Objet du Conseil n. 176 du 9 octobre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 176/XIV - Reiezione di mozione: "Intervento presso l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura per un recupero rateizzato dei crediti".
Président - Pour l'illustration, la parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente, buongiorno colleghi.
Ci ritroviamo con un argomento che non è assolutamente nuovo, è stato oggetto di alcune interpellanze, ma che è stato perfezionato e messo a punto in una mozione da un lavoro concertato con tutti i gruppi di minoranza e che parte da alcune premesse, che a mio avviso sono necessarie, per poter affrontare una discussione sui temi come quelli che riguardano l'agricoltura. Vorrei innanzitutto dire che, magari, un aspetto marginale, un aspetto particolare della discussione sul tema dell'agricoltura, della zootecnia in particolare, è però un elemento che permette di vedere il problema più grande, più in generale. So di dire cose che a molti, in quest'aula, non sono nuove, perché non penso di essere l'unico interlocutore del mondo agricolo; tanti in quest'aula lo sono, tanti in questi giorni hanno incontrato i rappresentanti del mondo agricolo e quindi sono assolutamente a conoscenza della realtà, in questo ambiente.
Voglio però riportare qui le parole di un giovane agricoltore: "in tre giorni è cambiata la mia vita, sognavo di ampliare la mia azienda, portavo mia figlia in braccio a imparare i nomi delle mucche, volevo costruire una stalla nuova, rilanciare l'azienda paterna, ed oggi...quell'oggi si riferisce al giorno dopo l'incontro che c'è stato con l'Assessore all'agricoltura...ed oggi non so neanche più se riuscirò a mantenere la mia famiglia". Questa è la premessa fondamentale per capire di cosa si sta parlando in quest'aula, qual è la condizione di alcune aziende agricole in questo momento. Se non c'è questa presa di coscienza, è chiaro che tutto sembra banale, marginale, un piccolo elemento, una piccola questioncina di recupero di denaro dell'AREA, che è l'oggetto di questa interpellanza; diventa molto banale se non abbiamo la percezione di come sta vivendo questo mondo, in questo momento. Certo, qualcuno che magari non è dell'ambiente vede la sfilata della Desarpa, la festa, la Bataille des Reines, vede i momenti in cui ancora questo mondo riesce a ritrovarsi, a farsi forza l'un con l'altro, a dire: non molliamo, la passione, le tradizioni, la famiglia, e quant'altro, però, ecco, non vorrei che questi momenti spettacolari fossero confusi con quella che è la realtà quotidiana. Noi, qui, abbiamo iniziato alle nove, loro hanno iniziato alle quattro del mattino a lavorare, e quindi probabilmente solo adesso arrivano a casa a far colazione e, magari, a seguire questo Consiglio regionale dopo aver già svolto quattro, cinque ore di lavoro.
Il tema in oggetto ha a che vedere con un ente, l'AREA, l'ente pagatore che dovevamo costituire come tale, che doveva avere la funzione di erogare all'agricoltura con maggior certezza, con maggior regolarità rispetto all'ente nazionale, l'AGEA, i finanziamenti relativi alle misure agroambientali, all'indennità compensativa, il mitico "verde agricolo", che naturalmente rappresentano per la maggior parte finanziamenti europei integrati anche da quote nazionali e quote regionali. Per una serie di problemi tecnici e, anche, per una serie di incapacità organizzative...perché - ditemi voi - se l'AREA ha dovuto sostituire due volte il suo direttore, vuol dire che qualche problema organizzativo c'è stato anche nell'ente regionale...ci saranno stati errori nelle compilazioni delle domande, responsabilità anche delle aziende, potete sostenere che...difficoltà dei funzionari nazionali, incomprensione della realtà locale valdostana...tutte cose che per anni abbiamo discusso con l'Assessore Isabellon, che ci raccontava del problema del nevaio che aveva aggiustato...cose vere, eh, collega Isabellon, mica che diceva cose non vere...del nevaio che aveva coperto una parte di terreno a pascolo e quindi l'azienda si vedeva togliere quella quota di verde agricolo che penalizzava poi l'erogazione dell'intera domanda perché si bloccava la domanda, e cose di questo tipo... La sostanza è, che al di là di questi problemi tecnici: la pietraia, l'ombra del castagno che con la fotografia aerea impediva di verificare la superficie del terreno, tutte cose assolutamente vere, che hanno creato problemi, ma, se a fronte di questi problemi sono stati sostituiti due direttori dell'AREA, in questi anni, vuol dire che c'è stato anche un problema gestionale di questo ente! Tre direttori, mi corregge il collega Chatrian, che lo ringrazio, io ero fermo a due...non ci si è fatti mancare nulla in questi anni, quindi c'è stato anche un problema organizzativo di questa società. All'interno di questo problema organizzativo, per sopperire ai ritardi nell'erogazione delle misure agroalimentari del verde agricolo, si sopperiva con una sorta di meccanismo che era un anticipo, cioè una quota che veniva anticipata alle aziende; era chiaro a tutti che l'anticipo andava ovviamente restituito nel momento in cui si percepiva la misura successiva reale.
Tengo a precisare questo: la maggior parte delle aziende - poi l'Assessore le conosce anche meglio di me - non ha nessuna intenzione di impostare un rapporto su questo tema stile "Lega Nord-quote latte", lo dico subito, non c'è nessuno che vuole bluffare e dire: "noi non restituiamo gli anticipi". Non c'è nessuno che ha intenzione di fare una cosa del genere, però è oggettiva la crisi di liquidità delle aziende. Allora io rappresento...diciamo la quota di aziende che onestamente si sta confrontando con questo problema. Poi, come in tutte le associazioni, le società, eccetera, c'è sempre magari qualcuno che approfitta, che si infila nel mucchio, non interessano quelle realtà, quelle realtà con la conoscenza puntuale delle aziende che c'è in Valle d'Aosta, che sono controllate al microscopio dall'Amministrazione regionale, conoscete esattamente il numero dei capi, dei terreni, ci sono sia presso l'Assessorato che presso l'AREA, c'è una montagna di dati per cui nulla sfugge della realtà. C'è un controllo "poliziesco" delle aziende, abbiamo i veterinari che sono nelle stalle dalla mattina alla sera, quindi nulla sfugge, è tutto sotto controllo, si può capire benissimo qual è la realtà di queste aziende.
A noi interessano le aziende sane...si trovano di fronte alla necessità di restituire degli anticipi. Siccome questa cosa si è generata negli anni 2007-2008-2009-2010, e ogni volta che succedeva...2011, e ogni volta che succedeva in questa serie di quattro-cinque anni, si diceva "andiamo a regime, non avremo più bisogno di erogare anticipi, andremo a regime, andremo a regime"...non siamo a regime, perché ancora centinaia di aziende sono fuori regime! Le statistiche ci hanno sempre portato fuori pista, perché le statistiche parlano di quattromila aziende, cinquemila aziende, perché considerano all'interno di queste statistiche microaziende...ma le aziende cosiddette "zootecniche" sono mille (le grandi aziende zootecniche). Se cento di queste aziende si trovano in situazioni di arretrati, vuol dire che il 10 percento è nella condizione di non aver avuto la regolarità dei pagamenti, quindi una situazione molto grave. Di fronte a questa situazione, la necessità di restituire questi anticipi funziona così: io ti ho dato, adesso ti ho portato a regime, ti do i soldi fino al 2007-2008-2009, restituiscimi gli anticipi di quegli anni, no? visto che ti ho dato la somma... La logica direbbe banale...qual è l'inghippo? Che l'azienda però non ha avuto il regime corretto 2011-2012, cioè è di nuovo rientrata nel fatto che non ha la liquidità e quindi dice...ogni volta si rigenera questo problema; quindi ci sono delle aziende che onestamente sono in difficoltà, non che si trovano in una situazione di furbizia, di non voler restituire questi soldi, e quant'altro!
Noi dobbiamo cercare di evitare di dividere le categorie, dividere i commercianti, dividere...perché alle volte, se li fai litigare tra di loro, poi è più facile anche gestire queste associazioni, se li metti l'un contro l'altro. Abbiamo bisogno di tenere unite queste categorie, perché se sono unite si crea uno spirito positivo, di lotta contro la crisi. È detto dai banchi dell'opposizione, dobbiamo...non so se rendo l'idea...cioè l'opposizione avrebbe tutto l'interesse di creare una frangia di oppositori che fa confusione. No, noi veniamo qui a dire: non dividete il mondo agricolo, non dividete il mondo della produzione, lasciate che siano uniti, lasciate che insieme lavorino, perché se questo mondo si disgrega, si disunisce, è più difficile la sua capacità collettiva di rispondere alla crisi. E quindi andare a raccontare...questo mi dà veramente fastidio!...andare a raccontare nel mondo agricolo "non possiamo erogarvi dei contributi perché delle aziende non restituiscono gli anticipi", questo è innescare un meccanismo di litigiosità nella categoria che non porta da nessuna parte, glielo dico Assessore Testolin, non cavalchi questa cosa qui se qualcuno gliela suggerisce, perché sarebbe estremamente dannosa! Distinguiamo fra le aziende scorrette - quelle vanno comunque messe da parte - rispetto alle aziende che vivono un momento di difficoltà. Non cavalchiamo le tigri, di mettere gli agricoltori...di dir loro: ma sì, ma noi avessimo quei soldi, quella liquidità lì, vi pagheremmo i contributi...perché è falso, visto quello che ci ha detto anche lei, in commissione!
Le aziende, quelle oneste, che sono in difficoltà a restituire gli anticipi lo sono perché ci sono nuovi ritardi; tra i nuovi ritardi, il ritardo più clamoroso di tutti, che non è oggetto dell'interpellanza, ma è quello che riguarda i contributi e i premi delle rassegne: 5 milioni di euro, 5 milioni di euro che l'Amministrazione regionale non sembra pronta ad erogare alle aziende, considerato che un milione e 400 mila doveva già essere trasferito all'AREV per l'erogazione alle aziende nel mese di giugno...perché questa era la prassi, come dice lei: noi concordiamo i pagamenti con le associazioni, con l'AREV. Questo era quanto concordato e così non è stato! L'altra tranche deve arrivare entro il 31 dicembre, in quell'operazione verità - di cui la ringrazio, ancora, pubblicamente, l'ho fatto senza esitazioni -, quell'operazione verità che lei ha fatto, venendo in commissione e raccontandoci lo stato dell'arte dei conti pubblici relativi al settore agricolo, non ho avuto esitazione a dire pubblicamente che l'Assessore aveva fatto un'operazione molto positiva, nel dirci qual era la situazione, viene fuori che questi soldi non ci sono.
Allora il "principale soggetto inadempiente" non sono le aziende, sono la malagestione dell'AREA, sono i ritardi con cui sono state erogate per anni le misure principali a sostegno delle aziende agricole che hanno ingenerato una confusione, una situazione di difficilissima gestione dei conti, in un momento in cui le aziende si confrontano con la crescita davvero elevata di tutti i costi di produzione.
Primo costo di produzione altissimo: il costo del lavoro (lo dico guardando i banchi dove siedono gli imprenditori: le aziende agricole soffrono l'aumento del costo del lavoro; continuiamo, per la mia parte, a insistere sul Governo Letta, detassiamo il lavoro, detassiamo il costo del lavoro, però questa è la realtà principale con cui si confrontano); l'aumento dei costi di tutti i materiali, di tutti gli integratori alimentari di cui fanno uso le aziende agricole, tutto è aumentato vertiginosamente e il prodotto principale dell'agricoltura valdostana, cioè il latte, il prezzo di questo prodotto è crollato! In alcuni casi, di nuovo per malagestione, dove si è infilata anche, così, di tanto in tanto...la politica si intrufola anche dove non deve, per malagestione è crollato al punto che alcuni realizzano prezzi del latte a livello di Pianura Padana in un territorio come la Valle d'Aosta!
E come pensate che stiano in piedi queste aziende? E come pensate che abbiano la liquidità per pagare alcunché? Questa è la situazione! Allora cos'è questo innamoramento per il mondo agricolo, bucolico, è una passione per le aziende agricole? No! È perché questo settore, ora più che mai, è importante, ma non perché lo dico io, per gli investimenti che sta facendo la Regione in questo settore. La Regione investe nell'Institut Agricole, forma dei giovani, li orienta, dice loro: guardate, dovete orientarvi nel mondo agricolo, la viticoltura, l'orticoltura, torniamo a coltivare i campi, la zootecnia...addirittura abbiamo più giovani che vogliono andare di quelli che l'Institut è in grado di formare, quindi adesso li fermiamo, diciamo "no, siete già troppi"! Ma quelli che escono da quel settore in che condizioni li mettiamo? Nelle condizioni di quel giovane agricoltore di cui leggevo: "non so se riuscirò a mantenere la mia famiglia"...una persona che lavora in certi periodi dell'anno 14 ore al giorno, dice: "io non so se riuscirò a mantenere la mia famiglia"!
