iter di approvazione.
Vengo subito nel merito del testo della risoluzione: noi ci asterremo su questo testo e le vengo anche a spiegare le motivazioni. Come dicevo prima, c'è confusione nel percorso che ci accingiamo a compiere tutti insieme; ci tengo a ribadirlo, e in parte lo avevamo già fatto durante l'ultimo Consiglio, soprattutto per quanto riguarda il percorso degli adattamenti. Qua si chiede di sospendere una delibera di sperimentazione degli adattamenti: non esiste nessuna delibera di sperimentazione degli adattamenti, esiste una delibera che parla del percorso dell'adattamento della "Buona Scuola" che è tutt'altra cosa; non esistono delibere di Giunta che parlano di adattamenti. Esiste un protocollo d'intesa con una successiva norma di attuazione che pone delle date (2016 e 2017), ma non delibere di Giunta. La delibera di Giunta sarà l'ultimo passaggio, l'ultimo tassello del percorso degli adattamenti, quindi non il primo, e arriverà a iter concluso. Noi non possiamo pertanto recepire questa richiesta poiché non esiste questa delibera, ma colgo l'occasione perché ho capito quello che lei ha voluto esplicitare con questa risoluzione.
Tornando alla differenza di percorso tra la legge, e quindi alle firme anche depositate ieri che riguardano l'iter di adattamento della Buona Scuola, vorrei ricordare molto brevemente i passaggi: l'anno scorso è stata approvata a livello nazionale una legge che avrebbe dovuto trovare immediata applicazione anche in Valle d'Aosta, una legge che, proprio in base ai suoi contenuti, avrebbe stravolto il sistema dell'istruzione sul nostro territorio: un sistema che negli anni ha dimostrato la sua efficienza. Noi, per l'attenzione che da sempre si è cercato di avere proprio per il settore dell'istruzione e della formazione, abbiamo cercato di correre ai ripari e di far sì che ciò non accadesse, e così è stato: prima con la firma del protocollo e poi con la norma di attuazione che ha reso possibile la non applicazione della n. 107 sul territorio valdostano. Questo non perché non condividiamo tutti i punti della n. 107, perché io credo che questa abbia anche delle grandi potenzialità, ma perché siamo fermamente convinti di due aspetti: che il nostro territorio sia così particolare per conformazione territoriale e perché mai come oggi, mai come in questo momento storico è importante fare un buon esercizio del nostro autonomismo e quindi della nostra potestà legislativa, soprattutto in un ambito così importante come quello della scuola. Così stiamo cercando di fare.
Avete sicuramente seguito ciò che è accaduto a Trento, dove hanno approvato da poco la legge, a Bolzano, dove si sta andando avanti. Noi ci siamo presi del tempo: abbiamo cercato di ragionare, abbiamo chiesto ad un comitato tecnico di fornirci delle indicazioni. Ora questo testo ci è stato prodotto, adesso la voce verrà data alla politica e a tutte le parti che compongono il mondo scolastico. L'unico obiettivo che noi abbiamo è quello di adattare questa riforma per far sì, da un lato, di preservare l'eccellenza che è stata creata negli anni proprio da chi la scuola la vive quotidianamente sul nostro territorio e, dall'altro, di saper cogliere quelle sfide che renderanno ancora più performante la nostra scuola. Proprio su questo ambito si va a collegare il discorso degli adattamenti che prevedono il grande salto culturale per quanto riguarda la parte linguistica: mi riferisco notamment alla parte dell'inglese, perché ovviamente sul francese siamo già pronti e già fortunatamente abbiamo esempi virtuosi in tantissime scuole. Sulla parte dell'inglese non possiamo più aspettare: ce lo chiede il mondo. Parliamo spesso in quest'aula di binomio scuola/lavoro. Noi, ai nostri ragazzi che entreranno nel mondo del lavoro, dobbiamo dare a tutti le stesse opportunità; gliel'ho detto l'altra volta ma lo ribadisco, perché questo è un concetto nel quale credo profondamente. Oggi chi viene da famiglie più attente, più facoltose -ma non sta a me dirlo - può seguire dei corsi in maniera privata e avere una formazione linguistica che li renda pronti ad entrare in maniera compiuta nel mondo del lavoro; noi vogliamo che questa formazione linguistica così importante venga data a tutti, venga data nella scuola pubblica.
