Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2197 du 8 juin 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2197/XIV - Ritiro di mozione: "Impegno per l'interruzione dell'applicazione delle "adaptations" nella scuola valdostana".

Rosset (Presidente) - Punto 36 all'ordine del giorno, ha chiesto la parola la consigliera Certan. Ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Questa mozione che presentiamo con il Movimento 5 stelle, riguarda il problema, molto alla moda e sentito, des adaptations, degli adeguamenti alla legge della "Buona scuola".

In particolare, Assessore, le chiediamo e lo diremo in modo forte, pur sapendo che ci sono dei tempi stretti, di interrompere in questo momento l'applicazione di tali adaptations curriculari e l'adeguamento della legge della buona scuola, fino a quando non ci sarà un dibattito direi più concreto, che veda gli interlocutori, e soprattutto i destinatari di queste proposte, più partecipi.

Crediamo, per quanto riguarda i collegi docenti, che gli insegnanti- e gliel'hanno annunciato più volte sia con comunicati che con lettere che con dichiarazioni - abbiano potuto prendere visione delle proposte di documento per un tempo veramente ristretto, e una delle prime richieste presentate insiste su una più ampia condivisione, soprattutto delle modalità e dei tempi di applicazione. Quindi noi le chiediamo di rispettare questo.

Ne abbiamo parlato tantissimo in Commissione con lei, cercando in qualche modo di capire quali fossero le azioni e i vari passaggi, le abbiamo anche chiesto, e le chiederemmo di interrompere l'applicazione e di sospendere comunque la decorrenza a partire da settembre 2016, fino a quando non verrà presentato un piano di formazione per i docenti più dettagliato e più puntuale, soprattutto per quanto riguarda la lingua e l'apprendimento linguistico curriculare e disciplinare, perché vi è una notevole differenza fra conoscere una lingua e dover insegnare in classi - tra l'altro con diverse gradualità - delle discipline e dei contenuti curricolari in una lingua che non è la lingua madre.

Sappiamo che in Valle d'Aosta non è mai stata fatta una ricognizione delle varie competenze che ci sono nel mondo della scuola, ma se da un punto di vista della lingua francese vi è sicuramente la competenza per insegnare le varie discipline, le conoscenze e i contenuti disciplinari, per quanto riguarda l'inglese, questo non avviene soprattutto nella scuola primaria e nella scuola di primo grado.

Le chiediamo inoltre, ce l'aveva anticipato in Commissione, di fornirci precise indicazioni riguardo alle risorse umane ed economiche che intendete utilizzare - da dove le reperirete? - per l'applicazione di questi adeguamenti che sappiamo essere di due nature diverse, ma che vanno ad intersecarsi.

Noi l'abbiamo ripetutamente detto, capiamo che dallo scorso anno, da quando c'è stata l'intesa con il Ministro, da quando poi c'è stata l'approvazione della norma di attuazione, sappiamo che la riforma della "Buona scuola" deve essere recepita anche in Valle d'Aosta; quello che noi chiediamo, è che ci sia, ancora di più, una reale condivisione con il corpo docente, poiché si sono susseguiti notevoli e numerosi incontri che non hanno mai portato, però, a una reale discussione e condivisione delle varie tematiche. I collegi docenti non hanno avuto tempo per approfondire tali documenti, lo hanno detto quasi tutti, hanno preso una posizione. Al di là che fossero favorevoli o contrari ad alcuni passaggi, tutti i collegi docenti hanno sottolineato la non possibilità di approfondire le tematiche.

Vi è inoltre un altro aspetto: la metodologia CLIL è una metodologia che abbiamo ripetutamente detto essere estremamente difficile da applicare, laddove non c'è un piano di formazione degli insegnanti. Lei ci dice che il piano di formazione c'è, lo scorso Consiglio mi ha decantato tutti i numeri di partecipazione alla formazione on line, sicuramente lei hai il polso della situazione nelle varie scuole, ma questa formazione è veramente un fallimento nei vari gradi e ordini di scuola: ci sono insegnanti che affermano chiaramente di non avere assolutamente potuto fare dei passaggi ulteriori di apprendimenti di lingua. Certo, lei ha tutti i dati, io continuo a dirle che un conto è una formazione con tanto di certificazioni teoriche on line, un conto è la formazione linguistica: non stiamo parlando di numerini o di giochini a cui mettere crocette, stiamo parlando di una formazione disciplinare, di una competenza disciplinare in una lingua che per molti insegnanti è lingua straniera.

