Objet du Conseil n. 135 du 12 mars 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 135/81 - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "MODIFICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 10 DICEMBRE 1980, N. 49, CONCERNENTE: 'MODIFICAZIONE DELLA PIANTA ORGANICA DEL PERSONALE DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE E DELL'ORDINAMENTO DEI SERVIZI REGIONALI'".
Presidente - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - Su questo disegno di legge, forse anche a torto, si sono innestate delle polemiche, delle affermazioni non sempre fondate.
Si tratta di organizzare un concorso pubblico aperto al maggior numero di persone possibile, che non terrà conto soltanto dei titoli accademici - perché sovente, purtroppo, i titoli accademici non garantiscono l'effettiva competenza in materia di questo genere - ma si baserà su delle prove pratiche eseguite sulla nostra macchina che, di conseguenza, stabiliranno la competenza e la capacità della persona che sarà chiamata a quel dato lavoro effettuato su quella macchina.
È stato sollevato per contro e in maniera fondata, un altro problema: quello della collocazione specifica dell'elaboratore elettronico all'interno dei vari servizi regionali, ed è stato giustamente sottolineato come un servizio di questo genere debba essere collocato "in staff", cioè debba essere a disposizione del più grande numero possibile di servizi regionali e non regionali, ivi compresi, per esempio, servizi per il Comune o per altri enti del genere. La Giunta regionale, di conseguenza prega il Consiglio di approvare questo disegno di legge, impegnandosi a non espletare il concorso fino a quando anche il disegno di legge che abbiamo in preparazione per la collocazione dell'ufficio meccanografico non venga approvato dal Consiglio regionale.
Credo che in questo modo potremo alleggerire i lavori del Consiglio evitando di trascinarci dietro il disegno di legge per molto tempo e che le giuste richieste potranno essere soddisfatte in modo razionale.
Presidente - È aperta la discussione sul disegno di legge n. 251.
La parola al Vice-Presidente Faval.
Faval (UV) - Avendo richiesto in due occasioni il rinvio della discussione di questo oggetto all'ordine del giorno, sentite le spiegazioni formulate dal Presidente della Giunta e tenuto conto soprattutto dell'impegno che la Giunta si assume di non indire il concorso fino a quando non sarà presentato contemporaneamente al Consiglio un progetto di ristrutturazione del centro che prevede, come ha detto il Presidente della Giunta, autonomia rispetto a qualsiasi Assessorato e in dipendenza di tutti, per fornire un lavoro che deve essere destinato anche al di fuori dell'Amministrazione regionale, credo che tale disegno di legge possa essere votato dal Consiglio regionale e, a nome dell'Union Valdôtaine, annuncio il voto favorevole.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Questo disegno di legge è stato rinviato alcune volte, non sempre con delle motivazioni comprensibili; solo la motivazione di ieri è stata comprensibile: l'assenza del Presidente della Giunta. Tra l'altro, ieri, in assenza del Presidente della Giunta, abbiamo fatto cenno al fatto che le assenze del Presidente della Giunta sono, si dice, dovute alla necessità di spingere affinché il progetto di riparto fiscale sia approvato dal Governo. Ieri abbiamo letto sui giornali - non ho avuto il tempo di guardarli oggi - il nutrito ordine del giorno del Consiglio dei Ministri e non abbiamo trovato il riparto fiscale della Valle d'Aosta, non so se perché l'argomento è di poca rilevanza, o se fosse inserito in quelle voci varie che ieri l'Avanti riportava con particolare attenzione.
Sarebbe opportuno, non se se ora o in altra occasione, che il Presidente illuminasse il Consiglio sull'iter di questo riparto fiscale.
Scopro adesso che una delle ragioni del rinvio è quella di vedere l'espletamento di questo bando di concorso in funzione di un riordino del centro elaborazione dati. Questo mi fa dire che il progetto di legge è quanto meno opportuno in un momento di questo tipo.
La seconda osservazione è più di fondo, che si fa finta di non recepire, anche se è stata avanzata da tutte le organizzazioni sindacali e riguarda il fatto che qui si introduce una deroga. Nella prima proposta fatta dalla Giunta non si parlava di deroghe, di una deroga a una legge che è costata fatica in termini di rapporti tra Giunta e personale, Consiglio e personale e che è, secondo noi, oggi ingiustificata. Mi spiego in modo molto semplice: non è assolutamente detto che all'interno del personale regionale non ci sia qualcuno adatto a ricoprire questo posto di dirigente. Sarebbe stato molto più corretto se la Giunta avesse bandito il concorso nei termini previsti dalla legge quadro sul personale regionale e soltanto dopo aver effettivamente accertato la non esistenza di capacità all'interno del personale regionale, pensare e proporre al Consiglio delle deroghe.
