Objet du Conseil n. 1939 du 22 mars 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 1939/XIV - Interpellanza: "Iniziative per l'introduzione dei sistemi informatici open source nelle scuole".
Rosset (Presidente) - Punto n. 30 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, chiede la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Riprendiamo un tema già affrontato in molte occasioni in questo Consiglio, al quale attribuisco una certa importanza non soltanto in ragione dei risparmi possibili utilizzando il software libero, ma anche per un approccio diverso all'informatica e più aperto e condiviso. Con quest'interpellanza, dopo esserci occupati più in generale dell'Amministrazione regionale, volevamo dedicarci alla scuola, un settore nel quale quest'approccio potrebbe avere delle utili ricadute innanzitutto perché le giovani generazioni sono molto interessate all'utilizzo di queste tecnologie e di questi programmi aperti e liberi, cioè senza necessità di pagare le licenze. Questo peraltro comporterebbe anche un più facile passaggio dalla scuola alla famiglia perché si potrebbero utilizzare gli stessi programmi senza dover pagare delle licenze che magari sono accessibili per la scuola, ma non per le famiglie.
Volevamo pertanto sapere con quest'interpellanza in termini generali qual era la situazione della scuola, se siano già state realizzate iniziative sull'argomento, con quali finalità e risultati, anche perché sappiamo che in altre realtà è già da tempo che si stanno facendo iniziative in questo senso e se vi è l'intenzione di portare il software libero e in che tempi, come tra l'altro già annunciato in diverse occasioni per quanto riguarda l'amministrazione nella sua totalità. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore Rini.
Rini (UV) - Grazie Presidente.
Grazie collega Bertin. Veniamo subito puntualmente alle risposte. Per quanto riguarda il primo quesito, negli anni il servizio TICE (Tecnologie per l'Informazione e la Comunicazione Educativa) della Sovrintendenza agli studi è stato proprio promotore di diverse e variegate iniziative, alcune delle quali, come il progetto Ping00, che è un progetto INTERREG del 2004-2006 la cui successiva evoluzione è utilizzata attualmente in 12 plessi scolastici, hanno permesso alle istituzioni scolastiche prive di competenze tecniche specifiche di utilizzare servizi di rete per le esigenze propriamente didattiche. Altri casi hanno riguardato invece la piattaforma Web-École, ossia l'implementazione e la gestione del portale web della scuola valdostana, che attualmente ospita i portali web di 21 istituzioni scolastiche, oltre ad alcuni progetti web specifici della Sovrintendenza agli studi, di cui 12 attualmente attivi. Inoltre, sempre all'interno del portale Web-École sono stati implementati alcuni servizi sviluppati proprio con software open source, quali tra gli altri un applicativo per la gestione dei libri dismessi dalle istituzioni scolastiche, un applicativo per la gestione delle biblioteche scolastiche, un applicativo per il controllo dell'obbligo scolastico, la piattaforma per la compilazione e la pubblicazione del rapporto di autovalutazione delle scuole, nonché un applicativo per la compilazione dei verbali dell'esame di Stato a conclusione del primo grado della scuola secondaria. Sono state promosse poi ancora delle soluzioni web di supporto dalle istituzioni scolastiche che intendono utilizzare i servizi open source garantendo le fasi di installazione, di configurazione e poi di formazione di varie soluzioni destinate, per esempio, alla gestione delle biblioteche scolastiche o alla somministrazione di questionari e anche di diverse indagini che vengono promosse proprio all'interno delle istituzioni on line.
Il servizio TICE della Soprintendenza agli studi si è inoltre impegnato negli ultimi anni per realizzare infrastrutture in grado di supportare una didattica innovativa e l'utilizzo massivo da parte e di studenti e di docenti di servizi condivisi con altri utenti come base per l'innovazione tecnologica della scuola. In tal senso ha promosso recentemente due soluzioni gratuite, che sono: la Web-École APPS, un ambiente condiviso istituzionale per le scuole valdostane utilizzata ad oggi - e credo che questo sia un dato positivo - dal 100 percento degli insegnanti e all'incirca dal 50 percento degli alunni con un proprio account personale e il Web-École Radius che, utilizzando dei fondi PEEF ALCOTRA, ha fornito proprio attraverso le istituzioni scolastiche la possibilità ai docenti e agli studenti di utilizzare servizi per la navigazione in internet attraverso i loro apparecchi, come, per esempio, i tablet personali. Ad oggi i plessi che utilizzano Web-École Radius sono circa 40, per un numero più o meno di 2180 utenti tra docenti e studenti iscritti.
Oltre alle iniziative del servizio TICE, il servizio CTS (Centro Territoriale di Supporto per l'inclusione) della Sovrintendenza agli studi si è occupato, sempre nell'ambito delle sue attività istituzionali, della diffusione prevalente, se non esclusiva, di soluzioni didattiche che utilizzano software libero o gratuito e che in particolare contengono raccolte di software didattici e prodotti specifici per l'insegnamento e l'apprendimento, o di software che permettono di allestire i personal computer dei ragazzi con dislessia o con altri bisogni educativi speciali. È da rilevare infine che sono state acquistate 68 postazioni da destinare in comodato d'uso agli studenti con DSA frequentanti il primo anno delle scuole secondarie di primo grado, questo in base anche alla legge regionale n. 8/2009.
