Objet du Conseil n. 2112 du 12 mai 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2112/XIV - Reiezione di risoluzione: "Sospensione dell'iniziativa relativa alle riforme costituzionali e richiesta per la relazione alle competenti Commissioni consiliari in merito al dossier Tesla".
Viérin M. (Presidente) - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Sarà una illustrazione molto sintetica, avendo avuto modo ieri mattina di approfondire gli argomenti che poi abbiamo presentato con il collega Cognetta, e anche di fare alcune considerazioni di tipo politico. Alcune interpretate anche a livello mediatico.
Noi riteniamo che quello delle riforme costituzionali sia un tema di grande importanza, da affrontare con grande attenzione e con i necessari approfondimenti. Il fatto che la Presidenza del Consiglio abbia immaginato di fare un percorso, ci trova anche favorevoli nella sua idea originale. Quello che non ci convince in questo momento è il fatto di avere viziato questo percorso perché, se è pur vero che quello che facciamo qui è istituzionale, mentre ciò che si fa nei nostri movimenti ha valore di tipo politico, quando però si rappresentano delle cariche a livello istituzionale, le due cose si collegano. L'aver viziato questo percorso a pochi giorni dalla sua realizzazione non ci convince e volevamo, ieri e oggi, rimetterlo in discussione quantomeno per sentire l'opinione di tutti gli attori e le componenti presenti.
Abbiamo poi saputo nella discussione di ieri che, se è vero che l'ufficio di Presidenza ha fatto le sue valutazioni e il suo percorso, che nessuno nega, ma se è vero anche che queste valutazioni poi sono cambiate in relazione alle espressioni che ci sono state, è vero anche che tutta una serie di attori non sono stati coinvolti. Sto parlando di quelli che abbiamo citato nel documento, perché è buona cosa che i consiglieri comunali vengano informati e che ci siano delle serate, ma io credo che il minimo a livello istituzionale sia di relazionarvi con chi questi organi e questi ruoli istituzionali li rappresenta. L'organismo che li rappresenta, oggi è il proprio sindaco e all'interno della rappresentanza il Cpel e il Celva. Quindi per citare loro e per non citare noi con i colleghi della I Commissione, per non citare quelli che sono problemi invece più vostri, l'organizzazione di un percorso anche con il Governo regionale che ci pare sia stato oggetto di valutazione successiva, per far sì che questi incontri siano quello che ci immaginiamo: degli incontri che ci permettano di dare maggiori informazioni, ma in uno spirito di coinvolgimento e anche di garanzia del lavoro che gli attori che avete chiamato devono rappresentare, perché su questi noi non abbiamo alcun dubbio che vadano a fare quello che è un ruolo di tipo tecnico e per le conoscenze che possono rappresentare, ma è l'origine politica che invece vogliamo sia corretta e permetta a tutti di essere sostenitori di una cosa così importante.
Oggi non mi pare che le condizioni politiche vadano in quella direzione, anche ascoltando altri colleghi capigruppo. Quindi oggi abbiamo voluto riportare all'attenzione, almeno per approfondire politicamente in aula quello che è successo, ricordando poi l'altro fatto che ha destato stupore: in un momento di difficoltà come quello che viviamo, una semplice operazione di conoscenza di una grande azienda è stata trattata, a nostro avviso, con superficialità o con poca attenzione (i termini non sono così importanti). Vedo che chi ha vissuto queste cose sorride, mentre noi le vogliamo affrontare con la massima tranquillità. Ieri sono state fatte alcune battute, che poi sono state interpretate soggettivamente, ma qui nessuno vuole entrare nell'autonomia delle altre forze politiche e dei propri lavori. Non c'è nessun interesse neanche ad essere polemici tanto per esserlo, però è un momento molto delicato e il fatto di esprimerci su questa riforma è un fatto di assoluto rilievo per gli effetti che avrà, anche politici, fuori di qui.
Noi le chiediamo, Presidente, di valutare attraverso questo impegno cosa è successo, cosa sta succedendo, di valutare se è necessario sospendere e rinviare quello che è stato proposto e soprattutto di venire a dirci nelle Commissioni preposte, oltre ad aver sentito l'Assessore competente, la sua versione dei fatti rispetto all'argomento Tesla.
