Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2217 du 22 juin 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2217/XIV - Interpellanza: "Interventi per l'ammodernamento delle reti idriche degli acquedotti".

Rosset (Presidente) - Punto n. 17 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Questa interrogazione riguarda un argomento rilevante che spesso porto in questo Consiglio: la gestione delle acque. Le acque sono fondamentali e lo diventeranno sempre di più anche in ragione dei mutamenti climatici che avranno delle conseguenze dirette e che già hanno delle conseguenze dirette sulla quantità di acqua prodotta. Gli effetti a livello planetario sono oramai evidenti con delle cause che nel lungo periodo possono avere anche effetti catastrofici, ma noi rimaniamo nell'ambito della gestione corretta di questa risorsa, soprattutto un utilizzo il più corretto possibile.

In Italia, per quel che riguarda gli acquedotti, siamo in una situazione piuttosto critica, nel senso che una parte significativa delle acque captate per gli acquedotti è dispersa: c'è uno spreco di acqua notevole, si parla di oltre un terzo del totale con punte che sfiorano il 60 percento in certe regioni. Una situazione, come definita da molti, ben lontana da una situazione ottimale di gestione della risorsa dell'acqua, tanto più che sappiamo esserci un rischio effettivo di mancato approvvigionamento della comunità di questo bene. In certe regioni sappiamo che ci troviamo in difficoltà e la stagione estiva certo non migliora questa situazione, vogliamo pertanto con questa interpellanza fare un po' il punto in Valle d'Aosta relativamente alla questione degli acquedotti dell'acqua potabile nella nostra regione e in particolare volevamo sapere qual era lo stato degli acquedotti in Valle d'Aosta di quelli utilizzati e qual era la percentuale di perdite delle nostre reti acquedottistiche. Inoltre, anche capire in merito all'ammodernamento di questa rete, perché uno dei problemi che emerge a livello statale sulla gestione delle reti acquedottistiche è proprio l'ammodernamento di cui necessitano, altrimenti in poco tempo ci si trova in situazioni critiche con problemi di acqua, di fornitura dell'acqua e degli sprechi eccessivi di un bene che, come dicevo, va gestito nel modo più razionale possibile. Rispetto agli ammodernamenti, volevamo capire cosa era previsto, soprattutto a chi erano a carico questi costi relativi ai futuri ammodernamenti delle reti degli acquedotti.

È un argomento importante, che sempre di più lo sarà. Alcuni giorni fa a Saint-Vincent è stato organizzato un convegno internazionale su questo argomento, tra l'altro organizzato dal nostro ex collega Robert Louvin, nel quale si sono anche illustrate delle esperienze di gestione dell'acqua interessanti. È un argomento che a livello internazionale, non soltanto italiano, è nell'agenda di molte amministrazioni. Volevamo pertanto fare il punto per quello che riguarda la Valle d'Aosta, sarà forse la prima di una serie di iniziative in questo settore.

Presidente - Per la risposta, la parola l'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Ringrazio il Consigliere Bertin per questa interpellanza che ci dà un primo spunto per fare luce su tutta una serie di problematiche che ha affrontato nelle sue premesse e che condivido. Per dare risposte a questa sua interpellanza, ci siamo confrontati ovviamente con il BIM, che è l'Autorità di ambito regionale per il servizio idrico e con il Comune di Aosta, che è il centro più grande della regione: il BIM ci ha comunicato di non avere dati specifici relativi alle perdite di rete, di non avere mai condotto una ricognizione in questo senso, visto che pochi sono gli acquedotti che sono dotati di un sistema di misura delle portate prelevate direttamente alla sorgente. L'Assessorato in materia di ambiente del Comune di Aosta ha evidenziato invece che, relativamente al funzionamento degli acquedotti, gli impegni nei confronti degli utenti sono contenuti in una carta dei servizi, che definisce i livelli di servizio che devono essere assicurati da parte del gestore; livelli che considerano una serie di aspetti che in particolare riguardano: il rapporto contrattuale, l'accessibilità al servizio, la gestione del rapporto contrattuale e la continuità del servizio. Sono quindi elementi indicati che prendono in considerazione aspetti prettamente amministrativi, organizzativi, contrattuali e tecnici costituendo così un quadro di indicatori che possono fornire un'adeguata descrizione dell'efficienza dell'organizzazione.

