Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1928 du 22 mars 2016 - Resoconto

OGGETTO N. 1928/XIV - Interpellanza: "Adozione di eventuali provvedimenti di revoca delle concessioni di derivazione d'acqua nei confronti dei soggetti responsabili di violazione di disposizioni in materia di produzione di energia elettrica".

Follien (Presidente) - Punto n. 20 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al Consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Ormai è ufficiale, anche i giornali ne hanno parlato, i prelievi di acqua per uso idroelettrico oltre i limiti stabiliti non li chiamerò furti di acqua, perché sennò qualcuno potrebbe risentirsi, sono stati accertati, il gestore dei servizi elettrici nazionale ha aperto un'inchiesta e si prospetta la richiesta di 6-7 o addirittura forse anche 8 milioni di euro indietro alle società che hanno fatto questi prelievi indebiti e hanno poi incamerato i "certificati verdi", che sono degli incentivi particolari dati a chi utilizza delle fonti rinnovabili per produrre l'energia elettrica. Quindi chi ha le centraline idroelettriche può produrre dell'energia ed è soggetto a questo regime particolare dei certificati verdi che - ricordiamolo - costano in bolletta. Pertanto queste tariffe che vengono corrisposte a questi signori che hanno le centraline sono tariffe molto alte che paghiamo in bolletta tutti noi, in Italia, anche noi valdostani.

È anche emerso chiaramente che c'è un'inchiesta della Magistratura, perché effettivamente qui, in Valle, questo fenomeno di prelevare acqua oltre i limiti concessi dalla Regione è estremamente diffuso, non si capisce a questo punto perché l'Amministrazione regionale sostanzialmente starebbe ancora a guardare, o almeno ce lo si chiede.

Nell'interpellanza si vuole quindi sapere a quanto ammontano le sanzioni amministrative che sono state poi comminate dalla Regione nei confronti di queste società; a quanto ammonta la cifra effettivamente riscossa, perché sappiamo che dal momento in cui si richiede qualcosa non necessariamente poi questo qualcosa viene pagato. Soprattutto quello che vorrei sapere, alla luce di queste inchieste, è perché non è stata fatta nessuna revoca nei confronti di persone, di società, persone fisiche e giuridiche che per oltre nove anni hanno messo nelle condotte forzate di loro proprietà delle quantità di acqua che a volte erano anche il doppio di quello previsto. La normativa è chiara, prevede la revoca, quindi perché non sono state fatte le revoche. Grazie.

Presidente - Per la risposta, la parola all'Assessore Baccega.

Baccega (SA) - Grazie Presidente.

Io partirò con il rispondere al terzo quesito, che è strettamente legato all'ultimo punto delle premesse della sua interpellanza. I controlli sono stati effettuati sui prelievi e l'Amministrazione regionale ha avviato tutte le procedure previste dalla legge per sanzionare i comportamenti illeciti che sono divenuti anche oggetto di indagine della Procura e del GSE. La Procura, al momento, non ha ancora terminato le indagini o, meglio, non abbiamo ancora informazioni in tal senso, per cui non si conoscono le conclusioni alle quali sarebbe pervenuta, conclusioni che comunque potrebbero essere non definitive, visto che potrebbero esserci successivi passi e fasi processuali. Il GSE ha adottato solo un recupero di somme per le quote di produzione più alte a quelle concesse, e la Regione ha anche inserito nella deliberazione della Giunta regionale n. 1436 la cosiddetta "moratoria" con indicazioni molto stringenti sui canoni da corrispondere per i superi delle portate. Nell'audizione in commissione consiliare dell'11 febbraio ho spiegato quali sono le criticità normative che di fatto hanno imposto la modifica di quella deliberazione proprio sulla parte dei canoni. Le ragioni da lei richieste sono quindi molto chiare, i provvedimenti sanzionatori non sono conclusi e ogni altra iniziativa si scontra con l'aspetto normativo. Non esistono quindi al momento presupposti legittimi per la revoca delle concessioni.