Allora, all'interno di questa mozione si chiede una cosa molto semplice, si dice: chi deve restituire gli anticipi li deve restituire, ma è possibile costruire un piano aziendale di rientro attraverso un meccanismo di rateizzazioni, serio, puntuale, concordato con l'azienda, che permetta all'azienda di non chiudere i battenti? Io non posso accettare che questa Regione scriva a un imprenditore, la Regione, non Equitalia, "la Regione", "l'Assessore", perché in un'interpellanza l'Assessore ha detto: io ho concordato la lettera con l'AREA, sono d'accordo con quella lettera, io non posso accettare che l'Assessore mandi a delle aziende agricole una lettera "io ti vengo a pignorare i beni"! Ma che cosa facciamo fare alla gente in Valle d'Aosta? Dove la mettiamo a lavorare? L'agricoltura è un po' il futuro in un momento in cui non c'è un impianto industriale, le Pépinières che abbiamo disseminato ad Aosta e a Pont-Saint-Martin non vedono germogliare posti di lavoro. Il nostro territorio è bello se è curato, è bello se vedo un frutteto, è bello se vedo un vigneto, l'ho detto spesso, uno dei paesaggi che a me piace di più è quello che si è creato intorno al castello di Aymavilles, ma perché? Perché me lo ricordo quando passavo di lì, facevo l'insegnante, andavo a Cogne, tagliavo nei vigneti per fare la strada più corta, e vedevo tanti vigneti incolti. Oggi vedo un paesaggio meraviglioso...quella è la Valle d'Aosta! Quella è la fotografia: venite in Valle d'Aosta. C'è il Cervino, la montagna, quella naturale, ma poi c'è il paesaggio agrario, c'è la cultura, la cultura della capacità di fare queste cose. I dépliant della Valle d'Aosta sono pieni di alpeggi con degli animali. Provate a parlare con il mondo zootecnico! Tantissimi alpeggi rischiano l'abbandono perché non abbiamo più capi di bestiame che salgono in alpeggio. E che delusione per me, che un pochino conosco quel mondo, andare a fotografare animali piemontesi che non c'entrano niente con le razze autoctone, cioè la pezzata rossa e la castana, che pascolano nei nostri alpeggi perché i nostri alpeggi non hanno più nessuna azienda valdostana che è in grado di gestirli, vengono da fuori Valle con delle greggi di pecore, vengono da fuori Valle con del bestiame per pascolare sui nostri pascoli, ma è pascolo brado, gli animali stanno fuori! Noi abbiamo speso centinaia di milioni per ristrutturare le stalle e mettiamo gli animali a pascolo brado, dopo aver fatto investimenti importanti in questo settore. Allora, o abbiamo gettato via denaro, io non credo che sia stato gettato via, è stato importante ristrutturare aziende di fondovalle, aziende...i cosiddetti "mayen", ristrutturare gli alpeggi...allora non dobbiamo andare a pignorare queste aziende e dobbiamo piuttosto fare un tentativo di distinguere, ripeto, all'interno di quel mondo, quelli che sono in oggettiva difficoltà.
Quello che chiediamo è un atto, dal mio punto di vista, indispensabile in questa fase. Pensiamo di non chiedere una cosa non consentita dalla legge regionale, chiediamo di applicare la legge regionale, ma di applicarla in modo da non incorrere in questa terribile condizione. Non possiamo accettare che l'AREA VdA diventi Equitalia. Non possiamo accettare che l'Assessore all'agricoltura...capisco che sia finita l'era dei cosiddetti "contributi a pioggia"...diventi prima dallo sparpagliatore di denaro allo sceriffo di Nottingham! Ecco, non vorrei che lei, Assessore Testolin, diventasse lo sceriffo di Nottingham dell'agricoltura valdostana!
Président - Merci. Je peux ouvrir la discussion générale? A demandé la parole le collègue Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Président.
Ha esposto benissimo, il collega Consigliere Donzel, il succo della mozione che vogliamo presentare oggi in Consiglio regionale. È chiaro che è un'ulteriore "botta" - così io la chiamo -per quegli allevatori, quegli agricoltori che non hanno, che non sono riusciti...non che non hanno voluto, che non sono riusciti - per i grossi problemi che abbiamo noi, qui, in agricoltura - a restituire quei soldi che dovevano essere restituiti all'Amministrazione regionale. Qui noi non siamo a difendere delle persone che non devono restituire questi soldi, anzi, siamo i sostenitori che queste persone lo debbano fare, ma - come diceva giustamente il Consigliere Donzel - bisogna venire incontro a queste persone. Per capire perché bisogna venire incontro a queste persone bisogna vedere che cosa sta succedendo adesso nel mondo agricolo valdostano.
Come ha fatto il Consigliere Donzel, la ringrazio Assessore Testolin per quello che ci ha comunicato in III Commissione. L'unica cosa che non ho capito e che volevo rilevare è che lei, nelle sue dichiarazioni, ha detto che spiace - in momenti in cui bisognerebbe lavorare per risolvere i problemi - che ci sia qualcuno che pensa solo a sterili scaramucce politiche. Di fronte all'abbandono da parte della Giunta regionale del mondo agricolo valdostano, non mi sembra che queste siano "scaramucce politiche", mi sembra che in questo momento l'agricoltura valdostana è in un periodo veramente di crisi! È una situazione che in questi giorni è ancora più grave per quello che riguarda proprio i soldi che l'AREV doveva distribuire alla zootecnia valdostana. Ricordiamoci che c'erano 5 milioni di euro che dovevano essere distribuiti e questi non sono soldi...qui si parla sempre del fatto che l'agricoltura in Valle d'Aosta non crea del PIL, l'agricoltura in Valle d'Aosta fa girare un sacco di soldi! Ricordatevi che questi 5 milioni che l'agricoltura valdostana doveva prendere non è che se li mettono in tasca gli agricoltori, perché non aspettano altro, perché devono pagare un sacco di debiti che hanno! Qui c'è tutto un mondo che gira intorno all'agricoltura in Valle d'Aosta! In questi giorni, quando c'è stata...da venerdì che avete fatto questa delibera, che avete sospeso tutti i contributi, mi hanno telefonato per esempio dei geometri, che mi hanno detto...tanto ormai per ogni cosa che si fa ci vuole il geometra che ti porti, ti faccia le pratiche, e tutto...a chiedermi: "sai qualcosa? perché io devo prendere i soldi, perché sto aspettando i contributi che devono arrivare agli agricoltori"...stessa cosa per i meccanici, per tutti gli attrezzi agricoli, stessa cosa per chi vende mangime, stessa cosa per ci vende il fieno, e via di questo passo!
Allora, ci ritroviamo in una regione in cui abbiamo...qua si magnificano sempre i prodotti che abbiamo, il latte che costa forse...è una regione d'Italia dove costa meno il latte...la carne, se si vende una mucca, ti danno 600 euro se te li danno. Allora, spiegatemi come può un agricoltore, un allevatore valdostano vivere d'aria! Tra l'altro, così, mi sono andato un po' a cercare le delibere: la Giunta regionale, con quattro delibere, si era presa l'impegno, l'impegno su un programma presentato dall'AREV per quello che concerneva appunto le rassegne della razza valdostana; l'impegno che ci è stato comunicato ieri anche dall'Assessore Baccega che sicuramente...e poi anche dall'Assessore Testolin, che sicuramente quest'anno questi soldi non si vedranno assolutamente. In più l'Assessore Baccega ci dice anche che a gennaio forse qualcosa arriverà. Ecco, praticamente si fanno saltare agli agricoltori valdostani tutti i contributi del 2013, e poi si va sul 2014 e si impegna nelle casse del 2014 un contributo che doveva andare nel 2013; praticamente si fa saltare un anno per questi contributi agli allevatori e, il prossimo anno, si darà loro qualcosa per farli stare tranquilli un momento e poi finisce lì.
Tra l'altro, già nell'altro Consiglio avevo fatto un'interpellanza per quello che riguardava i contributi di AGEA. Io spero...ho ancora letto di nuovo un altro articolo in cui degli economisti, sulla pagina dell'economia de La Stampa, non è che dicono: "state tranquilli", c'è proprio scritto che c'è la possibilità che i contributi che arrivano dall'AGEA possano essere bloccati per le note situazioni che si sono sviluppate a Roma. Come sapete, c'è un buco di 50 milioni e adesso c'è la Guardia di Finanza e anche la Commissione europea che stanno indagando, e proprio su queste cose c'è una nota dove si dice che è facile, può succedere che questi contributi vengano bloccati. Ecco, se succede una cosa del genere, ricordatevi che sicuramente "almeno" la metà delle aziende agricole valdostane chiuderanno. Tutti questi soldi, come vi dicevo, che stanno aspettando gli agricoltori, ma che poi si riducono a poche migliaia di euro per quello che riguarda appunto i contributi che dovevamo prendere da AREA, servono proprio per le spese correnti, le spese correnti che hanno adesso gli agricoltori e gli allevatori, queste spese correnti che, se voi mantenete quello che la maggioranza - io parlo di maggioranza intera - ha sbandierato prima delle elezioni, parlando di grandi opere, che si rinunciava alle "grandi opere" per trovare dei soldi per l'agricoltura e la zootecnia valdostana...io spero proprio che qualcosa troviate, perché altrimenti per i nostri poveri agricoltori...come ieri, quando ha parlato Vincent Grosjean sul casinò e ha detto: "ma voi sentite cosa dice la gente in giro?"...spesso ci troviamo, Assessore Testolin, alle Batailles des Reines...ecco, penso che gli agricoltori...non penso che dicano che va tutto bene, che funziona tutto bene, che sono tranquilli. È una situazione drammatica, e senz'altro qualcosa bisogna fare se non vogliamo vedere che tracolli. Grazie.
Président - Il y a quelqu'un d'autre qui veut intervenir sur cela? Pas d'autres? La parole au collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Merci Président.
Che dire di questa vicenda che non sia già stato detto praticamente tutto? Il collega Donzel prima richiamava giustamente la parte marginale; la mozione, diciamo, va nella direzione di creare delle condizioni su una parte piccola e marginale rispetto alla situazione generale dell'agricoltura valdostana. Nello scorso quinquennio abbiamo affrontato più volte il ruolo di AREA VdA. Non abbiamo mai avuto risposte dal Governo e dall'Assessore competente, se non quelle che stavano ancora valutando, le difficoltà erano tante, la complessità anche.
Oggi siamo qui a discutere di questa mozione perché il cerchio non è stato chiuso su AREA VdA. AREA VdA era nata a seguito di una legge votata all'unanimità nella passata legislatura, quinquennio 2003-2008, nel dicembre 2007, con un obiettivo, un auspicio ben preciso. Sicuramente l'Assessore, il nuovo Assessore la conosce molto bene, ma penso possa interessare una piccola premessa: dicevo, nel dicembre 2007, all'unanimità, il Consiglio decise di legiferare e decise di mettere in campo questo nuovo organismo...per far che cosa? Per dare delle risposte immediate al comparto agricolo, per essere più rapidi rispetto all'AGEA, per essere più a contatto con le nostre aziende agricole e per essere più bravi, sì, per essere più bravi. Questo era l'obiettivo, la mission dell'organismo pagatore, dell'AREA VdA, dell'allora legge approvata - come dicevo prima - all'unanimità. Sì, noi Regione autonoma, sì, noi Regione autonoma - si disse così, nel dicembre 2007 - dobbiamo essere più bravi, dobbiamo essere vicini alle nostre aziende che producono, dobbiamo essere rapidi nel far arrivare nelle tasche dei nostri imprenditori quelli che sono gli aiuti concertati a livello europeo, concertati a livello nazionale, che sono le famose indennità...dico "famose" perché più volte nella scorsa legislatura siamo intervenuti sulle due misure principali, "indennità compensativa" e "misura agroambientale", denominata ancora "ex verde agricolo"; aiuti dovuti, aiuti diretti, aiuti che avrebbero dovuto sostenere l'agricoltura di montagna, aiuti che le aziende avrebbero dovuto ricevere annualmente, in maniera precisa, in maniera puntuale, a seguito di una "campagna", così viene denominata in gergo...campagna 2007, 2008, 2009. Non vorrei tediarvi ulteriormente, ma così tutto questo non funzionò, l'AREA per mille motivi, non fu e non è a oggi riconosciuta come organismo pagatore; quindi non siamo stati più bravi degli altri, non abbiamo avuto dei pagamenti rapidi, peggio ancora, mai si è mandato a regime questi pagamenti! Questa penso sia la sintesi dal punto di vista politico: mai, mai, mai si è raggiunto il mandare a regime quella che era una normalità. Quando io utilizzo - mi scuso con il nuovo Assessore Testolin - il termine "ordinaria amministrazione"...perché qui non bisogna inventare niente di nuovo, stiamo parlando di ordinaria amministrazione! Altre sono invece le nuove idee, le nuove priorità, le difficoltà del comparto, da mettere in campo, altre cose...stiamo parlando di normale ordinaria amministrazione.
Le cause: poca o pochissima, direi zero volontà politica, zero, è stato detto nero su bianco nella scorsa legislatura, zero! Non interessava...io dico anche una malagestione, una superficialità nel non affrontare il dossier, e poi la solita, passatemi, scusatemi, la metto entre guillemets, "ronfla", che denomina molto bene...è difficile, particelle, difficoltà, la situazione aerea, comunque una situazione molto complicata. La sintesi è che la nostra AREA non ha avuto comunque la possibilità di essere organismo, ente erogatore, su questi due principali finanziamenti. Quindi non solo non siamo stati bravi, ma non siamo..."non siete", non siete neanche...non avete avuto le capacità di mandare a regime quello che erano gli aiuti diretti e di ordinaria amministrazione.
Dico che questa mozione prende solo una piccola parte, perché la richiesta che noi facciamo a tutto il Consiglio, al Governo regionale, andrebbe a impegnare l'Assessore competente ad intervenire presso AREA VdA, che non è organismo pagatore, perché il recupero crediti avvenga concordando con l'associazione di categoria un sistema equilibrato di rateizzazione. Quindi la richiesta va in quella direzione: se ci sono gli strumenti, se ci sono le possibilità, se c'è la volontà, sì, se c'è la volontà, perché chiederei...io non so se interverrà l'Assessore competente o il Presidente...chiederei, per favore, gentilmente, umilmente, che non ci mettiate davanti la difficoltà tecnica, burocratica, amministrativa, di dire: "non si può fare". Gradiremmo schiettezza di natura politica, gradiremmo da parte vostra...c'è la volontà, sì, c'è la volontà, no, ci prendiamo 15 giorni per approfondirla tecnicamente fino in fondo, ma daremo delle risposte. Ecco, vi chiediamo da quel lato lì molta chiarezza, vi chiediamo chiarezza anche perché - e riprendo le parole dei colleghi che poc'anzi sono intervenuti - la situazione penso che sia sotto gli occhi di tutti.