Per quanto riguarda il livello delle perdite, la rete idrica del servizio acquedotto è dotata (quella di Aosta) di misuratori di portata elettromagnetici all'ingresso di ogni sua alimentazione, nonché presso ogni serbatoio o stazione di pompaggio. Il risultato ottenuto, l'ultimo dato è quello del 2014, è del 20,5 percento di dispersione come riportato anche dal rapporto ecosistema urbano di Legambiente nel quale Aosta si colloca al diciannovesimo posto tra i Comuni capoluogo di provincia esaminati dal rapporto stesso.

Per rispondere al quesito n. 2 "gli intendimenti in merito all'ammodernamento di tali reti e il carico dei costi relativi": negli ultimi anni, dal 2009 al 2015 - l'esame è stato fatto in questa fascia qui - gli investimenti nel settore per i piccoli interventi di manutenzione e adeguamento della rete acquedottistica e fognaria, quelli direttamente coperti dal bilancio regionale, quindi senza incidere sulla tariffa, sono stati pari a 25 milioni in applicazione della legge regionale n. 13/2008, senza contare gli altri investimenti diretti dei Comuni. Qui faremo un approfondimento, perché è un dato che ci interessa poi raccogliere, ma le tempistiche sono molto più lunghe per arrivare ad avere il quadro generale anche da parte dei Comuni. I diversi sub-ATO hanno poi previsto, all'interno di propri piani specifici, investimenti pluriennali computati nella tariffa del servizio stesso. La Regione, con il BIM e con i Comuni, quindi sta valutando tecnicamente, anche alla luce dell'evoluzione normativa nazionale, come modificare e integrare la normativa e la regolamentazione regionale in materia di servizio idrico. Completato il lavoro tecnico, sarà quindi possibile effettuare le valutazioni politiche del caso e assumere decisioni conseguenti, magari anche rispetto ad una valutazione della tariffa.

Posso ricordare che nel piano triennale 2016-2018 - ma usciamo dalla richiesta di interventi di ammodernamento, parliamo di nuovi acquedotti - è prevista la realizzazione e sono stati finanziati due interventi significativi: la condotta di collegamento tra il serbatoio di Pracharbon, nel comune di Ayas, e il Col de Joux e per questo intervento l'Unité des Communes sta procedendo con una procedura di gara. Un altro intervento è la condotta principale dell'acquedotto intercomunale nel tratto Brusson-Montjovet. In questo caso è in fase di aggiornamento la progettazione e nel corso del 2016 si prevede la pubblicazione del bando di gara. Questi sono due interventi piuttosto importanti. Credo di essere stato esaustivo.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.

Bertin (ALPE) - Assessore, è stato esaustivo, purtroppo però la risposta mi lascia piuttosto insoddisfatto, innanzitutto perché non vi è nemmeno un monitoraggio sugli acquedotti di questa regione: non siamo in grado e il BIM non è in grado di sapere qual è la situazione attuale degli acquedotti di questa regione. Conoscevamo il dato di Aosta, perché è noto a tutti: il 20 percento, che è comunque una cifra significativa che dovrebbe essere comunque ridotta. Sono veramente insoddisfatto di questa prima parte della risposta. Credo che, per poter intervenire e gestire in modo corretto questa importante risorsa, è necessario conoscere e, per conoscere, evidentemente bisogna monitorare gli acquedotti; il fatto che in questo momento non si sia in grado, diversamente da quanto avviene in molte altre realtà sia italiane che estere, nemmeno di dire quali sono le perdite degli acquedotti della nostra regione, salvo Aosta, è una situazione francamente che dimostra che siamo in ritardo, che stiamo sottovalutando questo aspetto molto importante per la gestione corretta delle acque. Sono insoddisfatto di questa parte della risposta.

Per quello che riguarda la seconda, anche qui siamo in ritardo, perché il problema, com'è evidente, è la tariffa: quanto pagheranno i cittadini rispetto a questo utilizzo dell'acqua e chi pagherà i nuovi interventi. Il problema si pone in questi termini, perché i piccoli Comuni voglio anche capire come possono fare degli interventi avendo un bacino di utenza limitato, cadrebbe tutto sui cittadini che ovviamente avrebbero delle bollette altissime. Mi sembra che il quadro che ne esce da questa risposta a questa interpellanza sia piuttosto inquietante: non conosciamo, siamo in ritardo rispetto all'applicazione delle varie normative, anche soltanto avere un quadro preciso della situazione...la invito a riprendere in mano questo settore, perché non si può aspettare ancora. Tornerò su questo argomento prossimamente su questi canali.