Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2208 du 22 juin 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2208/XIV - Interrogazione: "Interventi finanziari a sostegno delle famiglie con figli minori".

Rosset (Presidente) - Punto n. 8 dell'ordine del giorno. Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin, ne ha facoltà.

Viérin L. (UVP) - I colleghi Certan, Chatrian, Morelli e Roscio nella loro interrogazione chiedono di conoscere, al di là di ciò che esiste, "se sono state previste ulteriori forme di aiuto a favore delle famiglie con figli minori, oltre a quello a sostegno delle spese delle famiglie per l'istruzione, anche in altri ambiti e più specificatamente quello sociale e sanitario e quali approfondimenti sta facendo il Governo su tali problematiche". Io partirei nel ricordare comunque quali sono gli aiuti esistenti, per la parte istruzione esistono una serie di aiuti per le famiglie con figli minori: ci riferiamo evidentemente alla questione della gratuità dei libri, per esempio, a tutti gli aiuti sulla cancelleria e alle borse di studio, a tutta una serie di aiuti che sono stati studiati e mantenuti nel tempo per sostenere le famiglie, in questo caso specificatamente sul diritto allo studio.

Al di là di questo, vorrei ricordare ciò che esiste nel campo sociale e sanitario, per dire poi quello che si pensa di fare. Sono tanti gli aiuti che oggi esistono per la famiglia con figli minori e forse è il caso spesso - come faremo qui - di far conoscere quello che esiste, perché tante volte ci sono tanti aiuti sparsi nei diversi settori, ma questi aiuti sono veramente articolati e forse riuscire a mettere assieme, anche da un punto di vista delle informazioni, quali sono gli aiuti che oggi esistono è la cosa principale. Ecco perché nei 27 punti dell'accordo per questa nuova fase politica esiste la questione di un'unica misura a sostegno della famiglia, che non vuol dire che viene ridotto ciò che si fa, ma che si ingloba in un'unica misura tutti gli aiuti e i rivoli che esistono nei vari Assessorati o comunque in generale.

Qui si parla di sostegno alle famiglie, ma con particolare riferimento ai figli minori. Ci sono diverse forme di aiuto dirette a famiglie, in particolare per i figli minori e ricordiamo la legge n. 23/2010 che agli articoli 13, 14 e 15 prevede - ed è stata pensata proprio in quest'ottica - diverse formule: i contributi per l'inclusione sociale, quelli che noi tutti conosciamo come il minimo vitale, che sapete viene stabilito con delibera di Giunta ogni anno - quest'anno è a 6020 euro - e sapete anche come funziona, viene stabilito il minimo vitale e viene integrata dall'Amministrazione la somma mancante allo stesso: questo è il primo aiuto alla famiglia in generale. Ci sono poi i contributi straordinari e i contributi per spese sanitarie: si calcola il doppio del minimo vitale e in questo caso si aiuta chi non riesce a pagare le spese condominiali, di riscaldamento, tutta una serie di spese che l'Amministrazione paga direttamente, onde evitare chiaramente che ci siano degli abusi nell'aiuto e nella richiesta di aiuto. Questi sono aiuti concreti, poi sulle 391 domande 184 erano riferite ai figli minori, quindi sono dati, dopodiché, sempre nella legge n. 23 ci sono proprio gli articoli specifici sui figli minori: per esempio, all'articolo 7, ci sono i voucher per le famiglie con figli minori da tre mesi a tre anni, sono quelli per i rimborsi alle tate familiari. Solo due dati: vengono erogati 100 voucher al mese, per un totale di 416 mila euro all'anno. Articolo 11 (voucher per frequenza durante l'anno scolastico in collegi, convitti e servizi di doposcuola), anno scolastico 2014-2015: 413 voucher per collegi e convitti (446 mila euro) e per il doposcuola quelli erogati sono 185 per circa 100 mila euro, che si sommano agli altri. Abbiamo poi all'articolo 9 la questione dell'assegno di mantenimento a tutela minori con l'obiettivo di contrastare il margine di povertà da separazioni e divorzi. In questo caso ci vuole una sentenza del tribunale e se la sentenza fissata dal tribunale viene come inadempiente e il coniuge non versa, l'Amministrazione paga il 60 percento di questa mancata erogazione, anche qui si sono manifestati, per fortuna, solo 14 casi, ma sono di nuovo 30 mila euro. Dopodiché non ci dobbiamo dimenticare, sempre negli aiuti specifici, la questione del supporto di tipo economico previsto per le famiglie affidatarie, sia legate ai minori da vincoli di parentela che estranei al nucleo di origine: questi sono degli aiuti in cui si accoglie in famiglia un figlio minore e si riceve, se questo figlio minore non è un parente, 671 euro mensili o, se è un parente, 504 euro mensili, anche qui nel 2015 185 mila euro o qualcosa di più, che si sommano a tutti gli altri.

Occorre poi evidenziare che, al di là di tutto questo e al di là degli interventi di natura economica in favore delle famiglie con minori, sono previste tutte le altre forme di sostegno alle famiglie vulnerabili in generale, in quanto le questioni di fragilità economiche sono spesso accompagnate da altre criticità di natura relazionale interna alla famiglia: di isolamento nel contesto di vita, di difficoltà o comunque di difficoltà ad esercitare il proprio ruolo di genitore. È importante quindi evidenziare che attualmente la fragilità della famiglia e le fragilità non sono legate solo allo stato di povertà, ma che si interviene anche sulle questioni trasversali e che tali sono anche per ceti sociali. Molti interventi dell'Amministrazione hanno una logica preventiva affinché si eviti di cadere nel problema della povertà: ricordo, per esempio, il centro per le famiglie, il progetto "Una famiglia per una famiglia", l'assistenza domiciliare educativa, gli educatori che organizzano sul territorio tutta una serie di azioni al fine di prevenire un fenomeno che noi vogliamo evitare; questo a sottolineare che tutto è possibile, tutto si può fare, tutto si può migliorare.