Il Presidente Borrello, nello scorso incontro con la commissione competente, ringraziò il nuovo Assessore Testolin dicendo: "grazie per la sua sincerità". Io devo dire la verità, che quei pochi capelli che ho ancora si sono drizzati in maniera vertiginosa in commissione, perché sembra che sia la normalità scoprire e dire le cose come stanno! Purtroppo, audendo l'Assessore Testolin...continuava ad elencarci tutta una serie di situazioni di richieste di finanziamenti, di richieste di investimenti e, nel momento in cui si chiedeva direttamente in commissione di quanto era la copertura, la sua risposta era sempre la stessa: "non ci sono soldi"...zero, zero, zero, zero, zero! Quindi, dato che conosciamo lo stato dell'arte e sicuramente nei prossimi mesi questo Consiglio entrerà a gamba tesa, per forza, su questo settore, Assessore Testolin, per forza...lei si è messo in campo, ha dato la disponibilità di accettare questa sfida in questo settore in crisi...oneri e onori, però!
Io penso che nei prossimi due mesi affronteremo concretamente e realmente non solo la situazione, ma quali possono essere, quali dovranno essere le prospettive per un comparto in ginocchio, un comparto che volutamente...lo dico con tanto dispiacere, con tanto dispiacere...che volutamente è stato abbandonato da questa maggioranza, che volutamente è stato preso in giro, che volutamente, nei mesi di campagna elettorale, ulteriormente è stato preso in giro e noi non siamo responsabili. Ecco perché su questo atto marginale, sì, marginale, chiediamo al Governo tutto, chiarezza, schiettezza, franchezza soprattutto, di affrontare, se c'è la volontà di affrontare, di trovare una soluzione. Dopo tanto clamore AREA VdA opera oggi un ruolo che definirei...non so come dire...né carne né pesce, mentre l'ente pagatore, è vero, per la Valle d'Aosta, resta ancora oggi l'AGEA, per l'ennesima volta, commissariato e al centro di mille polemiche.
Apro ancora una parentesi. L'Assessore ci ha garantito, in commissione, che il Governo regionale reperirà tutte le risorse per il 2014, dato che stiamo parlando di indennità compensativa e misura agroambientale. Staremo attenti su questo passaggio, Assessore Testolin, lei ce l'ha assicurato che non ci saranno problemi di copertura per il 2014, dato che probabilmente la Regione dovrà anticipare tutta la quota, dato che il TSR non sarà ancora approvato, e quindi ci ha garantito in commissione che i fondi saranno reperiti non solo nel triennale, ma per il 2014. E tutto ciò accade - ripeto - dopo le drammatiche notizie, perché tali sono, sul taglio lineare, senza criteri di priorità, dei contributi in conto capitale a valere sulle leggi di settore (affronteremo questo dossier probabilmente nel pomeriggio). Una storia infinita quella degli enti erogatori e dei difficili rapporti con l'AGEA nazionale, una storia non circoscritta alla nostra Regione, per la verità, che però sarebbe nulla di che se non fosse che in questo intreccio si giocano procedure, come ho detto prima, premi, adempimenti, somme dovute ai nostri agricoltori, oramai schiavi di un sistema farraginoso, complicato, inutilmente burocratico e, spesso, scusatemi, utilizzerei anche questo termine, anche "ingiusto". E pensare che si chiamano, nel linguaggio tecnico - così li definisce il piano sovente - "beneficiari"...ma beneficiari di che cosa, se i loro diritti si fanno aspettare, mentre sui doveri, impegni e adempimenti il sistema è inflessibile? Io penso che sia questo il centro della nostra marginale mozione. I tempi di attesa di quanto dovuto sono diventati lunghi e, peggio, indefinibili.
Voi vi riempite la bocca per dire agli agricoltori di diventare imprenditori, è giusto, ma i veri imprenditori, i veri imprenditori non possono avere i tempi così indefiniti! I veri imprenditori non possono avere tempi indefiniti, non sapere quando e come avranno riconosciuto i loro diritti. Non si può fare impresa così, e soprattutto non si può crescere così! E oggi come non mai i nostri campagnards sono lì, e le loro aziende in difficoltà di liquidità. Quindi l'obiettivo qual è? L'obiettivo è di mettere in campo ogni sforzo, ma credo che di fronte alla débâcle del sistema, per evitare un'implosione ormai fin troppo prevedibile, sia necessario rimettere mano al problema e rivedere anche il ruolo e le funzioni, comunque, degli organismi in questione. AREA VdA ha affrontato una fase di riorganizzazione, in passato, che ha portato alla decisione di non chiudere il cerchio - come dicevo prima, è stata una scelta - e di fermarsi prima di svolgere in pieno il ruolo di organismo pagatore.
Oggi però un ripensamento quanto meno è d'obbligo davanti al fatto, ed è un fatto, che le Regioni che hanno fatto questo passo a prezzo di non pochi sforzi e problemi, dispongono oggi di un proprio organismo erogatore e garantiscono, se non una maggior rapidità di pagamento, quanto meno una fluidità e costanza nell'erogazione che permette alle aziende di beneficiare almeno di una programmazione certa. Anche su questo sicuramente l'Assessore si sarà documentato: altre Regioni sono più brave di noi, sono state più brave, più lungimiranti e i risultati si vedono. Io penso che ogni tanto basti solo copiare o capire il perché l'hanno fatto, perché hanno messo in campo quelle azioni e perché hanno chiuso il cerchio. Verifichi pure, diverse sono le Regioni che hanno dato corso, seguito e gambe a quella che era l'intenzione della legge del 2007, programmazione necessaria in questi momenti che invece affrontiamo e cerchiamo di superare, sempre che la situazione finanziaria della Regione, che ancora aspettiamo di verificare fino in fondo...io penso che dobbiamo contestualizzare comunque questa nostra mozione, scusatemi se vi tedio ancora su questo tema, ma penso che una fotografia globale, reale, del comparto finanziario regionale...al più presto noi dobbiamo comunque avere contezza, non impedisca comunque questo percorso.
Ascoltiamo attentamente le risposte del Governo regionale, premettendo che sicuramente l'invito, l'impegno su questa mozione è una parte marginale, la richiesta è una semplice rateizzazione, sapendo perfettamente che la situazione va affrontata nel suo complesso e questo è solo uno dei tanti tasselli, che nei prossimi mesi vorremmo chiudere il cerchio, prima in commissione e, poi, in quest'aula. Grazie.
Président - Merci. Il y a quelqu'un d'autre? La parole au collègue Grosjean.
Grosjean (UVP) - Bonjour Président.
Pour les agriculteurs, le fait de prendre des contributions et des aides publiques ne correspond absolument pas au fait de mettre de l'argent en poche ou à côté, mais tout simplement de les utiliser pour le développement de l'entreprise et surtout pour la mise à jour des structures, vis à vis des règles toujours et souvent nouvelles, pour la mise au point des règles restrictives surtout dans le secteur de la transformation pour la production des produits agricoles. Certains secteurs...et bon, je crois qu'on parle en particulier aujourd'hui du secteur de la zootechnie, il faut savoir que le prix du lait, pour ceux qui sont un peu dans l'ambiance?c'est plus ou moins vingt ans, je crois plus que moins, qu'il est le même. On était encore avec les lires et les laiteries qui travaillaient mieux elles touchaient même plus de mille lires le litre...maintenant, on n'arrive pas à cinquante centimes! Donc, vous voyez qu'il y a quelque chose qui n'a pas fonctionné dans le monde rural. C'est vrai, le lait est peut-être considéré un produit primaire dans l'alimentation humaine et donc il faut maintenir un prix, qui, pour tout le monde, soit possible, mais, de l'autre côté, pour l'agriculteur c'est pas tellement évident que pour vingt ans on ait le même prix! Je crois que ce n'est pas une responsabilité directe de l'Administration régionale, mais c'est quand même une complicité si on veut, parce qu'il faut quand même essayer de trouver des solutions à ce problème.
En ce moment, donc, je suis vraiment désolé; je suis d'accord que l'argent que les agriculteurs n'ont pas eu avec les contributions?que les anticipations doivent être rendues, ça c'est clair, on n'a jamais demandé de ne pas les rendre! Je crois que la motion d'aujourd'hui sert vraiment pour trouver une solution à ce problème, et surtout - comme disait le collègue Donzel avant - on ne peut pas être Equitalia. C'est vraiment inadmissible...je dirais presque des menaces de ce genre: "si tu ne restitues pas tout l'argent, on va te bloquer les contributions"; des contributions, comme il a déjà été dit, souvent, soit d'un côté, que de l'autre, parce qu'on n'a pas rendu l'argent, mais on n'a pas encore touché tout ce qu'on avait droit à toucher! Donc le problème est très, très, très complexe.
Je crois que cette motion vraiment est une motion de bon sens; je crois que c'est vraiment le moment, après ce qu'on a dit la semaine passée et après les annonces qu'on avait fait au monde agricole la semaine passée, c'est vraiment le moment d'essayer de trouver un système pour s'en sortir. Mais je veux aussi poser une question: souvent je me demande combien coûte à l'Administration publique créer et surtout maintenir une place de travail, dans tous les secteurs, dans le public. Eh bien, l'agriculteur vit de ce qu'il produit, à la fin du mois il ne touche pas la busta paga, que sur le public ça coûte, mais il vit de son propre travail. Je crois que le fameux PIL, un mot que souvent on entend citer par les économistes, et qui souvent remplit la bouche aussi à nous, les politiciens du moment...c'est vraiment le produit, ce que produisent les agriculteurs. Donc il faut que nous nous souvenions que si on crée un poste de travail dans l'agriculture, ce sera une place de travail que demain, à nous, Administration publique, coûtera beaucoup moins. Je crois que si nous voulons ouvrir un débat sur ces arguments il y aurait à travailler pour pas mal de temps et il faudrait occuper quelques économistes, mais je crois que vraiment, si on va comparer...et ça c'est pour dire que très souvent on dit que les agriculteurs ont touché trop de contributions...je crois que ce n'est pas vrai, avec tout le boulot qu'ils ont fait, avec tout le travail qui ont produit à leur tour, on doit absolument essayer de maintenir ce monde, on ne peut pas l'abandonner en ce moment. Donc je crois que cette motion est un premier pas de bon sens.
Président - Merci. Il y a d'autres? Personne? On peut fermer la discussion générale? La discussion générale est fermée. Pour la réplique, la parole à l'Assesseur Testolin.
Testolin (UV) - Merci Président, et bonjour à tous.
Siamo ad affrontare un tema che abbiamo già avuto modo di sviluppare, come si è evinto da quello che è stato detto dai Consiglieri che mi hanno presentato questa mozione, con i quali ci si è già confrontati nelle sedute precedenti, e sul quale, da parte mia e da parte del Governo, penso che non ci sia nessuna intenzione di banalizzarlo.
Condivido le parole di Grosjean quando dice che su questo tema vi sarebbe molto da discutere, a 360 gradi, con tutte le problematiche che sono sorte in questo periodo, non solo in Valle d'Aosta, ma in senso generale, su tutto il comparto agricolo nazionale. Ci sono delle criticità che vanno valutate, sulle quali sicuramente metteremo il nostro sforzo, il nostro impegno, per cercare di dare delle soluzioni che possano andare nell'ottica di dare risposte importanti ai nostri agricoltori.
In questo frangente ci troviamo a discutere in merito a una mozione che viene presentata su un impegno che si dovrebbe assumere; un impegno che però, mi dispiace per Chatrian, ma bisogna anche valutare quelli che sono - per quella che è la mozione - gli aspetti diciamo di possibilità di attuazione di questa mozione, al di là di quelle che poi sono le intenzioni di questa Amministrazione. Ci si confronta con una legge regionale, la 30 del 2009, che detta delle norme in merito alla contabilità pubblica regionale in cui vengono previste delle possibilità di compensazione che concernono la regolazione dei pagamenti delle poste reciproche a debito e a credito sul solo bilancio regionale. Quindi, all'interno di questa normativa, non troviamo la possibilità di applicare questo istituto della compensazione a finanziamenti che arrivano al di fuori del bilancio regionale, anche perché questa possibilità è stata cercata e valutata anche normativamente da parte nostra, perché l'obiettivo principe sarebbe quello di non arrecare danno, ed è quello di non arrecare danno agli agricoltori valdostani che abbiano voglia di restituire queste cifre e, nello stesso tempo, di rientrare, così come corretto sarebbe, delle cifre a loro tempo anticipate.
Siamo quindi di fronte, diciamo normativamente, a una mozione confusa, in quanto non precisa se sia intenzione rateizzare o compensare. Al di là di questi aspetti, così, più tecnici, mi permetto solo di ribadire alcune affermazioni, alcune valutazioni che non vogliono creare contrasto, ma solo dare chiarezza ad una situazione complessiva, una situazione complessiva che non vede l'imporre una restituzione coatta a ciel sereno, come un fulmine a ciel sereno, bensì, diciamo, uno sviluppo di una situazione che è iniziata con una procedura dove, a fronte di un impegno da parte degli agricoltori, l'AREA ha provveduto, nel momento in cui fossero maturati i requisiti per la restituzione di queste cifre, a richiedere un rimborso tramite un RID, così com'era stato pattuito con gli agricoltori stessi al momento dell'elargizione di questo contributo; poi sollecitando con mail le convocazioni presso l'agenzia, in modo da poter verificare la possibilità di effettuare questi pagamenti in tempi congrui, e, infine, con raccomandate, che purtroppo però non sono mai andate a buon fine e che hanno portato un po' a questa situazione.
