Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2222 du 22 juin 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2222/XIV - Interpellanza: "Attivazione dei corsi biennali per l'istruzione e la formazione professionale per i ragazzi quattordicenni".

Rosset (Presidente) - Punto n. 23 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Abbiamo parlato ripetutamente in quest'aula dell'importanza della formazione professionale nella precedente legislatura, ma anche in questa. Con l'Assessore Donzel ripetutamente avevamo sottolineato la mancanza di attivazione di corsi della formazione professionale che in altre Regioni e in altri Stati è consolidata ed è un fatto ormai assodato che ci siano, mentre in Valle d'Aosta non sono mai stati attivati. L'abbiamo ripetuto altre volte anche in commissione: l'alternanza scuola/lavoro e la formazione professionale sono sicuramente un punto centrale in questo momento, credo anche per uno sviluppo sociale e armonico delle nostre generazioni future, perché penso che mai come in questo momento - e la crisi lo sta dimostrando - è necessario avere anche delle specializzazioni in vari settori, e credo che mai come in questo momento si senta la mancanza in Valle d'Aosta proprio di queste competenze che non sono state mai attivate.

Ora, nei principi della "Buona Scuola" uno dei principi più importanti e che noi riteniamo essere più validi è proprio questa importanza che viene data all'alternanza scuola/lavoro e anche alla formazione professionale, che sono sicuramente due volet di un unico aspetto.

Assessore, sappiamo che lei si è mobilitato per attivare anche in Valle d'Aosta quella parte di istruzione e formazione professionale che per scelte politiche di altri Assessori non è mai stata fatta, perché è una scelta che non c'era. Devo dire che forse possiamo leggere anche tanti dati di dispersione scolastica e tanti dati di abbandono scolastico, proprio per questa mancanza in Valle d'Aosta, mancanza abbastanza grave, se si mette anche in relazione al fatto che la Valle d'Aosta, per Statuto, ha competenza primaria proprio in questo campo. Ci si sarebbe aspettati che proprio in questo campo si desse corso sicuramente ad una formazione, a scuole molto più professionalizzate. Dobbiamo dire - ma questo per storia e per eredità che fortunatamente abbiamo - che ci sono scuole che hanno portato avanti questo tipo di piccola parte di istruzione mancante: ad esempio l'Institut Agricole (lo IAR), il Don Bosco, e in parte anche la Scuola alberghiera. Lei ha più volte ricordato, anche in commissione, quando è venuto a presentare il piano triennale degli interventi di politiche del lavoro, dell'azione di formazione professionale, di ordinamento e sviluppo, le azioni per favorire l'impiego e l'occupazione, e devo dire che ha fatto sicuramente dei passaggi e dei passi importanti.

Vorremmo avere - queste sono un po' le richieste che le facciamo attraverso i nostri quattro punti - informazioni più dettagliate e specifiche riguardo ai corsi biennali di istruzione e formazione professionale (IeFP) per i ragazzi che terminano la scuola secondaria di primo grado, quindi per i 14 anni, perché fino ad ora in Valle d'Aosta noi li avevamo solo per i 16. Per questo motivo spesso abbiamo avuto abbandoni e dispersioni dai 14 ai 16 anni. Vorremmo anche capire quali sono i corsi, gli indirizzi, le classi, qual è il numero di classi che è intenzione - direi anche che è possibile - attivare a settembre 2016; quali saranno gli enti formatori accreditati che si occuperanno dell'attivazione e quali locali verranno messi a disposizione per tali nuovi corsi; quante risorse sono state preventivate per tale attivazione per la formazione professionale in generale. Queste sono le nostre richieste, dando un po' per scontato che si riescano a far partire dei corsi per il 2016. Capiamo che forse all'inizio non potranno essere così numerosi e variegati, però vorremmo capire quali sono le sue intenzioni. È chiaro che tutto questo entra poi in tutto il discorso delle Adaptations, dell'adeguamento della Buona Scuola che è ancora un'altra parte molto importante, ma che è leggermente a latere di questo discorso.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel; ne ha facoltà.

Donzel (PD-SIN.VDA) - Siccome il tempo a disposizione è molto limitato, mi concentrerò soprattutto sulle domande che lei ha fatto. Per quanto riguarda l'impostazione del ragionamento nella premessa, mi fa piacere che anche lei condivida quanto si sta facendo; abbiamo avuto anche occasione di confrontarci in varie situazioni, questo mi fa piacere. Sul ragionamento specifico della Valle d'Aosta andrebbe fatto qualche approfondimento: la sua lettura è un po' troppo tranchante, nel senso che esistevano comunque nel sistema dell'istruzione professionale della Valle d'Aosta dei corsi con delle curvature particolari non sufficienti, però non vedrei la limitazione come l'ha messa: lei che ha dimenticato alcuni corsi come quelli del Corrado Gex o dell'IPR della Bassa Valle, che comunque hanno fornito delle opzioni e delle possibilità a dei ragazzi nel contesto del passato.

