Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 118 du 11 mars 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 118/81 - INIZIATIVE PER PREVENIRE LA DIFFUSIONE DELLA RABBIA SILVESTRE. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza in oggetto presentata dai Consiglieri Cout e Carral:

INTERPELLANZA

CONSIDERATO che nella seduta del Consiglio regionale dei giorni 11/12/13 c.m. è stata ratificata all'unanimità la deliberazione di Giunta n. 5834 del 21 novembre 1980 con cui si concedeva un contributo all'Istituto di zoologia dell'Università di Roma nelle spese per la redazione di uno studio sulla etologia della volpe in Valle d'Aosta, in relazione al diffondersi della rabbia silvestre ed alle possibili contromisure da adottare al riguardo;

TENUTO PRESENTE che la rabbia silvestre, un morbo terribile portato dalle volpi che in anni di migrazione sono scese dalla S iberia fino alle porte dell'Italia, ha già creato non pochi problemi in Polonia, Ungheria, Germania, Francia e Svizzera;

APPURATO che ultimamente nel Parco dello Stelvio si sono verificati dei casi di rabbia, riproponendo con forza il problema che tali casi potrebbero anche, fra non molto, verificarsi in Valle d'Aosta,

INTERPELLANO

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste per sapere:

1) a che punto è lo studio di cui in premessa, se esistono già indicazioni per i provvedimenti da prendere, entro quale termine verrà portato a termine lo studio;

2) quali altri provvedimenti più immediati intende prendere l'Assessore perché venga affrontato subito e preventivamente tale problema.

Presidente - La parola al Consigliere Cout.

Cout (PCI) - Questo penso che sia uno di quei problemi che fin quando non si presentano in tutta la loro gravità sono spesso sottovalutati; i giornali di alcuni giorni fa hanno però riportato il problema nei suoi termini reali, validi anche per la Valle d'Aosta.

La rabbia silvestre, che arriva dalla Siberia, in anni ha attraversato tutte le nazioni dell'Europa, è arrivata alle Alpi, alle porte anche della nostra regione; in Svizzera, ad esempio, ci sono stati grossi problemi per la diffusione di questa malattia che è molto grave. Forse dai giornali e dalle riviste scientifiche tutti abbiamo potuto leggere che chiunque abbia visto un uomo colpito dalla rabbia per una morsicatura di animale infetto non lo dimenticherà più: è un'agonia terribile per la vittima, una sofferenza terrorizzante per la famiglia, non c'è nulla al mondo che fermi la malattia e se non si interviene subito o pochi giorni dopo la morsicatura compaiono spasmi, incubi, dolori, deliri, arsura e convulsioni. E allora che cosa fare per evitare tutto questo? Bisognerà eliminare gli animali malati e purtroppo non soltanto quelli selvatici ma anche tutti quelli che hanno potuto venire in contatto con questi; ad esempio, vicino al Parco dello Stelvio si è già data la possibilità di impallinare gli animali domestici, tipo cani e gatti, che si trovano a 200 metri dalle case; a questo proposito, però, nascono giustamente delle polemiche e i giornali dicono che non è giusto che un micio che sia in vena di passeggiate amorose o un cane che ha il suo padrone ma si allontana da solo, possano passare per animali randagi e essere impallinati.

Se però vogliamo evitare questo, è giusto che si intervenga prima, non si stia con le mani in mano; intanto, c'è da rilevare, e penso che tutti quanti ne siano a conoscenza, che in Valle d'Aosta c'è già una malattia che ha infettato quasi tutte le volpi in quasi tutti i Comuni ormai da cinque, sei o forse più anni: si tratta della rogna rossa, e anche questa è una malattia che può portare degli effetti disastrosi tra gli animali domestici, tra i bovini e addirittura può essere un pericolo per le persone. Direi quindi che bisogna intervenire con la prevenzione; e i giornali - e poi concludo - dicono che è importantissima l'opera di informazione delle popolazioni, sono utili le informazioni ai ragazzi delle scuole, l'eliminazione del randagismo e soprattutto del fenomeno - qui si parla del Parco dello Stelvio - per il quale si trovano cani abbandonati nelle valli dai loro padroni.