Quindi nel sottolineare ancora per l'ennesima volta che i collegi docenti, pur ritenendo che sia stato veramente un lavoro di grande qualità quello svolto dagli insegnanti nel preparare le bozze nel periodo tra settembre e ottobre 2015 tra i vari ordini e gradi di scuola, quindi - e noi il lavoro che è stato fatto non l'abbiamo mai messo in discussione - i collegi e non solo i collegi ma anche le forze sindacali e tutti i vari comitati che sono nati e poi adesso si sono in qualche modo coagulati attorno al comitato "SOS scuola" hanno ribadito che non vi era congruenza tra le indicazioni date alle insegnanti nel periodo settembre/dicembre per redigere il documento e le delibere fatte nel mese di gennaio, febbraio e successivamente.

È come se lei, Assessore, in questo momento chiedesse agli insegnanti di pedalare e di andare in bicicletta su una ciclabile e fornisse loro un paio di sci.

Capisce che è difficilissimo per gli insegnanti poter compiere il loro lavoro in modo adeguato, e lei potrà decidere quello che vuole, ma se non hanno gli strumenti principali per poter svolgere il loro lavoro, questa riforma non andrà a buon fine e sarà comunque un fallimento. È anche questa la nostra preoccupazione. Al di là della decisione che lei prenderà, noi siamo anche preoccupati dal fatto che siccome la riforma deve essere adeguata, vorremmo che la Valle d'Aosta l'adeguasse in modo efficace e non solo attraverso slogan, e non solo per garantire all'Assessore una certa visibilità per aver fatto il suo lavoro.

Noi vorremmo che questa riforma che l'Assessore Rini, che il Governo Rollandin applicherà nella scuola valdostana sia una riforma efficace e finalmente anche competitiva con il resto d'Europa. Sappiamo già che sarà fallimentare e fallirà, se il corpo insegnante non potrà, in qualche modo, seguire i vari passaggi della riforma. Questo passaggio sul fallimento non è banale, perché molte riforme fatte dai Governi precedenti avevano anche degli aspetti positivi, chiaramente non è tutto sempre negativo, ci sono dei principi e degli aspetti interessanti, ma non sono mai andate a buon termine, non hanno mai avuto un esito positivo, perché il corpo insegnante non è mai stato coinvolto e non ha mai potuto essere effettivamente preparato per attuare queste riforme.

Quindi noi la sollecitiamo a dare ascolto a quanto è stato affermato dai collegi docenti e da tutto il mondo dell'insegnamento. Ripeto, anche i sindacati che li rappresentano hanno portato in modo chiaro le loro posizioni; non faccia una riforma frettolosa e parziale, perché il mondo della scuola non la seguirà.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Roscio. Ne ha facoltà.

Roscio (ALPE) - Giusto due considerazioni, visto che già ci eravamo occupati di questa questione. Ieri, brevemente, durante la discussione politica ho fatto un cenno nel richiamare un punto del programma di governo, dove c'è scritto nero su bianco che si faranno delle riflessioni sulle adaptations, ho già detto che anticipava un po' la discussione di oggi sulla nostra mozione.

Già in passato avevo riportato delle osservazioni effettuate da alcuni collegi docenti a sulle adaptations e alcune questioni non erano banali, soprattutto in vista di un'applicazione concreta: in particolare, una riguardava il rischio concreto della banalizzazione di certi contenuti utilizzando come veicolo una lingua straniera, che noi interpretiamo come l'inglese o il francese - ça va sans dire, noi pensiamo che per il francese pur se oggi non ha trovato quell'utilizzo e quell'applicazione che dovrebbe avere, si dovrebbero perseguire altre strade - ma soprattutto per quanto riguarda l'inglese il problema sussiste, soprattutto se non vi è questa condizione necessaria, anche se non sufficiente, di trovare con il corpo docenti il modo per applicarlo.

L'altra è una questione più contrattuale, ma non da sottovalutare, perché effettivamente scegliendo alcune materie rispetto ad altre, dei docenti si trovano ad avere dei carichi di lavoro diversi e, se non c'è la condivisione, la motivazione viene meno, ovviamente.

Su questo, l'Assessore non ci aveva ancora dato delle risposte confortanti e noi in questa occasione veniamo a chiederle. Avevamo anche detto che l'idea che sta alla base di queste adaptations - almeno da quello che abbiamo capito dall'audizione in Commissione - è utilizzare lingue diverse e arricchire il patrimonio linguistico degli studenti, ovviamente previa formazione adeguata degli insegnanti purché questo non vada a discapito poi della parte curriculare.

Un conto però rimangono le intenzioni, poi bisogna dare loro concreta attuazione. Come ha già detto la collega Certan, se non vi sono dei passi per una reale condivisione - perché questa riforma deve essere fatta propria da chi deve metterla in campo -, il rischio è che si spendano risorse e si generino degli scontenti, dei crescenti malumori, ma alla fine, poi all'atto pratico, come è già stato detto anche in Commissione, non si riesca a toccare nulla. Se da un lato si dice che le istituzioni scolastiche, in base alla loro autonomia, andranno a verificare ciò che sono in grado di fare, il rischio è che si faccia un grande dibattito, si investano risorse ma poi alla fine, quando si va a vedere cosa si può veramente fare, non si faccia nulla. Questo forse diventerebbe addirittura, oltre che controproducente, un'occasione mancata perché forse alcune suggestioni positive si possono cogliere in queste intenzioni.

