Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2113 du 12 mai 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 2113/XIV - Relazione sulle attività di rilievo europeo e internazionale svolte dalla Regione nell'anno 2015, ai sensi della legge regionale 16 marzo 2006, n. 8.

Viérin M. (Presidente) - Punto n. 50 all'ordine del giorno. La parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Sono sicuro che avrete già letto il volume che ho allegato e nel contempo ho distribuito la relazione che do per letta. Ritengo che l'importanza di questo testo vada nella direzione di contribuire a ricordare quanto è stato fatto in questi anni nell'ambito dell'attività europea, su tutti i fondi, sull'impegno e sull'obiettivo che è sempre stato condiviso da tutti. Con questo spirito, io credo che possa essere sottoposto alla vostra attenzione questo documento, che riprende nella sostanza punto per punto quello che è stato proposto e fatto nell'ambito dell'attività europea, la quale - come voi avete sottolineato in diverse occasioni - è una delle principali e impegnative azioni che vengono portate avanti per le imprese e le varie attività, con l'esigenza di migliorare gli asset su cui si è lavorato in questi anni. Nei vari programmi di cooperazione territoriale e nei diversi programmi che si sono sviluppati abbiamo cercato di mediare tra le varie esigenze, tenendo conto che l'importante è che non ci sia più solo un discorso di spesa, ma di efficacia e di efficienza di quello che si è speso. Questo sarà un controllo che dovrà essere fatto puntualmente negli anni, man mano che i programmi che avanzeranno nell'ambito di quella che è la specifica.

Credo che il punto delicato sarà proprio quello di attivare i meccanismi affinché siano coinvolti tutti, non solo le istituzioni ma anche le parti che in qualche modo si riferiscono a questo tessuto più generale, a questa rete che tiene conto non solo della Regione, ma anche dei rapporti che vengono creati attraverso i programmi intersettoriali, soprattutto interregionali, che portano delle soluzioni innovative e importanti al nostro territorio. Tale è il senso di questa raccomandazione e di questa espressione che viene riassunta nel volumetto che è stato prodotto, il quale fa una disamina puntuale di tutti i fatti, e nella relazione, che riprende questi dati nella loro complessità.

Io voglio ringraziare tutti i Consiglieri e le Commissioni che hanno lavorato su questi punti. Ringrazio anche tutti i responsabili degli affari europei e dei vari coordinamenti a livello regionale, che hanno saputo rispondere a questo impegno, soprattutto nei tempi previsti, cosa che ci ha permesso di partire con i programmi da subito, quindi di poter già essere operativi da quest'anno. Credo che questo sia un fatto molto importante, più volte sollecitato dagli interventi di voi colleghi.

Presidente - La parola al collega Fabbri.

Fabbri (UVP) - Innanzitutto, a nome del Uvp vorrei ringraziare tutta la struttura regionale che ha predisposto e redatto questo documento che illustra l'attività svolta a livello di rilievo europeo nel 2015. Un documento che è uno strumento utile per addentrarsi, almeno in parte, in un argomento complesso e di non facile approccio per i non addetti ai lavori. Abbiamo avuto modo in Commissione di approfondire i programmi in cui si articolano gli interventi delle politiche europee per il sostegno e lo sviluppo economico e sociale della nostra comunità. Vogliamo qui ribadire quanto questi fondi europei nelle loro varie declinazioni siano di fondamentale importanza, soprattutto in questo periodo di profonda crisi e trasformazione strutturale della società valdostana, non solo per l'economia, ma anche per lo sviluppo sociale e la coesione della nostra comunità.

È motivo di soddisfazione che la nostra Regione sia stata solerte nel presentare i programmi per il nuovo settennato 2014/20 e che siano stati accettati dalla Commissione europea, la quale solo per il Programma di sviluppo rurale ha richiesto la necessità di alcune puntualizzazioni. Così come motivo di soddisfazione possiamo esprimere per la performance complessiva dell'attuazione delle attività svolte con il piano 2007/13.

Ciò che ci auguriamo per la programmazione attuale, è una sempre maggiore ricaduta sul territorio dei progetti che si attueranno nei vari assi, affinché si possano utilizzare, nel modo migliore e più efficace, le importanti risorse messe in gioco. Vanno in questa direzione le nuove disposizioni che prevedono di valutare l'efficacia e i risultati che i vari progetti avranno sullo sviluppo economico e sociale, come adesso diceva il Presidente. Ribadiamo la necessità che le strutture regionali diventino dei tutor efficaci nell'accompagnare le piccole imprese e i cittadini che hanno difficoltà nel districarsi nella complessità della gestione burocratica dei programmi, affinché non diventino appannaggio di pochi specialisti. In tale direzione si auspica una facile consultazione del sito regionale per le politiche europee.