Sugli adattamenti la volta scorsa vi ho detto che stavamo aspettando i piani di fattibilità da parte delle scuole: abbiamo chiesto alle scuole se hanno le risorse necessarie per partire dal 2016. Qui non è una scelta politica discrezionale nostra, abbiamo chiesto a loro se sono pronti a partire con quel progetto, la cui previsione, lo ricordo, è di otto moduli annui. Anche su questo credo che stiamo partendo davvero leggeri. Guardiamo cosa succede nel resto dell'Italia, tante scuole già lo stanno facendo e ringraziamo chi negli anni, grazie all'autonomia scolastica, all'autonomia delle istituzioni, ha già portato avanti questi progetti. Noi adesso analizzeremo i piani di fattibilità, capiremo se hanno le risorse; se mancano le risorse, capiremo se siamo in grado di intervenire subito con le risorse aggiuntive che vengono richieste da parte delle istituzioni scolastiche e si partirà con l'iter normale di approvazione che prevedrà una delibera di Giunta, ma nella fase finale.
Pertanto ci asteniamo su questo testo, ribadendo la piena volontà di coinvolgere tutte le parti ovviamente coinvolta da questo processo di riforma.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Roscio; ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Ho ascoltato prima l'illustrazione del collega Certan e adesso la risposta dell'Assessore, ma circoscriverei solo una parte dei tanti aspetti che sono legati a questo processo di riforma della scuola valdostana e mi soffermerei su questa petizione. A noi risulta siano state portate oltre 2.500 firme di insegnanti e di genitori che si dicono preoccupati per quello che sta succedendo nella scuola valdostana, tanto è vero che in un punto della petizione loro chiedono di aprire un serio ed efficace confronto con tutte le componenti, ed è quello che l'Assessore da sempre ci dice: io sono per il confronto, ma di questo però non deve convincere i Consiglieri di ALPE, deve convincere questi 2.500 firmatari che evidentemente non si sentono rassicurati. Forse bisogna uscire da queste quattro mura del Consiglio regionale e provare ad organizzare un dibattito, un confronto al di fuori di questo per far capire quello che si ha intenzione di fare, perché evidentemente questo passaggio di informazioni sulla condivisione e sul fatto che si vuole arrivare ad un obiettivo con la condivisione e la partecipazione di tutti non è passato. Assessore, mi sembra chiaro, perché sennò non ci sarebbe stata una mobilitazione in tal senso. Vi sono poi tutti gli altri punti che mi sembra si riferiscano comunque all'applicazione della delibera n. 93 - questa invece c'è e ha dei contenuti - ma con questa petizione loro chiedono alcuni impegni ben precisi. Siccome i ruoli sono diversi, non sono i cittadini direttamente nella petizione che decidono cosa bisogna fare oppure no, la petizione comunque ha un iter in cui verranno auditi i rappresentanti e i firmatari nelle sedi opportune; dopodiché ci sarà un dibattito e penso si arriverà ad una votazione alla fine del Consiglio su questa questione. Pertanto, finché non sarà completato questo iter dove ci sarà il dibattito e il confronto, noi chiediamo che su questi punti si aspetti, anche perché, volendo, i tempi possono essere molto brevi per discutere e per risolvere le questioni: è più una questione di metodo che altro.