La novità forte che si sta cercando di introdurre, e che andrebbe però distinta per essere chiari rispetto ai cittadini, è che c'è un'operazione alternanza scuola/lavoro che avviene nel sistema dell'istruzione, mentre invece si rafforza ulteriormente il sistema della formazione professionale. Le due cose dovranno certamente coordinarsi. Noi, per evitare sovrapposizioni, stiamo cercando di spingere nel settore della formazione professionale il concetto del duale: oltre all'attività laboratoriale, che già viene fatta negli istituti professionali anche in modo molto performante - lei ne ha citati alcuni, e penso all'Institut Agricole, dove siamo quasi ad un semiduale in molte situazioni perché esistono vere e proprie attività agricole, abbiamo situazioni laboratoriali molto spinte anche per esempio nella situazione del CNOS-FAP e dell'IPRA, in cui si è quasi come in officina - noi vogliamo spingere di più per il pezzo della formazione professionale.

Per rispondere puntualmente alla sua domanda, dall'anno prossimo parte sostanzialmente il corso degli operatori del benessere con un percorso graduale: il primo corso triennale di formazione professionale in duale. Le iscrizioni, che sono state preiscrizioni grazie alla collaborazione con l'Assessore all'istruzione che ha dato piena disponibilità, siamo già riusciti a farle partire, quindi abbiamo già una classe di iscritti. Tuttavia è probabile che, finiti gli esami di terza media e vista la situazione che si viene a creare, arrivino altre e nuove sollecitazioni, perché è un mondo che si comincia a scoprire, soprattutto nella fase in cui noi l'abbiamo presentato, non avevamo ancora fatto il bando, e quindi non potevamo dire chi era il soggetto che avrebbe gestito questi corsi e in che sedi avrebbero avuto luogo questi corsi, perché molte famiglie dicevano se sono ad Aosta sì, perché sappiamo che Aosta è il bacino principale. Invece Projet Formation, che si è aggiudicata questo tipo di corso, avrà la sede a Châtillon nell'ex Panorama e sta adesso adeguando i locali, perché ovviamente devono rispondere a tutte le norme previste, poiché per essere enti accreditati bisogna avere ovviamente tutte le caratteristiche di una vera e propria scuola.

Quello che sarà importante è che questo corso partirà con una formazione professionale aperta al duale nel quale vi sarà - questo sì per la prima volta nella formazione professionale - il riconoscimento dell'assolvimento dell'obbligo scolastico. Parallelamente non vengono chiusi tutti gli altri corsi biennali, ma per quei corsi biennali valgono le regole che ci eravamo dati: bisogna avere assolto l'obbligo scolastico che si assolve avendo fatto 10 anni e avendo acquisito anche il titolo di istruzione. Vengono fatte, già previste in passato, alcune piccole deroghe, ma non è possibile oggi, finita la terza media, iscriversi ad un biennale tout court a 14 anni, perché sono dei corsi successivi. Questi corsi comunque verranno mantenuti per quanto riguarda l'operatore riparazione veicoli a motore, carrozzerie, operatore termoidraulico e operatore elettrico. L'impostazione che stiamo dando è quella di poterli vedere evolvere verso i triennali con l'assolvimento dell'obbligo scolastico, perché la forza di questa idea non sta soltanto nei tre anni, sta nell'istituire dei possibili quarti anni. Sono quei piccoli numeri della Valle d'Aosta, questo è difficile, alle volte sì, ma non è impossibile, perché stiamo vedendo nel caso sperimentale dello IAR di poter fare questi quarti anni in convenzione con altre realtà: la Francia, la Svizzera e il Trentino, quindi dando ai nostri ragazzi che hanno il percorso della formazione professionale comunque la possibilità di avere delle qualifiche di alto profilo spendibili sul mercato del lavoro. Gli enti accreditati sono Projet Formation, il CNOS-FAP e la Fondazione per la formazione professionale e turistica, che sta valutando in questo periodo se continuare sul biennale oppure se ipotizzare uno stop del biennale per arrivare poi ad un triennale dall'anno prossimo: sono valutazioni su cui noi non stiamo facendo delle forzature, perché è importante che sia un percorso graduale, costruito di concerto anche con il mondo dell'istruzione.