Io direi che la Valle d'Aosta in questo campo aiuta molto le famiglie, aiuta molto le famiglie con figli minori, non solo nell'Assessorato competente ma in generale; sicuramente l'idea che è nata di creare una misura unica di sostegno alla famiglia mette un po' di ordine, già le cose esistono, bisogna mettere un po' di ordine, affinché forse noi per primi siamo a conoscenza di quello che esiste, lo trasferiamo alla comunità - e quando dico "noi", non intendo solo gli eletti, ma dico in generale l'Amministrazione - e che si metta assieme, d'intesa tutto ciò che è stato pensato in questi anni, coordinando i vari Assessorati che intervengono in questo senso, ci sono poi fondi che sono regionali, ci sono fondi nazionali. Si sta lavorando, l'Assessore Donzel insieme alle strutture dell'Assessorato della sanità si sta attivando, so che ci sono già state anche delle riunioni assieme al collega Guichardaz e al collega Bertschy in questi ultimi giorni per arrivare anche a completare la questione del reddito di inclusione con disposizioni nazionali e finanziamenti nazionali per cercare di portare soldi in Valle d'Aosta, ma metterli tutti assieme e soprattutto dire alle persone: "avete un problema? Non è necessario neanche venire dall'Assessore o dall'amministratore di turno, ma ci sono gli sportelli, venite e sarete seguiti e informati su che cosa avete diritto in base ai parametri che sono studiati", e in questo caso ci sarà un orientamento dell'utenza su ciò che si può fare. Questo per dire che la misura unica di sostegno alla famiglia mette ordine e cercherà di includere tutto ciò che si fa e, sulla base di quello, si potranno anche fare dei ragionamenti migliorativi, però questa è una nostra sensibilità; pensiamo che su questo campo si stia e si sia fatto tanto per sostenere un problema e una criticità da evitare e da affrontare sia in termini di prevenzione che in termini di azione su situazioni che si sono create, affinché nessuno venga abbandonato e soprattutto che nessuno rimanga ai margini della nostra società.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la Consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Grazie collega Viérin per le sue risposte, lei è molto abile con le parole, in effetti ha fatto un bel piano, un bel quadro della situazione, necessario, a mio avviso, perché a volte - come ha ricordato lei - ci sono tanti rivoli che però poi non si sa dove si disperdono e non portano l'acqua al punto giusto. A mio avviso, sarebbe interessante, ad esempio, che le famiglie potessero avere veramente questo quadro e nel dettaglio le leggi di riferimento, perché sarebbe anche utile capire quanta burocrazia grava su queste famiglie, che già versano in uno stato di difficoltà, perché le ricordo che la nostra interpellanza si basava sull'aiuto ai minori, ma partendo dal recente rapporto ISTAT che ha evidenziato che l'indice di povertà nazionale tra il 1997 e il 2011 era come percentuale di 11 punti, mentre dal 2012 è salito in modo esponenziale e ora supera il 19 percento. Ecco perché avevamo puntato proprio l'attenzione sui figli minori, ma in particolare sulle famiglie con indici di povertà evidenti.

Lei ha citato tutta una serie di articoli, e la ringrazio, sarebbe interessante però anche capire cosa si ha intenzione di fare per il prosieguo, come ha ricordato lei, tra i 27 punti c'era quest'attenzione ai minori, ma è vero che in Valle d'Aosta sia nell'istruzione...ad esempio, lei ha ricordato i libri, quello però è per tutti i ragazzi e i minori, non solo e non in particolare per quelli con difficoltà, per le famiglie con difficoltà...è importante, a mio avviso, leggere quanto dice il rapporto ISTAT che ha dedicato attenzione al fenomeno, indicando nei minori il soggetto che, in termini di povertà e deprivazione, ha pagato il prezzo più elevato della crisi, peggiorando anche rispetto a quello degli anziani, questo a livello nazionale. È vero che a livello valdostano - e lo ricordo, perché è giusto dirlo - l'indice è molto più basso e quindi va detto, però è vero anche che a volte sono quei campanelli d'allarme che non bisogna sottovalutare, perché da noi certi indicatori arrivano dopo e spesso ci prendono comunque di sorpresa.

Il collega Gerandin mi ha ricordato, e lo ringrazio, che la Lombardia riguardo a questo ha previsto un reddito di autonomia, 2016, ad esempio, immettendo come sbarramento l'indicatore ISEE di riferimento uguale o inferiore a 20 mila euro nidi gratis, questa è la Regione Lombardia. L'indice non è lo stesso di quello valdostano, non è lo stesso di quello nazionale e adesso non ho verificato di quello della Lombardia, però credo sia un passaggio importante e io lo monitorerei in modo più attento.

Ricordo anche che, ad esempio, - ho visto la delibera -, avete fatto una delibera il 17 giugno per quanto riguarda il bonus per il materiale scolastico proprio per chi ha un indicatore ISEE molto basso: questo bonus arriva sempre alla fine dell'anno scolastico, e quest'anno l'indicazione che è arrivata alle famiglie è che ci sarà in futuro, a breve una delibera regionale, pertanto verrà deliberato, ma che per ora sono tenute a fare la domanda. Stiamo parlando di situazioni di povertà, quindi già in qualche modo delicate, che, a mio avviso, hanno bisogno di un sostegno in più, non di dire: "andate a cercarvi la delibera quando uscirà", perché di fatto alle famiglie già disagiate è arrivato questo, quindi anche sulla metodologia, sulla modalità lei ha parlato di uno sportello, potrebbe essere uno dei passaggi, ma non solo.