Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 93 du 25 février 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 93/81 - DISAGI DERIVANTI DALLA CHIUSURA DELLA FARMACIA DELL'EX OSPEDALE MAURIZIANO. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza del Consigliere De Grandis.

INTERPELLANZA

CONSTATATO che la farmacia dell'ex Ospedale Mauriziano è chiusa da oltre un anno e mezzo;

CONSIDERATO il disagio che questo fatto arreca alla popolazione residente nella zona in quanto costretta a recarsi presso farmacie molto più lontane;

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità per conoscere quali iniziative intende assumere per ovviare al lamentato inconveniente e se non ritiene opportuno, almeno in via transitoria, affidare la gestione della farmacia dell'ex Ospedale Mauriziano alla Azienda Farmaceutica Municipale del Comune di Aosta.

Presidente - Il Consigliere De Grandis intende illustrare l'interpellanza? Ne ha facoltà.

De Grandis (PRI) - La farmacia del Mauriziano è chiusa ormai da due anni; si tratta di un presidio che serviva tutto un settore che oggi è costretto a rivolgersi ad altre farmacie dislocate in zone diverse della città. Mi sembra allora che, arrivati al punto di definire una convenzione con l'Ordine Mauriziano per il trasferimento dell'ospedale alla Regione, sia il caso di affrontare anche il problema della riapertura della farmacia, per ridare alla popolazione un servizio di cui ha bisogno.

Vorrei soprattutto che si avessero presenti le disposizioni della legge 833, e precisamente gli artt. 65 e 66 che prevedono il passaggio all'Unità Sanitaria Locale e al Comune dei beni appartenenti all'Ordine Mauriziano, di cui fa parte anche la farmacia, affinché il presidio stesso venga affidato all'Azienda Farmaceutica Municipale. La quale è non solo in grado di gestire questo tipo di servizio, ma ha dimostrato nel corso degli anni, gestendo altre tre farmacie nella città di Aosta, di essere perfettamente all'altezza di fornire un servizio impeccabile alla popolazione e nello stesso tempo di essere una delle poche aziende municipalizzate d'Italia che vantano di essere in attivo. Mi pare che il bilancio del 1979 abbia addirittura un attivo di 104 milioni per la gestione delle tre farmacie; senza contare che la stessa azienda ha investito parecchi milioni per la ristrutturazione della farmacia di Corso Battaglione Aosta e per il trasferimento di quella di Corso Ivrea in via Monte Emilius; sono spese di investimento notevoli, che superano i 100 milioni e che l'azienda ha sostenuto con i propri introiti. Essa quindi unisce ad un servizio pubblico estremamente importante anche la capacità gestionale per non gravare sulla finanza pubblica.

Questo affidamento all'Azienda Farmaceutica Municipale dovrebbe a mio avviso avvenire al di fuori delle normative che in base alla legge 475 prevedono l'alternanza per le nuove farmacie, secondo la quale una farmacia va all'azienda municipalizzata, una va a concorso tra i privati. Qui si tratta, secondo il mio parere, e, mi pare, con una corretta interpretazione degli artt. 65 e 66 della legge 833, del trasferimento di un bene, che quindi è ovviamente destinato ad essere gestito dall'Unità Sanitaria Locale e specificatamente dall'Azienda Municipale Farmaceutica, che è strettamente collegata e coordinata poi dall'Unità Sanitaria Locale.

Vorrei su questo punto, anche nelle more della ratifica dell'accordo tra la Regione e l'Ordine Mauriziano, un preciso impegno dall'Assessore che le cose si risolveranno in questo e non in altri modi, ad esempio mettendo a concorso quel tipo di farmacia, che secondo me dovrebbe essere sottratto a questa logica e a questo sistema.

