Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2792 du 23 janvier 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 2792/XIII - Petizione popolare per lo stabilimento di una sede del Parco nazionale del Gran Paradiso nel territorio del comune di Valsavarenche.

Presidente - In data 18 ottobre 2012 è stata presentata alla Presidenza del Consiglio, ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio stesso, una petizione popolare sottoscritta da 1.265 cittadini per lo stabilimento di una sede del Parco nazionale del Gran Paradiso nel territorio del comune di Valsavarenche. Con nota dell'11 gennaio 2013 il Presidente della III Commissione ha trasmesso le risultanze degli approfondimenti a cui è pervenuta all'unanimità la Commissione. La petizione è ora sottoposta all'esame del Consiglio per la comunicazione delle conclusioni a cui sono pervenuti gli organi competenti.

Ha chiesto la parola il collega Comé.

Comé (SA) - Grazie Presidente.

Così come ha già anticipato il Presidente del Consiglio, la petizione è stata sottoposta all'attenzione della III Commissione, per predisporre un'analisi e quindi poi predisporre una relazione da presentare al Consiglio. Noi abbiamo, come III Commissione, abbiamo voluto procedere a delle audizioni; in modo particolare abbiamo sentito il primo firmatario della petizione, nonché Sindaco del Comune di Valsavarenche, signor Giuseppe Dupont, che era accompagnato da alcuni firmatari della petizione, poi Italo Cerise, il Presidente del Parco nazionale, ed in seguito abbiamo sentito anche il Senatore Antonio Fosson e l'Onorevole Roberto Nicco. A conclusione poi delle nostre audizioni, abbiamo audito ancora il Presidente della Regione Rollandin.

Vi leggo - anche perché avete il testo -, ma molto brevemente, il signor Dupont ha ricordato...vi leggo appunto i passaggi più importanti dei diversi interlocutori...il signor Dupont ha ricordato che in passato vi è stata una notevole conflittualità tra la comunità di Valsavarenche e la gestione dell'Ente Parco derivante dal fatto che l'intero territorio comunale è inserito all'interno dell'area protetta. Quindi ha illustrato tutte le motivazioni che hanno portato alla presentazione della petizione, partendo dalla legge 394 del 1991, e quindi ha fatto tutte le considerazioni del caso. Ha riferito, poi, inoltre, che in considerazione del fatto che sia l'Ente Parco che la comunità del Parco non si sono espressi favorevolmente alla proposta di stabilire la sede del Parco nel comune di Valsavarenche, si è ritenuto opportuno quindi presentare tale petizione, affinché questa petizione potesse essere dibattuta a livello regionale. Ha ricordato che attualmente è all'esame del Parlamento una proposta di legge finalizzata a ribadire il fatto che le sedi del Parco devono essere collocate nel territorio delle aree protette. Ha illustrato poi una cartina del Parco nazionale del Gran Paradiso dalla quale si evince che Valsavarenche è effettivamente l'unico comune il cui centro abitato è interamente collocato nel territorio del Parco, mentre invece gli altri sono parzialmente, diciamo, lambiti dal Parco. Ha fatto presente che la proposta di spostare la sede a Valsavarenche ha incontrato delle resistenze, in primo luogo da parte dei dipendenti, che chiaramente non vorrebbero essere trasferiti da Aosta a Valsavarenche, e ha riconosciuto che tale operazione non potrà avere tempi rapidi di realizzazione. Ha riferito in merito alle difficoltà economiche in cui versano le attività presenti nel comune di Valsavarenche, e ha sostenuto che la collocazione della sede nel territorio comunale potrebbe rappresentare un atout per il rilancio della comunità. Ha reso inoltre noto che vi sarebbe l'opportunità di collocare la sede del Parco nel municipio di Valsavarenche, illustrando quindi poi una planimetria dei relativi locali. Ha infine ricordato che il Comune di Valsavarenche, con propria deliberazione, ha espresso un parere favorevole all'iniziativa proposta dalla petizione e ha espresso alcune critiche relativamente all'ordinamento del Parco.