Ricordo ancora come, sempre solo per chiarezza, di tutti gli anticipi che siano stati effettuati da AREA nelle annualità che ben conosciamo, 17 milioni siano già stati restituiti, quindi non esigere gli altri rimborsi sarebbe come legittimare situazioni di inadempienza. Questo non vuol dire che non ci sia l'attenzione assolutamente da parte dell'Amministrazione nei confronti di chi si trova in una situazione di difficoltà, tant'è vero che già si è sollecitato AREA a valutare le situazioni dove la rateizzazione fosse possibile, per trovare una soluzione che permetta a chi ne ha veramente intenzione, perché poi non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, così come ha detto Donzel in precedenza, perché all'interno di questa situazione ci sono persone che hanno tutta la volontà e tutta l'intenzione di provvedere al rimborso, così come ci sono situazioni magari più incancrenite dove, come in tutte le realtà che viviamo, non solo in agricoltura, ma anche nel commercio, nell'artigianato, qualsiasi tipo di relazione commerciale, ci possono essere delle criticità. Quindi un'attenzione particolare è già stata richiesta ad AREA nella valutazione di quelle che possono essere situazioni che possono portare alla chiusura "bonaria" o comunque fattiva di questa soluzione. Sarebbe comunque opportuno alla fine di un settennio, che è quello del 2007-2013, di un PSR che va a conclusione, riuscire a chiudere questo cerchio, anche nel rispetto di chi - come dicevo prima - ha già provveduto al pagamento.
Solo, così, per correttezza di informazione, mi permetto ancora di dire come, a fronte di 2 milioni e 500 mila euro che, diciamo, hanno già maturato questa possibilità di rimborso da parte degli agricoltori valdostani, questo stesso numero di agricoltori abbia comunque ricevuto, a fronte di questo rimborso di 2 milioni e 500 mila euro, premi per circa 15 milioni e mezzo. Quindi qualche volta, credo per onestà, che ci voglia un minimo di programmazione da parte un po' di tutti, non si debba esigere solo programmazione da parte dell'Ente pubblico, ma ci voglia una programmazione anche interna ad ogni azienda; questo perché solo una programmazione interna anche all'azienda può permettere poi di affrontare delle criticità magari in maniera più serena.
Con questo devo dire che, per quanto riguarda la mozione, così come è impostata, purtroppo si dovrà andare a respingere, ma rimane la ferma intenzione da parte di questa Amministrazione di adoperarsi, così come ha fatto in queste ultime settimane e anche prima della vostra interpellanza dello scorso Consiglio, di attivarsi, perché chi ha veramente intenzione di risolvere positivamente le pendenze con AREA lo possa fare secondo quelle che sono le sue disponibilità. Merci.
Président - Merci Assesseur Testolin. Il y a quelqu'un qui veut intervenir pour déclaration d'intention? Non, on a fermé la discussion et l'Assesseur a fait la réplique. Vous êtes signataire et quand même vous pouvez faire la réplique. La parole au collègue Donzel, pour la réplique.
Donzel (PD-SIN.VDA) - ...la replica...con calma, so che questo argomento è scottante, lo si vuol far sparire in fretta dall'agenda di questo Consiglio regionale, mettiamoci una pietra sopra e non se ne parla più! Quindi dopo 5 anni di un Assessore tecnico, che ci spiegava come andavano male le cose e non interveniva politicamente, passiamo da un Assessore tecnico esperto del settore come l'Assessore Isabellon, che, ripeto, non faceva azioni politiche a salvaguardia del settore, passiamo a un cassiere di banca, all'esattore che dice...e qui si gioca sulla parola "compensazione" e "rateizzazione"...perché abbiamo usato la parola "rateizzazione" e non "compensazione"? Mah, per un motivo semplicissimo, non ho esitazione a dirlo, perché se il nuovo contributo che deve arrivare all'azienda viene trattenuto per intero dall'Amministrazione per recuperare l'anticipo, l'azienda chiude! Qui stiamo parlando se vogliamo tenere aperte delle aziende o se vogliamo dar loro l'ultima spintarella verso la definitiva chiusura.
E che cosa abbiamo percepito? Che dopo l'operazione verità torniamo all'operazione di 5 anni fa, cominciare a mescolare dati: 2.500 restituiti, 15 milioni dati, erogati...la realtà è semplicissima: non "dobbiamo esigere programmazione dalle aziende e non solo dall'Ente pubblico", ma quanti dirigenti avete nell'Ente pubblico, Assessore, quanti dirigenti avete? Noi esigiamo che l'Ente pubblico sia perfetto, prima che vada a dare lezioni agli agricoltori! Questi qui, gliel'ho spiegato prima, lavorano anche 14 ore al giorno, poi arrivano a sera e devono mettersi lì a fare i conti! È un po' più dura che l'Ente pubblico, che ha della gente pagata anche 100 mila euro all'anno, per far funzionare la macchina amministrativa...e non la fa funzionare, non la fa funzionare, crea problemi, non è in grado di gestire...e lei dice: "ah, bisogna esigere dalle aziende" ...ma cominci a farlo lei! Cominci a farlo lei, metta a posto la macchina regionale, faccia funzionare la macchina regionale! Risolva i problemi della macchina regionale, poi va in giro e dice alle aziende: "adesso basta, mettetevi a posto"! Ma non può essere lei, che è arrivato, che non ha ancora messo a posto la macchina regionale, che dice: "eh, qui ci sono delle aziende che, ragazzi miei, hanno bisogno di essere messe a posto"! Allora torniamo alla vecchia logica: è colpa degli agricoltori, è colpa degli agricoltori valdostani che non sanno fare il loro mestiere, qui, per queste vallate. Eh, sfortuna noi che abbiamo questi agricoltori. No, io le dico: fortuna noi che li abbiamo, che tengono duro nonostante il disastro che state facendo voi, che tengono duro nonostante ogni volta li riempiate di burocrazia! Abbiamo uffici che dovrebbero risolvere, mettersi a disposizione, che dicono loro: "no, compilate voi questa domanda, noi non abbiamo tempo, sbrigatevela"! È così che funziona...non in tutti gli uffici, ma in molti uffici funziona così, ma in molti uffici funziona così. Non dia per scontato che tutto va bene, perché quegli uffici hanno quei dipendenti perché c'è l'azienda, c'è il mondo agricolo...perché voglio capire con i continui tagli che state facendo come terrà in piedi la sua macchina burocratico-amministrativa, come giustificherà che abbiamo tutti questi dipendenti nel settore agricolo, se non ci sono le aziende!
Poi oggi è sparito l'Assessore Fosson...come giustificheremo che abbiamo tutto questo mondo di veterinari, addetti, e quant'altro, se non ci sono più le aziende agricole? Forse a qualcuno scatterà un meccanismo che dirà: a forza di far chiudere le aziende poi magari questa macchina amministrativa che senso ha? Avevamo un Assessorato dell'agricoltura che gestiva 90 milioni di euro...avete forse mandato a casa qualcuno di quell'Assessorato adesso che gestisce 39 milioni di euro e chissà se ne gestirà una trentina nel prossimo bilancio? Vorrei capire...guardo di là, nelle file della maggioranza...le stesse persone sono rimaste lì a gestire 1/3 del bilancio? Forse c'è qualcosa che...non tornano a me i conti! Invece di andare a dire alle aziende: "eh, imparate un po' a fare i conti, qua, a stare sul mercato"...ma metta a posto l'Assessorato lei, Assessore! Metta a posto lei l'Assessorato, poi andiamo a dar lezione agli agricoltori!
E non giochiamo sulle parole "compensazione" o "rateizzazione", perché noi avevamo un chiaro intento: di evitare una "compensazione secca", perché la compensazione secca vuol dire chiusura! Lei può mistificare tutti i calcoli, può inventarsi e dichiarare...tanto i giornali scrivono naturalmente le sue cifre e non le nostre, al limite di noi fanno qualche tweet per prenderci in giro che facciamo folklore...dica pure tutte le cifre che vuole, ma le aziende le cifre le sanno, non hanno il "verde agricolo", e quest'anno dovranno comunque aspettare il 2014 per avere quello del 2013, con tutte le aziende che rimangono indietro, con tutte le aziende che rimangono indietro. Quindi voi non siete, non avete portato in 5 anni di racconto "andremo a regime, andremo a regime, metteremo a posto", non avete messo a posto niente, avete dimostrato che siete dei pessimi amministratori e dite alle aziende: vedete di fare bene i conti e di imparare a gestire l'agricoltura! Ma queste aziende stanno facendo dei miracoli, è un mondo che sta facendo miracoli, che sta lottando contro una crisi devastante, che sta lottando contro un'incapacità di gestire e promuovere il prodotto principe che è la fontina. Costruiamo magazzini, invece di imparare a venderla. Stocchiamo prodotti che dovrebbero essere sul mercato, dovrebbero circolare. E siamo di nuovo lì che abbiamo persone strapagate, in stile casinò, che creano deficit, che creano, che ammucchiano lì, stipano tonnellate di fontina quando il compito è venderla, quando il compito è venderla, ma naturalmente la colpa è dell'agricoltore, l'agricoltore che subisce dei controlli sulla produzione del latte incredibili, altro che non ci sono sanzioni! Le aziende che hanno per due prove consecutive il latte non a norma devono trattenere il latte in azienda, non possono più commercializzarlo. Vorrei spiegare perché per un'azienda zootecnica un'operazione di quel tipo è come dire: "ti sei comportato male in ufficio per due volte? non ricevi più lo stipendio"! In quale amministrazione pubblica, in quale luogo di lavoro anche privato si applica una regola così ferrea, così dura, come quella che si applica ai nostri allevatori? Non esiste in nessuna parte della Valle d'Aosta una regola così ferrea e tremenda, cioè "io ti ritiro lo stipendio se sgarri per due volte"! Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Ma sono io che devo inventare la norma che deve consentire la rateizzazione o non è lei che deve scatenare i suoi dirigenti per arrivare a trovare la soluzione?
Ripeto, non vogliamo un cassiere, non vogliamo un esattore, non vogliamo lo Sceriffo di Nottingham, vogliamo un Assessore che si batta per l'agricoltura, che faccia capire anche ai suoi colleghi che visitano il casinò che non ce ne infischia un piffero di quei soldi buttati in malo modo nel Billia, che li vogliamo lì, perché lì può nascere lo sviluppo della Valle d'Aosta: agriturismo, un turismo diverso, un ambiente...una difesa, una tutela dell'ambiente particolare, un nuovo modo di vivere la Valle d'Aosta...questo vogliamo! E lo chiediamo a lei, è lei che fa l'Assessore, a lei chiediamo queste cose! Se lei invece ci risponde di nuovo con la vecchia tecnica: ma noi abbiamo già dato dei soldi, e quant'altro...guardi, mi ha suggerito già la prossima mozione da presentare in quest'aula! Le chiederò, con una mozione, la prossima volta: dia i soldi che ha promesso, i 5 mila euro! Glielo chiederò, le chiederò di votare in quest'aula, di schiacciare il tasto, voglio vedere se schiaccia il tasto e dice "no, non glieli do, è scritta male la mozione"...glielo dico già: nel prossimo Consiglio regionale si prepari già a schiacciare il tasto, dovrà schiacciare il tasto che non dà i soldi! Lo voglio vedere quando lo fa un gesto così, quando dirà alle aziende: "non ti do lo stipendio, non ti do il pane che ti è dovuto". E poi diremo: ma come mai i politici hanno quegli stipendi?...e ci lamentiamo: ma c'è l'antipolitica, ce l'hanno con noi, chi è che sobilla l'antipolitica?...ma come sobilla l'antipolitica? se la politica promette, garantisce, scrive delle cifre nei bilanci, non le dà, non rispetta quello che ha firmato! Lei ha detto: "noi abbiamo...con gli agricoltori è stata pattuita una restituzione e loro non hanno rispettato i patti", ma lei non c'era alle assemblee dell'AREV...io la vedo nel mondo agricolo da poco, ma lei non c'era alle assemblee dell'AREV quando il Presidente e l'Assessore dicevano: "andremo a regime, andremo a regime". Allora nei patti c'era anche "andremo a regime", non c'era solo la restituzione! Allora voi dite: gli allevatori non rispettano i patti, ma...il primo che non ha rispettato il patto è la Regione Valle d'Aosta, il primo che non ha rispettato il patto, il primo che non ha rispettato gli impegni.
Non c'è nessun Assessorato che ha subito i tagli che ha subito l'Assessorato dell'agricoltura, nessuno! È stato raso al suolo, nel bilancio. Mica abbiamo una riduzione di 1/3 del bilancio regionale...abbiamo avuto dei tagli pesantissimi dallo Stato, ma non un 1/3! Quasi la metà...ebbè l'Agricoltura ha avuto 1/3...dai 90 milioni siamo giunti sotto la metà, sotto la metà...vedremo le cifre, ci confronteremo sul bilancio. Stia tranquillo Assessore Viérin, verremo anche a verificare come va dalle sue parti. Lei magari dirà ai suoi: io ho difeso il pezzo dell'Assessorato dei lavori pubblici con le unghie e coi denti. Beh, l'Agricoltura non l'ha difesa nessuno, è stata spazzolata, perché abbiamo detto più volte che sono stati portati via anche i contributi ai consorzi e a tutte le opere di miglioramento fondiario, con un danno gravissimo, non solo al settore agricolo, perché qui aveva ragione molto bene il collega Nogara a inquadrare questo problema come questo settore è "motore" di tante altre attività; creare un posto di lavoro nel mondo agricolo vuol dire che immediatamente si mettono in moto altre attività. C'è la vendita dei mezzi agricoli, il meccanico, ha un indotto incredibile il mondo agricolo, un indotto incredibile, lo dimostrano tutti quei commercianti che vengono alle fiere. Venite a vedere una volta una fiera e vedrete quanta gente si muove intorno al mondo agricolo...ma nessuno di questi sa cosa vuol dire lavorare la terra, nessuno! Però tutti ci mangiano, tutti ci vivono intorno a quel mondo lì, tutti ci ronzano intorno, perché quello è un mondo che crea indotto!
