Objet du Conseil n. 2064 du 11 mai 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2064/XIV - Interrogazione: "Immobili di proprietà regionale sprovvisti di certificati di conformità alla normativa antisismica".
Follien (Presidente) - Punto n. 7 dell'ordine del giorno. Per la risposta, la parola all'Assessore Baccega.
Baccega (SA) - Volevo chiarire fin da subito che la normativa italiana non prevede ad oggi l'esistenza di un certificato di conformità alla normativa antisismica o di certificazione antisismica. Questi certificati, se per lei sono intesi come un documento attestante l'idoneità sismica di un edificio in rapporto ad un dato evento sismico atteso, non solo non sono previsti dalle norme, ma non sono neanche obbligatori. Viceversa, in tutte le ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri e nelle relative circolari interpretative, si parla di verifiche sismiche. L'ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3274/2003 prevede che queste verifiche siano condotte nei riguardi delle sole opere strategiche per finalità di protezione civile, e per quelle suscettibili di conseguenze rilevanti in caso di collasso per un evento sismico, quali grandi costruzioni a rischio, monumenti, scuole, eccetera. La verifica viene imposta a carico dei proprietari delle strutture. Le differenti tipologie di strutture ricadenti nell'una e nell'altra categoria sono state definite con una delibera della Giunta regionale del 30 dicembre 2003, con la quale è stato altresì stabilito l'avvio di una valutazione dello stato di sicurezza degli edifici nei confronti dell'azione sismica, sviluppando prioritariamente un primo livello di verifica, quello che si dice normalmente "il livello zero", che prevedeva unicamente l'acquisizione di dati sommari sull'opera sottolineandone il carattere di rilevanza statistica, escludendo la possibilità di utilizzare i dati in modo puntuale per valutazioni di vulnerabilità di singole strutture. Le varie circolari del Dipartimento della Protezione civile, oltre a richiamare l'attenzione sulla necessità di sottoporre a verifica le opere strategiche e quelle rilevanti ai fini della gestione dell'emergenza, stabiliscono anche che gli interventi di adeguamento devono essere calibrati in base alle disponibilità delle ordinarie risorse di bilancio, tenuto conto della gravità dell'inadeguatezza riscontrata e delle implicazioni di pubblica incolumità.
Rispondendo ai quesiti, la palazzina aeroportuale sede degli uffici della Protezione civile regionale, della Centrale unica del soccorso e della Torre di controllo in aeroporto e, come tale, classificata struttura strategica ai fini della gestione delle emergenze e quindi anche di quella sismica, è stata oggetto nel dicembre 2013 di una prima valutazione della sicurezza, quella verifica del livello zero di cui si parlava, un atto preliminare all'eventuale pianificazione di interventi di adeguamento in materia sismica. Da questa verifica è risultato che la parte più vecchia dello stabile non è adeguata, dal punto di vista prestazionale, a quanto richiesto dalle attuali norme tecniche di costruzione, con particolare riferimento all'azione sismica; viceversa, la parte nuova è risultata conforme alle normative di costruzione 2008 anche dal punto di vista proprio dell'azione sismica. Sulla base di queste considerazioni, pur sussistendo l'obbligatorietà e la determinazione della tempistica degli interventi di miglioramento o adeguamento sismico, nell'ambito del perfezionamento della programmazione dei lavori pubblici per l'anno 2016, è prevista un'idonea copertura finanziaria a valere sui fondi per la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare regionale, sul quale si interverrà in base alle priorità individuate. Alla fine di questo Consiglio andremo ad approvare il piano triennale dei lavori pubblici, che prevede tutta una serie di interventi non solo su questa struttura, ma anche in altri ambiti.