Per ora mi fermo qui, in attesa di capire come e che cosa è risultato anche dalla vostra riunione di maggioranza.
Presidente - Altri chiedono la parola? Posso fare una replica?
La parola al consigliere Bertschy.
Bertschy (UVP) - Presidente, le chiederei per cortesia di intervenire in discussione generale. Amiamo confrontarci - a volte forse non lo capite - per cui in discussione generale se ci sono delle proposte si possono anche emendare o raccogliere, invece se lei interviene dopo la discussione generale il testo rimane chiuso. La nostra proposta oggi è quella di discutere di questa cosa e poi di capire se ci sono delle soluzioni, non di presentare un argomento che poi non può essere trattato. Quindi le chiederei la cortesia di intervenire in discussione generale.
Presidente - Non c'è nessun problema. Io sarò sintetico, come lo è stato lei, perché su queste questioni credo che abbiamo tutti la nostra opinione e quindi bisogna essere molto chiari.
Nel merito della risoluzione oggetto della discussione, mi corre l'obbligo di ribadire che, pur non riconoscendomi nelle premesse che sono state poste dai proponenti, la presentazione della riforma costituzionale di cui è stata messa a punto l'organizzazione e degli incontri, è avvenuta a seguito di una condivisione unanime dell'Ufficio di Presidenza, in quattro o cinque sedute durante gli ultimi quattro mesi. Abbiamo analizzato tutte le questioni, valutato tutte le varie proposte che potevano arrivare dai componenti dell'Ufficio di Presidenza, quindi ognuno poteva eventualmente sollevare migliorie, coinvolgimenti maggiori o minori ed è proprio per questo motivo che abbiamo fatto un percorso di quattro mesi. Pertanto la sospensione oggi, a ventiquattr'ore dalla prima serata, non è auspicabile né praticabile, in virtù del già concluso iter organizzativo.
Nel merito, invece, del dossier Tesla come sempre sono disponibile a relazionare nelle Commissioni, ove lo riteniate opportuno, in modo da fornire tutti i chiarimenti necessari. Ribadisco sin d'ora che l'email ricevuta è una richiesta promozionale di un'azienda, di cui ho parlato in Ufficio di Presidenza il 16 febbraio e quindi ho proceduto in tal senso. L'unica questione è che, essendo una email, la segreteria ha mandato una risposta ai richiedenti in ritardo, perché chiaramente finito l'Ufficio di Presidenza si risponde alle delibere e agli atti intrapresi, ma nelle "varie ed eventuali" normalmente questo passaggio viene fatto dalla segreteria successivamente. Se ritenete, io sono disponibile a votare l'impegno a relazionare in Commissione con però lo stralcio delle premesse, perché non credo che sia stato questo il mio atteggiamento, e del primo punto dell'impegno.
La parola al collega Laurent Viérin.
Presidente - La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Per le questioni inerenti l'Ufficio di Presidenza, credo che il vicepresidente Rosset avrà modo di esprimere il suo punto di vista. Volevo semplicemente riprendere una parte di intervento che avevamo pensato ieri fosse stato incisivo, al di là di quello che lei ha fatto in termini di difesa d'ufficio. Abbiamo cercato di far percepire ieri che il tema delle riforme costituzionali è patrimonio di tutti, quindi personalmente penso che si possano anche fare venti riunioni dell'Ufficio di Presidenza, non è lì il problema. Il problema è come questa gestione delle riforme, che riguardano l'intera comunità, vengono condivise a monte con gli altri pezzi istituzionali presenti in questa Regione.