Come diceva benissimo il collega Grosjean, guardate che quando diamo un contributo all'agricoltore, questo non è che lo mette in tasca. Generalmente quel contributo si trasforma in un'attività. Tutti gli investimenti che sono stati fatti per costruire stalle, impianti, cantine per i viticoltori e...sono soldi che sono stati dati agli impresari valdostani, ai tubisti, agli elettricisti, a tutto un indotto che ha lavorato intorno a questo mondo. Abbandonare questo mondo vuol dire distruggere l'economia valdostana. E uno dice: ah, ma qui parliamo solo di una parte marginale di aziende. Allora ripeto una cosa che ho ripetuto per 5 anni nell'altra legislatura, ricomincio in questa: ogni azienda è un bene prezioso, ne abbiamo così poche, ne abbiamo così poche che bisogna difenderle con le unghie e con i denti. Poi alcune cadono perché il mercato è il mercato, ma vediamo di non essere noi, con la nostra lentezza, con la nostra burocrazia, con il nostro modo di ragionare: "la legge effettivamente non mi consente la compensazione e la rateizzazione"...ma chi mi fa credere che l'AREA non può fare una rateizzazione? Ma non ci credo neanche un po', ma non ci credo neanche un po'! Perché l'AREA ha proposto delle rateizzazioni, ma non essendo riuscita a recuperare questi crediti ha come detto: è arrivato il momento di usare le maniere forti. Ho reso l'idea? Momento che politicamente lei ha avallato, cioè lei ha avallato l'idea che politicamente è arrivato il momento di usare le maniere forti. Allora io dico: politicamente è arrivato il momento di guardare con la lente d'ingrandimento su chi eventualmente fare la provocazione forte e su chi quella provocazione non è una provocazione, è la fine, è la chiusura, è la morte, perché, torno a dire, non può essere chi non rispetta le regole, i patti, a imporre agli altri i rispetti dei patti!
Président - Merci. A demandé la parole le collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Mi chiedo perché, Assessore Testolin, mi chiedo veramente perché? Non vorremmo fare...non c'è nessuna intenzione di fare una battaglia di natura personale. A luglio, le avevamo dato, da parte nostra, una piccola apertura di credito, ma io mi chiedo perché...non vorrei dare lezione di stile, non è mia abitudine...perché nella sua risposta, in maniera schietta, franca, abbiamo fallito in questo settore, abbiamo fallito, avete fallito...perché non l'ha detto, Assessore Testolin? Abbiamo fallito, siamo stati scarsi, non siamo stati in grado di erogare quello che era dovuto in tempi certi. Poteva dirci: mi sono riletto le discussioni di cinque anni dello scorso quinquennio, e siamo stati molto scarsi, non abbiamo fatto nulla per mandare a regime questo. Avremmo quanto meno aspettato questo, Assessore Testolin, prima di dirci: "questa strada non è percorribile". Ma perché, ma perché non lo dite? Perché non lo dite, tranquillamente? La trippa per i gatti non è più nel settore dell'agricoltura, non ci interessa più quel settore, non ce ne frega niente, non ci mettiamo nulla in campo, non ci mettiamo soldi, non ci mettiamo ordinaria amministrazione e volontà! Però, perché non dirlo, francamente? E nascondersi dietro di nuovo, io l'avevo anticipato, perché vedevo, vedevo già il posizionamento e...lo vedevo, lo vedevo, lo vedevo arrivare. E lei? Questa strada non è percorribile...ma come fate a essere credibili? Io mi chiedo come fate a essere ancora credibili!
Avete raccontato bugie per anni! Io ho partecipato a tutte le assemblee dell'AREV e il Presidente Rollandin e l'ex Assessore Isabellon, confermavano tutti gli anni...siamo a regime, manderemo a regime, a marzo saremo a regime...stiamo parlando del 2008, stiamo parlando della campagna 2009, parliamo della campagna 2010, parliamo della campagna 2011, mi scusi, parliamo ancora del 2012 e, adesso, stiamo parlando della campagna 2013...e la scorsa settimana ci ha detto che probabilmente il saldo sarà marzo 2014 per la campagna 2013. Ma come fate ad essere credibili? Io mi chiedo questo! Ma perché non dire tranquillamente, perché non dire tranquillamente: "siamo stati scarsi, continuiamo a perseverare, abbiamo fallito e non ci interessa mettere in campo nessun'altra azione". La risposta dell'Assessore Testolin è stata: "stiamo valutando, ci adoperiamo, eventualmente caso per caso". Glielo avevamo chiesto, proprio con tutta franchezza, di non metterci davanti un discorso di tecnicismo o amministrativo. Non lo so perché dobbiamo ostinarci...a noi, di fare il gioco delle parti, non interessa proprio nella maniera più totale, non è il nostro stile, ma non ci interessa, soprattutto in questo momento, in questo settore.
Noi, comunque, sosterremo questa mozione. Abbiamo capito che da parte del Governo regionale l'interesse non c'è. Chiediamo comunque ai colleghi di maggioranza, per qualche collega che conosce il settore, magari qualche imprenditore che conosce e che forse, per essere credibile, forse deve essere credibile anche l'Amministrazione regionale, e che forse, anche se mettiamo in campo un'AREA VdA, deve essere un po' credibile, e, magari, che in tre anni questa maggioranza ha cambiato tre direttori nell'AREA VdA, in tre anni, in tre anni, e questi sono i risultati! Noi vi chiediamo uno sforzo, magari a qualcuno può interessare, è un piccolo segno, la politica è fatta anche di segni, ogni tanto; un segno che va nella direzione di dire: forse dovevamo fare meglio e siamo arrivati in ritardo anche su questo dossier...non lo so.
Auspico veramente che ci sia un ripensamento...anche perché dopo le parole dell'Assessore mi sembra che la volontà non sia quella di approvare questa mozione, però, se vogliamo che la politica torni, io dico, la politica tutta, maggioranza e opposizione, torni a essere credibile, penso che, a questo punto, tocchi a noi ridare dignità a quest'aula, tocchi a noi dare credibilità e tocchi a noi dare, comunque, delle risposte puntuali.
Termino, dicendo solo questo: Presidente Rollandin, io penso che su questo tema è l'Amministrazione regionale, insieme all'AREA VdA, inadempiente. In questi sette anni, in questi sei anni i ritardi sono stati dell'AREA e sono stati dell'Amministrazione regionale. Ecco, spero solo che nella replica del Presidente Rollandin non ci siano di nuovo la Comunità europea, lo Stato e...comunque la colpa è degli altri, comunque la colpa è degli altri, non è nostra! Quanto meno dire: forse la cosa non ha funzionato e non siamo arrivati, comunque, a mettere in campo, a mettere nero su bianco quello che era un'ordinaria amministrazione...e, soprattutto, mandare a regime quelli che erano gli aiuti diretti per quanto riguarda le indennità compensative e le misure agroalimentari. Grazie.
Président - Merci. A demandé la parole le Conseiller Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Présidente.
Innanzitutto questo non c'entra molto col discorso che stiamo facendo adesso. In questi giorni ho notato che, quando gli Assessori o il Presidente fanno le repliche, siete sempre d'accordo con tutto. Lei ha detto: "siamo d'accordo, siamo d'accordo, però la mozione non ve la votiamo". Questa è una cosa che dovete spiegarmi, perché è da due giorni che andiamo avanti così.
Lei poi mi parla di mozione confusa...ma in parte forse c'è un piccolo refuso, un piccolo errore, che riguarda esclusivamente la seconda parte, la pagina dietro, dove c'è scritto articolo 1, l'articolo è il 44, ecco, e il comma è l'1, ecco solo quello, ma lì c'è scritto articolo 1, ma mi sembra che i confusi non siamo noi, ma è qualcun altro! Poi, dalla replica che mi ha fatto, io non ho percepito una cosa: ci ha detto che per qualcuno l'AREA ha cercato, ha fatto, è andata incontro perché era qualcuno che meritava che fosse aiutato, e per altri no. Allora, non capisco se la possibilità di rateizzare...perché io vorrei chiarire una cosa e la ribadisco di nuovo: qui non è che vogliamo difendere un qualcuno o delle aziende non serie che non vogliono pagare...penso che ci siamo capiti su questo aspetto qua. Ci sono delle aziende che, in grosse difficoltà economiche, non sono riuscite a pagare il dovuto.
Adesso io capisco, ed è giusto, ed è lecito che l'Amministrazione pretenda questi soldi da queste aziende, però quello che si chiedeva era solo quello: che in base all'articolo 44 si applicasse l'articolo 44, comma 1. L'articolo 44, comma 1, dice solo che venga trattenuta una parte dei contributi che vengono dati e finisce lì; tra l'altro il comma 3, se andate al comma 3, anche del 44, il comma 3 del 44 vi dice che, con delibera di Giunta, la Giunta può decidere se applicare il comma 1 o il comma 2, se non sbaglio.
Poi, mi parlate di patti, torno sui patti: ma, signori miei, voi avete fatto quattro delibere, dove vi impegnate con l'AREV, con gli agricoltori, con tutto il mondo agricolo, si delibera, e poi parlate di patti che l'AREV ha fatto con gli agricoltori per restituire i soldi? Ma noi, all'audizione che abbiamo fatto l'altro giorno, abbiamo solo sentito parlare di zero, zero, zero! Poi lei, Presidente Rollandin, mi dice: 50 percento...ma guardi che se agli agricoltori aveste tagliato il 50 percento dei contributi, del dovuto, gli agricoltori si leccherebbero le dita! Qui parliamo di zero, non di 50 percento, eh!
Tra l'altro, Assessore Testolin, abbiamo avuto modo di parlare diverse volte in giro, così...ci siamo sempre abbastanza trovati sui problemi, perché è difficile non trovarsi sui problemi che ha adesso l'agricoltore, qui, in Valle d'Aosta...ma appena siamo qui, in Consiglio regionale, non so se è la vicinanza col Presidente, che appena dice qualcosa, che dice che si è impegnato per dei soldi che devono essere dati per il PSR, e tutto, subito invece cambia atteggiamento! L'abbiamo sentito tutti...io ho visto la reazione del Presidente Rollandin quando si è parlato dell'impegno che ha preso lei, in commissione, per i soldi del verde agricolo per il prossimo anno, perché il PSR non li ha subito, per poter anticipare. Io spero che questo venga mantenuto, questo è stato dichiarato e registrato in commissione. Spero che, come tutte le cose che avete detto negli anni passati e che non avete mantenuto sull'agricoltura, almeno questa cosa, in questo momento, e in questo periodo, venga mantenuta! Comunque, ormai penso sia superfluo ancora continuare a spiegarvi, a chiedervi e a pregarvi di fare qualcosa per il mondo agricolo. Io l'ho sempre vissuto abbastanza da vicino, sono...così, sono sempre stato in questo settore e in questo ambiente. Io non ho mai trovato una situazione come c'è adesso. E senz'altro, se non si fa qualcosa...perché, vedete, tutte queste persone che adesso lavorano in questo ambiente, se le allontaniamo, se smettono perché sono obbligate a chiudere l'azienda, ricordatevi bene che non torneranno mai più ad alzarsi alle quattro del mattino, a lavorare tutti i giorni per trecentosessantacinque giorni all'anno e per guadagnare zero...è quello che sta succedendo adesso...sarà una professionalità, un mondo che perderemo. Voi avete, in questo momento, la responsabilità su queste persone e su questa attività. Grazie.
Presidente - Ci sono altre richieste d'intervento per dichiarazione di voto o per repliche? La parola al collega Ferrero.
Ferrero (M5S) - Per dichiarazione di voto. Non abbiamo sottoscritto semplicemente perché non ci è consentito sottoscrivere più di tre mozioni. Ovviamente siamo completamente d'accordo con quanto è stato evidenziato dai colleghi, che hanno tracciato un quadro che è il quadro realistico della situazione attuale.
Io, da parte di mia madre, vengo da una famiglia che è comunque di agricoltori e allevatori, conosco bene quali sono i problemi della categoria, non degli allevatori che hanno centinaia di capi di bestiame, ma degli allevatori che hanno quei dieci, venti, trenta capi di bestiame e che sono stati quelli più mazziati in questi ultimi anni; gli agricoltori, veramente, quelli che tenevano, tenevano in dovuto conto, la cura del territorio, e sono quelli che vanno a fare il fieno dove i pendii sono quasi inaccessibili, sono quelli che veramente si alzano - come dicevano i colleghi - alle quattro del mattino.
In questi ultimi trent'anni si poteva fare dell'agricoltura veramente un fiore all'occhiello della Valle d'Aosta, invece si è continuato con i contributi a pioggia, che hanno soprattutto facilitato coloro che avevano delle grandi aziende e hanno penalizzato coloro che avevano le piccole aziende. Il problema è uno unico ed è quel problema che si ripete in tutti i settori dell'economia valdostana: avete continuato a fornire il pesce alle persone senza insegnare a pescare. È un'economia che si è retta finora sui contributi e sovvenzioni di tutti i tipi e non è un'economia indipendente, non è un'economia che si può reggere sulle proprie gambe. Di questo non si può fare però attualmente una colpa agli allevatori e agli agricoltori, la colpa è vostra! E non si può da un giorno all'altro levare quelle sovvenzioni che sono alla base di un'economia che è stata finora "drogata".
Bisogna quindi avere il coraggio di prendere i fondi - come dicevano bene i colleghi - da quelle spese inutili, come sono i 10 milioni in più dati al casinò, e dirottarli, invece, su quei settori economici dove c'è gente che veramente lavora, non gente che vende fumo, non gente che si prende i premi di 72 mila euro! Voi questo coraggio non lo avete avuto e, di conseguenza, adesso volete fare pagare, anche in questo caso, lo scotto ai valdostani. Ma, guardate, i tempi stanno cambiando, i valdostani si ricorderanno di questo!
Presidente - Altri? Nessuno? Per la replica, la parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Faccio finta di non aver sentito l'ultimo intervento. Per fortuna non ha firmato la mozione, perché è in completa contraddizione con tutto quello che hanno detto gli altri. Se è un sistema "drogato", lei mi dice continuiamo a dare la droga...questo non è quello che pensiamo del settore di cui stiamo parlando e penso di poterne parlare con cognizione di causa, e non ho bisogno di risalire a quello che uno ha fatto. Conosco il settore, credo, quanto quelli che ne hanno parlato, quindi non credo di essere sospetto. Ho partecipato a tutte le assemblee AREV prima con il collega Isabellon nelle precedenti riunioni.