Quanto poi alla partecipazione della Regione alla programmazione delle politiche europee, invitiamo il Presidente e gli uffici a essere solerti nello sfruttare la possibilità che il Trattato di Lisbona ci ha consentito, che ci permette di essere parte attiva in quei processi legislativi e in quelle iniziative che coinvolgono le regioni montane, difendendo le specificità e le difficoltà del vivere nelle regioni alpine (vedi i processi ascendenti e quelli discendenti). Gli strumenti non mancano, siamo infatti membri importanti nella Commissione politica della montagna nella Conferenza delle Regioni, e partecipiamo direttamente alla programmazione della macroregione alpina. A questo proposito, il 2015 è stato anche l'anno dell'importante approvazione del piano Eusalp, che prevede in via definitiva riconosciuta la particolarità del mondo della montagna e della macroregione alpina.

Invitiamo dunque il Presidente e la struttura regionale a essere parte attiva, efficace, presente e propositiva in questo sviluppo di opportunità che si verranno a creare nell'ambito della regione europea, prendendo particolarmente a cuore, come già è stato fatto, tutto il problema dell'accesso, dell'accessibilità e dei trasporti nella nostra regione.

Presidente - La parola al collega Bertin.

Bertin (ALPE) - Purtroppo, questa sessione europea rischia di essere una sessione un po' ripetitiva e stanca. Da un certo punto di vista è inevitabile, ma rimane un peccato, anche perché le attività europee e internazionali assumono e stanno assumendo un valore sempre maggiore per la nostra regione. È inevitabile, da un certo punto di vista, anche la stessa lettura del documento che ripropone inevitabilmente le stesse cose da un anno all'altro: certe volte compaiono, altre volte scompaiono, ma fortunatamente in questo caso c'è tutto, diversamente da altri anni nei quali erano scomparse cose anche interessanti.

Quest'anno ho visto la Valle d'Aosta impegnata su molti fronti. Per quel che riguarda poi la dimensione finanziaria della partecipazione europea, non stiamo qui a ripetere argomenti già affrontati in questi ultimi due anni: è necessario un salto di qualità, è necessario spendere bene i soldi, che siano spesi in un modo intelligente, duraturo e che non producano effetti spot. Questo è quello che ci diciamo da tempo. Secondo me, bisogna trovare degli elementi per misurare le ricadute sul territorio di questi finanziamenti europei sempre più importanti.

Misurare è fondamentale per migliorarsi. Ciò che non è misurabile, non è migliorabile, pertanto bisogna studiare da questo punto di vista degli strumenti che ci permettano di misurare e rendere più efficace l'azione in questo senso. Un'azione che in Valle d'Aosta è sempre stata dal punto di vista, se non altro quantitativo, molto efficace perché siamo riusciti sempre a prendere molti soldi. Dal punto di vista invece qualitativo, spesso ho molte perplessità sull'utilizzo di questi fondi. È il momento - come ci siamo detti in più occasioni - di fare quel salto di qualità sempre più necessario. I fondi dell'Europa sono importanti se vengono spesi bene, altrimenti sono addirittura un problema.

L'azione internazionale della Regione ha avuto diversi aspetti. Il più importante e che rischia di avere un'importanza sempre maggiore, è la macroregione alpina che abbiamo visto costituire nel 2012. Sta finalmente prendendo il via una strategia europea sulla montagna e sulla macroregione, che è molto importante non soltanto per dare maggiore efficacia all'utilizzo dei fondi e maggiori sinergie, ma sta assumendo un valore politico sempre più significante, soprattutto in un momento in cui l'Europa e la sua stessa tenuta è a rischio.

Questa macroregione ha un valore politico sempre maggiore. Le Alpi sono un mezzo di collegamento, ma sono anche una barriera. Lo vediamo con il Brennero in questi giorni. La dimensione europea delle Alpi può essere un fattore importante dal punto di vista generale politico. Tra l'altro, della macroregione alpina faranno parte anche i Cantoni svizzeri a pieno titolo che, con tutti i limiti, sono stati negli anni un esempio di democrazia e anche di capacità di resistere a certe ondate omologatrici nel passato. Qui in aula abbiamo la famosa frase di Chanoux che, quando entriamo in Consiglio leggiamo, la quale era riferita a dei popoli alpini, ai Cantoni svizzeri, che in un periodo della storia particolarmente tragico hanno comunque rappresentato per molti un esempio, con tutti i limiti. La macroregione alpina avrà un ruolo anche da questo punto di vista, della politica con la P maiuscola. Il fallimento di questa macroregione può avere delle conseguenze negative in generale.