Relativamente al quesito n. 2, ricordo che la procedura per la riscossione delle sanzioni è seguita dalla competente Struttura Sanzioni amministrative del Dipartimento legislativo e legale che, interpellato, ha dato le seguenti indicazioni. Per quanto riguarda le violazioni di cui all'articolo 17, relative al superamento dei valori delle portate indicate negli atti di subconcessione, non è ammesso il pagamento in misura ridotta della sanzione ex articolo 16 del 689. L'irrogazione della sanzione si attuerà sulla base degli accertamenti svolti dagli organi competenti al termine dell'istruttoria del procedimento e saranno valutati gli eventuali scritti difensivi presentati ai sensi dell'articolo 18, sempre del 689/1981. Attraverso i verbali di accertamento della violazione in questione, redatti dalla Struttura Affari generali, demanio e risorse idriche, sono stati presentati degli scritti difensivi nei quali viene contestata la fondatezza dell'accertamento e vengono rilevati elementi tendenti ad evidenziare la tenuità dell'illecito al fine della graduazione dell'eventuale sanzione. Queste pratiche sono in istruttoria, la struttura dell'Assessorato deve produrre le controdeduzioni richieste dalla Struttura Sanzioni amministrative anche a riguardo degli aspetti tecnici determinati ai fini della definizione dei criteri di quantificazione delle sanzioni. Ciò assume rilievo anche al fine di poter esaminare le contestazioni della violazione, di cui i verbali redatti dal Corpo forestale della Valle d'Aosta cronologicamente successivi, e quantificare le sanzioni con lo stesso metro di giudizio. Nell'anno 2014 il Corpo forestale ha contestato tre accertamenti di violazione amministrativa, mentre nel 2015 gli accertamenti ammontano a 29. Alcuni verbali redatti sono stati archiviati su richiesta della struttura stessa.

Per quanto concerne invece la violazione di cui all'articolo 28, relativa ai rilasci di portate di deflusso minimo vitale inferiori rispetto a quanto indicato nei disciplinari, essendo invece ammesso il pagamento in misura ridotta della sanzione ex articolo 16 legge n. 689, a questo proposito il Corpo forestale ci ha comunicato di aver contestato 17 accertamenti di violazione amministrativa nel 2014 per complessivi 200.230,40 euro, di cui ne risultano essere stati incassati al momento 20.028,80. Nel 2015 il numero degli accertamenti è stato di 11 per complessivi 110.049,50 euro, di cui ne risultano essere stati pagati 80.042,90. Grazie.

Presidente - Per la replica, la parola al Consigliere Ferrero.

Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.

Come al solito, qui c'è una realtà che vediamo fuori e una realtà che ci viene dipinta e ridipinta qui dentro. La realtà che vediamo fuori è chiarissima: ci sono state delle violazioni. Quando per sette, otto, nove, dieci anni tu prelevi il doppio dell'acqua a cui avresti diritto non so che controdeduzioni si possano poi portare! Di certo c'è che un anno fa circa io ho fatto la richiesta all'Ufficio Sanzioni amministrative per sapere a che punto erano certi verbali, e ad un anno di distanza mi viene detto che sostanzialmente non è ancora stato deciso nulla. Vogliamo aspettare che la Magistratura e che il gestore dei servizi elettrici regionali facciano prima di noi? Mi pare strana questa cosa!

Tra le altre cose, non confondiamo la questione giudiziaria con la questione amministrativa. Per fare un'eventuale revoca di una concessione non abbiamo bisogno che la Magistratura faccia degli accertamenti. La legislazione vigente, che è anche un po' vecchiotta, prevede che discrezionalmente la Regione possa adottare il provvedimento di revoca quando ci sono i presupposti, quindi a fronte di un'appropriazione di acqua non dovuta è da revocare la concessione. Appare chiaro anche in questa fase come il fatto che ci siano delle persone, e anche qui torniamo a questa Parentopoli, Famigliopoli, Politopoli, in cui per il fatto che c'è un ex Sindaco unionista di Champdepraz, che è coinvolto nella questione, anche se per sette, otto, nove, dieci anni la società di cui è proprietaria la sua famiglia si è resa responsabile di queste cose ce lo dimentichiamo. E come mai ce lo dimentichiamo? Se fosse stato qualcun altro ce lo saremmo dimenticati? Io penso di no, perché si mena il can per l'aia e si dice che dobbiamo vedere...ma cosa dobbiamo ancora vedere, quando dai contatori è stato certificato il fatto che l'acqua è stata turbinata in più rispetto a quella della concessione? E, ciliegina sulla torta, perché poi ai parenti, agli amici, ai compari di partito non si fa mancare ancora niente, mi pare che ultimamente addirittura la concessione sulla quale erano stati compiuti questi atti illegittimi o illeciti - lo deciderà poi la Magistratura - come premio sostanzialmente viene raddoppiata la possibilità di turbinare acqua. Quindi a questo soggetto, che si è reso responsabile di queste cose, con delibera di Giunta avete raddoppiato la possibilità di prelevare l'acqua, perché un premio ci vuole, un premio alla furbizia, dato che i vostri sono sempre più furbi allora devono essere premiati! Grazie.

Si dà atto che dalle ore 12.40 riassume la presidenza il Presidente Viérin Marco.