Objet du Conseil n. 2060 du 11 mai 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2060/XIV - Interrogazione a risposta immediata: "Richiesta di trasferimento degli infermieri del Pronto soccorso presso altri dipartimenti".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 3.02 dell'ordine del giorno. La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Con molto stupore, in data 6 maggio è pervenuta una comunicazione dei vertici della Usl sia alla Regione che, per conoscenza, ai componenti della V Commissione consiliare, da cui si evince che una parte degli infermieri del Pronto soccorso, 118 e quant'altro, avevano manifestato la volontà di essere trasferiti verso altri dipartimenti per incompatibilità ambientale creatasi con la dirigenza del Dera.
Assessore, con questa iniziativa vogliamo che lei risponda ai cittadini valdostani e a quelli che usufruiranno di questo servizio, ma anche agli operatori del Dera, cosa sta succedendo. Politicamente fino a oggi si è cercato di portare avanti in commissione un discorso di ragionevolezza. Le ricordo che il 30 marzo 2016 con il dottor Veglio, che è il Direttore generale, e con il dottor Visetti che è il Dirigente della struttura complessa, è stata concordata la riorganizzazione del Dera e di riprendere i lavori di un tavolo tecnico, con i seguenti punti in sospeso: lavoro, rotazione, percorso formativo. Se noi bypassiamo tutto questo con provvedimenti autorizzati da chi è responsabile e messi in campo da chi in questo momento ha la responsabilità operativa di questo servizio, noi veramente non riusciamo a capirci più niente.
A noi pare veramente del tutto fuori luogo questo atteggiamento, così come il fatto che poi si continui a minacciare. Io leggo qua, non so se sia vero o meno, ma dicono che la Direzione ha parlato di possibili provvedimenti disciplinari in caso di dichiarazioni alla stampa! Qualcuno addirittura ha detto che vale la stessa cosa se qualcuno si permette ancora di parlare con la politica. A noi risulta che ci sarà un prossimo incontro con lei, Assessore, e con il Presidente, farete loro un provvedimento disciplinare? Perché voi siete politici. Io mi chiedo: se parlano con la politica, comminate loro un provvedimento disciplinare perché hanno parlato con la politica? Ma questo è terrorismo! Noi vogliamo pertanto capire qual è la reale situazione nell'interesse dei valdostani e di chi opera in questo servizio.
Presidente - La parola all'Assessore Fosson.
Fosson (UV) - Ben volentieri rispondo a questo suo discorso delle minacce. Le minacce sono un reato, per cui sono d'accordo con lei su chi le subisce, non ho mai sentito neanche io un discorso di questo tipo e non lo accetteremmo mai.
La premessa è conosciuta, e già dibattuta. Il Dipartimento di emergenza è soggetto ad una grande riorganizzazione in seguito all'atto aziendale del 2014 e forse una riorganizzazione simile, se sarà approvato il nuovo atto aziendale, varrà anche per altri dipartimenti. Questo ha voluto dire passare solo a un unico dirigente di dipartimento e a un solo coordinatore; la profonda riorganizzazione ha richiesto anche in una logica di dipartimento, una flessibilità all'interno, con la possibilità di avere nuovi ruoli e spostamenti, e tutto ciò non è facile, perché necessita di una formazione che prevede dei tempi. Inoltre, come sanno tutti, la norma europea del 25 novembre ha penalizzato molto gli ambienti del Pronto soccorso perché, soprattutto tra i dipendenti che facevano più di 12 ore, questo ha voluto dire cambiare l'organizzazione. Inoltre c'è stata la trattativa con il Piemonte per il servizio 112.
La situazione reale è che nel mese di dicembre 2015, in seguito a problemi insorti nella Rianimazione, abbiamo voluto istituire un tavolo di confronto con i sindacati, l'azienda e il Presidente, proprio per monitorare e seguire la riorganizzazione di questo percorso, bloccando in quel caso le sostituzioni dei medici di Donnas con gli infermieri e il trasferimento degli ambulanzieri in altra sede. Abbiamo avuto notizia il giorno 5 maggio da parte sindacale dell'interruzione di questo tavolo e abbiamo subito fissato un nuovo tavolo per affrontare di nuovo questi in data 13 maggio con i sindacati, che sono gli interlocutori di questo disagio e di questa difficoltà. Dopo che avevamo fissato questo tavolo urgente, che per noi è molto importante, è arrivata poi la lettera in oggetto. L'azienda dice che sono state presentate 35 domande di trasferimento, 7 di infermieri del "118", 28 di infermieri del Mua e nessuno della Rianimazione. Il 10 maggio il dottor Veglio e la dottoressa Tumiati hanno incontrato 29 infermieri e l'incontro ha avuto l'obiettivo di ascoltare le istanze; le difficoltà sono quelle di accettare una variazione organizzativa, ma soprattutto sono relazionali con la dirigenza del Dera. L'incontro si è concluso con l'impegno da parte della Direzione di proseguire la riflessione.
Per quello che posso dire io, ci sono due problemi: quello di un modello organizzativo su cui si può lavorare e poi la difficoltà relazionale. In ogni cambiamento, in ogni riorganizzazione, il rapporto con il personale e con chi deve mutare atteggiamento e flessibilità è fondamentale, soprattutto in un reparto come quello della Rianimazione e del Pronto soccorso, dove ci sono specialisti particolarmente formati e preparati. Noi faremo tutto il possibile (e lo faremo venerdì, in un incontro con i sindacati e con l'azienda), per verificare questo disagio e per superarlo con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Vede, Assessore, se voleva tranquillizzarci e tranquillizzare i cittadini io ritengo che non ci sia riuscito. Se da parte di 35 infermieri viene chiesta la mobilità per incompatibilità dal punto di vista ambientale perché non c'è dialogo con la dirigenza, tenuto conto che è la politica che nomina il Direttore generale e a cascata viene poi nominato il Direttore di struttura da parte della Usl, voi dovete intervenire. Ma non penserete di fare un processo riorganizzativo senza far dialogare le persone? Come pensate di gestire la Valle d'Aosta in un momento di difficoltà come questo? Questo l'ho ripetuto in commissione e l'ho ripetuto quando abbiamo dialogato a livello personale, ma questo è ciò che si aspetta la Valle d'Aosta! Quando ci sono degli impegni politici presi in commissione per fermare il processo di riorganizzazione in attesa di avere un quadro completo di tutte le strutture complesse, e ciò non avviene, è il politico e chi è all'apice di questa struttura che deve risponderne, altrimenti non andremo da nessuna parte, perché adesso è toccato a questi, ma poi toccherà agli altri!
Lei non ha dato nessuna risposta, non ha tranquillizzato nessuno. Io penso che questo per la sanità valdostana sia veramente un momento di confusione totale, di preoccupazione e di prospettive pari a zero.