Un altro rischio di questa macroregione alpina è quello delle sue dimensioni: 70 milioni di abitanti sono un'entità grande che rischia di spostare il baricentro sulle grandi metropoli e sulla pianura. Ma la sfida di questa macroregione è proprio quella di prendere in carico le regioni alpine, e la Valle d'Aosta deve avere un ruolo in questo senso, perché questa macroregione avrà senso soltanto se riuscirà a mettere insieme le due cose: la pianura e la dimensione montana. Se non verranno messe insieme queste due cose, sarà un fallimento non solo per la Valle d'Aosta, ma per tutti. O si riesce a mettere insieme le esigenze della montagna con quelle della pianura, che tengano conto dei modelli di sviluppo delle due aree in sinergia, allora la macroregione alpina avrà un senso, altrimenti sarà una sconfitta per tutti. Non è una lobby alpina nel senso di territorio montano: o la regione alpina avrà quella prospettiva, altrimenti rischierà di non avere un futuro interessante.

Riprendendo la questione politica, ci auguriamo che su questo tutti si impegnino. Recentemente ho partecipato a una serata organizzata dal Partito democratico della Valle d'Aosta su questo argomento. Una serata interessante nella quale un eurodeputato del Partito democratico illustrava, insieme al consigliere Donzel, le linee programmatiche. La valutazione è stata che anche il Partito democratico, e credo in generale i partiti, stanno attribuendo un certo valore a questa macroregione alpina. È importante, perché il rischio, se nessuno se ne interessa, anche per le problematicità a cui facevamo cenno prima, è che alla fine non decolli. È un fatto importante che il Partito democratico - abbiamo appreso - anche forse per rispondere all'egemonia della Lega e del Presidente Maroni, stia attivandosi sulla macroregione alpina. Tra l'altro, gli interventi del deputato europeo in questione erano decisamente condivisibili, e speriamo che anche altri soggetti attori della macroregione abbiano questo atteggiamento rispetto all'evoluzione di questo quadro europeo importante. L'avvenire della nostra regione è l'Europa, altrimenti non avremo certamente un futuro.

Per quel che riguarda gli altri aspetti, io ho un po' una fissazione sull'euroregione Alpmed, e anche questo aspetto - che rimane indietro purtroppo - mi auguro che si riesca ad attivarlo di nuovo, perché passano gli anni ed è una vecchia idea questa che purtroppo stenta a decollare. Non è un'alternativa alla macroregione alpina, perché è un'altra cosa che potrebbe avere un suo ruolo, una sua autonomia e può avere anche degli effetti importanti e dei benefici per tutti.

In generale, l'attività internazionale e legata alla macroregione alpina in particolare, ha anche un valore autonomistico in questo momento, nel quale ci aspetta una riforma delle regioni molto centralista, il che preoccupa. Agganciarsi in una dimensione internazionale ed europea come quella della macroregione alpina, alla quale partecipano Cantoni e Regioni a Statuto ordinario e speciale, ha un valore in sé, perché da un certo punto di vista garantisce anche la nostra autonomia, e credo che anche le Regioni ordinarie italiane vedano questo aspetto come importante. Vogliamo una sorta di garanzia per l'evoluzione autonomistica della nostra regione, ma in generale di un'attenzione dello Stato rispetto alle entità territoriali.

C'è anche un'attività sulla francofonia che, a mio avviso, è un po' come quella europea: ci va un salto di qualità per avere delle ricadute concrete anche su questa attività. È il momento di farlo, perché altrimenti alla lunga si delegittima anche la nostra partecipazione in questa sede.

Presidente - La parola al Presidente della Regione.

Rollandin (UV) - Solo per ringraziare i colleghi che sono intervenuti e per ribadire che - in particolare per quanto detto dal collega Bertin - noi saremo naturalmente molto vigili. Per quanto riguarda la parte relativa a Eusalp, voglio ricordare che comunque le varie cariche sono a rotazione, quindi c'è un meccanismo tale per cui il coinvolgimento cercherà di essere il più intenso possibile. Voglio sottolineare che Alpmed in effetti è adesso un sottomultiplo di questa aggregazione - come lo era Cotrao, prima che si entrasse in questa logica - per cui obiettivamente bisognerà decidere cosa farne e in che tempi. Quindi ci sono dei problemi da verificare all'interno, come ci sono per altre zone in cui a livello alpino si era fatta questa aggregazione.

Con questo io ringrazio i colleghi e credo che sia nell'interesse di tutti far attuare queste tematiche, con i programmi che porteremo avanti il più celermente possibile.

Presidente - Il Consiglio prende atto della relazione.

Con questo si chiudono i lavori della giornata.

La seduta termina alle ore 13:58.