Il signor Vicari, che era uno dei firmatari che ha accompagnato, appunto, il Sindaco, nonché il primo firmatario, ha riferito in merito alle difficoltà che incontra la popolazione di Valsavarenche nell'effettuare qualsiasi intervento sul territorio, in quanto è necessario ottenere preventivamente l'autorizzazione da parte dell'Ente Parco. Poi, ancora Dupont, ha fatto altre precisazioni.

Quando poi è stato audito il Presidente, signor Cerise Italo, ha ricordato che la discussione relativa alla questione della sede del Parco dura ormai da un ventennio, vale a dire dall'approvazione della legge quadro del 1991, che stabilisce un principio innovativo secondo cui la sede del Parco deve essere posta all'interno del territorio dello stesso. Ha ripercorso poi tutti i passaggi che dal 1996 hanno portato la stipula tra le Regioni Piemonte e Valle d'Aosta ed il Ministero dell'Ambiente dell'intesa che va a definire l'ubicazione delle sedi, precisamente la sede legale a Torino, quella amministrativa ad Aosta e che individua due sedi operative di coordinamento all'interno del Parco nei Comuni di Valsavarenche e di Ceresole Reale. Ha precisato che attualmente la sede del servizio scientifico dell'Ente Parco è a Valsavarenche, mentre a Ceresole Reale la sede non è mai stata attivata. Inoltre ha precisato alcuni passaggi legislativi, come l'articolo 80 della legge 27 dicembre 2002 che ribadisce quanto stabilito nell'intesa del 1996 e ha riferito che l'Ente Parco non è pregiudizialmente contrario al trasferimento delle sedi, premettendo che il tutto dovrà discendere da una modifica legislativa. Ha rammentato inoltre l'iter percorso dall'Ente Parco al fine di attivare il processo di avvicinamento delle sedi al territorio mediante la formulazione di un articolato successivamente presentato in Parlamento per l'approvazione da parte dei nostri Parlamentari. Infine, ha evidenziato che la proposta avanzata dalla comunità del Parco intende porre tutti i comuni che hanno una parte o interamente del loro territorio all'interno del Parco, nella condizione di potersi esprimere sull'eventuale spostamento della sede, differenziandosi per questo da quanto richiesto dai firmatari della petizione. Quindi attualmente non esiste un accordo tra i diversi Comuni, in quanto più di un Comune ritiene di potersi candidare ad ospitare la sede del Parco, e chiaramente ha ribadito che il trasferimento della sede non dovrebbe essere imposto, ma dovrebbe essere il più condiviso possibile. Ed infine ha precisato che la sede del Parco dovrà rispondere anche ai criteri di funzionalità, efficacia, efficienza che ha elencato alcune difficoltà di natura gestionale e logistica che dovrebbero essere affrontate al momento dei trasferimenti delle sedi in qualsiasi altro punto rispetto ad Aosta.

Noi, poi, abbiamo...come vi avevo anticipato prima, audito il Senatore Antonio Fosson e l'Onorevole Roberto Nicco, che hanno appunto presentato la situazione della proposta legislativa all'esame. Il Senatore Fosson ha premesso che, vista l'attuale situazione politica italiana, eravamo praticamente a pochi giorni dalla conclusione del...difficilmente la proposta di legge inerente alle sedi del Parco nazionale Gran Paradiso potrà concludere il proprio iter, e l'Onorevole Nicco ha ripercorso i passaggi legislativi che hanno determinato l'attuale situazione delle sedi dell'Ente Parco, e quindi ha ricordato che le comunità locali hanno sollecitato un'iniziativa legislativa finalizzata ad avere una sede in un comune del versante piemontese e una in un comune del versante valdostano. Ha riferito in merito all'iter della proposta di legge che recepiva le indicazioni delle comunità del Parco, ricordando che dopo una prima approvazione in sede referente in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, la proposta è stata definitivamente approvata all'unanimità in sede deliberante dalla stessa Commissione. Ha chiaramente espresso tutte le perplessità sul fatto che anche la competente Commissione del Senato riesca a pronunciarsi in sede deliberante prima dello scioglimento delle Camere, così come poi effettivamente non è avvenuto. Il Senatore Fosson ha reso noto di aver ricevuto, insieme all'Onorevole, una delegazione dei firmatari della petizione e ha fornito alcune precisazioni in merito al funzionamento delle Commissioni permanenti in Parlamento.