In questo modo si crea un precedente, secondo noi pericolosissimo: qualsiasi normativa prevista dalla legge quadro sul personale può essere, per giudizio parziale della Giunta o della maggioranza, modificata ogni volta. Viene naturalmente da pensare che in questo modo sia possibile bandire dei concorsi che sono fatti più ad personam che non nell'intento di avere il massimo di partecipazione al concorso stesso. Questo è il fatto più negativo ed è una delle ragioni per le quali assolutamente non ci sentiamo di condividere questo disegno di legge.
Presidente - La parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (PRI) - Mi sembra che le preoccupazioni che sono state espresse circa il ricorso a una droga della legge delle assunzioni venga ingigantito rispetto a quella che è un'esigenza reale di funzionamento della pubblica amministrazione.
Io mi chiedo: il fine che dobbiamo raggiungere è quello della funzionalità, quello di dare un servizio efficiente alla collettività o è quello di preoccuparsi di non spostare un qualche articoletto di legge o di allargare certe possibilità di concorso? Qui mi sembra che il rapporto fra le due cose sia estremamente sproporzionato.
La finalità che dobbiamo raggiungere è quella della funzionalità, di dare un servizio efficace alla collettività ed è fuori discussione che un servizio come quello meccanografico è di fondamentale importanza. Non c'è amministrazione pubblica o privata che non ricorra all'elettronica per snellire le proprie procedure, per diventare efficiente sul piano operativo. Cosa vogliamo fare? Rimanere ancorati a vecchi sistemi meccanografici ormai obsoleti e superati che non rispondono più alle esigenze? Abbiamo necessità di avanzare e siccome è risaputo che nella pubblica amministrazione è difficile raccogliere cervelli particolarmente preparati, sotto il profilo professionale, proprio per le remunerazioni che sono quel che sono rispetto a un'impresa privata, dobbiamo trovare alcuni correttivi che ci consentano di reperire personale all'altezza della situazione. È inutile infatti avere una grande e bella macchina che oggi utilizziamo al 30%.
Non possiamo quindi fermarci davanti a un fatto che oserei definire addirittura burocratico, come il non fare una deroga a una legge soltanto per il timore di aprire chissà quali brecce. La deroga è accettabilissima, anzi doverosa quando l'obiettivo è ben chiaro e preciso come in questo caso, cioè di riuscire a reperire del personale effettivamente in grado di far funzionare questa macchina nell'interesse della regione e della collettività.
Presidente - La parola al Consigliere Viberti.
Viberti (DPROL) - Non credo di essere molto preparato nel campo specifico, comunque le parole del collega De Grandis mi hanno solleticato perché mi chiedo come è possibile che l'amministrazione si doti di cose che non è in grado di utilizzare. Questa stessa amministrazione oggi ci propone di porre rimedio a un errore che ha commesso. La mia fiducia nella maggioranza la conoscete tutti e mi spinge ancora una volta a non votare a favore di questa scelta. Oltre alle varie lettere infatti che ogni Capogruppo e addirittura ogni consigliere ha ricevuto in merito - secondo me alcune di queste esprimevano delle giuste preoccupazioni rispetto alla scelta che si vuol far fare al Consiglio - mi sembra che manchi a monte una capacità di programmare e di individuare le cose e il tipo di persona di cui abbiamo bisogno. Non credo quindi che si debba votare questa legge oggi ma nel momento in cui al Consiglio venga presentato un programma ben preciso, con delle scelte ben precise.
Il Presidente della Giunta ha detto: "non espleteremo il bando di concorso fintanto che non avremo quest'altra proposta di legge". Perché allora la Giunta viene oggi con questa modifica? Venga quando saprà quello che vuol fare, non facciamo le cose sempre a pezzetti perché in questo modo andiamo contro gli interessi della collettività. Qui si fanno gli errori e poi si corre ai ripari e questa è una dimostrazione di come si lavora e di come si è sempre lavorato. Mettiamoci più tempo ma facciamo le cose quando sappiamo come vanno fatte, non tamponiamo sempre perché l'impressione che la pubblica amministrazione dà è quella di una macchina piena di aggiustamenti fatti un giorno da un meccanico, un giorno dall'altro e il giorno dopo da un altro ancora. Questa macchina funziona male perché, a suo tempo, è stata forse ben programmata, ma non ha saputo adeguarsi alle esigenze, e mano a mano sono intervenuti dei meccanici che non erano dei professionisti ma dei dilettanti. Secondo me anche questa proposta di legge è da dilettanti perché lo stesso Presidente della Giunta ci dice che non è con questa che si risolve ma con l'altra. Allora, portatecele assieme, fateci vedere su che cosa dobbiamo esprimerci.
Chiedo scusa, Signor Presidente, se l'annoio, ma credo che sia nel mio diritto, questo credo prevede il regolamento.