Presidente - Risponde l'Assessore Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - I disagi legati alla chiusura della farmacia dell'ospedale, soprattutto per quanto riguarda il servizio che veniva prestato per gli esterni, sono dovuti - l'abbiamo già richiamato in altre occasioni - alla questione gestionale che ci ha visti impegnati in una vertenza con il Mauriziano, che speriamo trovi finalmente una conclusione. Inoltre va tenuto conto che la farmacia era inserita in uno di quei presidi che erano propri del Mauriziano, e come tale andava gestita essenzialmente per quanto riguardava la parte interna. Ora, nel momento in cui si è cercato all'interno dell'ospedale un impegno per la distribuzione del farmaco che superasse quella della semplice consegna della confezione e fosse diretta alla verifica dell'importanza delle nuove tecniche soprattutto riguardo alla monodose e quindi riguardo alla necessità di risparmio e di somministrazione più oculata, in quanto c'è il coinvolgimento del farmacista che non è più solo un dispensatore di confezioni, ma è direttamente interessato alla posologia e quindi coinvolto nel discorso medico accanto al malato, si è arrivati a una situazione di organico che ha precluso l'apertura verso l'esterno. Teniamo anche conto che, come dislocazione definitiva, nel progetto di ristrutturazione dell'ospedale la farmacia è sita nel contesto del corpo centrale, il che obbligherebbe il cliente esterno ad entrare all'interno dell'ospedale. Tutti questi problemi hanno fatto sì che per questo periodo ci fosse una momentanea chiusura della farmacia.

Il problema della riapertura e quindi del coinvolgimento degli Enti locali che, in base alla legge 475 cui il collega De Grandis si richiamava, sono cointeressati in questo servizio, oltre che naturalmente nell'utenza, si stava dibattendo da un po' di tempo, e pensiamo adesso di portarlo a soluzione. Desidero ricordare, che è stato fatto ultimamente un concorso per l'assegnazione di una nuova farmacia che dovrebbe esser sita in Viale Federico Chabod, e che a questo proposito la stessa legge 475 pone dei vincoli legati sia alla popolazione - i Comuni al di sotto dei 25.000 sono tenuti ad avere una farmacia ogni 5.000 abitanti - sia alla distanza tra una farmacia e l'altra; vincoli che naturalmente devono essere vagliati e verificati.

Quanto disposto dagli artt. 65 e 66 della legge 833 per il passaggio dei beni di enti alla futura Unità Sanitaria Locale non può essere applicato in questo caso perché si tratta di un ente che è al di fuori di quelli i cui beni - ad esempio quelli della Croce Rossa - con decreto dovranno essere assegnati alla gestione dell'Unità Sanitaria Locale. Inoltre la Municipalizzata non rientra nel sistema dell'Unità Sanitaria Locale, ma mantiene una gestione a parte e quindi non sarà gestita in futuro con le altre farmacie nell'Unità Sanitaria Locale. A questo proposito ricordo che è previsto dall'art. 3 della legge 475 il diritto di prelazione del Comune quando ci sia da parte del medico provinciale la dichiarazione - naturalmente dopo aver sentito gli organi competenti - della chiusura di una farmacia all'interno di un ospedale. Quindi questo diritto esiste e penso che vada tenuto presente al momento in cui dovesse eventualmente presentarsi il problema a cui accennava il collega De Grandis riguardo all'assegnazione futura di una nuova farmacia, qualora appunto venisse confermata definitivamente la chiusura al pubblico di quella che attualmente è ubicata all'interno dell'ospedale.

Sono comunque due problemi separati: un conto è la gestione del servizio farmaceutico che verrà fatta da parte dell'Unità Sanitaria Locale; un conto è la gestione che deve essere portata avanti dalla Municipalizzata.

Non sto a richiamare quanto diceva il collega sui buoni risultati di questa gestione, sui quali concordo; io non sapevo la cifra esatta dell'attivo, però sapevo che le cose andavano bene, e negli incontri che si sono avuti per l'applicazione del Prontuario farmaceutico e della convenzione i rapporti con i rappresentanti della Municipalizzata sono sempre stati ottimi. Penso che la fiducia in questo Ente possa essere totale, e noi, ripeto, pensiamo di coinvolgere in prima persona il Comune, e per esso poi la Municipalizzata, nella futura gestione di un'eventuale farmacia che sia ubicata all'interno dell'ospedale.

Comunque, fino al momento in cui, come accennava già il proponente, non sarà stata risolta la questione col Mauriziano e non saranno stati definiti questi rapporti, anche l'assegnazione non sarà possibile, perché non è l'Ente regione titolare di questo servizio, che rimane ancora al Mauriziano; non so se ho reso l'idea della complessità del problema e quindi delle cause della chiusura forzata.

Devo dire tuttavia che il disagio per i cittadini rimane circoscritto nell'ambito dei 200 metri, perché tale è la distanza massima che essi devono percorrere in più per recarsi ad un'altra farmacia.