Infine, così come vi avevo detto, abbiamo audito il Presidente della Regione, Rollandin, il quale ha rammentato che la questione delle sedi del Parco è stata ampiamente dibattuta in passato e che una soluzione potrà esclusivamente discendere dall'approvazione di questa nuova legge. Ha inoltre dichiarato di comprendere quindi le ragioni che hanno spinto i firmatari a firmare la petizione, finalizzata a richiedere lo stabilimento della sede nel comune di Valsavarenche e di auspicare che si ricerchi una soluzione condivisa all'interno della comunità.

La Commissione, poi, indubbiamente, come per tutte le petizioni, esprime poi una sua parte conclusiva a seguito delle diverse audizioni che sono state ascoltate e ha così votato all'unanimità, deliberando che, preso atto che la proposta di legge inerente alle sedi del Parco nazionale del Gran Paradiso non è stata deliberata dalla Commissione del Senato e che pertanto dovrà essere riproposta per il suo esame nella prossima legislatura parlamentare, considerato che solo un nuovo testo legislativo permetterà di attivare il processo di trasferimento delle sedi del Parco, nel territorio dello stesso, comprende quindi le ragioni espresse dai firmatari della petizione, ed auspica che si giunga ad una soluzione condivisa tra tutti i Comuni ricompresi all'interno del territorio del Parco. Ecco, questa è stata la parte che è stata votata all'unanimità dalla III Commissione. Grazie.

Presidente - Grazie. Apriamo la discussione generale, c'è qualcuno che vuol prendere la parola? La parola al collega Cerise.

Cerise (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Sì, io credo che la relazione sia chiara ed esaustiva. Il Presidente Comé ha puntualmente illustrato il percorso di questo oggetto in Commissione, che all'unanimità ha poi preso atto della situazione in essere riguardo all'argomento...dunque, nulla da aggiungere.

Una semplice considerazione credo che debba essere fatta. Il nocciolo della questione che ha poi condizionato il tutto è la presa d'atto che la proposta di legge, giustamente, come ha ricordato già il Presidente Comé...si è arenata in Commissione al Senato. Non avendo ottenuto l'unanimità che, con la procedura della deliberante, essendo stata approvata alla Camera, non necessitava di un successivo passaggio in aula e questo purtroppo, semplicemente, perché un membro della Commissione, un Senatore, si è fatto portatore di interessi elettorali personali e non ha guardato l'interesse più generale...insomma, cercando di raccogliere il consenso di dipendenti occupati presso l'Ente nella sede di Torino e preoccupati per il loro possibile trasferimento alle sedi che si potrebbero all'interno dei Parchi per quella amministrativa e quella operativa. Dunque credo che da lì parta il tutto: i nostri Parlamentari nuovi eletti, oltre a tutti gli altri problemi sul tappeto dovranno riesumare anche questa pratica e cercare di farla decollare, e speriamo che si arrivi finalmente a...poi, chiaramente il fatto di esprimere la comprensione ai firmatari della petizione mi pare un atto dovuto; comprendiamo tutti, conosciamo anche le conflittualità che questa realtà ha avuto in passato, che li ha portati anche a non partecipare a diverse consultazioni elettorali...dunque del tutto comprensibile. Come di fatto si condivide pienamente il fatto che bisogna cercare...diciamo una soluzione condivisa, ecco, che tenga conto anche di tutte le variabili possibili. Il problema non sarà di semplice soluzione, ma crediamo che la Presidenza della Giunta saprà farsi parte attiva nel senso di coordinare e cercare di riuscire a raccogliere questo consenso unanime sulla destinazione della sede del Parco, che tutti condividiamo debba essere all'interno del comprensorio. Grazie.