Su questo tema torneremo più volte e non è quindi il caso di esaurire oggi tutti gli argomenti. Mi fermerei, oggi, a quello che è il senso di questa mozione, che si riferisce a un settore dell'agricoltura, la zootecnia, perché non dobbiamo confondere quello che è il settore dell'agricoltura con un settore a parte, della zootecnia, che oggi è quello più penalizzato. Per altri settori, e credo che il rappresentante Grosjean possa dire qualcosa, il settore vitivinicolo, il settore ortofrutticolo e altri settori hanno avuto e hanno sicuramente una situazione buona, perché i prodotti sono naturalmente di grande qualità e hanno sicuramente un mercato importante.
Oggi la zootecnia vive un momento difficile, perché il prodotto latte, e la sua trasformazione, non ha mercato, ma non ha mercato, non perché non si vende, perché si produce male! Ma non lo dico io, lo dicono i risultati delle classifiche! Il prodotto, oggi, ha dei problemi e, ripeto: non lo dico io, lo dice il consorzio, lo dice la cooperativa. Allora giustamente qualcuno ha detto: continuiamo a fare magazzini per le fontine. Non è che facciamo i magazzini solo perché vogliamo ingrandire i locali. Vogliamo naturalmente cercare di fare in modo che questo dia la possibilità di vendere, ma il prodotto deve essere di qualità. Questa è una constatazione che non faccio io, la fanno gli addetti ai lavori. Allora da questo nasce un problema sicuramente delicato sul prodotto, che dovremo affrontare, perché il prodotto fontina o riesce ad essere con la qualità che tutti si ricordano e che l'Institut predica, e non è una questione di pascolo brado o non pascolo brado, perché l'Institut Agricole nel suo alpeggio tiene tranquillamente il pascolo brado, ecco, non venitemi a dire anche questo! Quindi, pascolo brado, Entrelor, il pascolo brado è solo l'Institut Agricole che lo porta avanti, quindi non è quello il problema. Il problema è come si lavora il latte e che tipo di latte vogliamo: latte da mangimi o latte senza mangimi? Anche in alpeggio? Questa è una discussione aperta. Il giorno che si chiuderà, probabilmente avremo dei risultati positivi. Non abbiamo mai voluto affrontare radicalmente la questione, perché è come sul fieno: si dice "una modica quantità", come per la droga, tanto è concesso dal regolamento per la fontina, una modica quantità. Quanto è concesso di mangime? Una modica quantità! Nella "modica" ci sta tutto, e chiudo. Torneremo, tanto, su questo, perché ci dobbiamo tornare.
Venendo invece al tema, gli investimenti, porteremo i dati di questi anni, in agricoltura, su tutti i settori: prima di tutto, sono state rifatte tutte le stalle, tutti gli alpeggi, ce ne sono pochi ancora da sistemare. Tutti i Comuni hanno rifatto gli alpeggi, hanno rifatto tutte le infrastrutture, ci sono state le riorganizzazioni, abbiamo speso centinaia di milioni di euro. Porteremo tutti i risultati, l'ho già fatto una volta, lo rifaremo, perché è bene che ci sia questo! Oggi ci sono ancora dei progetti, alcuni appena abbozzati, di consorzi, che dovremo valutare come e se realizzarli in termini operativi, quello che è meglio fare negli investimenti nell'agricoltura rispetto a tutte quelle che sono le necessità: questo è il tema.
Oggi, per la zootecnia quello di cui si parla è: i fondi che vengono dati attraverso l'AREA; l'AREA ente pagatore non è mai stato definito, ufficializzato come ente pagatore, perché oggi l'AREA è solo un ente intermediario che fa le funzioni di raccolta delle pratiche che manda ad AGEA, che è l'ente pagatore. L'AGEA ha avuto e ha dei grossi problemi. I problemi che abbiamo avuto noi durante questi anni, e siamo arrivati a quello che abbiamo detto, caro collega Chatrian, e vediamo i dati. Ancora quest'anno il 75 percento dell'anticipo del 2013 è già stato pagato! E tutti gli altri sono già stati pagati! Abbiamo dato gli anticipi quando c'era il problema 2007 e 2008, perché in quel momento i problemi non erano legati all'Amministrazione regionale.
Il problema vero è che queste tematiche sono state legate non a una mancanza di volontà dell'Amministrazione regionale, ma a problemi legati tra il rapporto delle pratiche. Il refresh, quante pratiche ha fermato il refresh? Non è mica stata la volontà dell'Amministrazione! Se non c'era l'Amministrazione, metà delle pratiche non venivano pagate! E invece c'è stato un confronto, un attivismo in questo senso che ha permesso di sbloccare l'80 percento delle pratiche. Questo non lo si dice mai! Questo ha permesso di regolarizzare la situazione. Oggi siamo in perfetta regola, quindi è assolutamente falso che oggi, a livello di pagamenti, siamo in ritardo! Qui stiamo parlando delle code dei primi anticipi, 2007-2008, quindi sono passati cinque anni. Allora, andiamo a vedere che cosa si propone. Si propone di dire: benissimo, c'è una difficoltà economica, non facciamo gli esattori, nessuno vuole fare lo sceriffo e, caro collega Nogara, non c'è bisogno di dare consigli, si può parlare, credo, su quello che si è fatto, ma non c'è bisogno di dare consigli. Credo però sia logico che ci si confronti. Nel momento in cui c'è la disponibilità, come c'è, di immaginare una possibilità di tener conto delle difficoltà esistenti con una rateizzazione e invitare l'AREA a farlo, noi siamo d'accordo. Quello che è scritto qui è: la rateizzazione attraverso la legge 44, la legge 44 non parla di rateizzazione, parla di "compensazione". Quella compensazione la si può fare solo se lo stesso ente che dà, è creditore. Ma c'è di mezzo l'AREA, che è collegata coi pagamenti AGEA, ed era indispensabile perché AREA è l'ente che fa da tramite! AREA è l'ente che fa da tramite, quindi se il discorso è: "facciamo delle rateizzazioni", andiamo a verificare i casi, perché non tutti hanno bisogno di rateizzazioni, ci sono anche delle cifre modeste sulle quali, a fronte del pagamento, c'è la possibilità di avere il ritorno, il rientro. Ci sono cifre importanti? Ci sono dei casi? Benissimo, come già detto e come è già avvenuto, si fa una rateizzazione. Noi su questo non abbiamo nessun problema.
Il problema che l'Assessore ha spiegato è nel collegamento tra rateizzazione e la legge 30 e l'articolo 44, che non parla di rateizzazione, parla di compensazione. È solo quello che volevo specificare, quindi non si tratta di non voler applicare l'articolo 44 né il primo comma, né il terzo è possibile, perché non è una compensazione ma una rateizzazione. Quindi, se parliamo di rateizzazioni, ci fermiamo alle rateizzazioni senza fare riferimento alle leggi, a noi va bene. Non possiamo fare altro perché anche tecnicamente, come ho ben spiegato, questo non è immaginabile; dopodiché possiamo scriverlo, ma non si può fare! Allora andiamo a fare quello che possiamo! C'è quindi tutta la disponibilità per intervenire però facciamo la rateizzazione quando è possibile, e quindi la facciamo nel modo che abbiamo appena detto, ma non è possibile fare la compensazione. Questo è quello che cerchiamo di portare avanti, quindi su questo siamo disponibili. Non c'è nessuno che vuole fare lo sceriffo, però - come dite voi - prima o poi il rientro ci deve essere perché sono fondi del 2007-2008. Teniamo conto che su questo c'è un problema. Quindi, se ci si ferma alla prima parte, fino a "rateizzazione", benissimo, noi siamo d'accordo. È l'altra parte che non è materialmente possibile.
Allora, detto questo, mi spiace che si voglia su questo tema fare una serie di considerazioni legate a quello che è stato il periodo precedente, quello che è stato oggi, quello che è l'impegno. Noi vi assicuriamo che l'impegno per il settore agricolo è totale. Ci rendiamo conto perfettamente dei disagi che ci sono. Ci rendiamo conto che su alcune tematiche ci deve essere una riflessione generale; per gli investimenti credo che il problema sia di guardare l'investimento per quello che è necessario, e quindi al di là di come lo si dà, se con contributo o mutuo o con altra forma, con un mutuo o con un investimento diretto, come si è fatto in altri settori. Una riflessione deve essere fatta al più presto, perché sicuramente, noi, non solo non abbiamo mai sottovalutato il settore agricolo, ma ci siamo sempre impegnati nel settore zootecnia come negli altri settori. In questo c'è una difficoltà, che riconosciamo essere vera, e quindi ci impegniamo ancora di più per uscirne.
Noi siamo indubbiamente coscienti di quelle che sono le difficoltà. Non abbiamo mai detto che il contributo è argent de poche, era un modo per integrare una difficoltà del reddito, perché - non dimentichiamo - qui abbiamo tutti fatto molta filosofia sull'agricoltura di montagna e abbiamo tutti detto i sovracosti che l'agricoltura di montagna ha rispetto a un reddito inferiore; noi lo sappiamo, quindi tutta una serie di misure che sono state portate avanti sono a integrazione del reddito, non a caso, quindi, non abbiamo mai detto questo. Ci confrontiamo con quello che succede nelle altre realtà, sappiamo che ci sono degli interventi da fare sui vari settori, magari modificando il tipo di intervento. Quindi, noi crediamo di avere dato in modo giusto l'attenzione su questo aspetto in questi anni e di continuare a farlo al di là delle difficoltà di oggi, che cercheremo di superare nei modi, che, a giorni, andremo a dire. Grazie.
Président - On peut mettre en votation? Il y a des déclarations? Oui, bien sûr. Pour...10 minutes? La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - ...una sospensione per incontrare i gruppi di minoranza.
Président - Dix minutes? Cinq minutes.
Si dà atto che la seduta viene sospesa dalle ore 10,54 alle ore 11,05.
Rini (Président) - Collègues, on peut reprendre les travaux. Quelqu'un souhaite intervenir à la suite de la suspension et vu la proposition du Président? Collègues, c'est qui qui prend la parole? La parole au collègue Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Volevo solo iniziare riferendomi all'intervento dell'Assessore. Noi indubbiamente le abbiamo dato credito perché forse, tra i tanti componenti della Giunta, lei è quello che ha iniziato ad aprire i cassetti e a sollevare i tappeti e, purtroppo per lei, non ha solo trovato polvere, ma ha trovato macerie, per cui noi vorremmo continuare a darle credito. Su questo...non se la prenda come un discorso personale, ma noi vorremmo veramente che continuasse ad avere quella trasparenza che ha dimostrato quando è venuto in commissione.
Volevo riferirmi alla proposta fatta dal Presidente, quella in cui si proponeva il discorso della rateizzazione. Ebbene, facendo riferimento a quella che è la legge 30, articolo 44, non c'è nessun riferimento alla rateizzazione, per cui ancora una volta si sta cercando di far riferimento alla legge quando si vuol dire: beh, no, io non posso applicare il comma 1, bensì sono obbligato ad applicare il comma 2. Però, poi, si propone il discorso della rateizzazione nel quale non c'è nessun riferimento legislativo; ecco, allora il rischio veramente è magari di andare di nuovo a fare un elenco di privilegiati o comunque qualcosa del genere.
Io volevo tornare proprio sui contenuti: mi viene difficile, veramente ci è difficile capire come mai si dice che la Regione, non essendo un...diciamo il creditore, come mai si propone di applicare il comma 2 e non il comma 1, qual è la differenza, ecco, per cui o si applica la legge 30 o non si applica. Allora, se si applica, qual è la difficoltà ad applicare il comma 1? Perché io lo voglio leggere il comma 1...scusate, le rubo proprio 10 secondi...si dice che: "qualora la Regione abbia nei confronti del medesimo soggetto un credito avente ad oggetto"...esatto, allora è scritto esattamente qua dentro...ma perché non si può? Ma diteci, spiegateci tecnicamente come mai a un articolo, scusate, a un articolo di legge, il 44, si applica il comma 2 e non il comma 1! Perché è esattamente la stessa cosa, con la differenza che il comma 2 dice che sono sospesi. Allora, è questo che è incomprensibile, perché il fisco che...noi l'abbiamo...lascia compensare! Ma non potete...ma se nella lettera avete detto che applicate il comma 2...l'avete scritto sulla lettera! Ma è scritto sulla lettera! La lettera, sulla lettera l'avete scritto!
Presidente - Colleghi, replicate però al microfono, sennò anche per chi ci segue...
Gerandin (UVP) - ...no, ma quello che io dico è che sulla lettera voi avete fatto riferimento al comma 2 della legge 30, articolo 44. La lettera che avete mandato...esatto. È la lettera che voi avete inviato agli agricoltori, quelli che avevano diritto di avere questo contributo, e avete detto che applicavate il comma 2. Noi chiediamo semplicemente di rettificare quella lettera e scrivere comma 1, solo quello chiediamo! Perché se non è applicabile la legge, non è applicabile né il comma 1, né il comma 2. Allora non potete...perché "è facoltà della Giunta disciplinare con propria deliberazione", è il comma 3, questo. Allora, se voi avete disciplinato e avete applicato il comma 2, noi vi chiediamo di applicare il comma 1, quello che prevede la compensazione. Perché voglio ancora entrare un po'...per fare un esempio, c'è gente che magari ha saltato alcuni pagamenti, ma non è che ha saltato tutti i pagamenti! E allora chi ha restituito già una congrua somma, che fa? Adesso se li vede bloccare tutti? Perché voi applicate il comma 2? Allora, questa...ma certo, l'avete scritto, scusate, l'avete scritto! Allora, se non sapete cosa scrivete, scusate, non è un problema nostro! No, no, per la carità, ma è lei che ha detto che non sapeva di aver scritto...no, no, vabbè.
Comunque, tenuto conto di questo, noi manteniamo il discorso di chiedere il comma 1 e non il comma 2, per il semplice motivo che dicevo prima, anche il fisco prevede la compensazione, e non vorremmo che la Regione facesse cassa con i contributi che spettano agli agricoltori.