Come membro della I Commissione ieri ho cercato di esprimere il nostro disagio, perché abbiamo avuto modo di sentire lei su questo tema in quest'ultimo anno diverse volte, ma mai ci è stato proposto un percorso di condivisione sul territorio, piuttosto che nelle istituzioni, su questo tema. Noi avremmo gradito un coinvolgimento a monte, non invece ricevere una convocazione, per il tramite del Presidente della I Commissione lunedì mattina, per incontrare questi professori. Noi avremmo gradito costruire un percorso tutti assieme: come membri della I Commissione abbiamo anche avuto modo di esprimerci ieri, ma non solo, visto che stiamo parlando di zona franca e di altri argomenti, e avremmo potuto raccordare un po' tutti questi temi. Quando si va sul territorio, si deve essere garanti di tutti, in qualità di espressione della Presidenza del Consiglio, quindi certi temi delicati vanno concordati nell'organizzazione operativa delle giornate.
Noi pensiamo, al di là della I Commissione, che sicuramente il Celva doveva essere coinvolto, visto che non sono neanche loro dei passacarte: invitateci i consiglieri comunali, e va bene così! C'è un Presidente, c'è un Consiglio direttivo, ci sono dei Sindaci, magari hanno anche loro la possibilità di condividere a monte, al di là di andare ad assistere come passivi spettatori a delle conferenze già organizzate da altri. Siamo sempre qui a richiedere la sinergia agli altri enti, ma poi siamo noi i primi a non darla. Poi immaginiamo un coinvolgimento del Governo, piuttosto che della Conferenza dei Capigruppo, già citati ieri.
Presidente, lei ha fatto le sue valutazioni, ha fatto la riunione con l'Ufficio di Presidenza e avete discusso delle questioni, anche se - non dimentichiamoci - negli ultimi giorni l'accelerazione nel congresso che abbiamo citato, ha messo un po' in imbarazzo tutti. Noi immaginiamo a lei per primo: pensavamo che forse un po' di imbarazzo glielo avrebbe creato questa situazione. Alla vigilia dell'organizzazione di questi eventi, si parte con l'espressione politica di certe forze.
Al di là di questo, noi crediamo che l'invito debba servire per il futuro. Capiamo che tecnicamente avete le spese e gli alberghi, però questo deve servire per il futuro, Presidente, le riforme non si devono gestire come una cosa propria! Sono patrimonio di tutti, a maggior ragione quando si ha un ruolo istituzionale che dovrebbe essere super partes. Lo diciamo da tre anni in quest'aula, quindi non è una novità. Siamo arrivati anche a delle dimissioni in quest'aula per altri argomenti, non solo riferiti alla sua persona. Abbiamo vissuto in questa legislatura una grande discussione sulla questione dell'equilibrio.
Noi crediamo che in questo momento di profondo cambiamento, ci giochiamo il futuro della Valle d'Aosta. Con alcuni colleghi abbiamo fatto certe battute ieri su questa riforma: confrontiamoci, vediamone i contenuti, gli aspetti positivi, quello che si evolve; cioè, parliamone! Qualcuno ha voluto fare una fuga in avanti, ma sono fatti suoi. A noi non interessa. A noi interessa qui nelle istituzioni che cosa si fa, e gradiremmo, Presidente, essere coinvolti. In tre o quattro giorni, con l'annuncio del voto favorevole e le sue conferenze, ve la suonate e ve la cantate, ma a noi non va a bene! Noi gradiremmo che questo dossier fosse gestito con la massima condivisione e concertazione. Crediamo che sia legittimo richiederlo. Questo non è un attacco né personale, né istituzionale, ma è una nostra volontà che abbiamo espresso anche nei confronti dei parlamentari, in altre occasioni. Li abbiamo sempre invitati a venire a parlarci prima, così da darci modo di poter difendere certe posizioni. Sulla riforma avevamo chiesto di venire qui per confrontarci e per eventualmente concordare un'espressione di voto. Questo perché, quando si rappresenta un'istituzione, non si rappresenta se stessi. Forse è questa un po' la dicotomia che ancora abbiamo difficoltà a far percepire.
