Objet du Conseil n. 2215 du 22 juin 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2215/XIV - Interpellanza: "Interventi per rendere operativo lo stabilimento Lavazza di Verrès e per fornire risposte agli ex dipendenti".
Viérin M. (Président) - Point n° 15 de l'ordre du jour. La parole au collègue Gerandin.
Gerandin (UVP) - Oggi è il 22 giugno e penso che sia un momento molto triste per quanto riguarda la situazione industriale valdostana: mi riferisco alla Bassa Valle, in particolare ad uno stabilimento come quello della Lavazza, che era forse una delle realtà in cui si credeva di più, per ovvi motivi chiaramente. Dico che oggi è il 22 giugno perché oggi cessa la produzione allo stabilimento Lavazza e da quando abbiamo avuto, a partire da novembre 2015, la notizia della scelta di questa multinazionale di chiudere una realtà produttiva che, dal punto di vista economico, dal punto di vista occupazionale, dal punto di vista produttivo, non aveva assolutamente nessun tipo di problema, anzi era continuamente sollecitata ad aumentare la produzione, noi abbiamo avuto le notizie le più frammentarie, le più disparate in merito alla situazione della Lavazza.
Dopo quest'annuncio abbiamo avuto un tavolo delle trattative che è stato aperto e che ha visto coinvolti sindacati e aziende; a seguito di questa trattativa, abbiamo avuto accordi firmati anche in termini economici interessanti con delle buone uscite. Abbiamo avuto anche una fase in cui la politica era rimasta fuori da questa trattativa e lei stesso, Assessore, aveva più volte sottolineato di non essere stato chiamato a questo tavolo delle trattative. Ciò non toglie che la Regione Valle d'Aosta è proprietaria di questo stabilimento, che in questo lasso di tempo, anche dopo la conclusione dell'accordo con i sindacati e le maestranze, operai rappresentati a questo tavolo dalle organizzazioni sindacali, noi abbiamo avuto una serie di notizie che leggevamo, che abbiamo in parte anche con il collega Bertschy sollecitato per approfondire. Esse erano legate al fatto che, pur essendo proprietari, c'era un contratto d'acquisto da parte della proprietà Lavazza e, malgrado ci fossero delle manifestazioni di interesse da parte di aziende - e lo si leggeva anche fino all'inizio di maggio -, si segnalava una serie di difficoltà anche ad entrare e a visitare lo stabilimento ex Lavazza da parte di possibili imprenditori interessati. Io non ero a conoscenza ma, dopo che questa interpellanza è stata scritta, alcuni giorni fa, mi pare che alcune novità ci siano in merito al fatto che probabilmente questo clima di conflittualità tra Amministrazione regionale e proprietà si è in parte attenuato, per cui pare che ci sia stata anche la possibilità di visitare questi stabilimenti; penso che sia la giusta direzione.
Quello che però a me interessava era capire che futuro c'è per questo stabilimento, per questi 41 operai che sono in mobilità, ricordando che anche a fronte di buone uscite interessanti, queste terminano, vanno nel tempo a scemare le disponibilità economiche e rimane un grande problema occupazionale, soprattutto per un'area industriale in difficoltà, soprattutto un'area che in questo momento avrebbe necessità di avere risposte certe, informazioni certe. L'intenzione era di fare il punto, di capire se c'erano sviluppi in merito, anche perché sia operai che ex operai, sia la cittadinanza della Bassa Valle di Verrès stanno aspettando con ansia notizie in merito.
Président - La parole à l'Assesseur Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Come per l'interpellanza precedente, già la scorsa settimana ho puntualmente informato il suo Capogruppo Bertschy, con il quale c'è un'ottima collaborazione sulla questione industriale. Io direi che oggi la sua descrizione di una situazione drammatica sulla condizione industriale della nostra Regione andrebbe leggermente corretta, sicuramente fu drammatica e fu un fulmine a ciel sereno la comunicazione della chiusura della Lavazza.
Entro subito nel merito: non credo che si possa in qualche modo pensare, stante quanto ho più volte ripetuto in questa sede, che ci possa essere da parte dell'Amministrazione regionale un rapporto di simpatia con la multinazionale Lavazza, perché, di fatto, è venuta meno a tutto un percorso molto lungo che era stato creato con l'Amministrazione regionale e che sicuramente ci ha lasciato esterrefatti. Ciò detto, l'interesse che abbiamo subito avuto per salvare l'attività produttiva dello stabilimento - ma non adesso, dal giorno dopo che Lavazza ci ha dato quella comunicazione - ha fatto sì che si cercasse di costruire una serie di rapporti con la stessa che permettessero almeno, se non in termini amichevoli, di rispetto minimale reciproco e di buon senso nell'interesse generale, di trovare delle soluzioni.