Président - La parole au collègue Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Solo per dichiarare il voto favorevole del nostro gruppo a questa mozione e per tradurre, se mi permettete, per i nostri elettori, ma penso anche per molti altri cittadini che ci stanno seguendo, qual è la questione in termini semplici per come l'abbiamo capita noi.
Al di là della questione comma 1, 2, 3 e legge, c'è un aspetto più politico dietro tutta questa faccenda, che è il seguente: noi vogliamo evitare che certe soluzioni vengano gestite ad personam, vogliamo evitare che qualcuno si metta lì e decida a chi fare a dilazione e a chi no: questo è il punto della situazione, e non c'è molto altro da dire. Noi vorremmo dare delle regole precise e chiare "per tutti" e "qualcuno", invece, vuole continuare a gestire le cose in maniera personale, privatistica. Allora, noi...è questo sistema che stiamo cercando di cambiare. Io capisco che poi sarebbe...come dire? siamo all'anno zero della politica, a questo punto, perché rispetto alla Valle d'Aosta, se smettiamo di gestire le cose in maniera privatistica, vuol dire che veramente stiamo ricominciando da zero (finalmente direi io)! Ma questo è il punto fondamentale.
C'è il Presidente che, come al solito, quando interviene gioca con le parole. Ed è questo che ormai è stato smascherato, Signor Presidente, perché non ne possiamo più di sentire lei che fa un tipo di approccio per gestirsi poi le cose, lei, direttamente! Le regole vanno messe e vanno gestite per tutti allo stesso modo, è questo il ragionamento, è questo che devono capire fuori. Noi vogliamo essere garantiti dalle regole, è questo che c'è scritto qui sopra. Lei, invece, continua a dire: "no, ma possiamo vedere, facciamo le gestioni personali, poi vediamo, poi facciamo", e così via, e allora gioca con i commi, e allora gioca con le parole...vabbè non è il solo, devo ammetterlo, perché anche ieri ci sono stati altri Assessori, altri interventi su cui si giocava sulle parole. Invece basta, basta di nuovo, dovete fare le cose con chiarezza e trasparenza! Grazie.
Président - La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Due questioni: una tecnica e una politica, per rappresentare la nostra correttezza su questo argomento.
Noi abbiamo presentato, nel passato Consiglio regionale, queste lettere e abbiamo chiesto all'Assessore se era a conoscenza e se si riconosceva in quanto è scritto. Ha detto: è opera mia. Quindi, tanto per parlarci chiaro, non voglio che ricada sul dirigente che firma queste lettere, Francesia Boirai, dirigente AREA VdA, che le ha firmate, perché l'Assessore, politicamente, si è preso la responsabilità di queste lettere minatorie che vanno a dire alle aziende: "In mancanza di adempimento, la scrivente agenzia si riserva sin d'ora di agire al fine di ottenere il recupero forzoso del credito, con aggravio di ulteriori oneri a vostro esclusivo carico. La presente è da intendersi quale atto formale di costituzione in mora ai sensi e agli effetti degli articoli 1219 e 1243 del Codice civile". Questo l'Assessorato manda agli agricoltori. Dentro questa lettera, l'agenzia, l'AREA, che, secondo quanto sostenuto dal Presidente, non può applicare la legge 30, dice: "Decorso inutilmente tale termine verrà applicata la maggiorazione degli interessi legali...si precisa inoltre che ai sensi della legge 30/2009, articolo 44, comma 2, non potranno ulteriormente essere autorizzati a valere i finanziamenti sul PSR della Regione Autonoma". Quindi, è l'agenzia che ha detto che applica la legge!
Noi abbiamo detto: questo comma non deve essere applicato, è la morte delle aziende! L'Assessore conferma: no, si applica quel comma! Noi diciamo: ma scusa, se si può applicare quel comma, allora - come bene ha spiegato il collega Gerandin, e me l'aveva già fatto notare l'altra volta il collega Nogara, tant'è che questa cosa l'aveva già fatta notare nell'altro Consiglio regionale - perché non applicare il comma 1 che in qualche modo consente un percorso meno duro, meno drastico a questo iter di recupero? Cosa ci propone lei: togliamo via queste parti legislative, tecniche, facciamo una rateizzazione chez nous, la gestisce l'AREA. Non possiamo accettare questo, Presidente! Sappiamo che le aziende sono in crisi, ma condivido quello che dice il collega Cognetta, sappiamo che bisogna...anche noi siamo alle strette, vogliamo intervenire in aiuto di queste aziende, ma non possiamo più permettere che questo meccanismo avvenga in modo discrezionale. Dobbiamo fare riferimento a precisi adempimenti normativi, devono esserci riferimenti legislativi e non azione ad personam. Non salvo l'amico, non salvo l'amico dell'amico, quello che conosco, quello che è della mia vallata, quello che è del mio Comune, e gli altri, che non hanno coperture politiche, fanno una triste fine. E questa è la considerazione tecnica.
C'è poi una considerazione politica. Lei conosce questo settore meglio di me, io non ho problemi a riconoscerlo, lei conosce questo settore molto meglio di me; però le voglio solo far notare che quel poco che conosco io...quando lei dice 75 percento, 80 percento di pagamenti, eccetera, ha ragione, dice il vero, però io sto da anni lavorando su quelle cifre, che sono: il 20 percento, il 25 percento...noi non possiamo più permetterci di avere queste percentuali, perché queste percentuali vogliono dire che un 20 percento non arriva a percepire quella contribuzione, vuol dire far morire, anno dopo anno, le aziende valdostane, lo dicono le statistiche della continua moria di aziende valdostane, della continua riduzione di capi. Poi cosa succede? Lei oggi, e non me lo aspettavo da lei questo j'accuse alla gestione agricola, un po' troppo...è diventato più ambientalista degli ambientalisti...troppo mangime, troppo fieno comprato da fuori...ma obbligate le aziende a fare questi percorsi! Perché, e spiego...mi lasci...io sono stato cortese con lei, gliel'ho lasciato dire...perché le obbligate? Perché siccome la competizione è terribile, siccome l'azienda è sul lastrico, deve far produrre di più gli animali...ma non lo dico io, lo dicono le statistiche presentate a queste fatidiche assemblee dell'AREV, dove si dice: si diminuisce il numero dei capi, ma aumenta la produzione del latte...ecco che cosa succede! Lo avete detto voi! È chiaro che le aziende sono obbligate, in qualche modo, per sopravvivere a fronte di un prezzo che va giù, a fare un'operazione di ricarico.
Altra questione...sul controllo della fontina la invito a verificare: presso la cooperativa ci sono macchinari, tecnologie che non vengono utilizzate per testare la qualità del prodotto, quindi chi è che ha deciso, chi è che ha deciso di marchiare, via libera, tutto? Mica sono gli allevatori, anzi ci sono allevatori che chiedono regole e serietà anche in quello...quindi è autogestita, ma politicamente controllata. Grazie.
Noi manteniamo la mozione.
Presidente - Grazie. A demandé la parole le collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Intervengo per dichiarare il nostro sostegno a questa mozione che tecnicamente è stata spiegata bene dal collega Gerandin e Donzel.
Due riflessioni: la prima, se si prende una decisione...devono essere decisioni non per qualcuno o ad personam, penso che questo sia un passaggio essenziale e importante, quindi che sia chiaro, nel momento in cui...se questa mozione avrà un voto positivo.
Seconda riflessione di natura politica: credo di poter intervenire in questo settore con un po' di cognizione di causa, un po', non ho probabilmente tutta l'esperienza del Presidente Rollandin, ma conosco questo settore, nel dettaglio.
Non accetto dal Presidente Rollandin, però, che garbatamente - come sa fare molto bene lui - ha deviato l'attenzione completamente parlando...oggi ci ha parlato di alpeggi, di mangimi, di fieno, di ricognizione, di cosa è stato fatto. Non accetto il deviare la situazione nel momento in cui la situazione è drammatica, non lo accetto, non lo accetto, perché è un po' come banalizzare o cercare di deviare la discussione di un settore in totale difficoltà. E poi facciamo un'altra attenzione: non accetto, non accettiamo, come gruppo di ALPE, il mettere in contrapposizione all'interno dell'agricoltura i vari settori, ecco, non lo accetto, da valdostano non lo accetto! Non facciamo, non mettiamo in campo una guerra dei poveri, per favore, perché questa è proprio la fine, nel momento in cui andremo a ridefinire, ridisegnare... Lei oggi ha parlato di priorità o che nei prossimi mesi andremo ad affrontare probabilmente un settore non solo in difficoltà, ma che forse ha bisogno di essere rilanciato, di mettere in campo dei prodotti che abbiano una certa qualità...sì, però in questo momento la nostra mozione andava in un'altra direzione...non deviamo, per favore, il dibattito e l'attenzione!
E poi, terzo, e concludo, rimando al mittente, Presidente Rollandin, lei conosce benissimo, ma "benissimo"...abbiamo discusso nel passato quinquennio tanto...le indennità compensative, le misure agroambientali sono andate a regime nel 2013. Lo sa...2012? ...2012, mi passi il 2012, però...ho capito, ho capito! Quanto meno su quello ce lo dica, lo dica al mondo valdostano che avete mandato a regime quando scade il piano di sviluppo rurale, il 2007-2... no, no, è colpa nostra, è colpa nostra, è colpa nostra! Ci assumiamo noi, gruppo di ALPE e le opposizioni ci assumiamo noi la colpa! La colpa è dell'opposizione, non siamo stati in grado di stimolare, di portare il dibattito in aula, di creare le condizioni...è colpa nostra! Avete cambiato 3 direttori, avete dato le colpe a tutto il mondo, ma probabilmente è colpa nostra, anche sull'erogazione dell'ordinaria...ecco, non facciamo, non facciamo queste brutte figure, però! Penso che forse un po' di stile, anche su questo, serva alla politica...ripeto, io dico sempre: alla credibilità di quest'aula.
Comunque noi sosterremo convintamente questa mozione. Grazie.
Président - La parole au collègue Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Président.
Presidente, mi volevo collegare a quello che è il discorso da cui lei è partito, appunto parlando dei grandissimi lavori che sono stati fatti qui, in Valle d'Aosta, per l'agricoltura. E questo è vero, è stata una fortuna che l'Amministrazione regionale abbia investito tutti questi soldi, perché è vero, bisogna riconoscerlo, almeno le cose che sono state fatte, sono state fatte bene, qui, in Valle d'Aosta. Abbiamo ricostruito mayen, alpeggi, abbiamo fatto tutto quello per mettere gli agricoltori e gli allevatori nelle migliori condizioni. Ecco, però, io mi vorrei riferire a questo per dirle una cosa. Qui però adesso non dobbiamo fare come magari si vede in alcune trasmissioni della televisione, magari di Report, dove si vede un viadotto e la strada chiusa da una parte e chiusa dall'altra e c'è solo il viadotto in mezzo. Noi abbiamo speso tutti questi soldi come Amministrazione regionale e se c'è un progetto politico che è andato, che ha fatto questa scelta, di aiutare questo settore dell'economia valdostana, a un certo punto non bisogna chiudergli i rubinetti! E questo è quello che sta succedendo qua! Perché io ho apprezzato quello che ha detto, anche quando ha detto che...impegno totale, c'è un impegno totale. Ecco, l'impegno totale io l'ho visto anche nelle delibere che sono passate a marzo, ma dell'impegno totale c'era solo scritto, ma di pratico non c'era niente! E adesso vediamo, io lo spero, ecco, spero che questo sia un impegno che prende in quest'aula e davanti a tutto il mondo agricolo valdostano, perché questa è la sopravvivenza...siamo proprio all'ultimo stadio per la sopravvivenza del mondo agricolo valdostano.
Quello che poi invece mi dà un po' fastidio - e spesso lei lo fa - è girare sempre la colpa sugli altri: è colpa degli allevatori, di quelli che fanno la fontina che non la fanno bene, di quelli che danno il mangime, di quelli che...ma lo dicono loro...lo dicono loro perché sono in una situazione che...qui tra l'altro non si premia nessuno. Come diceva benissimo Donzel - poi lei dirà che è colpa della cooperativa, è colpa del consorzio - però qui ci sono delle regole, queste regole bisogna farle rispettare! Allora è chiaro che quando si fa la fontina ci sono dei parametri...se io scaldo fino a 52 gradi, mi viene dura come questo, è incommerciabile, non ha gusto di niente, magari è anche amara... Allora qua bisogna proprio andare in questa direzione per migliorare il prodotto, perché prodotti di nicchia come il nostro o sono prodotti buoni, altrimenti, noi, qua, dobbiamo chiudere baracca! Ecco, questi sono gli obiettivi che noi dobbiamo perseguire, questo è l'obiettivo che l'Assessorato dell'agricoltura deve perseguire, è questo che io chiedo a voi, non chiedo mica altro! Non do colpe a nessuno, assolutamente non do nessuna colpa ai precedenti, anzi, qua si è fatto anche sempre quello che si è potuto e si è cercato di fare nel modo migliore.
Poi un'altra cosa: sul fatto del verde agricolo si parla sempre di percentuali...io vorrei che non si parlasse di percentuali sui soggetti, su 1.000 agricoltori abbiamo liquidato il 75 percento...bisogna guardare le somme, cioè su quanto, perché noi liquidiamo, sì, tantissimi piccoli agricoltori che fanno numero sul numero, però non sulle cifre. Ci troviamo, se facciamo il ragionamento inverso, magari con percentuali che sono diverse.
Comunque io confido nell'impegno che vi siete presi, confido, e lo spero proprio per tutto il mondo agricolo valdostano. Vi ringrazio.
Président - Merci. La parole au collègue Grosjean.