Il patrimonio edilizio regionale, per rispondere ai quesiti n. 2 e n. 3, risulta costituito da numerosi stabili adibiti a svariate attività istituzionali (uffici, sedi di mostre, scuole, caserme, impianti sportivi), strutture che non necessariamente sono classificate strategiche o rilevanti ai fini della gestione dell'emergenza sismica. Inoltre l'Amministrazione regionale utilizza anche strutture non di proprietà, ma prese in locazione da soggetti privati o da Comuni in cui ha insediato uffici, depositi, musei. Nel definire le priorità di attività, in attuazione di adempimenti previsti dalle normative, è stata data priorità e approfondita la situazione del patrimonio edilizio scolastico regionale. Per questo, con la deliberazione della Giunta regionale n. 572 dell'aprile 2016, sono stati recentemente approvati gli indirizzi per la riorganizzazione e la riqualificazione degli edifici scolastici di istruzione scolastica di secondo grado, quelli situati nel comune di Aosta. Attraverso quella deliberazione sono state formalizzate le linee di programmazione che, in coerenza e in continuità con le attività già avviate dall'Amministrazione regionale negli ultimi dieci anni, porterà nell'arco di un certo numero di anni ad un sostanziale accorpamento delle sedi scolastiche, con benefici in ordine alla sicurezza degli stabili, alla loro funzionalità e ai relativi costi di manutenzione e gestione futura. Nello specifico, con riferimento al comportamento strutturale in condizioni sismiche degli edifici scolastici, si evidenza che attraverso l'attuazione degli indirizzi di programmazione dei lavori pubblici citati sarà possibile il trasferimento di gran parte delle scuole regionali in edifici strutturalmente adeguati alle prescrizioni tecniche. In particolare, si fa riferimento alla ristrutturazione del Corrado Gex in via Chabod, alla ristrutturazione del liceo scientifico Edouard Bérard e alla realizzazione della nuova scuola in regione Tzamberlet, futura sede del liceo delle scienze umane e scientifico e dell'istituzione scolastica di istruzione tecnica e ragioneria, e soprattutto l'ampliamento della scuola sita in via Chavanne prevista nel piano triennale che andremo ad approvare successivamente, nel piano operativo. Parallelamente a questo, è stato avviato un tavolo tecnico tra le varie strutture regionali, che coinvolge un po' tutti gli Assessorati, che avrà il compito di definire quali strutture e infrastrutture regionali sono strategiche o rilevanti ai fini della gestione dell'emergenza sismica, attività necessarie per poter avviare le verifiche sismiche previste dal Consiglio dei Ministri. Solo sulla base di queste verifiche si potrà avere un quadro completo dello stato di adeguatezza delle strutture e degli eventuali interventi necessari per l'adeguamento sismico.
Siamo quindi in una fase avanzata di approfondimento rispetto a quelli che saranno gli interventi che dovranno essere realizzati nel prossimo futuro.
Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Ferrero.
Ferrero (M5S) - Avere la conferma che una parte dell'edificio che ospita la Protezione civile non è conforme alla normativa, o comunque deve avere degli adeguamenti, non è rassicurante di per sé. Sapere che, nell'ipotesi di un terremoto, magari il primo edificio che va giù è quello della Protezione civile non lascia i cittadini proprio così tranquilli. Il fatto che non ci sia la certificazione, lo capisco bene, l'Assessore lo ha precisato, non vuol dire che l'edificio debba crollare, però bene o male è un edificio strategico, quello che dovrebbe gestire l'emergenza, e se è il primo che viene giù sappiamo cosa potrebbe succedere. Analogamente per le scuole che ospitano centinaia di persone. Anche in questo caso, al di là del fatto che mi pare ci sia la volontà di andare a coprire questo buco che c'è, dobbiamo tenere conto che quando un normale cittadino fa la casa tra le varie certificazioni gli chiedono anche quella antisismica; qui, per edifici che ospitano centinaia di persone, alle volte anche studenti, ipoteticamente abbiamo degli edifici che non hanno la certificazione. Non siamo pertanto certi che nel caso di un terremoto magari una scuola possa reggere, e questo mi pare effettivamente abbastanza serio e grave.
Io tornerò sicuramente alla fine dell'anno su questa questione per vedere qual è lo stato dell'arte, sia per l'edificio della Protezione civile che per le scuole, tanto più che per il discorso scolastico c'è un'aggravante: in alcuni casi sono stati effettuati dei costosissimi studi da parte di professionisti, pagati dalla Regione, ammontanti anche a milioni di euro, in cui alla fine non si è arrivati all'effettivo rilascio della certificazione; anche in questi casi soldi spesi, ma il risultato non è stato ottenuto.
Mi fido con beneficio di inventario fino alla fine dell'anno di quello che ha detto l'Assessore, ma non vorrei che alla fine dell'anno, per la solita carenza di fondi, questi stessi fondi fossero dirottati da un'altra parte. Nessuno si augura il terremoto, ma proprio perché bisogna fare un'azione di prevenzione, che le prime strutture valdostane a venire giù siano le scuole e l'edificio della Protezione civile non sarebbe una bella cosa.