Proprio perché evidenziamo che non sono i Consiglieri di ALPE che chiedono questo, ma è il mondo al di fuori del Consiglio che chiede questo - evidentemente certi messaggi, se erano nelle intenzioni, non sono arrivati - noi su questo chiediamo un impegno ben preciso e spero che l'Assessore voglia accordarlo, perché evidentemente questo passaggio è mancato. Io mi fermerei qui. Mi sembra una questione di buon senso voler ascoltare le parti, come peraltro l'Assessore ha anche sempre dichiarato in commissione: di voler audire ogni singolo insegnante e di voler arrivare a risolvere le criticità nel modo più condiviso possibile.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Assessore, lei ha detto sostanzialmente che poteva andare molto peggio; di fatto siamo riusciti a mettere una pezza, e comunque abbiamo fatto valere le nostre prerogative, quindi quello che sta uscendo è una cosa decisamente migliore di quello che poteva accadere. Sono punti di vista, Assessore. Io credo che se questa cosa fosse stata fatta - doveva essere fatta, come ha ricordato giustamente il collega Roscio - con una maggiore condivisione, ma soprattutto ascoltando il mondo della scuola, come ho già avuto modo di dirle, probabilmente sarebbe, sì, una riforma buona, invece lei ha raffazzonato un po' la cosa. Perché lo ha fatto? L'ha fatto perché ha in mente un suo modello che ha voluto calare, e lo sta facendo in barba a tutto quanto quello che sta accadendo. Le firme sono 2.500, però credo che potevano essere anche 5.000: bastava avere un po' più di tempo e, secondo me, ne avrebbero prese a iosa di firme per fermare questa cosa che, sinceramente, pone dei grossi dubbi. L'altra volta lei ha minimizzato dicendo che ci sono otto moduli lì, cinque moduli là... cosa vuole che sia, una roba quasi ridicola! Ma perché non si ferma? Non riesco a capire perché non si ferma! A questo punto, visto che non è così impattante, visto che comunque sia dal mondo della scuola continuano ad arrivare segnali di disaccordo su questo, perché non si ferma? Si fermi un minuto, parli finalmente in maniera chiara e netta e precisa con tutti gli attori e magari ne può venire fuori qualcosa di molto meglio di quello su cui sta lavorando lei.
È chiaro che ci sono cose anche buone: il binomio scuola/lavoro o altre questioni non sono mica cattive, il problema è che lei lo sta facendo senza ascoltare chi poi lo deve mettere in pratica: questo è il punto sostanziale. Ha anche utilizzato uno strumento - come ha ricordato inoltre la collega Certan - che non funziona più: il famoso Consiglio scolastico è una roba vecchia come il mondo. Il metodo è quello, lo so, tutto quello che vuole, però il punto è che lei dice che quando si arriverà al punto poi ne discuteremo tutti assieme e sarà una cosa finalmente condivisa. Io su questo ho diversi dubbi, perché a quel punto la decisione sarà già presa, semplicemente da rettificare e scrivere in bella. Forse nell'impegno non sono state usate le parole più corrette, ma il punto non è questo: il punto è che si vuole dare un segnale per fermare una cosa che propriamente creerà solo danni. La nostra preoccupazione è questa più di ogni altra: i danni che pagheranno gli allievi, e le famiglie di conseguenza.
Voi vi astenete perché forse probabilmente qualcosa di quello che c'è scritto qui lo condividete, o perché non volete dare un segnale che tutto quello che stiamo dicendo è assolutamente sbagliato, ma non è una posizione chiara. A questo punto, votate contro: fate prima.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Assessore, se c'è qualcuno che ha confusione in quest'aula non siamo certo noi e non sono certo gli insegnanti: di questo possiamo essere certi, perché abbiamo ben chiaro che cosa c'è scritto nella legge della Buona Scuola, quali sono le riforme che state facendo; l'abbiamo capita benissimo, anche perché l'abbiamo praticata in molti e la pratichiamo quotidianamente qual è la differenza fra Adaptation e adattamento ad una legge, e questo lo ricordiamo a lei. Una sperimentazione non si fa su una legge, in didattica e in pedagogia non si fa su una legge, la sperimentazione in didattica e in pedagogia si fa in parallelo ad una legge, quindi probabilmente c'è confusione. Ha ragione, c'è molta confusione, peccato che ci sia confusione laddove si deve decidere!
I termini che abbiamo usato: abbiamo messo "delle deliberazioni di sperimentazione delle Adaptations" perché ce ne sono diverse, dato che vanno ad interferire sui contenuti e sul modo di procedere di tali contenuti. Se vuole gliele elenco, ma le elencherò direttamente agli insegnanti e ai genitori, così sarà molto più chiaro. C'è tutta una serie di delibere che avete fatto come Governo regionale dallo scorso anno dopo l'intesa e tra l'intesa e la norma di attuazione, tutta una serie di delibere su una cosa, delibere sull'altra, bonus, quindi l'abbiamo fatto apposta a non citare le delibere di Giunta con i numeri, ma lo faremo.