Tutte le polemiche che si sono innestate cercando di strumentalizzare, non sono consone a quello che è il nostro ruolo. Noi qui abbiamo un ruolo istituzionale. La I Commissione è rappresentativa di tutte le forze politiche: qualcuno si è mai chiesto perché? L'Ufficio di Presidenza è rappresentato parzialmente, non tutte le forze sono rappresentate lì. La I Commissione è rappresentativa di tutti noi, come lo dovrebbe essere il Presidente del Consiglio. Quindi questa nostra risoluzione discende semplicemente dal fatto che ieri non si è data la possibilità di discutere, ma si è liquidata la questione dicendo che se ne è parlato in Ufficio di Presidenza. Invece non è così e noi gradiremmo discutere delle questioni!
Siamo anche consapevoli che quando si condividono a monte certe cose, forse si ha anche la possibilità di farle percepire alla comunità in un altro modo. Noi ci chiediamo da domani cosa andrete a dire, Presidente. Lo sa solo lei. Io chiedo agli altri se sanno cosa si andrà a dire in queste conferenze da domani sera. Nessuno di noi ne è stato informato, al di là - ringraziamo il Presidente Farcoz - della comunicazione di lunedì. Andremo anche noi a sentire questi eminenti personaggi, ma nessuno di noi sa come sono impostate queste serate. Abbiamo visto la locandina, ma come si informa? Che cosa si dice? Saranno asettiche? Quindi crediamo che un minimo di garbo istituzionale sarebbe stato gradito. Questo senza polemica, ma rispettando quello che è un nostro sentire di rispetto per l'Assemblea che rappresentiamo, ognuno di noi con i suoi votanti, con le sue sensibilità, con la propria ideologia. Quando si parla di futuro della Valle d'Aosta, ci si spoglia un attimo della questione partitica per analizzare il tutto, dopo di che se è possibile, con la massima condivisione, si prende una posizione che può essere a favore, contro, diversa, sfumata, però la codificazione partitica e politica è un'altra cosa. Quella istituzionale parte prima di qualsiasi tipo di dibattito anche politico innescato, perché si stanno formando i comitati e qualcosa si muove, ma è secondo noi inopportuno. Questo abbiamo cercato di trasmettere, non altre questioni politiche di interpretazione che poi ognuno di noi può dare. Quindi con il massimo rispetto, noi ci permettiamo di sottolineare questo, sperando che per il futuro veramente si abbia contezza di quello che rappresentiamo e si abbia il massimo equilibrio, quando ci sono temi delicati che riguardano il futuro della comunità.
Presidente - La parola al collega Rosset.
Rosset (UVP) - Non voglio ritornare su quanto già esternato ieri mattina, ma non ho rinnegato l'operato dell'Ufficio di Presidenza. Anzi, ho cercato di salvaguardarne l'operato, perché l'Ufficio di Presidenza questo ciclo di serate lo ha organizzato con l'intento di una seria informazione sugli equilibri e nel rispetto di tutte le varie realtà sul territorio. Proprio nel ruolo che ha soprattutto lei come Presidente del Consiglio. Questa era la funzione dell'Ufficio di Presidenza. Tra l'altro, mi dispiace citare il collega Follien, che in una riunione dell'Ufficio di Presidenza prese proprio la parola dicendo che questo ciclo deve essere fatto senza mettere in discussione un sì o un no, perché nessuna forza politica ha preso delle decisioni in tal senso.
Il fatto di sabato - non voglio confondere il ruolo istituzionale con quello politico, e il ruolo politico è lecito, ci mancherebbe! - a una settimana dall'inizio delle conferenze che dovevano avere l'obiettivo di informare, secondo me è inopportuno, proprio per il ruolo che lei ricopre. Io non ho messo in discussione l'operatività dell'Ufficio di Presidenza: l'ho sostenuto e lo sostengo tuttora. Reputo inopportuno il fatto, che a una settimana dalle conferenze crea soltanto confusione e poca chiarezza nella collettività.
Questo è il mio pensiero. Nulla di personale, nulla di politico, ma è assolutamente di un comportamento per quanto riguarda un ruolo che le compete - come lei ha sempre sostenuto - super partes. Io mi chiedo se questo è corretto.