Oggi noi aspettiamo delle risposte dall'Assessore proprio nel merito, per capire concretamente cosa si voglia mettere in campo, affinché la realizzazione sia veramente efficace.

Presidente - Ha chiesto la parola il vicepresidente Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Vorrei aggiungere ancora una riflessione, visto che parliamo di riflessioni, tanto vale che proviamo a metterci ancora un pezzo così veniamo al perché di questa mozione e perché secondo me, secondo noi, andrebbe votata. A me sembra, alla luce di quanto è stato fatto in merito agli adattamenti, che non si sia posta la giusta attenzione su un elemento che dovrebbe essere quello cardine, cioè sulla qualità dell'insegnamento e dei risultati che vogliamo ottenere per i ragazzi che escono da scuola.

Noi abbiamo parlato di metodi, di orari, di lingue, ma l'obiettivo reale dovrebbe essere migliorare la qualità dello studio dei nostri ragazzi. Questo ragionamento non è mai stato portato in Commissione; non è mai stato fatto un ragionamento del perché si sia scelto un metodo anziché un altro.

Nei commenti agli adattamenti - come le ho ricordato la volta precedente al Consiglio precedente, Assessore Rini - è uscito di tutto: non solo sugli adattamenti, ma sulla situazione della scuola nel suo complesso, e questo, secondo me, è un motivo di estrema riflessione che dovrebbe accenderle un migliaio di campanelli d'allarme in testa, perché siamo ben oltre una semplice questione di programmi puri e semplici.

A questo aggiungerei anche i risultati dello studio presentato qualche giorno fa dall'Università della Valle d'Aosta; se ha avuto modo di confrontarli - io non ero presente ma ho avuto modo di vedere i lucidi e i documenti prodotti - ha riscontrato che la scuola ha tanti aspetti che si potrebbero tranquillamente migliorare in un'ottica di miglioramento proprio della vita sociale di tutti: una scuola che funziona, fa dei cittadini più informati e dei cittadini più bravi, dei cittadini che possono proseguire negli studi e aumentare sicuramente il livello generale di tutta la società.

Le riflessioni andrebbero fatte in modo approfondito, non focalizzate esclusivamente sulle questioni puramente tecniche, perché ci si dovrebbe porre un obiettivo generale: dove vorremmo arrivare, qual è la qualità che vorremo raggiungere per i nostri allievi? Qualcuno potrebbe rispondere che ci sono i test Invalsi, però è una risposta che sappiamo tutti essere falsa. Quei test non danno una fotografia reale. Purtroppo lei però li ha usati anche come grimaldello per far passare determinati ragionamenti, e anche questo non è stato bello da parte sua, perché la questione sulla matematica non è stata il massimo. Lei lo sa, meglio di me. Poi, con i numeri e con le percentuali si può giocare in un modo incredibile. Io che ho fatto statistica, le posso far vedere qualsiasi cosa, se voglio, con i numeri, e lei infatti ci ha provato. Però, la questione è sempre la stessa: abbiamo un metodo reale di misurazione? Dovremmo cominciare a valutare quale sia il grado di soddisfazione degli allievi. Se la rigidità o meno che viene applicata, sia corretta rispetto al risultato. C'è una corrente di pensiero che dice che la scuola è troppo rigida, ce n'è un'altra invece che dice che lo è poco, che magari dovremmo mettere più impegno nel farli crescere; altri invece dicono che bisogna abbassare l'impegno, altrimenti ci sono dei problemi e quindi dovremmo in qualche modo rendere più leggero il carico. Approfondimenti di questo tipo non ne sono stati fatti, invece sono alla base.

Questa mozione dovrebbe far riflettere tutti - lei in primis, in quanto esponente di questo Assessorato - sull'opportunità di fare certe scelte che sostanzialmente non sono valutate alla luce del risultato che si vuole ottenere. Tra l'altro, poi adesso partite con una sperimentazione di due anni. Se poi la fermiamo, a questi ragazzi che hanno fatto due anni, che succede quando proseguono gli studi? Se il loro livello di istruzione non è adeguato rispetto agli altri che avevano fatto i due anni in maniera precedente, in maniera standard, che cosa succede? Giochiamo anche con la pelle dei ragazzi, che non è il massimo. Come li recuperiamo quelli che fanno i primi due anni: prima e seconda, e poi scopriamo che le adaptations non vanno bene così come sono, che facciamo? Facciamo i corsi di recupero?

Assessore, sono tutte questioni che vanno valutate, su cui bisogna riflettere e sinceramente su cui bisognerebbe fare un approfondimento magari non soltanto con noi, ma con chi nella scuola ci lavora e sicuramente ne sa più di me.