Le informazioni che abbiamo dato come Amministrazione regionale sono state sempre corrette e mai smentite, tant'è che la data che dice lei del 22 di chiusura oggi a me non risulta affatto. L'avevo detto già tempo fa: Lavazza intende ancora per qualche settimana di luglio svolgere delle attività, seppur contenute, ma non dismette la produzione tout court. Ad oggi, nonostante i solleciti più volte fatti, non ci ha ancora fornito una data definitiva. Ad oggi, a seguito di incontri in cui si è ristabilito un rapporto di dialogo sereno, più collaborativo tra Regione e Lavazza, di cui io ringrazio naturalmente i dirigenti di Lavazza, non ci è ancora stata comunicata l'ipotesi Lavazza di smantellamento dei beni di sua proprietà. Noi avevamo chiesto una pianificazione, ci è stata data di nuovo una data molto vaga: gran parte del 2017.
Ad oggi in questo delicato percorso sono state avanzate delle manifestazioni di interesse da parte di alcuni soggetti privati; in un caso c'era tutta una questione di tempistica di rilascio dello stabilimento, che prevedeva il rilascio a gennaio-febbraio che era impossibile: c'erano i lavoratori che ci lavoravano. Non era neanche immaginabile andare a dire a Lavazza di chiudere tutto. A parte che non lo avrebbe fatto per un interesse economico. A seguito di colloqui che si sono ripristinati, quindi i rappresentanti di Lavazza sono venuti in Assessorato e abbiamo cercato di capire che cosa si poteva fare, abbiamo ragionato sull'ipotesi di non smantellare tutte le proprietà di Lavazza, che in sua autonomia in qualunque momento potrebbe fare, e abbiamo provato a convincerli di dare una disponibilità, se ci fossero dei soggetti privati disponibili all'acquisizione, ad acquisire questi macchinari.
Lei chiede se l'Amministrazione regionale è disponibile ad acquisire questi macchinari: ad oggi di certo non ci sono le risorse, però ci fosse un business plan serio, con delle risorse previste di soggetti privati, non è che l'Amministrazione regionale non compra due silos, un macchinario per far vivere uno stabilimento, ma occorre che dietro ci sia un business plan. Ad oggi l'ipotesi che ci è arrivata è piuttosto che dei soggetti privati sarebbero disponibili ad acquisire parte dei macchinari di Lavazza e siamo andati a fare una visita nello stabilimento. Per ottenere le autorizzazioni della visita di questo stabilimento, è stato necessario chiedere più volte a Lavazza di consentirci di accedere allo stabilimento. C'è una competizione altissima nel mondo del caffè, per cui non volevano che altri vedessero qual era il meccanismo con cui funzionano queste macchine; qual è la procedura che loro usano per arrivare alla realizzazione del loro prodotto. Trattandosi di gruppi esteri, hanno voluto che fossero firmati da ciascun gruppo estero degli atti che mantenessero assolutamente riservata la visita. Addirittura ci hanno vietato l'uso dei dispositivi come cellulare e quant'altro, non è stato possibile fotografare nulla. Hanno però dato grandissima disponibilità, perché a tutte le domande degli imprenditori che volevano sapere come funzionava una certa macchina, qual era il ruolo, devo dire che l'ingegnere di Lavazza ha sempre risposto puntualmente. Io ero presente, ha risposto puntualmente a tutte le domande, quindi la disponibilità c'è.
Ad oggi è stata informalmente avanzata a Lavazza la richiesta di una disponibilità a cedere dei macchinari, soprattutto nella parte in testa dello stabilimento, quindi il silos del crudo, i macchinari che trattano il caffè crudo, a fronte di un progetto industriale che lavori il caffè ma che non sia direttamente concorrenziale con Lavazza, perché altrimenti Lavazza si prende le sue macchine e le porta via. Questa è la situazione. L'Amministrazione regionale quindi ha iniziato a lavorare il giorno dopo in cui è arrivata la comunicazione. Per lavorare bisogna costruire dei business plan, bisogna avere delle strategie, bisogna avere un'idea di cosa significa il lavorare materie come il caffè crudo, dove non soltanto occorrono dei macchinari, ma bisogna avere - l'ho già spiegato anche per la questione del cioccolato - una grossa quantità di cash flow: il caffè costa carissimo, bisogna acquisire il caffè crudo e questa operazione non è così scontata, è molto onerosa ed è molto oneroso il cash flow che serve per far decollare uno stabilimento nel primo anno di vita, prima di arrivare alla vendita successiva, quindi servono dei soggetti per uno stabilimento di quella portata, di quell'entità che siano di particolare consistenza.