Presidente - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Non per aggiungere altro, anche perché vediamo che il tema interessa in particolare l'Uvp, quindi non vogliamo tenerla troppo lunga. Voglio solo capire, Presidente, rispetto ai due impegni formulati nella risoluzione: sul primo c'è una proposta emendativa o non si può accettare? Sul secondo, ho capito che viene invece accettata la richiesta di venire in Commissione a relazionare, giusto? Quindi sul primo impegno c'è una proposta differente, c'è un voto di astensione o contrario?
Come ha detto il collega Laurent Viérin, non è una questione legata al fatto di sospendere questa cosa, soprattutto non si tratta di mettere in difficoltà un'organizzazione e delle spese che sono già state pensate. Quello che vogliamo capire è se il messaggio politico è stato recepito. L'interesse della risoluzione è rispetto a questo e non c'è problema a ragionare, se si è capito da parte delle forze politiche cosa intendevamo dire.
Presidente - Collega, io ribadisco: ho detto che non ho nessun problema a relazionare in Commissione o nelle due Commissioni su quello che è stato il percorso di Tesla, sull'email e quant'altro; non c'è nessun problema. Sull'altra questione, a parte l'organizzazione che decorre già da domani sera ed è già stata quindi fatta tutta l'impostazione, credo fermamente che se c'erano dei suggerimenti per coinvolgere maggiormente anche altre istituzioni, come i Sindaci e la I Commissione - alla quale abbiamo comunque mandato una lettera, mi sembra, a inizio aprile - potevano arrivare delle suggestioni sia dai componenti dell'Ufficio di Presidenza che da altre persone che erano a conoscenza.
Io credo che abbiamo lavorato tutti, come Ufficio di Presidenza, per dare informazioni. Ribadisco e rassicuro il vicepresidente Rosset di quanto abbiamo detto nelle discussioni. Si è sempre parlato di non entrare nel merito del sì o del no, infatti non ci sarà alcun intervento politico, come abbiamo deciso sin dall'inizio, e ci sarà solo un saluto di un minuto, un minuto e mezzo per presentare i relatori. Abbiamo scelto tutti insieme l'Asa, che è un gruppo di costituzionalisti dell'Università di Trento, che hanno lavorato da anni per le Regioni a Statuto speciale del nord Italia, di cui fa parte anche il professore Robert Louvin. Quindi questa scelta è stata una garanzia per tutti i componenti dell'Ufficio di Presidenza.
La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - L'intervento non mi ha rassicurato che abbia effettivamente colto l'intenzione della risoluzione. In ogni caso, cercando uno spirito di incontro, di partecipazione e di coinvolgimento, non è tenendo duro sul primo punto che raggiungiamo questo obiettivo come Uvp. Quindi noi non abbiamo problemi - ho chiesto anche adesso al collega Cognetta - a sospendere e a ritirare il primo punto, per far votare la risoluzione rispetto al secondo punto, però riguardo all'aspetto politico, non trinceriamoci dietro a una lettera mandata o scaricando troppo sugli altri componenti dell'Ufficio di Presidenza. Se si vuole coinvolgere e fare partecipazione, è un altro il lavoro che va fatto.
A noi oggi interessa che questo dibattito abbia messo dei punti fermi rispetto a questo, che abbia fatto percepire che qui abbiamo un ruolo e fuori di qui ne abbiamo un altro, anche quando ne interpretiamo più di uno, e che non ci interessano le polemiche a tutti i costi. Quindi rispetto al primo punto, allo stato delle cose, emendiamo la risoluzione togliendo l'impegno di revocare. Con l'impegno, da parte sua e delle altre forze politiche, per il futuro a fare meglio.
Presidente - Come ho ribadito prima, ritengo che le premesse non siano consone e quindi io sono disponibile a fare un ragionamento sul mantenimento dell'invito, senza le premesse e senza il primo punto della risoluzione. Questa è la proposta condivisa dalla maggioranza.