So che adesso c'è la tendenza, giusta, ad avere il servizio sempre più vicino, però, se pensiamo al disagio degli abitanti delle frazioni dei nostri Comuni di montagna, penso che quello della mancata apertura all'esterno di questa farmacia, sia relativo, anche se va tenuto conto e pertanto deve essere applicato quanto è previsto per legge per i Comuni che hanno una determinata popolazione.

Penso quindi di poter assicurare al Consigliere De Grandis che quanto è previsto e quanto sollecitava verrà tenuto nel debito conto al momento della futura assegnazione, una volta risolti i problemi a cui accennavo prima.

Se il collega desidera avere altre delucidazioni, potrò fornirne ulteriori in separata sede.

Presidente - Il Consigliere De Grandis ha facoltà di parlare.

De Grandis (PRI) - Mi sta sostanzialmente bene quanto ha detto l'Assessore, anche perché conosco i grossi problemi che ci sono stati fino a oggi per poter risolvere questa questione.

Direi tuttavia che, pur essendo distinte l'Unità Sanitaria Locale e l'Azienda farmaceutica, nulla vieta che fra i due enti si crei una collaborazione fattiva, che vada a vantaggio della collettività. Ed è in questa direzione che vorrei insistere, perché ritengo che l'Unità Sanitaria Locale, che nasce oggi con le chiare ed imprescindibili difficoltà che accompagnano la nascita di ogni nuovo organismo, trarrebbe un vantaggio da non sottovalutare dal poter disporre, almeno per un settore di attività, di un ente già funzionante in maniera senz'altro ottimale.

Venendo al problema della località ove è ubicata la farmacia, è vero che dalla farmacia dell'ospedale a quella oggi del Dott. Chenal corrono duecento metri, però bisogna anche calcolare quanti metri corrono fra questa agli abitanti che sono a monte della Via Parigi e della Via Ginevra per valutare questo tipo di distanza. E ce ne sono: tutta la zona di Via Chabod si appoggia sulla farmacia dell'ospedale come più vicina. Ma, a prescindere da questo, è evidente che, se nei villaggi ci sono delle difficoltà obiettive per il numero di abitanti che non consente l'apertura di farmacie, laddove nella città questa è possibile - perché il numero per la nostra città è di una farmacia ogni 4.000 abitanti - è evidente che ubicare in maniera intelligente e funzionale questi presidi rientra negli impegni che la Regione deve assumersi.

Vorrei anche porre l'accento su un altro fatto: l'azienda potrebbe, proprio in un presidio farmaceutico come quello che è nell'ospedale, assolvere non solo a una funzione di collegamento con il medesimo che è fondamentale proprio per la questione del farmaco dosato, come ricordava l'Assessore, ma anche approfittare di un presidio così collocato per tenerlo aperto 24 ore su 24, come avviene per almeno una farmacia in tutte le città d'Italia.

Noi non abbiamo questo tipo di servizio; le farmacie naturalmente fanno dei turni che hanno i limiti dei turni e fra l'altro costringono il cittadino che abbia necessità di medicinali ad informarsi attraverso una routine più o meno lunga, su qual è la farmacia che presta servizio in quel momento. E tutto questo è fonte di disagio. L'utilità di una farmacia aperta 24 ore su 24 - e l'azienda è in grado di fornire questo tipo di servizio - è un altro fattore che dobbiamo tenere secondo me nella dovuta considerazione.

Mi riservo di chiedere in separata sede all'Assessore tutta un'altra serie di chiarimenti spiccioli, che non credo possano interessare il Consiglio, perché ritengo fra l'altro che l'assegnazione di questa farmacia debba uscire dall'attribuzione per legge del presidio farmaceutico in maniera alternata ai privati e all'ente municipalizzato; vale a dire che questa dovrebbe essere un'assegnazione che arriva ex lege e non in funzione di questo tipo di alternanza.

La farmacia di Viale Chabod è stata messa a concorso, è stata vinta, verrà aperta; verrà aperta rispettando le distanze e tenendo presente che verrà aperta anche quella dell'ospedale; la prossima che dovrà essere aperta andrà all'azienda farmaceutica indipendentemente da quella dell'ospedale, a mio avviso, perché quello è un passaggio che dovrebbe avvenire, per legge, in maniera automatica.

Presidente - Poiché un oggetto di argomento analogo agli oggetti n. 11 e n. 12 è iscritto all'ordine del giorno al punto 20, le interpellanze saranno illustrate prima della trattazione dell'oggetto n. 20, e quindi la discussione avverrà congiuntamente.

Pertanto passiamo alla trattazione dell'oggetto n. 14.