Veniamo alla seconda questione. La deliberazione di Giunta regionale n. 179 del 12 febbraio 2016 ha approvato, proprio in materia di software libero, uno studio di fattibilità che prevede il coinvolgimento in apposito progetto anche degli Enti locali, delle istituzioni scolastiche e di altri enti territoriali eventualmente interessati, condividendone le metodologie e gli approcci realizzativi anche per favorire l'interoperabilità dei documenti della pubblica amministrazione locale nel suo insieme. La Sovrintendenza agli studi si farà promotrice dell'estensione alle segreterie scolastiche del progetto avviato con la delibera di cui sopra. A prescindere dallo studio, comunque alcune scuole hanno iniziato ad operare in autonomia, in particolare, ricordo che nell'anno scolastico 2014-2015 l'Istituto Manzetti ha iniziato una fase di transizione che ha portato alla realizzazione di vari laboratori con software libero, di 1 postazione personal computer in ogni aula e ancora un software libero di 10 postazioni ad uso docenti nelle aule insegnanti del Manzetti e dei Geometri per un totale di circa 120 postazioni, delle quali la maggior parte sono realizzati recuperando hardware dismessi dalla Regione. Si tratta di esperienze accumulate in anni di promozione, sperimentazione e successivo utilizzo, se non addirittura si può parlare di sviluppo di soluzioni open source per le scuole della regione utili ad evidenziare che a tutt'oggi la scuola valdostana già utilizza per esigenze didattiche prevalentemente, anche se non esclusivamente, software libero o open source. In particolare si stima che siano circa 140 gli applicativi che rientrano in questa categoria conosciuti e utilizzati dai docenti valdostani. Le ultime indicazioni ministeriali che invitano le scuole a promuovere la didattica abbinata alla più recente tecnologia daranno un ulteriore importante impulso a tale processo in quanto i principali software e ambienti di lavoro utilizzano proprio tecnologie open source, in tal senso si stanno muovendo alcune scuole anche di istituzioni primarie, credo che questo sia un fattore particolarmente positivo. Infine vi sono casi in cui le scuole hanno acquistato nuove postazioni di personal computer, desktop o portatili destinati alle aule, ai laboratori, ai docenti e anche alle segreterie utilizzando proprio le convenzioni MEPA. In questo caso bisogna ricordarlo, anche perché si possono cambiare le piattaforme e i programmi con un risparmio di circa il 20 percento a postazione. In questi casi i nuovi personal computer sono già dotati in maniera totale ed esclusiva di software libero. Grazie.
Presidente - Per la replica chiede la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Per quanto riguarda il primo punto, le iniziative fatte in passato, se paragonate a quanto avviene in altre realtà, siamo veramente...all'inizio e poco è stato fatto. I principali progetti risalgono nel tempo al 2006, come faceva cenno anche lei, progetto che conoscevo anch'io, che utilizzava i fondi europei. Come dicevo, comunque sono progetti piuttosto datati e per quanto riguarda l'utilizzo le iniziative passate sono francamente poche, dovrebbero essere aumentate e rese più presenti nella scuola non soltanto per quel che riguarda gli aspetti legati alla burocrazia interna, ma anche proprio alla didattica. Se andiamo a vedere le altre province, da quella di Bolzano a quella di Trento...ho qui un'indicazione generale, una sorta di linea guida della Provincia di Trento, che proprio per quello che riguarda la didattica invita ad utilizzare tutto il software libero, anche perché, come sappiamo, il software libero significa anche inclusione e accessibilità ed è un fatto importante nella scuola dei nostri tempi quest'aspetto dell'inclusione e dell'accessibilità per tutti, pertanto questa deve essere la direzione. Altre realtà scolastiche di altre Regioni e Province sono già avanti da questo punto di vista, cito la Provincia di Trento, ma potrei citarne anche molte altre, anche per quel che riguarda poi il formare gli stessi studenti all'utilizzo di questo software libero. Ad esempio, in collaborazione con associazioni che si occupano della diffusione del software libero, associazioni senza scopo di lucro, vengono organizzati in molte parti d'Italia dei corsi sia nelle scuole elementari che medie e nelle superiori per permettere al maggior numero di ragazzi di conoscere questi aspetti, di utilizzare questi strumenti, che saranno bene o male l'avvenire, sono interessanti soprattutto per le giovani generazioni, i nativi digitali, che sono quelli che avranno più occasioni di utilizzarle, anche perché in questo caso, come dicevo, vi è la questione di renderle maggiormente accessibili a tutti.
Per quel che riguarda il futuro, la delibera n. 179 del 12 febbraio evidentemente l'avevamo letta, anche perché è il risultato poi di una mozione che avevo presentato in questo Consiglio tempo fa. Quello che vogliamo sottolineare è che dalla scuola è essenziale partire in fretta, anche perché è un settore che può avere degli sviluppi interessanti non soltanto riguardanti il risparmio, ma, come dicevo, per le giovani generazioni. Ripeto che software libero significa anche inclusione e accessibilità per tutti, un elemento che nella scuola dei nostri tempi non può essere sottovalutato, pertanto vi invito ad iniziare rapidamente soprattutto e innanzitutto dalla scuola. Grazie.