Quindi Assessore, valuti con attenzione questa mozione che, peraltro nelle premesse, mi sembra che accolga in pieno aspetti a cui siete favorevoli, però dovete in qualche modo pensare anche al futuro appena prossimo rispetto alle prove che vengono messe in campo.

Presidente - Non ci sono altre richieste di intervento, chiudo la discussione. Ha chiesto la parola l'assessore Rini. Ne ha facoltà.

Rini (UV) - Innanzitutto mi preme ringraziare la collega Certan, perché con questa mozione mi permette di fare chiarezza su questo tema, che lei ha definito un problema di moda e sentito: io non so se sia di moda, so sicuramente che fortunatamente è sentito ma non lo definirei un problema, semmai è davvero una sfida, una tematica che giustamente è sentita dal mondo scolastico e non solo.

Quindi io la ringrazio, perché così - come è avvenuto in Commissione, e ringrazio anche gli ispettori dell'Assessorato che sono venuti con me ad illustrare il progetto nei dettagli - possiamo avere l'opportunità di spiegare in maniera chiara.

Ripercorro molto velocemente due o tre tappe. Il 3 giugno scorso si è riunito il Consiglio scolastico regionale: in quella sede sono stati approvati i testi delle adaptations relative alla scuola primaria e alla scuola secondaria di secondo grado.

In quella seduta è stato fatto un passaggio che credo sia particolarmente importante: rispetto al testo iniziale che non proviene dalla Giunta regionale o dal Governo ma da un tavolo tecnico, formato da operatori tecnici del settore, questi testi sono stati integrati con le osservazioni pervenute dai collegi docenti che, - condivido con lei, perché bisogna essere onesti nel ricostruire le tappe - hanno reclamato, è vero, sulla tempistica molto ridotta, ma è pure vero che hanno comunque prodotto la documentazione richiesta.

Li ringrazio, e lo faccio pubblicamente, lo abbiamo fatto con una lettera, ma ci tengo a farlo in maniera puntuale per il lavoro fatto, pur riconoscendo la brevità dei tempi che gli è stata concessa.

Dicevo, abbiamo preso i suggerimenti che erano accettabili e abbiamo integrato i testi originari con le osservazioni che provenivano dal mondo della scuola che è stato interpellato.

Il prossimo 21 giugno il Consiglio scolastico regionale approverà i testi delle adaptations relative alla scuola dell'infanzia e alla scuola secondaria di primo grado.

Cosa si sta facendo in questo periodo? I dirigenti scolastici del primo ciclo sono stati invitati a trasmettere entro il 16 giugno quelli che abbiamo definito i piani di fattibilità per la realizzazione della sperimentazione delle adaptations. La fattibilità riguarda, come è ovvio, essenzialmente l'attività da svolgere in inglese, non quella ovviamente da svolgere in francese perché si sa che per la lingua francese le risorse sono già presenti all'interno delle istituzioni scolastiche. Ovviamente più delicata è la situazione invece di conoscenza e soprattutto - come ricordava il collega Roscio - di capacità di diffondere la conoscenza in lingua: lì ovviamente la criticità è maggiore.

Per questa ragione, ovvero la scontata conoscenza della lingua francese, ai dirigenti del secondo circolo - dove è previsto già l'insegnamento di alcune discipline in lingua inglese a partire dall'anno scolastico 2019/20 - non è stato richiesto il piano di fattibilità.

Ritornerò poi su due concetti legati a questo aspetto, ma credo che sia utile fare un poco di chiarezza, perché noi, che abbiamo avuto modo di approfondirlo, sappiamo di cosa stiamo parlando, ma non vorrei che si creasse confusione tra l'opinione pubblica, perché pare un progetto che vada a stravolgere completamente l'insegnamento e che dall'anno prossimo le materie verranno insegnate in lingua inglese. Per fare chiarezza, precisiamo quali discipline e soprattutto per quale monte ore saranno coinvolte nella futura sperimentazione, poi tornerò anche sulla data.

Per quanto riguarda la scuola primaria, oltre le due ore settimanali di lingua inglese, ci sarà un'ora a settimana in lingua inglese di un'educazione a scelta della scuola, ribadisco: un'ora a settimana di una disciplina che verrà scelta dall'istituzione. Ancora, otto/dieci ore all'anno, pari a sola mezz'ora a settimana, in lingua inglese della parte sperimentale dell'educazione di scienze. Quindi solo relativamente alla parte sperimentale del curriculo di scienze e per mezz'ora a settimana.

Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, invece, dieci moduli annui di geografia in lingua francese, cosa che peraltro molte scuole già fanno, anzi, devo dire che si portano anche ampiamente avanti, e le ringraziamo, e un monte ore stabilito dal collegio dei docenti - quindi anche qua il coinvolgimento diretto di chi dovrà poi portare avanti, perché noi siamo pienamente consapevoli che devono essere loro gli attori principali e quindi loro che devono sentirlo propria questo percorso - un monte ore stabilito dal collegio dei docenti di storia in lingua francese. Anche questa è una cosa che già si fa nella maggioranza delle istituzioni scolastiche. Ancora, dieci moduli annui di educazione musicale in lingua francese.

Per quanto riguarda l'inglese nella scuola secondaria di primo grado, otto moduli annui - stiamo sempre parlando di moduli annui - di scienze in lingua inglese; otto moduli annui di informatica in lingua inglese - ovviamente il gruppo di lavoro tecnico ha compiuto le scelte, ma io ne condivido la ratio, ha scelto materie che già per loro natura sono portate all'insegnamento della lingua inglese già solo per la formulazione, per come sono strutturate - e infine otto moduli di educazione fisica in lingua inglese, anche qua il ragionamento è stato fatto ritenendo che, essendo una materia dinamica, sia più semplice anche da trasmettere.

Altrimenti sembra che da settembre cominceremo a fare tutte le materie in lingua inglese, e non corrisponde al vero. Invece nella scuola secondaria di secondo grado, è previsto l'insegnamento di alcune discipline in lingua inglese, ma solo a partire dall'anno scolastico 2019/20.

Nella riunione del Consiglio scolastico regionale del 21 giugno prossimo, sarà illustrato al Consiglio stesso il piano puntuale di formazione del personale docente predisposto dai dirigenti tecnici, funzionale all'attivazione e alla prosecuzione della sperimentazione. Ovviamente non si può prescindere da questo piano di formazione.

Abbiamo ricordato i fondi, adesso qui non entro nel dettaglio, dico solo che per il milione di euro che proverrà dai fondi POR; c'è un importante lavoro di fattibilità dietro.

Io vorrei tornare sul punto preciso della mozione: si chiede un'interruzione. Io vorrei chiedere: interrompere cosa? Interrompere il percorso, no - lo dico sinceramente - perché è un percorso importante quello che stiamo portando avanti, è una grande sfida che vogliamo affrontare tutti insieme, noi insieme a voi, insieme al mondo sindacale, soprattutto insieme ai docenti e lo vogliamo fare con un unico obiettivo, l'obiettivo che ha ricordato giustamente il collega Cognetta: quello della qualità dell'insegnamento, una qualità dell'insegnamento che metta al centro lo studente per dare a tutti pari opportunità, perché se c'è un sistema elitario, quello è il sistema che abbiamo oggi.

Le spiego qual è il sistema di oggi: le famiglie, non sempre le più facoltose, ma forse le più attente ai bisogni dei bambini, recuperano mandando i bambini a studiare all'estero e questi bambini saranno pronti ad affrontare le sfide future, a iscriversi in facoltà - e non sto parlando di facoltà estere - basta andare a Milano, a Torino dove i corsi di tante università, quasi tutte oggi, sono tenuti in lingua inglese. Noi vogliamo che tutti i bambini, anche quelli che non provengono da famiglie forse così attente, abbiano pari opportunità di formazione e medesimi strumenti per affrontare il futuro. Per questo, vogliamo che l'inglese venga inserito in questa maniera all'interno del percorso formativo. Certo, per farlo, vogliamo che i docenti sentano loro questo percorso e sarà nostra premura farlo nella maniera più forte e più puntuale, coinvolgendoli e facendogli capire che questa è una vera sfida; ma soprattutto dando loro quella forza che solo le risorse di un piano di formazione puntuale ed efficace può dare.

Parlavamo di date. Lei ha citato il 2016: l'unico elemento che ha portato a parlare del 2016, è la norma di attuazione. Noi sappiamo bene, è stata approvata una norma di attuazione in tempi record, forse non siamo bravi a comunicarlo, forse non l'abbiamo ricordato comme il faut però in quella norma di attuazione anche per avere un'approvazione così rapida, abbiamo dovuto inserire il 2016, ma noi non abbiamo mai premuto il piede sull'acceleratore dell'anno 2016. Mai. Noi vogliamo, e davvero condivido con lei, Cognetta, noi vogliamo una scuola davvero efficace ed efficiente per i ragazzi. Quindi se dai piani di fattibilità che ci perverranno dalle istituzioni scolastiche, risulterà una situazione di carenza di risorse troppo importante, troppo forte per quanto riguarda la parte dell'insegnamento della lingua inglese, sicuramente non ci passerà neanche per l'anticamera del cervello di mandare avanti una riforma così allo sbaraglio a iniziare dal 2016, perché non abbiamo fretta di percorrere questa strada.