Ma c'è anche una notizia promettente: si dice che arriveranno qui fra pochi giorni due tecnici dell'Istituto Zooprofilattico di Torino i quali porteranno dei vaccini antirabbici contenuti in bocconi di carne da abbandonare nel territorio del Parco Nazionale; l'intenzione è quella di vaccinare in questo modo le poche volpi esistenti. Io non so quanto possa essere efficace questo metodo di prevenzione, forse i Consiglieri veterinari ne sapranno più di me e potranno giudicare meglio su questo problema. Io penso comunque che se anche non sarà efficace questo sistema, si debba intervenire senz'altro con l'informazione e con tutta una serie di misure preventive.

È stato affidato a un laboratorio di zoologia uno studio sull'etologia della volpe; cogliamo questa occasione anche per sapere cosa si è fatto, se questo studio è stato concluso, se si fa di tutto perché sia reso noto il più presto possibile; questo perché con la rabbia che potrebbe diffondersi e la rogna rossa già presente da tempo il problema delle volpi sta diventando veramente molto grave in Valle d'Aosta.

Presidente - La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Marcoz.

Marcoz (UV) - Io cercherò di rispondere alla prima parte; la seconda la tratterà l'Assessore Rollandin: sui risultati avuti fino ad ora dall'Istituto Zooprofilattico e ricavati dalle analisi degli animali catturati - volpi, stambecchi, camosci e bovini - l'Assessore Rollandin farà la sua relazione e risponderà anche sulle misure preventive che la Regione ha già attuato e sta ancora attuando.

Per quanto concerne il contributo di 2 milioni dato all'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma, esso è servito per far proseguire la ricerca del dott. Badasso (?) nel Parco Nazionale del Gran Paradiso; praticamente la sua attività si svolge nel Giardino Botanico di Paradisia di Cogne assieme ad alcuni studenti locali, e il dott. Badasso, interpellato direttamente nei giorni scorsi, mi ha assicurato che nel giro di alcuni mesi i risultati delle ricerche saranno in nostro possesso. Appena avrò la documentazione del suo studio sarà mio compito fornirla al Consigliere Cout e al Consigliere Carral in risposta all'interpellanza che hanno presentato.

Presidente - La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin.

Rollandin (UV) - Su questo problema le discussioni sono state già parecchie. Io rispondo per quanto di competenza, anche se non sono stato chiamato in causa, cosa di cui mi sono un po' stupito perché il problema sotto l'aspetto preventivo è svolto dall'Istituti Zooprofilattico di Torino, ma è interessato anche l'Assessorato alla Sanità.

A parte questi particolari, nel corso del 1980 l'Istituto Zooprofilattico, che speriamo possa con i nuovi finanziamenti riprendere la sua attività che era stata in crisi - voglio ricordare qui che questo istituto è gestito dalle tre Regioni ed ha avuto notevolissime difficoltà perché l'approvazione della parte finanziaria che lo regolamenta è a stralcio; cioè, gli Istituto Zooprofilattici sono ancora al di fuori di quello che è il servizio sanitario, il che è oggi una anomalia - ha esaminato il tessuto cerebrale di 235 volpi, 11 camosci, 3 cani, 1 stambecco e 1 bovino. È chiaro che la parte più rilevante, come si può constatare dai numeri, è rappresentata dall'esame del tessuto cerebrale delle volpi; infatti la diffusione nei Paesi che purtroppo ne sono già colpiti e nelle regioni italiane che sono interessate al problema è legata a questo veicolo di trasmissione. Ci sono poi state ulteriori indagini: la situazione nei Paesi confinanti - Francia e Svizzera - è per il momento sotto controllo; ci sono contatti continui e vengono emanati appositi bollettini che contengono aggiornamenti sulla diffusione di questa malattia.