Noi abbiamo anche provato a sollecitare qualche soggetto locale, perché per primi avremmo visto molto bene la possibilità anche di uno sviluppo del nostro territorio, però effettivamente le cifre che ci vogliono sono importanti. Noi stiamo lavorando in quella direzione, ora la palla è a Lavazza che deve dirci se è disponibile a cedere parte delle macchine oppure no e poi naturalmente bisognerà affrontare tutto l'altro discorso, perché non le nego che con una certa amarezza ho preso atto che alcuni Verrezzesi hanno chiesto di delocalizzare lo stabilimento. Vorrei che fosse chiaro che o tutti lavoriamo nella stessa direzione in maniera diretta, come mia abitudine, nei confronti anche del mondo sindacale, perché altrimenti sedersi sulla riva del fiume e dire: "qua non si fa nulla", quando dieci remano in direzione opposta, non è l'atteggiamento giusto per una comunità per trovare risposte al suo territorio. Non è questa l'unica manifestazione d'interesse che abbiamo, è chiaro che si procede per step, non possiamo portare due o tre soggetti a visitare la Lavazza quando stiamo aspettando la risposta al primo soggetto che ha visto lo stabilimento, quindi io confido che una soluzione possa essere trovata.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (UVP) - Lei mi ha ricordato per la seconda volta che aveva già comunicato al mio Capogruppo i contenuti e le risposte all'interpellanza, mi ero dimenticato l'altra volta di fare un cenno a questo: io la ringrazio, perché va nel senso di quell'ottima collaborazione che avete con il mio Capogruppo. Come ho già spiegato al mio Capogruppo, però queste iniziative sono legate al fatto che se avessi voluto una risposta scritta, le avrei chiesto la risposta scritta se voleva rimanere una cosa interna mia. Siccome ho intenzione di fare un'azione di verifica sull'attività, ho il "116" che rimangono atti a disposizione. La mia posizione in questo Consiglio - e penso di essere stato chiaro già l'altra volta - è una posizione in cui io intendo fare iniziative, perché la gente deve sapere, Assessore: non devono rimanere atti interni tra lei, il mio Capogruppo e il sottoscritto, ma il cittadino deve sapere com'è effettivamente la realtà delle cose. Questo è lo scopo con cui porto avanti questo tipo di iniziative, per cui io la ringrazio della gentilezza che ha avuto verso il mio Capogruppo e la prego di continuare per quello che mi riguarda, ma a me quello che interessa è che la gente sia a conoscenza della situazione dei fatti.
Quello che lei ha detto qua in Consiglio...Assessore, tenuto conto che c'è questa richiesta a Lavazza di dare disponibilità eventualmente a cedere i macchinari, una parte o tutto il macchinario come lei diceva, a patto che non ci sia concorrenza per quello che riguarda la produzione, io le chiederei veramente d'ora in avanti di continuare ad informare non il Consiglio, ma i cittadini, perché sono loro che sono preoccupati, le 41 persone che in questo momento sono in mobilità sono preoccupate, com'è preoccupata una realtà che - mi permetto ancora di sottolineare -, per quello che riguarda la realtà verrezzese, è una situazione di difficoltà. Se da altre parti ci sono timide riprese, la situazione industriale di Verrès è di difficoltà, per cui non recedo dalla mia dichiarazione; io con questo non voglio minimamente mettere in discussione la sua attività dal punto di vista politico per incentivare l'attività industriale, ma ci sono realtà che sono di particolare difficoltà.
Per quello che riguarda i contenuti, io la ringrazio, era un atto dovuto per i cittadini, dovuto anche per quelle persone che lei ha detto, perché poi le e-mail le riceviamo, oltre a lei, anche noi, ci sono effettivamente i cittadini che vivono nelle vicinanze dello stabilimento che sono preoccupati e chiedono eventualmente alcune tutele in più per l'attività, se attività ci sarà in futuro. D'altronde, mi pare di ricordare che lei stesso avesse fatto un'iniziativa un po' di tempo fa, in cui manifestava questo tipo di preoccupazioni che manifesta anche chi vive nelle vicinanze di questo stabilimento. Proprio per questo motivo diamo informazioni, chiariamo qual è la visione politica da parte dell'Amministrazione regionale, qual è il futuro che si vuole dare a questo stabilimento, così tranquillizziamo chi ci abita vicino, le scuole e chi comunque ha delle difficoltà dal punto di vista occupazionale. Ci sono i 41 dipendenti che in questo momento sono in mobilità, ma c'è anche una fascia che in questo momento a Verrès sta aspettando un'eventuale ripresa dal punto di vista industriale come una manna che cade dal cielo, perché la situazione a Verrès e dintorni è molto difficile.
Dalle ore 11:37 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