Abbiamo fretta invece di farlo bene e di dare a tutti le stesse opportunità, a tutti i bambini e a tutti i ragazzi. Quindi aspettiamo questo piano di fattibilità; come lo avremo, faremo una fotografia dell'esistente ed è quello che ho comunicato anche in una riunione della settimana scorsa con i sindacati; se emergerà questa situazione, non ci sarà alcun problema a prendere del tempo e si partirà, credo nel 2017, insieme anche all'entrata in vigore della futura legge. Quindi nessuna volontà precostituita di andare avanti così. Credo che questa volontà peraltro sia stata esplicitata in maniera chiara ieri, quando abbiamo presentato il nuovo programma di maggioranza. Quindi le riflessioni ovviamente derivano da questo, perché dietro a queste scelte non ci sono volontà partitiche, non ci sono volontà di accelerare un percorso, ma di portare avanti questo progetto sì: abbiamo questa ferma, chiara e puntuale volontà di farlo e di farlo tutti insieme.

Chiudo, ricordando che nel proporre la sperimentazione, abbiamo fatto un grande passo in avanti, perché la sperimentazione non era prevista. All'inizio si pensava, e non ricordo qui l'iter - perché lo conosciamo tutti bene - con le Commissioni miste, Stato e Regioni, che, una volta approvate, le adaptations entravano in vigore: quelle erano e quelle rimanevano. Abbiamo deciso di metterci in discussione anche lì: approviamo un piano sperimentale, che introduca la gradualità, proprio per favorire i docenti, e il monitoraggio, che consentirà non di dire che niente è stato fatto ma che, se quello che è stato fatto può essere migliorabile, lo modificheremo monitorandolo puntualmente caso per caso.

La sperimentazione ha solo questo fine e devo ammettere che è stata accolta con favore sia dalle forze sindacali che dai docenti. Quindi noi ci asterremo su questa mozione, perché in realtà non c'è niente da sospendere, perché niente ancora è partito.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Certan. Ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Grazie Assessore, credo che ci sia un passaggio importante che lei ha fatto: quello di valutare eventualmente, se ci saranno le condizioni, di posticipare al 2017, perché non c'è alcuna premura di anticipare nulla e quindi si potrebbe attuarlo con l'entrata in vigore della legge.

Questo passaggio secondo noi è interessante, perché in questo lasso di tempo si potrebbe affrontare la discussione pedagogica e didattica, di cui in quest'aula ci si dimentica sempre e continuamente. Lei parla sempre di esperti, di tecnici, ma, mi spiace dirlo, con gli esperti e con i tecnici si parla solo di una questione di orari e di combinazione di caselle, non si parla mai - l'hanno ricordato i colleghi Cognetta e Roscio - della qualità dell'insegnamento, ma, io vado oltre, soprattutto non si parla mai di quali tipi di cittadini noi vogliamo formare per il domani.

Questa è la vera domanda, perché i cittadini si formano con l'apprendimento. Noi crediamo che da questa riforma usciranno degli studenti e dei giovani ancora più insicuri sotto il profilo delle competenze. Saranno ancora più insicuri.

Credo che le premesse della mozione siano condivisibili, perché abbiamo assolutamente cercato di ripercorrere il passaggio che i vari documenti hanno definito. Le chiediamo di scrivere l'impegno, questo impegno che a voce lei ci ha prospettato e che noi ci sentiamo anche di poter condividere, perché il mondo della scuola non si è rifiutato né di fare sperimentazioni né di mettersi in gioco.

Io credo che lei stia prendendo in giro bellamente gli insegnanti ai quali dice di aver fatto i complimenti perché, nonostante il poco tempo, hanno portato delle osservazioni costruttive; i collegi docenti le hanno chiesto di avere più tempo per scrivere le osservazioni e, a parte qualcuno, non le hanno detto che non li avrebbero fatti perché non avevano tempo, ma si sono messi lì "in quattro", perché quando si hanno non dei dossier da spostare ma degli alunni e delle persone da formare, alla fine sono sempre gli insegnanti, i docenti che si mettono in gioco.

Vi è un altro passaggio. Al di là del fatto che io credo che questo Consiglio scolastico regionale non sia più qualificato e non abbia più la competenza per prendere tali decisioni, il 21 il testo, integrato, sarà approvato.

Invece di concludere l'iter il 21, si dovrebbe permettere un dibattito, anche nei mesi estivi - lo sappiamo che i mesi estivi sono un po' particolari, però si potrebbe anche chiedere - perché lei adesso ci ha elencato tutta una serie di modifiche che sono già state fatte rispetto a quello che si era deciso: "per tutte le classi prime in tutti gli ordini di scuola", ci ha parlato "di moduli, solo otto moduli, solo qualche ora, solo alcune discipline", mi sembra che questa sperimentazione se parte così, sia ancora peggio di quanto aveva proposto all'inizio. È banalizzare un lavoro che deve essere completo: nel mondo scolastico, così come in tanti altri settori, non si può, solo per una questione di convenienza, togliere dei pezzetti pensando che si possa continuare a fare il percorso, perché diventa veramente incongruente.