Grosjean (UVP) - Vede, Presidente, lei prima ha fatto riferimento a diversi settori, non tutti i settori, chiaramente, però credo che in questo momento stiamo parlando di un problema che...non sono i vari settori, ma è un problema economico, che tocca una parte delle aziende agricole. E ben presto probabilmente anche i settori viticoli avranno questi problemi, perché il contributo all'impianto è sceso al 15 percento, dai dati che ci ha dato l'altro giorno, quindi non è che il settore viticolo non sia toccato...sì, sì, sì, però io ho capito così.
Il discorso dei prodotti è chiaro...ma cosa abbiamo fatto in questi ultimi anni per la valorizzazione della qualità dei prodotti? Abbiamo chiuso l'assistenza tecnica, tanto per dire, no? Io ho avuto la possibilità, ho lavorato in quel settore 40 anni fa...abbiamo chiuso l'assistenza tecnica! Non diamo più delle indicazioni ai vari settori, i settori vanno avanti per conto proprio, questi sono argomenti che forse meriterebbero una prossima mozione o interpellanza, o non so cosa! Quindi c'è tutta una serie di problemi che non bisogna cercare di deviare, e soprattutto non cerchiamo di dividere questo settore agricolo - come diceva Chatrian prima - perché non cominciamo a dire il settore qui, il settore lì, il settore là. Di difficoltà ce n'è in tutti i settori; il settore più in crisi penso - e mi vengono i brividi - è quello dei giovani agricoltori, quindi di settori ce n'è da rivedere. Io credo che la buona volontà, però, ci debba portare a risolvere questo problema, questo problema che probabilmente è stato creato con scelte...adesso non sono in grado di definire bene, di non aver voluto che AREA diventasse ente pagatore, perché se forse avessimo avuto tutta la gestione direttamente, qui, in Valle, anche il sistema dei controlli, anche il sistema della messa a norma di tutte queste pratiche sarebbe stata semplificata. Oggi come oggi ci troviamo ancora ad avere un ente che è semplicemente, come già detto una volta, un "passacarte", perché l'AREA poi alla fine è un passacarte...perché poi il responsabile è l'Assessorato; le domande le abbiamo dovute demandare al CAA, e quindi adesso ci troviamo con queste grosse difficoltà. Purtroppo gli agricoltori, in questo momento, sentendosi anche dire che non ci saranno più i contributi, sicuramente avranno ancora più difficoltà a restituire queste somme.
Président - Merci. Il y a d'autres? La parole à l'Assesseur Testolin.
Testolin (UV) - Merci Président.
Per dichiarazione di voto e per due piccole delucidazioni al Consigliere Donzel, in merito al fatto che anche nell'altro Consiglio io non ho sostenuto di aver scritto e inviato una lettera, ma di esserne stato messo a conoscenza nel momento dell'invio, perché mi sembrerebbe perlomeno inopportuno che non fosse così.
Peraltro volevo solo sottolineare...io ho ascoltato diligentemente, quindi in questo caso chiederei la stessa cortesia a lei... La deliberazione della Giunta regionale del 2007, la 2850, affidava ad AREA VdA la gestione dell'operazione, ivi comprese le modalità di restituzione che sono state sottoscritte dai beneficiari. Quindi, questa, a scanso di equivoci, è una gestione che è stata demandata a suo tempo ad AREA, nella quale chiaramente l'Assessorato, così come è già stato esplicitato in precedenza, si premura di intervenire nel momento in cui ci sia la possibilità di operare nell'interesse di quelle che sono le finalità, da una parte, di recupero e, dall'altra parte, di salvaguardia assolutamente di quelle che sono le aziende agricole in Valle d'Aosta.
In merito alla mozione così com'è stata esplicitata, c'è l'impossibilità dell'applicazione di questa mozione, tant'è vero che un parere che è stato chiesto ai fini della possibilità di applicarla ci enuncia come "la legge regionale 30 non regola i finanziamenti regionali, ma detta le norme sulla contabilità pubblica regionale, sicché gli istituti ivi previsti e, in particolare, quelli richiamati nella mozione della rateizzazione e della compensazione concernono la regolazione dei pagamenti e delle poste reciproche di debito e credito a valere sul bilancio regionale. A ciò consegue l'inapplicabilità della predetta legge regionale con riferimento a contributi a valere su fonti di finanziamento diverse da quelle regionali"; per cui, in forza di questa situazione, ci troviamo, pur considerando positiva la possibilità di poter intervenire non ad personam, ma secondo quelli che sono dei criteri anche di predisposizione e buona volontà dimostrata da chi deve ancora dei soldi, con l'AREA per una rateizzazione, questo è fuori di dubbio...no, non ad personam, ma in funzione di quelli che sono già stati eventuali rimborsi già avvenuti nel passato da parte di molti agricoltori e, magari, comportarsi diversamente di fronte a situazioni, diciamo, un po' più incancrenite, quindi queste saranno comunque valutazioni che AGEA dovrà fare per il rientro di questi fondi.
Per quello che riguarda la nostra dichiarazione di voto, pertanto, è di astensione.
Président - Merci. On peut mettre en votation? La parole au Président Rollandin.
Rollandin (UV) - Solo per chiarire questo aspetto. L'applicazione del comma 1°, teniamo conto che non è l'amministrazione che agisce su sé stessa, c'è l'agenzia di mezzo, per cui l'applicazione di questo comma come è stato detto non è possibile. Non è che abbiamo interpretato, sennò non ci sarebbe nessun problema. L'AREA è a sé stante, è un organismo, un'agenzia che lavora in un certo modo, potete dire tutto quello che volete, funziona bene, funziona male, ma è l'agenzia che a questo punto, rispetto a questa difficoltà, può avere un indirizzo da parte dell'Amministrazione di dire: "come l'AREA ha mandato quelle lettere, così l'AREA può intervenire per prevedere - secondo criteri che la stessa può decidere, proporzionali - di fare questa rateizzazione".
Per il resto vorrei ancora ricordare che non si tratta sicuramente - tranquillizzo Grosjean - di contrapposizione tra settori. Ho solo voluto dire che ci sono settori oggi più in crisi di altri. Il settore della zootecnia sicuramente è in grande difficoltà, quindi non c'è nessuna difficoltà di contrapposizione e, su quelle che sono le possibilità operative, ribadisco che noi eravamo disponibili a tener conto di questa prima parte, come faremo comunque, per attivare i meccanismi attraverso l'agenzia che possano portare alla rateizzazione. Questo è quello che noi faremo comunque. Voi non avete voluto accettare quello che era stato proposto, perché avete l'interpretazione che noi legittimamente non possiamo avallare, in quanto l'ufficio legale ha detto che non è possibile, e l'ha scritto; quindi io di più non posso fare, se non concordare su quella che è l'attenzione nei confronti del settore e la possibilità di attivare, non certo ad personam, l'agenzia che lavora per conto suo, e fare quindi tutto il possibile per evitare che ci siano difficoltà nel settore. Sul resto credo che l'attenzione sarà, lo ripeto, massima.
Président - Merci. On peut mettre en votation? La votation...la parole au collègue Viérin.
Viérin L. (UVP) - Merci Présidente.
Semplicemente per ribadire che non corrisponde al vero che non c'è una volontà da parte nostra di andare nella direzione da lei auspicata. Perché lei, come già successo in questi ultimi giorni, arriva a dire a parole che è d'accordo con le proposte che noi facciamo, salvo trincerarsi dietro le questioni dell'ufficio legale, questioni tecniche, questo non si può fare...allora qui si tratta di volontà politica. È stato enunciato molto bene che i commi in oggetto, anche attraverso la lettera che è stata inviata a tutti i destinatari, secondo noi danno la possibilità di intervenire, quindi se voi siete d'accordo e siete favorevoli ad andare nella direzione che a parole state enunciando, non avete che da votare questo atto.
Noi, sinceramente, ci siamo fidati forse troppe volte della parte tecnica che ci diceva che i cantieri forestali non si potevano più fare, che ci diceva che tecnicamente questa piuttosto che quell'altra cosa non si poteva fare, sul taglio dei manager e degli emolumenti delle società partecipate esistevano problemi tecnici, leggi di settore e altre questioni, una normativa che creava preoccupazioni. Le mozioni, l'abbiamo ricordato ieri, sono degli indirizzi, sono delle assunzioni di responsabilità che vanno nella direzione auspicata.
Noi oggi chiediamo sinceramente che ci sia un aiuto a questo mondo che è alla canna del gas, che vive un momento di difficoltà incredibile, e oggi, ancora una volta, vi nascondete dietro delle questioni puramente tecniche. Noi ne prendiamo atto, manteniamo la nostra mozione, che riteniamo sia formulata non solo tecnicamente...anche perché altrimenti non sarebbe stata accettata dagli uffici della Presidenza del Consiglio, perché altri rilievi sono stati fatti su altri atti...e quindi noi crediamo che questo vada nella direzione auspicata. Chiaramente l'onestà intellettuale di dire a parole che si è a favore di certe cose, mentre nella realtà si è contrari, non fa onore ai ruoli che ricoprite! Grazie.
Presidente - Bene. La parola, per dichiarazione di voto, al collega Restano.
Restano (UV) - Scusate la mia franchezza. Ho ascoltato molto attentamente. Io vengo da un mondo rurale e, a volte, cerco di immedesimarmi in mio padre. Mi chiedo che cosa potrebbe dirci, qua, mi chiederebbe se ci vergogniamo o no, perché sento tante belle parole...no, no...non ho parlato...
Presidente - Colleghi, un po' di silenzio!
Restano (UV) - ...non ho parlato fino adesso e vi ho ascoltati...chiedo rispetto, chiedo rispetto professore, quello che io le rivolgo tutte le volte che lei parla! Ci dobbiamo vergognare tutti, perché abbiamo detto tante belle parole, però veniamo ai fatti, veniamo ai fatti. Il mondo agricolo è in crisi, è vero, chiede un aiuto. Voi presentate una mozione, la maggioranza vi viene incontro, è disponibile ad accoglierla...metteteci alla prova! Vedete se è reale la nostra disponibilità! Noi...mi sembra di aver sentito, da parte della maggioranza, che vi è la disponibilità di venire incontro a questo mondo. Vi radunate, concertate, tornate indietro e vi arroccate sulla vostra posizione...vi assumerete anche voi le vostre responsabilità! Questo mi sento di dire, ma ve le assumerete anche voi nei confronti del mondo agricolo, perché la disponibilità a rateizzare, a venire incontro a questo mondo è stata dichiarata ed è totale ed aperta. I fatti potranno dimostrare se è vero o no che c'è questa disponibilità. No, ma...
Presidente - Colleghi!
Restano (UV) - ...faccio così perché io vi ho rispettati...mi avete sentito parlare? vi ho interrotti? Non me lo sono mai permesso, in 7-8 giorni di Consiglio, parlo quando chiedo la parola e mi viene concessa, e chiedo lo stesso rispetto! Allora, signori, la proposta...abbiamo parlato di condivisione, ve n'è la necessità, condividiamo e scegliamo un percorso insieme. Non mi sembra che sia un'eresia quella che è stata proposta, la proposta della maggioranza! Però, perché ci dobbiamo arroccare e dare spettacolo? Grazie.
Presidente - Per dichiarazione di voto, la parola al collega Bertschy.
Bertschy (UVP) - L'aspetto tecnico, lo dico subito...così come è scritta la lettera, gli agricoltori escono danneggiati due volte, perché non si può applicare la rateizzazione e si bloccano i pagamenti; però questa è una cosa che non riguarda...
Io dico che fare alla minoranza delle accuse di questo genere, collega Restano, io credo proprio che siamo fuori tema, nel senso che, dopo aver tentato di portare à la une, in quest'Assemblea, un provvedimento che è stato vistato, non vistato, politicamente segnalato...perché qui non si capisce più bene come sono fatte le cose, no...c'è un'agenzia che può pagare, non può pagare, che è collegata alla Regione quando ci serve, non è collegata alla Regione quando non ci serve, no...abbiamo portato qua à la une un provvedimento, l'abbiamo messo agli atti 15 giorni fa, e arriviamo adesso qui, all'ultimo secondo, a discutere di queste cose? Ma c'è il tempo di parlarci fra di noi! Quand'è che ci vogliamo parlare fra di noi? Aspettiamo sempre l'ultimo momento, scrivere la parola giusta per ricordare le cose? Allora, siamo capaci di convocare una commissione e dire: questa commissione funziona, non funziona, guardiamo questo atto, vogliamo fare gli interessi della nostra comunità in questo senso? Allora piantiamola lì di accusarci a vicenda! Lavoriamo! Siamo qua per lavorare, ma non all'ultimo secondo, noi siamo tutti i giorni in ufficio, siamo tutti i giorni in ufficio per lavorare! Allora, siamo qui per difendere il valdostano che vota l'UVP, il PD, l'UV, quello che non vota nessuno perché si è stufato, siamo qua per difendere gli interessi della comunità...non diamoci e non accusiamoci di vergogna quando lavoriamo! Magari abbiamo lavorato male, impariamo a lavorare bene, ritorniamo a lavorare, tutti insieme, ma non solo all'ultimo minuto, in aula, perché sennò qua si rischia veramente di accusarci l'uno contro l'altro e la gente non ci capisce più!
Noi vi diciamo: manteniamo questo, perché per la nostra situazione è il sistema migliore per difendere gli agricoltori. Non la votiamo? Non fa niente! Voi avete lo stesso la possibilità di migliorare quello. Vi abbiamo segnalato politicamente tutto quello che non funziona, non è un problema se non passa, il nostro lavoro era segnalarvi il disagio che si stava vivendo. Però, evitiamo veramente di alzare i toni quando non serve! Grazie.
Presidente - Possiamo mettere in votazione? Collega Viérin...per? Ha già fatto la dichiarazione di voto...pour une motion d'ordre. Vous avez la parole.
Viérin L. (UVP) - Oui, simplement pour demander le vote secret. Merci.
Président - Merci.
Apriamo la votazione. Colleghi, siete invitati a votare. Tutti? Possiamo chiudere la votazione.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli. 17
Contrari: nessuno
Astenuti: 18
Il Consiglio non approva.
Possiamo passare al punto 15 all'ordine del giorno.