Le misure preventive sono rappresentate dalla campagna che viene fatta per la vaccinazione antirabbica. È dell'altro giorno un telex del Ministero della Sanità che prevede nuove norme e fornisce un riepilogo della situazione esistente al momento nelle altre province: ad esempio, i selvatici infetti in provincia di Bolzano sono attualmente 99; nel '78 erano 251 nelle province di Bolzano, Belluno, Udine; ci sono poi altri dati, di cui se mai potrò dare copia, che come ho detto tengono conto di una situazione che va via via estendendosi anche se le misure attuate in quelle regioni sono state abbastanza efficaci.

Da parte nostra, nella Regione Valle d'Aosta, sono state fatte vaccinazioni obbligatorie, che al momento attuale risultano essere l'unico metodo preventivo; dico finora, perché sulla necessità di arrivare a una sperimentazione che possa dare anche risultati più soddisfacenti si farà molto probabilmente il mese prossimo una riunione ufficiale che vedrà impegnati i tecnici della Sezione Veterinaria della Università di Torino e i tecnici dell'Istituto Pasteur che stanno assieme predisponendo un vaccino orale: forse a questo si riferivano le notizie che citava prima il Consigliere Cout. Sulle vaccinazioni orali da tempo si stanno facendo degli esperimenti; il punto più difficile da prevedere è l'esito di questo tipo di vaccinazione perché non si può evitare con assolutezza che altri animali vengano a contatto e quindi possano avere degli inconvenienti, dato che questi bocconi-vaccino devono essere abbandonati nel territorio.

Per quanto riguarda l'informazione, la Regione ha acquistato un film, girato in Germania, che è stato dato a tutte le scuole, proiettato e illustrato proprio per questo fine. Quindi la campagna di informazione, al di là delle conferenze ad hoc, è stata fatta in modo crediamo soddisfacente e continua ad essere fatta fornendo notizie non solo sulla malattia ma anche sulle possibilità di contagio, che sono naturalmente diverse da quelle di altre malattie, quali la rogna rossa, che ha tutto un altro campo di azione: è come quando noi prendiamo delle verminosi che sono proprie degli animali selvatici, quello è un altro tipo di problema.

Riteniamo quindi che le vaccinazioni che sono state fatte siano attualmente il metodo più efficace per prevenire questa malattia nella nostra regione, in quanto si eliminano non solo le possibilità di contagio, ma si evita anche la preoccupazione, che recentemente la stampa riportava, di arrivare all'abbattimento indiscriminato di randagi. Questo, nella nostra regione, se può consolare, non è assolutamente previsto nel piano dei prossimi interventi.

Presidente - Il Consigliere Cout intende replicare? La parola al Consigliere Cout.

Cout (PCI) - Solo per scusarci della svista nella compilazione della nostra interpellanza; d'altra parte noi siamo partiti dalla deliberazione di Giunta con cui si concedeva un contributo nelle spese per la redazione di uno studio sulla etologia della volpe in Valle d'Aosta, deliberazione fatta il 21 novembre 1980, presenti tutti gli Assessori, dopo una relazione dell'Assessore Marcoz, e finanziata con prelievo dal Capitolo "Spese per la propaganda e per la protezione della natura".

Io concordo con la quasi totalità delle cose dette dall'Assessore Rollandin sulla gravità della cosa, e vorrei ora ricordare un dato che ho dimenticato di riferire prima e che viene riportato per bocca del dott. Sergio Postizi (?) Veterinario ufficiale del Canton Ticino; egli è uno dei più esperti in questo campo in Europa e dice che in Svizzera, ove è stata svolta una campagna rigorosissima, sono riusciti a limitare i danni e i pericoli, però negli anni '70 ci sono stati ugualmente tre morti, fra cui un veterinario... (voci fuori microfono, incomprensibili) ... egli dice che l'altro anno circa 50 persone sono ricorse alle cure antirabbiche, per fortuna cavandosela senza strascichi, ma questo solo grazie all'opera di sensibilizzazione che è stata fatta in tutto il Paese; si augura dunque che questa campagna venga fatta anche in Italia; me l'auguro anch'io, ma vedo che effettivamente si sta cominciando a fare qualcosa di serio anche in Valle d'Aosta.

Presidente - Passiamo all'esame dell'oggetto n. 19.