Altro passaggio. Lei mi viene a parlare dei nostri studenti che devono formarsi fuori valle; abbiamo un'università che non sta formando in lingua francese gli insegnanti e non li forma perché si insegna il francese in lingua italiana. C'è un'università che credo abbia due? Tre? Quattro ore? Non ricordo con precisione.

Lei mi viene a fare tutto questo discorso sugli studenti delle superiori o dell'università: ma meno male che i nostri studenti vanno fuori valle, perché almeno si aprono ad altri orizzonti! perché se devono formarsi in lingua francese qua nell'università! Io conosco delle persone provenienti da diverse regioni d'Italia che sono venute ad Aosta pensando di fare un certo tipo di piano di studi e ne stanno seguendo un altro. Metta subito mano! Mi sembrava che la proposta di modifica, d'intesa con il Ministro, mirasse a cambiare qualcosa nell'università e mi sembrava che fosse un obbiettivo prioritario.

Infine, non voglio poi abusare, "gradualità e monitoraggio": non possono essere alla base di una sperimentazione, scusi. Questi sono due elementi, ma non possono essere gli elementi fondanti. Ma che ce ne frega nella scuola della gradualità e del monitoraggio in questo senso, se lei non mette come primo obiettivo - come primo obiettivo - quello didattico e pedagogico! È quello che il collega Cognetta le ha ribadito.

La sperimentazione di un metodo, piuttosto di un altro e piuttosto di un altro ancora, deve servire per capire se nel nostro contesto storico, culturale, geografico - e mettiamo tutto quello che vogliamo - un certo tipo di metodologia funzioni piuttosto che un altro. Noi conosciamo il metodo CLIL, sappiamo che in moltissimi Stati dell'Europa è stato abbandonato, poiché inefficace e inefficiente: non porta a risultati. In un momento in cui la scuola valdostana - che io sono d'accordo che abbia anche delle eccellenze - ha delle problematiche che devono essere affrontate, noi andiamo ad adottare un metodo che è stato esperimentato in altri Stati già da vent'anni ed è già stato abbandonato. È vero, c'è nella "Buona scuola" approvata dal Governo, ma è proprio lì che noi dovremmo riuscire a far valere le nostre competenze, Assessore; forse era proprio lì che nell'intesa con il Ministro avremmo dovuto chiedere di rinforzare il nostro modello di bilinguismo.

Noi dovevamo, dobbiamo - secondo me siamo ancora in tempo - rinforzare la nostra scuola bilingue e su quella ancrer ancorare assolutamente il sistema scolastico, perché io dico inglese, ma tutto quello che lei vuole di plurilingue, lo mettiamo, ma su una scuola effettivamente bilingue rinforzata. Questo dovrebbe essere il passaggio più importante per riuscire a rinforzare la nostra scuola e poi farla procedere, ma per quello c'è bisogno di tempo in cui formare tutto il corpo insegnanti.

Alcune cose che ci ha detto per rassicurarci riguardano effettivamente proprio i passaggi che inquietano di più anche gli insegnanti, e le ribadiamo che da parte nostra c'è sicuramente l'interesse a confrontarci e a portare un nostro contributo per riuscire a ottenere una scuola che anche caratterizzi la nostra regione, però non ci saremo per buttare allo sbaraglio tutto il mondo della scuola e gli insegnanti!

E guardi che queste tabelle le rispetto solo perché hanno portato via tanto tempo e tanto lavoro, ma queste tabelle - che ci vengono spesso date con francese, inglese, italiano, storia, geografia, matematica in tutti i vari ordini - sono una cosa quasi indegna dal punto di vista pedagogico-didattico, non dicono nulla; è una spartizione per poter scrivere pagine e pagine, ma non ha basi pedagogiche e didattiche sostenibili. Ripeto, le rispetto perché sono frutto di un lavoro, ma una lingua non si insegna attraverso queste griglie. Delle competenze disciplinari in lingua diversa non si possono trasmettere attraverso delle semplici divisioni di moduli e di ore.

La lingua porta cultura: forse lei non lo sa, ma insegnare matematica in una certa lingua lo si fa in un certo modo, diverso, da un punto di vista culturale, rispetto al metodo adottato per un'altra lingua.

Se gli insegnanti non avranno potuto formarsi e trasmettere correttamente le nozioni agli studenti, ci saranno risultati mediocri che, credo, faranno male a tutta la Valle d'Aosta.

Poi, oggi non mi soffermo su altre osservazioni che potrei fare, anche a latere di questa mozione. Credo che lo spettacolo e il teatrino siano già stati più che esaurienti in questi giorni.

Presidente - Ha chiesto la parola all'assessore Rini, ne ha facoltà.