Se poi Lei è profondamente tediato non ha altro da fare che alzarsi e uscire dall'aula, come fanno spesso altri colleghi.
Io, tutte le volte che mi alzo, non lo faccio per dare fastidio a lei, ma semplicemente per esprimere quello che mi passa per la testa. La mia testa, forse, come lei ha sottolineato, è più interessata alle legge 180 e dovrebbe essere messa a disposizione di medici in grado di farla funzionare come la sua che è da tutti riconosciuta la migliore in questo Consiglio.
Ma io so che fra pochi mesi tornerò a fare il mio lavoro di artigiano, per cui il mio modesto cervellino è sufficiente quando devo misurare un pezzo di tubo e le assicuro che quando faccio un impianto funziona bene. Non sarò capace, forse, di fare delle leggi o di programmare il funzionamento di un'amministrazione, però ho la pretesa di capire le cose e mi sembra di capire che con questa legge si fa una sciocchezza e non si mette il Consiglio di fronte a un progetto preciso.
Presidente - La parola al Consigliere De Grandis.
De Grandis (PRI) - Solo per fornire un piccolo chiarimento al Consigliere Viberti che si preoccupa molto di questa legge temendo che sia un rimedio in qualche modo agli errori fatti nelle scelte iniziali.
Io contesto il fatto che sia stato un errore la scelta del sistema informativo regionale, non solo perché nasce su una proposta che è venuta da me, ma soprattutto perché è una scelta sicuramente esatta, precisa ed efficace. Che poi nell'ambito dell'amministrazione, non si siano trovati elementi che abbiano potuto accedere a una preparazione tale da consentire il funzionamento massimo di questo strumento è un'altra questione.
D'altra parte, se io avessi maggiore potere all'interno di questa assemblea, invece di essere il 35°, questo sistema non sarebbe nato come gestione diretta dell'amministrazione regionale, ma l'avrei fatto diventare una società per azioni.
Perché questo? Soltanto per svincolarlo dalla infinita serie di pastoie che imbrigliano l'amministrazione pubblica e che rendono inefficaci anche i sistemi più sofisticati. Io vengo da un'altra pubblica amministrazione, l'INAIL, dove sono stati spesi centinaia di miliardi per sofisticatissime macchine elettroniche e ci sono delle perdite tremende soltanto perché il personale che viene adibito a queste funzioni è impreparato: si istruisce nell'ambito dell'istituto e, quando si è ben istruito, va nelle aziende private. Questo rischia di succedere anche da noi, perché il divario tra retribuzioni della pubblica amministrazione e del settore privato, in questo campo dell'elettronica, è enorme. Non si può pretendere quindi che uno con le capacità professionali di un certo livello venga a lavorare qui, per chi? Per la gloria? Noi non possiamo chiedere a nessuno di fare il missionario, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà. Si sta facendo, ora, uno sforzo, da una parte, per reperire il personale che sia in grado di dare una maggiore spinta a questo centro, e, dall'altra, di dare al centro stesso una struttura tale che lo metta in condizioni di lavorare per tutto il settore pubblico e non soltanto per privilegiare alcuni settori che lo possono gestire direttamente. Tale personale, messo alle dirette dipendenze della Presidenza della Giunta, può fare un servizio per la collettività più equo, più giusto e valutare anche meglio le relative precedenze.
C'è il grosso problema della sanità da gestire ed è importante gestirlo con questa macchina, così come il problema dell'anagrafe elettorale. Se facciamo in fretta nell'83 possiamo avere le elezioni gestite dalla macchina, altrimenti continueremo a fare i segnini a mano per ore e ore per tutta la notte.
Qui si tratta di un estremo sforzo per cercare di mantenere la macchina nell'ambito dell'amministrazione regionale e, personalmente, la vedrei meglio gestita da una società per azioni di cui la Regione ha il capitale maggioritario, il 51-52%, in modo che sia sempre sotto il diretto controllo dell'amministrazione regionale ma gestita come un'azienda privata.
Presidente - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (UV) - Tra il momento in cui si approva una legge di questo genere e il momento in cui si è pronti ad espletare il concorso ci vuole un tempo che si valuta a mesi ed è preferibile essere pronti prima possibile, perché non si tratta di venire in Consiglio a sottoporre delle procedure, ma semplicemente di allargare la competenza di questo servizio che è nato, come dipendenza dall'Assessorato alle Finanze per la gestione del bilancio e dei conti, 20 anni fa e che ha visto aumentare i suoi compiti per una normale evoluzione. Questo deve essere trattato come organico regionale, cioè come dipendenza funzionale; non con dei programmi, perché non andiamo a discutere in Consiglio cosa si fa per il programma della sanità o per l'anagrafe elettorale o per quella scolastica.