Presidente - Grazie. Qualcun altro intende prendere la parola. Nessuno? Posso chiudere la discussione generale. La parola al Presidente Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Molto brevemente, in quanto la relazione del collega Dario Comé, che ringrazio, è stata completa e soprattutto ha messo in risalto quelli che sono stati i passaggi...e nelle conclusioni ha detto i punti nodali, che poi anche il collega Cerise ha ripreso. Cioè i punti sostanziali sono sempre due. Uno, la volontà a livello centrale non va nella direzione da noi auspicata, era già stato quasi, così, un miracolo che a livello della Camera ci fosse questo passaggio in deliberante, tant'è che poi al Senato puntualmente basta che uno, in deliberante, per ragioni che il collega ha ricordato, non certo nobili, dica no e tutto finisce. Perché il tema che è legato ad una particolarità che è solo del Parco nazionale del Gran Paradiso, perché per gli altri non è più stato in questi termini, logicamente viene visto come una...come dire? una progressiva decentralizzazione, trasferimento locale di poteri, e quindi a livello centrale è malvista questa soluzione - bisogna dirselo -, non è che sia ben vista, perché già al tempo avevamo provato in questa direzione, cercato di fare, puntualmente ci sono state delle discussioni che..."non è conveniente, non è necessario, non è utile"...tutte storie, è così, e questo è il primo punto che sarà difficilissimo da risolvere.

Sull'altro tema...andando nella logica di una giusta ripartizione tra le due parti, Piemonte e Valle d'Aosta che compongono il Parco nazionale del Gran Paradiso nella sua unità e che noi non mettiamo in discussione, porta a dire che le scelte da una parte e dall'altra di una località per avere, vuoi la parte amministrativa, vuoi la parte più operativa, logicamente anche qui scatenano delle piccole o grandi differenze. Noi abbiamo il Parco distribuito su due valli perlomeno, e quindi la richiesta di avere la sede in una valle piuttosto che nell'altra, anche qui, fa un po' discutere i Sindaci, quindi io concordo sull'auspicio che si trovi l'unanimità...non è, e non sarà facile.

Voglio sottolineare che, anche indipendentemente dalla legge nazionale cambiata, noi avevamo sottoposto questo tema a livello regionale, ed avevamo chiesto alle comunità locali di esprimersi; ad oggi non c'è stata espressione perché non c'è - bisogna dirselo - unanimità. C'è Valsavarenche che chiede come ha fatto ad avere...gli altri Comuni dicono: "sì, è vero che ci sono questi, però..." e con il però si rimanda e non si arriva mai alla scelta definitiva, perché qualcuno dall'altra parte dice: "ma se dev'essere una scelta operativa per i dipendenti, per chi lavora, potrebbe creare disagi...", e così via...ognuno porta un po' l'acqua al suo mulino! Il risultato è che a oggi non abbiamo trovato una soluzione che, come auspicabile, metta tutti d'accordo. Quindi con questo io mi ricollego agli auspici - che faccio miei - del collega Cerise, cerchiamo di lavorare per... Voglio solo sottolineare che non è semplice, perché ci sono delle oggettive difficoltà di interpretare il ruolo del Comune nell'ambito di quello che può essere il discorso della sede operativa nel Parco. Forse andrebbe alzato un attimo il tiro, nel senso di guardare come potrebbe essere utile per il Parco avere una sede in un posto piuttosto che l'altro, tenendo conto di quelle che sono le situazioni che verrebbero a crearsi positivamente avendo la sede dislocata in un punto piuttosto che in un altro. Però questo sarà oggetto di un dibattito che tutti noi auspichiamo. Quindi ringrazio ancora per gli interventi dei colleghi e mi associo a quello che è l'auspicio di tutti noi, che questa discussione riprenda al più presto.

Presidente - Grazie. Il Consiglio regionale quindi prende atto.

Punto 16 all'ordine del giorno.