Rini (UV) - Credo che sia opportuno rispondere alla richiesta che la collega Certan ha avanzato: purtroppo anche perché la discussione generale è stata chiusa, non possiamo modificare il testo, ma io ribadisco esattamente quello che ho detto, che tra l'altro è verbalizzato, e il verbale di un Consiglio regionale credo che abbia un certo valore, una certa valenza.

Io riassumo pubblicamente l'impegno che ho già preso con i sindacati la scorsa settimana, quando li ho incontrati in quest'aula, che credo abbia una certa valenza; impegno che abbiamo ripreso nell'accordo politico delle forze di maggioranza che è stato puntualmente spiegato ieri. Le confermo quindi la nostra assoluta volontà di non partire con un'accelerata nel 2016, ci fermeremo ad analizzare puntualmente i piani di fattibilità e solo allora, con la situazione chiara e precisa e con la fotografia delle risorse, prenderemo le decisioni conseguenti.

Quando le ho parlato prima del monitoraggio e della gradualità, collega Certan - non banalizziamo quello che è stato detto e non cambiamo anche il senso, probabilmente non sono stata in grado io di spiegarmi - non parlavo ovviamente degli obiettivi della sperimentazione, ma delle caratteristiche che la sperimentazione porta in sé: sperimentazioni in qualunque campo, in questo caso in campo scolastico; ma in qualunque caso, quando si parla di sperimentazione, si parla e di gradualità e di monitoraggio.

Ovviamente gli obiettivi di questo percorso sono ben altri e sono quelli che abbiamo avuto modo più volte di analizzare.

Presidente - Ha chiesto la parola il vicepresidente Cognetta, ne ha facoltà.

Cognetta (M5S) - Siccome la discussione generale è chiusa, non si può fare, magari possiamo presentare un'altra mozione più avanti. Spero anche che, appena ci sarà un'evoluzione dei fatti, lei venga in Commissione a illustrarci, così magari riusciremo a capire meglio dov'è che vi fermerete e dov'è che andrete avanti, solo per avere un quadro più chiaro.

Però volevo solo porre un appunto rispetto a come ha presentato alla fine questi adattamenti, rispetto ai moduli e così via; mi sembra che a un certo punto l'abbia resa una cosa quasi ridicola, piccola, ha detto: "sono solo poche ore all'anno, alla fine che cosa c'è di grave". Di grave, secondo me c'è il fatto che si comincia, perché ci sono mille modi per cominciare le cose, uno dei più semplici è cominciare piano piano e poi entrare in maniera sempre più pervasiva e importante. Io credo che sia una strategia la sua di cominciare così, per cercare di far passare poi, spingendo, qualcosa di più grande.

Quindi Assessore, cerchiamo di capirci, noi chiedevamo l'interruzione perché, al di là di tutto, è quella la strada che lei sta facendo. Sta cominciando, in qualche modo. Adesso si è leggermente fermata, dice: "adesso vediamo perché c'è un piano di fattibilità da valutare, bisogna stoppare un momento, adesso parliamone, vediamo, facciamo". Siamo chiari: noi vorremmo delle situazioni molto chiare e trasparenti, soprattutto per il mondo della scuola che coinvolge tutti, praticamente.

Perché lei ha detto un'altra cosa sicuramente importante: bisogna fare il monitoraggio dei risultati. Giustissimo, condividiamolo anche questo monitoraggio, per piacere Assessore, così vediamo anche noi i risultati ottenuti e li leggiamo anche noi, magari potremmo anche portare le nostre considerazioni.

Quindi spero che venga in Commissione, sicuramente le richiederemo ulteriori impegni per far sì che queste cose che lei ha detto in Consiglio, che sono testuali, poi si trasformino in impegni reali e veri, perché io so benissimo che poi... verba volant, ma i voti d'aula sono una cosa diversa.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Certan, ne ha facoltà.

Certan (ALPE) - Anche a seguito delle dichiarazioni del collega Cognetta, penso che potremmo fare così: siccome lei in aula, davanti a tutti i valdostani, ha affermato pubblicamente che al momento non c'è nulla e che comunque è sua intenzione eventualmente anche di rinviare per poter dare veramente una partenza solida a questa riforma, noi la ritiriamo questa mozione. Davanti a tutti, lei ha preso l'impegno di riconsiderare tutto il mondo della scuola, quindi noi le chiediamo di prendersi questo impegno ufficiale, perché credo che non sia verba volant scripta manent, ma che in questo momento sia una questione di correttezza e di rispetto reciproco non nei nostri confronti ma con il mondo della scuola e con chi sta lavorando in un settore che è molto difficile e che prepara tutte le generazioni future.

Quindi noi vogliamo darle fiducia, ritiriamo la mozione, riservandoci chiaramente di ripresentarla, a quel punto non con la cortesia di cercare la collaborazione ma andremo oltre e tireremo fuori altre cose se non rispetterà quanto lei ha detto.

Presidente - Pertanto, la mozione viene ritirata.