Objet du Conseil n. 1963 du 5 avril 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1963/XIV - Interrogazione: "Risultati degli approfondimenti svolti per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali nel settore della produzione e commercializzazione di sementi locali".
Viérin M. (Presidente) - Punto n. 14 dell'ordine del giorno. La parola all'Assessore Testolin.
Testolin (UV) - Grazie Presidente.
In riferimento al quesito posto dall'interrogante, e cioè: "quali sono i risultati degli approfondimenti sul tema dello sviluppo di iniziative imprenditoriali nel settore della produzione e commercializzazione di sementi locali", evidenziamo come gli approfondimenti in merito alla tematica delle sementi locali siano stati già avviati sin dai primi mesi dello scorso anno con il coinvolgimento in primis dell'Institut agricole e delle strutture regionali competenti.
Per quanto attiene alla commercializzazione, si sottolinea come ulteriori recenti contatti con i referenti del Ministero e del CRA-SCS, Ente di certificazione a cui è demandata la competenza in merito alla certificazione delle sementi a livello nazionale in osservanza di un decreto legislativo del 2012, abbiano confermato quanto già emerso durante i confronti dei mesi scorsi, ovvero che la procedura di autorizzazione alla commercializzazione delle miscele di sementi di piante foraggere destinate ad essere utilizzate per la preservazione dell'ambiente naturale debba partire con la richiesta da parte di un produttore. Il decreto legislativo sopracitato prevede infatti che dopo l'individuazione della zona fonte ad opera dell'autorità regionale sia lo stesso produttore richiedente l'autorizzazione al commercio, nell'istanza da presentarsi al CRA-SCS, ad identificare la zona di origine all'interno della quale si trova la zona fonte. A tal proposito, si evidenzia altresì che sempre detto decreto non abbia di fatto ancora trovato una concreta attuazione, poiché nessuna richiesta di autorizzazione al commercio di tali miscele è finora stata presentata all'Ente di certificazione nazionale e, come sia il Mipaaf, sia lo stesso CRA stiano procedendo ad un'analisi approfondita delle questioni non del tutto definite. Si sottolinea pertanto come un'eventuale richiesta da parte di produttori valdostani farebbe da apripista a livello nazionale nell'ambito della commercializzazione delle sementi locali. A tal proposito, come peraltro già esplicitato nella risposta all'interpellanza dello scorso 8 aprile 2015, e come già manifestato nel corso dei mesi successivi all'Institut agricole, ai tecnici che hanno collaborato con l'istituto, rinnoviamo la nostra disponibilità a sostenere, nelle forme e nelle sedi opportune, le eventuali iniziative di aziende o associazioni già operanti o che vogliano operare nel settore, in particolare quelle che hanno partecipato alla sperimentazione curata dallo IAR, e già attualmente dotate delle attrezzature necessarie a tali attività, per le quali lo sviluppo di una filiera commerciale per la produzione e commercializzazione di sementi rappresenterebbe un'ulteriore possibilità di integrazione al reddito.
Segnaliamo infine come nella proposta progettuale Restalp, presentata dalla Regione tramite l'Assessorato all'agricoltura e l'Institut agricole régional lo scorso 15 febbraio al bando ALCOTRA Italia-Francia, sia stata inserita una specifica azione volta a sviluppare un prototipo di macchina agricola per la raccolta di miscele di preservazione a testimonianza dell'attenzione al miglioramento delle competenze e conoscenze acquisite dei precedenti progetti e nell'interesse sempre alto sul fronte della sperimentazione e della ricerca. Rinnoviamo con forza la disponibilità a collaborare con le aziende private che vogliano perseguire questo obiettivo; senza di loro, nessun tipo di azione ha un senso logico. Grazie.
Presidente - La parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente e grazie Assessore per questa messa a punto sullo stato dell'arte di questa iniziativa, che ha un valore di nicchia e che comunque ritenevamo importante.
Poco fa la mia collega Morelli ha presentato un'altra iniziativa inerente agli OGM, dove noi abbiamo sempre a cuore l'interesse della vita in montagna. In questo caso anche lei, Assessore, ha ricordato che la possibilità di arrivare alla commercializzazione delle sementi locali potrebbe costituire un'integrazione al reddito e ci ha garantito la disponibilità dell'Assessorato a seguire la questione, evidenziando però la criticità che manca un produttore che possa fare domanda, e quindi da apripista in questo senso. Però mi ricordo che quando c'è stato il convegno in cui si era presentata tale questione si era detto che il produttore non fa il primo passo perché non ha a supporto una normativa di riferimento ben specifica come invece la Regione potrebbe invece mettere in campo. In questo caso, quindi, si crea un cortocircuito: il produttore non agisce perché non ha un supporto adeguato e di conseguenza non si chiude il cerchio, per cui alla fine manca un'opportunità. Ben venga questa disponibilità, ma - come è già stato ricordato prima dalla collega - se vogliamo avere maggiori ricadute bisogna provare a dare più concretezza a chi è poi sul campo. Se il produttore in questo momento non se la sente creiamo le condizioni perché possa arrivare a presentare questa domanda che faccia da apripista anche agli altri che sono interessati. Questo noi chiediamo, senza ricordare in questa sede tutte le questioni forse più interessanti già dette prima, la questione del marchio, del fatto che alla fine il fatto di avere sementi locali consente anche di utilizzare meno prodotti antiparassitari, per esempio là dove vengono impiegati, e consentano anche poi di dare veramente quella riconoscibilità della qualità autentica dei prodotti di montagna. Grazie.