Si tratta quindi semplicemente di procedere in modo da guadagnar tempo per poter avere più o meno contemporaneamente tecniche, personale e leggi di funzionalità.
Punto secondo: l'amministrazione regionale cerca di avere dei concorsi che, come dice la parola, siano concorrenziali, vale a dire che ci sia più di un candidato e, di conseguenza, fa le cose in modo da ottenere che tale concorrenza esista, preferendosi sempre poter giudicare su più persone perché in quel caso non è il livello unico che diventa sufficienza.
Per quanto riguarda invece la parentesi aperta dal Consigliere Tonino, a parte il fatto che un Presidente della Giunta potrebbe tranquillamente vivere a Roma perché è convocato almeno a due riunioni al giorno - ce n'è stata una interessante lunedì pomeriggio con il Min. Pandolfi in materia di energia, e il famoso decreto 55bis che adesso va alla Camera, già approvato dal Senato, riguardante direttamente le energie e quindi anche la nostra regione - martedì ero a Roma con l'Assessore Ramera per contattare praticamente quasi tutti i membri dell'attuale Gabinetto, in quanto è probabile si discuta il famoso contributo direttamente al Consiglio dei Ministri.
Si tratta della questione se il 1980 non ci viene riconosciuto, si andrà a discutere di sostanza, di lire. È meglio quindi che i membri del Gabinetto Forlani siano informati a priori, perché se dovessi far esplodere una bomba di quel genere senza che nessuno lo sappia, rischio di rimanere ucciso dalle schegge. Questo spero - non prendo nessun impegno perché la politica romana è quella che è - che appaia al punto 1 nell'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri la prossima settimana perché la legge finanziaria per la Valle d'Aosta è considerata questione importante. Se necessario ritornerò a Roma, non "mollo l'osso" fino a quando non mi saranno dati i soldi necessari.
Presidente - Passiamo all'esame dell'articolato del disegno di legge 251. C'è qualcuno che chiede la parola sull'art. 1?
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (PCI) - Faccio una dichiarazione di voto sull'art. 1, che vale anche per gli altri articoli, dicendo che votiamo contro questo disegno di legge. Credo, però, opportuno, affinché non ci siano confusioni, chiarire quali sono i motivi reali per cui votiamo contro e sgombrare il campo da alcuni altri problemi che sono per noi di grossa importanza.
Mi riferisco alla necessità che il centro funzioni meglio, che svolga effettivamente la funzione che deve svolgere in una Regione moderna. Da questo punto di vista noi non saremmo assolutamente contrari anche a pensare a delle società per azioni - lo hanno fatto altre Regioni e sono esperienze interessanti -, abbiamo tutto l'interesse che un centro di questo tipo sia altamente qualificato. Per quanto riguarda i concorsi è fuori di dubbio che debbano essere seri, in cui, se è possibile, ci siano molti concorrenti, e tali che se nessun concorrente dimostra di aver le capacità per svolgere quella mansione, nessuno deve essere assunto. E questa deve essere una prassi normale. In questo caso - e qui ritorno al perché siamo contrari - questa verifica non è stata fatta. Si doveva verificare se all'interno dell'amministrazione regionale mancava il personale qualificato, rispettando un accordo che ci deve impegnare tutti stipulato con le organizzazioni sindacali e solo dopo la verifica dell'impossibilità di operare all'interno delle leggi, saremmo stati disponibili a pensare ad altri concorsi e addirittura a fare la SPA.
Facciamo prima le verifiche e poi agiamo di conseguenza.
Questo metodo ci sembra l'opposto e per questo non possiamo assolutamente condividerlo.
Presidente - Do lettura dell'art. 1.
Articolo 1
L'art. 9 della legge regionale 10 dicembre 1980, n. 49 è così sostituito: "Per la nomina ai posti di analista e di capo centro elaborazione dati è richiesta la laurea in informatica ovvero un diploma di scuola secondaria di secondo grado integrato da una anzianità di servizio almeno quinquennale maturata in posti di capo centro, analista o programmatore presso un qualificato centro di elaborazione dati".
Metto in votazione l'art. 1.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 26
Favorevoli: 18
Astenuti: 2 (Tripodi e Minuzzo)
Contrari: 8
Maggioranza: 15
Il Consiglio approva.
Presidente - Do lettura dell'art. 2:
Articolo 2
L a presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Metto in approvazione l'art. 2.
Esito della votazione:
Presenti: 28
Votanti: 26
Favorevoli: 18
Astenuti: 2 (Minuzzo e Tripodi)
Contrari: 8
Il Consiglio approva.
Il Consiglio è chiamato a votare il complesso della legge a scrutinio segreto.
Esito della votazione:
Présents: 29
Votants: 27
Favorables: 18
Abstentions: 2 (Minuzzo e Tripodi)
Contre: 9
Il Consiglio approva.