Le risorse finanziarie che abbiamo finanziato per i triennali sono 840 mila euro; per i percorsi biennali abbiamo stanziato 2,4 milioni di euro che potrebbero ridursi un po' se vengono sospesi alcuni corsi negli anni a venire. È però molto importante, per rispondere alle aspettative - se lei mi permette colgo l'occasione per dire questo - che ci sono altre iniziative formative stanziate per 2 milioni di euro per tutti coloro (disoccupati e inoccupati) che ricadono nella categoria adulti: potrebbe essere che uno si trova a 17/18 anni a chiedersi cosa fare, non ci sono i biennali, è importante che si attivino anche dei corsi di formazione. Ci sono persone che adesso hanno 35-40 anni e non sanno dove andare: c'è solo la formazione professionale per i quattordicenni. Con l'autunno partiranno anche questi corsi, perché la procedura dell'attivazione della nuova programmazione richiede tutta una serie di passaggi molto delicati con vere e proprie responsabilità di primo e secondo livello molto delicate, dove qui in Valle d'Aosta bisogna dire che alcuni funzionari sono uno rispetto ad altre Regioni che ne hanno 10 per ogni settore, quindi è una cosa molto delicata. Il comitato di sorveglianza del FSE che è stato fatto di recente si è congratulato con noi, non con l'Assessore, con tutta l'organizzazione che è molto complessa, che comprende anche pezzi del bilancio e quant'altro, per l'avvio di questa procedura. Se noi decolliamo con questa procedura a settembre siamo negli standard previsti anche dall'Unione europea.

Presidente - Per la replica ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Assessore, mi pare quindi di capire dalla sua risposta che partirebbero due classi: una di operatori del benessere e una sulla formazione turistica indicativamente... due indirizzi, quindi, la formazione turistica che è in previsione nel 2017 e due classi degli operatori del benessere. Penso che piuttosto di niente, com'è stato fino adesso, qui sia assolutamente interessante partire, perché il resto dell'Europa credo sia già molto più avanti di noi - anche in Italia ci sono delle realtà molto interessanti - e questo è il grave ritardo in cui versa la Valle d'Aosta, perché nel resto d'Italia comunque hanno potuto fare questi tipi di corsi, quindi lo potevamo fare benissimo anche noi. Guardiamo sempre la Svizzera, e quando ci ritroviamo a considerare quanto sono avanti ci diciamo che è perché loro hanno altre normative, altre leggi. In Italia ci sono realtà che invece hanno funzionato pur essendo in Italia, quindi a maggior ragione potevamo farlo noi con lo Statuto speciale. Non è stato fatto nulla, è bene che si parta. Avete indicato Châtillon... benissimo, ce ne occuperemo, in questo momento è un dettaglio.

Credo sia anche interessante e percorribile l'altro aspetto che lei ha sottolineato, di vedere di trasformare i biennali - che adesso sarebbero da 16 a 18/19 anni - in corsi triennali di appoggio per poi eventualmente altri biennali. Capiamo che sicuramente deve essere fatta una valutazione, perché capiamo che a livello di numeri la Valle d'Aosta sia chiaramente sempre un po' in affanno, poiché per formare una classe ci vogliono tutta una serie di condizioni e capiamo anche che queste siano molto settoriali. Credo però, se viene fatta un'attività duale, una formazione professionale di un certo livello, e se viene anche attivata l'alternanza scuola/lavoro fatta molto più con l'impresa (l'impresa fa parte poi del percorso formativo della scuola), che si potrebbe anche diventare interessanti ancora prima dell'università, ma si potrebbe diventare interessanti per altre Regioni anche riguardo a questi corsi. Sarà pertanto molto importante capire quali corsi attivare, quali indirizzi, e soprattutto di che genere.

Sulle risorse immagino che la ripartizione fra biennali e triennali sia dovuta chiaramente alla partenza di alcuni e al numero molto più grande dei biennali. Noi monitoreremo e porteremo le nostre proposte. Le chiediamo veramente di non lasciar cadere in questo momento, perché credo che mai come oggi la Valle d'Aosta ha davvero bisogno di un certo indirizzo su questo. Ho semplificato per una questione di tempo, ma non ho certo dimenticato tutto il lavoro che svolge ancora adesso e che continua svolgere l'IPR di Aosta o i vari corsi; non li ho citati appositamente perché questa mi sembrava una cosa leggermente a latere. È chiaro che quel segmento di formazione c'è e rimane e, anzi, forse a questo segmento adesso potrà essere dedicata anche maggiore attenzione. In questi anni in qualche modo abbiamo dovuto sorbire tutta la mancanza degli altri corsi, quindi forse sarebbe anche importante adesso dare un sollievo e un aiuto in più a queste scuole che in questi anni hanno sopperito a tali mancanze e che magari sono anche state penalizzate, sia per quanto riguarda il numero di alunni (che ad un certo punto era veramente tanto grande) che per la qualità dell'insegnamento il quale ha dovuto adeguarsi proprio al numero. Sicuramente anche l'IPR è sempre stata ed è un bel riferimento di qualità per la nostra regione. Noi adesso chiediamo di riuscire a potenziare anche questo segmento della formazione.