Prego collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - Io avevo capito che non avreste votato il primo punto e vi sareste astenuti sul secondo. Non avevo capito che le premesse erano in discussione e che quindi vanno rifatte. O il documento va bene così con il secondo punto, altrimenti ognuno vota quello che deve votare. Le premesse accettatele, perché sono il contenuto della discussione di due giorni. Se no è inutile che noi abbiamo detto delle cose e voi ne abbiate ribadite altre. Se c'è qualche termine che le dà particolarmente fastidio ce lo comunichi, ma i contenuti sono quelli. Noi riteniamo che non sia stato fatto un percorso che ci porti nella condizione di coinvolgere e di essere al giusto punto di partenza rispetto alla riforma, e abbiamo scritto queste premesse. Se va bene, va bene. Se no non è un problema e ognuno vota il suo.
Presidente - La parola al collega Borrello.
Borrello (SA) - Cercando di riassumere le dichiarazioni del collega Bertschy e anche del Presidente del Consiglio, non condividiamo politicamente le premesse, quindi vi chiediamo, pur mantenendo nel documento quelle premesse che noi non condividiamo politicamente, vi chiediamo di emendare - e quindi stralciare - il primo punto. Il secondo punto verrà votato.
Presidente - La parola al collega Laurent Viérin.
Viérin L. (UVP) - Se ci sono delle cose che non vi vanno bene, magari sarebbe meglio che le emendiate voi, perché noi non possiamo entrare nella vostra sensibilità. Se c'è un emendamento, se voi avete delle proposte, fatecele come è successo nel caso precedente, quando l'assessore Marguerettaz ha proposto un emendamento ed è stato accettato. Proponeteci un emendamento, così capiamo anche meglio che cosa intendete emendare. Togliere tutte le premesse, vuol dire annullare l'impianto di una risoluzione: Presidente, il suo probabilmente è stato un refuso. Se ci proponete un emendamento, noi ci esprimeremo su quel testo emendato, altrimenti noi abbiamo già presentato il nostro testo. Come ha detto il collega Bertschy, per uno spirito di collaborazione noi siamo disponibili a trovare un testo comune, ma diteci quali sono le cose che non vanno.
Presidente - La parola al collega Marquis.
Marquis (SA) - Credo che, alla luce delle parole dei colleghi dell'opposizione che sono intervenuti adesso, possa essere utile un attimo di sospensione per vedere se si riesce a trovare una condivisione sull'argomento.
Presidente - È stata richiesta una sospensione. Cinque minuti.
La seduta è sospesa alle ore 13:31 e riprende alle ore 13:35.
Presidente - Possiamo riprendere i lavori. Manteniamo il testo originario della risoluzione. La parola al collega Borrello.
Borrello (SA) - Sono sicuramente un cattivo oratore e probabilmente mi spiego male. Onde evitare errate interpretazioni, non condividiamo politicamente le premesse, di conseguenza vi chiediamo di stralciare le premesse e di stralciare il primo punto. Successivamente, previa disponibilità del Presidente del Consiglio, che ha già manifestato nel suo intervento, siamo disponibili a votare. Da qui la sospensione chiesta dal collega Marquis di andare a definire una premessa, che potesse fare da cappello al secondo punto della risoluzione.
Presidente - La parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - A noi pareva di aver fatto una proposta intelligente e nello spirito dell'iniziativa, che era quella del primo punto. Avevamo capito che le premesse potevano andare bene con delle piccole modifiche. Se ci chiedete di stralciare tutta la premessa, è vero che il valore politico di quello che abbiamo cercato di dirvi in questi due giorni viene meno, ma se ci presentate un testo emendato, possiamo finalmente esprimerci. Altrimenti lasciamo perdere. Quindi la soluzione definitiva qual è, da parte della maggioranza? Credo che Borrello rappresenti la maggioranza: c'è una proposta di emendamento? In caso contrario, teniamo il nostro testo, ce lo votiamo e finisce lì.
Presidente - Si procede alla votazione del testo proposto. Dichiaro aperta la votazione.
Esito della votazione:
Presenti: 34
Votanti: 8
Favorevoli: 8
Astenuti: 26 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Farcoz, Follien, Fontana, Fosson, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Péaquin, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, M. Viérin, Ferrero, Bertin, Certan, Chatrian, Morelli, Roscio)
Il Consiglio non approva.