Mi dispiace davvero che lei non capisca e non voglia capire i segnali che il mondo fuori e il mondo della scuola le sta inviando. Poco male, perché tanto - non si preoccupi - sono fallite altre riforme della scuola! Lei ha talmente le idee chiare, Assessore, che è passata dall'applicazione a tappeto in tutte le classi prime di tutte le materie disciplinari in lingua inglese con un "non preoccupatevi, sono solo otto moduli nell'anno". Questo è il modo eccezionale per far fallire una riforma, banalizzarlo in questo modo, questo è davvero perfetto! In questo modo sono fallite tantissime altre riforme, fallirà anche questo, e ci dispiace, perché perdiamo un'occasione tutti noi valdostani, non solo lei o chi la sostiene. Questo da parte sua è gravissimo, come sono gravissime le dichiarazioni fatte da chi dovrebbe avere competenze non solo legislative e giuridiche, ma anche da chi, ricoprendo certi ruoli, dovrebbe avere competenze pedagogiche e didattiche, invece è stato detto a completamento di quanto ha detto lei, che ci saranno solo otto moduli durante l'anno. È anche stato detto: "se non riuscite a sostenere gli otto moduli in lezione frontale, fate vedere un film". Capisce perché il mondo fuori non ha confusione, ma ha ben chiaro quello che lei sta facendo? La confusione è altrove, Assessore, non è nel mondo scolastico, è dove si confonde didattica, competenza, pedagogia, preparazione con un "mettete su un film e fate vedere un film"! Per lei queste sono le competenze di cui hanno bisogno gli studenti valdostani per affrontare il mondo del lavoro in alternanza scuola/lavoro? Mi scusi, ma forse siamo ben lontani dagli obiettivi di una riforma scolastica!
Ci dispiace tantissimo che vi asteniate; sarebbe stato molto meglio a questo punto dare un segnale chiaro e votare contro, così finalmente avrebbe dato un segnale chiaro anche ai lavoratori, che comunque tireranno ugualmente le loro conclusioni. Continuare a perseverare, pensando di avere la ragione quando si banalizza un passaggio a mio avviso storico come questo della scuola, è veramente grave.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Fabbri; ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Solo per esprimere la posizione del nostro gruppo dell'UVP su questa risoluzione e in generale sull'argomento della scuola: argomento estremamente importante, che naturalmente sta a cuore a tutto il Consiglio, di tutti i gruppi e di tutti i valdostani, perché è una delle basi della nostra vita sociale. Quello che è all'attenzione del nostro gruppo ci sembra che lo abbiamo ben posto in essere quando abbiamo sottoposto alla nuova maggioranza i 27 punti dell'accordo di programma, in cui si prevedeva proprio la sospensione dell'iter di questa legge e delle Adaptations per discutere profondamente e per vedere di concertare questa riforma, in modo che possa essere veramente utile a tutta la scuola e a tutti i nostri concittadini.
Per entrare nello specifico della risoluzione, annuncio che noi ci asterremo su questa risoluzione proprio per il fatto che dicevo: che l'iter di questa legge è ancora in fieri, è una legge che, prima di essere portata qui all'approvazione del Consiglio, verrà discussa, vista e considerata in tutti i suoi aspetti, in modo che possa soddisfare le esigenze della nostra popolazione.
Per quanto riguarda invece le Adaptations linguistiche, noi siamo convinti anche che forse una piccola accelerazione ci vuole, anche perché è estremamente importante dare ai nostri ragazzi gli strumenti per poter affrontare nel modo più moderno gli studi che poi li attenderanno nel futuro. Per cui, se è prevista una fase di sperimentazione e questa sperimentazione potrà essere utile, naturalmente sentendo chi lavora nel settore e che quindi ha tutti gli strumenti per poter esprimere dei giudizi per poter cominciare questa sperimentazione in modo da accelerare le cose, per noi è una cosa estremamente importante.
Presidente - Non ci sono altri interventi, possiamo mettere in votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
Presenti: 32
Votanti : 6
Favorevoli: 6
Astenuti: 26 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Gerandin, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, L. Viérin, M. Viérin)
Il Consiglio non approva.
